LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEI GASDOTTI: AVVIATA LA REALIZZAZIONE DEL GASDOTTO IASI-UNGHENI TRA MOLDOVA E ROMANIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 29, 2013

L’infrastruttura concepita per diversificare gli approvvigionamenti energetici di Chisinau e Bucarest. La Commissione Europea ritiene il progetto strategico

Un’infrastruttura per cementare i rapporti tra la Moldova e l’Unione Europea. Nella giornata di martedì, 27 Agosto, è stata avviata la realizzazione del Gasdotto Iasi-Ungheni, concepito per veicolare 1,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Romania alla Moldova e viceversa.

Il progetto, lungo 43,2 chilometri, è cofinanziato da Romania e Commissione Europea per rafforzare l’indipendenza energetica della Moldova, ad oggi fortemente dipendente dalle importazioni di gas russo.

Il Gasdotto Iasi-Ungheni ha particolarmente lo scopo di veicolare in Moldova gas proveniente dai giacimenti di oro blu del Mar Nero, e di integrare Chisinau nel sistema infrastrutturale energetico UE.

Il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ha ritenuto l’occasione come storica, ed ha evidenziato l’importanza di rafforzare la diversificazione degli approvvigionamenti di gas per la Moldova.

Il Premier romeno, Victor Ponta, ha dichiarato che Chisinau potrà contare sulle forniture di gas naturale e shale sfruttato in Romania.

Chisinau più vicina all’UE

Sul piano geopolitico, la realizzazione del Gasdotto Iasi-Ungheni rafforza la partecipazione della Moldova nella Comunità Energetica Europea: un’UE del gas che, oltre ai Paesi dell’Unione, ed alla Moldova, comprende anche Ucraina e Serbia.

Il processo di integrazione della Moldova nella Comunità Energetica Europea è stato congelato su pressione della Russia per via del mancato accordo sul rinnovo del contratto per le forniture di gas a Chisinau da parte di Mosca.

La Moldova è vicina anche nella firma dell’Accordo di Associazione con l’UE, un documento che integra Chisinau nell’Unione dal punto di vista economico.

Matteo Cazzulani

GAS: L’EUROPA CONTRO LA ROMANIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 30, 2012

La Commissione Europea contesta il governo socialista romeno del Premier Victor Ponta per una moratoria applicata alle esportazioni di oro blu ai Paesi dell’Unione. Il Presidente moderato Basescu ribadisce sostegno alla politica energetica di Bruxelles

Il Commissario UE all'Energia, Gunther Oettinger

Il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger

Le lenzuolate romene infrangono la legge UE e generano un dibattito interno allo scenario politico romeno. Nella giornata di giovedì, 29 Novembre, il portale di informazione Natural Gas Europe ha informato circa l’avvio da parte della Commissione Europea di un procedimento di infrazione contro la Romania per mancato rispetto della legge UE in termini di libera commercializzazione delle risorse energetiche nel Vecchio Continente.

In particolare, la Commissione Europea ha reagito ad un provvedimento del Ministero dell’Economia che vieta l’esportazione di gas romeno negli altri Paesi UE. Secondo il Ministro dell’Economia, Daniel Chotoiu, il gas estratto in Romania deve essere utilizzato solo per lo sfruttamento domestico nel mercato interno romeno.

La misura del Governo romeno, al limite del protezionismo, è stata presentata dal Governo socialista del Premier Victor Ponta come una liberalizzazione del mercato energetico interno: una lenzuolata attuata per calmierare i prezzi del gas per gli acquirenti privati e le industrie nazionali.

Il provvedimento dal Governo romeno contrasta con una direttiva della Commissione Europea che, al contrario, assicura l’esportazione di gas da parte della Romania ai Paesi UE. Inoltre, Bruxelles riconosce Bucarest come uno dei Paesi produttori di oro blu fondamentale per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas della Russia, che ad oggi copre il 40% del fabbisogno continentale.

Sostegno alla politica della Commissione Europea è stato espresso dall’Amministrazione del Presidente, Traian Basescu: un moderato che in ambito energetico spesso si è scontrato con l’esecutivo socialista.

Intervistato il 22 Novembre dall’AGERPRES, il Segretario di Stato per gli Affari Energetici, Rodin Traicu, ha confermato l’intenzione da parte della Romania di affermarsi come Paese esportatore di gas nel mercato europeo.

Per realizzare il progetto, la Romania ha concepito la costruzione di tre gasdotti per collegare il sistema infrastrutturale energetico romeno con le condutture nazionali di Bulgaria, Ungheria e Moldova – rispettivamente il gasdotto Giurgu-Ruse, la conduttura Arad-Szeged, e l’infrastruttura Ungheni-Iasi.

Quello legato al veto di esportazione del gas nazionale da parte del Governo di Bucarest non è il primo caso di scontro tra la Romania e la Commissione Europea in ambito energetico.

Nel Dicembre 2011, una simile legge che vietava l’export di gas è stata approvata dal Parlamento, poi bloccata dal veto del Presidente Basescu in nome del mancato rispetto della legge dell’Unione Europea.

Lo scontro sullo shale

Anche lo scontro interno alla politica romena sul piano energetico non è al primo suo episodio. il Presidente Basescu e il Premier Ponta si sono aspramente scontrati sullo shale: gas presente in rocce a bassa profondità estraibile tramite sofisticate tecniche di fracking, ad oggi attuate solo in Nordamerica.

Il Presidente moderato ha sostenuto lo studio di giacimenti shale in Romania per aumentare le esportazioni di gas di Bucarest, e diminuire la dipendenza dalla Russia di tutta l’Unione Europea.

Il Premier socialista, cavalcando l’onda ecologista, ha invece posto una moratoria sull’individuazione dello scisto – com’è alrimenti noto lo shake – e si è espresso a favore di un rafforzamento delle relazioni energetiche con Mosca.

Matteo Cazzulani