LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO DI NUOVO IN CARCERE DOPO DUE GIORNI DI RICOVERO FORZATO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 23, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, nel corso del fine settimana, trasferita forzatamente in una struttura medica e subito ricondotta nel carcere dove è detenuta. Secondo le Autorità avrebbe rifiutato le cure, ma i suoi avvocati hanno illustrato come l’eroina arancione non riponga alcuna fiducia in un personale medico nominato dal Presidente Viktor Janukovych

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Un week-end in ospedale per interrompere una detenzione duratura. Nella giornata di Domenica, 22 Aprile, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, è stata prelevata dall’ospedale dei ferrovieri di Kharkiv e ricondotta presso la Colonia Penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv, dove è reclusa per scontare una condanna a sette anni di reclusione in isolamento.

Secondo quanto riportato dall’autorevole agenzia Interfax-Ukrajina, la Tymoshenko è stata portata su di una barella all’interno di un veicolo della polizia intorno all’una del pomeriggio, dopo che le forze dell’ordine hanno presidiato la zona per garantire la realizzazione dell’operazione.

La modalità con cui la Leader dell’Opposizione Democratica è stata prelevata ha ricordato quella del suo trasferimento dal carcere all’ospedale, avvenuta venerdì, 20 Aprile, nel cuore della serata.

Le Autorità carcerarie hanno motivato il ricovero urgente con la volontà espressa dalla Tymoshenko di ricevere le cure mediche speciali – di cui la Leader arancione ha bisogno per combattere l’ernia al disco di cui è affetta – dopo che un pool di medici tedeschi ha espresso parere favorevole circa le strutture dell’ospedale dei ferrovieri.

A smentire questa versione è stato l’avvocato della Tymoshenko, Serhij Vlasenko, che in un’intervista rilasciata all’autorevole televisione TVi ha illustrato come la sua assistita non abbia dato alcun assenso a ricevere cure da parte di dottori nominati d’ufficio, e come, al contrario, ella abbia sempre espresso la volontà di essere visitata solo dal suo medico di fiducia, il Dottor Mykola Polishchuk.

“Ci hanno mostrato strutture ospedaliere adeguate, ma non ci fidiamo del personale del Ministero della Salute, che è diretta emanazione del Presidente Viktor Janukovych – ha dichiarato Vlasenko – Costui ha tutto l’interesse a eliminare la Tymoshenko dalla vita politica, per questo riteniamo che ad attuare le cure necessarie non debba essere una persona nominata dalle Autorità”.

Una modifica alla spiegazione originale del trasferimento è stata data anche dalle Autorità Carcerarie, che hanno ammesso come la Tymoshenko abbia rinunciato espressamente a ricevere cure sanitarie presso l’ospedale dei ferrovieri. Come ha aggiunto il Vice-Ministro della Salute, Rajisa Moisejenko, il ritorno in carcere è stato necessario dopo che la Leader dell’Opposizione Democratica ha rifiutato per due volte nella giornata di Domenica l’assistenza medica.

Tra le sbarre, il reparto, e il Tribunale

A dare una propria versione dell’accaduto è stato il braccio destro della Tymoshenko, il Vice-Capo del Partito Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov, secondo il quale il trasferimento della Leader dell’Opposizione Democratica in ospedale nel cuore della notte è stato uno stratagemma per fabbricare una documentazione falsa atta a garantire la sua presenza in aula durante il processo.

Il giorno precedente al ricovero forzato della Tymoshenko è stato aperto il secondo procedimento giudiziario a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, in cui costei è imputata per evasione fiscale e sottrazione di danaro statale ai tempi della presidenza del colosso energetico JEESU. Un referto medico del pool di dottori tedeschi ha certificato l’impossibilità per la Tymoshenko di presenziare in aula, ma il giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha preteso la presenza della Leader dell’Opposizione Democratica.

L’11 Ottobre 2011 Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è stata condannata a sette anni di reclusione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato con la Russia nel Gennaio 2009 accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato – ma che hanno garantito sia all’Ucraina che all’Unione Europea la ricezione del gas russo che Mosca ha precedentemente tagliato per destabilizzare la situazione politica interna a Kyiv.

La condanna è stata emanata dopo un procedimento condotto in maniera irregolare, con la Tymoshenko arrestata preventivamente già il 5 Agosto, la difesa sistematicamente privata dei suoi diritti, e prove a sostegno dell’accusa fabbricate ad hoc, alcune delle quali addirittura datate il 31 Aprile.

Il trattamento subito da Julija Tymoshenko è stato contestato da Unione Europea – tra cui a più riprese da Germania, Svezia, Francia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Polonia e Danimarca – Stati Uniti d’America, Consiglio d’Europa, ONU, NATO, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Federazione Russa, e dalle principali ONG internazionali indipendenti, come Freedom House e Amnesty International.

Matteo Cazzulani

“LETTERA AL DITTATORE”: JULIJA TYMOSHENKO SCRIVE A VIKTOR JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 27, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica invita il Presidente ucraino ad arrestare le velleità autoritarie, non rinunciare all’integrazione europea, e salvaguardare i gasdotti del Paese, senza cedere alle pretese della Russia. Conferma ai timori dell’ex-Primo Ministro, detenuta in isolamento dopo un processo farsa, da parte del Capo del monopolista russo, Gazprom

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Una sottile ironia mista ad un triste realismo. Questo lo stile utilizzato da Julija Tymoshenko per rivolgersi al Presidente, Viktor Janukovych, nella “Lettera al Dittatore”: documento, dettato direttamente dalla cella in cui la Lady di Ferro ucraina è costretta alla detenzione in seguito ad una condanna politica, con cui la Leader dell’Opposizione Democratica ha invitato il Capo di Stato ad abbandonare ogni tentazione autoritaria, prestando maggiore attenzione alla condizione del Paese in un momento particolarmente delicato.

“Nessun politico parla mai chiaramente, ma non Lei menta così spudoratamente quando cerca di convincere la comunità internazionale di non avere nulla a che fare con la magistratura – ha scritto l’ex-Primo Ministro, convinta che la responsabilità della sentenza a sette anni di reclusione per abuso d’ufficio, maturata in seguito ad un processo di primo grado ed un Appello in cui la difesa è stata privata di ogni diritto, ricada tutta sul Presidente: intenzionato ad eliminare i principali oppositori – ho studiato l’anatomia dei regimi autoritari, e so che la figura del dittatore, malgrado l’apparenza, è debole e vittima del terrore: l’unico sentimento da cui non si stacca mai”.

Particolare attenzione è stata posta alla situazione internazionale, con un’Ucraina sempre più isolata a livello internazionale. Nella lettera, pubblicata dalle principali agenzie di stampa, Julija Tymoshenko ha ribadito come per Kyiv la priorità debba essere l’Integrazione Europea e, con essa, il varo di ogni forma di collaborazione con Bruxelles ed il Mondo occidentale. Tutto il contrario di quanto fatto da Janukovych, che, lo scorso 19 Dicembre, non è riuscito ad ottenere la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina.

Questo storico documento, con cui l’Unione Europea avrebbe riconosciuto alla parte ucraina il medesimo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera, è stato congelato dalle autorità europee proprio in seguito all’ondata di repressione politica che, oltre alla Tymoshenko, ha portato in carcere e tribunale una decina di esponenti del campo arancione, tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

“Non so quanto capisca di politica internazionale, ma l’Euro 2012 non è l’Accordo di Associazione UE-Ucraina, bensì un campionato di calcio [la rassegna sportiva europea, che, nel Giugno 2012, sarà ospitata da Polonia ed Ucraina: peraltro, ottenuto nel 2009 proprio dall’ultimo governo Tymoshenko, n.d.a.] Con la mancata firma del documento, Lei ha riportato indietro il Paese di un decennio, badando solo ai suoi interessi personali, e non a quelli della nazione. Ogni allontanamento dall’Europa – ha continuato – aumenta la Sua debolezza e, con essa, quella dell’Ucraina a livello internazionale. Un partner debole è comodo per tutti – ha terminato – sopratutto alla Russia, con cui Lei crede di potere giocare alla pari”.

Il riferimento della Leader dell’Opposizione Democratica è, ovviamente, alla questione energetica. L’Amministrazione Janukovych ha richiesto la revisione al ribasso del contratto per l’importazione di gas dalla Russia, che, ad oggi, impone all’Ucraina il medesimo tariffario applicato ai Paesi dell’Unione Europea – eccetto Germania, Francia, Italia, e Grecia: Stati, notoriamente filo russi, a cui il monopolista di Mosca, Gazprom, ha concesso sconti per mantenere a sé legate Parigi, Berlino, Roma ed Atene.

Nel Maggio 2010, il Presidente ucraino ha concesso il prolungamento della permanenza dell’esercito russo in Crimea fino al 2042 in cambio di uno sconto promesso, ma mai applicato. Nonostante tale episodio, nel mese di Novembre le trattative sono state riaperte, ma allo stato attuale, come ammesso dallo stesso governo ucraino, sono arenate ad un punto morto.

“Lei ha ceduto Sebastopoli [città della Crimea, sede della Flotta Russa del Mar Nero, n.d.a.] in cambio di gas a buon mercato. Ora vuole persino consegnare i nostri gasdotti ai russi per la medesima promessa – ha scritto la Tymoshenko – non svenda il patrimonio infrastrutturale energetico dell’Ucraina: è l’unica risorsa che è rimasta al Paese. Se la invitano in Russia in incontri anche privati [come quello nella tenuta presidenziale di Gorky dello scorso 20 Dicembre, in cui Janukovych ha discusso con il suo collega russo, Dmitrij Medvedev, proprio di questione energetica, n.d.a.] è solo perché al Cremlino interessano le nostre condutture”.

Le pretese di Gazprom danno ragione alla Leader dell’Opposizione Democratica

A sostegno dell’appello della Leader dell’Opposizione Democratica – che ha firmato “Julija Tymoshenko, Camera numero 260, dove Lei stesso mi ha rinchiusa, del Carcere di Massima Sicurezza Luk’janivs’kyj” – le dichiarazioni del Capo di Gazprom, Aleksej Miller: secondo cui proprio i gasdotti ucraini potrebbero giocare un ruolo importante per sbloccare le trattative, e concedere all’Ucraina il tanto aspirato sconto sull’oro blu.

Come evidenziato all’agenzia Interfax-Ukrajina, dalle trattative tra Mosca e Kyiv dipende la costruzione del Southstream: gasdotto sottomarino, progettato da Gazprom – in collaborazione con il colosso italiano ENI, le compagnie tedesche E.On e Wintershall, quella francese EDF, la greca DEPA, e quelle nazionali di Macedonia e Serbia – sul Fondale del Mar Nero per rifornire di gas direttamente gli acquirenti dell’Occidente del Vecchio Continente, bypassando Paesi politicamente invisi al Cremlino come Polonia, Romania, Stati Baltici – tutti e cinque membri UE – Moldova e, appunto, Ucraina.

Difatti, Mosca a più riprese ha illustrato come l’unica possibilità per evitare tale infrastruttura sia la cessione a Gazprom della gestione diretta delle infrastrutture energetiche ucraine. Secondo l’Opposizione Democratica e diversi osservatori internazionali, tale soluzione porterebbe alla piena sottomissione di Kyiv a Mosca, sopratutto in un’area del Mondo dove il controllo di gas e gasdotti è sinonimo di piena egemonia politica.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: L’UCRAINA SI AVVICINA ALLA RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 7, 2011

L’adesione all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka la chiave per lo sconto sul gas. Sottratto allo Stato il monopolio sull’oro blu

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Kyiv sempre più nella morsa energetica di Mosca. Almeno così sembra alla luce di quanto accaduto nella giornata di mercoledì, 6 Aprile.

Secondo l’autorevole Interfax-Ukrajina, il Vice-Premier ucraino, Andrij Kljujev, ha discusso circa il ritocco delle tariffe per il gas con l’Ambasciatore russo, Mikhail Zubarov. Sui dettagli, nessuna notizia. Ma, secondo indiscrezioni, riportate dalla medesima agenzia, scopo di Kyiv sarebbe il ribasso delle tariffe per l’oro blu di Mosca. Finora, pagato troppo caro.

Nello specifico, l’Ucraina potrebbe ottenere il tanto sperato sconto, caldeggiato dal premier in persona, Mykola Azarov, solo a condizione del suo ingresso nell’Unione Doganale con Russia-Bielorussia e Kazakhstan.

Un progetto che escluderebbe sia l’appartenenza di Kyiv all’Organizzazione Mondiale del Commercio, che il futuro accesso all’Unione Europea. Per questa ragione, è osteggiato da Azarov, parte della maggioranza, ed Opposizione Democratica. Ma, come confermato dall’Incaricato governativo per i rapporti con la Comunità degli Stati Indipendenti, Valerij Muntijan, sarebbe l’unica carta spendibile per pagare il gas russo meno caro.

Monopolio sul gas verso oligarchi ucraini

Nel frattempo, primi passi verso un riavvicinamento alla Russia, in senso energetico, già sono stati attuati. Sempre mercoledì, 6 Aprile, il Consiglio dei Ministri ha revocato il monopolio sull’importazione del gas alla compagnia statale Naftohaz. Secondo diversi esperti, per concederne una parte consistente alla UkrGazEnergo, compagnia dell’oligarca Dmytro Firtash – il principale sponsor del Presidente, Viktor Janukovych – recentemente riabilitata sul mercato ucraino, e vicina a Mosca.

Lecito ricordare che il Monopolio a Naftohaz è stato introdotto dal seppur liberale terzo Governo di Julija Tymoshenko per impedire ad altre compagnie di influire sul prezzo del gas importato. E, di conseguenza, venduto alla popolazione, spesso a prezzi maggiorati.

Nel mirino, allora, la RosUkrEnergo, a cui, nel 2006, l’ex-Presidente, Viktor Jushchenko, ha concesso l’esclusiva della compravendita dell’oro blu per il mercato di Kyiv. Registrata in Svizzera, la compagnia in questione è appartenuta per il 50% al monopolista russo, Gazprom. E, per l’altra metà, ad un team di affaristi ucraini, capitanato dallo stesso Firtash.

Matteo Cazzulani