LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ARRESTATO A NAPOLI TESTIMONE CHIAVE DELL’OMICIDIO GONGADZE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 5, 2012

Mykola Melnychenko ha rivelato la prova più importante a sostegno del coinvolgimento dell’ex-Presidente Leonid Kuchma nell’omicidio del giornalista di opposizione ucraino di origine georgiana. Ora tocca alle Autorità italiane decidere se estradarlo in Ucraina per una condanna certa o in USA per tutelare un teste delicato

Il giornalista di opposizione, Gija Gongadze

Libertà di stampa e spionaggio sono le tematiche che si mescolano in un capitolo oscuro della storia ucraina tutt’altro che chiuso. Nella giornata di sabato, 4 Agosto, presso l’Aeroporto di Napoli, le forze di polizia italiane hanno arrestato Mykola Melnychenko: ex-guardia del corpo del Presidente Leonid Kuchma, in carica alla guida dello Stato dal 1994 al 2004.

La motivazione del fermo imposto dalla polizia di frontiera italiana è legato ad un mandato di cattura internazionale emanato dalle autorità ucraine per abuso d’ufficio, pubblicazione di documenti secretati, ed ottenimento irregolare di notizie delicate per l’interesse nazionale.

Melnychenko è infatti il testimone-chiave nel procedimento per l’omicidio Gongadze: coraggioso giornalista, fondatore del sito di informazione indipendente Ukrayinska Pravda, noto per la sua strenua opposizione a Kuchma e al regime semi-dittatoriale da lui instaurato in Ucraina, barbaramente assassinato la notte del 16 Novembre 2000 presso Kyiv.

Melnychenko, che al tempo dell’assassinio di Gongadze è stato membro dello staff di sicurezza di Kuchma, dopo qualche tempo ha rivelato alla stampa registrazioni magnetiche che testimonierebbero il coinvolgimento di Kuchma nell’omicidio del giornalista di opposizione di origine georgiana.

La comparsa dei “nastri Melnychenko” ha causato una scia di proteste di piazza contro l’establishment presidenziale che ha portato il testimone ad abbandonare il Paese per riparare negli USA, dove, per qualche anno, ha ottenuto asilo politico.

In seguito all’arresto a Napoli, l’avvocato difensore di Melnychenko non esclude la sua estradizione negli Stati Uniti d’America: tra l’Italia e gli USA esiste infatti un accordo per la protezione dei testimoni.

Tuttavia, non è escluso che dall’Italia Melnychenko possa essere rispedito in Ucraina, dove ad attenderlo c’è un processo sicuro organizzato da una magistratura che, come dimostrato dal caso di Yulia Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, è stata a più riprese contestata dalla Comunità Internazionale di essere poco indipendente dalla linea dura imposta dal Presidente, Viktor Yanukovych: l’erede politico di Kuchma.

Un anno dalla detenzione di Yulia Tymoshenko

In attesa della decisione delle Autorità italiane – chiamate a risolvere una patata bollente non da poco – nella giornata di Domenica, 5 Agosto, ricorre il primo anniversario della reclusione in carcere della Leader dell’Opposizione Democratica, Yulia Tymoshenko.

L’ex-Primo Ministro, nota in Occidente per avere guidato nel 2004 il processo democratico passato alla storia come Rivoluzione Arancione, è stata arrestata durante il processo celebrato a suo carico per la firma di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato: prima ancora che un verdetto ne certificasse la colpevolezza.

Rinchiusa nel Carcere di massima sicurezza Lukyanivsky di Kyiv, la Tymoshenko è stata privata della possibilità di concordare la linea difensiva coi suoi avvocati. Dopo un processo in cui l’arringa è stata privata di ogni diritto, i testimoni hanno appurato l’innocenza dell’imputata, e le prove presentate dall’accusa sono risultate palesemente irregolari – alcune di esse addirittura datate il 31 Aprile! – la Tymoshenko è stata condannata in definitiva l’11 Ottobre a sette anni di detenzione in isolamento più tre di interdizione alla vita politica.

Il ricorso in Appello è stato rigettato tra le polemiche della Difesa e della comunità internazionale, che ha definito l’Ucraina un Paese in preda ad un sorprendente regresso democratico.

L’esame del procedimento in Cassazione è invece ancora fermo alle fasi preliminari: i giudici stanno facendo di tutto per portare l’imputata in carcere, malgrado la Tymoshenko sia impossibilitata a muoversi dal letto per una seria ernia al disco a lungo trascurata dalle autorità carcerarie.

In seguito all’arresto di Yulia Tymoshenko, la Commissione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un accordo con cui Bruxelles avrebbe riconosciuto a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera.

Critiche per la svolta autoritaria impressa all’Ucraina sono state rivolte al Presidente Yanukovych anche da Consiglio d’Europa, Stati Uniti d’America, Canada, Australia, NATO, ONU, e principali ONG internazionali indipendenti come Freedom House e Amnesty International.

Matteo Cazzulani

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IN UCRAINA GIORNALISTI IN PIAZZA PER LA TUTELA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 20, 2012

Una partecipata manifestazione è stata organizzata dalle principali testate giornalistiche dopo che il portale Levyj Bereg è stato citato a giudizio per la pubblicazione di intercettazioni “bollenti” di un Deputato del Partito del Presidente, Viktor Janukovych. Repressioni da parte delle Autorità politiche lamentate anche da altri media indipendenti.

 

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

La Procuratura Generale, l’Ufficio delle Entrate, i Servizi Segreti e pratiche di nepotismo politico sono le armi di cui, in Ucraina, l’Amministrazione Presidenziale si serve per limitare la libertà di stampa. A lanciare l’allarme è stato il Caporedattore del portale Levyj Bereg, Andrij Janic’kyj, nel corso di una manifestazione che i giornalisti di numerose testate ucraine hanno organizzato a Kyiv, nella giornata di giovedì, 19 Luglio, presso la sede della Procuratura Generale.

Janic’kyj ha lamentato pressioni da parte delle Autorità politiche e della polizia nei confronti del portale da lui diretto, apprezzato in Ucraina per l’obiettività e la puntualità con cui fornisce ogni giorno una costante informazione. Il Levyj Bereg è stato inoltre querelato dalla Procuratura Generale per avere pubblicato alcune intercettazioni telefoniche “bollenti” di un parlamentare del Partija Rehioniv: il Partito del potere in Ucraina, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Come sottolineato dal caporedattore del Levyj Bereg, la pressione delle Autorità ucraine è strettamente legata con la campagna elettorale per le imminenti Elezioni Parlamentari. Infatti, il Partija Rehioniv è in calo vertiginoso di consensi, e Janukovych è pronto ad evitare con tutti i mezzi una sconfitta della sua forza politica, che avrebbe il significato di un voto di sfiducia nei confronti del suo operato come Capo dello Stato.

In passato, altri media sono finiti nel mirino delle Autorità ucraine. Giovedì, 12 Luglio, la redazione del canale TVi è stata perquisita dalle forze di polizia, e l’Ufficio delle Entrate ha aperto a suo carico un procedimento giudiziario per malversazione finanziaria, che potrebbe comportare la definitiva chiusura di una delle poche emittenti indipendenti ed ucrainofone.

Sempre a riguardo del piccolo schermo, a passarsela male è anche il 5 Kanal. Noto per essere stata l’emittente che ha seguito l’evolversi della Rivoluzione Arancione, il “canale delle notizie oneste” – com’è altrimenti noto il 5 Kanal – è stato privato di alcune delle frequenze nell’autunno 2010, a pochi mesi dalla salita al potere di Janukovych. A beneficiare del parziale oscuramento del 5 Kanal sono state le televisioni possedute da alcuni degli oligarchi dell’est del Paese che sponsorizzano il Partija Rehioniv e l’attività politica del Presidente ucraino.

Infine, preoccupante è la situazione del portale di informazione Ukrajins’ka Pravda. Fondata dal coraggioso giornalista Georgij Gongadze – barbaramente ucciso nel 2000, probabilmente con la complicità delle Autorità politiche del tempo – la Ukrajins’ka Pravda ha condotto un prezioso lavoro di inchiesta in merito all’utilizzo di denaro pubblico da parte di Janukovych per la costruzione di una lussuosa villa a Mezhihirja, non lontano da Kyiv, e di una pista di atterraggio per il suo elicottero privato a Kaniv, presso il luoghi natii del Poeta Nazionale ucraino Taras Shevchenko.

Lo scomodo lavoro della Ukrajins’ka Pravda è costato caro: la redazione è ripetutamente controllata dai Servizi Segreti, mentre il noto giornalista Mustafa Nayem – l’autore dell’indagine sulle ville e gli elicotteri del Presidente – è stato minacciato in maniera velata dallo stesso Janukovych durante una conferenza stampa pubblica.

Nuove accuse per Jurij Lucenko

Oltre ai media, il regresso democratico ucraino interessa anche l’ambito politico, con una decina degli esponenti dell’Opposizione Democratica detenuti in carcere e sottoposti a procedimenti giudiziari dalla dubbia regolarità.

Nella giornata di venerdì, 20 Luglio, la Procuratura Generale ha mutato le accuse mosse a carico dell’ex-Ministro egli Interni dei governi arancioni, Jurij Lucenko, dopo che il politico dell’Opposizione Democratica, secondo quanto riferito da tutti i testimoni convocati in aula, è risultato innocente.

Lucenko, che durante la conduzione del Ministero degli Interni si è distinto per la lotta alla corruzione, è sottoposto a un lungo processo per il presunto pagamento di tangenti al suo autista, e dal 26 Dicembre 2011 è detenuto in misura preventiva in carcere in condizioni al limite della sopportazione umana: nonostante a suo carico non sia stato emesso alcun verdetto di colpevolezza.

Con la riformulazione dei capi di imputazione, Lucenko è accusato di incuranza professionale, e, secondo il Codice Penale ucraino, rischia dai due ai tre anni.

Critica è anche la situazione della Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko: detenuta dal 5 Agosto 2011 per scontare una condanna a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Secondo quanto dichiarato dal suo avvocato difensore, la Tymoshenko – nota in Occidente per la bionda treccia e per avere guidato il processo democratico nel 2004 passato alla storia come Rivoluzione Arancione – è stata colpita da una seria malattia dermatologica, che ha complicato le già gravi condizioni di salute dell’ex-Primo Ministro. La Tymoshenko è infatti affetta da un’ernia al disco, curata con molto ritardo da parte delle Autorità Giudiziarie.

Il legale della Leader dell’Opposizione Democratica ha inoltre accusato le Autorità giudiziarie di rallentare volutamente l’esame del ricorso in Cassazione presentato contro la condanna subita per impedire all’eroina della Rivoluzione Arancione l’appello alla Corte Europea dei Diritti Umani e, così, nuocere ulteriormente alla già discreditata immagine internazionale di Janukovych.

Il Presidente ucraino è stato ripreso in più occasioni da Unione Europea, Stati Uniti d’America, Consiglio d’Europa, NATO, OSCE, Canada, Australia e ONU per il trattamento illiberale riservato ai media e ai politici dell’Opposizione Democratica. Dinnanzi al reiterarsi della condotta autoritaria, l’UE ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione con l’Ucraina: un documento con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, oggi goduto da Svizzera, Norvegia ed Islanda.

Matteo Cazzulani

L’UNIONE EUROPEA CONTESTA L’UCRAINA: IL PARTITO DI JANUKOVYCH ABBANDONA I LAVORI

Posted in Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on June 16, 2012

La Commissione interparlamentare UE-Ucraina approva una risoluzione che invita Kyiv all’approvazione delle riforme, e critica le autorità ucraine per l’uso della magistratura per finalità politiche. L’appello del Commissario all’Integrazione e all’Allargamento Stefan Fule a mantenere attivo il vettore europeo

Il Commissario Europeo per l’Integrazione e la Politica di Partenariato, il ceco Stefan Fure

Dall’Ucraina, l’Europa si aspetta fatti, e non promesse propagandistiche. Questo è l’invito rivolto ai deputati ucraini dal Commissario Europeo all’Integrazione e all’Allargamento, Stefan Fule, intervenuto nel corso della seduta della Commissione Interparlamentare UE-Ucraina di giovedì, 14 Giugno.

Secondo il politico ceco, per continuare il processo di integrazione nelle strutture UE, l’Ucraina deve dimostrare progressi in tre ambiti: svolgimento di elezioni libere e regolari con la partecipazione degli esponenti dell’Opposizione Democratica oggi incarcerati, astensione dall’impiego del sistema giudiziario per finalità politiche con lo scopo di imbavagliare il dissenso, e realizzazione nel breve tempo di riforme in campo economico in grado di avvicinare Kyiv ai parametri dell’Occidente.

Inoltre, il Commissario UE non ha concordato con l’opinione del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, che in una recente dichiarazione ha ritenuto necessaria una pausa di riflessione nel dialogo tra l’Ucraina e l’Unione Europea dopo le numerose critiche, rivolte dalla Comunità Internazionale alle Autorità di Kyiv, in seguito al perdurare della detenzione di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko.

“Non bisogna più perdere tempo nel cercare ogni volta di giustificare le brutte figure dell’Ucraina sulle prime pagine dei principali giornali – ha dichiarato Fule nel corso della seduta, come riportato dall’autorevole Radio Liberty – Invece, è meglio avviare una discussione su come dimezzare i tempi per la realizzazione delle riforme”.

La seduta della Commissione, che ha valore meramente consultivo, è terminata con l’approvazione di una risoluzione con cui le Autorità ucraine sono state contestate per l’uso politico della magistratura, e la sistematica repressione del dissenso politico interno.

A votare il documento sono stati tutti i Parlamentari Europei e i Deputati della delegazione ucraina appartenenti all’Opposizione Democratica. Contrari, invece, quelli del Partija Rehioniv: il Partito del potere in Ucraina, a cui appartengono il Presidente Janukovych, il Premier Azarov, e la maggior parte dei Ministri.

Essi hanno abbandonato i lavori in segno di protesta contro la volontà di inserire nel documento un’invito al Capo di Stato ucraino a liberare la Tymoshenko, e hanno duramente contestato il Vice-Presidente della Commissione: l’esponente dell’Opposizione Democratica, Borys Tarasjuk.

“Tarasjuk ha abusato dei suoi poteri per mettere in votazione un documento vergognoso che discredita l’immagine dell’Ucraina in Europa – riporta una nota del Partija Rehioniv – Egli avrebbe dovuto ascoltare le proposte dei membri della delegazione ucraina appartenenti alla maggioranza parlamentare”.

Pronta la risposta di Tarasjuk che, ottenuta la solidarietà dei colleghi UE, ha ricordato come la Commissione approvi le risoluzioni a maggioranza, ma cerchi sempre di trovare un compromesso tenendo conto dei differenti punti di vista.

“Riporto il parere dei colleghi europarlamentari, secondo cui il comportamento degli esponenti del Partija Rehioniv è stato a dir poco strano – ha dichiarato Tarasjuk – purtroppo, la scelta di abbandonare i lavori dimostra che il Partito del Potere non è in grado di trovare compromessi, e non accetta altre opinioni se non le proprie”.

Il Parlamentare britannico: “L’Ucraina di Janukovych è un regime autocratico simile a quello di Kuchma”

Significativo è il parere del Parlamentare Europeo britannico Charles Tannock, che ha sottolineato come la riunione della Commissione interparlamentare sia stata caratterizzata da toni particolarmente critici nei confronti dell’Ucraina e del regresso democratico dimostrato dal Presidente Janukovych. Inoltre, l’esponente Tory ha evidenziato come Kyiv, sul piano politico, sia molto simile ai regimi autocratici al potere in Russia, Bielorussia e Centro-Asia.

“C’è una totale mancanza di fiducia nei confronti dell’Ucraina – ha dichiarato Tannock a Radio Liberty – le relazioni tra Bruxelles e Kyiv di oggi assomigliano a quelle del periodo Kuchma, quando l’allora Presidente ucraino ha perso di credibilità in Europa in seguito all’omicidio del giornalista indipendente Heorhij Gongadze”.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: LA CORTE D’APPELLO CONFERMA LA CONDANNA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 24, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica costretta a sette anni di detenzione in isolamento più tre successivi di esclusione dalla vita politica. La difesa boicotta il verdetto, rinuncia al ricorso in Cassazione, e si appella alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. L’Ucraina sempre più lontana dall’Occidente libero. Politici ed esperti concordi sulla vendetta personale del Presidente, Viktor Janukovych, sul principale avversario politico

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Sette anni in cinquanta minuti cancellano la libertà in Ucraina. Nella giornata di venerdì, 23 Dicembre, la Corte d’Appello di Kyiv ha confermato la condanna di primo grado a sette anni di reclusione in isolamento alla Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko.

Accusata di abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, la Tymoshenko è costretta al pagamento di una multa salata al colosso nazionale energetico, Naftohaz, ed al divieto di partecipazione alla vita politica per i tre anni successivi alla fine della detenzione.

Una tegola per la libertà sulle Rive del Dnipro – sempre più compromessa da quando al potere è salito il Presidente, Viktor Janukovych – pronunciata in una sala semivuota, dopo nemmeno un’ora tra dibattito e camera di consiglio. Ad assistere alla lettura del verdetto è stata solo la Pubblica Accusa: non la difesa che, perse le speranze in una giustizia ritenuta strumento dell’Amministrazione Presidenziale per eliminare gli avversari politici, ha deciso di boicottare le sedute, cercando giustizia solo presso la Corte Europea dei Diritti Umani.

A Bruxelles, a tutelare gli interessi della Tymoshenko saranno l’avvocato di fiducia, Serhij Vlasenko, e Valentyna Telychenko, il difensore della vedova di Gija Gogadze: noto giornalista di opposizione alla Presidenza Kuchma – era di autoritarismo e corruzione, spazzata pacificamente, nel 2004, dalla Rivoluzione Arancione, guidata proprio dalla Tymoshenko – barbaramente assassinato nel 2000, e, per questo, divenuto icona della Libertà di Stampa in Ucraina.

“E’ una sentenza vergognosa che testimonia il passaggio a Kyiv da una presidenza autoritaria ad una dittatura – ha commentato il braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov – è chiaramente una vendetta personale di Janukovych, arrivato a toccare il livello più basso che si sia mai potuto immaginare”.

Niente Europa per Janukovych

Parere condiviso non solo da politici ed attivisti per i diritti umani – critici all’unisono dinnanzi al regresso della democrazia sulle Rive del Dnipro – ma anche autorevoli esperti. Tadeusz Iwanski del Centro di Studi Orientali di Varsavia – OSW – ha rilevato come per il Presidente ucraino il caso Tymoshenko sia ben più importate delle ambizioni europee del Paese. A dimostrarlo sarebbe non solo la conferma della condanna a 7 anni di reclusione, ma sopratutto il secondo arresto a danno della Leader dell’Opposizione Democratica, inflitto dopo un processo-lampo condotto in carcere dai risvolti macabri: con giudice e pubblica accusa seduti attorno al letto, da cui l’ex-Primo Ministro, quasi paralizzata, è impossibilitata a muoversi per via un lancinante mal di schiena.

“E prova che per Janukovych la priorità è impossibilitare la Tymoshenko alla partecipazione in elezioni parlamentari regolari – ha illustrato Iwanski – l’ennesima condanna seguita a quella per l’affare gas rende vana ogni speranza di giustizia nella magistratura ucraina. E’ dalla riabilitazione di Julija Tymoshenko – ha continuato l’esperto polacco – che dipendono la firma e la ratifica dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina”.

Lecito ricordare che nel summit UE-Ucraina dello scorso 19 Dicembre, Bruxelles ha congelato la firma di un documento storico, con cui l’Unione Europea avrebbe riconosciuto all’Ucraina lo status di partner privilegiato – oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera. Come evidenziato dai Presidenti di Commissione Europea e Consiglio Europeo, José Manuel Barroso ed Herman Van Rompuy, la causa principale è la preoccupante ondata di repressioni politiche che, oltre alla Tymoshenko, ha colpito altri esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: detenuto in isolamento dallo scorso 26 Dicembre, senza che un verdetto lo abbia condannato.

Matteo Cazzulani

UNDICI ANNI SENZA GIJA GONGADZE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 16, 2011

L’Ucraina ricorda il reporter di origine georgiana assassinato per la sua attività di opposizione all’ex-Presidente, Leonid Kuchma. Diverse manifestazioni in ucraina e Georgia in suffragio del simbolo della libertà di stampa. L’appello della Leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko, a lottare per la stampa libera

Il giornalista di opposizione, Gija Gongadze

Un vuoto profondo nella stampa ucraina ed europea, difficile da colmare, sopratutto oggi. Il 16 Settembre 2000 il giornalista di opposizione ucraino di origine georgiana, Heorhij Gongadze, è sparito al momento del suo ritorno a casa. Rapito e poi ucciso, come si saprà tre giorni più tardi al ritrovo del suo corpo: privato della testa, ed abbandonato non lontano dalla Capitale, Kyiv.

Una pagina nera della storia ucraina, purtroppo ancora non risolta. Le indagini sull’omicidio di Gija – com’è ricordato dai colleghi – provvedono in disordine, ed il processo aperto per stabilire mandanti ed esecutori lungi dall’essere chiuso con una condanna chiara e netta dei responsabili.

Tra i sospettati mandanti, l’ex-Presidente, Leonid Kuchma, l’attuale Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Kravchuk, suicidatosi nel 2005. Secondo registrazioni audio ottenute da Mykola Melnychenko, l’ex-guardia del corpo del Capo di Stato Emerito, Gija sarebbe stato eliminato per la sua attività di opposizione alle Autorità allora governanti, espresso platealmente un anno prima, quando, in occasione delle Elezioni Presidenziali del 1999, pur essendo liberale e patriota invitò gli ucraini a sostenere il comunista Petro Symonenko proprio contro Kuchma, ritenuto un pericolo per la democrazia del Paese.

Oggi, del coraggioso giornalista resta il giornale on-line da lui fondato, la Ukrajins’ka Pravda – la più autorevole fonte di informazione libera ed indipendente in Ucraina – ed un monumento in centro a Kyiv, ai piedi del quale è stata organizzata una manifestazione in suo ricordo, che unisce la Capitale ad altre città del Paese, e persino a Tbilisi, dove anche la comunità georgiana ricorderà Gija.

Un reporter coraggioso

Doveroso anche ricordare le conseguenze politiche che il suo sacrifico ha comportato: una forte reazione al suo omicidio provocò la costituzione del movimento Ucraina senza Kuchma e del Comitato di Rinascita dell’Ucraina, ai quali aderirono le principali forze dell’Opposizione patriottica, in una battaglia non-violenta per la democrazia e la libertà di stampa in ucraina ottenute solo nel 2005, in seguito alla Rivoluzione Arancione.

Proprio l’anima di quei movimenti, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko – oggi detenuta in isolamento, e, come un’altra decina di politici dell’Opposizione Democratica, sottoposta ad un processo politico – ha invitato al ricordo di una personalità importante per l’Ucraina, simbolo della lotta per il libero pensiero.

“E’ una persona da ricordare, anche solo con poche righe – ha dichiarato la Tymoshenko dalla sua cella all’Ukrajins’ka Pravda – perché la lotta per la democrazia passa dalla garanzia della Libertà di parola. Nessuna stabilità, nessuno sviluppo può essere ottenuto a costo della stampa indipendente – ha continuato – per questo, continuiamo a lottare – ha concluso – e a contrastare ogni tentativo di censura”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO FINIRA’ DAVANTI AL GIUDICE. CON NUOVE ACCUSE DA MOSCA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 19, 2011

Per la leader dell’Opposizione Democratica è scaduto il tempo per la presa visione delle imputazioni sulla questione del gas: presto la prima udienza. Anche il Ministero della Difesa russo invia accuse all’Anima della Rivoluzione Arancione, per l’ennesima volta confinata a Kyiv dalla Procura. Le Autorità apprezzano i risultati per la lotta alla corruzione, e chiudono la commissione sulla censura. Dopo le proteste dell’Unione Europea sul regresso democratico, quelle dell’Opposizione arancione

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Tempo scaduto per lo studio, ora inizia il countdown per la convocazione del Giudice, con un fardello in più sul groppone. Una situazione molto grave quella della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, il cui termine per la presa visione dei capi di accusa della Procura sulla sua condotta anti-statale nelle trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin è scaduto nella giornata di venerdì, 17 Giugno: la pratica è stata già inviata la Corte, che, a breve, può convocare l’ex-Primo Ministro alla prima udienza.

Proteste per la cospicua quantità del materiale da esaminare, rispetto al tempo a disposizione, sono giunte dall’avvocato difensore dell’anima della Rivoluzione Arancione, Serhij Vlasenko, che ha evidenziato come nemmeno un mese per la presa di 15 faldoni non siano sufficienti se, in aggiunta, Julija Tymoshenko è costretta ad esaminarne altri 150 – entro il 25 Giugno – riguardo alle accuse di uso improprio dei Fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Pronta la risposta del Procuratore Generale, Viktor Pshonka, che, accusando a sua volta la Leader dell’Opposizione Democratica di scarsa collaborazione, ne ha negato il permesso di recarsi nelle Oblast’ di Mykolajiv ed Odessa e, sopratutto, a Strasburgo, dove è stata invitata dal presidente del Consiglio d’Europa, per un incontro ufficiale.

Le accuse dalla Federazione Russa

In aggiunta, nella serata è pervenuta alla stampa una lettera con cui il Ministro della Difesa russo, Anatolij Serdjukov, ha chiesto al Premier ucraino, Mykola Azarov, l’estinzione dei debiti contratti con Mosca dal colosso energetico JEESU. Una vera bomba giudiziaria, che da motivo all’apertura di un ennesimo fascicolo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica: l’ente in questione è stato guidato proprio da Julija Tymoshenko alla fine degli anni Novanta, periodo in cui si sarebbe originato tale debito con la Russia, pari a 405,5 Milioni di Dollari.

Contrasta le accuse l’ufficio stampa di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – che ha accusato le Autorità ucraine di avere commissionato la lettera, e di essere stata costretta a rivolgersi a Mosca per fabbricare capi d’accusa maggiormente convincenti rispetto a quelli da essa prodotti.

“E’ tutto orchestrato per discreditare la leader dell’Opposizione – riporta la nota – ma questo dimostra come Julija Tymoshenko non sia affatto la longa manus della Russia. Chi l’ha accusata di condurre una politica filorussa – conclude – deve scusarsi”.

Da parte delle Autorità la risposta è arrivata da Bratislava, dove il Presidente, Viktor Jankovych, si è trovato in visita ufficiale. Il Capo di Stato ha invitato Julija Tymoshenko a dimostrare la sua innocenza, ed apprezzato l’ennesimo successo della sua lotta contro la corruzione.

Lecito ricordare che, lo scorso 9 Giugno, il Parlamento Europeo, su iniziativa di PPE, ALDE e verdi, ha approvato una risoluzione di condanna della repressione a danno dell’Opposizione Democratica e dei suoi esponenti di spicco – la sua Leader, Julija Tymoshenko, e l’ex-Ministro della Difesa, Jurij Lucenko – detenuto in isolamento, come un carnefice – e messo in discussione la sigla dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, qualora le autorità di Kyiv non dovessero modificare in senso maggiormente liberale la loro condotta.

Tuttavia, sempre venerdì, 17 Giugno, la Rada ha eliminato la Commissione Parlamentare sulla Censura, impegnata nelle indagini sui casi di violazione della Libertà di Stampa nel Paese, sopratutto sugli ancora non chiariti omicidi di Gija Gongadze e sparizione di Vasyl’ Klyment’jev, reporter di opposizione.

“E’ stato un provvedimento che ci aspettavamo – ha commentato la Presidente della Commissione, Irina Herashchenko – poiché il Presidente ritiene che problemi in materia di Libertà di Stampa in ucraina non ci siano”.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: MEL’NYCHENKO HA IL SUO PARTITO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 1, 2011

La Ukrajins’ka Ljustracija si pone l’obiettivo di ripulire moralmente la politica ucraina, e di portare in Parlamento la maggioranza assoluta. A guidarla, l’ex-Maggiore del Servizio di Difesa Statale

L'ex Maggiore del Sevizio di Difesa Statale, Mykola Mel'nychenko

La discesa in campo per la pulizia morale. Nella giornata di martedì, 31 Maggio, è stata costituita la Ukrajins’ka Lustracija: un nuovo soggetto politico, che punta sulla pulizia morale dell’arco politico ucraino.

A guidare il partito, l’exMaggiore del Servizio di Sicurezza Statale, Mykola Mel’nychenko, noto alla cronaca per avere registrato nastri che certificherebbero il coinvolgimento dell’ex-Presidente, Leonid Kuchma, nell’omicidio, nel 2000, del giornalista di opposizione Gija Gongadze.

Sull’esempio dell’Antica Roma

Secondo quanto evidenziato da Mel’nychenko, Ukrajins’ka Ljustracija ha l’obiettivo di portare alla Rada non meno di 300 Deputati su 450. Un obiettivo ambizioso, che l’ex-Maggiore intende raggiungere con un programma sui generis.

“C’è bisogno di un Consiglio degli Anziani – ha dichiarato – per monitorare l’operato degli eletti. Un organismo simile a quello dei Censori dell’Antica Roma, che invitavano i Senatori a rispettare la volontà popolare”.

Assieme a Mel’nychenko, alla guida di Ukrajins’ka Ljustracija sono stati eletti come vice coordinatori il Redattore Generale del giornale BBC, Vladyslav Trush, ed il Direttore dell’Accademia di Studi Politici, Volodymyr Ruban.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: AUTENTICHE LE REGISTRAZIONI DEL CASO GONGADZE

Posted in Caso Gongadze, Ukraina by matteocazzulani on April 7, 2011

Confermato il coinvolgimento dell’ex-Presidente, Leonid Kuchma, e dell’attuale Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn, nell’omicidio del giornalista di opposizione. La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, chiede di estendere le indagini al giro di affari del Capo di Stato emerito

Il giornalista di opposizione, Gija Gongadze

Nastri magnetici al centro della politica ucraina. Nella giornata di mercoledì, 6 Aprile, la Procura Generale ha confermato l’autenticità delle registrazioni di Mykola Mel’nychenko. Ex-Guardia del Corpo del Presidente emerito, Leonid Kuchma, coinvolto nel processo per l’omicidio del giornalista di opposizione, Gija Gongadze.

La prova, registrata di nascosto dal militare, certificherebbe le voci non solo di Kuchma, ma anche dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn – allora Capo dell’Amministrazione Presidenziale – e dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Kravchenko, suicidatosi nel 2005, e ritenuto il mandante dell’assassinio del fondatore della Ukrajins’ka Pravda.

Tuttavia, regna assoluta cautela. E, come confermato dal Vice-Procuratore Generale, Renat Kuz’min, Kuchma rimane indagato solo per abuso d’ufficio, in una delle pagine più tragiche per la Libertà di Stampa europea. Su cui, dal 2000, ancora non è stata fatta chiarezza.

Julija Tymoshenko per l’ampliamento delle indagini

Ad auspicare un utilizzo responsabile delle registrazioni dei nastri Mel’nychenko è la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Come dichiarato, da essi si potrebbero reperire dettagli non solo sul caso Gongadze – sui cui occorre giustizia – ma anche su un’epoca torbida, quella tra il 1996 ed il 2003, caratterizzata dalla svendita di terre, industrie, risorse energetiche, e benefici statali ad oligarchi vicini all’ex-Presidente.

In particolare, l’anima della Rivoluzione Arancione ha richiesto un’indagine sul possibile coinvolgimento in questo giro di affari dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, e del Premier, Mykola Azarov.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: INCONTRO KUCHMA-MEL’NYCHENKO SUL CASO GONGADZE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 5, 2011

Faccia a faccia in Procura tra l’ex-Capo di Stato e la sua guardia del corpo. Poche le rivelazioni sul contenuto dell’evento

L'ex-presidente ucraino, Leonid Kuchma

Un velo di mistero su un incontro tanto atteso. Nella giornata di lunedì, 4 Aprile, ha avuto luogo il faccia a faccia tra l’ex-Presidente ucraino, Leonid Kuchma, e la sua ex-guardia del corpo, Mykola Mel’nychenko.

Un evento già rinviato per tre volte, necessario ai giudici per procedere nelle indagini sull’omicidio del giornalista di opposizione, Gija Gongadze.

Bocche cucite sul contenuto dell’incontro. A parte Mel’nychenko. Il quale, all’uscita dalla Procura, si è lasciato scappare qualche dettaglio.

“Kuchma — ha illustrato — ha detto di essere venuto a conoscenza di fatti a lui estranei. Mi ha persino ringraziato”.

Cupo, invece, l’ex-Capo di Stato. Che, incalzato dalla stampa, ha risposto con laconica filosofia.

“Meno parli, meglio è — ha spiegato — in ogni caso, ad alcune domande ho risposto”.

Sul piano logistico, il faccia a faccia è avventuto alla presenza degli avvocati di ambo i protagonisti, dei giudici incaricati delle indagini, e di una squadra operativa della Procura adibiti alla registrazione.

Su quello procedurale, si inserisce nell’ambito dell’inchiesta aperta su Leonid Kuchma, accusato di abuso di potere nel caso Gongadze.

Ancora nessuna giustizia

Il giornalista di origine georgiana, fondatore dell’Ukrajins’ka Pravda, ed oppositore di Kuchma, è stato assassinato nel 2000. Il suo cadavere, privo della testa, è stato rinvenuto nei pressi di Kyiv, a tre giorni dalla scomparsa.

Secondo la Procura, il mandante sarebbe l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Kravchenko, suicidatosi nel 2005.

Tuttavia, nastri magnetici registrati da Mel’nychenko certificherebbero le responsabilità dell’ex-Capo di Stato, intenzionato ad eliminare una delle migliori penne libere in un’Ucraina al tempo dominata da oligarchi e corruzione.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: LEONID KUCHMA EVITA IL CONFRONTO CON MYKOLA MEL’NYCHENKO SUL CASO GONGADZE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 24, 2011

Il Capo di Stato emerito rifiuta il dibattito con l’ex-guardia del corpo, che avrebbe le prove della sua implicazione dell’omicidio del giornalista di opposizione. Ma è chiamato a rispondere anche delle percosse ad un altro reporter

L'ex-presidente ucraino, Leonid Kuchma

Totalmente innocente. E’ così che un laconico Kuchma ha congedato la stampa, al momento dell’ingresso in Procura per il primo degli interrogatori sul caso Gongadze.

Poche, ferme parole. Le uniche, dal momento in cui all’uscita, visibilmente nervoso, ha negato ogni dichiarazione pubblica.

A riferire quanto sarebbe avvenuto in Procura, la sua ex-guardia del corpo, Mykola Mel’nychenko, presente nell’edificio, in quanto teste di primaria importanza.

Sarebbero suoi nastri, infatti, ad inchiodare l’ex-Presidente come mandante dell’omicidio del giornalista di opposizione. Trovato cadavere, privo della testa, nel 2000, dopo un rapimento di tre giorni.

Secondo Mel’nychenko, l’ex-Capo di Stato si sarebbe sottratto ad un confronto diretto, ed avrebbe tenuto una condotta nervosa per tutta la seduta. Atteggiamento che lascia stupiti, dal momento in cui Kuchma è accusato non di essere implicato nell’omicidio del fondatore dell’autorevole Ukrajins’ka Pravda, ma di abuso d’ufficio.

Un altro giornalista vittima dell’ex-Presidente

Secondo alcuni esperti, ad aggravare la posizione del Presidente emerito, l’apertura di un procedimento a suo carico anche per quanto riguarda le percosse subite da un altro giornalista, Oleksij Podols’kyj.

Così come l’avvocato della famiglia Gongadze, Valentyna Telychenko, anche Podols’kyj si è detto scettico dinnanzi al procedimento a carico di Kuchma, e ne ha sottolineato la connotazione politica.

Qualora così non fosse, la Procura avrebbe dovuto accusare anche l’ex-Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Volodymyr Lytvyn. Oggi, Speaker della Rada.

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha considerato le indagini sull’ex-Capo di Stato un tentativo dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, di presentarsi come il paladino della giustizia, e di mascherare la repressione politica ai danni di esponenti del campo arancione.

Oltre all’ex-Primo Ministro, confinata in Patria con l’accusa di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, e di acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è detenuto in isolamento, come un carnefice.

L’ex-titolare dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, è stato riconosciuto perseguiato dalla Repubblica Ceca, che gli ha concesso Asilo Politico.

Matteo Cazzulani