LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: LA LITUANIA DA IL BENSERVITO A GAZPROM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 31, 2011

Vilna fissa per il 31 Ottobre 2014 l’esclusione del monopolista russo dal proprio sistema infrastrutturale energetico, forte di una legislazione UE che vieta ad enti non-europei il possesso dei gasdotti del Vecchio Continente. Azerbajdzhan e Turchia trovano l’accordo per le forniture di oro blu all’Europa, ma la Grecia alza la competizione interna al Corridoio Meridionale

Il ministro dell'energia lituano, Arvidas Sekmokas

Una vera e propria cacciata da casa propria in nome dell’Europa e della difesa degli interessi continentali. Nella giornata di venerdì, 28 Ottobre, il governo lituano ha fissato per il 31 Ottobre 2014 il termine entro cui il monopolista russo, Gazprom, deve abbandonare ogni azione della compagnia statale Lietuvos Dujos.

La decisione è stata presa in seguito a trattative tra le Autorità lituane ed esponenti della compagnia tedesca, E.On Ruhrgas – alla quale appartiene il 38,9% della Lietuvos Dujos – a cui non ha partecipato alcun rappresentante di Gazprom, proprietaria del 37,1% dell’ente nazionale lituano che, oltre alla compravendita di gas per la Lituania, è responsabile della gestione delle infrastrutture energetiche del Paese. Un boccone appetitoso per il monopolista russo che, coadiuvato dall’alleato tedesco, ha de facto controllato la Lietuvos Dujos fino ad oggi, ponendone alla presidenza il suo Vice-Capo, Valerij Golubjev: più volte accusato dal governo lituano di condotta antinazionale in quanto responsabile di un’oneroso tariffario ancor oggi applicato da Mosca a Vilna.

A cambiare le carte in tavola il varo, nel 2009, da parte della Commissione Europea, del Terzo Pacchetto Energetico: una legge che stabilisce la liberalizzazione del mercato del gas, vieta la gestione in regime di monopolio dei gasdotti del Vecchio Continente – sopratutto ad enti non-UE – ed impone la messa in comunicazione delle condutture di gas e nafta dei 27 Paesi dell’Unione con l’intento di creare un unico sistema infrastrutturale. Manna dal cielo per la Lituania che, legittimata dalla legislazione di Bruxelles, ha potuto iniziare una manovra per ristabilire la propria indipendenza energetica, allentando la presenza dei russi nel proprio mercato.

Da un lato, Vilna ha programmato la costruzione di una serie di rigassificatori, in sintonia con gli altri Paesi Baltici e con la Polonia – impegnati in simile iniziative, con il medesimo scopo di diminuire la dipendenza da Mosca – dall’altro, ha programmato il riassorbimento forzato della Lietuvos Dujos, il suo scorporo in due compagnie – incaricate rispettivamente della gestione dei gasdotti e della compravendita di gas – e l’immediata vendita delle loro quote all’azionariato lituano ed europeo. Artefice di tale politica è stato il Ministro dell’Energia, Arvidas Sekmokas, deciso nell’applicare fino in fondo la legge UE, anche a costo di mozioni di sfiducia – proposte dall’opposizione socialdemocratica, vicina ai russi, ma respinte dalla maggioranza conservator-liberale a cui appartiene – e ricorsi all’Arbitrato Internazionale.

Atene Cavallo di Troia di Mosca

Una svolta per l’indipendenza energetica dell’Unione Europea è arrivata anche dal fronte meridionale. Mercoledì, 26 Ottobre, Azerbajdzhan e Turchia hanno firmato un accordo per il transito nella penisola anatolica di 10 Miliardi di metri cubi annui di gas dal giacimento azero di Shakh Deniz verso il Vecchio Continente, pronto a riceverlo per mezzo del Corridoio Meridionale: una rete di gasdotti sul fondale del Mediterraneo, progettata per evitare l’importazione di oro blu attraverso il territorio della Russia e, con esso, il ricatto energetico di Mosca.

La principale conduttura di tale sistema di gasdotti dovrebbe essere il Nabucco, concepito dalla Commissione Europea, sostenuto politicamente dal consorzio AGRI – Azerbajdzhan, Georgia, Romania, ed Ungheria – ed economicamente dalle compagnie nazionali di Austria, Romania, Turchia, Azerbajdzhan, e Bulgaria. Tuttavia, di recente si è rafforzata la candidatura dell’Interconnettore Turchia-Grecia-Italia: gasdotto compartecipato dalla compagnia italiana Edison, dalla statale turca Botas, e dalla greca DESFA, la quale – maggiore sponsor del progetto – ha offerto al consorzio per la gestione di Shakh Deniz l’ampliamento della portata dell’ITGI a 24 Miliardi di metri cubi annui dagli attuali 10.

La manovra greca è stata accolta con sospetto da parte di diversi esperti, in quanto non solo proveniente da un Paese in piena crisi economica, ma, sopratutto, stretto alleato di Gazprom nella costruzione del Southstream: gasdotto sottomarino, sul fondale del Mar Nero, progettato dal monopolista russo – in collaborazione con l’italiana ENI, le tedesche Wintershall ed RWE, la francese EDF, la greca DESFA, e le compagnie nazionali macedone, serba, e slovena – per contrastare la politica di indipendenza energetica della Commissione Europea, ed aggirare Paesi UE politicamente invisi al Cremlino come Polonia, Stati Baltici, e Romania – a cui si aggiungono Moldova ed Ucraina. La candidatura dell’ITGI in alternativa al Nabucco non solo innalzerebbe la posta da offrire a Baku per l’ottenimento delle forniture, ma garantirebbe tempo a Mosca per realizzare il Gasdotto Ortodosso – com’è chiamato il Southstream – prima che l’UE riesca a garantirsi l’Indipendenza da Mosca com la conduttura di verdiana denominazione.

Matteo Cazzulani

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GUERRA DEL GAS: SI INASPRISCE IL CONFLITTO TRA LITUANIA E RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 18, 2011

Lo Stato Baltico ricorre alla Corte di Vilna contro l’ingerenza di Gazprom nella re-privatizzazione della compagnia statale secondo le direttive UE. Mosca risponde appellandosi all’Arbitrato Internazionale.  Difficile la revisione dei contratti con i partner europei

Il ministro dell'energia lituano, Arvidas Sekmokas

La guerra energetica in Europa finisce a carte bollate. Nella giornata di mercoledì’, 15 Giugno, il governo lituano si è appellato alla corte di Vilna per richiedere il sollevamento di Valerij Golubjev e Kiril’ Selenev da responsabilità direzionali nella compagnia energetica nazionale Lietuvos Dujos.

Come evidenziato dal Ministro dell’Energia, Arvidas Sekmokas, la presenza dei due russi – dirigenti di spicco del monopolista russo, Gazprom – è un palese ostacolo alla campagna di liberalizzazione del mercato del gas, che la Lituania sta approntando, secondo le direttive del Terzo Pacchetto Energetico UE.

Gestore dei gasdotti locali, oltre che responsabile dell’onerosa compravendita dell’oro blu di Mosca, la Lietuvos Dujos è controllata al 37,1% da Gazprom, ed al 38,7% dalla tedesca E.On, alleata dei russi: il governo ne ha programmato la ri-nazionalizzazione, lo scorporo, e la seguente re-privatizzazione ad enti autonomi da altri soggetti del mercato del gas. Un disegno che non è piaciuto a Mosca, che a sua volta, ha esposto ricorso all’Arbitrato Internazionale.

Rinegoziazioni difficili nel resto dell’Europa

Medesimo rapporto anche per quanto riguarda gli accordi con un’altra compagnia tedesca, la RWE, con cui un accordo sulla revisione delle clausole contrattuali non è stato trovato, malgrado le migliori intenzioni dichiarate da ambo le parti.

Leggermente migliore la situazione del monopolista russo nei confronti di altri colossi del Vecchio Continente, con cui il rinnovo delle forniture procede senza particolari problemi: tra essi, la francese Suez Gaz de France, e Gas Terra. Invece, per quanto riguarda un altro partner teutonico, E.On, le trattative si sono riaggiustate dopo un’iniziale rottura.

Lecito ricordare che Gazprom è legata a Suez Gaz de France ed E.On nel progetto NordStream: gasdotto sul fondale del Baltico concepito per aggirare Paesi ostili, come Lituania e Polonia.

Con RWE e Wintershall, invece, il monopolista russo è impegnato nella realizzazione del Southstream, simile progetto al precedente, a cui partecipa anche l’italiana ENI, ubicato sul fondale del Mar Nero per aggirare Romania, Ucraina, e Moldova.

 

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: TREGUA VICINA TRA LITUANIA E GAZPROM

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on April 15, 2011

Vilna richiede una diminuzione del 15% sul gas della Russia. Il monopolista di Mosca possibilista al dialogo

Il ministro dellenergia lituano, Arvydas Sekmokas

Verso la fine di un conflitto duraturo. Nella giornata di giovedì, 14 Aprile, il Governo Lituano, ed il monopolista russo, Gazprom, si sono accordati per la risoluzione amichevole della controversia sul gas, che ha visto opporsi fortemente Vilna e Mosca.

Come dichiarato dal Ministro per l’Energia dello Stato Baltico, Arvidas Sekmokas, la Lituania punta ad uno sconto del 15% sull’oro blu importato. Così, adattando il tariffario a quello applicato agli altri due Paesi dell’area, Estonia e Lettonia.

Aperture da parte della Russia i cui esponenti, nel corso di pre-trattative, nella giornata di mercoledì, 13 Aprile, si sono detti disponibili alla pronta risoluzione.

La privatizzazione dal sapore europeo

Lecito ricordare che la Lituania, per applicare il Terzo Pacchetto Energetico – legge UE che istituisce la liberalizzazione dei gasdotti – ha ipotizzato lo scorporo, e la seguente privatizzazione, della compagnia statale Lietuvos Dujos. Incaricata non solo della compravendita di oro blu dalla Russia, ma anche della gestione del sistema infrastrutturale di Vilna.

Ad oggi, è controllata al 37,1% da Gazprom, ed al 38,7% dalla tedesca E.On – alleata dei russi.

A sollevare perplessità, la condotta antinazionale del Capo di Lietuvos Dujos, Valerij Golubjev, nel contempo vice-capo di Gazprom, e responsabile dell’oneroso tariffario finora applicato alla Lituania.

Al tentativo di Vilna di riappropriarsi dei propri gasdotti, la Russia ha risposto mantenendo il prezzo di importazione inalterato. Viceversa, rinnovando i contratti con la maggior parte degli altri Paesi dell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani

LITUANIA: MAGGIORANZA DI CENTRO-DESTRA CONFERMA MINISTRO ANTI-GAZPROM

Posted in Paesi Baltici by matteocazzulani on March 12, 2011

L’opposizione socialdemoratica non riesce a sfiduciare il titolare dell’Energia, Arvydas Sekmokas, impegnato in una battaglia contro il monopolista russo del gas.

Il ministro dell'energia lituano, Arvydas Sekmokas

66 Deputati contro 54 a difesa degli interessi nazionali. Questo quanto accaduto in Lituania, dove la maggioranza di centro-destra ha respinto la sfiducia al Ministro dell’Energia, Arvydas Sekmokas.

A richiederla, i socialdemocratici, contrari alla posizione dell’esecutivo nei confronti del monopolista russo del gas, Gazprom. Dalle cui forniture, Vilna dipende fortemente.

In seguito ad un consistente aumento delle tariffe di importazione, Sekmokas ha denunciato la ratio politica dell’aumento dei prezzi di Mosca, ed avviato un’opera di reprivatizzazione della compagnia energetica statale, Lietuvos Dujos. Di cui Gazprom controlla il 37,1%.

Una situazione in contrasto con il Terzo Pacchetto Energetico UE, che prevede la liberalizzazione dei gasdotti dell’Unione Europea. Per questa ragione, il Ministro ha richiesto pubblicamente le dimissioni del Direttore Generale dell’ente lituano, Valerij Golubjev. Nel contempo, Vice-Capo del monopolista russo.

La sfiducia come revanche politica

Dunque, confermata la linea della maggioranza del Paese Baltico, composta dalla moderata Unione della Patria — la forza del Premier, Andrius Kubilius — dal conservatore Partito della Rinascita Nazionale, e dal Movimento Liberale.

Un risultato importante, anche per gli equilibri interni di Vilna. Pochi giorni prima, ad essere sfiduciato è stato il ministro ell’economia, Dainius Kreivys.

Un grave colpo, che, secondo gli esperti avrebbe galvanizzato l’opposizione socialdemocratica, spingendola ad abusare del voto di sfiducia, per cercare successi ben lungi dall’essere ottenuti mediante il voto popolare.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: LITUANIA CONTRO GAZPROM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 4, 2011

Vilna reagisce alla politica dei prezzi del monopolista russo, e ne minaccia l’esclusione dal suo mercato interno

Una vignetta satirica dal sito di Robert Amsterdam.

Basta con le tariffe politiche per il gas di Mosca. Questa la posizione ufficiale della Lituania, espressa, nella giornata di giovedì, 3 Marzo, dal Ministro dell’Energia, Arvidas Semkokas.

Vilna, insoddisfatta dell’aumento prezi imposti dalla Russia pr l’oro blu, ha accusato il monopolista russo, Gazprom, di concorrenza sleale, e mancato rispetto dei patti.

“Attendiamo uina risposta da Mosca — ha illustrato il ministro — vogliamo tariffe giuste”.

Ma il governo lituano non si è limitato alle dichiarazioni. Come evidenziato da Semkokas, è stato riestratto dal cassetto il progetto di legge sulla reprivatizzazione della compagnia statale, Lietuvos Dujos, controllata al 37,1% da Gazprom.

Secondo il DDL, Vilna riacquisirebbe l’intero pachetto della compagnia, per poi suddividerla in due distinti enti, impegnati rispettivamente nella gestione dei gasdotti, e nella compravendita di gas.

Successivamente, un nuovo appalto li restiuirebbe nelle mani di privati. E, così, escluderebbe il monopolista russo dal controllo del settore energetico nazionale.

Gazprom con un piede in Lituania

Un provvedimento che, come spiegato dal governo lituano, è in linea con la filosofia del Terzo Pacchetto Energetico UE, che prevede la liberalizzazione del possesso delle infrastrutture energetiche dei Paesi del Vecchio Continente.

Lo scontro tra la Lituania e Gazprom si è inasprito lo scorso 10 Febbraio, quando lo stesso Semkokas ha richiesto pubblicamente le dimissioni per condotta antinazionale del Direttore Esecutivo di Lietuvos Dujos, Valerij Golubjev.

Nel contempo, anche Vice Capo del monopolista russo.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: CONTRO GAZPROM OFFENSIVA POLACCO-LITUANA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 10, 2011

Il governo della Lituania per le dimissioni dell’Amministratore Delegato della propria compagnia nazionale, nel contempo, Vice Capo del monopolista russo. La Polonia chiede sconti sulle tariffe

Una vignetta satirica dal sito di Robert Amsterdam

A casa per condotta anti-nazionale e conflitto di interessi. Secca è stata la richiesta del governo lituano alla propria compagnia energetica statale, Lietuvos Dujos, stanco di una dirigenza dannosa per gli interessi di Vilna.

Come sostenuto dal Ministro dell’Energia, Arvidas Semkokas, è inconcepibile che a governare l’azienda sia il Direttore Esecutivo, Valerij Golubjev. Nel contempo, anche Vice Capo del monopolista russo, Gazprom.

Una situazione lesiva degli interessi della Lituania, da risolvere al più presto, con le dimissioni del russo.

“La compagnia — ha dichiarato il Ministro — agisce come una filiale di Gazprom, ed ignora le strategie del governo, per la sicurezza del Paese”.

Lietuvos Dujos è controllata per il 37,1% da Gazprom, e per il 38,9% dalla tedesca E.ON Ruhrgas, stretta alleata dei russi. Solo il restante 17,7% appartiene al governo lituano, intenzionato ad aumentarne la presenza.

Dalla sua, il Terzo Pacchetto Energetico UE, che obbliga i Paesi del Vecchio Continente a liberalizzare la gestione dei gasdotti. Nel caso lituano, di proprietà Lietuvos Dujos. Ergo, del monopolista russo, e del suo partner tedesco.

Varsavia vuole tornare europea

Attiva anche la Polonia, la cui compagnia statale, PGNiG, ha richiesto a Gazprom la revisione del tariffario, calibrandolo allo standard, adottato con gli altri acquirenti ocidentali.

Per rafforzare il legame con le singole compagnie del Vecchio Continente, Mosca ha siglato solamente accordi di lungo termine, concedendo ai partner sensibili sconti, come ricompensa per tale impegno.

Così è stato per l’italiana ENI, la francese Suez-Gaz de France, E.ON Ruhrgas, e le compagnie lettoni ed estoni.

Ma non per Varsavia. Che, dipendente all’89% da Gazprom, in continua lite con l’alternativa ucraina Naftohaz, ed amministrata da una politica estera filorussa, ha accettato un incremento sia della durata del contratto, che del tarriffario imposto.

Condiozioni onerose. A cui, inizialmente, i polacchi hanno aggiunto anche la cessione dei propri gasdotti.

Poi ritirata, a seguito della condanna di un’Unione Europea, fortemente preoccupata dalla possibile gestione di Mosca di infrastrutture cruciali per l’approvvigionamento energetico continentale.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: GAZPROM ROMPE IL FRONTE BALTICO

Posted in Guerra del gas, Paesi Baltici by matteocazzulani on December 25, 2010

Sconti sul gas per Estonia e Lettonia, che compreranno più oro blu. Lituania estromessa dall’accordo. Tariffe agevolate anche per la Bielorussia

Il premier russo, Vladimir Putin

Sotto l’Albero del Cremlino, regali per Estonia e Lettonia. Carbone per Lituania. La parafrasi natalizia ben rappresenta quanto accaduto nella giornata di venerdì 24 dicembre.

Il monopolista russo, Gazprom, ha comunicato che, con l’Anno Nuovo, a Tallin e Riga sarà applicato uno sconto sulle tariffe del gas del 15%. Un dato non di poco conto, per due Paesi fortemente dipendenti dall’oro blu di Mosca.

Alla base della decisione, l’impegno a riportare i consumi ai livelli del 2007. In sostanza, Estoni e Lettoni importeranno più gas.

Niente taglio della bolletta, invece, per la Lituania. “Non ci sono le condizioni” ha tagliato corto, alla RIA Novosti, il vice capo di Gazprom, Valerij Golub’jev.

Secondo alcuni esperti, Vilna pagherebbe la forte opposizione politica a Mosca. Ruolo ereditato dalla Polonia, oggi in preda ad una politica estera improntata sulla concordia komorowskiana — un obamiano volemose bene, senza se se senza ma — e sul riavvicinamento alla Russia.

La Befana per Lukashenka

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Invece, chi i regali li riceverà non più tardi dell’Epifania è la Bielorussia. Golub’jev ha promesso un taglio delle tariffe anche per Minsk, dal momento in cui il governo bielorusso ha aderito all’unione doganale russo-kazaka.

Una CEE euroasiatica, che Mosca, dal 2012, punta ad estendere ad altri Paesi del Mondo ex-sovietico, quali Tadzhikistan, Armenia, Kyrgystan ed Ucraina.

Matteo Cazzulani