LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS ED EUROPA: ROMANIA E MOLDOVA RAFFORZANO LE RELAZIONI BILATERALI

Posted in Moldova by matteocazzulani on July 21, 2012

In una visita ufficiale a Chisinau, il Premier romeno, Victor Ponta, e il suo collega moldavo, Vlad Filat, avviano la costruzione di un gasdotto in grado di collegare i sistemi infrastrutturali energetici dei due Paesi, e garantire, così, la sicurezza degli approvvigionamenti energetici. Bucarest rinnova il sostegno politico all’integrazione UE del Paese vicino

 

Il primo ministro moldavo, Vlad Filat

L’integrazione europea dei Paesi dell’Europa Orientale non è solo una questione politica, ma sopratutto energetica. A dimostrarlo è stato l’incontro ufficiale a Chisinau lo scorso martedì, 17 Luglio, tra i Primi Ministri di Moldova e Romania, Vlad Filat e Victor Ponta, in cui i due Paesi hanno rafforzato i legami bilaterali partendo proprio da una delle questioni più importanti per i Paesi del Vecchio Continente: l’approvvigionamento di gas.

Come riportato dall’agenzia Interlic, Filat e Ponta hanno formato l’accordo per l’avvio della costruzione del gasdotto Ungheni-Jassy: una conduttura, finanziata per 20 Milioni di Euro dalla Commissione Europea, 11 Milioni di Euro dalla Romania, e 9 Milioni di Euro dalla Moldova, finalizzata alla messa in comunicazione dei sistemi infrastrutturali energetici dei due Paesi.

Secondo quanto dichiarato al momento della presentazione del progetto alla stampa, il gasdotto ha lo scopo di garantire l’approvvigionamento di gas ai due Paesi da possibili interruzioni del flusso di oro blu da parte della Russia.

Tuttavia, proprio i russi ad oggi detengono il quasi monopolio del gas utilizzato da Bucarest e Chisinau: per questa ragione, cruciale per il funzionamento dell’Ungheni-Jassy è la realizzazione dei progetti della Commissione Europea finalizzati al trasporto di oro blu dal Centro Asia nel Vecchio Continente.

Oltre all’importante gasdotto, la cui entrata in funzione è prevista nel breve tempo, Filat e Ponta hanno varato un piano per la costruzione delle linee elettriche Sucava-Belt e Felciu-Gotest, in grado di trasportare da un Paese all’altro rispettivamente 400 Kb e 100 Kb.

Successivamente alla parte energetica, il Primo Ministro romeno ha incontrato anche il Presidente moldavo, Nicolae Timofti, e lo Speaker del Parlamento, Marian Lupu, a cui ha ribadito il fermo sostegno della Romania alle ambizioni euroatlantiche della Moldova.

Per favorire il processo di integrazione di Chisinau nell’UE, le parti hanno firmato un protocollo per la collaborazione in campo giudiziario, e la Romania ha dato il via libera all’erogazione di 5 Mila borse di studio triennali per studenti moldavi.

La Moldova in prima fila per l’integrazione europea

Le dichiarazioni di Ponta hanno un significato notevole, dal momento in cui testimoniano come, nonostante il cambio di colore del governo a Bucarest – Ponta è Leader di una coalizione socialista-liberale, da poco subentrata a un Governo a maggioranza popolare – la collocazione geopolitica nel Vecchio Continente di Chisinau rappresenta una priorità per l’attività diplomatica della Romania.

L’incontro ha avuto particolare rilievo anche per la Moldova, che ha visto confermato il sostegno politico di Bucarest, necessario per portare a termine il processo di integrazione nell’Unione Europea.

A tal proposito, è opportuno ricordare come, di recente, la Commissione Europea abbia posto proprio la Moldova in cima ai Paesi dell’Europa Orientale candidati all’ottenimento dell’Accordo di Associazione: un documento con cui Bruxelles concede lo status di partner privilegiato, oggi goduto da Norvegia, Svizzera e Islanda.

A favorire la promozione della Moldova sono i progressi effettuati dal Governo Filat in ambito politico, e il parallelo regresso della democrazia in Ucraina, dove dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych, il Paese sta assumendo una posizione molto più simile alla Bielorussia di Lukashenka.

Infatti, gli esponenti dell’Opposizione Democratica sono sistematicamente rinchiusi in carcere per motivi politici, e i media indipendenti sono privati della possibilità di diffondere informazioni non filtrate dalle Autorità.

Matteo Cazzulani

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IN UCRAINA GIORNALISTI IN PIAZZA PER LA TUTELA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 20, 2012

Una partecipata manifestazione è stata organizzata dalle principali testate giornalistiche dopo che il portale Levyj Bereg è stato citato a giudizio per la pubblicazione di intercettazioni “bollenti” di un Deputato del Partito del Presidente, Viktor Janukovych. Repressioni da parte delle Autorità politiche lamentate anche da altri media indipendenti.

 

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

La Procuratura Generale, l’Ufficio delle Entrate, i Servizi Segreti e pratiche di nepotismo politico sono le armi di cui, in Ucraina, l’Amministrazione Presidenziale si serve per limitare la libertà di stampa. A lanciare l’allarme è stato il Caporedattore del portale Levyj Bereg, Andrij Janic’kyj, nel corso di una manifestazione che i giornalisti di numerose testate ucraine hanno organizzato a Kyiv, nella giornata di giovedì, 19 Luglio, presso la sede della Procuratura Generale.

Janic’kyj ha lamentato pressioni da parte delle Autorità politiche e della polizia nei confronti del portale da lui diretto, apprezzato in Ucraina per l’obiettività e la puntualità con cui fornisce ogni giorno una costante informazione. Il Levyj Bereg è stato inoltre querelato dalla Procuratura Generale per avere pubblicato alcune intercettazioni telefoniche “bollenti” di un parlamentare del Partija Rehioniv: il Partito del potere in Ucraina, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Come sottolineato dal caporedattore del Levyj Bereg, la pressione delle Autorità ucraine è strettamente legata con la campagna elettorale per le imminenti Elezioni Parlamentari. Infatti, il Partija Rehioniv è in calo vertiginoso di consensi, e Janukovych è pronto ad evitare con tutti i mezzi una sconfitta della sua forza politica, che avrebbe il significato di un voto di sfiducia nei confronti del suo operato come Capo dello Stato.

In passato, altri media sono finiti nel mirino delle Autorità ucraine. Giovedì, 12 Luglio, la redazione del canale TVi è stata perquisita dalle forze di polizia, e l’Ufficio delle Entrate ha aperto a suo carico un procedimento giudiziario per malversazione finanziaria, che potrebbe comportare la definitiva chiusura di una delle poche emittenti indipendenti ed ucrainofone.

Sempre a riguardo del piccolo schermo, a passarsela male è anche il 5 Kanal. Noto per essere stata l’emittente che ha seguito l’evolversi della Rivoluzione Arancione, il “canale delle notizie oneste” – com’è altrimenti noto il 5 Kanal – è stato privato di alcune delle frequenze nell’autunno 2010, a pochi mesi dalla salita al potere di Janukovych. A beneficiare del parziale oscuramento del 5 Kanal sono state le televisioni possedute da alcuni degli oligarchi dell’est del Paese che sponsorizzano il Partija Rehioniv e l’attività politica del Presidente ucraino.

Infine, preoccupante è la situazione del portale di informazione Ukrajins’ka Pravda. Fondata dal coraggioso giornalista Georgij Gongadze – barbaramente ucciso nel 2000, probabilmente con la complicità delle Autorità politiche del tempo – la Ukrajins’ka Pravda ha condotto un prezioso lavoro di inchiesta in merito all’utilizzo di denaro pubblico da parte di Janukovych per la costruzione di una lussuosa villa a Mezhihirja, non lontano da Kyiv, e di una pista di atterraggio per il suo elicottero privato a Kaniv, presso il luoghi natii del Poeta Nazionale ucraino Taras Shevchenko.

Lo scomodo lavoro della Ukrajins’ka Pravda è costato caro: la redazione è ripetutamente controllata dai Servizi Segreti, mentre il noto giornalista Mustafa Nayem – l’autore dell’indagine sulle ville e gli elicotteri del Presidente – è stato minacciato in maniera velata dallo stesso Janukovych durante una conferenza stampa pubblica.

Nuove accuse per Jurij Lucenko

Oltre ai media, il regresso democratico ucraino interessa anche l’ambito politico, con una decina degli esponenti dell’Opposizione Democratica detenuti in carcere e sottoposti a procedimenti giudiziari dalla dubbia regolarità.

Nella giornata di venerdì, 20 Luglio, la Procuratura Generale ha mutato le accuse mosse a carico dell’ex-Ministro egli Interni dei governi arancioni, Jurij Lucenko, dopo che il politico dell’Opposizione Democratica, secondo quanto riferito da tutti i testimoni convocati in aula, è risultato innocente.

Lucenko, che durante la conduzione del Ministero degli Interni si è distinto per la lotta alla corruzione, è sottoposto a un lungo processo per il presunto pagamento di tangenti al suo autista, e dal 26 Dicembre 2011 è detenuto in misura preventiva in carcere in condizioni al limite della sopportazione umana: nonostante a suo carico non sia stato emesso alcun verdetto di colpevolezza.

Con la riformulazione dei capi di imputazione, Lucenko è accusato di incuranza professionale, e, secondo il Codice Penale ucraino, rischia dai due ai tre anni.

Critica è anche la situazione della Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko: detenuta dal 5 Agosto 2011 per scontare una condanna a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Secondo quanto dichiarato dal suo avvocato difensore, la Tymoshenko – nota in Occidente per la bionda treccia e per avere guidato il processo democratico nel 2004 passato alla storia come Rivoluzione Arancione – è stata colpita da una seria malattia dermatologica, che ha complicato le già gravi condizioni di salute dell’ex-Primo Ministro. La Tymoshenko è infatti affetta da un’ernia al disco, curata con molto ritardo da parte delle Autorità Giudiziarie.

Il legale della Leader dell’Opposizione Democratica ha inoltre accusato le Autorità giudiziarie di rallentare volutamente l’esame del ricorso in Cassazione presentato contro la condanna subita per impedire all’eroina della Rivoluzione Arancione l’appello alla Corte Europea dei Diritti Umani e, così, nuocere ulteriormente alla già discreditata immagine internazionale di Janukovych.

Il Presidente ucraino è stato ripreso in più occasioni da Unione Europea, Stati Uniti d’America, Consiglio d’Europa, NATO, OSCE, Canada, Australia e ONU per il trattamento illiberale riservato ai media e ai politici dell’Opposizione Democratica. Dinnanzi al reiterarsi della condotta autoritaria, l’UE ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione con l’Ucraina: un documento con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, oggi goduto da Svizzera, Norvegia ed Islanda.

Matteo Cazzulani

Putin in Crimea incontra Janukovych: l’Ucraina e sempre più stretta tra le tenaglie della Russia

Posted in Russia, Ukraina by matteocazzulani on July 13, 2012

Nel corso della quinta riunione della Commissione Interparlamentare russo-ucraina, il Presidente russo cede sulla delimitazione dei confini, ma impone al suo collega ucraino l’ingresso di Kyiv nell’Unione Eurasiatica, voluta da Mosca per estendere la propria egemonia nello spazio ex-sovietico. Nessun accordo sulla revisione dei contratti per il gas

Gas, confini e terrorismo sono state le tematiche affrontate in occasione dell’incontro tra i Presidenti di Ucraina e Russia, Viktor Janukovych e Vladimir Putin. Giunto nella giornata di giovedì, 12 Luglio, in Crimea per la canonica visita estiva alla penisola ucraina, Putin ha preso parte ai lavori della quinta seduta della Commissione Intergovernativa russo-ucraina: un’organismo interstatale istituito dalla salita al potere in Ucraina di Janukovych nel 2010 per rafforzare le relazioni tra Kyiv e Mosca.

Il summit, durato circa quaranta minuti, ha avuto luogo all’imbrunire per via delle quattro ore di ritardo con cui Putin si e presentato a Simferopoli: il Presidente russo ha preferito intrattenersi con un gruppo di motociclisti della Crimea, lasciando il collega ucraino solo in attesa del suo arrivo.

Dal punto di vista contenutistico, l’incontro ha registrato il permanere di posizioni differenti sul tema del gas. L’Ucraina da tempo richiede uno sconto per le forniture dell’oro blu di Mosca – da cui l’economia ucraina dipende fortemente – che la Russia e pronta a concedere previe ingenti concessioni sul piano politico da parte di Kyiv, come la gestione al Cremlimo del controllo del sistema infrastrutturale energetico ubicato sulle rive del Dnipro.

Un accordo invece e stato trovato su un’altra questione dirimente qual demarcazione del confine tra Russia e Ucraina presso lo stretto marittimo di Kerch. Le parti non hanno comunicato alcun dettaglio dell’accordo, ma, secondo indiscrezioni, Putin avrebbe accettato la proposta di Janukovych di creare una joint venture russo-ucraina per la gestione del canale di Kerch e per la delimitazione delle acque territoriali nel Mar Nero e nel Mare d’Azov.

Importanti risultati sono stati ottenuti anche per quanto riguarda il processo di integrazione sovranazionale nello spazio ex-sovietico. Su espresso invito di Vladimir Putin, Janukovych si e detto favorevole all’ingresso dell’Ucraina nella Zona di Libero Scambio della Comunità di Stati Indipendenti e nell’Unione Eurasiatica: un’iniziativa progettata dalla Russia per integrare sotto l’egida di Mosca i paesi un tempo parte dell’Unione Sovietica.

Finora, al progetto di Mosca hanno aderito Kazakhstan, Bielorussia e Kyrgyzstan, mentre Kyiv ha dichiarato l’intenzione di partecipare parzialmente al progetto secondo la formula 3+1, mantenendo una cospicua autonomia.

In chiusura, Janukovych e Putin hanno firmato una decina di documenti miranti al rafforzamento della cooperazione tra Russia e Ucraina e alla collaborazione per la lotta al terrorismo.

Il vertice di Simferopoli ha reso chiaro quanto l’Ucraina di Janukovych sia fortemente dipendente dalla Russia sul piano politico, e come la posizione di neutralità tra il Cremlino e l’Unione Europea adottato da Janukovych in campo diplomatico – seguendo l’esempio della Bielorussia di Lukashenka – sia destinato a trascinare Kyiv tra le braccia di Mosca, e seppellire una volta per sempre le ambizioni euroatlantiche di un popolo, come quello ucraino, appartenente per storia, cultura e tradizioni al Vecchio Continente.

Continuano le repressioni sull’Opposizione Democratica ucraina

Oltre che sul piano politico, la similitudine tra l’Ucraina di Janukovych e la Bielorussia di Lukashenka si e rivelata anche per quanto riguarda il rispetto della democrazia. Sempre giovedì, 12 Luglio, la sede di una delle poche televisioni indipendenti rimaste in Ucraina dalla salita al potere di Janukovych, la TVi, e stata perquisita dalla forze speciali di polizia. TVi e accusata di malversazione finanziaria, e le Autorità di Kyiv, dopo averne limitato le frequenze, hanno richiesto a più riprese l’immediata sua chiusura.

Nella medesima giornata, la Corte di Cassazione ucraina ha rinviato per l’ennesima volta il ricorso presentato dalla Leader dell’Opposizone Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, in merito alla condanna a sette anni di reclusione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, inflittale dal Tribunale di Kyiv per la firma di accordi energetici nel Gennaio 2009 ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Secondo gli Avvocati della Tymoshenko, la Corte di Cassazione, su precisa indicazione dell’Amministrazione del Presidente Janukovych, sta rallentando l’esame della questione per impedire il ricorso dell’eroina della Rivoluzione Arancione presso la Corte Europea dei Diritti Umani, presso il quale la Difesa ritiene di ottenere un procedimento più obiettivo rispetto a quello condotto dal sistema giudiziario ucraino.

Matteo Cazzulani

Caso Tymoshenko: dall’Occidente cartellino rosso all’Ucraina

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 11, 2012

La NATO approva una risoluzione di condanna della repressione politica attuata da parte del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, nei confronti della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. La Gran Bretagna decide di boicottare ogni incontro con il Capo di Stato ed esponenti del governo di Kyiv durante le Olimpiadi

Terminato il campionato europeo di calcio, l’Ucraina e sempre più isolata dal mondo per via della scolta autoritaria impressa al Paese dal suo Presidente, Viktor Janukovych. Questo e il giudizio espresso dall’Assemblea Parlamentare della NATO, che nella giornata di martedì, 10 Luglio, ha contestato Kyiv per il regresso della democrazia e ha ufficializzato il congelamento delle relazioni con le Autorità ucraine.

In particolare, l’Alleanza Atlantica ha invitato l’Ucraina a migliorare la situazione politica interna, e fermare i procedimenti giudiziari avviati nei confronti dei principali esponenti dell’Opposizione Democratica con il preciso scopo di eliminare dalla competizione elettorale pericolosi avversari per il Presidente Janukovych.

Inoltre, l’Assemblea Parlamentare NATO ha approvato una risoluzione a larga maggioranza che impone alle autorità ucraine di diminuire l’accanimento giudiziario sulla Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, e di permettere all’eroina della Rivoluzione Arancione di ricevere cure mediche temporanee in Germania.

Come dichiarato dal Capo dell’Assemblea Parlamentare dell’Alleanza Atlantica, Karl Lamers, la Tymoshenko e gravemente malata. Ciò nonostante, le autorità ucraine non permettono una detenzione dignitosa alla Leader dell’Opposizione Democratica: costretta al carcere, e all’osservazione diretta da parte della polizia 24 ore su 24 per scontare una condanna a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato durante l’ultimo anno del suo premierato, nel Gennaio 2009, di accordi energetici con la Russia ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato.

Lamers ha anche evidenziato come la Tymoshenko abbia più volte lamentato pressioni psicologiche da parte delle Autorità carcerarie, a causa delle quali le cure mediche alle quali e sottoposta giornalmente non hanno alcun effetto. Per questa ragione, il trasferimento temporaneo della Leader dell’Opposizione Democratica in Germania e stato ritenuto necessario dalla NATO per garantire all’eroina della Rivoluzione Arancione il mantenimento di condizioni di salute accettabili.

Le dichiarazioni di Larms, rilasciate al Holos Ukrajiny, sono un vero smacco per il Presidente Janukovych, che ha sempre sottolineato al suo popolo come le questioni di politica interna non abbiano alcun legame con le relazioni internazionali dell’Ucraina. Inoltre, la risoluzione dell’Alleanza Atlantica rappresenta l’ennesimo atto ufficiale con cui l’Occidente ha riconosciuto l’esistenza a Kyiv di un regime autoritario che reprime il dissenso e perseguita gli esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica.

Sempre il 10 Luglio, alla condanna della NATO si e aggiunta quella della Gran Bretagna. Secondo indiscrezioni, diffuse dalla ben informata Ukrajins’ka Pravda, le autorità britanniche hanno programmato il boicottaggio totale delle personalità politiche ucraine durante i Giochi Olimpici, che avranno luogo proprio a Londra. La posizione della Gran Bretagna e motivata dalla condizione a cui sono sottoposti gli esponenti dell’Opposizione Democratica, che ha spinto i principali politici del Paese padrone di casa delle Olimpiadi a rifiutare ogni vertice bilaterale con emissari del governo di Kyiv.

Il congelamento delle relazioni con Londra rappresenta un duro colpo per le ambizioni ucraine di integrazione nell’Unione Europea, in quanto la Gran Bretagna, assieme a Polonia, Lituania e Slovacchia, e tra i principali sponsor dell’integrazione di Kyiv nell’UE. Sul piano politico, la posizione di Londra rappresenta l’ennesima sconfitta di Janukovych, che già in occasione del campionato europeo di calcio e stato ignorato anche delle Autorità di Germania, Repubblica Ceca, Francia, Olanda, Belgio e Ungheria.

Rinviato il processo a Julija Tymoshenko

Tuttavia, in contemporanea alle condanne politiche la repressione politica da parte del regime di Janukovych ha visto la realizzazione del suo ennesimo capitolo. Sempre martedì, 10 Luglio, il processo a carico di Julija Tymoshenko per il presunto reato di evasione fiscale commesso durante la presidenza del colosso energetico JEESU – la seconda imputazione con la quale la Leader dell’Opposizione Democratica e stata portata in Tribunale – e stato spostato di qualche settimana per via dell’impossibilita da parte dell’eroina della Rivoluzione Arancione di presenziare in aula a causa delle condizioni di salute.

La decisione della Corte e stata accolta con contrarietà dagli avvocati difensori della Tymoshenko, che hanno richiesto la continuazione del processo anche in assenza della loro assistita.

Secondo il legale della Leader dell’Opposizione Democratica, Serhij Vlasenko, le Autorità giudiziarie, su indicazione dell’Amministrazione Presidenziale, sono intenzionate a protrarre a lungo nel tempo il procedimento giudiziario per impedire alla Tymoshenko il ricorso presso la Corte Europea dei Diritti Umani, alla quale l’eroina della Rivoluzione Arancione ha dichiarato a più riprese di volersi rivolgere per ottenere giustizia.

Matteo Cazzulani

Viktor Jushchenko torna in politica. Le ombre sul disegno politico dell’ex-Presidente ucraino

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 8, 2012

L’ex-Capo di Stato vara un Partito di ispirazione patriottica e conservatrice che punta a rappresentare una fetta dell’elettorato che ad oggi non si riconosce in nessuno dei Partiti esistenti. I pericoli per l’Opposizione Democratica e la reale natura di un progetto che, anziché riattualizzare il cammino di integrazione in Europa di Kyiv, riapre lo scontro interno al campo arancione con la Tymoshenko e favorisce il regime del Presidente Janukovych

Il nome non e chiaro, ma ad essere ben evidenti sono l’orientamento e il fine di quella che ha le carte in regola per diventare la terza forza politica in Ucraina. Nella giornata di sabato, 7 Luglio, l’ex-Presidente ucraino, Viktor Jushchenko, ha varato il suo progetto politico per le Elezioni Parlamentari del prossimo mese di Ottobre.

Il nuovo Partito, ancora senza nome, e nato dalla fusione tra Nasha Ukrajina – il soggetto politico di Jushchenko – il Partito Popolare Ucraino, il Congresso dei Patrioti Ucraini, e una ventina di associazioni patriottiche legati alla difesa della cultura nazionale.

Come dichiarato da Jushchenko, il Partito si basa su principi conservatori e moderati, ed ha l’obiettivo di riempire un vuoto che, a detta dell’ex-Presidente, in Ucraina deve ancora essere colmato.

Tra le linee guida del Partito, Jushchenko ha individuato il salvataggio della lingua e della cultura ucraina, che di recente sono state sminuite dalla riforma linguistica voluta dal Presidente Viktor Janukovych, che ha elevato il russo a lingua di Stato. Inoltre, l’ex-Capo di Stato ha sottolineato la necessita di salvare l’Indipendenza dell’Ucraina dalla politica espansionista della Russia.

Durante il discorso di presentazione, Jushchenko ha anche definito il bacino elettorale del suo Partito, dichiarando di puntare all’alta percentuale di ucraini che non si riconosce ne nella maggioranza filorussa di Janukovych, ne nell’Opposizione Democratica unita guidata da Arsenij Jacenjuk in vece dell’ex-Premier Julija Tymoshenko – una delle dieci personalità di spicco del dissenso imprigionate per ragioni politiche dalla salita al potere dell’attuale Presidente.

“Il 14%. Degli ucraini ha dichiarato di votare contro tutti i candidati che intendono presentarsi alle urne – ha dichiarato Jushchenko – tra questi c’e sicuramente chi potrebbe riconoscersi in una forza politica veramente patriottica, alternativa ai due schieramenti principali finora presenti sullo scenario ucraino”.

La manovra di Jushchenko ha convinto pochi tra i commentatori e i politologi ucraini. Essi son concordi nel dare al progetto dell’ex-Presidente poche chance di supporto tra l’elettorato moderato, che resta più orientato a sostenere l’Opposizione Democratica unita.

Si riattualizza la guerra intestina del campo arancione

Inoltre, il Partito dell’ex-Capo di Stato punta a sottrarre consensi proprio allo schieramento politico che ha il suo riferimento nell’ex-Premier Julija Tymoshenko, nonostante la carismatica politica, che con Jushcenko nel 2004 ha guidato il processo democratico in Ucraina, passato alla storia come Rivoluzione Arancione, sia stata incarcerata e, quindi, impossibilitata a prendere parte alla competizione elettorale.

La riedizione dello scontro tra i due condottieri della Rivoluzione Arancione non fa che rafforzare i sospetti di collaborazione di Jushchenko con il Presidente Janukovych, che già in passato ha visto i due avversari politici convergere su iniziative politiche trasversali per porre in minoranza la carismatica Tymoshenko.

Ne e stato un esempio la nomina a Premier di Janukovych, voluto il 3 Agosto 2006 da Jushchenko a capo di un Governo di unita nazionale concepito per escludere dal potere il Blocco di Julija Tymoshenko, attorno alla quale si sono pero consolidati i consensi del popolo arancione.

Inoltre, una volta sconfitto al primo turno delle elezioni presidenziali del 2010, dove da Presidente uscente ha ottenuto solo il 6%, Jushchenko al secondo turno ha invitato il suo elettorato a disertare le urne per svantaggiare Julija Tymoshenko.

Ella, in caso di ricompattamento dell’elettorato arancione attorno alla sua candidatura, avrebbe con molta probabilità evitato la salita al potere di Janukovych, e la successiva ondata di repressioni politiche scatenata dal neoeletto Presidente contro il campo democratico.

A confermare i sospetti nutriti nei confronti di Jushchenko e stato il suo ex-collega di Partito, Jurij Hrymchak, che ha evidenziato come il progetto politico dell’ex-Presidente ucraino consenta a Janukovych di sottrarre consensi all’Opposizione Democratica in un bacino fortemente patriottico in cui Janukovych ha poco appeal.

Inoltre, Hrymchak ha accusato Jushchenko di connivenza con l’attuale Capo di Stato, al punto, a suo dire, da essere stato ingaggiato per condurre un progetto politico finalizzato ad ingannare l’elettorato e favorire il regime autoritario oggi al Governo in Ucraina.

“Jushchenko e stato l’unico politico non appartenente allo schieramento oggi al Governo a godere di largo spazio sui media di regime – ha dichiarato Hrymchak – questa e una chiara iniziativa di campagna elettorale voluta dalle Autorità ucraine per indebolire il dissenso e mantenere il controllo del Paese imbrogliando gli elettori. L’unico ideale che veramente anima Jushchenko e l’odio personale nei confronti di Julija Tymoshenko”.

Oltre che costola della maggioranza filorussa, il Partito di Jushchenko rischia di essere un’armata senza colonnelli. Oltre a Hrymchak, sono molti i nomi di spicco della politica ucraina ad avere abbandonato l’ex-Presidente, tra cui il Capogruppo al Parlamento di Nasha Ukrajina, Valentyn Nalyvajchenko.

Costoro hanno preferito confluire nell’Opposizione Democratica unita, nata dalla fusione dei principali soggetti partitici del campo arancione – Bat’kivshchyna, Front Zmin, Narodnyj Rukh, Narodna Samooborona e Hromad’jans’ka Pozycja – su un programma più liberale e filoeuropeo.

A contrastare l’attività politica degli arancioni e la detenzione in carcere per motivi politici di dieci dei suoi principali esponenti, tra cui la stessa sua Leader Tymoshenko, e l’utilizzo da parte del Partija Rehioniv – la forza politica di Janukovych – delle risorse statali per la conduzione della campagna elettorale.

Matteo Cazzulani

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CAOS IN UCRAINA: SI DIMETTE IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 5, 2012

Lo Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn, rassegna le dimissioni in seguito all’approvazione della riforma del sistema linguistico che indebolisce l’uso dell’ucraino negli uffici pubblici a favore del russo. Probabile il commissariamento dell’organo legislativo da parte dell’amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych, intenzionato ad assumere il controllo su tutti gli ambiti del potere

Lo speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn

Due dimissioni eccellenti e una paralisi istituzionale. La giornata di mercoledì, 4 Giugno, è destinata a entrare nella storia della politica ucraina come una delle più turbolente e movimentate, con le dimissioni dello Speaker del Parlamento e del suo Vice, e l’ipotesi di scioglimento anticipato della Rada sempre più vicino.

Tutto è iniziato con la votazione in seconda lettura alla Rada del progetto di legge che istituzionalizza il russo a lingua nazionale in 13 delle 23 regioni dell’Ucraina e, de facto, indebolisce il già precario utilizzo dell’Ucraino negli uffici pubblici del Paese.

Forti sono state le resistenze da parte dell’Opposizione Democratica che, dopo l’approvazione in prima lettura, ha promesso a più riprese di non permettere la votazione definitiva di un provvedimento che il Partija Rehioniv – il Partito del potere, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e buona parte dei ministri del Governo – ha invece sostenuto strenuamente.

Sulla questione, il soggetto politico del Presidente Janukovych ha inoltre goduto dell’endorsement del Capo dell’Amministrazione Presidenziale della Federazione Russa, Sergej Ivanov, e dell’aperto sostegno del Capo della Commissione della Duma di Mosca per i rapporti con i Paesi ex-URSS, Leonid Sluckij.

In un Paese, come l’Ucraina, che similmente ad altri Stati dell’Europa Centro-Orientale per molti secoli è stato impossibilitato con la forza a mantenere il proprio idioma nazionale a causa delle politiche di russificazione forzata imposte dell’impero zarista e dell’Unione Sovietica, la questione linguistica è particolarmente bollente.

Ottenuta l’indipendenza nazionale nel 1991, il popolo ucraino ha finalmente potuto coltivare la propria cultura, ed ha trovato nella lingua un collante sociale in grado di mantenere unito un Paese che la Russia, per mantenere la propria egemonia sul più importante dei Paesi dell’ex-URSS, ha cercato ripetutamente di destabilizzare supportando la diffusione del russo sulle Rive del Dnipro.

Oltre che sul piano ideologico, a generare polemiche è stata la modalità di approvazione del Progetto di Legge. Esso è stato infatti calendarizzato nella prima seduta del Parlamento dopo la chiusura del campionato europeo di calcio, ed è stato votato in pochi secondi grazie a un vero e proprio blitz organizzato dai deputati del Partija Rehioniv e dal Vice-Speaker comunista, Adam Martynjuk.

A complicare il quadro è stata l’assenza dello Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn, e del suo vice nominato in quota all’Opposizione Democratica, Mykola Tomenko: entrambi notoriamente contrari al progetto di riforma dell’assetto linguistico.

A poche ore dall’inizio della sessione, essi sono stati convocati dal Presidente Janukovych per colloqui urgenti: la loro assenza ha così permesso a Martynjuk di assumere la presidenza del Parlamento, e mettere ai voti il progetto di legge senza aprire il dibattito come, invece, previsto da regolamento.

Come pronta reazione sia Lytvyn che Tomenko hanno rassegnato le loro dimissioni. Lytvyn in particolare, che nel 2010 pur di mantenere la Presidenza della Rada è passato con la maggioranza voluta dal neoleletto Janukovych dopo avere sostenuto la Rivoluzione Arancione, si è detto deluso per l’inganno orchestrato nei suoi confronti, e ha promesso di non firmare il progetto di legge sulla riforma linguistica fino a quando le sue dimissioni non saranno accettate e votate dal Parlamento.

La decisione di Lytvyn ha generato un terremoto istituzionale. Dapprima, il Partija Rehioniv ha chiesto allo Speaker della Rada di riconsiderare la decisione presa, e lo ha invitato a tenere da parte le emozioni legate a prese di posizione su tematiche forti quali quella linguistica. Dopo la conferma delle intenzioni di lasciare la terza carica del Paese da parte di Lytvyn, il Partito del Potere ha registrato e votato in pochi minuti un progetto di riforma del regolamento dei lavori parlamentari che abbassa il quorum per l’elezione dello Speaker della Rada da 300 voti favorevoli a soli 226.

Il Parlamento sull’orlo di un possibile commissariamento del Presidente

Subito è partito il totonomine per la successione a Lytvyn. Secondo l’autorevole Ukrajins’ka Pravda, alla presidenza del Parlamento sarà eletto il Deputato Ivan Pljushch: anch’egli, come Lytvyn, è un ex-esponente del campo arancione che ha abbandonato la fazione democratica per passare con il Partija Rehioniv dopo la vittoria alle elezioni presidenziali del 2010 di Janukovych.

Molto probabile è anche lo scioglimento anticipato del Parlamento e il suo “commissariamento” da parte dell’Amministrazione Presidenziale fino alle elezioni parlamentari già programmate per l’autunno. A ventilare questa possibilità è stato lo stesso Presidente Janukovych, che, in seguito alle dimissioni di Lytvyn, ha cancellato la tradizionale conferenza stampa di inizio Luglio con i principali media nazionali e internazionali sulla situazione politica del Paese per convocare una riunione straordinaria con i capigruppo della Rada.

Durante la riunione -boicottata da Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona: i due gruppi dell’Opposizione Democratica – Janukovych ha invitato le parti a trovare un accordo per superare l’impasse istituzionale sfruttando i momenti di pausa durante i lavori d’aula. Se, come probabile, le parti non individueranno una candidatura condivisa, il Presidente ha dichiarato di essere pronto a sciogliere il Parlamento.

L’invito di Janukovych è stato colto al volo dal Leader in pectore dell’Opposizione Democratica, Arsenij Jacenjuk, che ha invitato il Capo dello Stato a indire non solo il rinnovo del Parlamento, ma anche nuove elezioni per designare il Presidente dell’Ucraina.

Jacenjuk ha contestato il fatto che Janukovych, una volta salito al potere, con un colpo di mano ha cambiato la Costituzione per accentrare nelle sue mani poteri sottratti al Parlamento, senza che il popolo ucraino si fosse pronunciato a favore di questa riforma radicale delle istituzioni dello Stato, che ha trasformato l’Ucraina da una democrazia a una quasi-dittatura.

Matteo Cazzulani

LA CORTE UE DEI DIRITTI UMANI: JURIJ LUCENKO E’ UN DETENUTO POLITICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 4, 2012

Il Tribunale di Strasburgo riconosce l’irregolarità del trattamento subito da una delle guide della Rivoluzione Arancione, ed obbliga lo Stato ucraino a risarcire i danni morali. Il Presidente dell’Ucraina, Viktor Janukovych, esclude l’Unione Europea dagli obiettivi di politica estera di Kyiv, e avvicina il suo Paese alla Russia. La Rada approva la legge che sminuisce il ruolo della lingua nazionale, mettendo a serio repentaglio l’indipendenza dello Stato

L’ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Una vittoria di Pirro che serve solo al morale degli arancioni, ma non ad impedire la deriva autocratica di un Paese che, in maniera chiara, punta verso Mosca e non più verso Bruxelles. Nella giornata di martedì, 3 Luglio, la Corte Europea dei Diritti Umani ha ritenuto illegale l’arresto e la detenzione in isolamento dell’ex-Ministro degli Interni ucraino, Jurij Lucenko, e ha obbligato lo stato ucraino a risarcire 15 Mila Euro di danni morali.

Nello specifico, il Tribunale di Strasburgo ha ritenuto il trattamento riservato dalle Autorità ucraine a uno dei personaggi di spicco dell’Opposizione Democratica in contrasto con alcuni punti fondamentali della Convenzione Europea per i Diritti Umani: l’Articolo 5, che prevede il diritto alla difesa e all’incolumità personale, e l’Articolo 18, che sostiene la non-limitazione dei diritti dell’imputato in qualsiasi processo.

Altresì, il verdetto della Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l’uso della magistratura per scopi politici attuato dalle Autorità ucraine. Secondo la sentenza, Lucenko è stato processato ed incarcerato con il preciso scopo di eliminare uno dei più carismatici esponenti dell’Opposizione Democratica dalle prossime Elezioni Parlamentari.

Il verdetto della Corte di Strasburgo non obbliga le Autorità ucraine a liberare Lucenko, ma, a detta dello stesso ex-Ministro, getta le basi per prossimi ricorsi contro i principali esponenti della Procuratura Generale, che l’Opposizione Democratica ritiene essere gli esecutori di una repressione politica voluta del presidente ucraino, Viktor Janukovych.

Infatti, Lucenko è uno dei dieci dissidenti arrestati dalla salita al potere dell’attuale Capo di Stato, tra cui figura il nome eccellente dell’anima della Rivoluzione Arancione, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko. Lucenko, che durante i Governi arancioni ha ricoperto la carica di Ministro degli Interni, e si è distinto per un’aspra lotta alla corruzione finalizzata ad adattare l’Ucraina agli standard europei, è stato arrestato il 26 Dicembre 2010 sotto la propria abitazione davanti a moglie e figli, al ritorno dalla passeggiata con il cane.

Dopo un processo in cui tutti i testimoni hanno scagionato Lucenko dalle accuse di abuso d’ufficio e di innalzamento irregolare dei vitalizi ad alcuni suoi collaboratori, l’ex-Ministro arancionestato condannato a quattro anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione alla vita politica.

Janukovych porta Kyiv verso Mosca

Il verdetto della Corte Europea dei Diritti Umani non ha spinto l’entourage del Presidente Janukovych a prendere provvedimenti per ripristinare il cammino dell’Ucraina verso l’Europa. Al contrario, il Capo di Stato ucraino ha adottato misure significative che avvicinano Kyiv alla Russia, e che lasciano presagire l’intenzione di portare il Paese nella zona di influenza economica, culturale e politica di Mosca.

Sempre martedì, 3 Luglio, in un messaggio al Parlamento sulle priorità di politica estera dell’Ucraina, il Presidente Janukovych ha escluso l’Unione Europea, e ha inserito al primo posto la Russia, seguita al terzo posto dalla Cina, e al secondo dagli Stati Uniti d’America.

Il disegno di avvicinamento a Mosca ha subito visto una realizzazione concreta. Nella medesima giornata, il Parlamento ucraino ha approvato in definitiva la legge che promuove a lingue di Stato il russo ed altri idiomi parlati da esigue minoranze linguistiche. Il provvedimento indebolisce notevolmente l’ucraino, che fin dall’ottenimento dell’Indipendenza ha garantito all’Ucraina l’unità territoriale e lo sviluppo di una cultura nazionale che le politiche repressive dell’Unione Sovietica e dell’Impero zarista hanno impossibilitato con l’uso della forza per circa tre secoli.

L’approvazione del provvedimento è avvenuta in maniera irregolare, grazie a un blitz del Vice-Speaker, il comunista Adam Martynjuk, che ha messo ai voti il disegno di legge a sorpresa, senza che esso fosse anticipato da alcun dibattito. Successivamente, le forze di polizia hanno represso con la violenza la pacifica dimostrazione organizzata dai partiti dell’Opposizione Democratica e dalle ONG filo-europee e patriottiche contro l’indebolimento della lingua ucraina.

Come documentato dall’Autorevole Ukrajins’ka Pravda, la polizia si è avvalsa persino di gas lacrimogeni per indurre i manifestanti a disperdersi e a sciogliere il presidio nonviolento organizzato presso l’Ukrajins’kyj Dim: il palazzo dove l’indomani è atteso il discorso annuale alla nazione del Presidente Janukovych.

In segno di protesta per l’approvazione del provvedimento controverso, lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn e il suo vice, Mykola Tomenko, hanno rassegnato del loro dimissioni.

Matteo Cazzulani

Per Komorowski l’Ucraina e sempre più lontana dall’UE

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on July 2, 2012

Il Presidente polacco incontra gli esponenti dell’Opposizione Democratica e le Autorità ucraine. Varsavia costantemente a sostegno dell’integrazione di Kyiv nell’Unione Europea, ma nel contempo a supporto del rispetto della Democrazia e dei Diritti Umani.

La Polonia e a favore dell’integrazione europea dell’Ucraina, ma il processo di avvicinamento di Kyiv all’Europa e in serio pericolo a causa delle criticità legate al rispetto della democrazia da parte delle autorità ucraine. Questo e il messaggio della visita ufficiale in Ucraina del Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, in occasione della partita finale del campionato europeo di calcio.

Il Presidente polacco ha deciso di incontrare il suo collega ucraino per congedare gli atleti che hanno preso parte all’evento sportivo, organizzato in maniera congiunta da Polonia e Ucraina.

Tuttavia, come richiede il ruolo di Presidente di uno Stato democratico, Komorowski prima di recarsi allo stadio di Kyiv ha incontrato gli esponenti dell’Opposizione Democratica, la cui Leader, Julija Tymoshenko, e un’altra decina di esponenti di spicco sono stati incarcerati per ragioni politiche.

Come riportato dall’agenzia Ukranews, il Presidente polacco ha illustrato come la situazione dell’Ucraina sia in pericolo dal punto di vista dell’integrazione europea, e ha assicurato che, in ogni caso, Varsavia sosterrà il cammino di Kyiv verso Bruxelles anche e sopratutto in momenti delicati come quello attuale.

“La Polonia cerca di mantenere un rapporto di amicizia con l’Ucraina – ha dichiarato Komorowski – Supporta il cammino di Kyiv verso l’integrazione europea, anche se esso e oggi fortemente in dubbio. La situazione interna e l’incertezza legata alla realizzazione delle prossime Elezioni Parlamentari secondo gli standard della democrazia o meno sono un punto interrogativo cruciale per la risoluzione della questione ucraina”.

Durante l’incontro con gli esponenti dell’Opposizione Democratica – il Capo in pectore, Arsenij Jacenjuk, gli ex-Ministri degli Esteri, Hryhorij Nemyrja e Borys Tarasjuk, l’ex-Ministro della Difesa, Anatolij Hrycenko, e il Leader del partito UDAR, Vitalij Klychko – Komorowski ha espresso parole in sostegno di Julija Tymoshenko, e ha ricevuto due magliette con la scritta “Julija Libera” da mantenere per se e da regalare al Presidente ucraino, Viktor Janukovych: il responsabile dell’arresto dell’eroina della Rivoluzione Arancione.

Proprio al termine dell’incontro con il Capo di stato ucraino, il Presidente polacco ha Espresso la volontà di continuare a sostenere il cammino di Kyiv verso l’integrazione europea. Nel corso della conferenza stampa congiunta, organizzata in occasione del termine della rassegna sportiva, Komorowski ha espresso fiducia per il futuro dell’Ucraina in Europa.

“L’Ucraina che va avanti e l’Ucraina che punta all’Integrazione in Europa – ha dichiarato Komorowski, come riportato da Gazeta Wyborcza – Questo e quello che si augurano con futro Il cuore lo stesso popolo ucraino. Euro 2012 e stata la dimostrazione che l’Ucraina mantiene l’Europa come suo obiettivo”.

La democrazia come priorità di politica estera per l’indipendenza della Polonia

Komorowski e stato inoltre interpellato sulla presenza allo stadio per la finale del dittatore bielorusso, Aljaksandr Lukashenka, in merito alla quale Komorowski ha evidenziato di ritenere lo stadio abbastanza grande da consentire la visione della partita da postazioni lontane da uno scomodo vicino come il bat’ka – com’è definito Lukashenka in Patria – di Minsk.

Lecito ricordare che l’arresto di Julija Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ha comportato il congelamento del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, e la mancata firma dell’Accordo di Associazione per la creazione di una Zona di Libero Scambio.

Per la Polonia, l’integrazione nell’UE dell’Ucraina e uno dei punti principali della propria politica estera, in quanto consente a Varsavia di strappare alla zona di influenza della Russia un prezioso vicino, dalla cui indipendenza ed europeicita dipende la sicurezza nazionale dello stesso stato polacco.

Matteo Cazzulani

EURO 2012: KOMOROWSKI DA LEZIONE A NAPOLITANO E MONTI SUI DIRITTI UMANI

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on July 1, 2012

Il Capo di Stato polacco assisterà alla partita finale del campionato europeo di calcio accanto al suo collega ucraino, Viktor Janukovych, ma prima incontrerà gli esponenti dell’Opposizione democratica per esprimere il suo sostengo alla sua Leader, Julija Tymoshenko, e all’altra decina di esponenti del campo arancione detenuti per motivi politici. Nulla da fare per il Presidente e il Premier italiano, che correranno alla corte del despota di Ucraina alcun incontro con i dissidenti arancioni

Julija Tymoshenko nella sua cella del carcere di massima sicurezza.

Una volta era “solo” l’economia che spingeva i politici ad adottare la realpolitik nei confronti di regimi autoritari, ma anche il calcio in questi tempi di crisi sembra avere il medesimo potere del danaro. Nella giornata di Domenica, Primo Luglio, presso lo Stadio Olimpico di Kyiv, in Ucraina, avrà luogo la finale del campionato Europeo di Calcio tra le rappresentative nazionali di Italia e Spagna. Come di consueto, dagli spalti dell’impianto sportivo della capitale ucraina assisteranno all’evento ospiti d’eccezione di alta caratura politica, che saranno invitati a sedere accanto al Presidente padrone di casa, Viktor Janukovych.

Il cliché non sarebbe per nulla strano, se non fosse che in Ucraina è in corso un’evidente involuzione della democrazia, e il Presidente Janukovych è il primo responsabile dell’intensificarsi del controllo del potere politico sui media, della sottrazione di poteri al parlamento, e dell’uso del sistema giudiziario per realizzare scopi personali come l’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui la sua Leader, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko.

Sugli spalti, Janukovych può senz’altro godere di buona compagnia grazie alla presenza del dittatore bielorusso Aljaksandr Lukashenka, responsabile di sistematici arresti nei confronti dei dissidenti, controllo sulla stampa, messa al bando di ogni forma di opposizione, e di recente anche dell’arresto del corrispondente polacco di Gazeta Wyborcza, Andrzej Poczobut. La nazionale della Bielorussia non ha preso parte alla fase finale dell’europeo, ma il Bat’ka – com’è definito Lukashenka in Patria – si è precipitato a fare compagnia al collega Janukovych durante la manifestazione di chiusura di Euro 2012.

Accanto ai Presidenti degli unici due regimi autoritari dell’Europa, a presenziare alla partita finale del campionato di calcio sarà una nutrita schiera di capi di Stato e di Governo di Paesi dell’Unione Europea dove, a differenza che in Ucraina e Bielorussia, la democrazia e i diritti umani sono valori imprescindibili. Tuttavia, salvo poche eccezioni, nessuno degli esponenti degli Stati UE ha programmato azioni di protesta nei confronti della svolta autoritaria che, per via della sua violenza e rapidità, sta portando Kyiv lontano da Bruxelles e sempre più vicino all’orbita della Russia.

La personalità di maggior spessore che ignorerà la detenzione della Tymoshenko e dell’altra decina di oppositori è il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato ha dichiarato sin dalle prime ore successive alla vittoria della squadra azzurra in semifinale la volontà di sostenere la nazionale italiana dagli spalti dello Stadio Olimpico di Kyiv, senza tuttavia avere il buon senso di organizzare una visita né presso l’ospedale dei ferrovieri di Kharkiv – dove la Tymoshenko è detenuta in isolamento in gravi condizioni di salute, né presso il Carcere Luk’janivs’kyj della capitale ucraina, dove è detenuto, sempre in isolamento, il Ministro degli Interni dei governi arancioni Jurij Lucenko.

Nulla di strano per chi ha ancora difficoltà a riconoscere l’intervento dei carri armati sovietici in Ungheria del 1956 come una brutale repressione di un processo democratico, si potrebbe dire per “giustificare” Napolitano. Peccato che l’amnesia nei confronti del regresso democratico in Ucraina abbia toccato anche il Primo Ministro italiano, Mario Monti.

Infatti, persino il Super Mario nazionale – titolo conteso con il centravanti della Squadra azzurra, Mario Balotelli – ha dichiarato la presenza a Kyiv durante la partita, ma, similmente a Napolito, non ha ritenuto opportuno recarsi in visita dalla Tymoshenko, o, come sarebbe stato forse più opportuno, approfittare dell’occasione per esprimere al Presidente Janukovych la ferma condanna del Parlamento italiano, che con una risoluzione nel mese di maggio ha chiaramente condannato le Autorità di Kyiv per l’arresto politico degli esponenti arancioni.

Lezioni di realpolitik saranno date anche dalla Spagna, rappresentata dal Principe delle Asturie, Juan Pablo Alfonso, e dal Primo Ministro, Mariano Rajoy. Se l’amnesia dell’erede al trono di Spagna – Alto Rappresentante di un Paese che, similmente all’Italia, vive di calcio e moto – non fa quasi notizia, a preoccupare è l’atteggiamento del Capo del Governo di Madrid. Egli è infatti uno dei personaggi di spicco del partito Popolare Spagnolo: forza politica che, in Europa, collabora con Bat’kivshchyna, il soggetto di Julija Tymoshenko.

Non è chiaro se la decisione di non incontrare l’eroina della Rivoluzione Arancione da parte di Rajoy sia una decisione dettata davvero dalla Realpolitik, ma il fatto che nemmeno i legami interpartitici abbiano retto alla ragion di stato del Primo Ministro spagnolo non possono che gettare un’ombra di amarezza e di profonda preoccupazione.

Chi invece darà il buon esempio a Napolitano, Rajoy e compagnia è la Polonia: Paese co-organizzatore della rassegna calcistica, che accanto a Janukovych sarà rappresentata dal Presidente, Bronislaw Komorowski. Nell’interesse geopolitico della Polonia risiede la necessità di mantenere eccellenti rapporti con l’Ucraina, e di agire in ogni maniera per integrare Kyiv nell’Unione Europea ed evitarne lo scivolamento nell’orbita della Russia, per questa ragione la presenza di Komorowski sugli spalti dello Stadio Olimpico di Kyiv è da leggere come un gesto di alta professionalità ed estrema coerenza.

Tuttavia, prima dell’incontro il Presidente polacco ha convocato i rappresentanti dell’Opposizione Democratica presso l’ambasciata della Polonia per dialogare con essi, raccogliere le loro ragioni e, secondo una nota ufficiale, esprimere la piena e totale solidarietà a Julija Tymoshenko e agli altri dissidenti arancioni arrestati dall’ondata di repressione politica scatenata da Janukovych.

A dare una conferma della maturità delle Autorità polacche, e della loro poca volontà di apparire in mondovisione in compagnia di due dittatori come Janukovych e Lukashenka, è la posizione presa dal Primo Ministro di Varsavia, Donald Tusk. Con una nota, il Capo del Governo della Polonia ha dichiarato l’impossibilità di partecipare alla cerimonia i chiusura di Euro 2012 per obblighi famigliari quali la cura dei nipoti e il desiderio di assistere alla partita assieme alla famiglia.

Napolitano e Monti pensino prima ai terremotati dell’Emilia, del Mantovano e del Veronese

Forse, l’esempio di Tusk poteva essere fatto proprio da Napolitano e Monti, che meglio avrebbero fatto a rinunciare al viaggio a Kyiv per tifare la squadra azzurra assieme alle popolazioni terremotate dell’Emilia, del Mantovano e del Basso Veronese. In questo modo, con un solo gesto avrebbero assunto una presa di posizione molto intelligente, sopratutto in un periodo di antipolitica come quello attuale.

Essi avrebbero infatti nel contempoprotestato contro la violazione della democrazia e dei diritti umani in Ucraina, rendendo così onore al lavoro del Parlamento, avrebbero risparmiato denaro pubblico per l’acquisto dei biglietti andata e ritorno per Kyiv, e, sopratutto, avrebbero dato forza e morale alle popolazioni terremotate, a cui l’approdo in finale della nazionale italiana non potrà portare la sicurezza dell’avvio delle attività produttive e il ripristino dell’agibilità di scuole, Uffici Pubblici e Chiese entro l’inizio dell’autunno.

Matteo Cazzulani

ALLARGAMENTO UE: MOLDOVA E TURCHIA SUPERANO L’UCRAINA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on June 29, 2012

La Commissione Europea concede a Chisinau il secondo step nel processo di integrazione, mentre i Ministri degli Esteri dei principali Paesi Europei firmano una lettera in sostegno alle aspirazioni europee di Ankara. La Russia esercita pressioni su Kyiv per l’ingresso dell’Ucraina nella Zona di Libero Scambio nello spazio post-sovietico

Il primo ministro moldavo, Vlad Filat

Al via il secondo step per l’integrazione in Europa della Moldova. Questa è la decisione presa dalla Commissione Europea nella giornata di giovedì, 28 Giugno, a conclusione dell’incontro tra il Commissario UE agli Affari Interni, Cecilia Malmstroem, e il Primo Ministro moldavo, Vlad Filat.

Come riportato dalla Malmstroem, Chisinau ha dimostrato un notevole progresso nella strada di avvicinamento agli standard europei, ed è sempre più vicina al completamento del processo di integrazione nell’UE.

L’Unione Europea ha dunque firmato un accordo che prevede la semplificazione della concessione dei visti a lungo termine per industriali, studenti e presidenti di ONG, l’aumento delle categorie di persone esentate dal pagamento dei visti Schengen, e l’eliminazione dell’obbligo del visto per chi possiede un passaporto biometrico e diplomatico.

Un altro Paese che avanza nel processo di avvicinamento all’Europa è la Turchia. Sempre giovedì, 28 Giugno, i Ministri degli Esteri della maggior parte dei Paesi UE – Germania, Polonia, Gran Bretagna, Ungheria, Italia, Bulgaria, Svezia, Lettonia, Estonia, Lituania, Spagna, Slovacchia, Slovenia, Romania, Portogallo, e Finlandia – con una lettera hanno lodato il ruolo ricoperto negli ultimi tempi da Ankara per la diffusione della democrazia in Medio Oriente e il contenimento dell’aggressività di alcuni regimi dittatoriali, come quello della Siria.

Oltre ad avere riconosciuto la capacità della Turchia di saper riformare il proprio sistema militare e giudiziario in senso occidentale, i firmatari della lettera hanno tuttavia invitato Ankara a migliorare la situazione legata ai diritti alle donne e alla tutela delle minoranze, su cui, secondo il documento, il Governo turco deve ancora avvicinarsi ai parametri di Bruxelles.

La Russia si riprende l’Ucraina

Il Paese che invece si sta allontanando dall’Europa è l’Ucraina. Nella giornata di mercoledì, 27 Giugno, il Presidente russo, Dmitrij Medvedev, si è recato in visita ufficiale a Kyiv per incontrare il suo collega, Viktor Janukovych, e il Primo Ministro ucraino Mykola Azarov.

Durante il vertice, Medvedev ha invitato Janukovych a ratificare al più presto il varo della Zona di Libero Scambio nella Comunità di Stati Indipendenti: un processo di integrazione economico fortemente voluto da Mosca per rinsaldare la sua egemonia nello spazio ex-sovietico.

Inoltre, i due Presidenti hanno firmato alcuni contratti per la collaborazione russo-ucraina nel settore dell’aviazione e dell’ingegneria spaziale, e, durante le dichiarazioni ufficiali, hanno riservato poca importanza al conflitto tra Mosca e Kyiv per la revisione delle tariffe del gas, su cui l’Ucraina richiede da tempo uno sconto.

Matteo Cazzulani