LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

REPORTERS SANS FRONTIERES DENUNCIA LA MANIPOLAZIONE DELLE INFORMAZIONI

Posted in Editoriale by matteocazzulani on March 14, 2011

Pubblicata la lista dei Paesi che censurano il Web. Ma il vero pericolo è la modifica delle informazioni per il discredito delle testate libere. Il caso della russa INOSMI con la Voce Arancione ed Il Legno Storto

Il simbolo della campagna contro la censura sul Web. FOTO REPORTERS SANS FRONTIERES

Dalla censura alla manipolazione delle informazioni. Questo l’allarme lanciato da Reporters sans Frontières, nella Giornata Mondiale del web.

La ONG internazionale, che si batte per la Libertà di Stampa nel Mondo, ha pubblicato la lista dei nemici della rete, ossia quei paesi in cui l’accesso al web è interdetto. Tra essi, Myanmar, Cina, Cuba, Iran, Corea del Nord, Arabia Saudita, Siria, Turkmenistan, Vietnam, ed Uzbekistan.

Stupisce, in parte, l’elenco degli Stati in cui l’accesso al web è libero, ma controllato. Oltre a Bahrein, Egitto, Eritrea, Libia, Malesia, Russia, Sri lanka, Tailandia, Tunisia, Emirati Arabi e Venezuela, anche Australia, Francia e Corea del Sud. Tre democrazie, secondo Reporters sans Frontières, con standard ancora troppo bassi per la regolamentazione dell’uso della Rete.

Come illustrato dal Segretario Generale dell’ONG, Jean François Julliar, almeno 119 persone sono state arrestate per avere espesso la propria idea sul Web.

Ma, fatto ancora più grave, alcune tra le autocrazie del Mondo, specie quelle che garantiscono un accesso controllato, avrebbero interrotto la censura, e preferito la manipolazione delle informazioni, mirata al discredito dell’autore.

Una fine strategia, come evidenziato dal segretario di Reporters sans Frontières, adottata in seguito alle recenti ribellioni nel mondo arabo. Organizzate, ed iniziate, al pari di quella Moldava ed Iraniana del 2009, proprio sul web.

Il precedente INOSMI con Voce Arancione e Legno Storto

A riprova di tale opinione, quanto accaduto — in più occasioni — alla Voce Arancione ed al Legno Storto. Le due testate, tra le poche in Italia attente all’areale ex-URSS, sono state vittime della disinformazione dell’agenzia russa INOSMI, che ha modificato il contenuto di alcuni articoli, pubblicandoli come fedeli traduzioni.

Scopo, non solo il discredito delle due testate, ma anche azioni positive, come il progetto Eurobus 3, ed il supporto al Dissenso nel Mondo ex-Sovietico.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO CENSURATA ANCHE IN TV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 20, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica esclusa da Shuster Live, il Porta a Porta ucraino. Protesta Bat’kivshchyna. Anche gli USA critici con le calunnie di certa stampa russofona ucraina

Uno scorcio di puntata del Shuster Live

Sempre meno libera l’informazione ucraina. Nella giornata di giovedì, 20 Gennaio, il programma Shuster Live ha revocato l’invito alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

A comunicarlo, l’ufficio stampa del Porta a Porta ucraino. Che, con un solo giorno d’anticipo, ha reso nota l’assenza della Lady di Ferro ucraina alla prima puntata del 2011.

Un appuntamento imperdibile, il Shuster Live. Che, ogni venerdì, intrattiene dinnanzi ai teleschermi gli interessati alla politica ucraina.

Un’esclusione eccellente, dunque, che penalizza l’Anima della Rivoluzione Arancione, già impossibilitata nell’attività politica da interrogatori giornalieri in Procura.

“La redazione – riporta la nota del programma – decide ospiti e temi in autonomia. Nessuna pressione politica”.

Pronta la reazione del principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, che ha illustrato come la sua Leader abbia ricevuto l’invito da tempo. Uno spazio televisivo, finora concessole solo da pochi media indipendenti, come il 5 Kanal – a sua volta vittima di pressioni da parte delle Autorità.

La mancata partecipazione di Julija Tymoshenko penalizza anche l’audience, dal momento in cui l’argomento della puntata è la concessione dell’asilo politico da parte della Repubblica Ceca all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn.

Uno della decina di esponenti dell’entourage della Leader dell’Opposizione Democratica, colpiti dalle Autorità con arresti ed interrogatori. Tra essi, l’ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko, in isolamento per abuso d’ufficio.

Sulla stessa Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è in corso un processo per uso improprio dei finanziamenti per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini, e 27 autoambulanze.

Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è rea – per così dire – di aver pagato le pensioni, e migliorato il sistama sanitario.

Le fonti russe di certi media ucraini

Proprio sul caso Danylyshyn l’ennesima figuraccia dell’informazione ucraina. Nei giorni scorsi, è stata riportata un’indiscrezione circa pressioni sulla Repubblica Ceca da parte degli USA, per concedere l’asilo al politico perseguitato.

Un modo, secondo la sedicente notizia – riportata dalle maggiori agenzie – per esercitare pressione sul Presidente, Viktor Janukovych.

Nella giornata di giovedì, 20 Gennaio, la risposta dell’Ambasciata Statunitense di Kyiv.

“Le recenti indiscrezioni circa la già nota da parte Washington decisione di Praga sono errate. Tra i due Paesi, alcuna consultazione”.

Chi, per primo, ha diffuso la notizia non è chiaro. Certo è che diffondere calunnie come verità è una triste specialità di gran parte della stampa sulle Rive del Dnipro.

Che, sicuramente in buona fede, spesso si affida a lanci di agenzie specializzate nella traduzione – e nell’adattamento – di articoli di media esteri in russo.

L’esempio più recente, la calunnia a danno di Voce Arancione e Legno Storto, sospettate di contatti diretti con il governo giapponese.

A sancirlo, un articolo, tradotto, e modificato, dall’agenzia russa INOSMI. Purtroppo, non nuova a simili trattamenti ai danni dei due media del Belpaese.

Un meschino tentativo di discreditare due testate, notoriamente sensibili alla lotta per la Libertà e la Democrazia nel Mondo ex-sovietico.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: STAMPA RUSSA CERCA DISCREDITO DI VOCE ARANCIONE E LEGNO STORTO

Posted in Editoriale, Ukraina by matteocazzulani on January 13, 2011

Il blog ed il quotidiano vittime della menzogna di “traduttori”. Tutti i dettagli della questione

La bandiera ucraina

Cronaca di ordinario discredito. Per questo aggiornamento, abbiamo scelto di scrivere in prima persona, per narrare quanto di curioso accaduto nei media ucraini negli ultimi giorni.

Un articolo, circa l’ennesimo interrogatorio ai danni dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, postato sulla Voce Arancione, è stato pubblicato, come di consueto, anche su Il Legno Storto. Come si evince dai link, quanto riportato nel pezzo rimanda alle dichiarazioni dell’ufficio stampa BJuT, da cui è stata presa la notizia.

Succede che gli “amici” del sito INOSMI.RU, dedicato alla “traduzione” in russo degli articoli della stampa estera riguardanti Russia e dintorni, riprende la notizia a modo proprio, insinuando che il Legno Storto, e l’autore dell’articolo, hanno ottenuto informazioni dal governo giapponese – !!! – circa l’effettivo uso dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali da parte dell’ex Primo Ministro. Che, lo ricordiamo, per questo, ed altri capi d’accusa, è sotto processo.

Non è la prima volta che questo sito si permette di modificare a piacere pezzi di medesimo autore e testata. Già è successo nel maggio scorso, con un articolo sul Donbas, falsificato, nella versione russa, per gettare fango sulla missione diplomatica Jevroavtobus 3.

Il problema è che la versione INOSMI viene presa per buona. E, fatto sorprendente, ripresa anche da quella stampa ucraina teoricamente seria.

In primis, il sito di Bat’kivshchyna, che pone in risalto il fatto che un giornale occidentale tratti la questione.

Segue a ruota la UNIAN — l’ANSA italiana — che, inevitabilmente, genera la reazione della maggioranza. E qui viene il bello.

Interviene il Parlamentare

A rispondere è il Parlamentare del Partija Rehioniv, Vadym Kolesnichenko, che, sempre prendendo per buona la versione INOSMI, attacca Legno Storto, etichettandolo come “rivista di secondo ordine, letta solo nella regione di Milano [che, ricordiamo a Kolesnichenko, si chiama Lombardia, n.d.a.]”.

Inoltre, l’esponente del partito di governo confronta il media italiano con quelli che definisce “giornali ben più rappresentativi dell’Italia, sopratutto in quanto stampati [Legno Storto è un quotidiano on-line, n.d.a.] tra cui La Repubblica”. Che, guarda caso, a fine dicembre ha pubblicato un’intervista a Julija Tymoshenko, in cui il collega giornalista — a cui va il nostro rispetto profesionale, ma non la condivisione intellettuale — non ha dipinto un quadro ottimale della Leader dell’Opposizione Democratica.

Senza soffermarsi sul fatto che il quotidiano preso ad esempio da Kolesnichenko appartiene ad una famiglia editoriale di cui fa parte una nota rivista di politica estera che ha negato lo Holodomor — il genocidio del popolo ucraino per fame artificiale, compiuto da Stalin tra il 1932 ed il 1933 — occorrerebbe evitare di discernere tra media più o meno rappresentativi in base alla loro diffusione nel formato stampato. Ma questa è un’altra questione.

A cascarci è anche l’autorevole Ekonomichna Pravda, versione economica della gloriosa Ukrajins’ka Pravda. Che, oltre a riprendere la notizia, cita persino nome e cognome dell’autore — nulla di male — presentandolo come informato dei fatti direttamente dal Giappone – !!!!.

Chiarimento è arrivato da un blogger, Mykola Hudkovych, che, dopo avere sentito l’autore, ha dimostrato come nessuno abbia contatti con governanti del Sol Levante. Notizia prontamente ripresa dalla televisione ucraina, Channel 24.

Per dovere di cronaca

Alla fine della questione, non prima di avere ringraziato i lettori per gli attestati di stima, solidarietà, ed indignazione — verso chi discredita — pervenuti all’autore, alcune considerazioni.

Agli amici della Ukrajins’ka Pravda: prima di riportare una notizia, APPROFONDITE LE FONTI. Siete una testata degna del più grande rispetto, per il solo fatto di essere stata fondata dal coraggioso Gija Gongadze. Avete i contatti della Voce Arancione. Chiamate o scrivete, prima di controllare la notizia.

A INOSMI: definire il vostro operato un discredito professionale è poco. Capiamo la vostra continua ricerca della polemica. E, sopratutto, del fango sui media occidentali, che coinvolge anche testate autorevoli come Voice of America, Financial Times, Rzeczpospolita ecc.

Ogni organo di stampa ha la sua ratio di esistere. Ma insinuare che si ottengano informazioni da Tokyo, significa davvero spararla grossa. E, ancor peggio del vostro operato, reo chi alle vostre calunnie ci casca, e le prende per vere.

La questione ha generato una pausa nella narrazione degli sviluppi ucraini. La Voce Arancione, indignata dinnanzi a tali calunnie, non sa ancora quanto durerà. Per questo, ce ne scusiamo con i lettori, per cui siamo diventati un punto di riferimento per una informazione non uniformata ai cliché dei vari Grandi Fratelli o Amici di Maria de Filippi.

Per questa ragione, ci limitiamo ad elencare quanto accaduto nelle 48 di nostro silenzio in Ucraina.

 

  • Il Commissario Europeo all’Integrazione, Stefan Fule, ha incontrato il Presiente ucraino, Viktor Janukovych, a cui ha presentato la possibilità di un raffreddamento delle relazioni tra Bruxelles e Kyiv qualora le pressioni su dissidenti e media indipendenti non sia arrestata.
  • L’audizione del procuratore Generale alla Rada, chiesta dall’Opposizione Democratica pr chiarire lo stato dell’ondata degli arresti politici — non c’è stata. Al suo posto, un incaricato, che ha garantito come i prigioneri stiano in condizioni accettabili.
  • A carico della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è stato aperto un altro capo d’accusa. Questa volta per usurpazione di 50 Milioni di Hryvnje nell’acquisto di vaccini. Nella giornata di Giovedì, 13 Gennaio, l’ex Primo Ministro è attesa in Procura per l’ennesimo interrogatorio.
  • La nomina di Stepan Bandera a Eroe di Ucraina, voluta dall’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, è stata revocata da un verdetto della Corte Suprema.
  • Attivisti della Asociazione Tryzub sono stati arrestati. La blogger Olena Bilozers’ka , vittima di una perquisizione.

 

Matteo Cazzulani