LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

CINQUE ANNI SENZA ANNA POLITKOVSKAJA

Posted in Russia by matteocazzulani on October 7, 2011

Il 7 ottobre 2006, compleanno dell’allora, e futuro, Presidente russo, Vladimir Putin, la coraggiosa reporter della Novaja Gazeta e stata assassinata per il suo amore per la liberta, contro ogni ingiustizia perpetrata dal regime di Mosca. Il suo ricordo come monito per il futuro

La giornalista russa, Anna Politkovskaja

Cinque anni sono passati dalla scomparsa di Anna Politkovskaja, ma nulla, in Russia ed Unione Europea, sembra essere cambiato. A Mosca, le violenze ai danni degli oppositori politici continuano, la censura ai danni della stampa libera e un dato di fatto oramai assodato, ed al Cremlino sta per ritornare per la terza volta Vladimir Putin: pronto alla terza presidenza per i prossimi sei anni – questa la durata del nuovo mandato – dopo l’interregnum del fido Dmitrij Medvedev, destinato a rimpiazzarlo come Primo Ministro.

Un futuro a tinte fosche, da cui, con i suoi articoli, la coraggiosa giornalista della Novaja Gazeta ha messo in guardia il Mondo: assidue cronache circa le barbarie commesse da un regime pericoloso non solo per i russi, ma anche per l’Europa tutta. Una superba capacita di lettura, quella della Politkovskaja, che, fosse ancora viva, non esiterebbe a collegare il rigurgito imperiale di Mosca contro il popolo ceceno all’aggressione militare in Georgia dell’Agosto 2008, alle Guerre del Gas con Paesi Baltici ed Ucraina, ai rinati proclami di supporto all’Euroasismo dello stesso Putin, e, sopratutto, all’aggressiva politica energetica, che mantiene la Russia una superpotenza politica, seppur economicamente in declino.

Complici di tutto cio, le Cancellere occidentali che, in cambio di un risibile sconto sull’oro blu, sono pronte a chiudere entrambi gli occhi dinnanzi alla violazione di democrazia e diritti umani in Russia e, sopratutto in data odierna, ad esprimere parole di ricordo di Anna: assassinata da sicari ancora ignoti, il giorno del compleanno di Vladimir Putin. Chi vive, o, semplicemente, ha a che fare con l’Europa dell’Est, sa benissimo che certe circostanze non sono casuali. Cosi come chi e giornalista di professione, e crede veramente nel mestiere, non puo restare silente quando sul proprio calendario legge la data del 7 Ottobre.

Dimenticare Anna sarebbe come rinnegare la propria liberta di parola: un diritto assodato in Europa, ma per nulla in Russia, dove chi, come la Politkovskaja, ha il coraggio di lottare per la verita viene giustiziato con cinque colpi di makarov nell’ascensore di casa propria, al ritorno dalla spesa.

Una Donna forte

Ma non e solo una coraggiosa giornalista che bisogna ricordare: Anna Politkovskaja e stata una grande donna che, forse per l’audacia che contraddistingue il genere femminile, non si e mai arresa, ed ha continuato a spendere fiumi di parole per rendere giustizia a vittime di un regime, ancora sovietico nei modi e nella retorica. A nulla sono servite nemmeno le raccomandazioni dei colleghi, preoccupati – ma nel contempo affascitati – da simile coraggio.

Oggi, di Anna non rimane che il ricordo, e l’energia sprigionata dai suoi articoli, tanto precisi quanto significativi. Nella redazione della Novaja, la sua scrivania e ancora cosi come l’ha lasciata l’ultima volta: vuota, ma carica di passione ed ardore per la liberta.

Matteo Cazzulani

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CECENIA: ASSALTO AL PARLAMENTO

Posted in Cecenia by matteocazzulani on October 19, 2010

Assalto al parlamento ceceno. Ancora poca chiarezza sui dettagli. 9 i morti, 15 i feriti

L'assalto al Parlamento ceceno. FOTO 5 KANAL

Si rialza la tensione in Cecenia. Nella giornata di martedì, 19 ottobre, un commando armato ha assaltato il Parlamento della repubblica caucasica. Dapprima, con un’esplosione, all’apertura dei lavori. Successivamente, inserendosi nell’edificio. Secondo quanto riportato dall’agenzia RIA Novosti, uno degli assaltatori sarebbe stato colpito. Altri due, secondo il canale Rossija 24, si sarebbero suicidati. In tutto, 9 i morti. 15 i feriti.

Aspetti poco chiari

Oltre ai numeri di vittime e feriti, ad essere oscuri sono anche altri dettagli. In primis, l’identità degli assaltatori. Sui siti dei gruppi separatisti ceceni, nessun accenno sull’accaduto. Un fatto rilevante, dal momento in cui  essi sono solitamente il primo canale con cui in breve tempo vengono rivendicate le azioni. L’ultimo caso, alla fine di agosto, quando un manipolo di separatisti ha attaccato il villaggio natio del Presidente ceceno, Ramzan Kadyrov.

Secondo fonti Interfax, il commando avrebbe anche preso alcuni ostaggi, ma la notizia non è stata confermata da alcuna fonte ufficiale. La stessa agenzia ha dichiarato dapprima la chiusura dell’assalto, con l’irruzione dell’esercito ceceno nell’edificio amministrativo. In seguito, ha precisato che la situazione è in corso di risoluzione.

Alcune fonti riportano di vittime tra i collaboratori dei parlamentari, altre tra la polizia. Secondo il sito russo Lenta.ru, anche impiegati sarebbero stati feriti.

Un teatro caldo

Di certo, si sa che lo speaker del Parlamento, Dukuvakhi Abdurakhmanov, è stato portato in salvo, evacuato dal suo ufficio nei pressi del quale avrebbe avuto luogo una sparatoria. A seguito dell’accaduto, il presidente Kadyrov ed il Ministro dell’Interno russo, Rashyd Nurgalijev, si sono riuniti in camera di consiglio.

In Cecenia, i separatisti rivendicano l’indipendenza della propria repubblica dalla Federazione Russa. Dopo la vittoria nella prima guerra cecena del 1994-1996, sono stati sconfitti dalla sua seconda edizione, nel 1999. Da allora, Kadyrov, appoggiato da Mosca, ha scatenato una lotta a tutto campo contro ogni forma di autonomia, riuscendo ad imbrigliare i separatisti. L’attacco di oggi sarebbe tuttavia l’ennesimo sussulto di una resistenza non del tutto piegata.

Matteo Cazzulani