LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Poroshenko giura: l’Ucraina ha un nuovo Presidente -Sintesi del discorso

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 8, 2014

Il nuovo Presidente ucraino promette Pace, sicurezza, unità con la firma di un nuovo Memorandum internazionale a garanzia dell’integrità territoriale ucraina, il rafforzamento dell’esercito, e una moderata autonomia al Donbas e alle altre Regioni orientali invase dalla Russia. Promesso anche un impegno su Lavoro, lotta alla corruzione e integrazione europea

Pace, sicurezza e unita, ma anche Lavoro, sviluppo ed Europa sono le parole chiave con cui il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, nella giornata di sabato, 7 Giugno, durante il discorso di insediamento, ha restituito fiducia ad un Paese costretto al collasso economico e alla difesa da un’aggressione militare ai suoi confini da parte della Russia di Putin.

Per ottenere la Pace, il nuovo Presidente ucraino ha promesso innanzitutto la garanzia dell’integrità territoriale ucraina mediante la firma di un nuovo Memorandum di Budapest, che rimpiazzi il documento con cui, nel 1994, la Russia, in cambio della rinuncia al possesso di armi nucleari da parte di Kyiv, si era impegnata a non invadere mai l’Ucraina.

“Per garantire la Pace è anche necessario riattivare il dialogo con la Russia -ha dichiarato Poroshenko- un dialogo aperto e franco, nel quale sia fin da subito chiaro che la Crimea è ucraina e rimarrà sempre ucraina. Per la Russia, e per qualsiasi altra nazione, deve essere chiaro che chi di spada ferisce di spada perisce” ha poi continuato Poroshenko.

Oltre alla Crimea, importanza è stata concessa ai cittadini del Donbas e delle altre regioni orientali ucraine, a cui Poroshenko, parlando in russo, ha garantito investimenti nella regione, più posto di lavoro grazie ad investimenti europei, maggiore autonomia politica con l’indizione di elezioni locali anticipate ed incentivo dell’utilizzo della lingua russa.

Per garantire la sicurezza, Poroshenko intende rafforzare l’esercito ucraino, di cui, per Legge, è il Comandante Supremo. Nello specifico, il Presidente ucraino ha promesso una re-industrializzazione dell’industria bellica mediante detrazioni fiscali e, sopratutto, la lotta alla corruzione interna ai corpi militari.

Per garantire l’unità della nazione, Poroshenko si è detto favorevole al rafforzamento di forme di autonomia locali, pur senza arrivare ad una federalizzazione dell’Ucraina: un progetto fomentato da Putin per indebolire ulteriormente la già fragile Kyiv.

“La garanzia di un posto di Lavoro è il primo compito che ha lo stato per garantire sicurezza e unita della nazione -ha dichiarato Poroshenko passando al tema del lavoro- Avrò alta considerazione del ruolo delle imprese per creare occupazione. Nel contempo -ha continuato il Presidente ucraino- adotterò tutti i mezzi necessari per contrastare la corruzione”.

Importanza è stata poi concessa alla questione dell’Europa, per la quale il nuovo Presidente ucraino ha promesso in tempi brevi la firma della parte economica dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento, che prevede la creazione di una Zona di Libero scambio con l’Unione Europea, che allinea l’economia ucraina agli standard economici dell’Europa.

Inoltre, Poroshenko ha dichiarato la volontà di realizzare a breve anche l’abbattimento del regime dei visti con l’UE: una manovra necessaria affinché gli ucraini abbiano la possibilità di viaggiare e di conoscere lo stile di vita europeo, così da contribuire allo sviluppo del proprio Paese.

L’Occidente esprime sostegno

Soddisfazione è stata espressa dagli invitati all’inaugurazione del Presidente Poroshenko.

Il Vicepresidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, ha sottolineato come con l’elezione di Poroshenko si possa arrivare a breve alla Pace.

“L’America è con Poroshenko -ha dichiarato Biden- ora, sta a Putin rispettare il Presidente ucraino e riconoscerne la legittima elezione”.

Differente, sull’argomento, è stata la reazione del Presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski, che si è detto turbato per le continue preoccupazioni in merito al mancato riconoscimento da parte di Putin del nuovo presidente ucraino.

“Tutti si domandano se Putin riconoscerà Poroshenko -ha dichiarato Komorowski- ma nessuno ha mai chiesto al Presidente russo di riconoscere l’elezione di Obama in America”.

Komorowski ha poi apprezzato l’impostazione europea del discorso di Poroshenko, ed ha rinnovato l’appoggio della Polonia all’avvicinamento dell’Ucraina all’Europa.

Apprezzamenti sono stati espressi anche dall’Inviato Speciale in Ucraina del Parlamento Europeo, l’ex-Presidente polacco, Aleksander Kwasniewski.

L’inviato speciale del Parlamento Europeo ha sottolineato come un nuovo Memorandum di Budapest sia necessario per garantire la stabilità territoriale di un Paese, l’Ucraina, fondamentale per la garanzia della sicurezza nazionale dell’Europa tutta.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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L’Ungheria appoggia il Southstream

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 1, 2012

Come riportato da una nota del monopolista nazionale russo, Gazprom, il governo ungherese ha appoggiato il gasdotto progettato da Mosca per aumentare la dipendenza dell’UE dalle forniture del Cremlino. Critica la posizione di Budapest sul piano energetico e geopolitico

La tentazione russa ha spinto il Premier ungherese, Viktor Orban, a mantenere il piede in due scarpe in ambito energetico. Come riportato da una nota del monopolista russo, Gazprom – posseduto per meta dal Cremlino – nella giornata di mercoledì, 31 Ottobre, l’Ungheria ha accettato la costruzione nel proprio territorio del gasdotto Southstream.

Il fatto non costituisce affatto una novità, dal momento in cui già nei giorni precedenti alla visita in Ungheria del vicecapo di Gazprom, Alexandr Medvedev – durante la quale Orban ha concordato il sostegno al gasdotto russo – le voci sull’adesione di Budapest al Southstream si sono fatte sempre più insistenti.

Inoltre, due giorni prima dei colloqui ufficiali con l’Ungheria, il monopolista russo del gas ha firmato un simile documento con la vicina Serbia, che ha garantito la costruzione del Southstream presso il proprio territorio.

Durante gli ultimi anni, l’interesse dell’Ungheria nei confronti del Southstream e oscillato dall’aperto sostegno prestato dai governi socialisti tra il 2006 e il 2010, e l’iniziale raffreddamento approntato dalla salita al potere dei moderati di Orban, che hanno preferito sostenere i progetti della Commissione Europea varati per diversificare le forniture di gas nel Vecchio Continente e diminuire la dipendenza dall’oro blu della Russia.

Nonostante la firma posta dal Governo Orban a inizio Ottobre in calce alla dichiarazione di sostegno politico al Nabucco – gasdotto progettato da Bruxelles per trasportare 16 milioni di gas azero direttamente in Europa transitando per Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria – Budapest ha ceduto al pressing del Cremlino e, come riportato dalla nota di Gazprom, ha concesso il supporto ufficiale anche al Southstream.

Noto come Gasdotto Ortodosso, il Southstream – compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, dalla greca DEPA, e da quelle nazionali slovene e serba – e un progetto di 3600 chilometri concepito per veicolalre 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Russia all’Europa sud-occidentale e balcanica.

Un altro scopo del Southstream – che transiterà sul fondale del Mar Nero dalle coste della Russia fino alla Bulgaria, da dove una diramazione meridionale si dirigerà in Grecia, mentre una sezione settentrionale risalirà la Penisola Balcanica attraverso Macedonia, Montenegro, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia – e quello di impedire all’Unione Europea il trasporto diretto in Europa di gas dall’Azerbaijan tramite il Nabucco.

Con il sostegno al Southsream, l’Ungheria si pone in una posizione abigua sul piano energetico. Da un lato, Budapest sostiene i progetti della Commissione Europea, ma dall’altro supporta anche la politica energetica della Russia, che mira a mantenere l’Europa dipendente dalle proprie forniture di gas.

Bucarest e Sofia a sostegno della politica energetica UE

Chi invece nella guerra del gas tra l’Europa e la Russia ha scelto chiaramente da che parte stare sono Romania e Bulgaria.

Come riportato dall’agenzia Novinite, il vice-Ministro dell’Economia romeno, Rodin Traiku, mercoledì, 31 Ottobre, ha dichiarato l’intenzione di inserire il gasdotto che collegherà il sistema infrastrutturale della Romania con quello della Bulgaria – in via di realizzazione – nell’ambito del Nabucco.

Grazie all’impegno del Presidente Traian Basescu, la Romania si e posta in prima fila nel sostegno alla politica energetica della Commissione Europea non solo prestando un concreto supporto al Nabucco, ma anche avviando le trattative per altri progetti finalizzati alla diversificazione delle forniture di gas per l’Europa.

Tra i piani sostenuti da Bucarest rientrano l’AGRI – progetto per il trasporto di gas in Europa dal Turkmenistan via terra fino alla Georgia, e, dal porto georgiano di Poti, via nave fino al terminale di Costanza, in Romania – e l’avvio dello sfruttamento di giacimenti di oro blu naturale e non-convenzionale nelle acque territoriali romene.

La posizione della Romania in merito al Nabucco e in linea con quella del Primo Ministro bulgaro, Boyko Borysov, che, durante il Consiglio Europeo del 22 Ottobre, ha dichiarato l’avvio della costruzione del gasdotto dalla verdiana denominazione in Bulgaria il prossimo Gennaio.

Inoltre, per abbattere la dipendenza dal gas della Russia, la Bulgaria ha avviato un massiccio piano di diversificazione delle importazioni di oro blu mediante la messa in comunicazione del sistema infrastrutturale energetico nazionale non solo con quello romeno, ma anche con quello di Serbia, Macedonia, Grecia, e Turchia.

Matteo Cazzulani