LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCHE UN DISSIDENTE ANTI-SOVIETICO TRA I NUOVI INDAGATI. E NEL PROCESSO A JULIJA TYMOSHENKO SCOMPAIONO IMPORTANTI DOCUMENTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 30, 2011

18 politici dell’Opposizione Democratica convocati per interrogatori in seguito alle manifestazioni del Giorno dell’Indipendenza, tra cui uno dei suoi protagonisti, Levko Luk’janenko, il capo di Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylrenko, l’esponente di Narodna Samooborona, Oles Donij ed il Vice-Leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov. Nel processo alla Leader dell’Opposizione Democratica spariti diversi faldoni certificanti l’inconsistenza delle accuse

Il Vice-Leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Un dissidente politico protagonista della libertà del suo Paese indagato per disobbedienza alle autorità. Levko Luk’janenko è uno dei 18 Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica finiti nel mirino della Procura per le manifestazioni pacifiche dello scorso 24 Agosto, Giorno dell’Indipendenza Ucraina, in cui circa 10 mila dimostranti hanno pacificamente marciato da piazza Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale – a Vulycja Volodymyrs’ka, dove sono stati fermati dai manganelli e dai gas lacrimogeni della polizia, in assetto anti-sommossa.

“La faccenda ha del ridicolo – ha dichiarato Andrij Pavlovs’kyj, Deputato Nazionale di Bat’kivshchyna, il maggiore partito dell’Opposizione Democratica – un eroe della nazione, per 27 anni in galera per disobbedienza al regime sovietico, oggi viene indagato per avere festeggiato quell’Indipendenza a cui ha fortemente contribuito, anche e sopratutto con il proprio sacrificio”.

Signorile la risposta dello stesso Luk’janenko, che,ha risposto alla convocazione in Procura con una nota personale, in cui ha accusato le Autorità di avere inscenato una provocazione con risvolti violenti, per la quale a pagare non deve essere chi ha altresì dimostrato in maniera ordinata e pacifica.

Certo è che tra i 18 convocati per audizioni ci sono anche esponenti di spicco del dissenso di oggi, che ha visto una decina di forze politiche dell’Opposizione Democratica unirsi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura: tra essi, V’jacheslav Kyrylenko, Oles’ Donij, ed Oleksandr Turchynov, rispettivamente capo di Za Ukrajinu, guida di Narodna Samooborona, e vice-coordinatore di Bat’kivshchyna, nonché braccio destro della carismatica Leader del campo arancione, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, oggi reclusa in isolamento, e processata per gestione fraudolenta del bilancio statale ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Documenti importanti eliminati dagli atti

Proprio nel corso dell’ennesima seduta del processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica la difesa ha rilevato la scomparsa di una parte consistente dei capi d’accusa, fondamentale per certificare l’innocenza dell’imputata. Nello specifico, 213 pagine, eliminate dalle 522 contenute in 14 faldoni, a cui se ne aggiungono altri 13 compilati dai Servizi Segreti prima dell’apertura del processo.Inoltre, gli avvocati difensori hanno richiesto alla Corte la verifica dell’effettiva competenza del pool di esperti che, in soli due giorni, ha certificato la sconvenienza degli accordi per il gas firmati dalla Tymoshenko.

“Un approfondimento dalla dubbia serietà – ha evidenziato l’avvocato difensore, Mykola Siryj – poiché, come dimostrato da altre rilevazioni, i contratti del Gennaio 2009 hanno consentito alle casse statali guadagni, e non perdite”.

Tuttavia, il Giovane Giudice, Rodion Kirejev, ha negato alcuna inchiesta, così come in sedute precedenti si è rifiutato di accludere agli atti lo studio dell’autorevole compagnia Ernst and Young, certificante gli effettivi guadagni derivanti dagli accordi per la parte ucraina, seppur nel lungo periodo, e non nell’immediato. Inoltre, il PM ha nuovamente respinto la richiesta di una pausa nel processo, fondamentale per la presa visione delle imputazioni, ed il consulto con gli avvocati, per una Julija Tymoshenko detenuta in isolamento dallo scorso venerdì, 5 Agosto.

Lecito ricordare che la maggior parte dei testimoni, sopratutto quelli convocati dall’accusa, ha scagionato la Leader dell’Opposizione Democratica dall’accusa di Abuso d’Ufficio, e che a criticare quello che stato definito un processo politico ai danni dell’anima della Rivoluzione Arancione sono stati Unione Europea, USA, Consiglio d’Europa, Maggiori Cancellerie del Mondo Libero Occidentale, Capi delle chiese e delle confessioni ucraine, persino la Federazione Russa, e principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

MANIFESTAZIONI DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA PER LA LIBERAZIONE DI JULIJA TYMOSHENKO CONTRASTATE NEL GIORNO DELL’INDIPENDENZA UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 25, 2011

A Kyiv, la polizia vieta e si oppone con la forza alle manifestazioni del campo arancione per il ventesimo compleanno dell’Ucraina ed in solidarietà della Leader dell’Opposizione Democratica, reclusa in isolamento. “Non ci arrendiamo” il messaggio dell’ex-Primo Ministro, mentre ritorna la minaccia energetica della Russia

Le manifestazioni dell'Opposizione Democratica represse a Kyiv. FOTO RIA NOVOSTI UKRAINE

Il centro transennato, la polizia in tenuta antisommossa in ogni angolo della Capitale, manifestazioni vietate, cariche, gas lacrimogeni, concerti e campi da street basket improvvisati per distrarre l’attenzione dei passanti. E’ così che come Mosca, Pechino, Minsk e Pyongyang è apparsa Kyiv nel Giorno dell’Indipendenza ucraina, il 24 Agosto 2011.

Una mesta modalità per festeggiare il ventesimo compleanno, colto al volo dall’Opposizione Democratica per protestare contro il processo e l’arresto politico della sua Leader, Julija Tymoshenko, e per, finalmente, unirsi in un’unica azione di protesta, che ha riunito circa 10 mila dimostranti dei partiti Bat’kivshchyna – la Forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione ed ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko – Front Zmin – quella dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk – Narodnyj Rukh – quella dell’ex- Ministro degli esteri dei governi arancioni, Borys Tarasjuk – Reformy i Porjadok – quella del Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev – e Narodna Samooborona – quella dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altro detenuto politico, in isolamento dallo scorso 26 Dicembre.

A coordinare l’azione, Oleksandr Turchynov, braccio destro di Julija Tymoshenko, che ha invitato a formare un corteo per marciare fino al Majdan Nezalezhosti ed all’Amministrazione Presidenziale di Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un rinato autoritarismo politico che ha portato a repressioni su oppositori politici, media indipendenti, e giornalisti, come certificato dalle più importanti ONG internazionali. Tuttavia, nulla da fare per i dimostranti: la piazza-sede della Rivoluzione Arancione è stata transennata al pari delle vie adiacenti, ed ivi sono stati organizzati concerti e tornei di pallacanestro su strada. Gli automobilisti diretti al presidio sono stati fermati ed invitati a tornare indietro, mentre alla marcia pacifica dei manifestanti, la polizia ha risposto con lacrimogeni e percosse.

“Le forze di polizia hanno preparato una provocazione – ha dichiarato in serata Arsenij Jacenjuk – in pieno stile da regime. Da parte mia – ha continuato – ho richiesto alle autorità UE ed USA di prendere provvedimenti. Oggi – ha terminato, intervistato sul 5 Kanal – mi è stato negato il permesso di recarmi in isolamento presso Julija Tymoshenko”.

La stessa Leader dell’Opposizione Democratica ha lanciatoli proprio messaggio di auguri dalla cella: un grido dal freddo di una prigione che la ha gia vista ospite dieci anni fa, sempre per motivi politi, ma che proprio per questo non deve abbattere i dimostranti.

L’appello di Julija Tymoshenko e la minaccia del Cremlino

“Ieri sotto Kuchma, oggi sotto Janukovych – ha dichiarato l’anima della Rivoluzione Arancione – i giubilei della mia Patri li passo tutti in carcere. Ma la situazione migliorera, e tutto andra bene. Lo so, ne sono convinta, e certa. In 20 anni di vita, l’Ucraina ha dimostrato di volere vivere come una nazione indipendente ed europea”.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata confinata in patria, processata, ed addirittura arrestata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con Vladimir Putin, l’allora suo collega russo.

Ed e proprio dalla Federazione Russa che è arrivato l’augurio piu plumbeo al compleanno di quella che Mosca considera una sua ex-Colonia, con il Presidente, Dmitrij Medvedev, che ha ricordato a Kyiv che l’unico modo per collaborare in materia energetica con Mosca e la cessione della gesione dei gasdotti ucraini.

“L’unica offerta che renderebbe interessante il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi – ha dichiarato il Capo di Stato russo nel corso di un incontro con il Primo Ministro cinese – sul medesimo modello di quanto già accade con la Bielorussia”.

Segnali preoccupanti, che lo stesso Janukovych sembra non avere recepito, così come la protesta al trattamento riservato a Julija Tymoshenko espressa, oltre che dalla stessa Russia, anche da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti, dalle più importanti Rappresentanze  Diplomatiche del Mondo libero occidentale, e dalle maggiori ONG indipendenti. “Prosperità ad un Paese sempre più gioioso” sono state le parole del Presidente in occasione del ventennale dell’Ucraina. Un compleanno importante, festeggiato nel più amaro dei modi.

Matteo Cazzulani

PER JULIJA TYMOSHENKO INDIPENDENZA IN PRIGIONE

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on August 24, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica resta in carcere, malgrado la Festa Nazionale, e la madre malata a Dnipropetrovs’k. Il Presidente, Viktor Janukovych, promette l’Europa malgrado la repressione politica ostacoli l’integrazione di Kyiv con Bruxelles

La milicija rimuove un adesivo in sostegno a Julija Tymoshenko sul blindato su cui e costretta a viaggiare

Alla vigilia del Giorno dell’Indipendenza, la statua di Diana, a Leopoli, nella centralissima Ploshcha Rynok, e vestita con gli abiti tradizionali, mentre a Kyiv l’anima della Rivoluzione Arancione e spogliata di ogni diritto, anche di quelli famigliari. Nella giornata di martedi, 23 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, si e vista negare il permesso di recarsi a Dnipropetrovs’k per visitare la madre, seriamente malata, come la stessa imputata.

Una decisione impopolare, che ha scatenato la reazione dei Deputati Nazionali presenti in sala, anche perche ad essa si e sommata l’ennesima revoca della scarcerazione dall’isolamento per l’ex-Primo Ministro: la decima da quando e iniziato un processo, in cui Julija Tymoshenko non ha nemmeno il diritto di essere visitata dai propri medici di fiducia.

“E una atto puramente politico – ha illustrato il Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev – con lo scopo di eliminare l’esponente piu influente del campo arancione dalle prossime elezioni. A nostra volta – ha continuato, sempre ai microfoni di Radio Liberty – non ci arrendiamo, e per il Giorno dell’Indipendenza scenderemo in piazza, per protestare contro il rinato autoritarismo del Presidente, Viktor Janukovych”.

Una dimostrazione che si preannuncia calda, anche perche le autorita cittadine – leali al Capo di Stato – hanno vietato azioni politiche nel pieno centro, permettendole solo nell’area del Monumento a Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale. Cio nonostante, Oleksandr Turchynov, braccio destro di Julija Tymoshenko, ha evidenziato come il corteo si dirigera comunque lungo il Majdan Nezalezhnosti ed il Khreshchatyk, dove l’Opposizione Democratica – riunitasi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura – ha installato una tendopoli per protestare contro il processo politico ai danni della sua Leader: accusata di abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

La retorica URSS del Capo di Stato che guarda all’UE

Se per il campo arancione il Giorno dell’Indipendenza sara una prova di unita, per il Presidente, Viktor Janukovych, e stata l’occasione per le ennesime promesse a vuoto, condite con un filo di retorica di sovietica memoria. Nel corso del tradizionale messaggio alla nazione ha promesso la continuazione della lotta alla corruzione e, sopratutto, una veloce integrazione nell’Unione Europea, con la creazione della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina.

Scenario di non sicura realizzazione, poiche  il rispetto del multipartitismo, delle liberta politche, di stampa, parola, ed espressione sono condizione inprescindibile per la firma dell’Acordo di Associazione UE-Ucraina: l’arresto, ed il trattamento disumano a cui e sottoposta Julija Tymoshenko, portano Kyiv sempre piu lontano da ogni prospettiva continentale, riavvicinandola alle fauci di Mosca.

Lecito ricordare che a contestare il processo politico a cui e sottoposta la Leader dell’Opposizione Democratica sono stati Unione Europea, Stati Uniti d’America, diverse cancellerie dei principali Paesi occidentali, Consiglio d’Europa, maggiori ONG indipendenti, persino la Russia ed i capi delle Chiese cattoliche ed ortodosse del Paese.

Matteo Cazzulani