LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

SOCHI: PUTIN OCCUPA PARTE DELLA GEORGIA E PREPARA L’OFFENSIVA IN UCRAINA

Posted in Russia by matteocazzulani on February 6, 2014

La Russia occupa 11 chilometri del territorio georgiano per questioni di sicurezza inerenti alle Olimpiadi Invernali, ma la mossa vuole bloccare le forniture di gas dell’Azerbaijan dirette in Unione Europea. Mosca pronta a supportare la federalizzazione dell’Ucraina per separare il Paese ed annettere le regioni orientali nell’Unione Doganale Eurasiatica.

Undici chilometri che limitano la sovranità territoriale di un Paese indipendente e che mettono a serio repentaglio la sicurezza energetica dell’Europa. Nella giornata di martedì, 5 Febbraio, la Federazione Russa ha dichiarato di avere occupato 11 chilometri del territorio della Georgia per garantire il controllo dei dintorni di Sochi, la sede delle Olimpiadi Invernali che i principali Capi di Stato del Mondo libero occidentale -dal Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, a quello tedesco, Joachim Gauck fino al Capo di Stato francese Francois Hollande- hanno deciso di boicottare per protestare contro le violazioni dei Diritti Umani da parte del Presidente della Russia, Vladimir Putin.

Il territorio occupato riapre una crisi politica tra Russia e Georgia, in quanto esso appartiene all’Abkhazia: regione georgiana strappata da Mosca dopo l’aggressione militare dell’Agosto 2008, alla quale è seguita una fase di stallo che ancora vede l’esercito russo infrangere la sovranità territoriale di Tbilisi.

Oltre che una dimostrazione di forza nei confronti della Georgia, Mosca intende avvicinare la propria frontiera all’area in cui transita il Gasdotto del Caucaso Sud Orientale: infrastruttura che veicola il gas proveniente dall’Azerbaijan in Turchia da cui si rifornirà il Gasdotto Trans Adriatico -TAP, progettato dall’Unione Europea per diversificare le forniture di oro blu veicolando carburante azero in Italia attraverso Grecia ed Albania.

Simile offensiva nei confronti dell’Europa è quella che la Russia sta preparando in Ucraina, dove, come dichiarato in un’intervista al Kommersant” dal Consigliere principale del Presidente Putin, Sergey Glazyev, Mosca sostiene la federalizzazione del Paese sul modello della Groenlandia, con la concessione di poteri di politica fiscale, monetaria ed estera alle singole regioni.

La proposta federalista della Russia, come dichiarato da Glazyev, permette alla parte occidentale dell’Ucraina di entrare nell’UE, mentre le regioni orientali potrebbero aderire all’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale progettato da Mosca per estendere l’influenza della Federazione Russa nel Mondo ex-sovietico e, come dichiarato a più riprese dallo stesso Putin, contrastare l’UE nella competizione economica mondiale.

Se realizzata, la teoria federalista comporterebbe un danno enorme per l’UE, che si ritroverebbe a dovere integrare la parte occidentale dell’Ucraina economicamente più povera, anche se culturalmente più ricca, mentre la Russia di Putin prenderebbe possesso della zona più industrializzata.

Inoltre, il venir meno di un’Ucraina indipendente e unita pone a serio repentaglio la sicurezza di tutta l’UE, in quanto la Russia di Putin si sentirebbe legittimata pretendere la polverizzazione della sovranità anche di altri Paesi dell’ex-blocco sovietico per rafforzare la sua presenza nel Mondo ex-URSS ed incrementare la pressione politica ed economica su Bruxelles, continuando ad avvalersi del gas come strumento geopolitico -come finora, del resto, Mosca ha sempre fatto.

Yanukovych affida il Premierato ad Arbuzov

A proposito dell’Ucraina, continua la chiusura del Presidente, Viktor Yanukovych, alle richieste di discontinuità da parte dell’opposizione, che si sono fatte più pressanti dopo l’uccisione di almeno sette dimostranti da parte della polizia di regime Berkut e l’arresto di diverse centinaia di altri dissidenti.

Con un decreto urgente, il Presidente Yanukovych ha cambiato alcuni articoli della Costituzione per permettere al Premier ad Interim da lui nominato, Serhiy Arbuzov, e ai Ministri dimissionari -tra cui il titolare del Dicastero degli Interni, Vitaly Zakharchenko, la persona che ha autorizzato la polizia a sparare sui manifestanti dell’opposizione in diverse occasioni- di esercitare a pieno titolo le funzioni di Governo.

La mossa di Yanukovych contrasta con le richieste della Comunità Internazionale, che ha posto come condizione necessaria per evitare l’inasprirsi della crisi la formazione di un Governo tecnico di unità nazionale, incaricato di restituire al Parlamento i poteri ad esso sottratti dal Presidente ucraino nel 2010, e di organizzare nuove Elezioni libere e regolari.

Infine, la concessione ad Arbuzov del Premierato non crea alcuna discontinuità con il passato, quando la carica di Premier è stata ricoperta finora da Mykola Azarov: il braccio destro di Yanukovych che si è sempre dimostrato pronto a realizzare le direttive imposte dal Presidente.

Matteo Cazzulani

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EURO 2012: ANCHE CAMERON E IL SUO ESECUTIVO BOICOTTANO JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 8, 2012

Il governo britannico comunica l’assenza di ogni suo esponente alle partite del campionato europeo di calcio che si svolgeranno negli stati ucraini per protestare contro la detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. In forse anche la presenza del Cancelliere tedesco, Angela Merkel

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

In Polonia si, in Ucraina no. Questa è la scelta del governo della Gran Bretagna che, nella giornata di giovedì, 7 Giugno, ha dichiarato per via ufficiale l’intenzione di boicottare il campionato europeo di calcio in Ucraina.

Come dichiarato dall’ufficio stampa di Downing Street, e riportato dall’autorevole Guardian, l’esecutivo britannico ha motivato l’assenza di suoi rappresentanti alle partite di Euro 2012 che si giocheranno negli stadi ucraini in segno di protesta nei confronti della deriva autoritaria che ha portato all’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui la Leader della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko.

“Il Governo appoggia la squadra nazionale inglese, ma nessun Ministro sarà presente alle partite della fase a gironi – riporta la nota del Governo – la partecipazione di esponenti dell’esecutivo alle seguenti partite dipenderà dal Paese in cui saranno giocate, e dallo stato della democrazia in Ucraina”.

La notizia del boicottaggio è stata comunicata alla vigilia del calcio d’inizio della rassegna sportiva continentale, ospitata in quattro stadi polacchi e in altrettanti impianti ucraini. Oltre alla Gran Bretagna, a optare per il boicottaggio di Euro 2012 in segno di protesta per il regresso democratico in atto a Kyiv sono stati anche i vertici politici di Francia, Belgio, Paesi Bassi e, sopratutto, della Commissione Europea.

Incerta è la posizione del Cancelliere tedesco, Angela Merkel, che, nonostante abbia per prima avanzato l’ipotesi di boicottare Euro 2012 per richiedere la liberazione della Tymoshenko e il ripristino della democrazia in Ucraina, non ha ancora deciso se recarsi o meno presso gli stadi ucraini.

Janukovych invita la Merkel a Kyiv

A poche ore dalla notizia del boicottaggio tedesco, la Merkel ha ricevuto l’invito ufficiale da parte del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, che ha proposto alla Merkel di assistere alla partita conclusiva della rassegna sportiva, in programma a Kyiv.

In Germania, chi non ha dubbi è il Capo dello Stato, Joachim Gauck, che per primo ha sostenuto l’idea di boicottare l’europeo di calcio. Posizione altrettanto chiara, ma differente da quella del Presidente teutonico, è quella della Polonia, i cui vertici politici hanno considerato come impropria e pericolosa l’idea di non partecipare alla rassegna sportiva.

Il Premier polacco, Donald Tusk, ha evidenziato come l’assenza delle Autorità europee possa comportare l’insuccesso della manifestazione, e, a colloquio con la Merkel, ha illustrato come sia la stessa Julija Tymoshenko a non apprezzare il boicottaggio del campionato europeo di calcio nel suo Paese.

Il Presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski, ha sollevato a più riprese la questione del rispetto della democrazia e dei diritti umani in Ucraina, ma ha anche sottolineato il pericolo che una rottura diplomatica con Kyiv, e il suo totale isolamento dal’UE che ne conseguirebbe, ha per la sicurezza nazionale ed energetica di tutta l’Europa.

Julija Tymoshenko è uno dei circa dieci esponenti dell’Opposizione Democratica arrestati per motivi politici dalla salita al potere del Presidente Janukovych. Ella è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

A sua volta, il Capo di Stato ucraino Janukovych ha accentrato nelle sue mani ampi poteri sottratti al Parlamento, ha avviato un forte controllo sulla stampa, e ha falsificato l’esito delle elezioni amministrative.

Matteo Cazzulani

JANUKOVYCH RINVIA IL VERTICE DI JALTA. LA TYMOSHENKO TRASFERITA IN OSPEDALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 9, 2012

Isolato dalla comunità internazionale, il Presidente ucraino congela il summit dei Paesi dell’Europa Centrale, mentre la Leader dell’Opposizione Democratica interrompe lo sciopero della fame, e accetta il trasferimento presso una struttura ospedaliera per ricevere le cure dei medici tedeschi

Le percosse subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

“Considerando l’indisponibilità a presenziare da parte di moti Paesi, riteniamo utile spostare il vertice dei Paesi dell’Europa Centrale ad un termine successivo”. Laconica, tagliente, al limite del rassegnato, è stata la comunicazione con cui l’Addetto Stampa del Ministero degli Esteri ucraino, Oleksandr Dykusarov, ha reso nota la decisione del Presidente, Viktor Janukovych, di rinviare il vertice di Jalta.

Al summit, che rappresenta un avvenimento di importanza notevole nella politica internazionale, quasi tutti i Capi di Stato invitati hanno dichiarato la loro assenza per protestare contro le condizioni disumane a cui è soggetta la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko: detenuta in isolamento in seguito a una condanna politica, e di recente persino percossa dalle Autorità carcerarie nella sua cella.

Intenzionati a boicottare il vertice di Crimea sono stati i Presidenti di Germania Joachim Gauck, Repubblica Ceca Vaclav Klaus, Austria Heinz Fischer, Estonia Henryk Ilves, Bosnia Erzegovina Bakir Izetbegovic, Lettonia Andris Berzins, Croazia Ivo Josipovic, Montenegro Filip Vujanovic, Bulgaria Rosen Plevneliev, ma non quelli di Polonia, Slovacchia e Moldova, Bronislaw Komorowski, Ivan Gasparovic, e Nicolae Timofti, che hanno evidenziato come l’assenza a Jalta dei colleghi europei possa profondamente isolare l’Ucraina dall’Occidente, e rischi di consegnare Kyiv alla sfera di influenza della Russia.

Diversa è stata la posizione della Presidente della Lituania, Dalia Grybauskaite, che ha confermato la sua presenza al vertice solo dopo avere ottenuto da Janukovych il permesso di visitare la Tymoshenko presso la sua cella: una possibilità che finora le Autorità ucraine hanno negato a molti, tra cui esponenti politici dell’Unione Europea e l’ambasciatore francese per i Diritti Umani, Francois Zimeray.

Alla notizia del congelamento del vertice di Jalta, il Presidente della Commissione del Parlamento Europeo per i rapporti con l’Ucraina, Pawel Kowal, ha evidenziato come le Autorità ucraine da oggi debbano dimostrare al più presto di saper risolvere la questione del rispetto dei diritti umani per non peggiorare le relazioni con Bruxelles.

Dal canto suo, la Grybauskaite ha comunicato di non voler rinunciare alla visita alla Tymoshenko, e per questa ragione non ha cancellato il viaggio in Ucraina. Komorowski, invece, ha sottolineato come la decisione di congelare il vertice sia utile per consentire una più approfondita riflessione in merito ai rapporti tra Kyiv e l’Unione Europea.

La Leader dell’Opposizione Democratica accetta le cure

Nel contempo, la Leader dell’Opposizione Democratica ha comunicato la sospensione dello sciopero della fame, ed ha accettato il trasferimento presso l’ospedale dei ferrovieri di Kharkiv una volta ottenuto il permesso di essere curata dal medico tedesco Lutz Harms: su cui la Tymoshenko ripone piena fiducia.

Come comunicato dalla figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Jevhenija, la Tymoshenko per una ventina di giorni si è nutrita di sola acqua, ed è dimagrita di 10 chili. Sulla decisione di interrompere la protesta ha pesato il parere del Dottor Harms, che ha illustrato l’impossibilità di avviare il programma di cure mediche con una paziente malnutrita.

Durante il primo tentativo di curare Julija Tymoshenko, che ha avuto luogo il 20 Aprile, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata picchiata e costretta con la forza al trasferimento dal carcere da parte di agenti del servizio di polizia carceraria. In risposta, la Tymoshenko ha rifiutato ogni forma di assistenza, ed ha avviato l’astensione dal cibo in segno di protesta.

La Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento per avere firmato nel 2009 – quando ha ricoperto la carica di Primo Ministro – accordi energetici con la Russia ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato. L’8 Dicembre, alla Tymoshenko – già detenuta in carcere – è stato poi sentenziato un secondo arresto perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo delle indagini di un secondo procedimento aperto a suo carico per evasione fiscale.

Secondo la diagnosi formulata da un’équipe di medici tedeschi e canadesi – che su pressione della Comunità Internazionale hanno potuto visitare la Leader dell’Opposizione Democratica – la Tymoshenko è affetta da un’ernia del disco, che se non curata adeguatamente può portare l’ex-Primo Ministro alla paralisi.

Dinnanzi all’insufficiente assistenza medica fornita dalle Autorità carcerarie, a offrire ospitalità presso le strutture mediche di Paesi occidentali sono stati il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ed il Capo del Dipartimento Federale per gli Affari Esteri della Svizzera, Didier Burchalter.

Condanne al Presidente Janukovych per il mancato rispetto dei Diritti Umani in Ucraina sono pervenute a più riprese da Unione Europea, Stati Uniti d’America, Consiglio d’Europa, NATO, ONU, Canada, Australia, e persino dalla Federazione Russa.

Matteo Cazzulani

L’Unione Europea contro Viktor Janukovych: per le violenze a Julija Tymoshenko a rischio l’Europeo di calcio in Ucraina

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 1, 2012

Il Capo UEFA, Michel Platini, si e dichiarato possibilista sulla sottrazione dell’organizzazione della rassegna sportiva a Kyiv, e il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, insieme con altri esponenti politici di rilievo dell’UE, critica il Presidente ucraino per l’arresto e le violenze alla Leader dell’Opposizione Democratica. La Polonia difende la manifestazione, e gli arancioni ucraini invitano a sanzioni dirette ai membri dell’Amministrazione Presidenziale.

Niente campionato di calcio se gli oppositori sono in catene. E tanto risoluta quanto netta la posizione espressa dai maggiori leader politici dell’Unione Europea nei confronti dell’Ucraina: paese in cui, dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych, la repressione attuata dalle Autorità a carico degli oppositori, culminata con l’arresto e le percosse a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, mette a rischio la realizzazione del campionato europeo di calcio del 2012.

A inoltrare la proposta e stato il Presidente della UEFA, Michel Platini, il cui addetto stampa, in un’intervista all’autorevole Suddeutsche Zeitung, lunedì, 30 Aprile, ha evidenziato come la situazione interna all’Ucraina, aggravata dal recente scoppio di quattro ordigni a Dnipropetrovs’k, stia portando a una seria riflessione sull’opportunità di realizzare o meno la manifestazione sportiva in un Paese che si sta rivelando sempre più insicuro e autoritario.

Una forte condanna all’Ucraina e pervenuta anche dal Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, che sempre lunedì, 28 Aprile, ha rilasciato una nota all’autorevole agenzia PAP, nella quale ha evidenziato la mancata volontà di presenziare in Ucraina ad alcuna partita del campionato di calcio, e ha collegato la sua partecipazione alla risoluzione del caso Tymoshenko.

Il giorno precedente, una simile posizione e stata presa dal Commissario Europeo per la Giustizia, Vivianne Reding, che all’Eu Observer ha dichiarato come la mancata liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica pregiudichi la sua presenza accanto alle Autorità ucraine durante la rassegna sportiva UEFA.

Aperta critica a Janukovych – che dall’Opposizione Democratica e ritenuto il responsabile dell’ondata di arresti politici a carico degli arancioni – e pervenuta anche dal Presidente della Repubblica Ceca, Vaclav Klaus, da quello sloveno, Danilo Tuerk, e da quello austriaco, Heinz Fischer, che hanno seguito l’esempio del loro collega tedesco, Joachim Gauck, nel declinare l’invito al summit dei Capi di Stato dell’Europa Centrale – in programma proprio a Kyiv sotto la conduzione dell’Amministrazione Presidenziale locale.

Alle innumerevoli defezioni alla rassegna UEFA registrate nella sola giornata di lunedì, 30 Aprile, occorre aggiungere quelle precedentemente dichiarate in Germania dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel, dal Ministro degli Interni e dello sport, Hans Peter Friedrich, da quello dell’Ambiente, Norbert Roettgen, e dal capo dell’opposizione, Sigmar Gabriel.

In Italia, simile posizione e stata sostenuta dal segretario dell’UDC, Pierferdinando Casini, mentre Il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha espresso perplessità circa la reale efficacia del boicottaggio degli europei, accanto a una forte critica del regime di Janukovych, e a una crescente preoccupazione per le condizioni di salute della Tymoshenko.

Ma gli oppositori ucraini chiedono il contrario

A difendere la realizzazione del campionato di calcio e stata la Polonia, che assieme all’Ucraina organizza la manifestazione sportiva. Come dichiarato a TVN dal portavoce del Ministro degli Esteri polacco, Marcin Bosacki, ogni invito al boicottaggio dell’Europeo di calcio e priva di fondamento e di razionalità, in quanto confonde un’emergenza politica con una questione puramente sportiva.

Sulla medesima linea e stato l’appello espresso dalla figlia di Julija Tymoshenko, Jevhenja, che in una conferenza stampa a Praga – accanto al padre, che ha ottenuto l’Asilo Politico in Repubblica Ceca in quanto perseguitato in Patria a causa della sua parentela con la Leader dell’Opposizione Democratica – ha ritenuto il boicottaggio all’Euro come l’ultima delle possibilità da utilizzare per contrastare la dittatura di Janukovych, ma ha esortato la comunità Occidentale a non attuare questa misura.

Concorde con la figlia della Tymoshenko si e detto anche un altro Leader dell’Opposizione Democratica, Arsenij Jacenjuk, che ha invitato l’UE a non boicottare una rassegna sportiva che proprio la Tymoshenko ha fortemente voluto – e ottenuto durante l’ultimo anno da lei passato alla guida del Governo – per europeizzare il suo Paese, rinsaldare il rapporto con la vicina Polonia, e dare un’opportunità si sviluppo e benessere all’Ucraina.

In alternativa al boicottaggio, Jacenjuk ha proposto agli esponenti dell’Unione di adottare misure mirate esclusivamente alla figura del Presidente Janukovych e delle personalità della sua Amministrazione che si sono macchiate della responsabilità degli arresti politici e delle percosse alla Leader dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

RADOSLAW SIKORSKI DETTA LA NUOVA POLITICA ESTERA POLACCA

Posted in Polonia by matteocazzulani on April 1, 2012

Più integrazione nelle strutture dell’Unione Europea, rafforzamento del ruolo della Polonia nel varo di una politica comune di difesa e nella prosecuzione del Partenariato Orientale, e rapporti privilegiati con la Germania sono i principi a cui il Ministro degli Esteri ha dichiarato che si ispirerà l’attività di Varsavia sul piano internazionale. Il pieno sostegno della maggioranza cristianodemocratico-contadina, quello parziale dell’opposizione di sinistra, e la contrarietà della minoranza conservatrice

Il ministro degli esteri polacco, Radoslaw Sikorski

Il federalismo come chiave per lo sviluppo e per il rafforzamento dell’Europa. Questa è la ricetta proposta dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, nel suo exposé di giovedì, 29 Marzo, durante il quale ha illustrato le linee guida della politica della Polonia in campo internazionale a pochi mesi dalla conclusione della presidenza di turno dell’Unione Europea.

Proprio Bruxelles è stata al centro dell’attenzione di Sikorski, che ha illustrato come solo un processo di decisa integrazione sul piano fiscale, economico e politico possa garantire al Vecchio Continente il superamento di una crisi senza precedenti nella storia.

Secondo il Capo della Diplomazia polacca, l’UE deve sommare le competenze del Capo del Consiglio Europeo a quelle del Presidente della Commissione Europea, rendere questa carica elettiva, e introdurre liste continentali, e non più nazionali, in occasione delle prossime votazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo.

Molta Europa è stata presente anche per quanto riguarda la politica estera della Polonia sensu stricto, che, secondo Sikorski, deve costruire l’intero della sua azione nell’ambito dell’UE, senza mai prescindere da essa.

Come da lui evidenziato, principale partner in seno all’Unione Europea della Polonia è la Germania, con cui esiste una comunanza di vedute e uno stretto legame tra i due Presidenti: il neoeletto Capo di Stato tedesco, Joachim Gauck, ha deciso di compiere la sua prima visita ufficiale a Berlino, così come, a sua volta, ha fatto il suo collega polacco, Bronislaw Komorowski, nel 2010.

Tra le altre priorità di Varsavia, figurano l’impegno per mantenere la Polonia all’intero della sfera decisionale dell’UE – senza permettere che, in seguito alla firma del Patto Fiscale, essa diventi mero appannaggio di Germania e Francia – il rafforzamento della politica comune di difesa e del partenariato con i Paesi dell’Europa Orientale, e, nell’ambito di quest’ultimo progetto, la diffusione in Ucraina, Bielorussia e Georgia degli standard europei in ambito economico e democratico.

Le reazioni del Parlamento all’exposé del Ministro

A condividere il discorso del Ministro degli Esteri è stata la maggioranza, composta dalla cristiano-democratica Piattaforma Civica e dal partito contadino PSL, e anche l’opposizione di sinistra, formata dal radicaleggiante Movimento di Palikot e dai socialdemocratici dell’SLD.

Tuttavia, il Capo di questi ultimi, Leszek Miller, ha evidenziato come il piano espresso dal Ministro degli Esteri rischi di essere inattuabile fino a quando la Polonia non assumerà l’euro. Secondo l’ex-Premier socialdemocratico, Varsavia ha poco potere di coinvolgimento verso i partner europei nei settori illustrati da Sikorski, sopratutto dopo i continui veti della Gran Bretagna alla politica comune di difesa, e alla mancata partecipazione di contingenti polacchi alle operazioni militari in Libia.

Critiche, invece, sono state espresse dall’opposizione di destra, composta dai conservatori di Polonia Solidale e Diritto e Giustizia. Secondo l’esponente di quest’ultima forza politica, Krzysztof Szczerski, la Polonia deve giocare un ruolo più attivo, anche al di fuori dell’UE, nell’Europa Orientale e nel Caucaso, dove occorre sostenere con forza le ambizioni europee della Georgia, spesso poco considerate proprio da Germania e Francia.

Inoltre, il politico conservatore ha illustrato come, in ambito europeo, occorra una ridefinizione della politica estera comune con la creazione di quattro circoli di appartenenza – Occidentale, Settentrionale, Meridionale e Balcanico, e Orientale – in cui Varsavia, a cui deve essere riconosciuta piena leadership sulle questioni legate a Ucraina, Moldova e Bielorussia, potrà attuare un ruolo predominante a Bruxelles.

Matteo Cazzulani