LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GASDOTTI: L’EUROPA CENTRALE SOSTIENE IL NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 17, 2013

Durante il summit di Bratislava i Presidenti di Austria, Romania, Ungheria, Bulgaria e Turchia hanno inviato una lettera al Capo di Stato dell’Azerbaijan per il sostegno al gasdotto dalla verdiana denominazione. Il progetto, che coinvolge anche Polonia e Slovacchia, necessario per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas in Europa.

Sulla diversificazione degli approvvigionamenti di gas per garantire la sicurezza energetica l’Europa Centrale non ha dubbi: il Nabucco è meglio della TAP. Nella giornata di Domenica, 16 Giugno, i Capi di Stato di Austria, Romania, Ungheria e Bulgaria hanno espresso pieno sostegno al gasdotto Nabucco.

Come riportato dall’agenzia UPI, a margine del Summit dei Paesi dell’Europa Centrale, a Bratislava, i Presidenti dei quattro Paesi dell’Europa Centrale hanno inviato al Capo di Stato azero, Ilham Aliyev, una lettera di supporto al gasdotto dalla verdiana denominazione.

Il Capo di Stato austriaco, Heinz Fischer, ha illustrato come il Nabucco consenta la diversificazione degli approvvigionamenti di gas per Paesi che, oggi, sono quasi completamente dipendenti dalle forniture di gas dalla Russia.

Il Presidente romeno, Traian Basescu, che ha invitato i Capi di Stato dei Paesi coinvolti nel Nabucco ad esprimere pieno sostegno al gasdotto dalla verdiana denominazione, ha sottolineato come l’infrastruttura garantisca diversificazione delle formiture di gas anche a Polonia e Slovacchia.

Oltre al Presidente ungherese, Janos Ader, e a quello bulgaro, Rosen Plevneliev, la lettera è stata sostenuta anche dal Capo di Stato turco, Abdullah Gul.

Nabucco vs. TAP nella guerra dei gasdotti per la diversificazione delle forniture UE di gas

Il Nabucco è progettato per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Azerbaijan in Austria dalla Turchia Occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, da quella romena Transgaz, dall’ungherese MMSZ, dalla bulgara BEH,e dalla francese Suez Gaz de France, il gasdotto dalla verdiana denominazione conta sul sostegno politico di Austria, Turchia, Slovacchia, Polonia, Romania, Bulgaria ed Ungheria.

Il Nabucco è in concorrenza per il trasporto del gas azero con il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- conduttura concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi all’anno di oro blu in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e dalla tedesca E.On, la TAP è supportata politicamente da Italia, Svizzera, Grecia, Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia e Montenegro.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA PIÙ PRESENTE IN OLANDA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 31, 2013

Il monopolista statale russo del gas, Gazprom, più presente nel mercato energetico interno olandese. Il Memorandum d’Intesa con la compagnia Gasunie prospetta anche il prolungamento in Gran Bretagna del Nordstream.

C’è chi è in Unione Europea ed agisce contro l’interesse generale di Bruxelles e chi non è ancora membro dell’UE ed aiuta l’indigenza energetica europea. Nella giornata di giovedì, 30 Maggio, la Russia ha rafforzato la sua presenza nel mercato energetico dell’Olanda.

A margine del Congresso del Business Europeo, ad Amsterdam, il monopolista statale russo, Gazprom, e la compagnia energetica olandese Gasunie hanno firmato un Memorandum d’Intesa per la cooperazione bilaterale.

Nello specifico, Gazprom e Gasunie hanno rafforzato la partnership nell’ambito del trasporto del gas attraverso il sistema infrastrutturale energetico olandese.

Le due parti hanno anche rafforzato la cooperazione nel Nordstream: gasdotto realizzato nel 2012 sul fondale del Mar Baltico per veicolare 55 Miliardi di metri cubi di gas dalla Russia direttamente alla Germania e bypassare Paesi Baltici, Polonia ed altri Stati dell’Unione Europea politicamente invisi a Mosca.

Per un calcolo geopolitico preciso, Gazprom intende ampliare il Nordstream fino alla Gran Bretagna, nonostante Londra abbia già preferito l’importazione di gas Shale liquefatto dagli Stati Uniti d’America come fonte di approvvigionamento alternativa al carburante della Norvegia.

La Turchia assicura il gas turkmeno all’UE

Se l’Olanda favorisce un progetto che frammenta l’Unione Europea, e mette a serio repentaglio l’indipendenza energetica degli Stati UE, e quindi anche la sicurezza nazionale dei Paesi dell’Europa, la Turchia ha individuato una fonte di approvvigionamento alternativa per l’UE al gas della Russia.

Sempre giovedì, 30 Maggio, il Presidente turco, Abdullah Gul, ha firmato un Accordo con il suo collega turkmeno, Gurbanguly Berdymukhamedov, per l’avvio dell’importazione di gas del Turkmenistan in Turchia.

L’accordo postula lo sfruttamento del giacimento Galkynysh, il secondo al Mondo per capienza, per inviare gas all’Europa attraverso il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP.

Questo gasdotto è stato progettato per veicolare in Europa 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dell’Azerbaijan, e garantire a Bruxelles una fonte di approvvigionamento alternativa al carburante della Russia.

Per avviare il trasporto di gas turkmeno è pero necessaria la realizzazione del Gasdotto Trans Caspico: conduttura sul fondale del Mar Caspio, su cui la Russia esercita una forte opinione contraria.

Il Gasdotto Trans Caspico rientra nella questione politica del controllo del Mar Caspio, in cui, da un lato, Turkmenistan ed Azerbaijan richiedono una divisione equa, mentre Russia ed Iran sostengono la necessita di una gestione collegiale dell’intera zona.

Matteo Cazzulani

TURCHIA-RUSSIA-SIRIA: IL GAS OLTRE ALLA CRISI POLITICO-MILITARE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 12, 2012

Il ripristino delle forniture di oro blu dall’Azerbaijan da parte del colosso British Petroleum hanno evitato ad Ankara di sommare un’emergenza energetica al peggioramento dei rapporti con Mosca per via delle tensioni con Damasco. L’importanza del territorio turco per la sicurezza energetica europea.

Non solo tensioni politiche a causa della Siria: tra Turchia e Russia il braccio di ferro è sopratutto energetico. Nella giornata di mercoledì, 10 Ottobre, il colosso energetico British Petroleum ha riavviato l’invio di gas dall’Azerbaijan alla Turchia dopo l’improvvisa interruzione di giovedì, 4 Ottobre

Il percorso del Gasdotto del Caucaso del Sud

Come riportato dall’autorevole Trend, lo stop del flusso di gas sarebbe dovuto ad un atto terroristico. Secondo la British Petroleum, l’interruzione di invio di oro blu in Turchia sarebbe stato invece dettato da lavori di manutenzione sulla conduttura che dal giacimento azero Shakh-Deniz, al largo di Baku, conduce il carburante presso il porto turco di Ceyan.

Il ripristino delle forniture di gas è stato possibile grazie alla presa di posizione della compagnia nazionale turca, Botas, che dinnanzi allo stop dei rifornimenti si è dapprima rivolta alla British Petroleum per un immediato ripristino delle importazioni dall’Azerbaijan, e, successivamente, ha richiesto alla Russia l’aumento del flusso di oro blu destinato alla penisola anatolica.

Con il ripristino delle forniture, la British Petroleum, che gestisce l’invio di oro blu azero in territorio turco, non solo ha posto fine ad un’emergenza nazionale, ma ha scongiurato alla Turchia l’incremento delle forniture dalla Russia: un fatto che avrebbe causato ripercussioni notevoli nei rapporti tra Ankara e Mosca anche sul piano politico.

Nella giornata di Domenica, 14 Ottobre, era infatti programmato un vertice tra il Premier turco, Tayyip Erdogan, e il Presidente russo, Vladimir Putin. Come riportato dall’autorevole Hurriyet Daily News, i due politici avrebbero dovuto discutere di tematiche energetiche, come il rafforzamento delle relazioni turco-russe nel settore del gas.

Tra i punti all’ordine del giorno vi sarebbe stata anche la costruzione nelle acque territoriali della Turchia del Southstream: gasdotto concepito da Mosca per riforniredi proprio carburante l’Europa Sud-Occidentale e Balcanica e, nel contempo, impedire alla Commissione Europea di importare direttamente in Europa gas azero transitando dalle infrastrutture di Ankara.

Il condizionale è d’obbligo, dal momento in cui, nella giornata di giovedì, 11 Ottobre, Putin ed Erdogan hanno deciso di rinviare il vertice a data da destinarsi. Come riportato dall’agenzia Interfax, la motivazione è legata al caso del volo Mosca-Damasco trattenuto ad Ankara dalle forze di polizia turche il 10 Ottobre per un controllo sul carico contenuto nel velivolo: sospettato di trasportare armi dalla Russia alla Siria.

I timori turchi nei confronti dei russi sono dettati da una situazione altamente bollente. La scorsa settimana, la Turchia ha riposto ad attacchi armati siriani sul proprio territorio con azioni militari nel settentrione della Siria, volte a scoraggiare future aggressioni balistiche di Damasco in territorio turco.

Forte del voto del Parlamento nazionale, la Turchia ha agito con il pieno appoggio di NATO, UE ed ONU, mentre la Russia si è schierata a fianco della Siria e della dittatura di Bashar Al-Assad.

Se analizzata sul piano energetico, la crisi turco-russa – originatasi per via ella questione siriana – avrebbe potuto avere risvolti pesanti per la Turchia se le forniture di gas dall’Azerbaijan non fossero state ripristinate dalla British Petroleum.

Priva dei rifornimenti azeri, Ankara sarebbe arrivata al vertice tra Erdogan e Putin in una condizione di subalternità. In cambio dell’aumento immediato delle forniture di gas dalla Russia, avrebbe potuto effettuare concessioni immediate a Mosca sul Southstream e, così, avrebbe messo a repentaglio il piano di diversificazione delle forniture approntato dall’Unione Europea.

La Turchia dalla Russia all’Europa

I rapporti energetici tra Turchia e Russia sono mutati nel corso degli ultimi tempi, passando da una stretta collaborazione ad una progressiva diversificazione delle forniture da parte di Ankara, anche grazie politica del gas dell’Unione Europea.

Dopo la realizzazione dei gasdotti Tarbriz-Ankara e del Blue Stream – condutture che garantiscono alla Turchia forniture di gas da Iran e Russia – il Governo turco ha incrementato la propria sicurezza energetica grazie alla realizzazione del Gasdotto del Caucaso del Sud, con cui il carburante azero è trasportato tramite la Georgia, costeggiando l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyan.

Oltre alla diversificazione delle forniture, Ankara si è presentata come un importante partner dell’Unione Europea per il trasporto del gas dal giacimento di Shakh-Deniz direttamente nel Vecchio Continente.

Pur mantenendo buoni rapporti con la Russia, la Turchia ha sostenuto la realizzazione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti progettati da Bruxelles per permettere l’importazione dell’oro blu azero.

Significativo per comprendere il posizionamento energetico di Ankara è quanto avvenuto negli ultimi mesi. Dopo avere concordato in via preventiva nella primavera del 2012 il transito del Southstream presso le proprie acque nazionali, l’8 Ottobre 2012 il Governo turco ha dichiarato il proprio appoggio politico al Nabucco: il principale dei gasdotti del Corridoio Meridionale UE.

Il 10 Ottobre, il Presidente turco, Abdullah Gul, ha ratificato l’accordo intergovernativo tra Turchia e Azerbaijan per la costruzione del Gasdotto Transanatolico -TANAP: infrastruttura progettata per il trasporto di gas dal giacimento Shakh-Deniz alle coste turche occidentali, necessaria per rifornire di carburante azero il corridoio meridionale UE.

Matteo Cazzulani