LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Nuovo Governo in Polonia: la Kopacz applica il Manuale Cencelli per il dopo-Tusk

Posted in Polonia by matteocazzulani on September 20, 2014

Il Premier-Designato polacco tiene conto dell’appartenenza di corrente interna alla cristiano-democratica Piattaforma Civica per formare il suo nuovo Esecutivo dopo la nomina dell’ex-Capo del Governo a Presidente del Consiglio Europeo. Le promozioni di Grzegorz Schetyna agli Esteri e di Tomasz Siemoniak a Vicepremier testimoniano la longa manus nella formazione del Governo del Presidente, Bronislaw Komorowski

C’è chi l’ha paragonata a Margaret Thatcher per la decisione, al suo esordio, di varare un Governo politico che bilancia tutte le componenti interne al suo Partito, ma c’è sopratutto chi l’ha già criticata per non avere nominato persone forti nelle posizioni adeguate. Nella giornata di venerdì, 19 Settembre, il Premier-Designato polacco, Ewa Kopacz, ha presentato il suo Governo, chiamato ora a ottenere la fiducia del Parlamento.

Il nuovo Esecutivo, varato dopo la nomina del precedente Premier, Donald Tusk, a Presidente del Consiglio Europeo, è sempre retto dalla coalizione tra la cristiano-democratica Piattaforma Civica -PO, il Partito a cui appartengono Tusk, la Kopacz e il Presidente, Bronislaw Komorowski- e il Partito contadino PSL, ma, questa volta, rappresenta tutte le correnti interne alla principale forza politica.

A stupire è infatti la nomina a Ministro degli Esteri di Grzegorz Schetyna: ex-Ministro degli Interni ed ex-Presidente della Camera Bassa del Parlamento, attuale Presidente della Commissione Affari Internazionali e, sopratutto, Capo della corrente interna alla PO avversaria a quella di Tusk, a cui appartiene anche la Kopacz.

Oltre a Schetyna -che grazie alla nomina ritrova spazio in politica dopo essere stato quasi definitivamente marginalizzato da Tusk- a dimostrare la natura politica del nuovo Governo è la decisione della Kopacz di affidare il Ministero della Giustizia a Cezary Grabarczyk, il Capo della terza corrente interna alla PO.

Degna di nota è la decisione di confermare Ministro della Difesa, Tomasz Siemoniak, che, tuttavia, assume anche il ruolo di Vicepremier: una decisione presa da un lato per innalzare il peso delle strutture difensive in un periodo di instabilità internazionale, e, dall’altro, per accontentare il Presidente Komorowski.

Molte sono infatti le voci che testimoniano come ad avere avuto l’ultima parola sulle nomine dei Ministri degli Esteri e della Difesa sia stato proprio Komorowski, che, non a caso, ha piazzato al Governo persone a lui fedeli: un segnale che fa pensare ad un tacito accordo sulle competenze, in base al quale il Presidente assume il pieno controllo della politica estera, mentre la Kopacz resta titolare della questioni interne.

Oltre ai nomi già citati, tra i nuovi Ministri figurano anche Andrzej Halicki -uomo della corrente di Schetyna- alla Digitalizzazione, Teresa Piotrowska agli Interni, Maria Wasiak alle Infrastrutture.

Confermati, invece, sono il Ministro dell’Ambiente, Maciej Grabowski, quello del Tesoro, Wlodzimierz Karpinski, il Ministro delle Finanze, Mateusz Szczurek, il Ministro dello Sport, Andrzej Biernat, il Ministro della Sanità, Bartosz Arlukowicz, il Ministro della Cultura, Malgorzata Omilanowska, il Ministro dell’Università e della Ricerca Lena Kolarska-Bobinska, il Ministro dell’Educazione, Johanna Kluzik-Rostowska.

Confermati sono anche i tre Ministri in quota PSL: Janusz Piechocinski all’Economia, Marek Sawicki all’Agricoltura, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz al Lavoro.

Scoppia il caso Sikorski

Oltre ai nuovi Ministri, a far discutere è la detronizzazione dell’ex-Ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski, che, in sette anni di Governo Tusk, è stata l’unica pedina inamovibile per via della sua competenza, dell’ampio consenso riscosso, e dei risultati ottenuti sul campo: dal rafforzamento delle relazioni con la Germania e dalla piena integrazione della Polonia nell’Unione Europea alla detronizzazione in Ucraina del Presidente reazionario Viktor Yanukovych.

Sikorski, più volte candidato a ricoprire incarichi internazionali, come da ultimo il posto di Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Difesa UE, è stato al centro di uno scandalo intercettazioni, il cui movente resta ancor oggi incognito: un fatto che, secondo diversi commentatori, ha comportato la mancata riconferma sia del Ministro degli Esteri, che del titolare del Dicastero degli Interni, Bartlomiej Sienkiewicz.

Il siluramento di Sikorski, che non ha mai avuto buoni rapporti con il Presidente Komorowski e che non possiede una sua corrente interna alla PO, testimonia sopratutto la volontà del Capo di Stato di mantenere sotto il suo controllo la politica estera e quella di difesa, lasciando al Premier Kopacz e ai suoi uomini solo cariche di natura interna.

D’altro canto, la decisione di candidare Sikorski alla Presidenza della Camera Bassa del Parlamento -ruolo finora ricoperto dalla Kopacz- può essere letto come una tattica per inasprire il contrasto con il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- il principale Partito di opposizione, che, secondo i sondaggi, starebbe scavalcando la PO in termini di consensi elettorali.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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NON SOLO IL PD IN ITALIA: A CONGRESSO IN POLONIA VA ANCHE LA PO

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 26, 2013

La Piattaforma Civica, principale Partito polacco di orientamento cristiano-democratico, va alla conta interna tra sostenitori del Premier, Donald Tusk, e del Presidente della Commissione Esteri, Grzegorz Schetyna. Il Congresso ha luogo dopo la fuoriuscita della fazione conservatrice dell’ex-Ministro della Giustizia, Jaroslaw Gowin

Congressi locali che possono influenzare gli assetti di Partito non sono solo una realtà che, sabato 26 Ottobre, interessa in Italia il Partito Democratico. In Polonia, il principale Partito, la Piattaforma Civica -PO- rinnova i suoi quadri dirigenti a livello regionale in una serie di battaglie che sanno di resa dei conti tra l’ala del Premier, Donald Tusk, e quella del Presidente della Commissione Esteri della Camera Bassa, Grzegorz Schetyna.

La PO, l’unico Partito in Polonia che è riuscito ad ottenere la riconferma al Governo del Paese -governa in coalizione con il Partito contadino PSL dal 2007- appare infatti diviso per via della inimicizia tra Tusk -che può contare sull’appoggio della corposa corrente dell’autore dello Statuto del Partito, Cezary Grabarczyk- e Schetyna, che ha servito come Ministro degli Interni nel primo Governo Tusk senza mai riuscire a costruire un rapporto sereno con il Premier.

Il vero oggetto della contesa interna ai cristiano-democratici polacchi è il posto di Segretario Generale della PO, che Schetyna vorrebbe dapprima occupare, per poi accrescere il suo peso politico ed influenzare il Governo di Tusk, che invece vuole mantenere la Carica un incarico meramente simbolico.

Per ottenere il controllo della Segreteria Generale, i due Leader PO devono conquistare quante più possibili Segreterie Regionali del Partito durante un confronto che, tra il 21 e il 26 Ottobre, appare abbastanza equilibrato.

La partita più aperta è quella della Bassa Slesia, dove per la Segreteria Regionale duellano Schetyna contro il Vice Presidente del Parlamento Europeo, Jacek Protasiewicz: un sostenitore del Premier Tusk, che, due settimane fa, ha ottenuto la Segreteria del capoluogo della Regione, Wroclaw, proprio contro un candidato della fazione di Schetyna.

A rendere incerta la battaglia è il forte sostegno goduto da Schetyna al di fuori del Capoluogo della Bassa Slesia, dove l’alto numero di iscritti potrebbe portare l’ex-Vicepremier ad avere la meglio sull’attuale Vice Presidente del Parlamento Europeo.

Equilibri differenti sono invece in Malopolska, dove il candidato fedele a Tusk, Ireneusz Ras, ha rinunciato alla corsa in favore di Grzegorz Lipiec: un indipendente che ha dichiarato la volontà di sostenere il Premier a livello nazionale.

A pendere dalla parte di Tusk sono anche altre Segreterie Regionali del Paese, come quella della Pomerania, del Kujawo-Pomerania, della Mazuria, della Slesia, della Podcarpazia, e i Voivodati di Lodz e Opole.

La vittoria di esponenti vicini a Schetyna è aspettata invece in Mazovia -la Regione della Capitale Varsavia, dove invece il Partito è saldamente in mano al Sindaco Hanna Gronkiewicz-Waltz, vicina al Premier Tusk- Wielkopolska e Pomerania Occidentale, mentre i Voivodati di Swietokrzyskie e Polesia restano in bilico tra candidati afferenti ai due schieramenti.

Il Congresso PO ha una forte rilevanza politica in un Partito che, lo scorso Agosto, è stato già interessato dalla fuoriuscita dell’ala conservatrice guidata dall’ex-Ministro della Giustizia Jaroslaw Gowin.

Dopo avere lasciato la PO a governare con soli tre voti di maggioranza, Gowin sta creando una forza di destra assieme as alcuni fuoriusciti di Diritto e Giustizia: il Partito di orientamento conservatore dell’ex-Premier Jaroslaw Kaczynski, tradizionale avversario della Piattaforma Civica.

Al voto anche Repubblica Ceca e Georgia

Oltre che il principale partito della Polonia, al voto sabato 26 Ottobre vanno anche due importanti Paesi europei.

In Repubblica Ceca, Elezioni Parlamentari anticipate, convocate dopo la caduta di un governo o di centrodestra, sembrano favorire i socialdemocratici che, tuttavia, si potrebbero trovare costretti a formare una coalizione di governo con i libero-conservatori di TOP09 ed il movimento ANO, guidato dall’imprenditore Andrej Babis.

A rendere necessarie le larghe intese sarebbe l’alto consenso ottenuto dal Partito Comunista di Boemia e Moravia, e la volontà da parte del Presidente della Repubblica, Milos Zeman, Leader del poco votato Partito dei Diritti Civili, di monopolizzare il campo della sinistra per scopi personali in caso di governo con i Socialdemocratici.

In Georgia, Domenica, 27 Ottobre, la contesa è quella per le Elezioni Presidenziali tra Giorgi Margvelashvili, candidato supportato dalla colazione Sogno Georgiano del Premier Bidzina Ivanishvili, e L’ex-Speaker del Parlamemto, David Bakradze, del Movimento Popolare Unito del Presidente uscente, Mikheil Saakashvili.

Le Elezioni sono importanti per confermare lo stato della democrazia georgiana, conditio sine qua non per l’integrazione economica di Tbilisi con l’Unione Europea, minata da possibili processi a carico di Saakashvili e dall’arresto dell’ex-Premier, Vano Merabishvili.

Questo fatto ha ricordato l’uso selettivo della giustizia in Ucraina da parte del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, nei confronti della Leader dell’Opposizione, Yulia Tymoshenko: arrestata nel 2011 per ragioni politiche.

Matteo Cazzulani