LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: YULIA TYMOSHENKO MULTATA PER ASSENZA AL PROCESSO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 15, 2013

UCRAINA: YULIA TYMOSHENKO MULTATA PER ASSENZA AL PROCESSO

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina sanzionata per non avere presenziato alla seduta del procedimento giudiziario in cui è accusata di omicidio. Come conferma il primo testimone, il Presidente Viktor Yanukovych ritenuto il mandante del processo per eliminare la temuta competitor dalla scena politica e chiudere una pagina buia del suo passato

Reclusa, malata, accusata persino di omicidio, e adesso anche multata. Nella giornata di giovedì, 14 Febbraio, la leader dell’Opposizione Democratica ucraina, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko, è stata sanzionata per assenza alla prima deposizione dei testimoni nel terzo processo sollevato a suo carico.

La Tymoshenko ha rinunciato a presenziare al processo per via delle sue precarie condizioni di salute: come illustrato al Giudice, Oksana Tsarevych, dal suo Avvocato, Serhiy Vlasenko -anch’egli multato per “offese alla Corte”- l’ex-Primo Ministro soffre di ernia al disco e trombosi, ed è costretta a permanere nella sua camera, dove viene costantemente spiata dalle Autorità giudiziarie.

La ragione del rifiuto a presenziare al processo da parte della Tymoshenko è anche una forma di protesta nei confronti delle accuse, che l’ex-Primo Ministro ritiene fabbricate ad hoc dall’Amministraziome del Presidente, Viktor Yanukovych, per infliggere l’ergastolo alla sua competitor politica.

La Tymoshenko è infatti accusata dell’omicidio nel 1996 presso l’aeroporto di Donetsk di Yevhen Shcherban: deputato nazionale la cui morte ha de facto favorito l’ascesa politica dell’attuale Presidente Yanukovych.

A sostegno della tesi dell’ex-Primo Ministro sull’infondatezza delle accuse è anche stata data dal primo dei testimoni interrogati, Ihor Marenkov, che ha ammesso di avere sentito della responsabilità della Tymoshenko per l’omicidio del deputato Shcherban “da persone terze”.

La Tymoshenko è già stata condannata a sette anni e mezzo di carcere l’11 Ottobre 2011 per avere firmato accordi energetici con la Russia di Putin, grazie ai quali l’Ucraina ha permesso il ripristino dell’invio di gas verso l’Unione Europea che Mosca aveva tagliato per porre gli arancioni in cattiva luce dinnanzi all’opinione pubblica europea.

Pochi mesi dopo, la Tymoshenko è stata condannata a 4 anni di carcere per bancarotta fraudolenta del colosso energetico YEESU, guidato dall’ex-Primo Ministro prima della sua salita in politica nel 1998.

Un altro esponente “arancione” ottiene asilo politico in Europa

Sempre giovedì, 14 Febbraio, l’Unione Europea ha concesso asilo politico ad un altro esponente dell’Opposizione Democratica ucraina, fuggito in UE per paura di essere arrestato.

L’ex Vice Ministro della Difesa del Governo Tymoshenko, Valeriy Ivashchenko, ha ottenuto asilo politico in Danimarca, motivando il suo esilio spontaneo con l’intenzione da parte delle Autorità governative dell’Ucraina di estorcere da lui confessioni sul coinvolgimento della Tymoshenko e dell’ex Vice Premier, Oleksandr Turchynov, in reati di vario genere.

Ivashchenko è già stato arrestato per abuso d’ufficio nel 2011, ma dopo pochi mesi è stato liberato grazie a una commutazione della pena. L’ex-Ministro della Difesa è il quarto esponente dell’Opposizione Democratica che ottiene asilo politico in Unione Europea.

L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca, mentre il coordinatore nella Regione di Kharkiv del Partito della Tymoshenko “Batkivshchyna”, Arsen Avakov, ha ottenuto riparo in Italia.

Il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, è criticato da ONU, USA, UE, NATO e principali ONG internazionali indipendenti per l’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti del campo democratico “arancione”.

Il regresso democratico impresso all’Ucraina da Yanukovych, assieme alle falsificazioni delle Elezioni Parlamentari e Presidenziali, alle pressioni sulla stampa libera, e all’accentramento dei poteri nelle sue mani a discapito del Parlamento, ha comportato il congelamento del processo di integrazione economica di Kyiv nell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani.

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MISSIONE UE IN UCRAINA: A KWASNIEWSKI E COX CONCESSI PIU POTERI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 17, 2012

Oltre al caso di Julija Tymoshenko, l’ex-Capo di Stato socialdemocratico polacco e l’ex-Presidente liberale irlandese del Parlamento Europeo osserveranno anche i procedimenti giudiziari a carico dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e dell’ex-Viceministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, ed anche la preparazione delle Elezioni Parlamentari. Piena comprensione del ruolo fondamentale per l’interesse dell’Unione Europea

L’ex-Presidente polacco, Aleksander Kwasniewski

Non solo la Tymoshenko, ma anche Lucenko, Ivashchenko e le Elezioni Parlamentari. Queste sono le nuove competenze assegnate alla missione in Ucraina dell’ex-Capo di Stato polacco, Aleksander Kwasniewski, e dell’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Pat Cox.

Il socialdemocratico polacco e il liberale irlandese sono incaricati di osservare, e studiare a fondo per conto dell’UE, le tappe dei procedimenti giudiziari mossi a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko: un fatto che ha portato al congelamento del processo di integrazione del’Ucraina nelle strutture europee.

Come riportato dall’agenzia Interfax, il Parlamento Europeo ha deciso di aumentare il raggio di azione di Kwasniewski e Cox, affidando loro anche l’esame del caso dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e dell’ex-Viceministro della Difesa, Valerij Ivashchenko.

Essi appartengono alla decina di esponenti del campo arancione incarcerati dalla salita al potere del Presidente Viktor Janukovych, ma, così come la Tymoshenko, per via del peggioramento delle loro condizioni di salute durante la detenzione – e delle scarse cure prestate dalle Autorità carcerarie – rappresentano anche un caso di emergenza sanitaria.

“Jurij Lucenko si trova in cima alle nostre priorità – ha dichiarato Kwasniewski in un’intervista a Gazeta Wyborcza – Il suo stato di salute è quello più seriamente a rischio. Invece, i medici europei incaricati di curare Julija Tymoshenko ritengono che le strutture ospedaliere in cui ella è stata trasferita siano accettabili, e che non sia necessaria un’operazione per guarire l’ernia al disco di cui, da tempo, soffre la Leader dell’Opposizione”.

L’ex-Capo di Stato polacco e l’ex-Presidente del Parlamento Europeo avranno anche il compito di osservare i lavori di preparazione delle Elezioni Parlamentari ucraine, da cui, a detta di diversi Leader di Stato e di Governo UE, e come confermato dallo stesso Kwasniewski nell’intervista a Gazeta Wyborcza, dipende il riavvio o meno del processo di integrazione dell’Ucraina nelle strutture europee.

Secondo l’ex-Presidente polacco, un modo per evitare brogli e falsificazioni della consultazione elettorale è l’invio in Ucraina di un alto numero di osservatori da parte dell’UE e della stessa Polonia: esso sarebbe un chiaro messaggio che Bruxelles lancerebbe a Kyiv per convincere gli ucraini al rispetto degli standard democratici occidentali.

“Analizzando a freddo, posso dichiarare che l’Opposizione ha ancora buone possibilità di vittoria – ha illustrato Kwasniewski a Gazeta Wyborcza – Nei seggi assegnati secondo il sistema proporzionale prevedo un pareggio, la differenza la faranno i Deputati eletti col sistema uninominale. In ogni caso dobbiamo far sì che le Elezioni siano libere e corrette, e che gli oppositori siano trattati in maniera decente sotto l’aspetto umanitario”.

L’Ucraina fondamentale per l’interesse geopolitico dell’UE

Kwasniewski e Cox sono due figure chiave nella storia dei rapporti polacco-ucraini: a loro si deve infatti la difficile gestione della realizzazione del processo democratico in Ucraina del 2004, guidato proprio dalla Tymoshenko, passato alla storia come Rivoluzione Arancione.

Tuttavia, il compito a cui il socialdemocratico polacco e il liberale irlandese sono oggi chiamati è molto più difficile rispetto a quello di otto anni or sono, poiché la divisione interna al campo ucraino tra le Autorità e l’Opposizione Arancione è pressoché insanabile, e sono pochi i Leader europei ad avere posto la questione ucraina tra le priorità della loro politica estera.

Inoltre, Kwasniewski ha evidenziato come un grosso problema sia rappresentato dalla pressione esercitata dalla Russia di Putin: tornato al potere al Cremlino con un programma improntato sul rafforzamento dell’espansione imperiale di Mosca negli Stati dell’ex-Unione Sovietica, inclusa l’Ucraina.

“La questione è importante, si tratta del posto dell’Ucraina nel Mondo – ha dichiarato l’ex-Capo di Stato polacco a Gazeta Wyborcza – In Europa è un momento di crisi, nessuno ha per la mente la questione ucraina. Inoltre, assistiamo al rafforzamento del ruolo della Russia, con Putin che vuole costruire un’Unione Eurasiatica destinata ad essere più forte con l’Ucraina al suo interno. Per Kyiv non c’è alcuna soluzione migliore all’approdo nel porto europeo – ha continuato Kwasniewski – riponiamo enormi speranze affinché ciò si realizzi”.

Matteo Cazzulani

CASO JULIJA TYMOSHENKO: SANZIONI PER PIU’ DI DIECI POLITICI AL POTERE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 3, 2012

Il Partito della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Bat’kivshchyna, rende noti i nomi delle Autorità di Kyiv ritenute responsabili per l’ondata di repressione politica che ha colpito una decina di esponenti del campo arancione. Oltre al Presidente, Viktor Janukovych, inseriti suo figlio  il Premier, i Procuratori e i giudici dei processi organizzati a carico dell’Eroina della Rivoluzione Arancione

Julija Tymoshenko nella sua cella del carcere di massima sicurezza

Tre gruppi per una decina di sanzioni che Bruxelles e Washington dovrebbero apportare per reagire alla repressione della democrazia in Ucraina. Nella giornata di venerdì, Primo di Giugno, l’autorevole quotidiano Kommersant” Ukrajina ha ottenuto l’elenco dei nominativi che sono stati indicati alle Autorità politiche di Unione Europea e Stati Uniti come responsabili dell’arresto diurna decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina.

A redigere la lista è stato Hryhorij Nemyr’ja, uno dei Leader di Bat’kivshchyna: la forza politica della Leader del campo arancione, Julija Tymoshenko, detenuta in un carcere di massima sicurezza dal 5 Agosto 2011 dove, dopo non avere subito cure mediche per diversi mesi, è stata addirittura vittima di percosse da parte delle Autorità carcerarie.

Nel primo gruppo dell’elenco rientrano esponenti politici che attualmente governano l’Ucraina, che Bat’kivshchyna ha ritenuto i veri mandanti politici dell’ondata di arresti degli esponenti dell’Opposizione Democratica.

Tra essi, oltre al Presidente, Viktor Janukovych, rientrano il figlio del Capo di Stato Oleksandr Janukovych – Deputato Nazionale e oggi una delle personalità più ricche del paese – il Consigliere del Presidente, Andrij Portnov, il Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Serhij L’ovochkin, il Primo Ministro Mykola Azarov, e il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko.

Nel secondo gruppo sono stati inseriti i giudici e i procuratori che hanno partecipato ai processi acarico della Tymoshenko e di un’altra decina di personalità di spicco del campo arancione, come il Procuratore Generale Viktor Pshonka, i suoi Vice Jevhen Blazhivs’kyj e Renat Kuz’min , il magistrato Rodion Kirejev, e i Procuratori Lillja Frolova e Oleksandr Nechvohlod.

Il terzo gruppo contiene gli esperti che, per conto del colosso energetico ucraino, hanno certificato le indagini compiute per conto del colosso energetico nazionale Naftohaz a carico di Julija Tymoshenko, e che hanno fornito i capi d’accusa con cui la Tymoshenko è stata condannata l’11 Ottobre 2011.

La condanna dell’Occidente

Alla Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, sono stati sentenziati sette anni di detenzione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica per la firma di accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse dello stato.

Il processo con cui la Tymoshenko è stata condannata si è svolto in maniera irregolare: con l’imputata detenuta in misura preventiva in galere, la difesa sistematicamente privata della possibilità di presentare testimoni e prove a sostegno dell’arringa.

Condanne al trattamento illiberale che l’Amministrazione Janukovych ha riservato agli esponenti dell’Opposizione Democratica – oltre alla Tymoshenko, all’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-viceministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e l’ex-Viceministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk – sono state mosse a più riprese da Unione Europea, Stati Uniti d’America, ONU, Consiglio d’Europa, NATO, Canada, Australia e Federazione Russa.

Matteo Cazzulani

VIKTOR JANUKOVYCH CRITICATO UFFICIALMENTE DALL’UNIONE EUROPEA. PER LA QUINTA VOLTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 25, 2012

Approvata una risoluzione bipartisan del Parlamento Europeo che critica il regresso della democrazia in Ucraina, ed invita al rispetto della democrazia e dei diritti umani per mantenere attivo il processo di integrazione di Kyiv con Bruxelles. Il caso di Julija Tymoshenko come banco di prova per le Autorità ucraine

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

17 tirate d’orecchie a Janukovych e un rapporto con l’UE messo a serio repentaglio. Nella giornata di giovedì, 24 Maggio, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione di condanna all’Ucraina condivisa da tutte le forze partitiche dell’Emiciclo di Strasburgo.

Il documento, composto di 17 punti, inizia con la conferma della volontà da parte dell’Unione Europea di mantenere buone relazioni con l’Ucraina, ma riconosce che la mancata tutela dei diritti umani, l’uso politico della magistratura per reprimere gli esponenti dell’Opposizione Democratica, e il non rispetto della democrazia impossibilitano la firma dell’Accordo di Associazione tra Bruxelles e Kyiv.

L’Unione Europea ha riconosciuto come causa di questa impasse la poca volontà delle autorità ucraine di compiere riforme in senso democratico, e ha invitato la Commissione di Venezia, il Consiglio d’Europa, e le altre Istituzioni UE ad aiutare Kyiv a compiere un’evoluzione in senso democratico e occidentale.

Particolare attenzione è stata dedicata al caso della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e degli altri esponenti del dissenso ucraino arrestati per motivi politici, di cui l’UE ha chiesto l’immediata scarcerazione. Inoltre, l’Emiciclo di Strasburgo ha evidenziato come, in Ucraina, il Parlamento debba tornare ad essere l’organo legislativo che controlla l’attività del Governo mediante la dialettica democratica, e non un mero organo consultivo che prende atto delle decisioni del Presidente, Viktor Janukovych.

Sulla Tymoshenko, l’Unione Europea ha dichiarato di riservare particolare attenzione allo svolgimento della seduta della Cassazione, presso la quale gli avvocati della Leader dell’Opposizione Democratica hanno esposto ricorso contro la condanna a sette anni di detenzione in isolamento che, l’11 Ottobre 2011, è stata sentenziata dopo un processo dalla palese irregolarità.

Oltre alla Tymoshenko, l’UE ha richiesto la garanzia dei diritti giudiziari per gli altri detenuti politici: l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Vice-Ministro della difesa, Valerij Ivashchenko. Inoltre, ha invitato le Autorità ucraine a garantire assistenza medica ai detenuti, e ad analizzare con particolare cura i ricorsi contro le torture subite in carcere esposti dalla Tymoshenko.

La risoluzione ha invitato Kyiv a creare una Commissione Internazionale per individuare ogni possibile infrazione nel rispetto delle libertà fondamentali commesse nei confronti dei detenuti politici, e a tal riguardo ha giudicato in maniera positiva l’esito del recente incontro tra il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, e il Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, dal quale è maturata la decisione di inviare osservatori UE in materia di diritto presso le sedute dei processi aperti a carico della Tymoshenko.

Il Parlamento Europeo ha poi posto il corretto svolgimento delle Elezioni Parlamentari come l’ultima possibilità per l’Ucraina di dimostrare interesse nei confronti dell’integrazione con Bruxelles, e come un segnale di credibilità per confermare a Kyiv la Presidenza di turno dell’OSCE.

Infine, la risoluzione invita i Leader politici del Vecchio Continente a non boicottare le partite del campionato europeo di calcio, ma a cercare, durante il soggiorno in Ucraina, momenti per visitare i detenuti politici e cogliere l’occasione per esprimere pubblicamente la contrarietà dinnanzi al trattamento illiberale riservato ai dissidenti politici.

Janukovych fa orecchie da mercante

Al documento non è pervenuta alcuna reazione del Presidente ucraino, Viktor Janukovych: il vero oggetto delle critiche che, per la quinta volta nel giro di pochi mesi tra dichiarazioni delle Alte Autorità UE e risoluzioni simili a quella approvata, ha unito le forze politiche del Parlamento Europeo in una forte condanna nei confronti di un regime che, a causa dell’incarceramento degli esponenti dell’Opposizione e della privazione dell’indipendenza del Parlamento nei confronti dell’Amministrazione del Capo dello Stato, è oggi molto simile alla Bielorussia autoritaria di Aljaksandar Lukashenka.

A rispondere alle critiche UE è stato il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko, che ha rilevato nella risoluzione aspetti positivi come il mantenimento delle porte aperte nel dialogo con l’Ucraina, e ha fornito alle Autorità un incentivo a riformare il proprio sistema giudiziario. Nel contempo, ha criticato l’eccesso di emotività dimostrato da alcuni Partiti del Parlamento Europeo nei confronti di Julija Tymoshenko e della situazione degli esponenti del’Opposizione ucraina.

Durante il dibattito sulla risoluzione di martedì, 22 Maggio, tutte le forze partitiche – con l’eccezione della Sinistra Europea – hanno riconosciuto il carattere repressivo dell’atteggiamento di Janukovych. Il Partito Popolare Europeo e i Verdi Europei hanno invitato l’Unione Europea ad applicare sanzioni nei confronti del Presidente Janukovych, mentre l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei ha ribadito l’intenzione di interrompere il rapporto di collaborazione strato con il Partija Rehioniv – il partito del potere in Ucraina, a cui appartengono il Capo dello Stato, il Premier, e quasi tutti i Ministri.

Matteo Cazzulani

TESTIMONIA LE PERCOSSE SUBITE DA JULIJA TYMOSHENKO: L’AUTRICE DELLE FOTO FUGGE DALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 19, 2012

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, Nina Karpachova, è fuggita dal Paese dopo l’apertura di un’inchiesta sul suo conto per la diffusione delle prove dei lividi sul corpo della Leader dell’Opposizione Democratica. La Procuratura Generale contrattacca la fuggitiva

Le percosse subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lontano dal proprio Paese dopo gli scatti che hanno turbato la Comunità Internazionale. Questo è quanto accaduto all’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani ucraina, Nina Karpachova: fuggita a Mosca dopo che la Procuratura Generale ha aperto sul suo conto un’inchiesta.

A dare la notizia, venerdì 18 Maggio, è stata l’autorevole Ukrajins’ka Pravda, che ha illustrato come la Karpachova sia finita nel mirino della magistratura ucraina per le fotografie realizzate durante l’ultimo suo giorno da Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, mercoledì 25 Aprile, che testimoniano le percosse al ventre e alle braccia subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

A supporto delle rivelazioni della Ukrajins’ka Pravda, il Parlamentare di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – Andrij Kozhem’jakin ha dichiarato all’autorevole agenzia Liga che la Karpachova è stata costretta a lasciare l’Ucraina in seguito all’apertura sul suo conto di un procedimento giudiziario, mentre il suo collega di Partito, Serhij Sobol’jev, ha illustrato di essersi appellato al Consiglio d’Europa per risolvere la situazione.

Ulteriori dettagli alla notizia sono stati forniti dall’altrettanto autorevole agenzia PAP, che ha evidenziato come la Capitale della Federazione Russa sia stata per la Karpachova l’ultima scelta. Infatti, ella si è rivolta dapprima a diverse ambasciate dei Paesi dell’Unione Europea in stanza a Kyiv per ottenere lo status di rifugiato politico.

Pronta la risposta della Procura Generale, che ha negato l’apertura di un procedimento giudiziario e l’organizzazione di una campagna repressiva nei confronti della Karpachova. Al contrario, la magistratura ucraina ha accusato l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani di avere gonfiato la notizia della sua partenza dal Paese e della persecuzione in atto nei suoi confronti.

Lecito ricordare che le fotografie scattate dalla Karpachova hanno fatto il giro del Mondo in poche ore, ed hanno comportato una forte protesta della Comunità Internazionale verso il Presidente ucraino, Viktor Janukovych: ritenuto il responsabile politico dell’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Janukovych sempre più isolato

Dinnanzi alle prove delle percosse subite dalla Tymoshenko la notte dello scorso venerdì, 20 Aprile, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha invitato i suoi colleghi UE a boicottare le partite dei campionati europei di calcio in programma in Ucraina, mentre i Presidenti di Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, e Albania hanno disertato il vertice dell’Europa Centrale di Jalta, e costretto Janukovych alla sua cancellazione.

Dalla salita al potere dell’attuale Presidente, in Ucraina sono più di una decina gli esponenti di spicco del Campo Arancione arrestati, processati, perseguitati e costretti all’esilio per sfuggire ad una condanna data per certa.

Tra essi, oltre alla Tymoshenko, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex-Vice-Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, l’ex-Vice-Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko – che con Danylyshyn ha ottenuto Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: L’ITALIA SI ALLEA CON LA POLONIA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 13, 2012

Il Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha discusso con il suo omologo polacco, Radoslaw Sikorski, in merito allo stato della democrazia e al rispetto dei diritti umani in Ucraina, e ha comunicato a Varsavia l’adozione di forme di protesta ufficiali. Roma in prima fila per il sostengo della liberazione dell’eroina della Rivoluzione Arancione

Julija Tymoshenko durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Una conversazione telefonica ha costituito un fronte unico dal Baltico al Mediterraneo per la difesa dei diritti umani e della democrazia. Nella serata di sabato, 12 Maggio, il Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha conferito con il suo collega polacco, Radoslaw Sikorski, in merito alla situazione politica in Ucraina.

Come riportato dal servizio stampa del Ministero degli Esteri della Repubblica Italiana, e confermato da fonti appartenenti al Ministero degli Esteri polacco, Terzi ha espresso profondo rammarico e preoccupazione dinnanzi alla detenzione e alle condizioni di salute della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. Inoltre, il Capo della Diplomazia italiana ha informato Sikorski di avere consegnato una nota di protesta ufficiale dall’Ambasciatore ucraino in stanza a Roma.

“I Ministri di Italia e Polonia ripongono grandi speranze affinché da Kyiv provengano segnali inerenti al fatto che le Autorità ucraine dimostrino pieno sostegno e rispetto dello stato di diritto e della democrazia” ha riportato una nota emanata dalla Farnesina.

La creazione di un fronte comune italo-polacco porta l’Italia in prima fila tra i Paesi dell’Unione Europea che, come la Polonia, stanno prodigando ingenti sforzi per affrontare l’emergenza democratica ucraina, seppur con modalità differenti.

Il Vice-Ministro degli Esteri, Marta Dassù, ha comunicato l’intenzione di organizzare una missione diplomatica italiana per visitare la Tymoshenko presso la cella della colonia penale in cui la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina è detenuta.

Nella giornata di Mercoledì, 9 Maggio, il Parlamento ha approvato una mozione bipartisan – sostenuta da PDL, PD, UDC, IDV e Gruppo Misto – che obbliga il Premier, Mario Monti, a sostenere la candidatura della Tymoshenko al Premio Nobel per la Pace 2012, e impegna il governo italiano a non ratificare l’Accordo di Associazione UE-Ucraina fino a quando la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina non sarà liberata.

Una notevole mobilitazione del mondo politico e intellettuale italiano è stata registrata anche sul piano culturale e locale. Immediatamente dopo l’arresto della Tymoshenko – avvenuto l’11 Ottobre 2011, in seguito a un processo celebrato in maniera palesemente irregolare – il giornale Il Legno Storto ha lanciato un appello per la liberazione dell’eroina della Rivoluzione Arancione e per il rispetto della Democrazia in Ucraina, sottoscritto da diverse centinaia di cittadini.

A sostenere la battaglia per la liberazione della Tymoshenko è stato anche il portale di informazione Lombardi nel Mondo, grazie al quale, il 30 marzo 2012, il Consigliere Regionale della Lombardia, Carlo Borghetti, ha richiesto al Governatore della principale Regione d’Italia, Roberto Formigoni, l’organizzazione di una missione diplomatica per verificare le condizioni di salute di uno dei principali esponenti politici di un Paese europeo strategicamente importante per la sicurezza energetica italiana.

Più cauta, ma non meno risoluta, è stata la posizione assunta dalla Polonia, che agli appelli al boicottaggio delle Autorità ucraine e delle manifestazioni sportive organizzate in Ucraina – come il campionato europeo di calcio – sostenuti dalla Germania e da altri Paesi dell’Europa Occidentale, ha preferito perseguire la via del confronto diplomaticoper cercare di convincere le Autorità di Kyiv al rispetto degli standard democratici: necessario per proseguire nel percorso di integrazione nell’UE.

Secondo la posizione di Varsavia, il rischio di una posizione troppo dura da parte dell’Unione Europea nei confronti di Kyiv rischia di isolare l’Ucraina dalla comunità occidentale, e di favorire l’inserimento nella sfera di influenza della Russia di questo Paese europeo per storia, cultura e tradizioni. Altresì, l’Ucraina è fondamentale per la sicurezza energetica del Vecchio Continente, in quanto è attraverso il suo territorio che transita l’80% del gas che l’Europa importa proprio da Mosca.

L’allarme di Kwasniewski: “A Occidente non è chiaro cosa sia l’Ucraina”

Ciò nonostante, sulla questione ucraina l’Unione Europea non è stata in grado di prendere una posizione unica. Come illustrato dall’ex-Presidente polacco, Aleksander Kwasniewski, in un’intervista alla rivista Wprost, l’appartenenza dell’Ucraina alla comunità europea è riconosciuta solamente dai Paesi dell’Europa Centrale e scandinavi, ma non da quelli della parte occidentale del Vecchio Continente, secondo il cui punto di vista Kyiv non rappresenta una realtà culturale e storica autonoma dalla Russia, bensì una colonia di Mosca.

“Più si va ad ovest, più a prevalere è un punto di vista filo-russo – ha dichiarato l’ex-Capo di Stato socialdemocratico – persino il profondo sud del Vecchio Continente, come Spagna e Portogallo, è convinto che l’Ucraina come entità statale autonoma non sia mai esistita”.

Il caso Tymoshenko e la repressione politica in Ucraina

Nota per la bionda treccia, e per avere guidato in Ucraina nel 2004 il processo democratico noto come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko è stata condannata a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato durante l’ultimo anno del suo premieranno, nel Gennaio 2009, accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse statali.

Imputata in altri due processi, iniziati sempre per ragioni politiche, la Tymoshenko soffre di un’ernia del disco sistematicamente trascurata dalle Autorità carcerarie. Inoltre, lo scorso 20 Aprile l’ex-Primo Ministro è stata aggredita fisicamente presso la sua cella, e da allora ha iniziato, per protesta, uno sciopero della fame che l’ha portata a un vertiginoso dimagrimento di dieci chili in poche settimane.

Oltre alla Tymoshenko, un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica sono stati arrestati dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Vice-Ministro dell’Ambiente, Hryhorij Filipchuk, e l’ex-Vice-Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko. L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr, sono stati costretti all’esilio in Repubblica Ceca, dove hanno ottenuto Asilo Politico.

L’Opposizione Democratica ha ritenuto il Presidente janukovych il vero responsabile dell’ondata di repressione politica. Simili condanne sono state espresse a più riprese anche da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti d’America, NATO, ONU, Canada, Australia, Svizzera, Federazione Russa, Freedom House ed Amnesty International.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: BRONISLAW KOMOROWSKI LANCIA UN APPELLO ALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 10, 2012

Il Presidente polacco invita le forze politiche ucraine a modificare la legislazione risalente all’epoca sovietica con la quale la Leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko, è stata condannata al carcere per ragioni politiche. Il Capo di Stato lituano, Dalija Grybauskaite, intenzionata a visitare l’anima della Rivoluzione Arancione nella colonia penale in cui è detenuta, e a convocare un vertice urgente tra i Paesi dell’Europa Centrale

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Dalla carota della Polonia al fioretto della Lituania, i Paesi del centro dell’Europa si sono attivati per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e per l’integrazione europea dell’Ucraina.

Nella giornata di mercoledì, 9 Maggio, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha rivolto un appello pubblico al suo collega ucraino, Viktor Janukovych, affinché i principi della libertà e della democrazia siano rispettati sulle Rive del Dnipro, e sia così permesso il cammino di Kyiv sulla strada dell’integrazione europea.

Nello specifico, Komorowski ha ribadito come l’arresto politico della Tymoshenko sia la causa della contrarietà della maggioranza dei Paesi dell’Europa Occidentale al sostegno della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – un documento già negoziato, ma non ancora firmato, con cui Bruxelles è pronta a concedere a Kyiv lo status di partner privilegiato.

“Il completamento delle trattative per la firma dell’accordo di Associazione è un merito che riconosciamo a Janukovych: la Polonia è da sempre favorevole alla sua ratifica – ha dichiarato Komorowski – ma faccio appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, affinché la voce per cui è stata arrestata la signora Julija Tymoshenko, che appartiene a un’epoca oramai chiusa, sia cancellata”.

Il riferimento del Capo di Stato polacco è all’articolo 165 del Codice Penale ucraino, che risale all’epoca sovietica. E’ in nome di esso che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento per decisioni prese sul piano politico durante il suo ultimo premierato, nel Gennaio 2009.

Komorowski avrebbe dovuto esporre il suo appello expressis verbis a Jalta, in occasione del Vertice dei Paesi dell’Europa Centrale, che Janukovych tuttavia ha cancellato per via dell’assenza della quasi totalità dei suoi colleghi: indignati per la condotta antidemocratica delle Autorità di Kyiv.

Oltre a Komorowski, tra i pochi Presidenti che hanno deciso di non boicottare il vertice di Crimea, per evitare che un aperto isolamento possa spingere l’Ucraina nella zona di influenza della Russia, sono stati anche il Presidente della Slovacchia, Ivan Gasparovic, quello della Moldova, Nicolae Timofti, e quello della Lituania, Dalija Grybauskaite.

Quest’ultima ha accettato di presenziare a Jalta solo dopo avere ottenuto la promessa da parte del collega ucraino di potere visitare la Tymoshenko presso la sua cella nella Colonia Penale Femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv. Nonostante il rinvio del summit, la Grybauskaite ha dichiarato l’intenzione di volere comunque recarsi in Ucraina per incontrare la Leader dell’Opposizione Democratica, e ha invitato i colleghi dei Paesi che hanno deciso per il no al boicottaggio del vertice di Crimea a un incontro a Kyiv dedicato alla questione dei rapporti ucraino-europei.

Continua la repressione del dissenso

Su una posizione decisamente più radicale si sono schierati gli altri Stati dell’Europa Centrale che non confinano con l’Ucraina – Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria e Albania – e quelli dell’Europa Occidentale con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, in prima fila. Essi hanno optato per una linea dura nei confronti di Janukovych – che è riconosciuto come il vero responsabile della repressione politica a carico della Tymoshenko – mirante rispettivamente all’assenza dal vertice di Jalta, e al boicottaggio del campionato europeo di calcio, che l’Ucraina ospiterà con la Polonia.

In risposta alla presa di posizione del Vecchio Continente, a Julija Tymoshenko – che ha terminato uno sciopero della fame di due settimane – sono state concesse le cure del suo medico di fiducia, il tedesco Lutz Harms: necessarie per guarire l’ernia al disco di cui è affetta – e che finora è stata trascurata dalle Autorità carcerarie per tutti i circa nove mesi di detenzione.

Tuttavia, la condotta autoritaria dell’Amministrazione Presidenziale ucraina non si è interrotta, e nella serata di mercoledì, 9 Maggio, il braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov, è stato convocato senza preavviso in Procuratura per un interrogatorio.

Oltre a Turchynov, sono circa una ventina i dissidenti ucraini ad essere stati indagati dalla magistratura per ragioni politiche, quando non addirittura processati, arrestati o costretti all’esilio.

Tra i detenuti di spessore, oltre alla Tymoshenko, figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Vice Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e l’ex-Vice Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

L’Italia ascolta Julija Tymoshenko: liberato Avakov

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 13, 2012

La Corte d’Appello di Roma rilascia in libertà l’oppositore ucraino Arsen Avakov, arrestato lo scorso 26 Marzo a Frosinone per un mandato di cattura internazionale emanato sulla base di un Articolo del Codice Penale sovietico. Le Autorità ucraine diffondono una versione diversa dei fatti, e in patria attuano l’ennesimo arresto politico nei confronti di un esponente del campo arancione.

Sara si in piena crisi economica, ma l’Italia ha saputo dare lezioni di democrazia. Nella giornata di giovedì, 12 Aprile, la Corte d’Appello di Roma ha rilasciato l’oppositore ucraino Arsen Avakov: il Segretario Regionale di Kharkiv del principale Partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, trattenuto dalla Polstrada di Frosinone dal 26 Marzo per via di un mandato di cattura internazionale.

Come dichiarato dall’Avvocato del dissidente ucraino, Corrado D’Oliviero, la Corte, dopo avere preso atto della documentazione presentata dalle parti, tra cui la richiesta della Difesa di considerare l’assistito un perseguitato politico, ha ritenuto necessaria l’immediata liberazione di Avakov, in quanto costui non e considerabile come un soggetto socialmente pericoloso che potrebbe lasciare il Paese.

Ciò nonostante, per l’oppositore ucraino l’iter giudiziario non e ancora terminato: in una prossima seduta, la Corte d’Appello di Roma vaglierà la richiesta di estradizione che le Autorità ucraine hanno prontamente emanato in seguito alla notizia del suo arresto.

Avakov e accusato di abuso d’ufficio in base all’Articolo 365 del Codice Penale Ucraino: una norma ereditata dalla norma sovietica, in base alla quale dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych, sono stati interrogati e processati più di dieci politici del campo arancione, e sono stati arrestati tre esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko.

Proprio la carismatica guida del processo democratico ucraino del 2004, passato alla storia come “Rivoluzione Arancione”, si e appellata alle Autorità italiane per liberare il dissidente e non concedere a Kyiv l’estradizione: una decisione che avrebbe consegnato Avakov a un sicuro processo politico e a una condanna già scritta: il medesimo procedimento che, dall’Agosto all’Ottobre del 2011, e toccato alla stessa Tymoshenko.

A Kyiv menzogne e un altro arresto politico

Nonostante le decisioni della Corte d’Appello di Roma, le Autorità ucraine hanno emanato una nota ufficiale secondo la quale, in base a loro informazioni, ad Avakov sarebbe stata sentenziata una condanna agli arresti domiciliari in vista del vaglio della richiesta di estradizione.

Altresì, come ha illustrato Oleksandr Babikov, il Capo del distaccamento della Procuratura Generale di Kharkiv – la città dell’oppositore ucraino – Avakov avrebbe chiesto asilo politico alla Lituania: dove sua moglie avrebbe registrato un’impresa privata.

Inoltre, quasi in contemporanea con il verdetto della Corte d’Appello di Roma, a Kyiv e stato arrestato l’ennesimo esponente dell’Opposizione Democratica: sempre con l’accusa di abuso d’ufficio, l’ex-Vice Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e stato condannato a cinque anni di detenzione più tre di interdizione dalla vita politica, e alla confisca dei propri beni immobili.

Con Ivashchenko sale a quattro il numero dei detenuti politici in Ucraina: un club a cui, oltre alla Tymoshenko, appartengono anche l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, mentre ad essere riusciti a scampare al carcere, grazie all’ottenimento dell’Asilo Politico in Repubblica Ceca, sono stati l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko.

Ripetute condanne a quello che e stato definito come un regresso della democrazia in Ucraina sono state espresse da Unione Europea, Stati Uniti, ONU, NATO, Consiglio d’Europa, e dalle principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

Julia Tymoshenko al processo: “finiro in galera per certo, ma solo l’Accordo di Associazione UE può salvare la democrazia in Ucraina”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 2, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica evidenzia la sua innocenza, contro la gestione di un procedimento politico voluto della mafia del gas e dallo stesso Presidente, contrari alla desovietizzazione del Paese.

Altro che Bettino Craxi, Julija Tymoshenko e molto Sakharov, Balcerowycz, Spinelli e, se si vuole, anche un po’ Saviano. Nella giornata di giovedì, 29 Settembre, la Leader dell’Opposizione Democratica ha finalmente avuto diritto di parola nell’ambito dei dibattiti: l’ultima fase di un processo politico in cui l’ex-Primo Ministro e imputata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnie, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas nel Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Un discorso con cuore, passione, grinta, rabbia, e qualche lacrima, con cui la Leader dell’Opposizione Democratica ha difeso se stessa, ribaltato le accuse – definite un teatro dell’assurdo – e, sopratutto, si e appellata all’Unione Europea con una richiesta di vitale importanza per il Paese.

“La firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina e l’unica via per sconfiggere l’autoritarismo, e costringere il Presidente, Viktor Janukovych, a rispettare la democrazia nel suo Paese – ha dichiarato. Con il mio processo, e la futura reclusione, sta cercando di sabotarla. Il suo scopo e quello di escludere gli avversari politici con l’arma della magistratura politicizzata – ha continuato – e tenere il Paese in una posizione di isolamento internazionale, sopratutto da Europa e Russia – ha ultimato – per sfruttare le risorse del Paese per gli interessi propri e degli oligarchi suoi sponsor”.

Un messaggio chiaro, tanto quanto nomi e cognomi degli amichetti del Presidente, che Julija Tymoshenko ha pazientemente ricordato nel corso della ricostruzione della questione del gas per cui e condannata.

“Il primo e il clan L’ovochkin-Khoroshkovs’kyj-Firtash: oggi rispettivamente Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Capo dei Servizi Segreti, ed oligarca del gas – ha evidenziato. Loro hanno fabbricato prove false nei miei confronti, per vendicarsi dell’esclusione dal mercato dell’oro blu del Paese della compagnia RosUkrEnergo: intermediario tra il monopolista russo, Gazprom, ed il colosso nazionale ucraino, Naftohaz a
– ha ultimato – eliminato dall’accordo con Putin”.

La seconda cricca con cui la La Leader dell’Opposizione Democratica si e scagliata e quella composta dall’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, l’ex-Primo Ministro, Jurij Jekhanurov, e l’ex-Capo del Dipartimento Presidenziale alla Difesa, Valerij Ivashchenko: alleati di un tempo durante la Rivoluzione Arancione, passati poi dalla parte dell’ex-avversario comune Janukovych, a cui, nel 2006, hanno concesso l’inclusione nel mercato energetico del Paese proprio della RosUkr – posseduta a meta da Firtash e Gazprom –

“Durante il mio vicepremierato nel 2001, e primo premierato nel 2005, ho assicurato forniture di gas turkmeno ed uzbeko, in alternativa a quello russo – ha evidenziato Julija Tymoshenko – dopo il mio dimissionamento, voluto da Jushchenko, l’esecutivo Jekhanurov ne ha consegnato la gestione alla RosUkrEnergo, la mafia di Firtash”.

Il piano – e la colpa – di Julija Tymoshenko: desovietizzare il Paese per portarlo in Europa

Sempre a riguardo del gas, la Leader dell’Opposizione ha illustrato come gli accordi del 2009 abbiano si innalzato il prezzo per il carburante importato, ma, come certificato da un rilevamento dell’autorevole Ernst and Young, solo per i primi anni. Una terapia shock all’ucraina, necessaria per trasformare definitivamente l’Ucraina in un’Economia di mercato, dopo una lotta alla corruzione necessaria in uno Stato in cui l’eredita URSS e ancora molto forte.

“Secondo i miei calcoli, nel 2009 sarebbero stati necessari tre anni per battere la corruzione postsovietica – ha illustrato Julija Tymoshenko – per poi trasformare il Paese in un’entita europea, sul modello di Paesi Baltici, Georgia, e Polonia – ha continuato. Tuttavia, Vilna, Riga, Tallinn, Tbilisi, e Varsavia sono riusciti. Kyiv, con il ritorno al potere di Janukovych, e restata sotto il controllo degli oligarchi – ha terminato – ed e sempre più lontana da Bruxelles e Washington”.

Infine, la Leader dell’Opposizione Democratica ha confutato anche l’accusa di abuso d’ufficio, presentata dalla Pubblica Accusa sulla base di documenti falsi – addirittura datati il 31 Aprile – e ripetendo come sia compito del Capo del Governo prendere decisioni in situazioni di emergenza nazionale, come lo e stata la crisi del gas del Gennaio 2009, con la Russia pronta alla chiusura dei rubinetti, e l’Europa allarmata per l’interruzione del flusso di oro blu.

Come dichiarato dall’Ambasciatore UE in Ucraina, Jose Manuel Pintu Teixeira, con gli accordi per cui e ora incriminata Julija Tymoshenko ha salvato da un inverno al freddo sia il suo popolo che l’Europa. La quale, se vuole ringraziarla, oltre a seguirne il preciso invito di firmare l’Accordo di Associazione – e garantire la democrazia in un Paese la cui indipendenza ed europeicita e condizione necessaria per la prosperità dell’Unione tutta – ha la possibilità di fare sentire la propria voce, sopratutto in Italia: la firma all’appello lanciato da Il Legno Storto e una possibilità concreta che, come garantitoci dall’Addetta Stampa della stessa Julija Tymoshenko per le relazioni con l’estero, Natalija Lysova, e stato recepito, apprezzato, e comunicato alla Leader dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: ALTRO ESPONENTE DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA RESTA IN PRIGIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 17, 2011

L’ex-Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, rimane in carcere al pari dell’ex-titolare degli Interni, Jurij Lucenko, che ottiene l’appoggio di un Europarlamentare. Il processo a danno della leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, come ostacolo all’Accordo di Associazione con l’Unione Europea

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Un altro esponente dell’Opposizione democratica combatterà l’afa ucraina al fresco, dietro le sbarre della sua cella. Questo è il verdetto della Corte Pechers’ka che, mercoledì, 13 Luglio, ha negato il rilascio in libertà, per motivi di salute, dell’ex-Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko: sotto processo per svendita irregolare di un pontile e di un deposito di bombe nell’ambito della dismissione della base militare di Feodosija.

A nulla sono servite le richieste dell’avvocato difensore, preoccupato per l’aggravarsi delle condizioni fisiche del suo assistito: l’ennesimo ex-titolare di dicastero di un governo arancione ad essere finito in carcere, in quella che oramai internazionalmente è definita un’operazione politica, orchestrata dall’amministrazione presidenziale di Viktor Janukovych.

Altra figura di spicco, sotto processo e detenuta in isolamento, è l’ex-Ministro degli Interni, Juri Lucenko, accusato di abuso d’ufficio, e, per questo, rinchiuso in osservazione, come un carnefice. Al suo fianco, sempre mercoledì, 13 Luglio, si è schierato l’europarlamentare polacco, Marek Siwiec che, con una nota, ha espresso turbamento per il trattamento a cui Lucenko è sottoposto nell’ambito di un procedimento giudiziario dalla dubbia imparzialità.

Il processo Tymoshenko allontana l’Ucraina dall’UE

Scettici nei confronti della giustizia di Kyiv sono gli stessi ucraini, che, come risultato da un’indagine del fondo Demokratychna Iniciatyva, ha ritenuto l’attuale situazione politica pericolosa per l’immagine internazionale dell’Ucraina. In particolare, preoccupazione ha suscitato il processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, accusata di condotta anti-statale durante le trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Il procedimento a carico dell’anima della Rivoluzione Arancione, dimostrazione di mancato rispetto dei diritti civili alla base dell’Unione Europea, può compromettere la firma dell’Accordo di Associazione con l’UE, fondamentale per un varo della Zona di Libero Scambio con il Vecchio Continente a cui l’Ucraina aspira.

Inoltre, come evidenziato da Ihor Zhdanov, Presidente dell’autorevole Centro Analisi Vidkryta Polityka, quello sulla Tymoshenko è un processo solamente mascherato dal motto di una lotta alla corruzione, che le autorità non riescono ad iniziare partendo da se stesse.

Matteo Cazzulani