LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA GRAN BRETAGNA COME GLI USA: LO SHALE PER UN MONDO PIÙ PULITO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 10, 2013

Il Segretario all’Energia e al Clima britannico, Edward Davey, illustra l’importanza dell’oro blu non convenzionale per limitare le emissioni inquinanti e per garantire la sicurezza energetica del Paese. I LiberalDemocratici cambiano opinione su una fonte di energia che cambia la geopolitica mondiale del gas

Utile per la lotta al surriscaldamento globale ed anche per la sicurezza energetica della Gran Bretagna. Nella giornata di lunedì, 9 Settembre, il Segretario all’Energia e al Clima britannico, Edward Davey, ha sostenuto la necessita di puntare sullo sfruttamento dello shale gas in Gran Bretagna.

Come riportato dal Guardian, il Segretario Davey ha illustrato come un rapporto preparato dal Dipartimento dell’Energia e del Cambiamento Climatico abbia certificato che lo sfruttamento dello shale produce emissioni inquinanti inferiori di quelle causate dall’estrazione di gas naturale da Qatar e Mare del Nord.

Come dichiarato dal Segretario Davey, lo shale non è soltanto un mezzo per ridurre l’inquinamento mondiale, ma anche una risorsa utile per garantire la sicurezza energetica della Gran Bretagna.

Secondo il Segretario all’Energia e al Clima, lo shale sfruttato in Gran Bretagna permette di compensare il calo di gas naturale estratto nel Mare del Nord, e, così, di evitare l’aumento delle importazioni di oro blu liquefatto dal Qatar.

A fare eco al Segretario Davey è il Primo Ministro britannico, David Cameron, che, assieme al Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, ha sottolineato l’importanza dello sfruttamento dello shale domestico per abbattere i prezzi per il gas pagati da industrie e popolazione.

La dichiarazione del Segretario Davey, un liberaldemocratico, ha creato una vera e propria notizia in Gran Bretagna, dal momento che i LiberalDemocratici -partner di coalizione di Governo dei Conservatori- si sono sempre schierati contro lo sfruttamento dello shale.

Favorevoli allo sfruttamento dello shale si sono invece sempre detti i Conservatori, a cui appartengono sia il Primo Ministro Cameron che il Cancelliere Osborne, mentre il Laburisti hanno mantenuto una posizione di neutralità.

Una risorsa energetica importante per clima e sicurezza nazionale

La Gran Bretagna è l’unico Paese europeo che ha avviato sia lo sfruttamento dei giacimenti di shale domestici, che l’importazione di gas non convenzionale liquefatto dagli Stati Uniti d’America.

Con l’avvio dello sfruttamento dello shale, gli USA hanno incrementato esponenzialmente la produzione interna di gas, ed hanno avviato esportazioni di oro blu non convenzionale anche in India, e, prossimamente, anche in Corea del Sud, Taiwan e Singapore.

Come dichiarato dal Presidente USA, Barack Obama, lo shale permette all’economia statunitense anche di abbattere le emissioni inquinanti, e, così, di dare un chiaro segnale contro il Global Warming.

Secondo le stime EIA, la Gran Bretagna possiede riserve di shale si 26 Trilioni di Piedi Cubi, mentre secondo stime dell’Ente Geologico Britannico -BGS- il territorio britannico contiene 1300 Trilioni di Piedi Cubi di gas non convenzionale.

Nel Marzo 2013, il Governo britannico ha dato il via allo sfruttamento dello shale in Gran Bretagna con un permesso dato alla compagnia Cuadrilla, mentre la Centrica è stata incaricata di importare gas non convenzionale dalla statunitense Cheniere.

Lo shale è un gas non convenzionale estratto in rocce argillose poste a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking ad oggi operate solo in Nordamerica.

Matteo Cazzulani

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La Rosneft diventa primo colosso del greggio al Mondo

Posted in Russia by matteocazzulani on October 23, 2012

Con l’acquisto del 50% delle azioni del terzo ente energetico russo TNK-BP dalla British Petroleum, il monopolista statale russo si impone su scala nazionale e mondiale. In cambio, il colosso britannico rafforza il legame con il Cremlino ed il Presidente Putin.

Un terremoto nella politica energetica destinato a cambiare gli assetti in Russia e nel Mondo. Nella giornata di lunedì, 22 Ottobre, il monopolista statale del greggio russo Rosneft ha rilevato dal colosso britannico British Petroleum il 50% delle azioni del terzo ente in Russia nel settore TNK-BP.

Come riportato dall’autorevole Platts, grazie all’operazione la Rosneft e diventata la prima oil company al Mondo. Oltre all’acquisto del 50% dalla British Petroleum, il monopolista statale russo del greggio ha dichiarato l’intenzione di rilevare un ulteriore 28% della TNK-BP dal consorzio Alfa-Access-Renova.

La AAR – acronimo di Alfa-Access-Renova – e un gruppo di oligarchi russi che, finora, ha controllato in collaborazione con i britannici la terza compagnia in Russia nel settore del greggio.

Notevoli sono i risultati ottenuti dalla British Petroleum, che in cambio della vendita delle azioni nella TNK-BP ha acquisito un 20% delle azioni della Rosneft, e si e impegnata ad acquistare un altro 6% del monopolista russo grazie ad un prestito erogato da un’altra compagnia statale russa, la Rosneftegaz.

Come riportato dall’autorevole Guardian, l’operazione che ha portato la Rosneft a diventare la prima compagnia al mondo nel settore del greggio e una vittoria del tandem costituito dal Presidente della Russia, Vladimir Putin, e dall’Amministratore Delegsto della Rosneft, Igor Sechin.

Il sodalizio tra il Presidente della Federazione Russa e l’AD di Rosneft sancisce la sconfitta del Governo di Dmitriy Medvedev: Primo Ministro da sempre contrario all’operazione perché politicamente vicino agli oligarchi del consorzio AAR.

Dal punto di vista britannico, la British Petroleum ha rafforzato la sua partnership con la Rosneft, ed ha ottenuto anche la nomina di alcuni suoi rappresentanti nel Consiglio Di Amministrazione del monopolista controllato dal Cremlino.

Inoltre, la svendita delle azioni nella compagnia TNK-BP consente al colosso britannico di svincolare somme di danaro preziose per ripianare i danni agli Stati Uniti d’America dopo il disastro ambientale nel Golfo del Messico del mese di Aprile del 2010.

La Gran Bretagna vicina al NordStream

Oltre che sul piano del greggio, l’alleanza tra Russia e Gran Bretagna sul piano energetico riguarda anche il settore del gas. Come dichiarato al portale Lombardi Nel Mondo dal Leader nel Parlamento Europeo dei Conservatori britannici, Martin Callanan, i Tory – la forza di governo a Londra – sono favorevoli al coinvolgimento del Regno Unito nel progetto NordStream.

Questo gasdotto e stato costruito grazie ad un patto bilaterale tra la Russia e la Germania per permettere al monopolista russo del gas Gazprom – controllato per più del 50% dal Cremlino – di rifornire direttamente di oro blu il mercato tedesco attraverso il fondale del Mar Baltico, isolando Paesi UE politicamente invisi al Cremlino, come Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia.

Intervenuto alla presentazione a Milano del gruppo dei Conservatori e Riformatori dell’Europarlamento, organizzata dalla Parlamentare Europea Crisitana Muscardini, Callanan ha sottolineato come il prolungamento all’Inghilterra del NordStream consenta alla Gran Bretagna di diversificare le forniture di gas nazionali, finora legate a fonti di approvvigionamento locali, norvegesi ed olandesi.

Nel contempo, il Leader dei Tory al Parlamento Europeo ha riconosciuto come il NordStream non risolva il problema della diversificazione delle forniture di gas nei confronti dell’Unione Europea, che, diversamente dalla Gran Bretagna, e legata per più del 40% del suo fabbisogno complessivo dalle importazioni di oro blu dalla Russia.

Per questa ragione, Callanan ha anche dichiarato sostegno alla politica avviata dalla Commissione Europea – contrastato dal Cremlino – per importare direttamente in Europa gas proveniente dall’Azerbaijan tramite la costruzione del Corridoio Meridionale.

Questo fascio di gasdotti e composto dal Nabucco e dal Gasdotto TransAdriatico – TAP: due progetti alternativi, sostenuti politicamente dai Paesi in cui e previsto il loro transito – Austria, Turchia, Bulgaria, Ungheria, Romania per il Nabucco, Italia, Grecia ed Albania per la TAP.

Dinnanzi ai due gasdotti del Corridoio Meridionale, Callanan ha dichiarato la neutralità dei conservatori britannici, e ha espresso la convinzione in merito alla necessita di realizzare entrambe le infrastrutture.

Matteo Cazzulani

EURO 2012: ANCHE CAMERON E IL SUO ESECUTIVO BOICOTTANO JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 8, 2012

Il governo britannico comunica l’assenza di ogni suo esponente alle partite del campionato europeo di calcio che si svolgeranno negli stati ucraini per protestare contro la detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. In forse anche la presenza del Cancelliere tedesco, Angela Merkel

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

In Polonia si, in Ucraina no. Questa è la scelta del governo della Gran Bretagna che, nella giornata di giovedì, 7 Giugno, ha dichiarato per via ufficiale l’intenzione di boicottare il campionato europeo di calcio in Ucraina.

Come dichiarato dall’ufficio stampa di Downing Street, e riportato dall’autorevole Guardian, l’esecutivo britannico ha motivato l’assenza di suoi rappresentanti alle partite di Euro 2012 che si giocheranno negli stadi ucraini in segno di protesta nei confronti della deriva autoritaria che ha portato all’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui la Leader della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko.

“Il Governo appoggia la squadra nazionale inglese, ma nessun Ministro sarà presente alle partite della fase a gironi – riporta la nota del Governo – la partecipazione di esponenti dell’esecutivo alle seguenti partite dipenderà dal Paese in cui saranno giocate, e dallo stato della democrazia in Ucraina”.

La notizia del boicottaggio è stata comunicata alla vigilia del calcio d’inizio della rassegna sportiva continentale, ospitata in quattro stadi polacchi e in altrettanti impianti ucraini. Oltre alla Gran Bretagna, a optare per il boicottaggio di Euro 2012 in segno di protesta per il regresso democratico in atto a Kyiv sono stati anche i vertici politici di Francia, Belgio, Paesi Bassi e, sopratutto, della Commissione Europea.

Incerta è la posizione del Cancelliere tedesco, Angela Merkel, che, nonostante abbia per prima avanzato l’ipotesi di boicottare Euro 2012 per richiedere la liberazione della Tymoshenko e il ripristino della democrazia in Ucraina, non ha ancora deciso se recarsi o meno presso gli stadi ucraini.

Janukovych invita la Merkel a Kyiv

A poche ore dalla notizia del boicottaggio tedesco, la Merkel ha ricevuto l’invito ufficiale da parte del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, che ha proposto alla Merkel di assistere alla partita conclusiva della rassegna sportiva, in programma a Kyiv.

In Germania, chi non ha dubbi è il Capo dello Stato, Joachim Gauck, che per primo ha sostenuto l’idea di boicottare l’europeo di calcio. Posizione altrettanto chiara, ma differente da quella del Presidente teutonico, è quella della Polonia, i cui vertici politici hanno considerato come impropria e pericolosa l’idea di non partecipare alla rassegna sportiva.

Il Premier polacco, Donald Tusk, ha evidenziato come l’assenza delle Autorità europee possa comportare l’insuccesso della manifestazione, e, a colloquio con la Merkel, ha illustrato come sia la stessa Julija Tymoshenko a non apprezzare il boicottaggio del campionato europeo di calcio nel suo Paese.

Il Presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski, ha sollevato a più riprese la questione del rispetto della democrazia e dei diritti umani in Ucraina, ma ha anche sottolineato il pericolo che una rottura diplomatica con Kyiv, e il suo totale isolamento dal’UE che ne conseguirebbe, ha per la sicurezza nazionale ed energetica di tutta l’Europa.

Julija Tymoshenko è uno dei circa dieci esponenti dell’Opposizione Democratica arrestati per motivi politici dalla salita al potere del Presidente Janukovych. Ella è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

A sua volta, il Capo di Stato ucraino Janukovych ha accentrato nelle sue mani ampi poteri sottratti al Parlamento, ha avviato un forte controllo sulla stampa, e ha falsificato l’esito delle elezioni amministrative.

Matteo Cazzulani

LA COMMISSIONE EUROPEA DICE NO AL SOUTHSTREAM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 27, 2011

Bruxelles non concede l’esenzione dalle leggi comunitarie al gasdotto ortodosso, progettato da Mosca per mantenere il monopolio sulle forniture di gas al Vecchio Continente. Il Parlamento Europeo continua i negoziati con l’Ucraina malgrado la svolta autoritaria e le scelte filo russe del Presidente, Viktor Janukovych. L’unità comunitaria come unica soluzione vincente

Il percosrso di Nabucco e Southstream

Mentre qualcuno se la ride – e spacca il Continente – ed altri sono alle prese con guai interni a livello politico ed economico, a Bruxelles c’è chi ancora lavora per un’Europa davvero forte, sicura, e competitiva. Nella giornata di lunedì, 24 Ottobre, la Commissione Europea ha rigettato la proposta del monopolista russo, Gazprom, di inserire il gasdotto Southstream tra le infrastrutture trans-europee: uno status che avrebbe garantito alla conduttura sottomarina – realizzata dalla Russia, in collaborazione con il colosso energetico italiano ENI, le compagnie tedesche Wintershall ed RWE, la francese EDF, e quelle nazionali di Macedonia, Grecia, Serbia, e Slovenia, con il preciso scopo politico di aggirare Paesi invisi a Mosca, come Ucraina, Moldova, Romania, e Polonia – l’esenzione dall’osservanza del Terzo Pacchetto Energetico UE.

Dunque, un vero e proprio salvataggio dell’indipendenza energetica del Vecchio Continente, dal momento in cui il documento prevede per tutti i Paesi UE – inclusi Balcani, Moldova, ed Ucraina – la liberalizzazione dei mercati del gas, la messa in comunicazione delle reti del trasporto dell’oro blu, ed il divieto di gestione in regime di monopolio delle condutture: regole a cui anche il Gasdotto Ortodosso – come è stato ribattezzato il Southstream – dovrà attenersi. Inoltre, con tale decisione la Commissione Europea ha dato un chiaro segnale di sostegno al Nabucco, la principale delle condutture del Corridoio Meridionale: una rete di gasdotti progettata sul fondale del Mediterraneo per l’importazione di gas centro asiatico senza transitare per il territorio russo.

Ma la partita per l’indipendenza dell’Europa da una Russia sempre più imperialista ha riguardato anche il sottile terreno della Diplomazia. Martedì, 25 Ottobre, il Parlamento Europeo ha deciso di continuare il dialogo per la firma dell’Accordo di Associazione con l’Ucraina, malgrado le condanne politiche e le repressioni ai danni di giornalisti ed esponenti dell’Opposizione Democratica – tra cui la carismatica Leader, Julija Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: entrambi reclusi nel carcere di Massima Sicurezza Luk’janivs’kyj – da parte del Presidente, Viktor Janukovych: di recente sempre più vicino alla Russia di Putin, con cui ha firmato il varo di una Zona di Libero Scambio CSI che allontana Kyiv da Bruxelles.

La decisione dell’Europarlamento è frutto di un compromesso dopo ore di dibattito tra due correnti di pensiero: Partito Popolare Europeo ed Alleanza dei Liberali e dei Democratici Europei hanno proposto il congelamento dell’Accordo fino a prove tangibili di rispetto dei valori democratici da parte delle Autorità ucraine, mentre Conservatori e Riformatori Europei, Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, e Verdi hanno sostenuto la subordinazione delle questioni politiche interne a Kyiv alle necessità di politica estera di Bruxelles. Alla fine, la bozza di risoluzione, che sarà votata nelle prossime sedute, da un lato stabilisce la continuazione delle trattative, dall’altro invita le Autorità ucraine a garantire a Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko processi giusti e partecipazione alla vita politica.

Tali compromessi oggi sono fondamentali per la sopravvivenza di un’Europa sempre più provincia in un Mondo globalizzato in mano a tigri emergenti ed orsi del gas: l’indipendenza da Mosca e l’integrazione europea dell’Ucraina – e, con essa, di tutta l’Europa Orientale: Georgia, Bielorussia, e Moldova – è condizione imprescindibile per la sicurezza e la competitività di un Vecchio Continente che ad Est vede il ritorno di una Russia dalle rinate velleità imperiali, dirette proprio contro Bruxelles: i recenti accordi per la Zona di Libero Scambio CSI, ed il rafforzamento dell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka, sono ben più di un campanello d’allarme circa l’intenzione del Primo Ministro russo, Vladimir Putin – prossimo Presidente – di ristabilire il dominio di Mosca sull’ex-URSS, e di dare una zampata alla barcollante UE per realizzare i già proclamati piani eurasiatici.

Perché Cameron è più europeista di Sarkozy

Chi in Europa lo ha capito, purtroppo, è stato sbeffeggiato dall’irritante ironia che ha colpito anche il Premier italiano, Silvio Berlusconi: come rivelato dall’autorevole Guardian, il Presidente Francese, Nicolas Sarkozy, avrebbe invitato a tacere il Primo Ministro inglese, David Cameron – alle prese con il tentativo, poi sventato, tutto interno ai conservatori britannici di indire un referendum per l’uscita di Londra dall’UE – per avere richiesto la compartecipazione dei Paesi non-euro alle decisioni comunitarie per il salvataggio delle economie di Grecia ed Italia – e, con esse, dell’intera Unione Europea. Una posizione, quella del Leader tory, che fa della Gran Bretagna di oggi un Paese paradossalmente molto più europeista dell’asse franco-tedesco: favorevole ad una divisione dell’Unione Europea di cui a trarre vantaggio è solo lo zar del gas.

Difatti, di recente Cameron ha sostenuto le posizioni in politica energetica ed estera dei Paesi dell’Europa Centrale, tra cui la Polonia – dei tanto temuti dai francesi idraulici – oggi presidente di turno UE: eccezion fatta per l’esercito comune europeo e l’aumento del bilancio comunitario – voluti da Varsavia ma rigettati da Londra – la Gran Bretagna ha supportato attivamente la liberalizzazione dei mercati continentali, l’estensione del Terzo Pacchetto Energetico a Balcani, Moldova, ed Ucraina, e la continuazione del processo di integrazione dell’Europa Orientale, senza mai cedere sul rispetto dei diritti umani e della democrazia. Una condotta che, seppur relegata all’ambito Diplomatico, meriterebbe plauso ed apprezzamento, più che sogghigni meschini ed inviti al silenzio.

Matteo Cazzulani

TRA GRAN BRETAGNA E RUSSIA E’ DISTENSIONE. McCAIN AVVERTE PUTIN. LA POLONIA IGNORA I DIRITTI CIVILI IN UCRAINA

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on February 16, 2011

Tra Londra e Mosca stabilita una falsa tregua. I repubblicani USA attaccano i leader di Russia e Cina. Varsavia e Kyiv discutono solo di affari e calcio

Il primo ministro russo, Vladimir Putin

Tutti in un giorno i tre aspetti della diplomazia: il pragmatismo, il cuore, e l’incoerenza. Nella giornata martedì, 15 Febbraio, Russia e Gran Bretagna hanno siglato accordi di collaborazione per pace, e lotta al terrorismo mondiale. E reimpostato le relazioni reciproche, finora, piuttosto difficili.

Tanto miele e poche spine. Sì, perché le tematiche, alla base dei dissapori sull’asse Londra-Mosca, sono state tralasciate.

Tra esse, l’espulsione dalla Federazione Russa del corrispondente del Guardian, Luc Garding, la scoperta di una spia, Katja Zatuliveter, insidiata nel Parlamento britannico, come portaborse di un Deputato, e l’omicidio di Aleksander Litvinenko, oppositore del Cremlino, avvelenato, nel 2003, in un sushi bar a pochi passi da Piccadilly Circus.

Tuttavia, il Ministro degli Esteri britannico, William Gail, ha riconosciuto la necessità di un miglioramento del dialogo con Mosca.

Ottenendo in risposta, dal suo collega russo, Sergej Lavrov, un invito per il Primo Ministro di Londra, David Cameron, al Cremlino. Che, nei prossimi giorni, stabilirà una linea diretta con Downing Street.

In aggiunta,varato un piano di azioni comuni per l’Afghanistan, e la risoluzone della crisi politica in Egitto.

La coerenza di McCain e Buzek. Il sogno di Obama e Komorowski

Proprio riguardo al Paese nordafricano, la posizione di chi la linea di politica estera l’ha sempre mantenuta sulla tutela di Democrazia e Diritti Umani nel Mondo.

Intervistato alla CBS, il Senatore dell’Arizona, John McCain, ha commentato la caduta di Hosny Mubarak come un avvertimento al Primo Ministro russo, Vladimir Putin, ed al Capo di Stato cinese, Hu Jintao.

Due democrature, con cui il Presidente USA, il democratico Barack Obama — contro cui l’esponente repubblicano ha perso le ultime presidenziali — ha cercato un incessante dialogo, ponendo in secondo piano la difesa della libertà. Finora, priorità della maggiore democrazia del Mondo.

Tra i maggiorni emulatori dell’inquilino della Casa Bianca, i polacchi, protagonisti di un’inversione a 180 gradi della propria diplomazia.

Da eredi della lotta di Solidarnosc contro l’autoritarismo sovietico, la Polonia ora è interessata solo agli affari, anche con quei Paesi, fino a ieri in cima alle priorità democratiche di Varsavia.

Dimostrazione, la recente seduta dell’Assemblea Interparlamentare Polonia-Ucraina, in cui i temi toccati sono stati collaborazione economica, accordi commerciali, ridiscussione delle tariffe, e preparazione dei campionati europei di calcio del 2012.

Nessuna condanna della repressione che, a Kyiv, sta subendo l’Opposizione Democratica, di cui una decina di esponenti sono stati arrestati, costretti all’esilio, o confinati in Patria.

L’unica condanna polacca, quella del Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek. Al contrario, silenzio totale da quello polacco, Bronislaw Komorowski.

Inebriato da una concordia cosmica, e da un obamiano volemose bene, senza se e senza ma, che difficilmente potrà risolvere le problematiche del Mondo.

Matteo Cazzulani