LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: Balcerowicz e Mikloš i nuovi “acquisti stranieri” del Governo ucraino

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 24, 2016

Il Presidente Petro Poroshenko, nomina l’autore della “Terapia shock” polacca e il riformatore dell’economia slovacca esperti nel nuovo Esecutivo. L’alta caratura dei due riformatori potrebbe incontrare l’opposizione degli oligarchi che già hanno portato alle dimissioni della precedente coppia di riformatori “stranieri” nel Governo, Natalie Yaresko e Aivardas Abromavičius 



Varsavia – Una campagna acquisti di spessore per un Paese che cerca di mantenere alta la fiducia dell’Occidente dopo gli ennesimi casi di instabilità politica. Questa è la motivazione che ha portato il Presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, a nominare nell’apparato del Governo l’ex-Vicepremier polacco, Leszek Balcerowicz, e l’ex-Vicepremier slovacco, Ivan Mikloš.

A seguito della decisione, ufficializzata nella giornata di venerdì, 22 Aprile, Balcerowicz è stato nominato rappresentante del Presidente Poroshenko presso il Governo e co-Presidente, assieme a Mikloš, di un pool di esperti incaricati di consigliare il nuovo Premier, Volodymyr Hroysman, su questioni di carattere economico.

Nello specifico, Balcerowicz avrà il compito di attrarre gli investitori stranieri in Ucraina e rappresentare il Governo ucraino nelle trattative con gli Attori della finanza internazionale. Mikloš, da parte sua, dovrà monitorare le riforme approvate dal Governo in ambito economico e superare gli eventuali problemi ad esse legate.

Sulla carta, la scelta di Poroshenko di nominare due personalità di spicco della politica dell’Europa Centro-Orientale è molto opportuna. Balcerowicz, Vicepremier nel Governo di Tadeusz Mazowiecki, è l’autore della riforma economica, altrimenti nota come “Terapia shock”, che ha trasformato la Polonia da Paese del blocco sovietico a moderna economia di mercato. Mikloš, Vicepremier nel Governo di Iveta Radičova, ha portato la Slovacchia tra i primi 32 Paesi al Mondo in materia di libertà di impresa.

Sul piano politico, la scelta di Poroshenko di nominare Balcerowicz e Mikloš rappresenta un tentativo di mantenere la fiducia dei creditori internazionali, decisamente decrementata dopo le dimissioni del precedente Governo retto da Arseniy Yatsenyuk. In esso sedevano infatti riformatori di fama internazionale costretti alle dimissioni per via dell’impossibilità di realizzare riforme atte a contrastare la corruzione e l’influenza degli oligarchi nella politica.

Natalie Yaresko, cittadina statunitense che ha rinunciato alla cittadinanza USA per accettare la nomina a Ministro delle Finanze nel Governo Yatsenyuk propostale da Poroshenko, ha saputo stringere un rapporto di stretta collaborazione, e sopratutto di fiducia, con il Fondo Monetario Internazionale.

Aivaras Abromavičius, economista lituano di formazione occidentale che a sua volta ha rinunciato alla cittadinanza lituana per accettare l’invito di Poroshenko a diventare Ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Yatsenyuk, ha rassegnato le dimissioni per via dell’opposizione in seno all’Amministrazione Presidenziale al suo progetto liberalizzazione dell’economia ucraina.

Nello specifico, Abromavičius, che ha anche denunciato casi di raccomandazioni non degni di una moderna democrazia occidentale, ha proposto la “Ghigliottina”: misura che prevedeva la liberalizzazione di tutte le industrie statali nelle quali la presenza degli oligarchi è molto forte e, nel contempo, la creazione di una Autorità Anti-Corruzione per garantire un business libero e trasparente.

Considerato i precedenti di Yaresko e Abromavičius -che Poroshenko ben avrebbe fatto a reinserire nella compagine di Governo- il ruolo riformatore di Balcerowicz e Mikloš appare quantomai difficile. 

D’altro canto, Poroshenko ha comunque dimostrato di essere fedele ad una tradizione, quella della partecipazione di riformatori “stranieri” nel Governo ucraino, da lui stesso inaugurata per apportare quella ventata di modernità di cui l’Ucraina ha bisogno per abbandonare una volta per tutte il suo passato sovietico e intraprendere un cammino certo verso l’integrazione nella Comunità Euro atlantica.


Yulia Tymoshenko sempre prima nei sondaggi

Del resto, Poroshenko necessita come l’aria di migliorare il proprio consenso, dopo che un recente sondaggio, elaborato dall’autorevole agenzia Raiting, ha certificato un crollo dei consensi della sua forza politica, il Blocco Poroshenko.

Secondo il sondaggio, a beneficiare della maggior parte del sostegno degli ucraini sono le forze dell’Opposizione Democratica al Governo Hroysman, ossia il Partito Batkivshchyna dell’ex-Premier, Yulia Tymoshenko, Samopomich del Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy, e il Movimento per la Pulizia del Governatore della Regione di Odessa, l’ex-Presidente della Georgia Mikheil Saakashvili.

Queste forze politiche fanno della lotta alla corruzione e alle oligarchie la loro bandiera politica, ed hanno beneficiato del fatto che il Governo Hroysman è stato varato sulla base di un’alleanza tra il Blocco Poroshenko e deputati vicini agli oligarchi Serhiy Liovochkyn e Ihor Kolomoisky.

Secondo il sondaggio, anche il Blocco dell’Opposizione, forza politica composta da oligarchi sponsor del regime dell’ex-Presidente, Viktor Yanukovych, aumenterebbe il suo consenso, classificandosi al secondo posto dietro a Batkivshchyna e davanti a Movimento Saakashvili e Samopomich.


Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Ucraina: Tymoshenko e Saakashvili incalzano Poroshenko su rimpasto e magistratura

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 29, 2016

Il Blocco del Presidente non riesce a convincere il Partito della carismatica ex-Premier ad appoggiare il Governo Hroysman. Il Governatore della Regione di Odessa critica l’influenza degli oligarchi nella politica del Paese



Varsavia – Senza Governo, senza Procuratore Generale. Così appare oggi l’Ucraina, dopo che, nella giornata di martedì, 29 Marzo, le forze politiche del campo filo europeo non hanno raggiunto l’accordo per formare la nuova coalizione di maggioranza in appoggio ad un nuovo Esecutivo.

Nonostante la quadra sembrasse essere stata raggiunta sulla candidatura a Premier dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Hroysman, a sostenere il varo del nuovo Governo sono rimasti solo i due gruppi principali della Rada, il Blocco del Presidente, Petro Poroshenko, e il Fronte Popolare dell’attuale Premier, Arseniy Yatsenyuk.

Apparentemente indeciso sul da farsi è il partito Batkivshchyna, la cui leader, l’ex-Premier Yulia Tymoshenko, ha posto come condizione sine qua non all’appoggio a Hroysman l’approvazione di 18 progetti di legge inerenti alla difesa dell’agricoltura, all’introduzione di tariffe calmierate per i ceti più poveri della popolazione e alla lotta alla corruzione.

Più che la qualità dei progetti di legge l’impasse nelle trattative ha riguardato la tempistica, con il Blocco Poroshenko favorevole ad approvare i progetti di legge di Batkivshchyna solo dopo il varo del nuovo Esecutivo e la Tymoshenko ferma sulla necessità di votare le sue proposte prima del voto di fiducia al nuovo Governo.

Senza il supporto di Batkivshchyna, il Blocco Poroshenko e il Fronte Popolare, che ha accusato la Tymoshenko di ricattare la maggioranza, non hanno i numeri necessari per approvare il rimpasto di Governo, necessario dopo che l’attuale Esecutivo ha riscosso un indice di gradimento tanto basso da non avere precedenti nella storia del Paese.

Da parte sua, la Tymoshenko ha a favore due fattori. Il primo, l’assenza nella maggioranza di Samopomich e del Partito Radicale di Oleh Lyashko, che hanno dichiarato di non intendere appoggiare il Governo Hroysman. 

In secondo luogo, la Tymoshenko ha dalla sua i sondaggi che la danno favorita sia in caso di Elezioni Parlamentari, che di Elezioni Presidenziali: un risultato ottenuto grazie ad una proposta politica basata sulla lotta alle oligarchie.

Più che alla Tymoshenko, la responsabilità della crisi è da addossare al Fronte Popolare, che poco ha fatto per contrastare la corruzione, tradendo le enormi aspettative che gli ucraini hanno riposto nel Governo Yatsenyuk dopo la deposizione del regime dell’ex-Presidente, Viktor Yanukovych.

Responsabile per la crisi è anche il Presidente Poroshenko, che non ha saputo prendere le distanze dall’abbraccio soffocante degli oligarchi, la cui influenza sul mondo politico è rimasta invariata, se non addirittura aumentata rispetto all’epoca della dittatura di Yanukovych.

A riprova del connubio tra Poroshenko, Yatsenyuk e gli oligarchi vi sono due fattori. In primis, il supporto che i parlamentari vicini agli oligarchi Rinat Akhmetov e Serhiy Liovochkyn, ex-sponsor del regime di Yanukovych hanno dato al Governo Yatsenyuk per mantenere la fiducia.

In secondo luogo, a gettare dubbi sulla trasparenza di Poroshenko e Yatsenyuk è la vicenda legata al Procuratore Generale, Viktor Shokin, che, prima di essere sollevato dall’incarico da un voto del parlamento, sempre nella giornata di martedì, 29 Marzo, ha dimissionato il suo Vice, Davit Sakvarelidze.

Sakvarelidze ha condotto una lotta contro la corruzione che Shokin ha più volte cercato di contrastare per evitare di creare complicazione a deputati del Blocco Poroshenko finiti nel mirino del Vice Procuratore per affari di corruzione.

Dal canto suo, Shokin, senza una decisa condanna da parte di Poroshenko, ha anche avviato una serie di provvedimenti dalla dubbia regolarità, come la richiesta di aprire un’indagine sui movimenti finanziari dell’Ambasciatore degli Stati Uniti a Kyiv, Geoffrey Pyatt.


Si rafforza il movimento anti corruzione

Come sottolineato dal Governatore della Regione di Odessa, Mikheil Saakashvili, risulta chiaro che il siluramento di Sakvarelidze sia di matrice politica, dal momento in cui esso è avvenuto a poche ore da una richiesta ufficiale in merito al dimissionamento del Vice Procuratore inviata a Shokin da parte di Serhiy Kivalov: esponente del Blocco Poroshenko, già mentore del regime di Yanukovych.

Saakashvili, ex-Presidente della Georgia e animatore del Movimento per la Pulizia contro la corruzione, ha invitato il Presidente Poroshenko a prendere le distanze dall’accaduto, ed ha criticato l’influenza di esponenti collusi con le oligarchie e con il regime di Yanukovych nella politica ucraina.

Da parte sua, Sakvarelidze ha dichiarato di volersi dedicare all’attività pubblica. Con tutta probabilità, egli entrerà a far parte del Movimento di Saakashvili, così come già ha fatto l’ex-Ministro dello Sviluppo Economico, Aivardas Abromavičius.

Economista lituano di formazione statunitense chiamato da Poroshenko per riformare il Paese, Abromavičius ha rinunciato all’incarico ministeriale dopo avere denunciato pubblicamente l’Amministrazione Presidenziale e l’entourage del Premier di corruzione e nepotismo.


Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Ucraina: Hroysman e Yaresko in corsa per il premierato

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 23, 2016

Lo Speaker del Parlamento, sostenuto dal Presidente Poroshenko e dal Premier Yatsenyuk, dato in testa rispetto all’attuale Ministro delle Finanze. Cresce l’opposizione del fronte anti-corruzione ed anti-oligarchi



Varsavia – Un garante dello status quo molto politico ed un “tecnico” pronto ad escludere i politici dall’Esecutivo in un periodo di crisi. Questi sono gli identikit dei candidati Premier in Ucraina, corrispondenti rispettivamente allo Speaker del Parlamento, Volodymyr Hroysman, e al Ministro delle Finanze, Natalie Yaresko.

L’ipotesi di un Governo Hroysman è, ad oggi, la più accreditata, forte del supporto del Gruppo dei Sette: il “cerchio magico” nel quale vengono prese le decisioni politiche più importanti al quale appartengono, tra gli altri, il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, il Premier, Arseniy Yatsenyuk, il Capo del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa, Oleksandr Turchynov, e il Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Borys Lozhkin.

Secondo l’accordo, il nuovo Governo godrebbe dell’appoggio delle due principali forze presenti in Parlamento: il Blocco Poroshenko e il Fronte Popolare di Yatsenyuk. Esso sarebbe strutturato ad hoc per mantenere gli equilibri di potere che, finora, sono gestiti per intero dal Presidente e dal Premier.

Nello specifico, nel Governo Hroysman -esponente del Blocco Poroshenko di cui il Presidente si è avvalso per controllare la situazione in Parlamento- resterebbero personalità importanti del Fronte Popolare, come il Ministro degli Interni, Arsen Avakov, e il Ministro della Giustizia, Pavlo Petrenko, mentre il posto vacante di Speaker del Parlamento sarebbe ricoperto dall’attuale Vice Speaker, Andriy Parubiy, anch’egli esponente del Partito del Premier Yatsenyuk.

A rappresentare una sorpresa sarebbe, invece, la nomina alle Finanze di Nina Yuzhanina, esponente del Blocco Poroshenko nota per le sue posizioni totalmente opposte a quelle della Yaresko in ambito economico.

Importante, nel Govermo Hroysman, sarebbe anche la nomina di stranieri, come il primo Ministro dell’Economia della Polonia libera, Leszek Balcerowicz, e l’ex-Ministro delle Finanze slovacco, Ivan Mikloš.

Di differente filosofia è, invece, il Governo proposto dalla Yaresko, che, nella giornata di mercoledì, 23 Marzo, ha ribadito la sua intenzione di candidarsi alla guida di un Esecutivo formato unicamente da tecnici, senza quote di Partito.

A favorire la nomina della Yaresko sarebbero i creditori internazionali, che vedono nell’attuale Ministro delle Finanze -cittadino statunitense che ha preso la cittadinanza ucraina per ricoprire l’incarico ministeriale- un interlocutore serio ed affidabile.

Per questa ragione, l’ipotesi della Yaresko Premier ha riscosso il sostegno di Aivaras Abromavičius, l’ex-Ministro dello Sviluppo Economico -economista lituano che, come la Yaresko, è stato chiamato dal Presidente Poroshenko per riformare il Paese- le cui dimissioni hanno de facto avviato la crisi del Governo Yatsenyuk.

Per quanto riguarda l’attuale Premier, accusato di corruzione e di mancata attività nel riformare il Paese, come testimonia il basso rating di gradimento, si vocifera una sua nomina alla guida della Banca Nazionale ucraina, oppure, ipotesi più accreditata, a capo della Corte Costituzionale.

D’altro canto, il Governo Hroysman riproporrebbe la medesima ricetta politica che, ad oggi, vede Poroshenko e Yatsenyuk governare con il sostegno implicito degli oligarchi dell’est del Paese, alcuni dei quali, come Rinat Akhmetov e Serhiy Liovochkyn, ex-sponsor del regime dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych.

Contro a questa ipotesi si sono schierati i parlamentari del Blocco Poroshenko appartenenti alla corrente anti-corruzione, che, da tempo, assieme ad Abromavicius ruotano attorno alla figura carismatica del Governatore della Regione di Odessa, Mikheil Saakashvili.

Saakashvili, ex-Presidente della Georgia, ha fondato il Movimento Per la Pulizia che, in nome della lotta alla corruzione e di una dura critica nei confronti dell’Esecutivo di Yatsenyuk, gode di un crescente sostegno tra la popolazione.

Posizione simile a quella del Movimento di Saakashvili è stata espressa dal Partito Samopomich, il cui leader, il Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy, ha rifiutato la nomina a Premier che il Presidente Poroshenko gli ha proposto per formare un esecutivo politico retto dalla medesima coalizione di Partiti filo europei che ha sostenuto il Governo Yatsenyuk.

Altra forza che si oppone al sistema di connubio con le oligarchie è Batkivshchyna, il Partito dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko, anch’esso, come Samopomich, fuoriuscito dalla coalizione di Governo in segno di protesta contro la corruzione.

Come dichiarato dalla stessa Tymoshenko, leader del dissenso democratico durante il regime di Yanukovych, Batkivshchyna attende la decisione in merito al nuovo Premier da parte del Blocco Poorshenko e del Fronte Nazionale, che, in quanto principali forze del Parlamento, hanno la responsabilità di tale scelta.


Yulia Tymoshenko prima nei sondaggi

La strategia attendista della Tymoshenko può essere vincente sopratutto se si considerano i recenti sondaggi dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kyiv, secondo i quali la maggioranza degli ucraini vorrebbe proprio Yulia Tymoshenko come nuovo Premier, seguita, nelle preferenze, da Saakashvili.

Oltre al ranking di Premier, Yulia Tymoshenko guida anche la classifica di gradimento come nuovo Presidente, superando l’attuale Capo dello Stato con il 20% contro il 17%.

Infine, il Partito della Tymoshenko, Batkivshchyna, risulta primo nel ranking delle preferenze degli elettori ucraini con il 18%, seguito dal Blocco di Opposizione di Akhmetov e Liovochkyn con il 13%, e dal Blocco Poroshenko con l’11%, a testimonianza del calo di consensi della compagine di Governo.


Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Ucraina: tutto sulla crisi di Governo

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 1, 2016

Il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, litiga col Premier, Arseniy Yatsenyuk, in merito all’indizione di un referendum sull’autonomia delle regioni interessate dalla guerra con la Russia. Tutti i nomi del possibile rimpasto di Governo



Varsavia – È un periodo traballante quello della politica ucraina, dove la coalizione di governo è alle prese con un rimpasto necessario per superare una crisi sempre più allarmante.

Nella giornata di lunedì, 25 Gennaio, si è consumato l’ennesimo scontro tra il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, e il Premier, Arseniy Yatsenyuk, legato alla richiesta del Capo del Governo di indire un referendum sulla concessione dell’autonomia alle regioni orientali dell’Ucraina interessate dalla guerra con la Russia: una proposta che il Capo dello Stato ha respinto categoricamente.

Il confronto ha avuto luogo nel corso di una delicata riunione del “Gruppo dei Sette”, commissione di contatto formata da esponenti dei due principali partiti della colazione filo europea: il Presidente Poroshenko, il Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Borys Lozhkin, lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Hroysman, e il capogruppo in Parlamento, Yuri Lutsenko, per il Blocco Poroshenko, il Premier Yatsenyuk, il Presidente del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa, Oleksandr Turchynov, e il Ministro degli Interni, Arsen Avakov, per il Fronte Popolare.

Oltre alla motivazione diplomatica -l’autonomia a Donbas e Oblast di Luhansk è un provvedimento previsto degli Accordi di Minsk per la regolazione del conflitto tra Ucraina e Russia- l’opposizione di Poroshenko al referendum è legata anche al tentativo di bloccare un’iniziativa personale di Yatsenyuk atta a risollevare un rating di gradimento che, per il Premier, è in caduta libera.

Infatti, a confermare la ratio tattica della richiesta del referendum è stato un post su Facebook in favore dell’iniziativa del Premier, che ha fatto infuriare Poroshenko, scritto dal Ministro Avakov, il braccio destro di Yatsenyuk il cui dimissionamento è dato quasi per certo.

Più che il Ministero di Avakov, ad interessare il rimpasto di Governo è il premierato, che potrebbe passare dalle mani di Yatsenyuk ad uno tra Turchynov, Lozhkin e Hroysman, anche se in corsa per la guida del Governo sono, inoltre, l’attuale Ministro delle Finanze, Natalia Yaresko, e il Governatore della Regione di Odessa, l’ex-Presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili.

Un’altra posizione calda è quella del Vice Premier con delega all’Integrazione Europea, carica che l’Unione Europea ha fortemente consigliato all’Ucraina di creare e che potrebbe essere affidata a Saakashvili: politico, vicino all’Amministrazione Presidenziale, in crescita di consenso grazie alla creazione di un movimento nazionale contro la corruzione fortemente critico di Yatsenyuk, e, per questo, osteggiato dal Fronte Popolare. 

Altra pedina interessata dal rimpasto di Governo è il Ministero dell’Economia, il cui Capo, Aivaras Abromavičius, tecnico lituano, nominato in quota Poroshenko, ha lamentato l’impossibilità di lavorare in serenità per via delle interferenze di Yatsenyuk, e per questo può essere promosso dal presidente a Vice Premier con delega alle Riforme.

In forse è anche la permanenza nel Governo del Ministro dell’Energia, Volodymyr Demchyshyn, esponente del Blocco Poroshenko capace di potare a compimento la diversificazione delle forniture di gas dell’Ucraina che, tuttavia, non piace a Yatsenyuk e al Fronte Popolare.

Questione aperta, e cruciale per la tenuta della coalizione, è il supporto al Governo dei partiti minori come Samopomich, che, dopo avere espresso forti critiche in merito all’attività dell’Esecutivo, ha ritirato il suo unico Ministro, Oleksiy Pavlenko, a cui era stato affidato il Dicastero dell’Agricoltura.

Tuttavia, Samopomich potrebbe restare nella coalizione qualora fosse accettata, sempre a Capo del Ministero dell’Agricoltura, la nomina di Ivan Miroshnichenko, personalità che tuttavia non è gradita a Yatsenyuk.

Importante è anche il ruolo del partito Batkivshchyna, la cui leader, Yulia Tymoshenko, ha dichiarato di non intendere accettare poltrone pur di mantenere l’appoggio a un Governo del quale, al contrario, la stessa Tymoshenko ha richiesto dimissioni in toto, a partire dal Premier Yatsenyuk.

Infine, a supplire alla fuoriuscita di Batkivshchyna in caso di mancato azzeramento del Governo è il Partito Radicale, forza politica già uscita una volta dalla maggioranza il cui leader, Oleh Lyashko, ha chiesto di essere nominato a Speaker in cambio dell’appoggio dei radicali all’Esecutivo.

Poroshenko e Saakashvili vs Sadoviy e Tymoshenko

Poiché la nomina a Speaker di Lyashko è improbabile, e la richiesta nella Tymoshenko quasi impossibile da realizzare, la soluzione più probabile è il varo di un nuovo Esecutivo con Yatsenyuk Premier e la carica di Vice Premier concessa a Vitaliy Kovalchuk, ex-Coordinatore della campagna elettorale di Poroshenko.

La nomina di Kovalchuk, che Yatsenyuk oppone strenuamente, garantirebbe una maggiore presenza del Presidente nel Governo, e suggellerebbe un nuovo equilibrio all’interno della maggioranza.

Di sicuro, ad essere altamente improbabili sono Elezioni Parlamentari anticipate, dal momento in cui sia Poroshenko che Yatsenyuk sono ad esse impreparati.

Da un lato, Yatsenyuk, giudicato incapace di combattere la corruzione in maniera efficace, e il Fronte Popolare sono in crollo di consensi.

Dall’altro, anche il Presidente Poroshenko lamenta un calo del rating personale di consensi.

Tuttavia, come riporta l’autorevole Ukrayinska Pravda, il Presidente sta lavorando per il varo di una coalizione in grado di ottenere la maggioranza dei consensi in caso di Elezioni Parlamentari Anticipate.

Secondo le indiscrezioni, la coalizione filo-presidenziale sarebbe composta, oltre che dal Blocco Poroshenko, anche dal Movimento Anti Corruzione di Saakashvili e da Nash Kray, un progetto politico concepito per erodere i consensi del Blocco dell’Opposizione, 

Questa forza politica, particolarmente forte nell’est del Paese, è formata da oligarchi appartenenti all’entourage dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych, autore di un regresso democratico che, tra il 2010 e il 2014, ha portato l’Ucraina dall’essere una democrazia sul modello occidentale al divenire un regime autocratico senza divisione dei poteri, libertà di stampa e rispetto del dissenso.

D’altro canto, pronti ad opporsi alla coalizione presidenziale sono Samopomich e Batkivshchyna, come dimostrano i recenti contatti intercorsi tra la Tymoshenko e il leader di Samopomich, il Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy.

Nel caso questo sviluppo dovesse tradursi in realtà, in Ucraina si assisterebbe ad una divisione della coalizione filo europea secondo le fazioni storiche che hanno governato il Paese dal 2004 al 2010, dopo il processo democratico noto come Rivoluzione Arancione.

Da un lato, Poroshenko raccoglierebbe l’eredità dell’ex-Presidente, Viktor Yushchenko, ponendosi a Capo di una coalizione spiccatamente filo atlantica e, nel contempo, incline al compromesso con l’entourage di Yanukovych.

Dall’altro, la Tymoshenko tornerebbe alla guida di uno schieramento filo europeo nettamente contrapposto dalle oligarchie dell’est del Paese.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Ucraina: crisi di Governo tra Parlamento, Premier e Presidente

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 22, 2015

L’opposizione del Partito di Yulia Tymoshenko al bilancio e le frizioni tra l’entourage del Premier Yatsenyuk e l’Amministrazione Poroshenko sulla lotta alla corruzione stanno minando la compattezza della coalizione filo occidentale. L’ex-Presidente georgiano Saakashvili verso un proprio Partito



Varsavia – Spesso, i numeri sono associati con la perdita del senno, e così è per quanto riguarda l’Ucraina, dove la coalizione filo occidentale di Governo sorta dopo la Rivoluzione della Dignità -processo democratico nel 2015 che ha posto fine al regime di Viktor Yanukovych- e le seguenti Elezioni Presidenziali e Parlamentari rischia di crollare sull’approvazione del bilancio statale.

Nella giornata di giovedì, 17 Dicembre, il Parlamento ucraino ha congelato l’approvazione di un bilancio che prevede, oltre ad un’entrata di 601 miliardi di Hryvne ed un’uscita di 674 Miliardi di Hryvne, il rafforzamento dell’esercito e l’incremento degli armonizzatori sociali al 19%.

Le priorità del bilancio, presentate dal Premier, Arseniy Yatsenyuk, hanno trovato il pieno sostegno del Fronte Popolare -la forza politica di Yatsenyuk- e del Blocco Poroshenko -il Partito del Presidente ucraino, Petro Poroshenko- ma non sono piaciute ad una parte consistente della maggioranza. Minacciando una mozione di sfiducia per il Governo, la leader del Partito Batkivshchyna, Yulia Tymoshenko, ha contestato la mancata protezione delle pensioni dall’inflazione e i troppo scarsi finanziamenti alla cultura.

Pronta a quella che appare come una vera e propria crisi politica è stata la risposta del Presidente Poroshenko e del Premier Yatsenyuk che, in una nota congiunta assieme al Presidente del Parlamento, Volodymyr Hroysman, hanno ribadito la continuazione dei lavori della coalizione per raggiungere gli obiettivi prefissati, tra i quali l’integrazione dell’Ucraina nella Comunità Euroatlantica.

A sua volta, il Capogruppo del Blocco Poroshenko, Yuri Lutsenko, ha ribadito la compattezza della maggioranza, minimalizzando l’opposizione della Tymoshenko al bilancio. Tuttavia, più che dalla Tymoshenko -che assieme a Lutsenko è stata la principale dissidente al regime di Yanukovych- la vera e propria destabilizzazione della maggioranza proviene dallo scontro in essere tra il Fronte Popolare e il Blocco Poroshenko e, più in generale, tra l’entourage del Premier Yatsenyuk e l’Amministrazione Presidenziale. 

Le frizioni tra le due realtà sono emerse con un litigio nel corso di una riunione del Consiglio per le Riforme -un organismo composto da Ministri e Governatori, presieduto dal Presidente Poroshenko- tra il Ministro degli Interni, Arsen Avakov, e il Governatore di Odessa, Mikheil Saakashvili, che si sono accusati reciprocamente di corruzione, arrivando al lancio di una bottiglia d’acqua e allo scambio di apprezzamenti poco cordiali.

Avakov, esponente dell’entourage del Premier, ha reagito con durezza alle accuse di corruzione che Saakashvili, ex-Presidente della Georgia e stretto alleato del Presidente Poroshenko, ha rivolto a Yatsenyuk facendo riferimento ai legami del Capo del Fronte Popolare con oligarchi del calibro di Mykola Martynenko, Ihor Kolomoisky e Rinat Akhmetov -quest’ultimo già sponsor del regime Yanukovych.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, Saakashvili, che in occasione dello scontro con Avakov e Yatsenyuk ha ottenuto l’appoggio del Presidente Poroshenko, non ha perso tempo e, già nella giornata di Domenica, 20 Dicembre, ha raccolto alcuni deputati del Blocco Poroshenko e del Partito Samopomich -altra forza della maggioranza- in una cena che, secondo autorevoli commentatori, segna il primo passo verso la creazione di un Partito dell’ex-Presidente georgiano.

Turchynov verso il Premierato

Secondo ipotesi molto accreditate, Saakashvili, in ascesa di gradimento come certificano i principali sondaggi, ambirebbe ad una nomina governativa come Vice Premier con delega all’Integrazione Europea, anche se tale passo appare difficile da essere realizzato per due ragioni.

In primis, per la nomina di Saakashvili mancherebbero i voti in Parlamento, ed una sua candidatura forzata da parte del Presidente Poroshenko porterebbe inevitabilmente ad un crollo della coalizione di Governo, costringendo il Blocco Poroshenko a cercare alleati nel Blocco dell’Opposizione, creatura politica filorussa sorta sulle ceneri del Partito delle Regioni di Yanukovych.

In secondo luogo, l’alleanza tra l’entourage del Premier Yatsenyuk e l’Amministrazione Presidenziale è vista come garanzia di stabilità da parte del Fondo Monetario Internazionale, al quale l’Ucraina è legata da un ingente debito.

Per questa ragione, è molto accreditata l’ipotesi, riportata da Radio Liberty, secondo la quale Poroshenko, in cerca di un sostituto per Yatsenyuk, in caduta libera nei sondaggi, starebbe optando per il Capo del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa dell’Ucraina, Oleksandr Turchynov.

Già Presidente ad interim e Speaker del Parlamento, e ancor prima Vice Premier e Premier ad interim dopo il dimissionamento di Yulia Tymoshenko per mano di Yanukovych nel 2010, Turchynov è esponente di spicco del Fronte Popolare, nonché personalità vicina al Premier Yatsenyuk.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Ucraina: Poroshenko dice sì a Yatsenyuk Premier in cambio di Hroysman Speaker della Rada

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on November 1, 2014

Il Presidente ucraino da il via libera alla riconferma del Capo del Governo per assicurare la Presidenza del Parlamento ad un esponente del suo Blocco. Nonostante l’endorsement ufficiale al Capo del Fronte Popolare, scoppia il caso Sadoviy.

Tante le promesse ma anche tanta la confusione che regna nella vita politica ucraina all’indomani delle Elezioni Parlamentari anticipate che hanno confermato la maggioranza al Partito del Presidente Petro Poroshenko, il Blocco Poroshenko – coalizione di Partiti centristi e moderati, come Solidarnist, UDAR e Terza Repubblica Ucraina- e a quello del Premier Arseniy Yatsenyuk, il moderato Fronte Popolare.

Come riportato venerdì, 31 Ottobre, dallo stesso Poroshenko, il Blocco del Presidente è pronto a sostenere la riconferma di Yatsenyuk alla guida del Governo in cambio dell’elezione a Speaker del Parlamento dell’attuale Vicepremier, Volodymyr Hroysman.

Hroysman, esponente del Blocco Poroshenko, è stato indicato dalla lista del Presidente come candidato Premier, ma la vittoria del Fronte Popolare nel voto proporzionale -avvenuta per un solo punto percentuale: 22% a 21%- ha permesso a Yatsenyuk di richiedere per sé la riconferma alla guida del Governo, e di rivendicare il diritto a nominare esponenti del suo Partito a Capo dei Ministeri degli Interni, della Giustizia e delle Finanze.

Con l’endorsement di Poroshenko a Yatsenyuk, Hroysman potrebbe trovare una ricompensa nella presidenza del Parlamento ucraino: una posizione per la quale in pole position è stato finora l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko, capolista del Blocco Poroshenko, ora possibile Capogruppo alla Rada.

“Il Blocco Poroshenko e il Fronte Popolare hanno già avviato un gruppo di lavoro per la formazione della nuova coalizione con Samopomich” ha dichiarato Hroysman, menzionando il movimento di orientamento cristiano-democratico e pro-occidentale capace, alle Elezioni, di ottenere il terzo posto con l’11% dei consensi.

Proprio la presenza di Samopomich nella maggioranza ha aperto un caso politico legato alla presunta offerta del Premierato che il Presidente Poroshenko avrebbe rivolto al leader di Samopomich, il Sindaco di Leopoli Andriy Sadoviy.

Come dichiarato dall’esponente di Samopomich, Oleh Berezyuk, sul 5 Kanal, il Presidente Poroshenko avrebbe comunque incassato il no secco di Sadoviy, che avrebbe preferito ricoprire la carica di Sindaco della sua città fino alla fine del suo mandato.

Se confermata, l’offerta di Poroshenko a Sadoviy metterebbe in discussione l’accordo che il Presidente avrebbe stretto dopo le Elezioni con Yatsenyuk per creare una coalizione filo-europea basata sull’intesa tra il Blocco Poroshenko e il Fronte Popolare.

Secondo le prime trattative, la coalizione tra il Blocco del Presidente e il Fronte del Premier dovrebbe basarsi su un progetto di lavoro derivato dall’integrazione dei programmi delle due forze partitiche: da un lato, come promesso dal Presidente Poroshenko, l’armonizzazione delle strutture giudiziarie e fiscali del Paese agli standard dell’Unione Europea, così da permettere all’Ucraina di presentare la domanda di membership all’UE entro il 2019.

Dall’altro, come invece promesso da Yatsenyuk, la coalizione si dovrebbe impegnare ad eseguire fin da subito i punti dell’Accordo di Associazione tra l’UE e l’Ucraina, a continuare le politiche di risistemazione dei conti dello Stato già avviate, ed ad incrementare le dotazioni di bilancio per la difesa dall’aggressione militare della Russia.

La Tymoshenko tratta con il Presidente

Oltre che per Sadoviy, le dichiarazioni di Hroysman aprono un caso anche per quanto riguarda la presenza o meno di altre forze del campo democratico nella coalizione, che sia secondo il Presidente Poroshenko, che il Premier Yatsenyuk deve essere allargata.

Come dichiarato dalla portavoce dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko, Marina Soroka, il Partito di orientamento social-popolare-democratico Batkivshchyna ha avviato consultazioni con Poroshenko per la partecipazione alla coalizione.

Yulia Tymoshenko ha dichiarato che Batkivshchyna non pretende alcun posto nel Governo, ma richiede l’inclusione dei suoi principali punti programmatici, come il rafforzamento dei contatti diplomatici con l’Occidente, un referendum per l’ingresso nella NATO.

La Tymoshenko ha poi chiesto a Poroshenko e Yatsenyuk la lustrazione di tutti i politici conniventi con il regime autoritario dell’ex-Presidente, il filorusso Viktor Yanukovych.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: i Partiti presentano liste e programmi per le Elezioni

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 15, 2014

Il Blocco Poroshenko attua una lista capeggiata dal Sindaco di Kyiv, Vitaly Klichko, composta da alte personalità politiche e giornalisti a sostegno del Presidente ucraino, mentre il Fronte Popolare del Premier Yatsenyuk, oltre ai politici, schiera ingenti reparti dell’esercito.

Nomi importanti per una competizione elettorale che si preannuncia molto combattuta fin dall’inizio. Nella giornata di Domenica, 14 Settembre, i Partiti ucraini hanno presentato liste e programmi in vista delle Elezioni Parlamentari Anticipate ucraine, indette per rinnovare un Parlamento costituito ancora da Deputati eletti prima del ripristino della democrazia con la deposizione dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych.

Oltre che dai sondaggi, ad essere favorito, grazie ai nomi messi in campo, è il Blocco Poroshenko: coalizione di Partiti, a cui fanno parte il centrista Solidarnist e il moderato UDAR, che propone pieno sostegno al Presidente ucraino, Petro Poroshenko, per la realizzazione del programma elettorale con cui il Capo dello Stato ha vinto le scorse Elezioni Presidenziali.

Poroshenko, che ha promesso il rispetto dell’integrità territoriale ucraina e la formalizzazione della domanda di adesione a UE e NATO entro la fine del suo primo mandato, può contare su una squadra capeggiata dal Capo di UDAR, il Sindaco di Kyiv Vitaly Klichko, seguito dall’ex-dissidente dell’era Yanukovych Yuri Lutsenko, dall’ex-candidata alle Elezioni Presidenziali Olha Bohomolets, dal Vice-Premier Volodymyr Hroysman, dal Capo della Comunità Tatara di Crimea Mustafà Dzhemilyev, e dalla Delegata per la questione del Donbas Iryna Herashchenko.

Oltre ai politici, a correre nelle liste del Blocco Poroshenko sono anche artisti e giornalisti che hanno deciso di abbandonare la loro professione per darsi alla politica, come la scrittrice Maria Matios, e Mustafà Nayyem e Serhiy Leshchenko della Ukrayinska Pravda.

Forte è anche la lista presentata dal Fronte Popolare, la forza partitica del Premier Arseniy Yatsenyuk, che, oltre al Capo del Governo, che corre come capolista, presenta tra i suoi candidati anche l’ex-attivista della Rivoluzione del Maidan Tetyana Chornovol, lo Speaker del Parlamento Oleksandr Turchynov, l’ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa Andriy Parubiy, e il Ministro degli Interni Arsen Avakov.

Oltre ai politici, anche il Fronte Popolare presenta personalità di altra provenienza, sopratutto da quello dell’esercito impegnato nella difesa dell’Ucraina dall’aggressione militare della Russia, come il Comandante del Battaglione Speciale Myrotvorets, Andrey Teteruk, e quello del Battaglione Dnipro-1, Yuri Bereza.

Nonostante i nomi di peso, a minare la stabilità del Fronte Popolare è un conflitto interno che, secondo quanto riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, coinvolge da un lato il Premier Yatsenyuk, favorevole ad un’intesa con Poroshenko, e, dall’altro, lo Speaker Turchynov, intenzionato a correre da solo per marcare la differenza con il Blocco del Presidente.

La Tymoshenko cede il posto da capolista alla Savchenko

Oltre al conflitto interno, a rosicchiare consensi al Fronte Popolare, sopratutto per quanto riguarda i reparti militari, potrebbe essere Batkivshchyna, il Partito di orientamento social-popolare-democratico dell’ex-Premier, Yulia Tymoshenko, che ha rinunciato alla posizione di capolista in favore di Nadiya Savchenko: aviere dell’esercito ucraino abbattuta nel Donbas, catturata dai russi e ad oggi detenuta in Russia con l’accusa di avere ucciso due giornalisti durante le azioni di guerra.

Oltre alla Savchenko e alla Tymoshenko, che ricopre la seconda posizione nella lista, con Batkivshchyna corrono anche gli attivisti della Rivoluzione della Dignità Ihor Lutsenko, e Ihor Zhdanov, il Capogruppo in Parlamento Serhiy Sobolyev, e il Presidente della Commissione per l’Integrazione Europea Hryhoriy Nemyrya.

Batkivshchyna si presenta con un programma basato su tre punti: indizione dello Stato di Guerra, adesione dell’Ucraina alla NATO, applicazione immediata dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea.

Oltre alle forze del campo democratico, degna di nota è la scelta della forza politica dell’ex-Presidente Yanukovych, il Partito delle Regioni, di boicottare le Elezioni e di creare un Governo-ombra che elabori proposte da sottoporre a Poroshenko e alla forza che otterrà l’incarico di formare il nuovo Esecutivo.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: Yatsenyuk torna in campo per contrastare il Southstream

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 29, 2014

Il Premier ucraino invita il Parlamento a votare la riforma che adatta il sistema energetico nazionale alla Legge dell’Unione Europea. Anche l’assestamento di bilancio e la ratifica delle dimissioni del Capo del Governo tra gli argomenti trattati in una riunione a porte chiuse del Consiglio dei Ministri

Di nuovo a presiedere il Consiglio dei Ministri per dare l’ultima chance al Parlamento di garantire la sicurezza energetica e nazionale del Paese: nonostante le dimissioni già annunciate e presentate pubblicamente.

Nella giornata di lunedì, 28 Luglio, il Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, ha condotto una riunione a porte chiuse del Gabinetto dei Ministri, nella quale, come già preannunciato, è stata messa all’ordine del giorno della prossima seduta del Parlamento la votazione della riforma del sistema energetico nazionale in chiave europea, dell’assestamento di bilancio e della ratifica delle dimissioni del Capo del Governo.

Yatsenyuk, che lo scorso 25 Luglio, dopo il crollo coalizione di maggioranza ‘Scelta Europea’, ha formalmente ceduto la guida del Governo al Vicepremier, Volodymyr Hroysman, è ritornato sui suoi passi: una decisione presa soprattutto per supportare l’approvazione della ristrutturazione del sistema energetico nazionale e, così, attuare un passo concreto in direzione dell’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Questa riforma, secondo quanto previsto dalla Legge UE, prevede lo scorporo di alcune funzioni dal colosso energetico nazionale Naftohaz, a cui spetterà solamente la compravendita del gas: la gestione dei gasdotti, la distribuzione del carburante, ed il controllo dei siti di stoccaggio saranno invece affidate rispettivamente alla compagnia Ukrtranshaz, alla Ukrayinska Hazotransportna Systema, ed alla Ukrayinski Hazovi Schovishcha.

Inoltre, la riforma del settore energetico nazionale apre il possesso del 49% della rete dei gasdotti nazionali a compagnie dell’Unione Europea e degli Stati Uniti d’America: una misura necessaria per evitare che la Russia, da cui l’Ucraina dipende per circa il 95% del proprio fabbisogno energetico, arrivi a controllare totalmente anche sistema infrastrutturale energetico di Kyiv.

“L’inclusione delle compagnie europee e statunitensi nella gestione del sistema infrastrutturale energetico del nostro Paese è un provvedimento necessario per arginare la realizzazione del Southstream” ha dichiarato Yatsenyuk, facendo riferimento al gasdotto che la Russia ha concepito sul fondale del Mar Nero per veicolare gas in Austria attraverso Bulgaria, Serbia ed Ungheria, e, così, bypassare l’Ucraina.

La posizione di Yatsenyuk è in linea con quella della Commissione Europea, che ha contestato il Southstream perché destinato ad incrementare la già alta dipendenza energetica dell’UE dalla Russia.

Mosca intende infatti avvalersi della realizzazione del gasdotto nel Mar Nero per contrastare la politica di diversificazione delle forniture di gas che Bruxelles sta approntando per limitare l’uso dell’energia da parte della Russia come mezzo di coercizione geopolitica a spese di Stati europei sovrani ed indipendenti, come Ucraina, Polonia e Paesi Baltici.

Oltre alla battaglia per la diversificazione delle forniture di gas dell’Europa, e sopratutto all’integrazione dell’Ucraina nel costituendo mercato unico europeo dell’energia, Yatsenyuk ha invitato il Parlamento ad approvare anche l’Assestamento di Bilancio, che prevede misure urgenti necessarie per l’ottenimento di prestiti dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale di cui Kyiv ha estremo bisogno.

Oltre all’erogazione di 1,9 Miliardi di Hryvnye per sussidi supplementari all’esercito impegnato nella liberazione delle terre orientali ucraine occupate dai miliziani pro-russi, l’Assestamento -che Yatsenyuk ha dichiarato di volere rendere esecutivo anche in caso di mancata approvazione da parte del Parlamento con una forzatura istituzionale pur di erogare finanze necessarie all’esercito- prevede anche lo stanziamento di 9 Miliardi di Hryvnye per lo sviluppo delle regioni dell’Est e di quelle dell’Ovest del Paese.

Poroshenko si prepara alle elezioni parlamentari anticipate

Tuttavia, per Yatsenyuk, che ha già avviato consultazioni personali con singoli deputati, il successo potrebbe non essere scontato, dal momento in cui, ad oggi, il Premier può contare solamente sul sostegno sicuro dei parlamentari della sua forza di orientamento social-popolare-democratico Batkivshchyna.

Le altre forze partitiche che, con Batkivshchyna, hanno partecipato alla coalizione ‘Scelta Europea’, il Partito moderato UDAR del sindaco di Kyiv Vitaliy Klichko e l’ultraconservatore Svoboda, dopo essere uscite dalla maggioranza potrebbero infatti non prestare i loro voti per soddisfare la richiesta di Yatsenyuk e, così, porterebbero all’indizione in tempi ravvicinati di Elezioni Parlamentari Anticipate.

Chi, nel frattempo, si sta preparando all’eventualità di una consultazione elettorale anticipata per il rinnovo del Parlamento è il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, dato in testa in un recente sondaggio dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kyiv in caso di creazione di un proprio blocco elettorale.

Il Presidente Poroshenko, sempre lunedì, 28 Luglio, ha nominato suo consigliere Oleh Medvedev: lo stratega della sua recente vittoriosa campagna elettorale presidenziale, che ha già curato la comunicazione politica dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko tra il 2005 e il 2008, e quella dell’ex-Capo di Stato Viktor Yushchenko dal 2003 al 2005.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: il Premier Yatsenyuk dichiara la fine del suo Governo filo-UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 25, 2014

Il Premier ucraino, che appartiene al Partito social-popolare Batkivshchyna, decreta la fine della maggioranza ‘Scelta Europea’ dopo che il moderato UDAR e gli ultraconservatori di Svoboda hanno abbandonato la coalizione di Governo. La guida dell’Esecutivo passa al Vice di Yatsenyuk, Volodymyr Hroysman

Un Governo originato dal successo della pacifica rivoluzione della Dignità -che ha portato il popolo del Maydan a destituire il regime dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych- caduto per via delle frizioni interne ad una maggioranza pro-europea che sembra guardare più al rendiconto elettorale che all’interesse del Paese. Nella giornata di mercoledì, 25 Luglio, il Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, ha rassegnato le proprie dimissioni dopo che, poco prima, dalla colazione di maggioranza ‘Scelta Europea’ sono usciti il Partito moderato UDAR e l’ultraconservatore Svoboda.

Il Premier Yatsenyuk, che appartiene al Partito di ispirazione social-popolare Batkivshchyna, ha sostenuto la necessità di rinunciare alla guida del Governo per non aprire l’ingresso nella coalizione di maggioranza ai comunisti e al Partito delle Regioni dell’ex-Presidente Yanukovych: due forze politiche che hanno supportato, in maniera più o meno aperta, l’aggressione militare della Russia nelle regioni dell’est dell’Ucraina.

“Preso atto dell’uscita dalla coalizione di due delle tre forze partitiche che la hanno finora composta, non restano che due soluzioni: imbarcare comunisti e regionali o lasciare. Io preferisco dichiarare la mia decadenza dalla guida del Governo -ha dichiarato, tra gli applausi, Yatsenyuk, durante il suo ultimo discorso da Premier- Il Governo cade perché il Parlamento non ha potuto votare il bilancio, né ha approvato la riforma in senso europeo del settore energetico nazionale”.

Come dichiarato dal Premier Yatsenyuk, la maggioranza, che si è retta su numeri particolarmente risicati, non ha voluto approvare una proposta di bilancio che, come proposto da Batkivshchyna, concedeva ampie uscite all’esercito per la difesa dei confini dell’Ucraina, ad oggi posti a serio repentaglio dalla pressione delle forze armate russe.

Inoltre, la maggioranza ha fatto mancare i voti per scorporare, come previsto e richiesto dalla Legge dell’Unione Europea in materia di energia, il colosso nazionale energetico Naftohaz in tre compagnie: la Ukrayinska Hazotransportna Systema, la Ukrayinski Hazovi Skhovishcha e la Ukrtranshaz, deputate rispettivamente alla distribuzione del gas, alla gestione dei siti di stoccaggio e al controllo della rete dei gasdotti ucraini.

Alla decisione di Yatsenyuk, sostituito alla guida del Governo dal Vicepremier, Volodymyr Hroysman, pronta è stata la risposta del Presidente, Petro Poroshenko, che ha auspicato la continuazione dei lavori della Rada per l’approvazione del bilancio, prima dello scioglimento anticipato del Parlamento.

Il Presidente favorevole. Putin vince

Il Presidente Poroshenko, che secondo rumors ha sostenuto la caduta del Governo, in quanto egli ha già in tasca un accordo per formare un blocco filo-presidenziale tra UDAR e la sua forza politica Solidarnist, ha poi invitato il Premier Yatsenyuk a continuare a guidare il Governo, senza lasciare l’interim ad altre persone.

Differente è stata la posizione dello Speaker della Rada, Oleksandr Turchynov. Membro di Batkivshchyna, Turchynov ha invitato UDAR e Svoboda a prendersi le proprie responsabilità e, così, indicare il nome di un Premier tecnico capace di traghettare l’esecutivo alle Elezioni Parlamentari Anticipate.

“Dubito che il Parlamento voterà le dimissioni di Yatsenyuk -ha dichiarato il Capogruppo di UDAR in Parlamento, Vitaliy Kovalchuk -spetta alla Rada approvare la decisione del Premier di rinunciare alla guida del Governo”.

Le dimissioni del Governo Yatsenyuk, che ha dovuto affrontare la transizione democratica del periodo post-Yanukovych prima, e l’aggressione militare della Russia in Crimea ed Ucraina orientale poi, lasciano il Paese in una situazione molto difficile.

Per questo, il Premier Yatsenyuk ha dichiarato che il vero vincitore della crisi di governo è stato il Presidente russo, Vladimir Putin, che, così, ha gioco facile ad incrementare la pressione su un Paese senza una guida politica esecutiva.

La decisione di Yatsenyuk di lasciare il Governo, presa per la mancata approvazione di una riforma richiesta dall’Europa, è anche e sopratutto responsabilità di UDAR.

Infatti, il Partito del neoeletto sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko, preme per capitalizzare in senso elettorale l’ampio consenso ottenuto dopo avere supportato la corsa alla Presidenza di Poroshenko e quella a Sindaco della Capitale del suo carismatico leader.

Nel mirino di UDAR c’è infatti Batkivshchyna: il Partito dell’altrettanto carismatica ex-Premier Yulia Tymoshenko che, dopo avere ottenuto un basso 17% alle Elezioni Parlamentari, ha comunque dimostrato di avere a cuore le sorti del Paese, facendosi carico della guida del Governo anche a costo di assumere decisioni impopolari.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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