LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

EUROMAIDAN, HOLODOMOR E DEMOCRAZIA: TRE BUONI MOTIVI PER SCENDERE IN PIAZZA A MILANO PER L’UCRAINA NELL’UE

Posted in Editoriale by matteocazzulani on November 24, 2013

Organizzata a Kyiv una grande manifestazione contro la decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, di arrestare il processo di integrazione ucraino nell’UE. Il ricordo della Grande Fame: genocidio del popolo ucraino del 1932-1933 che ha portato alla morte per fame di almeno 5 Milioni di ucraini.

La Democrazia, il Ricordo e il Sogno Europeo sono tre motivazioni per le quali oggi, Domenica, 24 Novembre, è bene parlare e manifestare per l’Ucraina. Nel pomeriggio, a Kyiv, presso il centrale Maydan Nezalezhnosti, è programmata una grande manifestazione spontanea degli ucraini che sostengono l’integrazione dell’Ucraina nell’UE.

La protesta, non violenta ed apartitica, prende il nome di Euromaidan e, oggi, è giunta al suo quarto giorno: da giovedì a sabato una media di tre Mila ucraini hanno manifestato non solo a Kyiv, ma anche di altre città dell’Ovest e dell’Est del Paese, resistendo alle cariche della polizia, dislocate dalle Autorità politiche per sedare la dimostrazione.

La manifestazione è stata provocata dalla decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, e del Premier, Mykola Azarov, di non firmare con l’UE l’Accordo di Associazione: un documento che integra l’economia ucraina nel mercato unico libero europeo, e consente a Kyiv un vantaggio finanziario notevole, come la facilitazione per l’ottenimento del credito internazionale di cui l’Ucraina ha bisogno per porre fine ad una grave crisi che dura dal 2009.

Il niet ucraino, dimostrato con la votazione contraria della maggioranza filo-presidenziale in Parlamento ai sei Progetti di Legge che permettono cure mediche urgenti alla Leader dell’Opposizione Yulia Tymoshenko -conditio sine qua non posta da Bruxelles per la firma dell’Accordo di Associazione- è stato motivato dagli ucraini con la mancata garanzia da parte dell’UE di rimborsi economici all’Ucraina derivanti dalle ritorsioni che la Russia avrebbe potuto apportare in caso di integrazione di Kyiv nel mercato unico europeo.

Domenica, 26 Novembre, è la ricorrenza del Grande Holodomor: genocidio del popolo ucraino voluto da Stalin nel 1932-1933, contestualizzato nel processo di collettivizzazione coatta delle terre nell’URSS, per eliminare una popolazione ritenuta troppo intraprendente, ribelle ed incline alle rivendicazioni di indipendenza ed autonomia da Mosca.

Lo Holodomor del 1932 e 1933 -anticipato da quello del 1920, e seguito da quello del 1946- ha comportato l’eliminazione di circa 5 Milioni di persone, ed è consistito nel razionamento totale delle derrate alimentari da parte dell’Armata Rossa, che ha occupato case e villaggi, e, così, ha impedito agli ucraini del centro e dell’Est del Paese di nutrirsi.

Lo Holodomor è riconosciuto come genocidio del popolo ucraino da parte di tredici stati, tra cui l’Italia, ma non dalla Russia, che ha sempre negato, e continua tuttora, che la Grande Fame sia stato un processo voluto da Mosca per eliminare la nazione ucraina.

Putin non vuole Kyiv in Europa

Proprio la Russia è protagonista nel quadro politico ucraino, dal momento in cui i russi stanno cercando in tutti i modi di inglobare l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: processo di integrazione sovranazionale concepito da Mosca per stabilire l’egemonia della Federazione Russa nel mondo ex-Sovietico.

L’entrata dell’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica è un passo fondamentale affinché la Russia ricostruisca un suo impero nello spazio ex-URSS: un’entità statale che, come dichiarato a più riprese dal Presidente Putin, deve portare alla disgregazione dell’UE, ed alla sua eliminazione dalla competizione economica mondiale.

Per questa ragione, la Russia ha contrastato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento di cui Bruxelles -così come Kyiv- ha bisogno per evitare il ricostituirsi di un impero russo ai suoi confini e, sopratutto, per integrare al più presto un Paese di fondamentale importanza sul piano economico, infrastrutturale energetico, agricolo, umano ed industriale.

Manifestazione oggi a Milano, ore 15 via Dante

Voglia di Europa da parte degli ucraini, ricordo dello Holodomor, e necessita per l’UE di aprire al più presto le porte ad un Paese con cui, soprattutto l’Italia, ha già forti legami storici, umani e sociali -si pensi alle numerose badanti ed infermiere di nazionalità ucraina che lavorano nel nostro Paese, senza contare l’alto numero di studenti attratti dalla cultura e dalla lingua italiana- sono dunque tre valide motivazioni per scendere in piazza per supportare pubblicamente l’Ucraina da italiani.

Ci troviamo oggi a Milano alle 15 in via Dante, angolo Piazza Cairoli, con indosso un qualcosa di ucraino, di europeo -basta una bandiera per chi ne è in possesso- o un capo arancione, per dire no alla condotta autoritaria di un Presidente che decide senza ascoltare il suo popolo, ed esprimere il nostro sostengo affinché l’Europa sia un sogno realizzabile anche per i nostri fratelli ucraini.

Non possiamo, come ha detto un importante poeta del romanticismo europeo, amare la libertà se non si hanno a cuore le sorti di almeno un’altro popolo oltre al nostro.

Matteo Cazzulani

UCRAINI DI RUSSIA CONTRO JANUKOVYCH

Posted in Russia, Ukraina by matteocazzulani on February 20, 2011

Il Capo dello Stato accusato di sottacere la repressione sciovinista della cultura di Shevchenko delle Autorità russe

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Janukovych difenda la dignità degli ucraini a Mosca. E’ questo l’appello lanciato dall’Unione degli Ucraini di Russia – OUR – delusi dalle dichiarazioni del Ministro degli Esteri ucraino, Kostjantyn Hryshchenko, circa la normalizzazione del conflitto tra il Cremlino e l’Associazione.

Alla Rada, il Capo della diplomazia di Kyiv ha comunicato la riapertura della Biblioteca di Letteratura Ucraina di Mosca, e giustificato lo scioglimento dell’Unione, in quanto lesiva della legislazione russa. Pura menzogna, dal momento in cui l’OUR, diversamente dalle accuse, non ha mai svolto attività politica.

Inoltre, sempre in contrasto con quanto sostenuto da Mosca, l’Unione possiede sedi in 45 regioni sulle 83 totali della Federazione Russa. Superando il 50%, ha diritto ad essere riconosciuta come Organizzazione di carattere nazionale.

Infine, l’OUR ha evidenziato che il Centro Culturale non ha ripreso affatto la sua attività. Oltre ai computer ed agli indici, sequestrati dalla polizia, interrotta persino la distribuzione di periodici nella lingua di Shevchenko – Taras, il Poeta nazionale Ucraino.

Kyiv e Tbilisi nel mirino

Lo scorso 27 Gennaio, la Corte di Cassazione russa ha confermato la cancellazione dell’Autonomia Nazional-Culturale degli Ucraini della Federazione.

Già il 24 Novembre 2010, il Tribunale Supremo ha giudicato pertinenti le accuse di nazionalismo rivolte dal Ministero della Giustizia.

Reo, secondo il guardasigilli di Mosca, di ricordare le vittime dello Holodomor: il genocidio del popolo ucraino, per mezzo di una carestia artificiale, pianificata da Stalin nell’ambito del programma di collettivizzazione forzata delle terre, tra il 1932 ed il 1933.

Oltre all’Autonomia Nazional-Culturale degli Ucraini della Federazione, a finire nel mirino del Cremlino anche la Biblioteca di Letteratura Ucraina di Mosca. L’unico luogo, in cui poter reperire e consultare libri e riviste nella lingua di Shevchenko, è stato oggetto di ripetute perquisizioni, sequestro di materiali, e blitz della polizia.

Oltre alla confisca di libri sulla cultura nazionale per indagini linguistico-psichiatriche, le percosse ai danni della Direttrice, Natal’ja Sharina. La quale ha esposto denuncia alla magistratura.

Gli unici a protestare, i patrioti ucraini, e le forze politiche dell’Opposizione Democratica. Accanto ad essi, il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, turbato dinnanzi ad un’ondata di nazionalismo russo che, in passato, ha colpito anche il suo popolo.

Nessun commento da suo collega ucraino, Viktor Janukovych, stretto alleato del Cremlino. Una liaison particulière, che ha spinto il Capo di Stato di Kyiv ad un clamoro silenzio, dinnanzi alla crociata sciovinista, contro ideologie ritenute dalla Russia pericolose.

Matteo Cazzulani

IN RUSSIA UNA NUOVA ASSOCIAZIONE DEGLI UCRAINI

Posted in Russia by matteocazzulani on February 7, 2011

L’Organizzazione Civica Panrussa degli Ucraini sorge sulle ceneri delle precedenti, liquidate dalla politica ucrainofoba del Cremlino. Poche certezze sulla sua composizione

Il Poeta Nazionale Ucraino, Taras Shevchenko

Ricostruire la rappresentanza, dopo le campagne ucrainofobe. A rendere nota la decisione, l’Ambasciatore di Kyiv a Mosca, Volodymyr Jel’chenko, che ha comunicato l’intenzione di ripristinare in Russia un’organizzazione di rappresentanza del popolo ucraino.

Come riportato da RBK-Ukrajina, su lancio 5 Kanal, a dirigere l’Organizzazione Civica Panrussa degli Ucraini — questo il suo nome — saranno 12 attivisti, già impegnati nell’organizzazione della riunione fondativa.

Ricordare la Grande Fame è un reato

Su identità ed orientamento, nessuna notizia. Di certo, resta la campagna anti-ucraina, a cui ogni associazione, impegnata a Mosca nel mantenimento della cultura di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale — è stata vittima negli ultimi tempi.

Lo scorso 27 Gennaio, la Corte di Cassazione russa ha confermato la cancellazione dell’Autonomia Nazional-Culturale degli Ucraini della Federazione.

Già il 24 Novembre 2010, il Tribunale Supremo ha giudicato pertinenti le accuse di nazionalismo rivolte dal Ministero della Giustizia.

Reo, secondo il guardasigilli di Mosca, di ricordare le vittime dello Holodomor: il genocidio del popolo ucraino, per mezzo di una carestia artificiale, pianificata da Stalin nell’ambito del programma di collettivizzazione forzata delle terre, tra il 1932 ed il 1933.

Oltre all’Autonomia Nazional-Culturale degli Ucraini della Federazione, a finire nel mirino del Cremlino anche la Biblioteca di Letteratura Ucraina di Mosca. L’unico luogo, in cui poter reperire e consultare libri e riviste nella lingua di Shevchenko, è stato oggetto di ripetute perquisizioni, sequestro di materiali, e blitz della polizia.

Oltre alla confisca di libri sulla cultura nazionale per indagini linguistico-psichiatriche, le percosse ai danni della Direttrice, Natal’ja Sharina. La quale ha esposto denuncia alla magistratura.

Gli unici a protestare, i patrioti ucraini, e le forze politiche dell’Opposizione Democratica. Accanto ad essi, il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, turbato dinnanzi ad un’ondata di nazionalismo russo che, in passato, ha colpito anche il suo popolo.

Nessun commento da suo collega ucraino, Viktor Janukovych, stretto alleato del Cremlino. Una liaison particulière, che ha spinto il Capo di Stato di Kyiv ad un clamoro silenzio, dinnanzi alla crociata sciovinista, contro ideologie ritenute dalla Russia pericolose.

E contrarie alla Grandeur imperiale del Paese.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: BUSTO DI STALIN IN PEZZI A ZAPORIZHZHJA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 2, 2011

Un’esplosione disintegra l’unica statua dedicata al dittatore sovietico in Ucraina. Nessun ferito, né rivendicazione. La polizia indaga

Il palazzo del consiglio comunale di Zaporizhzhja

Attentato a Stalin la Notte di San Silvestro. Questo è quello che è accaduto a Zaporizhzhja, dove il monumento al dittatore sovietico è stato fatto saltare in aria da un’esplosione.

Un’ordigno, come riportano gli inquirenti, contenuto in una borsa, collocata ai piedi della statuetta da un manipolo di giovani. Ora del fatto, le 23:30 circa. Nessun ferito. Nè danno all’adiacente sede cittadina della Kompartija, a cui il mezzo busto di uno dei peggiori carnefici della storia è appartenuto.

La polizia indaga

Pronto l’intervento della polizia. Che, nella giornata di sabato, Primo di Gennaio, ha aperto un’inchiesta, ed esposto deuncia contro ignoti. Al momento, nessuna rivendicazione.

Per lo Stalin di Zaporizhzhja, il secondo attacco in pochi giorni. Già martedì, 28 Dicembre, il mezzobusto è stato decapitato. A confermarlo, le più autorevoli agenzie. Ha negato, invece, la sede dei comunisti. Che, tuttavia, l’indomani ha ricoperto la statua con una bandiera del partito, ed interdetto ai passanti di avvicinarsi al sito.

Quello di Zaporizhzhja, inaugurato lo scorso 5 novembre, era l’unico monumento a Stalin in Ucraina. Oltre alla politica ucrainofoba e repressiva, il dittatore sovietico è responsabile dello sterminio di almeno 10 milioni di persone con lo Holodomor: genocidio del popolo ucraino, orchestrato, tra il 1932 ed il 1933, per affamare i piccoli proprietari terrieri nell’ambito della collettivizzazione forzata delle terre.

Matteo Cazzulani

HOLODOMOR: GENOCIDIO DEL POPOLO UCRAINO. NON DIMENTICHIAMO LA BARBARIE STALINIANA SOTTACIUTA

Posted in Editoriale, Ukraina by matteocazzulani on November 26, 2010

La Voce Arancione, come tutto il Mondo, ricorda la carestia, frutto della barbarie comunista

Commemorazioni dello Holodomor a Kyiv

Un piccolo gesto contro il negazionismo storico. Nella giornata di Sabato, 27 novembre, l’Ucraina ricorda lo Holodomor. Una delle pagine più nere della storia dell’umanità, esclusa dai manuali di storia del Belpaese.

Noto anche come Grande Fame, si è trattato di un genocidio, avvenuto tra il 1932 ed il 1933, su preciso ordine di Stalin, per eliminare il popolo ucraino, troppo ricco e desideroso di indipendenza per essere tollerato dalle autorità sovietiche.

10 milioni le vittime accertate della carestia, provocata e pianificata artificialmente. Non solo morti per fame, ma anche fucilati e deportati. Il tutto, accuratamente sottaciuto, e giustificato dalla politica URSS di collettivizzazione forzata delle terre.

Diverse le organizzazioni che si sono mobilitate per mantenere viva la memoria dello Holodomor. Tra le altre, il Congresso Mondiale degli Ucraini, organizzatore dell’azione “La Candela della Preghiera”. Gli ucraini di tutto il mondo, ma anche persone di altra nazionalità che desiderino commemorare il genocidio, sono invitati ad accendere un cero presso le proprie abitazioni private, gli uffici ed i luoghi di lavoro.

Inoltre, con una lettera aperta, il CMU ha invitato il Presidente, Viktor Janukovych, a rispettare la legge, che certifica lo Holodomor Genocidio del popolo ucraino. Un’iniziativa doverosa, dal momento in cui, lo scorso 28 aprile, lo stesso Janukovych ha invitato il Consiglio d’Europa ad approvare una risoluzione che ha declassato l’Holodomor a tragedia mondiale di minore portata, contestualizzata nell’ambito dell’URSS.

Ciò nonostante, l’iniziativa di Janukovych solo in parte ha cancellato quanto fatto dai governi arancioni di Julija Tymoshenko, e dall’amministrazione di Viktor Jushchenko, attivi nell’istituzionalizzare il ricordo di una delle numerose ferite inferte nella storia all’Ucraina: la legge sullo Holodomor è ancora in vigore. Così, il Paese intero si raccoglie nella commemorazione della Grande Fame. Anche questo anno.

A Kyiv è prevista, per il pomeriggio, una catena umana, in marcia fino al Memoriale Nazionale dello Holodomor, dove saranno accese le candele. Una seconda accensione collettiva, alle 19:32 e 19:33, in ricordo delle date esatte del genocidio. Simili iniziative sono in programma in tutte le città del Paese, e nelle principali capitali mondiali.

Una candela in ricordo del genocidio

La Voce Arancione, fraternamente sempre accanto al popolo ucraino, invita i propri lettori ad unirsi al ricordo dell’ennesima barbarie staliniana, ancor oggi estromessa dai testi scolastici perché politically uncorrect.

Accendere una candela è un atto gratuito, spontaneo, che non richiede né ingenti investimenti, né impiego di tempo elevato.

Un atto di responsabilità morale e storica. Per non dimenticare chi è stato sterminato. Colpevole, solo, di essere ucraino, e di non accettare la dominazione sovietica.

Matteo Cazzulani

HOLODOMOR: GLI USA – E V.A. – LO SPIEGANO ALL’OCCIDENTE

Posted in Editoriale, Ukraina by matteocazzulani on November 21, 2010

Il Consiglio Nazionale per la Sicurezza USA ricorda l’Holodomor. Al Popolo ucraino, la vicinanza della redazione

Commemorazioni dell'Holodomor. enocidio a danno del popolo ucraino

Una voce arancione dagli Stati Uniti. Come riportato dall’agenzia Zaxid.net, il rappresentante del Consiglio Nazionale per la sicurezza USA, Michael Hammer, ha diramato una nota in suffragio dell’Holodomor: il genocidio, noto anche come Grande Fame, volutamente organizzato dai vertici URSS per eliminare il popolo ucraino.

Come ricorda Hammer, la carestia del 1932-33 è stata un’idea di Stalin, intenzionato a spezzare la volontà degli ucraini, ed impedire la legittima Indipendenza di uno dei popoli dell’ex Unione Sovietica economicamente e culturalmente più ricco.

“A 77 anni dai quei tragici fatti – riporta il documento – non dimentichiamo i milioni di ucraini, morti a seguito della politica repressiva del dittatore sovietico. Felicemente, il genocidio di Stalin non ha avuto successo. Ed oggi l’Ucraina è una realtà, fiera ed indipendente. Da popoli liberi – continua la nota – americani ed ucraini si uniscono nel ricordo dell’Holodomor, affinché serva da monito per i tempi futuri. Gli USA – conclude il documento – sono grati all’Ucraina per l’amicizia imperitura. Grazie alla quale, mai si è persa la speranza in una Patria libera”.

Una candela. Per non dimenticare

Ciascuna delle frasi del comunicato è condivisibile ed opportuna. Sopratutto in un Occidente europeo, troppo miope da omettere questa parentesi nera dell’umanità dai testi scolastici.

Gli organizzatori delle azioni in suffragio del genocidio hanno invitato ad accendere una candela, il prossimo 27 novembre. La Voce Arancione si unirà all’appello, ed invita i propri lettori a fare altrettanto.

Per non permettere ad uno dei più sanguinari dittatori di averla vinta su un popolo europeo, che ha pagato la politica di collettivizzazione forzata delle terre con 10 milioni di vittime, tra deportati, fucilati, soppressi e morti per fame – con conseguenze indelebili sul piano demografico, socio-economico, politico, culturale e spirituale. E per esprimere vicinanza a chi, per colpa delle repressioni sovietiche, ha perso cari e beni.

Matteo Cazzulani

HOLODOMOR: PER JANUKOVYCH NON E ANCORA GENOCIDIO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 26, 2010

Il Presidente contestualizza ancora nell’ambito sovietico la carestia voluta da Stalin per sterminare il popolo ucraino. Il Primo Ministro canadese lo invita al rispetto dell’Indipendenza e della democrazia

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Ci risiamo, seppur con qualche, piccolo, miglioramento. Viktor Janukovych è ancora convinto che l’Holodomor sia solamente una grande tragedia che ha accomunato le terre ucraine, bielorusse e russe negli anni trenta.

A ribadirlo, lunedì, 25 ottobre, incalzato dalle domande dei reporter canadesi, a Kyiv in occasione della visita del Primo Ministro di Ottawa, Steven Harper.

“E’ una pagina pesante per la storia degli ucraini e dei vicini bielorussi, russi e kazachi – ha affermato il Presidente ucraino – persone, decedute in larga scala, sottratte alle loro terre e famiglie. Giudicheremo sempre come responsabile di ciò il regime stalinista”.

Nota anche come Grande Fame, l’Holodomor è stato uno dei più feroci stermini del Novecento, diretto all’annichilimento del popolo ucraino. Ordinato dalla dirigenza bolscevica negli anni 30, è stato commesso nell’ambito della politica di collettivizzazione forzata delle terre e di russificazione dell‘Ucraina, voluta da Stalin in persona. Da 7 a 10 milioni sono state le vittime fra deportati, fucilati, e morti per fame.

Il precedente in Europa. La posizione del Canada 

Il primo ministro canadese, Steven Harper

Il fatto che Janukovych abbia riconosciuto Stalin come responsabile è un progresso rispetto alle posizioni precedentemente assunte sull’argomento. Lo scorso 28 aprile, presso il Consiglio d’Europa, ha criticato il suo predecessore, Viktor Jushchenko, e l’ex primo ministro, Julija Tymoshenko, per essersi prodigati nel mantenimento della memoria di quello che ha definito come un fenomeno globale di minore portata rispetto a quanto si pensi.

Ad esporre una posizione matura, Steven Harper. “Mi hanno comunicato che contare il numero esatto delle vittime è impossibile. Occorre considerare che si tratta di un’operazione pianificata. Ci serva da lezione per comprendere quanto sono importanti Libertà, Indipendenza, e Democrazia”.

Proprio a riguardo, nel corso delle consultazioni, il Primo Ministro canadese ha posto il tema delle prossime consultazioni locali in Ucraina, esprimendo forte preoccupazione dinnanzi alle recenti notizie di possibili falsificazioni.

“Il Capo di Stato ucraino – ha dichiarato – mi ha garantito che intende preservare i valori democratici del popolo ucraino. Le consultazioni saranno in linea con gli standard occidentali”.

Matteo Cazzulani