LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

TAP VINCE SU NABUCCO: SCONFITTA L’UNIONE EUROPEA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 29, 2013

La British Petroleum conferma la scelta del Gasdotto Trans Adriatico come unica infrastruttura per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa. Tramonta il gasdotto dalla verdiana denominazione e la politica energetica comune dell’UE

Una sconfitta politica senza se e senza ma che testimonia un’amara realtà: l’Unione Europea è incapace di avere una politica energetica comune, e nell’Europa Centro-Orientale a comandare sul piano del gas sarà sempre la Russia, salvo intervento USA.

Nella giornata di venerdì, 28 Giugno, una nota del colosso energetico britannico British Petroleum ha confermato la scelta del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- come unica conduttura per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa.

Concepita per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania, la TAP è sostenuta politicamente dai Governi di Italia, Svizzera, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Albania e Grecia.

La presenza tra i soci del Gasdotto Trans Adriatico della compagnia svizzera AXPO, della tedesca E.On, e della belga Fluxys -che controlla il sistema di condutture tra Svizzera e Germania, Belgio e Gran Bretagna, e Belgio ed Olanda- permette inoltre alla TAP di servire di gas azero i mercati energetici dei Paesi dell’Europa Nord-Occidentale.

Inoltre, un accordo per la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAT- partendo dal tratto della TAP in Albania permetterà di inviare 5 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Croazia tramite Montenegro e Bosnia Erzegovina.

Infine, l’espansione nei Balcani è garantita dalla realizzazione dell’Interconnettore Bulgaria Grecia -IBG- che consentirà al gas azero del Gasdotto Trans Adriatico di raggiungere anche il territorio bulgaro.

Ad illustrare la validità della TAP sono le dichiarazioni del Direttore Manageriale della TAP, Kjetl Tungland, che ha evidenziato come il Gasdotto Trans Adriatico sia la migliore modalità per rifornire di gas dell’Azerbaijan i mercati dell’Europa Nord-Occidentale.

Proprio nelle dichiarazioni di Tungland sta la ratio del perché la scelta della TAP è una sconfitta geopolitica per l’Unione Europea, che, seppur non ufficialmente, ha sempre sostenuto il progetto rivale al Gasdotto Trans Adriatico, il Nabucco.

Questa infrastruttura è stata concepita per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan in Austria dalla Turchia Occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria, con possibili ampliamenti in Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca.

Il Nabucco avrebbe quindi garantito la diversificazione delle forniture di gas per i Paesi dell’Europa Centro-Orientale, che sono fortemente dipendenti dalle forniture di gas della Russia.

Per questo, il gasdotto dalla verdiana denominazione è stato supportato politicamente dai Governi di Austria, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Repubblica Ceca.

Nello specifico, l’Austria dipende da Mosca per il 52% del proprio fabbisogno, Polonia, Repubblica Ceca e Romania per circa l’82%, mentre Bulgaria, Slovacchia ed Ungheria per il 99%.

Perdono l’Europa Centro-Orientale e quella Meridionale, Italia inclusa

Con la scelta della TAP come unica infrastruttura per il trasporto del gas azero in Europa, e, sopratutto, con il tramonto definitivo del progetto Nabucco, l’Europa Centro-Orientale resta fortemente dipendente dalla Russia.

Inoltre, il progetto di diversificazione delle forniture di gas in funzione anti-russa, progettato dalla Commissione Europea, è stato calpestato dagli interessi meramente economici di colossi dell’energia come la British Petroleum.

Oltre che all’Europa Centro Orientale, poco da sorridere resta anche all’Europa Meridionale, che dalla scelta della TAP potrebbe rimanere solo apparentemente favorita.

Le dichiarazioni del Direttore Manageriale della TAP lasciano comprendere la reale intenzione del Gasdotto Trans Adriatico di rifornire i mercati dell’Europa Nord-Occidentale, utilizzando i Paesi meridionali -Grecia, Albania e Italia- come meri stati di transito.

La realizzazione di tale scanario sarebbe devastante per l’Italia, che deve avvalersi dei rifornimenti di gas azero per diversificare ulteriormente le forniture di oro blu che, ad oggi, lega il BelPaese unicamente a Russia ed Algeria.

L’assenza di compagnie italiane tra i soci della TAP -che, oltre che dalla tedesca E.On, dalla svizzera AXPO e dalla belga Fluxys è compartecipata anche dal colosso norvegese Statoil- permette di speculare su tale scenario.

Se così fosse, l’Italia perderebbe un’occasione importante per diversificare le forniture di gas dal monopolio di Russia ed Algeria, e, così come l’Unione Europea e l’Europa Centro-Orientale, uscirebbe sconfitta dalla selezione della TAP come unico gasdotto per il trasporto dell’oro blu azero.

Lo Shale di Obama è l’ultima speranza

Dopo il tramonto definitivo del Nabucco, ai Paesi europei che dipendono fortemente dalla Russia non resta che puntare sul gas liquefatto.

L’assunzione del gas liquefatto come alternativa al monopolio energetico della Russia, confermato dalla sconfitta del Nabucco, è stata sostenuta su Twitter dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski,che ha sottolineato l’importanza per la Polonia di accelerare la realizzazione del rigassificatore di Swinoujscie.

La realizzazione massiccia di rigassificatori, progettata dalla Commissione Europea, permette l’importazione di gas liquefatto da Qatar, Egitto, Norvegia e Stati Uniti d’America.

Grazie allo sfruttamento dei giacimenti di Shale, gli USA sono diventati il primo produttore di gas al Mondo e, ora, supportano l’avvio delle esportazioni di LNG in Europa.

Forse, ancora una volta nella storia l’Europa potrà essere aiutata solo dagli USA a vincere una battaglia geopolitica, come l’ottenimento di una seria e cospicua diversificazione delle forniture di gas.

Matteo Cazzulani

LA OMV RILEVA LA COMPARTECIPAZIONE DELLA RWE NEL NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 15, 2013

La compagnia austriaca raddoppia la presenza in un gasdotto progettato per diversificare le fonti di approvvigionamento dell’UE. L’importanza della conduttura dalla verdiana denominazione per la sicurezza energetica dell’Europa

Il gasdotto dalla verdiana denominazione parla più austriaco e meno tedesco. Nella giornata di Domenica, 14 Aprile, la compagnia tedesca OMV ha rilevato le quote di compartecipazione della tedesca RWE dal Nabucco.

Prima della RWE, anche la compagnia ungherese MOL ha abbandonato il Nabucco in seguito alla decisione dell’Ungheria di sostenere la politica energetica della Russia

Come riportato da Natural Gas Europe, con il rilevamento delle quote della RWE la OMV ha raddoppiato la sua presenza nel gasdotto dalla verdiana denominazione.

Oltre al raddoppio della quota della compagnia tedesca, la rinuncia della RWE, motivata dalla necessità di fare cassa dopo che il Governo tedesco ha abbandonato il nucleare, e stata compensata dall’offerta del 50% del Nabucco al colosso azero SOCAR, a quello britanno British Petroleum, a quello norvegese Statoil e alla compagnia francese Total.

Questi enti sono i gestori del giacimento Shakh Deniz, in Azerbaijan da cui il Nabucco è previsto debba trasportare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Il Nabucco, sostenuto politicamente da Austria, Polonia, Slovacchia, Romania e Bulgaria, è compartecipato, oltre che dalla OMV, dalla compagnia romena Transgaz, dalla bulgara BEH, e dalla ungherese MVV.

Oltre al Nabucco, la Commissione Europea ha incentivato la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- per veicolare in Italia 21 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dell’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Mosca contro la politica energetica dell’Unione Europea

Nabucco e TAP sono concepiti per diversificare le forniture di gas dell’UE dal quasi monopolio di Russia ed Algeria, che copre l’80% circa del fabbisogno dell’Europa di oro blu.

Per bloccare Nabucco e TAP, Mosca ha progettato il Southstream: gasdotto concepito per veicolare in Austria 63 Miliardi di metri cubi di gas russo dalle coste meridionali della Russia attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Nonostante l’opposizione della Commissione Europea, il Southstream, compartecipato dal monopolista statale russo Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF, è sostenuto politicamente, oltre che dalla Russia, anche da Serbia, Ungheria, Slovenia e Bulgaria.

Matteo Cazzulani