LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

INDIPENDENZA ENERGETICA UE: LA SEEP AVANTI SUL NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 26, 2012

In merito al gasdotto dalla verdiana denominazione, critiche sono espresse dalla British Petroleum: uno degli enti che gestisce il giacimento azero Shakh Deniz. Dalle possibilità per il Gasdotto Europeo del Sud-Est di ottenere il permesso di trasportare in Europa in gas dall’Azerbajdzhan potrebbe trarre vantaggio anche l’Italia.

I percorsi della TAP e del Nabucco

L’importante è il fine, non i mezzi con cui esso viene raggiunto. Questo è il parere espresso dalla Rappresentante della Commissione Europea, Marlene Holzner, dinnanzi alla crisi del Nabucco: un gasdotto progettato dall’Esecutivo di Bruxelles per trasportare in Europa gas naturale proveniente dai giacimenti del Mar Caspio, in Azerbajdzhan, con il fine di diminuire la dipendenza energetica dell’UE dalla Russia

Come riportato dall’autorevole Reuters, nella giornata di venerdì, 25 Maggio, la conduttura dalla verdiana denominazione è stata oggetto di una forte critica da parte del colosso energetico British Petroleum, che, assieme alla compagnia azera DNKAR e a quella norvegese Statoil, controlla il giacimento Shakh Deniz, il cui oro blu avrebbe dovuto riempire i tubi del Nabucco.

L’esponente della BP Ian Conn ha dichiarato alla stampa di non ritenere il Nabucco un progetto economicamente sostenibile in grado di trasportare dall’Azerbajdzhan all’Austria, con una conduttura di circa 4 mila chilometri, 30 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Inoltre, Conn ha espresso forti dubbi anche dinnanzi ad un possibile ridimensionamento del gasdotto dalla verdiana denominazione che, con il nome Nabucco Ovest, al posto dell’oro blu azero potrebbe trasportare in Europa gas proveniente da Irak, Iran e Turkmenistan.

Nonostante il parere dell’ente britannico, il Nabucco resta in gara per l’assegnazione della licenza che consente il trasporto dell’oro blu del Mar Caspio. A sostegno del progetto restano infatti la compagnia austriaca OMV, la romena Transgaz, la bulgara Ven, la tedesca RWE e l’ungherese MOL.

Tuttavia, gli ultimi due enti energetici hanno espresso forti perplessità in merito alla loro permanenza nel Nabucco, e, nel caso dei magiari, hanno sospeso addirittura per qualche tempo la loro partecipazione nel progetto.

Il gasdotto dato per favorito dai principali esperti nella corsa all’eldorado energetico dell’Azerbajdzhan è il Gasdotto Europeo Sud-Est – SEEP: un progetto elaborato dalla British Petroleum, e compartecipato dai partner dello Shakh Deniz – la compagnia azera DNKAR e quella norvegese Statoil.

Oltre che per il maggiore peso politico degli enti che finanziano questo secondo gasdotto, la SEEP ha il vantaggio di costare molto meno rispetto al Nabucco, in quanto la sua costruzione è prevista tramite lo sfruttamento di condutture già esistenti: un elemento che ha attratto l’interesse della Commissione Europea che, in un periodo di crisi economica, vede con favore la razionalizzazione dei costi per realizzare progetti di strategica importanza.

Inoltre, la possibile assegnazione della licenza dello sfruttamento dei giacimenti azeri potrebbe giovare anche all’Italia. La coalizione energetica britannico-norvegese sostiene la necessità di collegare la SEEP con il Gasdotto Transadriatico: una conduttura progettata per collegare la Grecia all’Italia tramite l’Albania, compartecipata dalla Statoil, dalla compagnia tedesca E.On, e dall’elvetica EGL, sulla quale di recente ha espresso interesse l’italiana Enel.

La Russia mette a repentaglio i piani dell’Unione

La concorrenza tra i progetti candidati al trasporto del gas dall’Azerbajdzhan può tuttavia nuocere all’interesse dell’Europa, in quanto la Russia ha già avviato la propria risposta con la costruzione del Southstream. Questo gasdotto è progettato per bypassare Paesi ritenuti ostili da Mosca come Romania, Moldova, e Ucraina, e per costruire una seconda via – oltre a quella terrestre già esistente – per rifornire il Vecchio Continente di gas russo.

Se realizzato, il Gasdotto Ortodosso – come è anche noto il Southstream – aumenterebbe in maniera esponenziale la dipendenza dell’Europa dalle forniture energetiche della Russia, e neutralizzerebbe ogni tentativo approntato dalla Commissione Europea di diversificare le proprie forniture di gas ricorrendo ai giacimenti azeri e turkmeni.

La realizzazione del progetto di Mosca non solo porterebbe l’Europa a perdere la propria indipendenza energetica, ma metterebbe a serio repentaglio la sicurezza nazionale di un alto numero di Paesi dell’Unione Europea, tra cui l’Italia.

Ciò nonostante, a sostegno del Southstream, oltre al monopolista energetico Gazprom, si sono schierati in maniera attiva il colosso italiano ENI, le compagnie tedesca e francese Wintershall e EDF, e quelle nazionali di Serbia, Slovenia, Macedonia e Montenegro.

Matteo Cazzulani

Advertisements

GUERRA DEL GAS: UNIONE EUROPEA NEGA FUSIONE TRA SOUTHSTREAM E NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 11, 2011

Bruxelles conferma la partnership energetica con Azerbajdzhan e Russia. Eurocommissario: “Diversificazione delle forniture la nostra priorità”

I percorsi del Southstream e del Nabucco

Un piede in due scarpe, per la sicurezza energetica. Nella giornata di lunedì, 10 Gennaio, la rappresentante della Commissione Europea, Marlin Holzner, ha confermato l’intenzione, di Bruxelles, di lavorare contemporaneamente alla realizzazione di Nabucco e Southstream.

Una dichiarazione significativa, che nega le indiscrezioni circa la fusione dei due progetti sotto l’egida del Vecchio Continente, circolate negli scorsi giorni.

“Se di fusione si parla — ha illustrato la Holzner — ciò riguarda i progetti legati al solo gas azero. Il Nabucco è una nostra priorità. Così come la diversificazione delle forniture”.

A conferma di tali dichiarazioni, la visita, che il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ed il Commissario all’Energia UE, Gunter Oettinger, hanno fissato in Azerbajdzhan, per rafforzare la partnership energetica con Baku.

Ad escludere la rivalità tra le due infrastrutture, e a non temere la concorrenza, il Capo di Gazprom, Aleksej Miller, che ha sottolineato la maggiore affidabilità del progetto russo, con i suoi 63 miliardi di metri cubi di portata annui.

Gasdotti rivali

Nabucco e Southstream sono due gasdotti, con tragitto parallelo, concepiti per rifornire l’Europa, rispettivamente di gas azero e russo.

Il primo, progettato da USA ed UE, è supportato dai Paesi del consorzio AGRI — Azerbajdzhan, Georgia, Romania ed Ungheria — per allentare la dipendenza da Mosca. La sua portata è stimata attorno ai 32 miliardi di metri cubi. L’entrata in funzione, nel 2014

Il secondo, ideato dal monopolista russo, Gazprom, e dal colosso italiano, ENI, per garantire l’invio di oro blu agli acquirenti dell’Europa Occidentale, ed aggirare Paesi ritenuti inaffidabili dal Cremlino, come Moldova, Romania ed Ucraina.

Compartecipato dalle compagnie energetiche dei Paesi interessati — Bulgaria, Macedonia, Serbia, Austria e Grecia — è costato 25 miliardi di Dollari. Entrata in attività, 2015.

Matteo Cazzulani