LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

I PAESI BASSI DICONO NO ALLO SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 23, 2013

Il Governo olandese blocca per due anni lo sfruttamento del gas non convenzionale dopo il voto negativo di Laburisti e Conservator-Liberali. Le troppo basse profondità la motivazione della contrarietà allo shale.

Filo occidentali in politica estera, filorussi in quella energetica. Nella giornata di venerdì, 20 Settembre, il Governo olandese ha annunciato il congelamento della decisione sull’avvio dello sfruttamento del gas shale per due anni.

Come riportato dall’agenzia UPI, il Ministro degli Affari Economici, Henk Kamp, ha dichiarato che l’Esecutivo dei Paesi Bassi necessita di più tempo per esaminare i possibili rischi ambientali che lo sfruttamento dello shale può produrre nel territorio olandese.

Il parere negativo sullo sfruttamento dello shale è stato formulato dopo che il Partito Laburista -PvdA, partner della coalizione di Governo del Partito della Libertà e della Democrazia -VVD, la forza politica conservatrice-liberale del Premier Mark Rutte e del Ministro Kamp- ha assunto una posizione contraria al gas non convenzionale.

A motivare la contrarietà del Parlamento olandese è stato un rapporto tecnico che ha evidenziato come, nei Paesi Bassi, i giacimenti di shale si trovino in profondità inferiori rispetto ad altri Stati che sfruttano regolarmente il gas non convenzionale, come USA e Gran Bretagna.

Delusa è stata la reazione della compagnia britannica Cuadrilla, che ha ottenuto il permesso di effettuare esperimenti per appurare la possibilità di sfruttare lo shale in territorio olandese.

Festeggiano, invece, alcune comunità locali, e, sopratutto, alcuni giganti dell’industria che, come la Heineken e la Vitens, hanno contrastato lo sfruttamento dello shale nei Paesi Bassi.

Gli olandesi fanno un favore a Putin

Con la rinuncia allo shale, i Paesi Bassi si pongono tra i pochi Stati dell’Unione Europea che hanno posto una moratoria sullo sfruttamento del gas non convenzionale, come Bulgaria, Francia e Repubblica Ceca.

Gran Bretagna e Polonia hanno avviato sperimentazioni per lo sfruttamento dello shale, Romania, Ungheria, Lituania, Danimarca, Belgio, Svezia, Portogallo, Austria e Grecia hanno espresso parere favorevole, mentre Spagna, Italia e Germania hanno accolto con favore la possibilità di importare gas non convenzionale dagli USA.

La decisione del Governo olandese di non sfruttare lo shale implementa la dipendenza dell’Europa dal gas della Russia, a cui i Paesi Bassi sono legati dal Nordstream.

Questo gasdotto è stato realizzato ad hoc dal Cremlino sul fondale del Mar Baltico per aggirare Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia, e, grazie al sostegno politico anche di Paesi Bassi, Francia e Belgio, rifornire di 55 Miliardi di metri cubi di gas all’anno direttamente la Germania.

La dipendenza energetica dalla Russia nello scenario olandese va controcorrente rispetto all’atteggiamento dei Paesi Bassi in politica estera.

Come sottolineato dal Segretario di Stato USA, John Kerry, sempre venerdì 20 Settembre, prima di un’incontro con il Ministro degli Esteri olandese, Frans Timmermans, i Paesi Bassi hanno sempre supportato i rapporti trans-atlantici e il rispetto dei Diritti Umani nel Mondo.

Matteo Cazzulani

I PAESI BASSI AVANTI CON LO SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 27, 2013

Il Parlamento olandese da un semaforo verde preventivo allo sfruttamento del gas non convenzionale con il sostegno dei Liberali e l’astensione dei Laburisti. Pronte consultazioni con le Comunità Locali

Lo sfruttamento dello shale vicino al via libera anche nei Paesi Bassi. Nella giornata di lunedì, 26 Agosto, il Parlamento olandese ha approvato l’avvio dell’estrazione di gas non convenzionale, che ora dovrà essere analizzato da una Commissione competente per ottenere il semaforo verde definitivo.

Come riportato dal Financial Times, le Leggi vigenti in materia nei Paesi Bassi consentono lo sfruttamento di shale senza modifiche, né l’approvazione di nuovi provvedimenti ad hoc.

A favore dello sfruttamento dello shale si è dichiarato il Partito Liberale del Premier, Mark Rutte, mentre il Partito Laburista, partner della coalizione bipartisan di Governo, si è astenuto.

Dai laburisti dipende dunque l’avvio definitivo dello sfruttamento dello shale olandese, anche se il Ministro dell’Economia, Henk Kamp, si è detto fiducioso, ed ha già avviato consultazioni a riguardo con le Comunità Locali.

Come riportato da DutchNews, giacimenti di shale nei Paesi Bassi, su cui ha già espresso interesse la compagnia energetica britannica Cuadrilla, sono presenti nella zona di Boxtel, Noordoostpolder ed Haaren.

Critiche allo sfruttamento del gas convenzionale nei Paesi Bassi sono state espresse da alcune importanti compagnie, come la Vitens e la Heineken.

Incrementa in Europa il numero dei Paesi che sostengono lo shale

Lo shale è un gas non convenzionale sfruttato da rocce argillose poste a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking orizzontale e verticale, ad oggi adoperate con successo solo in Nordamerica.

Grazie allo sfruttamento dello shale, gli Stati Uniti d’America hanno aumentato esponenzialmente la quantità di gas prodotto, ed hanno avviato esportazioni di LNG in Gran Bretagna, India, Corea del Sud, Taiwan e Singapore.

Oltre agli USA, lo sfruttamento dello shale è già stato avviato anche dall’Argentina, dal Canada, dall’India, e dalla Gran Bretagna.

In Europa, interesse per lo shale è stato espresso da Polonia, Lituania, Romania, Danimarca, Estonia, Lettonia ed Ungheria, mentre Italia, Spagna e Germania hanno espresso interesse per le importazioni di shale dagli USA.

Moratoria allo sfruttamento dello shale è stata invece posta da Bulgaria e Francia.

Matteo Cazzulani