LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ukraine: all political parties are sure about frauds during next Sunday’s Parliamentary Election

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 27, 2012

The United Opposition “Fatherland” and the UDAR party denounced an electoral campaign. Also the ruling pro-presidential Party of Regions admits the election will not be held in an ideal way

Kyiv – The Ukrainian parliamentary election is going to be held under an atmosphere of totally lack of confidence on a correct result, even if the electoral consultation is the most delicate political exam Ukraine never faced during last years.

According to the European Union, just a free and fair election could allow Ukraine to sign an Association Agreement: a document which fosters Kyiv economic integration with Europe.

The Association Agreement’s signature has been suspended by the European Commission in December 2011, following a wave of political repressions on opposition members and journalists led by Ukrainian President Viktor Yanukovych’s Administration.

During a public press conference, the ruling Party of Regions, which is supported by the Ukrainan President Viktor Yanukovych, admitted that fraud could happen during the election, but promised a strong reaction to all illegal acts.

According to the Party of Regions electoral campaign’s coordinator, Hanna Herman, the election “will not be held in an ideal way”, but the Party of Regions “will educate Ukrainian people in the respect of rules”.

Also the United Opposition “Fatherland”‘s electoral campaign’s coordinator Yuri Odarchenko is convicted that a fair election will not take place on Sunday, and sentenced that Yanukovych Presidential Administration will to modify the results during their transmission from pool stations to the central electoral committee.

Moreover, Odarchenko noticed that because of politically motivated arrests, the United Opposition “Fatherland”‘s main leaders – former Ukrainian PM Yulia Tymoshenko and former ministry of internal affairs Yuri Lutsenko – are not allowed to take part in the consultation, despite of their high notoriety.

Also the UDAR opposition party strongly criticized the Party of Regions for using public money to finance its electoral campaign. Moreover, UDAR leader Vitaliy Klychko, a former boxing world champion, denounced unfair economic and mediathic conditions between the pro-presidential Party of Regions and the other political forces.

On Sunday the 10/28 in Ukraine is going to be held an election to renew Ukrainian national parliament composition.

According to last opinion pools, the Party of Regions, which proposes the reach of an economic stability, and which is financed by the most powerful Ukrainian oligarchs, will lead the consultation.

The United Opposition “Fatherland” and the UDAR party, which promise to restore democracy and press freedom in Ukraine, and supports Kyiv rapprochement to the EU, are involved in a challenge for the second place.

The communist party, which actually is a governmental coalition’s member with the Party of Regions, is placed in fourth place.

The center-left wing party “Ukraine Ahead!” and the far-right wing party “Freedom” have less possibilities to overcome the 5% electoral quorum to enter in the parliament.

Matteo Cazzulani

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L’Ucraina al voto: lo spettro dei brogli allontana Kyiv dall’Europa

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 27, 2012

Timori per falsificazioni ed irregolarità dominano la vigilia delle consultazioni parlamentari ucraine, il cui corretto svolgimento rappresenta una condicio sine qua non per l’integrazione dell’economia ucraina nell’Unione Europea. L’opposizione denuncia la maggioranza per l’uso di denaro pubblico e l’incarcerazione dei suoi principali esponenti politici

Kyiv – Le premesse non sono delle migliori, ma per l’Ucraina, le elezioni parlamentari di Domenica, 28 Ottobre, rappresentano un importante test di maturità democratica. Nella giornata di venerdì, 26 Ottobre, si e chiusa una campagna elettorale finora dominata da toni aspri e da sondaggi pre-elettorali particolarmente discussi.

Secondo le stime delle principali agenzie, a ottenere la maggioranza parziale dei voti dovrebbe essere il Partito delle Regioni del Presidente Viktor Yanukovych, attualmente al governo assieme ai comunisti, quotati al quarto posto.

Sia i regionali che i comunisti promettono la continuazione delle politiche sociali avviate dall’Amministrazione Yanukovych miranti all’innalzamento delle pensioni e al raggiungimento della stabilita. In politica estera, il Partito delle Regioni sostiene il mantenimento della neutralità tra l’Unione Europea e la Russia: scelta che, finora, de facto ha isolato l’Ucraina dall’Occidente, ed ha progressivamente avvicinato Kyiv a Mosca.

Al secondo posto, con il 16%, le rilevazioni danno appaiate l’Opposizione Unita Batkivshchyna e il Partito UDAR. Seppur ispirate dalla comune battaglia per riportare la democrazia in Ucraina, e ripristinare il cammino di Kyiv verso l’Europa interrotto dalla Presidenza Yanukovych, le due forze politiche di opposizione non sono riuscite a trovare un’intesa per la presentazione di candidature condivise.

Nello specifico, l’Opposizione Unita si presenta come l’unica forza in grado di abbattere l’Amministrazione Yanukovych, ritenuta un regime dittatoriale responsabile di una forte crisi democratica ed economica, e di un isolamento internazionale pericoloso per la sicurezza nazionale.

UDAR, capeggiato dal noto boxer Vitaliy Klychko, propone la trasposizione in Ucraina degli standard economici e sociali della Germania, e un riorientamento della politica estera di Kyiv secondo il modello della Polonia.

Più che i programmi, il vero focus di queste elezioni e l’effettiva regolarità della consultazione. Dopo l’ondata di arresti politici che ha portato alla sistematica reclusione in carcere di esponenti del campo arancione, tra cui la Leader dell’Opposizione Unita, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko – condannata per avere firmato nel 2009 accordi energetici ritenuti sconvenienti per l’interesse dello Stato – l’Unione Europa ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione.

Come riportato da diverse note della Commissione Europea, solo lo svolgimento di elezioni parlamentari corrette e regolari può ripristinare i lavori per la firma di un documento con cui Kyiv otterrebbe da Bruxelles lo status di partner privilegiato dell’UE e il varo di una Zona di Libero Scambio con l’Europa.

Nonostante la posta in gioco, le premesse non sembrano essere delle migliori. La coordinatrice della campagna elettorale del Partito delle Regioni, Hanna Herman, ha ammesso che le elezioni di Domenica “non saranno ideali sotto il profilo dello svolgimento secondo gli standard democratici”, ed ha promesso un ruolo attivo dello Stato nel controllo dello svolgimento della consultazione.

Interpellato da Lombardi Nel Mondo, il coordinatore della campagna elettorale dell’Opposizione Unita, Oleksandr Odarchenko, ha preannunciato possibili brogli da parte dell’Amministrazione Presidenziale nel momento della trasmissione dei dati elettorali dai seggi alla Commissione Elettorale Centrale, ed ha lamentato l’assenza dei principali Leader di Batkivshchyna dalla competizione per via di arresti politici mirati ad indebolire lo schieramento democratico.

In un briething organizzato presso il suo comitato elettorale, Vitaliy Klichko ha contestato il Partito delle Regioni per l’utilizzo di danaro pubblico nell’organizzazione della campagna elettorale, ed ha accusato l’Amministrazione Yanukovych per essersi avvalsa di risorse economiche ben superiori rispetto a quelle degli avversari.

A rendere ancor più complicata la situazione delle elezioni parlamentari ucraine e il sistema di voto, che assegna meta dei seggi della Rada secondo un sistema proporzionale, e il restante 50% a candidati eletti in collegi uninominali.

Proprio nella parte maggioritaria della consultazione, a vincere potrebbero essere candidati formalmente indipendenti che, in realtà, una volta eletti sono pronti ad aderire al Partito delle Regioni, garantendo così alla forza politica del Presidente Yanukovych il mantenimento della maggioranza in Parlamento.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: DOPO L’EUROPARLAMENTO, ANCHE FREEDOM HOUSE E COMMISSIONE EUROPEA CRITICANO JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 16, 2011

Per l’ONG americana, autoritarismo dinnanzi al mancato rispetto di libertà di stampa, parola, associazione, mancata lotta alla corruzione, ed elezioni non libere. Bruxelles scettica sull’Accordo di Associazione

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’Occidente è sempre più stanco di Janukovych, ma a Kyiv ancora non l’hanno capito. Nella giornata di martedì, 14 Giugno, l’autorevole ONG Freedom House ha espresso forte turbamento per l’accentramento di potere da parte del Capo di Stato ucraino, una situazione definita espressamente come primo passo verso l’autoritarismo.

Nello specifico, il rapporto annuale della ONG impegnata nella difesa di Democrazia e Libertà nel Mondo ha criticato la repressione di giornalisti, media, oppositori politici, restrizioni delle libertà di parola e riunione, ed elezioni di nuovo irregolari, dopo la parentesi arancione.

Una squalifica a tutto campo, che ha spinto il Direttore Esecutivo, David Kramer, ad invitare Unione Europea ed USA ad innalzare l’attenzione verso il regresso della democrazia a Kyiv, e ad offrire aiuto per ivi rafforzare libertà di stampa e società civile.

Pronta la giustificazione delle autorità, con la rappresentante dello staff presidenziale, Hanna Herman, sicura nell’assicurare che in Ucraina molti passi in avanti sono stati fatti proprio grazie ai tanti poteri nelle mani del Presidente, Viktor Janukovych.

A smentirla, il Vice-Presidente di Bat’kivshchyna – il principale partito dell’Opposizione Democratica – Hryhorij Nemyr’ja, che ha illustrato come sotto l’amministrazione governante siano iniziati processi a carico di esponenti del campo arancione e patriottico, tra cui la Leader, Julija Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: rispettivamente confinata in Patria, e detenuto in isolamento, come un carnefice.

Associazione Ucraina-UE a rischio

Oltre a Freedom House, organizzazione con sede in USA con 70 anni di storia alle spalle, un accorato appello anche dalla Commissione Europea, che, con una nota, ha dichiarato di eseguire le direttive richieste dalla risoluzione di condanna della repressione delle opposizioni in Ucraina, votata dal Parlamento Europeo lo scorso martedì, 9 Giugno.

In particolare, Bruxelles ha evidenziato come le autorità di Kyiv abbiano firmato una road map per la sigla dell’accordo di associazione con l’UE in cui si sono impegnati a rispettare democrazia e libertà: principi innegoziabili, il cui mancato rispetto pregiudica l’inizio della cooperazione con l’UE.

Quella della Commissione è una risposta alle dichiarazioni di Oleksandr Jefremov, Capogruppo alla Rada del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il presidente, il premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – secondo cui la risoluzione dell’Europarlamento – proposta da Partito Popolare Europeo, Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, e verdi – può non essere presa in considerazione dalle autorità ucraine.

Lecito ricordare che a favore del documento di condanna dei processi politici a danno di Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko hanno votato popolari, liberali, ed ecologisti, astenuti i conservatori, contraria la sinistra e l’Alleanza progressista dei Socialisti e dei Democratici Europei, che collabora proprio con il Partija Rehioniv.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO CONFINATA IN PATRIA. GIJA GONGADZE ANCORA SENZA GIUSTIZIA. FRIZIONI NELLA MAGGIORANZA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 31, 2011

Vietato il summit PPE a Bruxelles alla leader dell’Opposizione Democratica. Esecutore dell’omicidio del giornalista georgiano ancora assolto. Istruzione e pensioni scuotono la maggioranza

Il giornalista di opposizione, Gija Gongadze

Giochi di palazzo e repressione politica. Nella giornata di lunedì, 31 gennaio, la Procura Generale ha confermato il divieto di espatrio per la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

L’anima della Rivoluzione Arancione è costretta a saltare il summit del Partito Popolare Europeo – di cui è partner – di Bruxelles, a cui è stata invitata di persona dal Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek.

L’ex-Primo Ministro è accusata di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini, 27 autoambulanze, e 100 automobili veloci, per i medici di campagna.

Così, la Lady di Ferro ucraina è stata confinata in Patria. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni, e provveduto alla sanità, in un periodo di crisi economica.

Sempre la Procura Generale ha chiuso le indagini a carico di altri esponenti dell’Opposizione Democratica. Ovviamente, tutti rinviati a giudizio.

Tra gli altri, incolpato di abuso d’ufficio – ed altre futili imputazioni, che illustrano la natura puramente politica dell’operazione – l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. I cui fratello e figlio sono stati convocati dai giudici. Con la minaccia, poi non attuata, di denuncia, per Oltraggio a Pubblico ufficiale.

Giustizia lontana per Gija

Oltre a Lucenko, un’altra decina di esponenti dei governi arancioni sono in prigione. Chi, invece, ne è fuori, i responsabili dell’omicidio di Gija Gongadze. Giornalista libero, assassinato, nel 2000, per la sua strenua opposizione all’allora Presidente, Leonid Kuchma.

La Corte competente di Kyiv ha confermato l’innocenza dell’ex-Generale del Ministero degli Interni, Oleksij Pukach. Considerato l’esecutore di un’esecuzione ordinata dall’allora ministro, Jurij Kravchenko, poi suicidatosi nel 2005.

L’avvocato della famiglia del fondatore dell’Ukrajins’ka Pravda, parte lesa, ha preannunciato ricorso in Appello. Ed espresso sconcerto, dinnanzi al reiterarsi dell’ingiustizia nei confronti di un omicidio politico, come testimoniato da diverse prove.

Oltre alla cronaca di giornaliera repressione del dissenso, primi cedimenti nella maggioranza Un migliaio gli universitari ed i liceali che, lunedì, 31 Gennaio, ha manifestato contro incremento delle rette e limitazione dell’autonomia degli Atenei.

Tanto è bastato per uno scontro tutto interno alla maggioranza. Con la Vice Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Hanna Herman, che ha invitato il ministro dell’istruzione, Dmytro Tabachnyk, a rivedere il suo progetto di riforma.

Non l’unica crepa. A minare la stabilità interna, anche il Segretario della Federazione dei Sindacati Ucraini, Vasyl’ Khara, che ha annunciato il suo voto contrario alla riforma delle pensioni.

A turbarlo, l’innalzamento dell’età pensionabile. Un provvedimento inaccettabile per il Capo della CGIL ucraina, Parlamentare del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel aese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, la Herman, Tabachnyk, e quasi tutti gli altri membri del Consiglio dei Ministri.

Teatro dello scontro, la seduta preparatoria delle plenarie della Rada. Lo Speaker, Volodymyr Lytvyn, si è detto certo dell’abbonante vantaggio numerico della maggioranza – ben al di sopra del quorum dei 300 Deputati – per la modifica della Costituzione.

Tra le modifiche in programma, la data delle prossime elezioni, da posticipare al 2012 per le parlamentari, ed al 2015 per le presidenziali.

Chi, sicuramente, voterà contro è l’Opposizione Democratica. A dichiararlo, il vice-Presidente del Parlamento, Mykola Tomenko, del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO SI DIFENDE BENE IN DIRETTA TV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 29, 2011

Finalmente invitata al Porta a Porta ucraino, la leader dell’Opposizione Democratica rigetta le accuse a suo carico, ed attacca le principali Autorità

 

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, al Shuster Live. FOTO SHUSTER LIVE

Janukovych e la lettura dei classici della letteratura contemporanea. Ad arricchire la cultura del Presidente ucraino, la leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

 

Finalmente invitata al programma Shuster Live – il Porta a Porta ucraino, del venerdì sera – l’anima della Rivoluzione Arancione ha consegnato al vice Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Hanna Herman, una copia de La Fiesta del Chivo.

 

Un’opera che, come evidenziato da Julija Tymoshenko, può far riflettere il Capo di Stato su come condurre una dittatura, dinnanzi all’esempio del despota dominicano, descritto da Mario Vargas Llosa.

 

Oltre alla cultura, la controffensiva. La leader dell’Opposizione Democratica ha invitato i giudici ad indagare sugli affari del primo Ministro, Mykola Azarov, e del Vice Primo Ministro, Andrij Kljujev.

 

Rei, rispettivamente, di riciclaggio di danaro statale in favore del figlio, e di pagamenti incrementati alla compagnia energetica RosUkrEnergo – posseduta per metà da oligarchi, sponsor di Janukovych, e, per l’altra, dal monopolista russo, Gazprom.

 

Accuse senza prove certe

 

Infine, la difesa. Julija Tymoshenko ha risposto all’ennesima accusa a suo carico di acquisto incrementato di 1000 Opel Combo come ambulanze, distribuite alle regioni a lei politicamente fedeli.

 

La Lady di Ferro ucraina ha rammentato che le Oblast’ in questione sono prevalentemente agricole. E che le utilitarie sono state inserite in una manovra di miglioramento del sistema sanitario rurale, per garantire veloci spostamenti ai medici di campagna. E non ingombranti ambulanze.

 

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è sotto processo anche con l’accusa di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto, ed acquisto illecito di vaccini, e 27 ambulanze.

 

Così, rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e provveduto alla sanità, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata confinata in Patria, impossibilitata a recarsi all’estero.

 

Anche per partecipare a Bruxelles, al summit del Partito Popolare Europeo. A cui, essendone parte, è stata regolarmente invitata.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: NOBEL PER LA PACE BOICOTTATO DA JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 7, 2010



Nessun rappresentante ucraino alla premiazione di Liu Xiaobo. Assenti, tra gli altri, anche russi, venezuelani, iraniani, cubani, sauditi e colombiani

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Oltre che Mosca, la politica estera di Janukovych la decide anche Pechino. Nella giornata di martedì, 7 dicembre, il Comitato per l’assegnazione dei Nobel ha reso noto quali Paesi non saranno presenti alla premiazione del dissidente cinese Liu Xiaobo.

Oltre a Russia ed Ucraina, ad obbedire al diktat cinese di boicottare la cerimonia in onore dell’attivista per i diritti umani, anche Kazakhstan, Pakistan, Venezuela, Arabia Saudita, Filippine, Egitto, Sudan, Cuba, Marocco, Colombia, Iran, Irak, Serbia, Afghanistan, Vietnam e Filippine. Una lista di Paesi davvero responsabili, nella maggior parte dei quali — piaccia o meno — democrazia e diritti del cittadino sono concetti ben lungi dall’essere contemplati.

Tutta un’altra storia rispetto ad un Paese che, a seguito della Rivoluzione Arancione, sotto i governi di Julija Tymoshenko e l’amministrazione di Viktor Jushchenko, è riuscito a chiudere con elezioni falsate, pressioni su opposizioni e media indipendenti, e violenze su giornalisti non allineati con le Autorità.

Una decisione clamorosa

Il Premio Nobel per la Pace 2010, il dissidente cinese, Liu Xiaobo

Eppure, all’entourage del Capo di Stato ucraino, Viktor Janukovych, non è mancato né il cinismo, né il volgarmente definito aggrapparsi sugli specchi. Alla diffusione della notizia, la vice capo dell’Amministrazione Presidenziale, Hanna Herman, ha giustificato l’assenza dell’Ucraina con l’indisponibilità dell’intero corpo diplomatico, convocato a Kyiv per il Consiglio degli Ambasciatori.

A tenere la linea, anche il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko. Il quale, nel corso della conferenza stampa con il suo collega estone, Urmas Paet, ha aggiunto che, di norma, alla cerimonia partecipano solo gli ambasciori degli Stati che hanno ottenuto il Nobel.

“L’Estonia non è stata premiata — gli ha risposto Paet — ciò nonostante, Tallin sarà presente con un suo rappresentante”.

Dissidente cinese, Liu Xiaobo è stato insignito del Nobel per la Pace 2010 per la sua coraggiosa attività in difesa dei Diritti Umani, in un Paese ancora governato da un autocrazia comunista. La consegna del Premio, a cui all’oppositore Pechino ha vietato la partecipazione, è prevista ad Oslo, il prossimo venerdì.

Forse, dinnanzi all’assenza di un rappresentante ucraino, un Occidente, sempre più assetato di gas russo, ed imbevuto del volemose bene obamiano, senza se e senza ma, si renderà conto del regresso democratico in atto sulle rive del Dnipro.

Di cui, duole constatarlo, sono in parte responsabili anche i benpensanti del Vecchio Continente, miopi dinnanzi all’Ucraina. E, spesso, imprigionati in quelle categorie veterocomuniste, che in Cina si chiamano legge.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: COSTITUZIONE ANCORA MODIFICATA A VANTAGGIO DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 19, 2010

La scadenza di Presidente e Parlamento aumentati di un anno. Al voto solo nel 2012 e nel 2015. Il Capo di Stato ignora la festa nazionale arancione

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

“Siamo fedeli alle tradizioni, ma non ai metodi sovietici”. Così ha dichiarato Hanna Herman, vice capo dell’Amministrazione presidenziale, per giustificare la decisione del Capo dello Stato ucraino, Viktor Janukovych, di boicottare le solenni celebrazioni del Giorno della Libertà, il prossimo 22 novembre.

Peccato che, poco più tardi, ad adottare maniere da URSS è stata proprio la sua parte politica, rea dell’ennesima manipolazione arbitraria della Costituzione. Nella giornata di venerdì, 18 novembre, il Parlamento ha prolungato di un anno la propria cadenza, il mandato presidenziale, e quello di tutte le Amministrazioni Locali.

Nello specifico, le prossime elezioni parlamentari si terranno l’ultima Domenica di ottobre del 2012. Le presidenziali, invece, l’ultima di marzo del 2015. Dunque, la coalizione di governo si è aggiunta un anno in più alla guida del Paese, modificando un articolo della Costituzione del 1996 – ripristinata, lo scorso 30 settembre, con un decreto discutibile della Corte Costituzionale – che prevedeva il rinnovo di Rada e Presidenza ogni quattro anni.

A favore della proposta, la maggioranza compatta: tutti i 179 parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – i 26 comunisti, ed i 20 del Blocco Lytvyn. Ad essi, si sono aggiunti 29 del gruppo misto, più 10 del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, e 41 di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – i due gruppi dell’Opposizione Democratica.

A stupire, oltre alla superficialità con cui è stata affrontata la modifica di un articolo della Carta Suprema, la rapidità. Difatti, il voto della Rada ha seguito di poche ore il verdetto della Corte Costituzionale, che ha dato imprimatur al mutamento delle scadenze delle cariche. L’approvazione dovrà essere ratificata nella prossima seduta parlamentare dedicata alla questione, in programma al termine delle ferie invernali.

La battaglia dell’Opposizione Democratica

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Pronta la reazione dell’Opposizione Democratica. Con una nota, il BJuT-Bat’kivshchyna ha comunicato l’esclusione dei 10 deputati nazionali che hanno votato un provvedimento illiberale, voluto dalla maggioranza.

“La nostra posizione – ha dichiarato la Leader della forza politica, Julija Tymoshenko – è di assoluta contrarietà. Chi ha votato a favore delle modifiche dovrà risponderne personalmente. Non mi stupisce. Sono personaggi che temono per la propria rielezione. Il Parlamento è sempre più corrotto”.

Inoltre, la Lady di Ferro ucraina, anima della Rivoluzione Arancione, ha dichiarato supporto – seppur senza effigi di partito – alla manifestazione nazionale degli imprenditori e dei lavoratori, indetta per il prossimo 22 novembre, il Giorno della Libertà sconosciuto a Janukovych – una delle festività nazionali introdotte a seguito della Rivoluzione Arancione.

Motivo della protesta, l’entrata in vigore di un Codice Fiscale iniquo ed illiberale. Che, in cambio di sgravi fiscali per i grandi industriali – sponsor del Partija Rehioniv – incrementa la pressione su piccola e media impresa, vieta ai sindacati di riunirsi, istituisce la responsabilità diretta del lavoratore, e ne consente il monitoraggio dell’operato.

Anche questo provvedimento è stato approvato dalla maggioranza con estrema rapidità. Senza ascoltare alcuna delle proposte dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

TYMOSHENKO MINACCIATA. JANUKOVYCH AL RALLY CON MEDVEDEV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 19, 2010

La leader dell’Opposizione Democratica denuncia pressioni e minacce a suo carico. I Popolari Europei al suo fianco. Durante una corsa automobilistica, il Capo di stato Ucraino incontra il presidente russo.

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lui in macchina. Lei al telefono. L’ennesima pagina della politica ucraina rispetta appieno gli stereotipi comuni della vita di tutti i giorni. Un siparietto carino, se non fosse che, legato ad esso, vi siano le sorti di una nazione intera. Ergo, di persone.

Iniziando da Lei – non solo per cavalleria, ma soprattutto per la gravità della situazione – la leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha denunciato crescenti pressioni politiche a suo carico, passate dal piano politico a quello personale, con tanto di minacce telefoniche. L’ultimo caso, lo scorso giovedì, 16 settembre, direttamente sul suo cellulare.

“Una persona ignota, in russo – ha illustrato la Lady di Ferro ucraina alla stampa –mi ha intimato di non intraprendere alcuna azione internazionale contro il presidente, Viktor Janukovych. E spiegato che sia io che Turchynov [Oleksandr, il braccio destro della Tymoshenko, ex suo vicepremier, n.d.r.] avremmo pagato caro la mozione di critica del PPE sullo stato della democrazia in Ucraina”.

Intimidazioni continue e solidarietà dal PPE

In effetti, l’episodio appartiene davvero ad un’escalation di fatti che, da qualche mese, interessano l’anima dell’Opposizione ucraina: convocazioni in tribunale per poco chiare indagini, arresto di suoi consiglieri e collaboratori – già si vocifera di un possibile arresto di Turchynov – divieto di partecipazione alle prossime elezioni amministrative del suo cartello elettorale, il Blocco Tymoshenko.

Dinnanzi alla situazione, il Partito Popolare Europeo ha espresso profondo turbamento per la condizione delle libertà in Ucraina, in particolare, per le sorti di Bat’kivshchyna – il partito della Lady di Ferro Ucraina, membro PPE – e del pluralismo partitico. Inoltre, ha promesso di continuare la battaglia in difesa dei democratici ucraini anche presso il Consiglio d’Europa, ed approvato un’apposita risoluzione

in solidarietà alla Tymoshenko e alla sua forza partitica, firmata dai principali suoi esponenti, Merkel e Sarkozy in primis.

Il presidente al rally con Medvedev

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

La presa di posizione del principale partito del Vecchio Continente non è piaciuta al lui in macchia, il presidente ucraino, Viktor Janukovych, che, da un lato, ha offerto una scorta alla leader dell’opposizione, e, dall’altro, ha definito la risoluzione PPE come un preciso comando della Lady di Ferro ucraina. A riportare tali affermazioni, la vice-capo dell’amministrazione presidenziale, Hanna Herman.

Janukovych, invece, era impegnato nell’autorally internazionale San Pietroburgo-Kyiv: una tradizione dei tempi dello zar Nicola II, giunta alla sua centesima edizione. Il Capo di Stato ucraino ha colto l’occasione per incontrare il suo collega russo, Dmitrij Medvedev, e percorrere a bordo della sua Pobeda bianca il primo tratto della manifestazione, fino a Hlukhiv.

Nella cittadina della Oblast’ di Sumy, i due, dopo una visita a siti religiosi locali, hanno intrattenuto colloqui di lavoro. “Abbiamo parlato della nostra politica interna ed estera – ha affermato Janukovych – con particolare attenzione alla ridefinizione dei confini tra i nostri due Stati”.

“Cementare la nostra amicizia passa anche per queste occasioni ludiche – gli ha risposto Medvedev – in cui le frontiere sono state, per poco, abbattute. Parleremo anche della ristrutturazione delle nostre vie di comunicazione. Ma lo faremo a Mosca, dove, più tardi, porterò l’amico Viktor Fedorovych [Janukovych, n.d.a.]”.

Vertici a maniche di camicia

 A tracciare un attenta analisi della situazione sulla Deutsche Welle, il vice presidente dell’autorevole centro Razumkov, Valerij Chalyj, che ha sottolineato come questa modalità informale di condurre i vertici bilaterali Mosca-Kyiv sia la medesima della fine degli anni novanta, quando i presidenti dei due Paesi usavano incontrarsi “senza la cravatta” per regolare le relazioni reciproche.

Allora, a capo della Federazione sedeva Boris El’cyn. L’Ucraina, invece, era amministrata da Leonid Kuchma. Presidentissimo, detronizzato nel 2004 dalla Rivoluzione Arancione, sostenitore dell’alleanza col Cremlino, ed autore di repressioni ai danni dell’Opposizione.

Matteo Cazzulani