LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA COMMISSIONE EUROPEA RITIENE ILLEGALE IL SOUTHSTREAM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 5, 2013

Il Direttore dei Mercati Energetici UE, Klaus Dieter Borchardt, evidenzia come gli accordi bilaterali firmati tra la Russia ed alcuni Paesi UE per la realizzazione del Gasdotto Ortodosso non siano conformi al Terzo Pacchetto Energetico UE. L’infrastruttura russa, pianificata da Putin e Berlusconi, mette a serio repentaglio la sicurezza energetica europea.

Bulgaria, Serbia, Ungheria, Grecia, Slovenia Croazia ed Austria non rispettano la legge UE in tema di energia: l’Italia è avvertita. Nella giornata di mercoledì, 4 Dicembre, il Direttore dei Mercati Energetici della Commissione Europea, Klaus-Dieter Borchardt, ha dichiarato illegali i patti bilaterali tra la Russia ed alcuni Paesi dell’Unione Europea e della Comunità Energetica Europea per la realizzazione del Southstream.

Come riportato durante un’udienza pubblica presso il Parlamento Europeo, Borchardt ha dichiarato che la Russia ha infranto il Terzo Pacchetto Energetico UE: Legge che vieta il possesso dei gasdotti da parte dell’ente che già controlla il gas che da esso viene trasportato.

Nello specifico, l’esponente della Commissione Europea ha anche rilevato come il Southstream -posseduto dal monopolista russo statale del gas Gazprom, che realizza il gasdotto per incrementare le esportazioni in Europa del suo blu- non sia un progetto aperto alla compartecipazione di altre compagnie: de facto esso resta un’infrastruttura nelle mani di Mosca in pieno territorio UE.

Le ragioni per cui la Commissione Europea si è opposta al Southstream sono anche di carattere geopolitico, poiché l’infrastruttura -ribattezzata Gasdotto Ortodosso- è stato concepito appositamente dal Presidente russo Putin per incrementare la quantità di gas che la Russia esporta nei Paesi UE, con lo scopo di mantenere l’Europa fortemente dipendente dalle forniture di Mosca.

Il Southstream, pianificato nel 2009 con un accordo tra Gazprom e il colosso italiano ENI, fortemente voluto da Putin e Berlusconi, è progettato per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas dalla Russia meridionale fino in Bulgaria, per poi continuare in Serbia, Ungheria, Slovenia, Italia ed Austria.

Se realizzato, il Southstream contrasta con il piano di diversificazione delle forniture di gas che la Commissione Europea ha approntato per garantire ai cittadini UE una bolletta del gas meno cara e, sopratutto, forniture sicure senza dipendere prevalentemente da una sola fonte, quella russa, come invece fatto finora.

Per complementare le importazioni di gas russo, la Commissione Europea ha varato la realizzazione di un alto numero di rigassificatori per importare LNG da Qatar, Norvegia, Egitto e shale liquefatto dagli Stati Uniti d’America, e la costruzione di alcuni gasdotti per veicolare oro blu naturale da Azerbaijan ed Israele.

I russi vanno avanti

La condanna della Commissione Europea è un vero e proprio monito per la Bulgaria, che, durante una cerimonia fastosa, ha avviato la realizzazione del Southstream sul suo territorio.

Il medesimo atteggiamento, la Commissione lo ha tenuto nei confronti della Serbia, che pur non appartenendo ancora all’UE, è Stato membro della Comunità Energetica Europea: una sorta di CEE del gas che comprende Paesi extra UE come Moldova ed Ucraina.

La posizione dell’UE ha messo in una situazione di difficoltà anche i Paesi che, in questi mesi, hanno firmato con la Russia accordi bilaterali per la realizzazione del Southstream, come Ungheria, Croazia, Slovenia ed Austria.

Quella sul Southstream non è la prima presa di posizione della Commissione Europea per difendersi dalla politica espansionistica di Putin per mezzo del gas. Nel Settembre 2012, Bruxelles ha aperto un’inchiesta su Gazprom per comportamento atniconcorrenziale nei mercati energetici di alcuni Paesi UE fortemente dipendenti dal gas della Russia, come Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Romania e Bulgaria.

Presente al discorso di Borchardt presso il Parlamento Europeo, il Vice Capo di Gazprom, Aleksander Medvedev, ha dichiarato l’intenzione di procedere con la realizzazione del Southstream, mentre il Vice Ministro dell’Energia russo, Anatoly Yankovsky, ha dichiarato che il gasdotto russo deve essere escluso dalla legislazione UE perché non interamente posto in territorio europeo.

L’Italia approva la TAP

Differente la posizione dell’Italia, che, sebbene sia stata tra i principali sponsor del Southstream durante l’era Berlusconi, non ha ancora formato alcun accordo bilaterale con la Russia per la realizzazione del Gasdotto Ortodosso in territorio italiano.

Al contrario, nella giornata di giovedì, 5 Dicembre, la Camera dei Deputati ha approvato il trattato internazionale per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP: conduttura concepita per veicolare in Italia 10 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Azerbaijan attraverso Grecia ed Albania.

La TAP, con cui Enel ed Hera hanno già fissato accordi, è una delle infrastrutture concepite dalla Commissione Europea per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas e garantire ai Paesi coinvolti la sicurezza energetica nazionale: un piano UE a cui il Premier Letta e il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, hanno fortemente voluto tenere fede.

Matteo Cazzulani

YANUKOVYCH NON FIRMA L’ASSOCIAZIONE CON L’UE E VUOLE ANCHE PUTIN NEI COLLOQUI CON L’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 27, 2013

Il Presidente ucraino ritiene insufficiente l’offerta economica dell’Unione Europea per la firma del documento che integra Kyiv nel mercato unico UE, e propone il varo di un tavolo trilaterale con la partecipazione della Russia. Le perplessità dell’UE che invita il Capo di Stato dell’Ucraina alla lungimiranza.

L’accordo va bene solo se è comodo. Nella giornata di martedì, 26 Novembre, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha dichiarato l’intenzione di non firmare l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea -documento che integra l’economia dell’Ucraina nel mercato unico UE- perché le condizioni offerte da Bruxelles non lo soddisfano.

Durante un’intervista alla televisione, il Presidente Yanukovych ha illustrato come l’UE abbia proposto a Kyiv l’erogazione di ‘soli’ 610 Milioni di Euro e la firma di un protocollo di intesa con il Fondo Monetario Internazionale che obbliga l’Ucraina a riforme strutturali del suo sistema finanziario, in cambio della firma dell’Accordo di Associazione.

A rincarare la dose è il Premier, Mykola Azarov, che ha fatto cenno alla presenza di Yanukovych al Vertice del Partenariato Orientale dell’Unione Europea di Vilna -dove l’Accordo di Associazione dovrebbe essere firmato- durante il quale il Presidente ucraino proporrà la convocazione di un Tavolo Trilaterale Ucraina-UE-Russia per risolvere le trattative sull’integrazione di Kyiv nel mercato unico libero europeo.

La proposta di Yanukovych è subito piaciuta al Presidente russo, Vladimir Putin, che, durante il Vertice Italo-Russo di Trieste, ha anche dichiarato di non avere ancora dato mandato di concedere sconti sul prezzo del gas che l’Ucraina importa a caro prezzo dalla Russia.

Putin vuole inglobare l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepita per estendere l’egemonia di Mosca nell’ex-URSS e, come dichiarato dallo stesso Presidente russo, contrastare l’UE nella competizione internazionale.

Pronta è stata la risposta a Yanukovych , Azarov e Putin dei vertici UE. La Portavoce dell’Alto Rappresentante della Politica Estera UE, Maja Kocjancic, ha dichiarato scetticismo nei confronti della proposta di un vertice trilaterale per la risoluzione dell’impasse diplomatica.

Come riportato da Radio Liberty, la bozza della dichiarazione della fine del Vertice di Vilna riporta ancora l’annuncio della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un’ennesima apertura che dimostra la buona volontà della Diplomazia europea.

L’inviato speciale del Parlamento Europeo in Ucraina, l’ex-Presidente polacco, Aleksander Kwasniewski, ha sottolineato come lo sforzo economico preteso dall’Ucraina per la firma dell’Accordo di Associazione con l’UE sia troppo oneroso e, durante un intervento su Radio Zet, ha dichiarato che la Russia sta esercitando pressioni su Kyiv tramite ritorsioni commerciali per convincere Yanukovych a non integrare l’economia del suo Paese con il mercato unico europeo.

Critico è stato anche il Premier polacco, Donald Tusk, che ha dichiarato a Yanukovych che l’Associazione con l’UE non ha un prezzo, ma è una strategia a lungo termine che garantisce agli ucraini vantaggi considerevoli.

Appello alla volontà del popolo ucraino è stato fatto anche dai Ministri degli Esteri di Polonia e Germania, Radoslaw Sikorski e Guido Westerwelle, che hanno sottolineato come la decisione di firmare o meno l’Accordo di Associazione sia dei cittadini che, a decine di migliaia, stanno manifestando pacificamente da circa una settimana.

La protesta si unisce a Kyiv

Proprio la protesta, sempre martedì, 26 Novembre, ha visto un giorno importante quando, nella serata, i due centri della protesta pacifica si sono uniti in un’unica manifestazione sotto bandiere dell’UE.

La decisione è stata presa dopo che i Partiti dell’Opposizione, che finora hanno manifestato in Piazza Europa, hanno raggiunto la protesta spinta ira di Associazioni e cittadini nel Maydan Nezalezhnosti.

L’invito a tale passo è stato avanzato dalla Leader dell’Opposizione ucraina Yulia Tymoshenko -che oggi compie 53 anni- che, dal carcere in cui è rinchiusa dal 2011 a seguito di una condanna politica, ha invitato gli oppositori ad unirsi al resto della manifestazione abbandonando i simboli di partito per adottare solo la bandiera dell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani

TAP E NABUCCO: L’EUROPA FORSE S’È DESTA!

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 24, 2013

Redatta la lista delle infrastrutture per diversificare gli approvvigionamenti di gas finanziate dalla Commissione Europea. Oltre al Gasdotto Trans Adriatico e al Nabucco, inseriti nella lista anche ITGI, IAP e Gasdotto Trans Baltico.

Sia la TAP che il Nabucco si faranno, con buona pace della Russia e della politica energetica imperialistica del Cremlino. Nella giornata di lunedì, 23 Settembre, la Commissione Europea ha inserito una serie di gasdotti nella lista delle infrastrutture che riceveranno fondi UE per la loro realizzazione.

Come riportato dalla Reuters, la lista contiene innanzitutto il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- l’unica infrastruttura che ha ottenuto il diritto di veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Altro gasdotto inserito nella lista della Commissione Europea è il Nabucco, progettato -ma poi scartato perché ad esso è stata preferita la TAP- per veicolare il gas azero in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Secondo indiscrezioni, tra i progetti finanziati dall’UE ci sarà anche il connettore ITGI -Turchia, Italia, Grecia- un progetto, parallelo alla TAP, concepito per veicolare gas in Italia dalla Turchia transitando attraverso le coste della Grecia del Mar Egeo.

Altre infrastrutture potrebbero essere il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP, che dal tratto in Albania della TAP veicolerà 5 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Croazia attraverso Montenegro e Bosnia Erzegovina- e il Gasdotto Trans Baltico.

Quest’ultima infrastruttura è progettata per veicolare LNG importato in Polonia, presso il rigassificatore di Swinoujscie, in Lituania, ed aiutare così il Paese Baltico a diminuire la forte dipendenza dalla Russia.

Nella lista non è stato inserito il Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per incrementare la quantità di gas russo esportata in UE attraverso un’infrastruttura dalle coste della Federazione Russa, il fondale del Mar Nero, la Bulgaria, la Serbia, l’Ungheria, la Slovenia e l’Italia, fino in Austria.

Dalla lista dei finanziamenti della Commissione Europea, si evince innanzitutto il pieno sostegno di Bruxelles alla TAP che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere prolungata dall’Italia a Svizzera, Germania, Francia, Olanda e Gran Bretagna.

Il mantenimento in auge del Nabucco è un’importante notizia, perché comporta l’aumento dell’importazione di gas dall’Azerbaijan per diminuire la forte dipendenza energetica dalla Russia dei Paesi dell’Europa Centrale, che oggi soffrono l’utilizzo del gas come strumento politico da parte di Mosca.

La presenza dell’ITGI presuppone inoltre la realizzazione del progetto di importare gas da Cipro e Israele, che di recente hanno avviato lo sfruttamento di consistenti giacimenti di oro blu nelle proprie acque territoriali.

La notizia più rassicurante è l’esclusione del Southstream, che, come più volte ripetuto dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, lede al progetto di diversificazione delle forniture di energia dalla Russia che l’UE ha, faticosamente, avviato.

La politica russa ostruisce l’UE

Vincere il Southstream è però impresa difficile, a causa della forte lobby filorussa che, sulla stampa e nei corridoi della politica, difende la politica energetica imperiale della Russia di Putin sopratutto in Francia, Germania, Italia ed altri Paesi UE fortemente filorussi.

La politica energetica russa fa però molto male all’Europa, che, sotto la pressione del Cremlino, resta divisa e senza un unico piano d’azione.

In particolare, lo scopo della Russia è quello di bloccare il progetto di diversificazione delle forniture di gas UE, e di mantenere la totale egemonia sopratutto in Europa Centrale.

Matteo Cazzulani

TRA GIAPPONE E INDIA UN’ALLEANZA PER IL GAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 11, 2013

Tokyo e Nuova Delhi varano un cartello per calmierare i prezzi del LNG e diversificare le forniture di oro blu. L’intesa interessa due dei principali importatori di oro blu liquefatto del Pianeta

Un’intesa strategica per combattere l’aumento dei prezzi per il gas liquefatto. Nella giornata di lunedì, 9 Settembre, Giappone ed India hanno ufficializzato la creazione di un cartello per l’importazione di LNG nelle economie giapponesi ed indiane.

L’alleanza, che ha anche l’obiettivo di diversificare le forniture di gas dei due Paesi, è stata presentata a Tokyo dal Ministro dell’Economia, Commercio e Trasporti giapponese, Toshimitsu Motegi, e dal Ministro per il Petrolio e il Gas indiano, Veerappa Moily.

Come riportato dall’agenzia UPI, ad oggi Giappone ed India pagano tariffe alte per il gas liquefatto perché nel mercato dell’Asia il prezzo dell’oro blu è legato a quello del greggio, la cui vendita è regolata a contratti di lungo termine

L’alleanza tra Giappone ed India costituisce un capitolo importante nella geopolitica energetica mondiale, dal momento in cui il cartello coinvolge due dei principali importatori di gas liquefatto del Mondo.

Il Giappone, il primo importatore di LNG del pianeta, ha preventivato per il 2013 un incremento delle importazioni di gas liquefatto a 72,1 Miliardi di Dollari per compensare la chiusura della centrale nucleare di Fukushima.

Per l’acquisto di gas liquefatto, il Giappone si è rivolto principalmente ad Australia e Russia, produttori rispettivamente di shale ed oro blu naturale.

L’India, che segue il Giappone nel ranking dei Paesi importatori di LNG al quinto posto, dopo Corea del Sud, Gran Bretagna e Spagna, necessita di gas per soddisfare la crescita della popolazione e dell’economia.

A partire dal 2012, compagnie indiane hanno firmato contratti per l’importazione di shale gas dagli Stati Uniti d’America, ed hanno avviato lo sfruttamento dei giacimenti nazionali di oro blu non convenzionale.

L’Egitto scopre un nuovo giacimento

Oltre a Giappone ed India, a cambiare la geopolitica energetica mondiale è anche l’Egitto, dove la compagnia tedesca RWE ha realizzato la prima estrazione di gas presso il giacimento di Disouq, nel Delta del Nilo orientale.

Come riportato sempre dalla UPI, la RWE ha preventivato lo sfruttamento di 49 Milioni di piedi cubi di gas al giorno di gas.

Il giacimento Disouq è stato scoperto ad inizio settimana dal colosso britannico British Petroleum, dopo che la compagnia rivale British Gas ha abbandonato la ricerca di gas nel Delta del Nilo per via dell’instabilità politica in Egitto.

La mancata individuazione di giacimenti di gas in Egitto ha provocato enormi frustrazioni presso l’entourage dell’ex-Presidente egiziano, Mohamed Morsi, deposto lo scorso Luglio da un colpo di Stato militare.

Matteo Cazzulani

LA TURCHIA INTERESSATA ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 3, 2013

Come dichiarato dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, la compagnia energetica turca Botas è vicina all’acquisto del 15% del Gasdotto Trans Adriatico. La Romania chiede un risarcimento per la mancata realizzazione del Nabucco

C’è chi cambia posizione e chi chiede risarcimenti per una scelta geopolitica che non è andata a buon fine. Nella Giornata di lunedì, 2 Settembre, il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato l’intenzione da parte della Turchia di compartecipare il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Come riportato dalla Trend, il Ministro Yildiz ha sostenuto la necessita per la compagnia energetica nazionale Botas di rilevare il 15% della TAP, secondo un’offerta che il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico ha già fatto alla Turchia.

Concepita per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania, la TAP è compartecipata dal colosso britannico British Petroleum, da quello azero SOCAR, da quello norvegese Statoil, dalla compagnia francese Total, dalla belga Fluxys, dalla tedesca E.On e dalla svizzera AXPO.

Oltre all’interesse per la TAP, il Ministro Yildiz ha anche espresso sostegno per il Nabucco: gasdotto concepito per veicolare il gas dell’Azerbaijan in Austria dalla Turchia occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Sostenuto politicamente dai Paesi coinvolti, più Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, il Nabucco è stato affossato dalla scelta del Gasdotto Trans Adriatico come unica infrastruttura deputata al trasporto dell’oro blu azero in Europa.

Il Ministro Yildiz ha tuttavia dichiarato che Nabucco e TAP non sono progetti concorrenti, sopratutto considerata la crescente richiesta di gas da parte dei Paesi dell’Unione Europea.

Chi invece si è rassegnato al tramonto del Nabucco è il Presidente romeno, Traian Basescu, che, martedì 27 Agosto, ha chiesto un risarcimento per la mancata realizzazione del gasdotto dalla verdiana denominazione.

Il Presidente Basescu ha ricordato come, più di altri Paesi coinvolti nel progetto, la Romania abbia sostenuto la realizzazione del Nabucco, che è stato preferito fin da subito da Bucarest non solo alla TAP, ma anche al Southstream.

La politica di espansione energetica russa in UE

Quest’infrastruttura è stata concepita dalla Russia in concorrenza con il Nabucco per incrementare le forniture di gas russo all’Europa con l’invio di 63 Miliardi di metri cubi di oro blu all’anno in Austria dalle coste meridionali della Federazione Russa attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Sostenuto dai Paesi coinvolti nel progetto, il Southstream è compartecipato dal monopolista statale russo Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF.

Il Southstream è criticato dalla Commissione Europea, in quanto la sua realizzazione mette a serio repentaglio il progetto di diversificazione delle forniture di gas dell’UE.

Il Presidente Basescu ha ritenuto la realizzazione del Southstream il consolidamento del monopolio di Gazprom, e quindi della Russia, nel mercato energetico europeo.

Matteo Cazzulani