LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Gas: la Turchia diversifica le fonti di approvvigionamento

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 25, 2012

Il Governo turco aumenta le forniture dall’Algeria e punta sullo shale USA. Il sistema già diversificato di Ankara come modello per l’Unione Europea

Bene le forniture di gas dalla Russia, ma per garantire una reale indipendenza energetica e opportuno diversificare.

Nella giornata di lunedì, 23 Dicembre, la Turchia ha dichiarato l’intenzione di prolungare il contratto per le forniture di 4,4 Miliardi di metri cubi di gas liquefatto dall’Algeria.

Come riportato dalla Reuters, il ministro dell’energia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato anche la volontà di aumentare la quantità di gas acquistata dallo Stato nordafricano a 6 Miliardi di metri cubi all’anno, e di prolungare la durata del contratto, in scadenza, a non meno di 5 anni.

Altro fronte di interesse per la politica energetica della Turchia sono gli Stati Uniti d’America. Yildiz ha dichiarato l’intenzione di firmare con gli USA un accordo per l’importazione di 6 Miliardi di metri cubi di gas liquefatto all’anno.

Con il sodalizio energetico con gli Stati Uniti d’America, la Turchia e il primo Paese europeo ad accogliere l’invito della Casa Bianca di importare gas shale liquefatto di provenienza USA.

Con l’avvio dello sfruttamento dello shale – gas ubicato in rocce porose a bassa profondità, ad oggi sfruttato solo in Nordamerica – gli Stati Uniti d’America hanno aumentato esponenzialmente le esportazioni, ed hanno insidiato Russia, Iran, Qatar e Turkmenistan tra i primi esportatori di gas al Mondo.

Dopo avere firmato accordi per l’esportazione dello shale liquefatto in India, Corea del Sud e Singapore, l’Amministrazione Presidenziale del democratico Barack Obama, e la minoranza repubblicana in parlamento, hanno sostenuto la necessità di esportare carburante non convenzionale a buon mercato anche nel mercato UE per battere la concorrenza della Russia.

L’importanza della Turchia per la sicurezza energetica UE

La strategia di diversificazione delle forniture di gas della Turchia e legata alla volontà di Ankara di diminuire la dipendenza da Russia, Iran e Azerbaijan. Mosca rifornisce Ankara di 30 Miliardi di metri cubi di gas per mezzo del gasdotto Blue Stream – costruito dalla Russia alla Turchia sul fondale del Mar Nero con una portata di 16 miliardi di metri cubi di oro blu all’anno – e del Gasdotto Trans Balcanico – che veicola via Moldova, Romania e Bulgaria 14 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

L’Iran rifornisce la Turchia di 10 miliardi di gas, mentre l’Azerbaijan assicura ad Ankara altri 6,6 Miliardi di metri cubi di oro blu attraverso il Gasdotto del Caucaso del Sud.

Proprio grazie al gas azero, la Turchia ricopre un ruolo fondamentale per l’indipendenza energetica dell’Unione Europea.

Attraverso il territorio turco e prevista la costruzione del Gasdotto Trans Anatolico: conduttura concepita per veicolare 30 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno verso l’Unione Europea.

L’importazione del gas azero e un progetto voluto dalla Commissione Europea per diversificare le fonti di approvvigionamento dal quasi monopolio della Russia, che ad oggi controlla il 40% delle forniture complessive di oro blu per il Vecchio Continente.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA ALLA CONQUISTA DELLA TURCHIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 28, 2012

Il monopolista russo del gas, Gazprom, aumenta le forniture di oro blu per le compagnie private turche. Mosca cerca di minare la posizione assunta da Ankara in favore della politica energetica della Commissione Europea.

Il sistema energetico della Turchia

 

Se la politica prende un certo corso, meglio affidarsi ai privati Nella giornata di martedì, 27 Novembre, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha firmato un importante accordo che aumenta le forniture di gas dalla Russia in Turchia.

Come riportato dalla Reuters, Gazprom ha varato un contratto trentennale per la vendita di 6 miliardi di metri cubi di gas all’anno con le compagnie private turche Akfel, Bosforus e Kibal, e di 23 anni con la Bati Hatti.

L’oro blu di Gazprom sarà inviato via terra tramite il Gasdotto Transbalcanico: infrastruttura, dalla portata complessiva di 14 Miliardi di metri cubi di gas, che passa attraverso Ucraina, Romania e Bulgaria, fino alla Turchia europea.

L’accordo tra il monopolista statale russo, controllato dal Cremlino, e le compagnie private turche rappresenta una precisa mossa strategica della Russia per aumentare la dipendenza della Turchia dalle forniture di Gazprom, già forti per via del gasdotto Blue Stream.

Quest’infrastruttura sottomarina, compartecipata da Gazprom, dal colosso italiano ENI, e dalla compagnia statale turca Botas, è stata costruita nel 2005 sul fondale del Mar Nero orientale per rifornire di 16 miliardi di metri cubi di gas russo la Penisola anatolica, e rende ancor oggi la Russia il primo fornitore di oro blu per la Turchia.

Il contratto tra Gazprom e le compagnie private turche permette inoltre alla Russia di porre un ultimatum alla Botas che, a causa di dispute sulle tariffe, dal 2011 non ha ancora rinnovato gli accordi per l’importazione di gas con il monopolista russo.

Il mantenimento di una Turchia fortemente dipendente dal gas russo ha per la Russia un obiettivo per più ampio dal punto di vista geopolitico.

Ankara è infatti un Paese cruciale per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas all’Europa, approntato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture di Gazprom, che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Dopo avere firmato con l’Azerbaijan un pre-accordo per l’importazione di 16 Miliardi di metri cubi di gas in Europa, la Commissione Europea ha varato il Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito per trasportare direttamente l’oro blu dal Bacino del Caspio nel Vecchio Continente.

Il ruolo della Turchia nel Corridoio Meridionale è di prim’ordine. Oltre che Paese di transito e di partenza delle tre condutture del Corridoio Meridionale, Ankara sostiene politicamente ed economicamente due dei gasdotti progettati per veicolare il gas azero in Europa.

Il Governo turco supporta il Gasdotto Transanatolico – TANAP: infrastruttura, compartecipata dal colosso azero SOCAR, da quello norvegese Statoil, da quello britannico British Petroleum, dalle compagnie turche Botas e TPAO, e dalla francese Total, che veicola il gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Georgia alle coste occidentali del Paese.

Ankara appoggia inoltre ufficialmente il Nabucco: gasdotto, compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, dalla bulgara Bulgargaz, e dalla tedesca RWE, concepito per veicolare il gas in Austria attraverso Turchia occidentale, Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Infine, la Turchia guarda con interesse anche al Gasdotto Trans Adriatico – TAP – compartecipato da Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.On, concepito per veicolare il gas azero in Italia dal confine turco-greco attraverso Grecia ed Albania.

L’obiettivo della Russia è l’Europa

Una più forte dipendenza della Turchia dal gas della Russia potrebbe condizionare l’orientamento pro-europeo della politica energetica di Ankara, ed asservire totalmente il Governo turco ai piani di Mosca, che è contraria alla politica di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea.

Del resto, un avvicinamento tra la Russia e la Turchia è già stato registrato con l’imprimatur dato da Ankara a Mosca per la costruzione nel acque territoriali turche del Southstream.

Questo gasdotto, compartecipato da Gazprom, ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF, è stato avviato dalla Russia per bloccare la realizzazione del Corridoio Meridionale, ed aumentare la dipendenza dell’Europa dalle forniture di Mosca.

Noto come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è concepito per veicolare 63 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

La Commissione Europea ha aspramente criticato il Southstream, in quanto esso mette a serio repentaglio l’indipendenza energetica UE e la sicurezza nazionale dei 27 Paesi membri.

Matteo Cazzulani

GAS: L’AZERBAIJAN PUNTA ALL’EUROPA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 27, 2012

Il colosso energetico azero SOCAR dichiara riserve nazionali di gas pari a 6 trilioni di metri cubi. Baku da l’imprimatur alla costruzione del Gasdotto Transanatolico per l’invio di oro blu in Occidente 

Il percorso del Nabucco

Un serbatoio di gas che si apre all’Europa. Nella giornata di lunedì, 26 Novembre, il Capo del colosso energetico azero SOCAR, Khoshbakht Yusifzade, ha dichiarato che le riserve nazionali di gas e nafta dell’Azerbaijan ammontano rispettivamente a a 6 trilioni di metri cubi e 2550 Trilioni.

Come riportato dall’agenzia APA, il Capo della SOCAR ha comunicato anche l’intenzione di avviare un piano di investimenti orientato allo sfruttamento dei giacimenti energetici nazionali.

Inoltre, Yusifzade ha evidenziato l’importanza dello Shakh-Deniz: giacimento situato nel Mar Caspio, al largo di Baku, controllato dalla SOCAR, dal colosso britannico British Petroleum, dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia francese Total, dalla joint-venture russo-italiana LukAgip, e dalla compagnia turca TPAO, da cui giornalmente sono estratti 35 Milioni di metri cubi di gas.

Lo Shakh Deniz è particolarmente importante per l’Europa, dal momento in cui 16 Miliardi di gas all’anno del carburante estratto dal giacimento al largo di Baku sono destinati al Vecchio Continente grazie ad un pre-accordo sottoscritto tra la Commissione Europea e la SOCAR.

Per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture della Russia – che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno totale del Vecchio Continente – Bruxelles ha progettato la costruzione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito per veicolare gas dall’Azerbaijan direttamente in Europa, senza transitare, né dipendere da infrastrutture controllate dalla Russia.

Un passo in avanti in tale direzione è stato compiuto martedì, 20 Novembre, dal Parlamento azero con la ratifica di due trattati firmati con il governo turco che prevedono la costruzione del Gasdotto Transanatolico – TANAP.

Questa infrastruttura è concepita per trasportare il gas azero dal confine tra Georgia e Turchia alle coste occidentali turche, dove la TANAP si congiungerà con i gasdotti del Corridoio Meridionale UE.

Prevedendo un incremento della quantità di gas inviata in Occidente dall’Azerbaijan, la TANAP, compartecipata da SOCAR, Statoil, British Petroleum, Total, TPAO, e dalla compagnia turca Botas, avrà una capacità di 16 miliardi di metri cubi all’anno nel 2020, per poi passare a 30 miliardi di metri cubi nel 2026.

Due gasdotti per la diversificazione delle forniture di gas ell’Europa

Le infrastrutture del Corridoio Meridionale UE che veicoleranno il gas azero in Europa sono due.

Il Nabucco – compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, dalla bulgara Bulgargaz, e dalla tedesca RWE, e sostenuto politicamente da Commissione Europea, Austria, Ungheria, Turchia, Bugaria, Romania, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia – veicolerà gas dalla Turchia in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Il Gasdotto Trans Adriatico TAP – compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.On, e sostenuto politicamente dai Governi di Italia, Grecia ed Albania – è progettato per veicolare il gas dal confine turco-greco in Puglia attraverso l’Albania, rendendo la Penisola italiana il principale hub del gas azero in Europa.

Matteo Cazzulani

TAP: PROCEDONO I LAVORI DEL GASDOTTO CHE RENDERA L’ITALIA L’HUB EUROPEO DEL GAS DALL’AZERBAIJAN

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 24, 2012

Il consorzio deputato alla costruzione dell’infrastruttura da il via a consultazioni con le comunità territoriali albanesi per l’avvio della fase finale della realizzazione del progetto. La conduttura trasporterà in Puglia 21 miliardi di metri cubi di carburante azero, e consentirà all’Europa di diversificare le forniture di oro blu ed abbattere il monopolio di Russia ed Algeria

L’itinerario della TAP

520 chilometri di lunghezza per veicolare nel Vecchio Continente 21 miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Azerbaijan e garantire all’Europa – e all’Italia – la diversificazione delle forniture di gas dal monopolio russo e algerino. Nella giornata di mercoledì, 22 Novembre, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico – TAP – ha dato il via ai lavori preliminari per costruzione dell’infrastruttura in Albania.

Come riportato in una nota ufficiale, il consorzio TAP ha avviato la comunicazione dei risultati degli studi di impatto ambientale alle comunità locali albanesi interessate dall’attraversamento dall’infrastruttura.

Lo studio di impatto ambientale tiene conto non solo delle conseguenze che la costruzione del gasdotto ha nei confronti dell’ambiente, ma anche delle conseguenze che l’infrastruttura comporta in termini culturali e socio-economici.

Come dichiarato dal Direttore della sezione albanese della TAP, Albert Haak, il consorzio per la costruzione del Gasdotto Trans Adriatico intende avviare un contatto diretto con la popolazione interessata dal transito dell’infrastruttura per mantenere un rapporto sereno con le comunità locali.

Interesse alla TAP è stato ribadito anche dall’Italia. Lunedì, 21 Novembre, il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, ha confermato l’interesse della compagnia Enel a compartecipare alla TAP per garantire il trasporto di gas dal Bacino del Caspio in Italia.

Le parole di De Vincenti, riportate dal Dow Jones Newswires, sono una conferma alle ripetute dichiarazioni della seconda compagnia energetica italiana in merito all’interesse nei confronti del Gasdotto Trans Adriatico.

Lo scorso 27 Settembre, il Governo italiano ha inoltre ufficializzato l’appoggio politico alla TAP con una firma di un documento a New York assieme ai Governi di Grecia e Albania.

Un’infrastruttura europea

Il Gasdotto Trans Adriatico è un’infrastruttura progettata nell’ambito del Corridoio Meridionale UE: fascio di condutture concepito per veicolare gas dall’Azerbaijan in Europa senza transitare, né dipendere, da infrastrutture controllate dalla Russia, dalle cui forniture di gas l’Europa, nel suo complesso, già dipende per il 40% del suo fabbisogno continentale.

La TAP condurrà il gas azero dal confine turco-greco attraverso l’Albania e il Mar Adriatico fino al Comune di Meledugno, nei pressi di Brindisi, da dove l’oro blu centroasiatico sarà immesso nel sistema europeo, rendendo l’Italia il principale hub del carburante del Bacino del Caspio in UE.

Il Gasdotto Trans Adriatico è compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On. Oltre che l’Enel, interesse alla compartecipazione nella TAP è stato espresso anche dal colosso britannico British Petroleum.

L’interesse della British Petroluem è importante per rafforzare il Gasdotto Trans Adriatico: il colosso britannico è tra i partner del giacimento Shakh Deniz – da cui proverrà il gas azero diretto in Europa – e, di recente, ha firmato l’ingresso del Gasdotto Transanatolico – TANAP.

La TANAP è il gasdotto attraverso il quale il gas dell’Azerbaijan verrà veicolato dalla Turchia orientale fino all’inizio della TAP, presso il confine turco-greco.

Il Gasdotto Transanatolico è sostenuto dai governi di Turchia e Azerbaijan, ed è compartecipato, oltre che dalla British Petroleum, dai colossi azero e norvegese, SOCAR e Statoil, dalle compagnie turche Botas e TPAO, e dalla francese Total.

Matteo Cazzulani

GAS: IL TURKMENISTAN AVVIA LO SFRUTTAMENTO DI UN GIACIMENTO DI 21 TRILIONI DI GAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 18, 2012

Ashgabat inizia i lavori per l’ottenimento di gas dallo Iolotan Settentrionale per rifornire India ed Europa. La commissione Europea invita il Governo turkmeno a siglare accordi con compagnie UE per garantire all’Europa di diversificare gli approvvigionamenti di oro blu.

I percorsi di Nabucco e Southstream

I russi, con la complicità di tedeschi e francesi, costruiranno pure il Southstream, ma il Bacino del Caspio resta comunque un’opportunità per garantire l’indipendenza energetica europea. Nella giornata di giovedì, 16 Novembre, il Turkmenistan ha comunicato l’avvio dello sfruttamento del giacimento Galkinshin, contenente 21,2 trilioni di metri cubi di gas.

Come riportato dalla Reuters, il giacimento, meglio noto come Iolotan Settentrionale, sarà sfruttato dal colosso cinese CNPC, dalle compagnie del Dubai Gulf Oil e Gas Fze, e dalle compagnie coreane LNG International Corp e Hyundai Engineering Corp.

Lo sfruttamento dello Iolotan Settentrionale rappresenta un’opportunità per l’Unione Europea. Come dichiarato da fonti governative turkmene, il gas del Galkinshin sarà inviato a Pakistan ed India attraverso il gasdotto TAPI – Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan, India – ma anche verso l’Europa, attraverso le infrastrutture che la Commissione Europea ha progettato nell’ambito del Corridoio Meridionale UE.

La Rappresentante della Commissione Europea, Patrizia Flor, ha invitato il Turkmenistan ad accelerare l’avvio dello sfruttamento del giacimento, e ad intavolare con le compagnie europee trattative per la firma di contratti per la fornitura di gas turkmeno nel Vecchio Continente.

Per il trasporto diretto del carburante turkmeno, Bruxelles ha progettato la costruzione di una serie di infrastrutture, il Corridoio Meridionale UE, concepite per veicolare gas dal Bacino del Caspio direttamente in Europa senza transitare per il territorio russo.

Il Corridoio Meridionale è inserito nel piano di diversificazione delle forniture di gas per l’UE varato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dall’oro blu della Russia, a cui l’Europa, nel suo complesso, è legata per il 40% del proprio fabbisogno.

Ad aggravare la dipendenza energetica dell’UE dalla Russia è la costruzione del Southstream: gasdotto progettato dal monopolista statale russo, Gazprom, in cooperazione con il colosso italiano ENI, la compagnia tedesca Wintershall e la compagnia francese EDF, per veicolare in Europa ulteriori 63 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno.

Criticato dalla Commissione Europea, il Southstream è sostenuto politicamente dalla Russia, dalla Germania, dalla Francia e dai Paesi su cui esso sarà costruito dal 7 Dicembre 2012: Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è un progetto politico della Russia che aumenta la dipendenza energetica dell’Unione Europea da Gazprom, cementa l’egemonia politica di Mosca in Europa, e mette a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei Paesi UE.

Gli USA sostengono la politica energetica della Commissione Europea

Sostegno al progetto di diversificazione delle forniture di gas varato dalla Commissione Europea per importare direttamente oro blu da Turkmenistan ed Azerbaijan è stato espresso dall’inviato speciale per le questioni energetiche del Dipartimento di Stato USA, Carlos Pascual.

Come riportato dall’autorevole Trend, venerdì, 17 Novembre, l’esponente USA, durante il forum del Consiglio Atlantico, ha dichiarato che tutti i gasdotti progettati attraverso la Turchia per trasporre gas dall’Azerbaijan e dal Turkmenistan, senza transitare per il territorio russo, sono un progetto di primaria importanza per la sicurezza energetica europea.

Un particolare riferimento è stato fatto da Pascual al Gasdotto Transanatolico – TANAP – progettato per veicolare 31 miliardi di metri cubi di gas dall’Azerbaijan alle coste occidentali della Turchia.

Secondo i progetti della Commissione Europea, la TANAP rifornirà due dei gasdotti più importanti del Corridoio Meridionale UE: il Nabucco, progettato per veicolare gas centro-asiatico in Austria via Turchia europea, Bulgaria, Romania ed Ungheria,e il Gasdotto Transadriatico – TAP – concepito dalle coste occidentali della Turchia fino in Italia, in Puglia, attraverso Grecia ed Albania.

Matteo Cazzulani

SOUTHSTREAM: IL GASDOTTO DI PUTIN E BERLUSCONI AL VIA DA SANT’AMBROGIO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 14, 2012

Il Capo del monopolista russo, Gazprom, comunica l’avvio della costruzione dell’infrastruttura per il 7 Dicembre 2012. La Commissione Europea contraria alla realizzazione di un progetto destinare ad impedire all’Europa di diversificare le proprie forniture di gas

La famosa mitraglia d ell’ex-Premier italiano, Silvio Berlusconi, nei confronti di una giornalista durante una confrenza stampa con il Presidente della federazione Russa, Vladimir Putin

3600 chilometri di conduttura terrestre e sottomarina per mandare a monte l’indipendenza energetica europea, ed aumentare in maniera vertiginosa le forniture di gas provenienti dalla Russia. Nella giornata di martedì, 13 Dicembre, il Capo del monopolista statale russo Gazprom – ente posseduto per metà dal Cremlino – ha ufficialmente fissato per il 7 Dicembre 2012 il via alla costruzione del Southstream.

La notizia è stata data a margine della firma di un accordo tra Gazprom e la compagnia energetica slovena Plinovodi per la realizzazione di una sezione di 220 chilometri del Southstream in Slovenia. Un simile accordo è stato firmato alla fine di Ottobre con l’Ungheria, nel mese di Settembre con la Serbia e, nella giornata di giovedì, 15 Novembre, l’imprimatur alla costruzione del Southsream è attesa anche in Bulgaria.

A dare il via libera ufficiale alla realizzazione del gasdotto voluto da Gazprom è stato un incontro avvenuto lunedì, 12 Dicembre, tra Miller e l’Amministratore Delegato ENI, Paolo Scaroni. Come riportato da Natural Gas Europe, i due hanno stabilito l’avvio della costruzione del Southstream per il mese di Dicembre del 2012, ed hanno preventivato l’entrata in funzione della conduttura per il 2015.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è un progetto avvallato dalla Russia per aumentare la dipendenza dell’Europa dalle forniture di gas russe, ed impedire la realizzazione del piano di diversificazione delle forniture di oro blu per il Vecchio Continente approntato dalla Commissione Europea.

Lungo circa 3600 chilometri, il Southstream veicolerà 63 Miliardi di metri cubi di gas dalle coste russe sul mar nero al porto di Varna, in Bulgaria. Da qui, il Gasdotto Ortodosso risalirà fino a Treviso attraverso Macedonia, Serbia, Montenegro, Ungheria e Slovenia.

Oltre a Gazprom ed ENI, che possiedono rispettivamente il 50% e il 20% dell’infrastruttura, a compartecipare nel Southstream è anche la compagnia tedesca Wintershall e la francese EDF, entrambe con il 15%.

La genesi del Southstream è dovuta allo stretto legame politico tra il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, e l’ex-Premier italiano, Silvio Berlusconi. Nel 2009, Putin – allora Premier della Russia – e Berlusconi hanno concordato la costruzione di un gasdotto sottomarino per collegare direttamente la Russia all’Italia, e ridurre il numero dei Paesi di transito nell’invio dell’oro blu da Mosca a Roma.

Critiche al Souhtstream sono state sempre mosse dalla Commissione Europea, che ha considerato fin da subito il progetto di Putin e Berlusconi come finalizzato ad aumentare la dipendenza dell’Europa dal gas proveniente esclusivamente dalla Russia.

Il progetto della Commissione Europea

Per limitare le forniture da Mosca, che ad oggi coprono il 20% del fabbisogno totale UE – mentre in alcuni Paesi dell’Unione rappresentano più dell’80% – Bruxelles ha varato la costruzione del Corridoio Meridionale: un fascio di gasdotti deputati al trasporto diretto in Europa di gas estratto dall’Azerbaijan.

Tra le infrastrutture del Corridoio Meridionale dell’UE rientra il Nabucco, conduttura di 3893 chilometridi lunghezza concepita per trasportare un massimo di 30 Miliardi di metri cubi di gas azero dalla parte occidentale della Turchia in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla tedesca RWE, dalla romena Transgaz, e dalla bulgara Bulgargaz, il Nabucco è sostenuto politicamente dalla Commissione Europea e dai Governi di Austria, Romania, Ungheria, Turchia e Bulgaria.

Altra importante infrastruttura del Corridoio Meridionale UE è il Gasdotto Transadriatico – TAP – concepito per trasportare 21 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno dal confine turco occidentale a Brindisi, in Puglia, attraverso il territorio greco e quello albanese.

Compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On, la TAP è supportata politicamente dai Governi di Grecia, Albania e Italia, dopo che il Governo tecnico di Mario Monti ha corretto il posizionamento in politica energetica del Belpaese, conferendo alla dimensione italiana una connotazione più europea e meno “nazional-egoistica”.

L’ultimo dei progetti del Corridoio Meridionale UE è il Gasdotto Transanatolico – TANAP – concepito per trasportare 31 Miliardi di metri cubi all’anno di gas dell’Azerbaijan dal confine turco-georgiano alle coste occidentali della Turchia.

Compartecipata dal colosso azero SOCAR, dalle compagnie turche Botas e TPAO, dal colosso britannico British Petroleum, da quello norvegese Statoil, e dalla compagnia francese Total, la TANAP è sostenuta politicamente dai Governi di Azerbaijan e Turchia.

Anche la Germania a favore del Corridoio Meridionale

A benedire il piano di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea è la Germania, che ha sottolineato il ruolo fondamentale ricoperto dall’Azerbaijan per diminuire – e non rinunciare – alle forniture della Russia.

Lunedì, 12 Novembre, la rappresentante della presidenza tedesca per gli Affari di Politica Estera, Kornelia Piper, ha comunicato che Berlino ritiene la costruzione del Corridoio Meridionale un progetto di interesse strategico per l’interesse generale europeo ed anche quello nazionale tedesco.

Matteo Cazzulani

GAS: LA CROAZIA VICINA ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 9, 2012

Il Primo Ministro croato, Zoran Milanovic, sostiene la costruzione del gasdotto Ionico-Adriatico – IAP – per veicolare in Slovacchia il gas azero importato dal Gasdotto Transadriatico – TAP. L’esclusione dal Southstream decisa dalla Russia a favore dell’Ungheria come motivazione dell’inversione della politica energetica di Zagabria. 

Il percorso del Gasdotto Ionico Adriatico

Respinta dalla Russia, tentata dall’Azerbaijan e dai progetti dell’Unione Europea. Nella giornata di martedì, 6 Novembre, la Croazia ha dichiarato l’interesse a collaborare con i piani di indipendenza energetica approntati dalla Commissione Europea.

Nello specifico, come riportato da New Europe, il Primo Ministro croato, Zoran Milanovic, durante un incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico azero, Shakhin Mustafayev, ha candidato la Croazia come potenziale partner per il trasporto di gas estratto dall’Azerbaijan in Europa.

In particolare, Milanovic ha dichiarato il sostegno della Croazia alla costruzione del Gasdotto Ionico-Adriatico – IAP: un’infrastruttura concepita per trasportare in Slovacchia il 5 Miliardi di metri cubi all’anno di azero prelevato in Albania dal Gasdotto Transadriatico – TAP.

La TAP è una conduttura pianificata per trasportare direttamente in Europa 21 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dal confine turco-greco in Puglia, transitando per il territorio albanese.

Supportata politicamente dai governi di Italia, Albania e Grecia, la TAP è cofinanziata al colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On.

Inoltre, interesse nei confronti del Gasdotto Transadriatico è stato dichiarato dal colosso britannico British Petroleum, dalla compagnia italiana Enel, e dalla greca DEPA.

Il ruolo di Zagabria è fondamentale per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas varata dalla Commissione Europea per diminuire l’egemonia nei mercati del vecchio continente del monopolista statale russo, Gazprom.

Grazie al rigassificatore di Krk, la Croazia veicolerà nel sistema europeo gas liquefatto proveniente da Qatar e Stati Uniti mediante il Corridoio Nord-Sud: gasdotto che collegherà le coste croate dell’Adriatico al terminale LNG di Swinoujscie, in Polonia occidentale.

Nonostante il ruolo attivo in sostegno della Commissione Europea, Zagabria ha accolto con favore la possibilità di essere attraversata dal Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per veicolare in Europa 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Inoltre, il Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream – ha lo scopo di impossibilitare a Bruxelles la diversificazione delle forniture di oro blu mediante il trasporto diretto di carburante dall’Azerbaijan.

La candidatura croata al Southstream è stata tuttavia scartata dall’ingresso dell’Ungheria, che ha garantito a Mosca la costruzione della tratta del gasdotto ortodosso dalla Serbia alla Slovenia.

BP, Statoil e Total compartecipano alla TANAP

A rafforzare la TAP e, più in generale, i progetti di diversificazione delle forniture di gas dell’Unione Europea, è stato l’ingresso di importanti colossi energetici nel Gasdotto Transanatolico – TANAP.

Questa infrastruttura è deputata al trasporto di 24 Miliardi di metri cubi all’anno di gas azero dal confine tra Georgia e Turchia alla parte turca occidentale, nei pressi del confine con la Grecia – dove la TANAP si collegherà con la TAP.

Come riportato da Natural Gas Europe, il colosso nazionale azero SOCAR ha ceduto il 29% delle quote possedute nella TANAP – pari all’80% – al colosso britannico British Petroleum – 12% – a quello norvegese Statoil – 12% – ed alla compagnia francese Total – 5%.

Il restante 20% delle azioni del Gasdotto Transanatolico resta nelle mani delle compagnie turche BOTAS e TPAO.

Matteo Cazzulani

GAS: TURCHIA E IRAN APRONO UNA CRISI

Posted in Guerra del gas, Turchia by matteocazzulani on October 20, 2012

Un’esplosione provocata dal terrorismo curdo ha provocato l’interruzione del flusso di oro blu iraniano nel territorio turco, e l’esistenza di clausole contrattuali ha spinto Ankara a riconsiderare i rapporti con Teheran. Per via dei contratti, in discussione sono anche le relazioni con l’Azerbaijan, finora buoni e stabili grazie alla compartecipazione in progetti infrastrutturali comuni.

Il sistema energetico della Turchia

Atti terroristici e clausole contrattuali sono le motivazioni che hanno spinto la Turchia a preventivare la rinuncia delle forniture di energia dall’Iran. Nella giornata di venerdì, 19 Ottobre, un’esplosione tra le città di Agri ed Erzurum, nell’est della Turchia, ha danneggiato il gasdotto con cui Ankara importa 10 Miliardi di metri cubi all’anno di gas dall’Iran.

Come riportato dall’autorevole Platts, le Autorità turche hanno addossato la responsabilità dell’accaduto ad un atto terroristico del Partito dei Lavoratori Curdi – PKK.

Per supplire alla mancanza di forniture dall’Iran, la compagnia nazionale turca Botas ha chiesto al monopolista russo Gazprom di aumentare la quantità di gas esportato dalla Russia del 50%, da 32 Milioni di metri cubi all’anno a 48.

In sole tre settimane, la Turchia è stata colpita da ben due casi di interruzione improvvisa delle forniture di gas.

Tre settimane prima, ad essere stato bloccato è stato il Gasdotto del Caucaso del Sud: infrastruttura che trasporta 6,6 miliardi di metri cubi di gas dalla Capitale dell’Azerbaijan, Baku, fino al porto turco di Ceyan, transitando per Tbilisi, in Georgia.

Anche per il blocco del Gasdotto del Caucaso del Sud, Ankara ha addossato la colpa al terrorismo curdo – sostenuto, secondo il Governo turco, dal regime siriano di Bashar Al Assad – nonostante, come riportato dall’autorevole Trend, il colosso britannico British Petroleum – responsabile della gestione dell’infrastruttura – abbia comunicato di avere interrotto il flusso di gas per lavori di manutenzione.

Oltre ai problemi legati al terrorismo curdo, a spingere la Turchia ad una rivalutazione in merito al permanere di relazioni energetiche con l’Iran è l’esistenzanei contratti per l’importazione di oro blu della clausola take or pay, che obbliga Ankara ad acquistare da Teheran una quota massima di gas indipendentemente dal suo effettivo utilizzo.

Come riportato dal giornale The Lira, il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato la volontà di rivedere i contratti con Teheran per eliminare la costosa clausola, e consentire alla Turchia un notevole risparmio.

Inoltre, Yildiz ha sostenuto la necessità di attuare una simile modifica nei contratti con l’Azerbaijan, con cui, tuttavia, i rapporti sono buoni grazie alla costruzione del Gasdotto Transanatolico – TANAP: conduttura concepita per trasportare gas da Baku fino alle coste turche occidentali, compartecipata per l’80% dal colosso energetico azero SOCAR e per il 20% dalla Botas.

La crisi dei rapporti energetici tra Turchia e Iran può essere inserita nel contesto delle sanzioni che l’Unione Europea intende a breve applicare al regime iraniano per lo sviluppo non autorizzato di energia nucleare per scopi bellici.

Bruxelles ha preventivato l’imposizione di una moratoria sull’importazione di gas da Teheran e, con la sua posizione, la Turchia, che è destinata a veicolare in Europa il gas iraniano – mescolato con quello azero – ha così lanciato un chiaro segnale in favore dell’Unione Europea.

L’importanza di Ankara per la politica energetica UE

Resta inoltre da considerare il fronte russo. Con la crisi dei rapporti con l’Iran, e la messa in discussione dei contratti con l’Azerbaijan, la Turchia potrebbe incrementare la dipendenza dalla Russia.

Questo sbilanciamento delle forniture di gas in favore di Mosca porterebbe il Cremlino ad avere argomenti per convincere la Ankara a sostenere politicamente il Southstream: gasdotto concepito sul fondale del Mar Nero dai russi per rifornire di gas direttamente l’Europa Sud-Occidentale e balcanica e, nel contempo, impossibilitare la realizzazione del Corridoio Meridionale UE per la diversificazione delle forniture di Bruxelles.

Questo progetto della Commissione Europea riguarda la costruzione di un fascio di gasdotti, che comprende anche la TANAP, per importare gas azero direttamente in Europa, senza transitare per infrastrutture controllate dai russi.

Nel Corridoio Meridionale, la Turchia ricopre un ruolo di notevole importanza: per questa ragione, il mantenimento di strette relazioni tra il Governo turco e l’Azerbaijan rientra nell’interesse strategico dell’Unione Europea, affinché l’Europa, mediante la realizzazione di un progetto di diversificazione delle forniture di gas, possa iniziare a parlare nell’ambito dell’energia con una voce sola.

Matteo Cazzulani

GEORGIA: EX CALCIATORE DEL MILAN A CAPO DEL MINISTERO DELL’ENERGIA

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 18, 2012

Il terzino della squadra meneghina, Kakhaber Kaladze, nominato alla guida del delicato Dicastero, fondamentale per la sicurezza energetica del Paese e dell’Unione Europea. Le incognite legate alla politica estera del nuovo Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili. 

Il Ministro dell’Energia georgiano, l’ex-calciatore Kakhaber Kaladze

Da difensore di una delle squadre di calcio più titolate d’Europa a garante della sicurezza energetica europea. Nella giornata di martedì, 16 Ottobre, l’ex calciatore del Milan, Kakhaber Kaladze, è stato nominato Ministro dell’Energia dal nuovo Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili.

Secondo i piani, il terzino del Milan – che ha guidato le liste nazionali di Sogno Georgiano, la forza politica del Premier – avrebbe dovuto essere nominato Ministro degli Affari Regionali e delle Infrastrutture, ma Ivanishvili, a sorpresa, gli ha affidato la guida di uno dei Ministeri più delicati dello Stato georgiano.

Al momento della sua nomina, Kaladze ha dichiarato di non avere molta esperienza nel settore, ma ha promesso il massimo impegno per non tradire la fiducia del Premier georgiano.

Tra i progetti preventivati, l’ex-terzino del Milan ha progettato la costruzione su larga scala di centrali idroelettriche per assicurare al Paese uno sviluppo sostenibile con le congiunture economiche e con il rispetto dell’ambiente.

A prescindere dalle centrali idroelettriche, il ruolo di Kaladze sarà sopratutto quello di gestire uno snodo infrastrutturale fondamentale per gli equilibri energetici dell’area e, sopratutto, per la sicurezza energetica dell’Unione Europea.

In Georgia transita infatti il Gasdotto del Caucaso del Sud: un’infrastruttura che veicola gas dalla capitale dell’Azerbaijan, Baku, al porto turco di Ceyan, da dove, attraverso altre condutture – il Gasdotto Transanatolico TANAP, il Nabucco e il Gasdotto Transadriatico TAP – l’oro blu azero sarà trasportato direttamente in Europa.

Finora, la sicurezza del Gasdotto del Caucaso del Sud è stata garantita dal Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, in virtù dei buoni rapporti mantenuti con l’Europa. Resta ancora un interrogativo invece quale sarà la politica energetica di Ivanishvili.

Secondo indiscrezioni, il neoeletto Premier ha stretti contatti con la Russia, e nulla escluderebbe possibili concessioni a Mosca anche sul piano della politica del gas.

Per mantenere la propria egemonia sul mercato dell’energia europeo, il monopolista del gas russo, Gazprom – posseduto per metà dal Cremlino – contrasta i piani della Commissione Europea volti a diversificare le forniture di carburante tramite il trasporto diretto in Europa di gas azero.

Se la preannunciata normalizzazione dei rapporti tra Tbilisi e Mosca dovesse andare oltre al semplice ristabilimento di relazioni diplomatiche – rotte dall’aggressione militare russa nelle regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud nell’Agosto 2008 – ed interessare anche la questione del gas, portando ad una riconsiderazione del ruolo geopolitico della Georgia, nulla esclude che Kaladze potrebbe trovarsi a gestire una situazione complicata e delicata, da cui dipende la sicurezza dell’intera Unione Europea.

La transizione democratica in Georgia

Nelle Elezioni Parlamentari georgiane di lunedì, Primo di Ottobre, la coalizione Sogno Georgiano ha ottenuto la maggioranza del Parlamento con 85 seggi, lasciando alla forza di governo uscente, il Movimento Nazionale Unito del Presidente Saakashvili, 65 mandati presso l’Assemblea monocamerale nazionale.

Nel suo programma, Ivanishvili – uomo più ricco di Georgia, che ha costruito le sue ricchezze tra Russia e Francia – ha promesso il mantenimento del vettore occidentale come priorità della sua politica estera, ma ha anche sottolineato la necessità di ristabilire rapporti diplomatici con la Russia.

Salito al potere nel 2003 dopo avere guidato il processo democratico in Georgia, noto come Rivoluzione delle Rose, Saakhashvili ha portato Tbilisi al raggiungimento degli standard europei sul piano economico, amministrativo e politico.

Dopo la sua sconfitta, il Presidente georgiano ha saputo garantire la transizione democratica dei poteri al nuovo Gabinetto dei Ministri, e, tramite la restituzione della cittadinanza nazionale, ha permesso ad Ivanishvili di poter essere nominato alla guida del Governo nazionale.

Matteo Cazzulani

NABUCCO E TANAP AVVIANO LA COOPERAZIONE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 14, 2012

La Conduttura concepita dalla Commissione Europea per trasportare direttamente nel Vecchio Continente gas azero dal confine tra Turchia e Bulgaria ha iniziato la collaborazione con il Gasdotto Transanatolico, incaricato di veicolare l’oro blu dell’Azerbaijan dalla Georgia lungo tutta la Penisola Anatolica. In pronta risposta, la Russia implementa il Southstream. 

I percorsi di Nabucco e Southstream

Seppur ancora lungo, il lavoro è ben avviato, anche se la concorrenza è pronta a ribattere colpo su colpo. Nella giornata di mercoledì, 10 Ottobre, il consorzio incaricato della costruzione del Nabucco – gasdotto incaricato di trasportare direttamente in Europa gas azero dall’Ovest della Turchia al terminale di Baumgarten, in Austria, attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria, senza dipendere da infrastrutture controllare dalla Russia – ha dichiarato l’avvio ufficiale della collaborazione con il Gasdotto Transanatolico – TANAP.

Come riportato dall’autorevole Trend, il gasdotto dalla verdiana denominazione e la TANAP – progettata per trasportare gas proveniente dall’Azerbaijan dal confine turco-georgiano fino alle coste occidentali della Turchia – hanno iniziato le consultazioni sull’individuazione del punto esatto in cui le due condutture saranno collegate.

Secondo il Direttore Esecutivo del Nabucco, Reinhard Mitschell, la cooperazione tra i due progetti infrastrutturali riguarda anche lo scambio di conoscenze e tecnologie. Nonostante sia solo agli inizi, la collaborazione è destinata a dare risultati notevoli per la sicurezza energetica dell’Unione Europea.

Concepito dalla Commissione Europea, il Nabucco è sostenuto politicamente dai Governi austriaco, ungherese, romeno, turco, e bulgaro, e da altri Paesi dell’Europa Centrale come Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Sul piano economico, esso è compartecipato dalla compagnia OMV (Austria), MOL (Ungheria), Transgaz (Romania), Bulgarian Energy Holding (Bulgaria), RWE (Germania) e Botas (Turchia).

I progressi del Nabucco hanno incassato la pronta risposta del gasdotto Southstream: conduttura progettata dalla Russia per impedire all’Europa di diversificare le proprie forniture di gas, collegando direttamente le coste russe del Mar Nero all’Europa Sud-Occidentale e Balcanica, transitando per Bulgaria, Grecia, Macedonia, Montenegro, Serbia, Slovenia e Italia.

Nella giornata di sabato, 13 Ottobre, il Governo serbo ha confermato la sua partecipazione nel Southstream, riconosciuto dal presidente serbo, Tomislav Nikolic, come un progetto di importanza strategica per Belgrado.

La conferma della presenza serba nel Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream – è stata dichiarata a margine del rinnovo dei contratti tra Serbia e Russia per le forniture di gas.

In cambio dell’aumento triplicato della quantità di oro blu inviato in Serbia, ad oggi stabile ad 1,4 miliardi di metri cubi all’anno, La Russia ha ottenuto la promessa da parte del Governo serbo di saldare il debito di circa 40 Milioni di Dollari accumulato da Belgrado sin dal 1995.

Mosca e Belgrado hanno anche concordato l’instaurazione di rapporti diretti tra il monopolista russo del gas, Gazprom, e la compagnia statale serba Srbijagaz, eliminando l’azione intermediaria dell’ente Yugorosgaz – posseduto al 50% da Gazprom e al 25% da Srbijagaz – al quale, in compenso, sarà affidata la costruzione del Southstream in Serbia e la gestione dei gasdotti nazionali.

La Russia aiuta la Serbia a stabilizzare il bilancio nazionale

Infine, l’accordo tra Russia e Serbia ha previsto l’aumento della presenza di Mosca nel settore bancario, con investimenti da parte della banca russa Sberbank per la modernizzazione del sistema ferroviario serbo pari a 800 Milioni di Dollari e, sopratutto, l’erogazione di un prestito di un milione di Dollari da parte del Cremlino per la stabilizzazione del bilancio di Belgrado.

Giudicato dalla Commissione Europea come un progetto contrario agli sforzi approntati da Bruxelles per dare avvio ad un’iniziativa comune UE in campo energetico volta a diversificare le fonti di approvvigionamento dal duopolio russo-nordafricano, il Southstream gode tuttavia dell’appoggio di Germania e Francia.

Per via della stretta alleanza con la Russia, l’asse franco-tedesco antepone il proprio interesse nazionale al rafforzamento dei processi di integrazione europea nel settore dell’energia.

Sul piano economico, il Southstream è compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, e da quelle nazionali di Grecia, Serbia, Slovenia, Macedonia, e Montenegro.

Matteo Cazzulani