LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Politica USA: Obama e il Congresso ai ferri corti sul Keystone XL

Posted in USA by matteocazzulani on January 10, 2015

La Corte Suprema del Nebraska da il via libera alla realizzazione dell’oleodotto concepito per veicolare olio crudo sabbioso dal Canada al Texas, mentre la Camera dei Rappresentanti approva la costruzione del Keystone XL. A repentaglio i rapporti tra Stati Uniti e Canada

Philadelphia – Un oleodotto che divide sia gli Stati Uniti che il Nordamerica. Nella giornata di venerdì, 9 Gennaio, la Corte Suprema dello Stato del Nebraska ha dato il via libera alla realizzazione del Keystone XL, un oleodotto, progettato dal colosso energetico canadese Trans Canada, per veicolare 830 Mila barili di olio crudo sabbioso dallo stato dell’Alberta, in Canada, alle raffinerie del Texas, negli Stati Uniti.

La decisione della Corte Suprema del Nebraska è stata seguita dal voto favorevole della Camera dei Rappresentanti ad una mozione che prevede la realizzazione del Keystone XL. A favore del provvedimento hanno votato, compatta, la maggioranza repubblicana ed i centristi democratici.

A commento del voto, lo Speaker della Camera Bassa del Parlamento, il repubblicano John Boehner, ha invitato il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ad approvare la realizzazione del Keystone XL senza più alcun timore per un possibile pronunciamento negativo della Corte Suprema del Nebraska.

Pronta è stata la risposta di Obama, un democratico liberale che, tramite il suo portavoce Eric Schulz, ha fatto sapere di essere intenzionato a porre il veto sul provvedimento per la costruzione del Keystone XL.

I repubblicani ed i centristi democratici sostengono che la realizzazione dell’infrastruttura possa creare nuovi posti di lavoro, incrementare la sicurezza energetica degli Stati Uniti, e rafforzare i rapporti bilaterali con il Canada.

I democratici liberali, invece, sono contrari al Keystone XL perché ritengono l’infrastruttura controproducente per la lotta alle emissioni inquinanti, in cui gli Stati Uniti, proprio sotto l’Amministrazione Obama, si sono schierati in prima fila.

La questione del Keystone XL riguarda, inoltre, i rapporti con il Canada, Paese tradizionalmente alleato degli USA che, con l’avvio dello sfruttamento dell’olio e del gas shale, ha avviato una competizione con gli Stati Uniti per il primato delle esportazioni di energia non convenzionale a livello mondiale.

Con una nota, il Governo canadese ha accolto con favore la decisione della Corte Suprema del Nebraska in favore della realizzazione del Keystone XL, ed ha auspicato una pronta approvazione da parte sia del Congresso che dell’Amministrazione Presidenziale.

Da parte sua, Obama, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, ha dichiarato apertamente che l’infrastruttura in questione serve solo al Canada per trasportare olio crudo presso i terminali statunitensi, senza assicurare alcun vantaggio all’economia statunitense.

Al senato la decisione definitiva

Il duello tra il Congresso ed Obama attende ora il suo ultimo atto presso il Senato, dove la maggioranza repubblicana conta di ottenere i 67 voti favorevoli al provvedimento per approvare il Keystone XL aggirando il veto del Presidente degli Stati Uniti.

Come riportato dal senatore repubblicano John Hoeven, il senato è vicino ad avere la maggioranza necessaria ad aggirare il veto presidenziale.

Tuttavia, oltre che dal voto al senato, l’approvazione del Keystone XL dipende anche dal parere espresso sull’argomento dal Dipartimento di Stato statunitense.

Come dichiarato dall’attuale Segretario di Stato USA, John Kerry, durante il vertice sul clima in Perù, in un’epoca in cui si cerca di ridurre le emissioni inquinanti la realizzazione di un oleodotto è controproducente.

Differente è stato però il parere del precedente Segretario di Stato, nonché possibile candidata alle primarie presidenziali democratiche, Hillary Clinton, che, nel 2010, ha dato l’assenso preventivo al progetto per permettere agli USA di diversificare le proprie forniture.

Matteo Cazzulani
Analista politico di tematiche Trans Atlantiche
Twitter @MatteoCazzulani

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USA: SI RIAPRE IL DIBATTITO SUL KEYSTONE XL

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 16, 2013

Presentato al Senato un emendamento per accelerare la realizzazione dell’oleodotto. Il Capogruppo dei democratici al Senato, Harry Reid, blocca l’iniziativa in attesa dell’accordo sulla riforma dell’Immigrazione

Un oleodotto che intreccia la sua realizzazione con la riforma dell’Immigrazione. Nella giornata di venerdì, 13 Settembre, nel Congresso degli Stati Uniti d’America è stato presentato un emendamento che ritiene l’oleodotto Keystone XL un progetto di priorità nazionale.

Come riportato dall’agenzia UPI, l’emendamento, presentato dalla senatrice democratica Mary Landrieu e dal senatore repubblicano John Hoeven, è stato allegato all’iniziativa in favore dell’efficienza energetica di altri due membri del Senato, la democratica Jeanne Shaheen ed il repubblicano Rob Portman.

La presentazione dell’emendamento punta all’approvazione in tempi rapidi dell’infrastruttura, la cui realizzazione è ora analizzata dal Dipartimento di Stato USA.

Il Presidente USA, il democratico Barack Obama, ha dichiarato il suo sostegno al Keystone XL, a patto che esso non produca emissioni altamente inquinanti.

Il sostegno di Obama è condiviso al Congresso sia da buona parte dei democratici -che controllano il Senato- che dai repubblicani -che possiedono la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti- che ritengono l’oleodotto necessario per diversificare le fonti di approvvigionamento di greggio degli USA.

Parere contrario al Keystone XL è stato espresso invece dall’ala liberal -sinistra- dei democratici che, d’accordo con il Vice Presidente statunitense, Joe Biden, hanno sollevato obiezioni di carattere ecologico all’infrastruttura.

A rendere meno agevole l’approvazione della realizzazione del Keystone XL è anche la volontà del Capogruppo al Senato dei democratici, Harry Reid, di mettere da parte l’analisi della questione per dare precedenza al raggiungimento di un accordo bipartisan sulla riforma dell’Immigrazione.

Il gas shale per diminuire le emissioni inquinanti

Il Keystone XL è un oleodotto progettato per veicolare greggio dal Canada al Golfo del Messico, che secondo i progetti consente agli USA di limitare le importazioni di oro nero da Golfo Persico e Venezuela.

La politica energetica di Obama si è però basata sul potenziamento del gas, dopo che gli USA hanno avviato lo sfruttamento dello shale: oro blu posto a bassa profondità, estratto con sofisticate tecniche di fracking, ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

Obama ha incentivato l’uso del gas anche per ridurre le emissioni inquinanti, e fare degli USA il Paese modello per la lotta al Global Warming in tutto il Mondo.

Matteo Cazzulani