LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: Poroshenko vuole Elezioni Parlamentari subito

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 2, 2014

Il Presidente ucraino supporta una riforma elettorale in senso proporzionale puro con la re-istituzione di preferenze e blocchi di partiti. Sostenuta anche la necessità di indire Elezioni Amministrative con un sistema maggioritario

Un sistema proporzionale puro con le preferenze e le coalizioni al nazionale, mentre un maggioritario secco per le Elezioni Amministrative. Questa è la proposta di riforma elettorale che il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha avanzato nella giornata di venerdì, Primo di Agosto.

Poroshenko, che ha sostenuto la necessità di votare a tutti i costi, anche con la legge elettorale attuale -un Porcellum all’ucraina che assegna metà dei seggi del Parlamento unicamerale su base proporzionale, e metà su base maggioritaria: un provvedimento imposto dall’ex-Presidente, Viktor Yanukovych, per assicurare una maggioranza pro-presidenziale- ha motivato la sua richiesta con la necessità di rinnovare al più presto un Parlamento finora poco collaborativo e diviso al suo interno.

“Sono favorevole ad un proporzionale puro con le preferenze e l’ammissione di blocchi elettorali alla competizione -ha dichiarato Poroshenko- In ogni caso, credo che la riforma della Legge Elettorale non debba essere un pretesto per non andare al voto: occorrono elezioni subito”.

Un’altra motivazione che ha spinto Poroshenko a richiedere Elezioni Parlamentari anticipate è la presenza in Parlamento di forze partitiche e singoli parlamentari che non hanno voluto considerare come organizzazioni di stampo terroristico le milizie pro-russe che stanno occupando le regioni orientali dell’Ucraina.

Infine, Poroshenko ha dichiarato la necessità di indire, contemporaneamente a quelle Parlamentari, anche Elezioni Amministrative in tutte le Regioni ed i Comuni con un sistema maggioritario puro: una decisione che porterebbe l’Ucraina ad adottare un calendario elettorale simile a quello della Polonia, dove le Amministrazioni locali, seppur con un sistema proporzionale, vengono rinnovate tutte nella medesima tornata.

La posizione del Presidente avviene l’indomani della conferma della fiducia al Premier, Arseniy Yatsenyuk, che ha rimesso il suo mandato al voto del Parlamento dopo lo scioglimento della coalizione di maggioranza ‘Scelta Europea’.

Nonostante la fiducia ottenuta a largo margine, Yatsenyuk è oggi un Premier senza maggioranza, dal momento in cui a sostegno del Governo è schierata solo Batkivshchyna: la forza partitica del Capo dell’Esecutivo, di orientamento social-popolar-democratico, attorno alla quale, dopo la caduta dell’ex-Capo di Stato Yanukovych, si è costituita la coalizione ‘Scelta Europea’.

Il Partito di orientamento moderato UDAR -capeggiato dal Sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko- e gli ultraconservatori di Svoboda hanno invece lasciato la maggioranza dopo divergenze sulla riforma in chiave europea del sistema infrastrutturale energetico nazionale con Batkivshchyna, che, così, è rimasta sola ad appoggiare il Governo in una situazione sul piano militare ed economico particolarmente difficile.

Il Blocco del Presidente favorito dai sondaggi

Oltre alle ragioni politiche e numeriche, a motivare la scelta di Poroshenko di fare pressione per Elezioni Parlamentari Anticipate sono i sondaggi, che, secondo una rilevazione dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kyiv, danno il Blocco Poroshenko -composto dalla forza partitica del Presidente Solidarnist, da UDAR e dal movimento Terza Repubblica Ucraina dell’ex-prigioniero politico Yuri Lutsenko- vincitore della consultazione con il 31% dei consensi.

A seguire, sempre secondo il sondaggio, al secondo posto si trovano, entrambi con il 20% circa dei voti, il Partito Radicale ucraino dell’ex-Candidato alla presidenza, Oleh Lyashko, e Batkivshchyna.

A seguire, con il 10%, si classificherebbe la Hromadyanska Pozytsiya dell’ex-Ministro della Difesa, Anatoliy Hrytsenko, che è stato tra i pochi ad avere negato la fiducia a Yatsenyuk.

Infine, con il 4% dei consensi, in Parlamento entrerebbe anche Svoboda, che con UDAR, per mero calcolo elettorale, ha lasciato alla sola Batkivshchyna la responsabilità di sostenere il Governo Yatsenyuk in un momento di particolare crisi economica e militare.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: il Presidente Poroshenko invita Yatsenyuk a restare alla guida del Governo

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 26, 2014

Il Presidente ucraino concorda con il Premier dimissionario e con lo Speaker della Rada, Oleksandr Turchynov, una seduta a porte chiuse per approvare bilancio e riforma in senso europeo del sistema energetico nazionale.

Una seduta del Parlamento a porte chiuse per evitare che l’impasse politica interessi l’economia e metta a serio repentaglio la sicurezza nazionale dell’Ucraina. Nella giornata di venerdì, 24 Luglio, il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, il Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, e lo Speaker della Rada -il Parlamento ucraino- Oleksandr Turchynov, hanno concordato l’indizione di una seduta del Parlamento a porte chiuse per discutere del rifinanziamento del bilancio nazionale.

Inoltre, la seduta del Parlamento è stata convocata per discutere anche della questione dell’attentato terroristico all’aereo della Malaysian Airlines da parte delle milizie pro-russe nelle regioni occupate dell’est del Paese, e della riforma del sistema energetico nazionale in senso europeo.

La mancata approvazione del nuovo bilancio e della riforma del sistema energetico nazionale in senso europeo hanno provocato la caduta della coalizione di maggioranza ‘Scelta Europea’ costruita intorno al Partito di ispirazione social-popolare Batkivshchyna del Premier Yatsenyuk e dello Speaker Turchynov, da cui sono usciti il Partito moderato UDAR -capeggiato dal Sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko- e gli ultraconservatori di Svoboda.

“La caduta della maggioranza non può provocare lo scioglimento del Governo -ha dichiarato il Presidente Poroshenko con una lettera indirizzata allo Speaker Turchynov- Il Premier Yatsenyuk resti alla guida dell’esecutivo per garantire l’erogazione del bilancio, necessario sopratutto per finanziare le azioni antiterroristiche dell’esercito ucraino”.

La posizione di Poroshenko, che non ha escluso la possibilità di indire Elezioni Parlamentari Anticipate, è legata anche alla possibilità per il Presidente di capitalizzare elettoralmente il consenso da lui ottenuto recentemente nelle Elezioni Presidenziali.

La coalizione del Presidente favorita in caso di Elezioni Parlamentari

Secondo un sondaggio dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kyiv, se si andasse a votare con una riforma elettorale che permette la corsa di coalizioni, il Blocco Poroshenko -composto da UDAR, dal Partito centrista del Presidente Solidarnist, e dal movimento Terza Repubblica Ucraina dell’ex-detenuto politico Yuri Lutsenko, otterrebbe il 31% dei consensi.

A seguire, si posizionerebbe il Partito Radicale dell’Ucraina di Oleh Lyashko -classificatosi terzo nelle ultime Elezioni Parlamentari- a pari merito con Batkivshchyna con il 20%, seguito dal Partito moderato Hromadyanska Pozytsiya” dell’ex-Ministro della Difesa, Anatoliy Hrytsenko con il 10%, e da Svoboda con il 4%.

Fuori dal Parlamento resterebbero il Partito delle Regioni e il Partito Comunista di Ucraina: le due forze partitiche che hanno sostenuto il regime dittatoriale dell’ex-Presidente, Viktor Yanukovych.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina. Gli Exit-Pool danno Poroshenko Presidente già al Primo Turno

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 25, 2014

Il Candidato indipendente appoggiato dal partito moderato UDAR avanti negli Exit-Pool a Yulia Tymoshenko. Sorpresa Lyashko, crollano i candidati del Partito di Yanukovych

Partita chiusa al primo turno. Questo sembra essere il responso delle Elezioni Presidenziali ucraine di Domenica, 25 Maggio, dopo che l’exit-poll nazionale ha certificato la vittoria di Petro Poroshenko.

Candidato indipendente sostenuto dal Partito moderato UDAR, famoso ‘oligarca della cioccolata’ che ha dato ausilio alla Rivoluzione Arancione nel 2004, e che ha sostenuto la Rivoluzione della Dignità del Maydan nel l’inverno del 2013 contro il Regime di Viktor Yanukovych, avrebbe ottenuto il 52% dei consensi.

Seconda, con il 12% dei voti, Yulia Tymoshenko: ex-Primo Ministro, recente detenuta politica sotto il regime di Yanukovych, anima della Rivoluzione Arancione sostenuta dal suo Partito di orientamento democratico-popolar-sociale Batkivshchyna.

Terzo, a sorpresa, Oleh Lyashko, fuoriuscito di Batkivshchyna, ora a capo del Partito radicale che porta il suo nome.

Staccato l’ex-Ministro della Difesa, candidato del Partito Alleanza Civica di orientamento atlantista Anatoliy Hrytsenko che si è classificato quarto con il 7% circa dei consensi.

Basso il risultato dei candidati del Partito delle Regioni di Yanukovych:
l’ex-Vicepremier Serhiy Tihipko ha ottenuto il 4% dei voti, mentre il Sindaco di Kharkiv, Mykhaylo Dobkin, ha ottenuto poco più del 2%.

Se confermati, i risultati dell’exit-pool consegnano la vittoria ad una personalità, Poroshenko, che ha mantenuto un aspetto più conciliante e meno politicamente marcato rispetto ai suoi avversari.

Poroshenko, già Ministro dello Sviluppo Economico sotto l’Amministrazione Yanukovych e, prima ancora, Ministro degli Esteri nel secondo Governo Tymoshenko, dovrà ora affrontare l’aggressione militare della Russia nelle regioni orientali del Paese e, nel contempo, rafforzare le relazioni dell’Ucraina con l’Europa.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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ELEZIONI PRESIDENZIALI UCRAINE: KLICHKO STA CON POROSHENKO, YATSENYUK CON TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 31, 2014

Il ‘Paperone Arancione’, ottenuto l’appoggio del Partito moderato UDAR, promette l’integrazione dell’Ucraina in Europa nel 2025 e invita ad avvalersi della pressione internazionale per riprendere possesso della Crimea. L’ex-Premier, candidata dalla sua forza partitica social-popolar-democratica Batkivshchyna e supportata dall’attuale Capo del Governo, ritiene necessaria la modernizzazione dell’esercito e l’integrazione ucraina nelle strutture difensive dell’Occidente

Il duello tra i due principali partiti del campo democratico ucraino era stato ampiamente preannunciato e, dinnanzi ai primi movimenti per le Elezioni Presidenziali ucraine, ha dato già vita a coalizioni ampie che potranno cambiare gli assetti politici del Paese. Nella giornata di sabato, 29 Marzo, la Commissione Elettorale Centrale ucraina ha registrato le candidature di 26 personalità, tra cui, secondo tutte le rilevazioni sociologiche, a concorrere per il posto di Presidente ucraino sono però soltanto l’oligarca arancione Petro Poroshenko e l’ex-Premier Yulia Tymoshenko.

Ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa, già Ministro degli Esteri e dello Sviluppo Economico in diversi Governi, Poroshenko, altrimenti noto come ‘paperone arancione’ per avere sostenuto nel 2004 il processo democratico passato alla storia come Rivoluzione Arancione, può godere del favore dei sondaggi e, sopratutto, del sostegno del Partito di ispirazione moderata UDAR, guidato dal pugile convertitosi alla politica Vitaly Klichko.

Durante il Congresso di UDAR, Klichko, che in cambio ha ottenuto da Poroshenko il via libera a correre per diventare Sindaco di Kyiv, ha ritenuto necessario appoggiare il candidato con il più alto rating per unire le forze che hanno dato vita alla protesta pacifica sul Maydan contro la Dittatura dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych.

Poroshenko, candidato in grado di intercettare sia il voto moderato che quello progressista, in un’intervista sul suo 5 Kanal ha dichiarato l’intenzione di portare l’Ucraina all’interno dell’Unione Europea entro il 2025, ed ha proposto di utilizzare l’appoggio internazionale per portare la Russia, anche per mezzo di sanzioni, a restituire all’Ucraina la Crimea.

La principale avversaria di Poroshenko è Yulia Tymoshenko: ex-Premier, già eroina della Rivoluzione Arancione e vittima esemplare delle repressioni politiche di Yanukovych, che, durante il congresso del suo Partito di ispirazione social-popolar-democratica, ha dichiarato la necessità di potenziare l’esercito ucraino per non concedere ai russi nemmeno un centimetro del territorio nazionale ucraino.

La Tymoshenko, che ha deciso di candidarsi malgrado gli inviti provenuti da diversi ambiti della politica ucraina che la vede come incapace di intercettare la domanda di novità proveniente dall’elettorato ucraino -ed anche da parte della Cancelliera tedesca Angela Merkel, che sostiene Klichko- ha inoltre ritenuto necessario integrare l’Ucraina nelle strutture difensive Occidentali, ed ha invitato la Comunità Internazionale ad intensificare le sanzioni nei confronti della Russia di Putin.

A sostenere l’eroina della Rivoluzione Arancione è stato in maniera moderata il Premier, Arseniy Yatsenyuk, che a lungo è stato Leader in pectore di Batkivshchyna durante la detenzione della Tymoshenko, e che, pur sottolineando la sua neutralità istituzionale in quanto Capo del Governo, ha illustrato di avere l’intenzione di procedere nel cammino comune con Lady Yu.

Il duello ‘arancione’ tra Poroshenko e Tymoshenko, che si fa sulla carta sempre più probabile, ha tutte le carte in regola per mutare l’assetto politico ucraino dalla storica divisione tra ovest ed est -divisione solamente elettorale e NON tra filo europei e filorussi, come certa stampa vorrebbe invece presentare- ad un sistema del tutto simile a quelli dell’Europa Centrale, oppure simile a quelli dell’Europa Occidentale con una destra cristianodemocratica ed una sinistra socialdemocratica.

Con l’accordo tra Poroshenko e Klichko, si potrebbe rafforzare una piattaforma creata sulla base di un Partito, UDAR, che riprende i principi della cristiano-democrazia tedesca -non a caso la forza partitica di Klichko è appoggiata dalla Merkel, ed ha firmato con la polacca Piattaforma Civica del Premier Tusk un Accordo di Collaborazione- con un candidato in grado di rappresentare una sinistra ‘alla polacca’ vicina al grande business.

La Tymoshenko, venuto meno il sostegno della Merkel, si trova ora a scegliere se recuperare il suo passato socialdemocratico dei tempi in cui era esponente di spicco del Partito Hromada -una scelta che potrebbe implicare l’avvicinamento al Partito dei Socialisti Europei- o se portare Batkivshchyna -che come UDAR è osservatore del Partito Popolare Europeo- ad assumere posizioni più conservatrici simili a quelle dei polacchi di Diritto e Giustizia.

Quest’ultima scelta potrebbe consentire alla Tymoshenko di disinnescare la minaccia anti-europea caratterizzata dai Candidati di estrema destra Oleh Tyahnibok, Capo del Partito Svoboda, e Dmytro Yarosh di Pravy Sektor. La decisione, invece, di spostare Batkivschyna più a sinistra consentirebbe di attingere ad un potenziale bacino elettorale che potrebbe guardare al candidato dei comunisti Petro Symonenko.

Altri candidati senza speranza

Tra i candidati dati senza particolari possibilità di vittoria ci sono gli esponenti del Partito delle Regioni di Yanukovych Mykhaylo Dobkin e Serhiy Tihipko: il primo, indagato per brogli elettorali e incitamento alla sommossa contro lo Stato, ha ottenuto la nomination ufficiale della forza partitica, forte anche dell’appoggio delle oligarchie della metallurgia di Donetsk capitanate da Rinat Akhmetov.

Il secondo, Tihipko, rappresenta invece gli interessi degli oligarchi del settore chimico ed energetico, tra cui Dmytro Firtash: già principale finanziatore di Yanukovych nell’ultimo periodo di attività politica dell’ex-Presidente.

Altri candidati già registrati sono l’ex-Ministro della Difesa Anatoliy Hrytsenko per conto del Partito Posizione Civica, e l’ex-Sindaco di Leopoli Vasyl Kuybida per conto dello storico Narodny Rukh di ispirazione liberale

Matteo Cazzulani
Analista politico dell’Europa Centro-Orientale
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IN UCRAINA IMPONENTI MANIFESTAZIONI PER LA LIBERTA DI STAMPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 9, 2012

Il canale TVi è stato oscurato in buona parte del Paese a causa delle critiche rivolte al Presidente, Viktor Yanukovych. In più di tremila, a Kyiv ed in altre città ucraine, ne hanno richiesto il ripristino della trasmissione in chiaro

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Contesta le Autorità e il Presidente Yanukovych, e per questo è cancellato da più di 60 operatori della tv via cavo nazionale. Nella giornata di sabato, 8 Settembre, a Kyiv in più di tremila manifestanti si sono riuniti presso il Monastero di San Nicola per dimostrare in favore della libertà di stampa e, sopratutto, contro l’oscuramento del canale TVi.

Negli ultimi mesi, il TVi è progressivamente sparito dai teleschermi degli ucraini: dapprima nelle regioni Centro-Orientali del Paese, poi anche in alcune zone del centro e dell’Occidente dell’Ucraina.

Secondo gli operatori, la causa è legata alla scadenza dei contratti che legano la televisione viola – il colore del TVi – alle concessionarie a cui spetta la gestione della tv via cavo ucraina. Tuttavia, in molti sono convinti che la scomparsa di uno dei canali maggiormente critici nei confronti delle Autorità sia legata ad una ratio politica.

A pensarla in questa maniera sono stati i più di tremila manifestanti accorsi alla manifestazione nel centro di Kyiv. Tra essi, oltre al Direttore del TVi, Mykola Knyazhytsky, anche personalità di spicco dell’Opposizione Democratica Unita, come il Viceleader degli arancioni, Arseniy Yatsenyuk, il Vicespeaker del Parlamento, Mykola Tomenko, l’ex-Ministro della Difesa, Anatoliy Hrytsenko, e i Deputati Nazionali Iryna Herashchenko, Valentyn Nalyvaychenko, ed Oleksandr Kuzhel.

Simili manifestazioni sono state organizzate in altre città del Paese, tra cui Zhytomir, Kharkiv, Zaporizhzhya, Leopoli, Chernihiv, e persino Donetsk e Luhansk: le roccaforti elettorali del Presidente Yanukovych.

Oltre che al ripristino dell’emissione del TVi nella televisione via cavo ucraina, i manifestanti hanno chiesto la fine della censura e della pressione sui media, e le immediate dimissioni dei responsabili di una situazione che ha trascinato l’Ucraina tra i Paesi riconosciuti come “parzialmente liberi” secondo l’ultima graduatoria di Reporters sans Frontières.

Nell’Ucraina di Yanukovych, i media indipendenti stanno vivendo un periodo poco felice. Dalla salita al potere del Presidente, nel Marzo 2010, TVi e il 5 Kanal – l’altro più importante canale indipendente del Paese – sono stati ripetutamente oggetto di pressioni, ed hanno visto notevolmente limitate le frequenze attraverso le quali essi erano ricevuti dalle televisioni di tutto il Paese.

Inoltre, si sono registrati casi legati a singoli giornalisti, come quello del colonnista dell’Ukrayinska Pravda, Mustafa Nayem – minacciato in diretta tv da Yanukovych per una domanda scomoda riguardante l’utilizzo da parte del Capo dello Stato di denaro pubblico per la costruzione della sua tenuta presidenziale di Mezhihirya – o quello della sua Direttrice, Olena Prytula: aggredita dal servizio di sicurezza del Presidente per avere osato, durante il Forum Internazionale della Carta Stampata, issare un cartello inneggiate alla libertà di stampa sulle Rive del Dnipro.

Pressione sui media e repressione politica

Lo stato della libertà di stampa va di pari passo con quello della libertà politica. Dalla salita al potere di Yanukovych sono una decina gli esponenti dell’Opposizione Democratica ad essere stati perseguitati, arrestati, e addirittura incarcerati per via della loro militanza partitica.

I casi più noti sono quello dell’ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko – condannata a sette anni di carcere dopo un processo in cui la Difesa è stata privata di ogni diritto – dell’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko – condannato a quattro anni di galera dopo un procedimento in cui tutti i testimoni eccetto due hanno confermato l’innocenza del politico arancione – e quello dell’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, costretto all’esilio in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani