LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: USA E UE ADOTTANO UNA STRATEGIA COMUNE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 7, 2012

Stati Uniti d’America ed Unione Europea contestano la Russia monopolista, e riconoscono Ucraina, Azerbaijan e Turkmenistan come Paesi fondamentali per la diversificazione degli approvvigionamenti di oro blu per l’Europa. L’Italia conferma l’appoggio alla TAP. 

Il Commissario UE all'Energia, Gunther Oettinger

Il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger

La Russia va bene, ma solo se rispetta la libera concorrenza. Nella giornata di giovedì, 6 Dicembre, a Bruxelles, il Consiglio USA-UE, giunto alla sua quarta edizione, ha fortemente condannato il comportamento della Russia in ambito energetico.

Ill Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, e il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, hanno ritenuto che le relazioni energetiche tra l’Occidente e la Russia devono basarsi secondo i principi della trasparenza, della correttezza, e della parità.

Come riportato dall’agenzia UPI, i rappresentanti di USA e UE hanno inoltre ribadito come l’Ucraina e il Bacino del Caspio siano due regioni di cruciale importanza per la sicurezza energetica Europea.

Da un lato, Kyiv ha il compito di assicurare il transito della maggior parte del gas naturale che la Russia ad oggi esporta in Unione Europea. Per questa ragione, USA e UE hanno invitato ucraini e russi a stabilire relazioni energetiche basate sulla parità di condizioni.

D’altro canto, i Paesi del Bacino del Caspio rappresentano un importante serbatoio di gas naturale, da cui l’Unione Europea può attingere per diversificare le proprie forniture di gas.

Per diminuire la dipendenza dell’Europa dalle importazioni dalla Russia – che coprono il 40% del fabbisogno totale UE – Washington e Bruxelles hanno sostenuto la necessità di realizzare al più presto il Corridoio Meridionale.

Questo fascio di gasdotti è progettato per veicolare gas proveniente da Azerbaijan e Turkmenistan direttamente nel Vecchio Continente, senza transitare per il territorio russo, né dipendere da infrastrutture controllate da Mosca.

La dura posizione dell’Occidente nei confronti della Russia è dettata dalla politica energetica di Mosca.

Per mantenere l’egemonia energetica, e quindi politica, sul Vecchio Continente, il monopolista statale russo del gas, Gazprom, ha concesso sconti alle compagnie dell’Europa Occidentale in cambio dell’appoggio politico di Germania e Francia alle politiche energetiche della Russia.

In compenso, Gazprom ha imposto prezzi alti per le forniture di gas ai Paesi dell’Europa Centrale – Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Paesi Baltici – puniti per il loro sostegno al piano di diversificazione delle forniture energetiche varato dalla Commissione Europea.

Le posizioni espresse dal Consiglio USA-UE hanno ottenuto fin da subito reazioni positive. Sulla scia della posizione ufficiale espressa dal Governo Monti, l’Ambasciatore italiano in Azerbaijan, Mario Baldi, ha dichiarato il pieno sostegno del BelPaese alla realizzazione del Corridoio Meridionale.

Come riportato dall’agenzia Trend, Baldi ha evidenziato come l’Italia sia impegnata nella realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico – TAP: infrastruttura del Corridoio Meridionale, compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e da quella tedesca E.On, progettata per trasportare 21 miliardi di metri cubi di gas azero all’anno dal confine tra Turchia e Grecia fino in Puglia, in provincia di Brindisi, attraverso l’Albania.

Nella medesima giornata, nel corso del Forum Internazionale della Regione del Caspio di Istambul, il Capo dell’Amministrazione Presidenziale azera, Ali Hasanov, ha evidenziato come Azerbaijan e Turkmenistan possiedano riserve di gas naturale in grado di soddisfare il fabbisogno mondiale per i prossimi 200 anni.

Un ostacolo allo sfruttamento diretto delle riserve di gas naturale del Bacino del Caspio da parte dell’UE è sempre dettato dalla politica energetica della Russia.

Per bloccare la realizzazione del Corridoio Meridionale, ed aumentare la dipendenza dell’Europa dal gas russo, Mosca ha avviato, proprio il 7 Dicembre 2012, la costruzione del Southstream.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream, compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF, è concepito per veicolare in Austria 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Russia attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Contestato dall’Unione Europea, e dai Paesi dell’Europa Centrale, il Southstream è stato ideato nell’ambito della partnership di ferro tra il Presidente russo, Vladimir Putin, e l’ex Premier italiano, Silvio Berlusconi, ed ha ottenuto l’appoggio dell’ex-Capo di Stato francese, Nicolas Sarkozy, e di quello serbo, il filorusso Tomislav Nikolic.

Obama da una mano all’Europa con lo shale

Oltre che nell’ambito del gas naturale, è opportuno sottolineare come la partnership energetica tra USA e UE si stia rafforzando anche per quanto riguarda il gas shale.

Con l’avvio dello sfruttamento dello shale – gas estratto da rocce porose ubicate a bassa profondità – gli USA sono diventati in poco tempo il primo Paese esportatore di oro blu al Mondo.

Dopo avere stretto accordi per l’esportazione di gas liquefatto con India e Corea del Sud, Washington ha guardato all’Unione Europea come mercato ove collocare cospicue porzioni di LNG a prezzi più convenienti rispetto a quelli imposti dalla Russia per il gas naturale.

Cogliendo l’opportunità per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas, la Commissione Europea ha invitato i Paesi UE a costruire rigassificatori per importare lo shale statunitense, ed immetterlo nel sistema energetico del Vecchio Continente per abbattere la dipendenza dall’oro blu di Putin.

Matteo Cazzulani

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TAP: PROCEDONO I LAVORI DEL GASDOTTO CHE RENDERA L’ITALIA L’HUB EUROPEO DEL GAS DALL’AZERBAIJAN

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 24, 2012

Il consorzio deputato alla costruzione dell’infrastruttura da il via a consultazioni con le comunità territoriali albanesi per l’avvio della fase finale della realizzazione del progetto. La conduttura trasporterà in Puglia 21 miliardi di metri cubi di carburante azero, e consentirà all’Europa di diversificare le forniture di oro blu ed abbattere il monopolio di Russia ed Algeria

L’itinerario della TAP

520 chilometri di lunghezza per veicolare nel Vecchio Continente 21 miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Azerbaijan e garantire all’Europa – e all’Italia – la diversificazione delle forniture di gas dal monopolio russo e algerino. Nella giornata di mercoledì, 22 Novembre, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico – TAP – ha dato il via ai lavori preliminari per costruzione dell’infrastruttura in Albania.

Come riportato in una nota ufficiale, il consorzio TAP ha avviato la comunicazione dei risultati degli studi di impatto ambientale alle comunità locali albanesi interessate dall’attraversamento dall’infrastruttura.

Lo studio di impatto ambientale tiene conto non solo delle conseguenze che la costruzione del gasdotto ha nei confronti dell’ambiente, ma anche delle conseguenze che l’infrastruttura comporta in termini culturali e socio-economici.

Come dichiarato dal Direttore della sezione albanese della TAP, Albert Haak, il consorzio per la costruzione del Gasdotto Trans Adriatico intende avviare un contatto diretto con la popolazione interessata dal transito dell’infrastruttura per mantenere un rapporto sereno con le comunità locali.

Interesse alla TAP è stato ribadito anche dall’Italia. Lunedì, 21 Novembre, il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, ha confermato l’interesse della compagnia Enel a compartecipare alla TAP per garantire il trasporto di gas dal Bacino del Caspio in Italia.

Le parole di De Vincenti, riportate dal Dow Jones Newswires, sono una conferma alle ripetute dichiarazioni della seconda compagnia energetica italiana in merito all’interesse nei confronti del Gasdotto Trans Adriatico.

Lo scorso 27 Settembre, il Governo italiano ha inoltre ufficializzato l’appoggio politico alla TAP con una firma di un documento a New York assieme ai Governi di Grecia e Albania.

Un’infrastruttura europea

Il Gasdotto Trans Adriatico è un’infrastruttura progettata nell’ambito del Corridoio Meridionale UE: fascio di condutture concepito per veicolare gas dall’Azerbaijan in Europa senza transitare, né dipendere, da infrastrutture controllate dalla Russia, dalle cui forniture di gas l’Europa, nel suo complesso, già dipende per il 40% del suo fabbisogno continentale.

La TAP condurrà il gas azero dal confine turco-greco attraverso l’Albania e il Mar Adriatico fino al Comune di Meledugno, nei pressi di Brindisi, da dove l’oro blu centroasiatico sarà immesso nel sistema europeo, rendendo l’Italia il principale hub del carburante del Bacino del Caspio in UE.

Il Gasdotto Trans Adriatico è compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On. Oltre che l’Enel, interesse alla compartecipazione nella TAP è stato espresso anche dal colosso britannico British Petroleum.

L’interesse della British Petroluem è importante per rafforzare il Gasdotto Trans Adriatico: il colosso britannico è tra i partner del giacimento Shakh Deniz – da cui proverrà il gas azero diretto in Europa – e, di recente, ha firmato l’ingresso del Gasdotto Transanatolico – TANAP.

La TANAP è il gasdotto attraverso il quale il gas dell’Azerbaijan verrà veicolato dalla Turchia orientale fino all’inizio della TAP, presso il confine turco-greco.

Il Gasdotto Transanatolico è sostenuto dai governi di Turchia e Azerbaijan, ed è compartecipato, oltre che dalla British Petroleum, dai colossi azero e norvegese, SOCAR e Statoil, dalle compagnie turche Botas e TPAO, e dalla francese Total.

Matteo Cazzulani

GAS: IL TURKMENISTAN AVVIA LO SFRUTTAMENTO DI UN GIACIMENTO DI 21 TRILIONI DI GAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 18, 2012

Ashgabat inizia i lavori per l’ottenimento di gas dallo Iolotan Settentrionale per rifornire India ed Europa. La commissione Europea invita il Governo turkmeno a siglare accordi con compagnie UE per garantire all’Europa di diversificare gli approvvigionamenti di oro blu.

I percorsi di Nabucco e Southstream

I russi, con la complicità di tedeschi e francesi, costruiranno pure il Southstream, ma il Bacino del Caspio resta comunque un’opportunità per garantire l’indipendenza energetica europea. Nella giornata di giovedì, 16 Novembre, il Turkmenistan ha comunicato l’avvio dello sfruttamento del giacimento Galkinshin, contenente 21,2 trilioni di metri cubi di gas.

Come riportato dalla Reuters, il giacimento, meglio noto come Iolotan Settentrionale, sarà sfruttato dal colosso cinese CNPC, dalle compagnie del Dubai Gulf Oil e Gas Fze, e dalle compagnie coreane LNG International Corp e Hyundai Engineering Corp.

Lo sfruttamento dello Iolotan Settentrionale rappresenta un’opportunità per l’Unione Europea. Come dichiarato da fonti governative turkmene, il gas del Galkinshin sarà inviato a Pakistan ed India attraverso il gasdotto TAPI – Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan, India – ma anche verso l’Europa, attraverso le infrastrutture che la Commissione Europea ha progettato nell’ambito del Corridoio Meridionale UE.

La Rappresentante della Commissione Europea, Patrizia Flor, ha invitato il Turkmenistan ad accelerare l’avvio dello sfruttamento del giacimento, e ad intavolare con le compagnie europee trattative per la firma di contratti per la fornitura di gas turkmeno nel Vecchio Continente.

Per il trasporto diretto del carburante turkmeno, Bruxelles ha progettato la costruzione di una serie di infrastrutture, il Corridoio Meridionale UE, concepite per veicolare gas dal Bacino del Caspio direttamente in Europa senza transitare per il territorio russo.

Il Corridoio Meridionale è inserito nel piano di diversificazione delle forniture di gas per l’UE varato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dall’oro blu della Russia, a cui l’Europa, nel suo complesso, è legata per il 40% del proprio fabbisogno.

Ad aggravare la dipendenza energetica dell’UE dalla Russia è la costruzione del Southstream: gasdotto progettato dal monopolista statale russo, Gazprom, in cooperazione con il colosso italiano ENI, la compagnia tedesca Wintershall e la compagnia francese EDF, per veicolare in Europa ulteriori 63 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno.

Criticato dalla Commissione Europea, il Southstream è sostenuto politicamente dalla Russia, dalla Germania, dalla Francia e dai Paesi su cui esso sarà costruito dal 7 Dicembre 2012: Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è un progetto politico della Russia che aumenta la dipendenza energetica dell’Unione Europea da Gazprom, cementa l’egemonia politica di Mosca in Europa, e mette a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei Paesi UE.

Gli USA sostengono la politica energetica della Commissione Europea

Sostegno al progetto di diversificazione delle forniture di gas varato dalla Commissione Europea per importare direttamente oro blu da Turkmenistan ed Azerbaijan è stato espresso dall’inviato speciale per le questioni energetiche del Dipartimento di Stato USA, Carlos Pascual.

Come riportato dall’autorevole Trend, venerdì, 17 Novembre, l’esponente USA, durante il forum del Consiglio Atlantico, ha dichiarato che tutti i gasdotti progettati attraverso la Turchia per trasporre gas dall’Azerbaijan e dal Turkmenistan, senza transitare per il territorio russo, sono un progetto di primaria importanza per la sicurezza energetica europea.

Un particolare riferimento è stato fatto da Pascual al Gasdotto Transanatolico – TANAP – progettato per veicolare 31 miliardi di metri cubi di gas dall’Azerbaijan alle coste occidentali della Turchia.

Secondo i progetti della Commissione Europea, la TANAP rifornirà due dei gasdotti più importanti del Corridoio Meridionale UE: il Nabucco, progettato per veicolare gas centro-asiatico in Austria via Turchia europea, Bulgaria, Romania ed Ungheria,e il Gasdotto Transadriatico – TAP – concepito dalle coste occidentali della Turchia fino in Italia, in Puglia, attraverso Grecia ed Albania.

Matteo Cazzulani

SOUTHSTREAM: IL GASDOTTO DI PUTIN E BERLUSCONI AL VIA DA SANT’AMBROGIO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 14, 2012

Il Capo del monopolista russo, Gazprom, comunica l’avvio della costruzione dell’infrastruttura per il 7 Dicembre 2012. La Commissione Europea contraria alla realizzazione di un progetto destinare ad impedire all’Europa di diversificare le proprie forniture di gas

La famosa mitraglia d ell’ex-Premier italiano, Silvio Berlusconi, nei confronti di una giornalista durante una confrenza stampa con il Presidente della federazione Russa, Vladimir Putin

3600 chilometri di conduttura terrestre e sottomarina per mandare a monte l’indipendenza energetica europea, ed aumentare in maniera vertiginosa le forniture di gas provenienti dalla Russia. Nella giornata di martedì, 13 Dicembre, il Capo del monopolista statale russo Gazprom – ente posseduto per metà dal Cremlino – ha ufficialmente fissato per il 7 Dicembre 2012 il via alla costruzione del Southstream.

La notizia è stata data a margine della firma di un accordo tra Gazprom e la compagnia energetica slovena Plinovodi per la realizzazione di una sezione di 220 chilometri del Southstream in Slovenia. Un simile accordo è stato firmato alla fine di Ottobre con l’Ungheria, nel mese di Settembre con la Serbia e, nella giornata di giovedì, 15 Novembre, l’imprimatur alla costruzione del Southsream è attesa anche in Bulgaria.

A dare il via libera ufficiale alla realizzazione del gasdotto voluto da Gazprom è stato un incontro avvenuto lunedì, 12 Dicembre, tra Miller e l’Amministratore Delegato ENI, Paolo Scaroni. Come riportato da Natural Gas Europe, i due hanno stabilito l’avvio della costruzione del Southstream per il mese di Dicembre del 2012, ed hanno preventivato l’entrata in funzione della conduttura per il 2015.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è un progetto avvallato dalla Russia per aumentare la dipendenza dell’Europa dalle forniture di gas russe, ed impedire la realizzazione del piano di diversificazione delle forniture di oro blu per il Vecchio Continente approntato dalla Commissione Europea.

Lungo circa 3600 chilometri, il Southstream veicolerà 63 Miliardi di metri cubi di gas dalle coste russe sul mar nero al porto di Varna, in Bulgaria. Da qui, il Gasdotto Ortodosso risalirà fino a Treviso attraverso Macedonia, Serbia, Montenegro, Ungheria e Slovenia.

Oltre a Gazprom ed ENI, che possiedono rispettivamente il 50% e il 20% dell’infrastruttura, a compartecipare nel Southstream è anche la compagnia tedesca Wintershall e la francese EDF, entrambe con il 15%.

La genesi del Southstream è dovuta allo stretto legame politico tra il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, e l’ex-Premier italiano, Silvio Berlusconi. Nel 2009, Putin – allora Premier della Russia – e Berlusconi hanno concordato la costruzione di un gasdotto sottomarino per collegare direttamente la Russia all’Italia, e ridurre il numero dei Paesi di transito nell’invio dell’oro blu da Mosca a Roma.

Critiche al Souhtstream sono state sempre mosse dalla Commissione Europea, che ha considerato fin da subito il progetto di Putin e Berlusconi come finalizzato ad aumentare la dipendenza dell’Europa dal gas proveniente esclusivamente dalla Russia.

Il progetto della Commissione Europea

Per limitare le forniture da Mosca, che ad oggi coprono il 20% del fabbisogno totale UE – mentre in alcuni Paesi dell’Unione rappresentano più dell’80% – Bruxelles ha varato la costruzione del Corridoio Meridionale: un fascio di gasdotti deputati al trasporto diretto in Europa di gas estratto dall’Azerbaijan.

Tra le infrastrutture del Corridoio Meridionale dell’UE rientra il Nabucco, conduttura di 3893 chilometridi lunghezza concepita per trasportare un massimo di 30 Miliardi di metri cubi di gas azero dalla parte occidentale della Turchia in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla tedesca RWE, dalla romena Transgaz, e dalla bulgara Bulgargaz, il Nabucco è sostenuto politicamente dalla Commissione Europea e dai Governi di Austria, Romania, Ungheria, Turchia e Bulgaria.

Altra importante infrastruttura del Corridoio Meridionale UE è il Gasdotto Transadriatico – TAP – concepito per trasportare 21 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno dal confine turco occidentale a Brindisi, in Puglia, attraverso il territorio greco e quello albanese.

Compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On, la TAP è supportata politicamente dai Governi di Grecia, Albania e Italia, dopo che il Governo tecnico di Mario Monti ha corretto il posizionamento in politica energetica del Belpaese, conferendo alla dimensione italiana una connotazione più europea e meno “nazional-egoistica”.

L’ultimo dei progetti del Corridoio Meridionale UE è il Gasdotto Transanatolico – TANAP – concepito per trasportare 31 Miliardi di metri cubi all’anno di gas dell’Azerbaijan dal confine turco-georgiano alle coste occidentali della Turchia.

Compartecipata dal colosso azero SOCAR, dalle compagnie turche Botas e TPAO, dal colosso britannico British Petroleum, da quello norvegese Statoil, e dalla compagnia francese Total, la TANAP è sostenuta politicamente dai Governi di Azerbaijan e Turchia.

Anche la Germania a favore del Corridoio Meridionale

A benedire il piano di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea è la Germania, che ha sottolineato il ruolo fondamentale ricoperto dall’Azerbaijan per diminuire – e non rinunciare – alle forniture della Russia.

Lunedì, 12 Novembre, la rappresentante della presidenza tedesca per gli Affari di Politica Estera, Kornelia Piper, ha comunicato che Berlino ritiene la costruzione del Corridoio Meridionale un progetto di interesse strategico per l’interesse generale europeo ed anche quello nazionale tedesco.

Matteo Cazzulani

GAS: LA CROAZIA VICINA ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 9, 2012

Il Primo Ministro croato, Zoran Milanovic, sostiene la costruzione del gasdotto Ionico-Adriatico – IAP – per veicolare in Slovacchia il gas azero importato dal Gasdotto Transadriatico – TAP. L’esclusione dal Southstream decisa dalla Russia a favore dell’Ungheria come motivazione dell’inversione della politica energetica di Zagabria. 

Il percorso del Gasdotto Ionico Adriatico

Respinta dalla Russia, tentata dall’Azerbaijan e dai progetti dell’Unione Europea. Nella giornata di martedì, 6 Novembre, la Croazia ha dichiarato l’interesse a collaborare con i piani di indipendenza energetica approntati dalla Commissione Europea.

Nello specifico, come riportato da New Europe, il Primo Ministro croato, Zoran Milanovic, durante un incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico azero, Shakhin Mustafayev, ha candidato la Croazia come potenziale partner per il trasporto di gas estratto dall’Azerbaijan in Europa.

In particolare, Milanovic ha dichiarato il sostegno della Croazia alla costruzione del Gasdotto Ionico-Adriatico – IAP: un’infrastruttura concepita per trasportare in Slovacchia il 5 Miliardi di metri cubi all’anno di azero prelevato in Albania dal Gasdotto Transadriatico – TAP.

La TAP è una conduttura pianificata per trasportare direttamente in Europa 21 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dal confine turco-greco in Puglia, transitando per il territorio albanese.

Supportata politicamente dai governi di Italia, Albania e Grecia, la TAP è cofinanziata al colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On.

Inoltre, interesse nei confronti del Gasdotto Transadriatico è stato dichiarato dal colosso britannico British Petroleum, dalla compagnia italiana Enel, e dalla greca DEPA.

Il ruolo di Zagabria è fondamentale per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas varata dalla Commissione Europea per diminuire l’egemonia nei mercati del vecchio continente del monopolista statale russo, Gazprom.

Grazie al rigassificatore di Krk, la Croazia veicolerà nel sistema europeo gas liquefatto proveniente da Qatar e Stati Uniti mediante il Corridoio Nord-Sud: gasdotto che collegherà le coste croate dell’Adriatico al terminale LNG di Swinoujscie, in Polonia occidentale.

Nonostante il ruolo attivo in sostegno della Commissione Europea, Zagabria ha accolto con favore la possibilità di essere attraversata dal Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per veicolare in Europa 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Inoltre, il Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream – ha lo scopo di impossibilitare a Bruxelles la diversificazione delle forniture di oro blu mediante il trasporto diretto di carburante dall’Azerbaijan.

La candidatura croata al Southstream è stata tuttavia scartata dall’ingresso dell’Ungheria, che ha garantito a Mosca la costruzione della tratta del gasdotto ortodosso dalla Serbia alla Slovenia.

BP, Statoil e Total compartecipano alla TANAP

A rafforzare la TAP e, più in generale, i progetti di diversificazione delle forniture di gas dell’Unione Europea, è stato l’ingresso di importanti colossi energetici nel Gasdotto Transanatolico – TANAP.

Questa infrastruttura è deputata al trasporto di 24 Miliardi di metri cubi all’anno di gas azero dal confine tra Georgia e Turchia alla parte turca occidentale, nei pressi del confine con la Grecia – dove la TANAP si collegherà con la TAP.

Come riportato da Natural Gas Europe, il colosso nazionale azero SOCAR ha ceduto il 29% delle quote possedute nella TANAP – pari all’80% – al colosso britannico British Petroleum – 12% – a quello norvegese Statoil – 12% – ed alla compagnia francese Total – 5%.

Il restante 20% delle azioni del Gasdotto Transanatolico resta nelle mani delle compagnie turche BOTAS e TPAO.

Matteo Cazzulani

GAS: RUSSIA E AZERBAIJAN SI CONTENDONO LA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 8, 2012

Il monopolista russo Gazprom, e il colosso azero SOCAR sono i maggiori contendenti nella scalata alla compagnia nazionale greca DEPA: messa all’asta dal Governo di Atene per arginare le conseguenze della crisi economica. Dalla vittoria sull’ente ellenico dipende l’indipendenza energetica dell’UE

Il sistema infrastrutturale energetico della Grecia

L’immagine della Grecia di questi tempi non è solo la piazza del Parlamento devastata dalle manifestazioni di protesta per misure di austerità varate dal Governo per battere la crisi, ma è anche quella di una pedina della geopolitica energetico contesa tra due superpotenze del settore.

Nella giornata di lunedì, 5 Novembre, si è concluso il termine per la presentazione delle candidature alla scalata della DEPA: la compagnia nazionale greca dell’energia, messa in vendita dal Governo greco per ottenere danaro utile per diminuire la crisi economica che, ad oggi, ha spinto Atene quasi fuori dalla zona Euro.

Secondo di dati ufficiali, le compagnie ammesse all’asta della DEPA sono il monopolista russo, Gazprom, la compagnia russa Sintez, e il colosso energetico SOCAR.

Come riportato dall’autorevole Reuters, l’acquisizione della compagnia nazionale greca prevede anche il controllo sugli enti EPA e DESFA, specializzati rispettivamente nel tradito del gas e nella gestione dei gasdotti.

La scalata ala DEPA rappresenta una pagina cruciale per la geopolitica energetica europea, poiché dalla vittoria nell’asta per il controllo della compagnia nazionale greca dipende la realizzazione di infrastrutture deputate al potenziamento dell’importazione di gas nel Vecchio Continente.

Atene tra Russia ed Europa

Se a vincere sarà Gazprom, la Grecia con tutta probabilità entrerà a far parte del progetto Southstream: gasdotto dalla portata di 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, progettato dal Cremlino per aumentare le forniture di gas all’Europa, ed impossibilitare la realizzazione dei piani di diversificazione energetica varati dalla Commissione Europe per veicolare oro blu direttamente dall’Azerbaijan.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream, compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, e dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, è progettato per trasportare gas sul fondale del Mar Nero dalle coste russe al porto bulgaro di Varna.

Da qui, un ramo meridionale è progettato verso Grecia e Italia, un altro è programmato lungo la Penisola Balcanica attraverso Macedonia, Serbia, Montenegro, Ungheria, Slovenia ed Italia.

La vittoria della SOCAR nella scalata alla DEPA potrebbe invece invece significare il mantenimento in auge dei progetti di diversificazione energetica varati dalla Commissione Europea per abbattere la quasi totale dipendenza del Vecchio Continente dall’oro blu di Mosca.

Ad oggi, la Grecia, assieme all’Italia e all’Albania, supporta il Gasdotto Transadriatico – TAP: conduttura dalla portata di 21 miliardi di metri cubi all’anno di gas, progettata per veicolare oro blu azero in Puglia dal confine greco-turco, attraverso il territorio albanese.

La conduttura è compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.ON, ed è sostenuta dal colosso britannico British Petroleum e dalla SOCAR.

Sulla base del sostegno politico dei Governi di Italia e Grecia, anche la compagnia italiana Enel e la greca DEPA hanno dichiarato l’intenzione di cofinanziare l’infrastruttura.

Se ad avere la meglio nella scalata alla DEPA sarà il colosso azero SOCAR, la compagnia nazionale greca avrebbe tutto l’interesse a sostenere la realizzazione della TAP e, così, porterebbe Atene ad assumere un ruolo decisivo per la sicurezza energetica europea.

Matteo Cazzulani

La Rosneft diventa primo colosso del greggio al Mondo

Posted in Russia by matteocazzulani on October 23, 2012

Con l’acquisto del 50% delle azioni del terzo ente energetico russo TNK-BP dalla British Petroleum, il monopolista statale russo si impone su scala nazionale e mondiale. In cambio, il colosso britannico rafforza il legame con il Cremlino ed il Presidente Putin.

Un terremoto nella politica energetica destinato a cambiare gli assetti in Russia e nel Mondo. Nella giornata di lunedì, 22 Ottobre, il monopolista statale del greggio russo Rosneft ha rilevato dal colosso britannico British Petroleum il 50% delle azioni del terzo ente in Russia nel settore TNK-BP.

Come riportato dall’autorevole Platts, grazie all’operazione la Rosneft e diventata la prima oil company al Mondo. Oltre all’acquisto del 50% dalla British Petroleum, il monopolista statale russo del greggio ha dichiarato l’intenzione di rilevare un ulteriore 28% della TNK-BP dal consorzio Alfa-Access-Renova.

La AAR – acronimo di Alfa-Access-Renova – e un gruppo di oligarchi russi che, finora, ha controllato in collaborazione con i britannici la terza compagnia in Russia nel settore del greggio.

Notevoli sono i risultati ottenuti dalla British Petroleum, che in cambio della vendita delle azioni nella TNK-BP ha acquisito un 20% delle azioni della Rosneft, e si e impegnata ad acquistare un altro 6% del monopolista russo grazie ad un prestito erogato da un’altra compagnia statale russa, la Rosneftegaz.

Come riportato dall’autorevole Guardian, l’operazione che ha portato la Rosneft a diventare la prima compagnia al mondo nel settore del greggio e una vittoria del tandem costituito dal Presidente della Russia, Vladimir Putin, e dall’Amministratore Delegsto della Rosneft, Igor Sechin.

Il sodalizio tra il Presidente della Federazione Russa e l’AD di Rosneft sancisce la sconfitta del Governo di Dmitriy Medvedev: Primo Ministro da sempre contrario all’operazione perché politicamente vicino agli oligarchi del consorzio AAR.

Dal punto di vista britannico, la British Petroleum ha rafforzato la sua partnership con la Rosneft, ed ha ottenuto anche la nomina di alcuni suoi rappresentanti nel Consiglio Di Amministrazione del monopolista controllato dal Cremlino.

Inoltre, la svendita delle azioni nella compagnia TNK-BP consente al colosso britannico di svincolare somme di danaro preziose per ripianare i danni agli Stati Uniti d’America dopo il disastro ambientale nel Golfo del Messico del mese di Aprile del 2010.

La Gran Bretagna vicina al NordStream

Oltre che sul piano del greggio, l’alleanza tra Russia e Gran Bretagna sul piano energetico riguarda anche il settore del gas. Come dichiarato al portale Lombardi Nel Mondo dal Leader nel Parlamento Europeo dei Conservatori britannici, Martin Callanan, i Tory – la forza di governo a Londra – sono favorevoli al coinvolgimento del Regno Unito nel progetto NordStream.

Questo gasdotto e stato costruito grazie ad un patto bilaterale tra la Russia e la Germania per permettere al monopolista russo del gas Gazprom – controllato per più del 50% dal Cremlino – di rifornire direttamente di oro blu il mercato tedesco attraverso il fondale del Mar Baltico, isolando Paesi UE politicamente invisi al Cremlino, come Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia.

Intervenuto alla presentazione a Milano del gruppo dei Conservatori e Riformatori dell’Europarlamento, organizzata dalla Parlamentare Europea Crisitana Muscardini, Callanan ha sottolineato come il prolungamento all’Inghilterra del NordStream consenta alla Gran Bretagna di diversificare le forniture di gas nazionali, finora legate a fonti di approvvigionamento locali, norvegesi ed olandesi.

Nel contempo, il Leader dei Tory al Parlamento Europeo ha riconosciuto come il NordStream non risolva il problema della diversificazione delle forniture di gas nei confronti dell’Unione Europea, che, diversamente dalla Gran Bretagna, e legata per più del 40% del suo fabbisogno complessivo dalle importazioni di oro blu dalla Russia.

Per questa ragione, Callanan ha anche dichiarato sostegno alla politica avviata dalla Commissione Europea – contrastato dal Cremlino – per importare direttamente in Europa gas proveniente dall’Azerbaijan tramite la costruzione del Corridoio Meridionale.

Questo fascio di gasdotti e composto dal Nabucco e dal Gasdotto TransAdriatico – TAP: due progetti alternativi, sostenuti politicamente dai Paesi in cui e previsto il loro transito – Austria, Turchia, Bulgaria, Ungheria, Romania per il Nabucco, Italia, Grecia ed Albania per la TAP.

Dinnanzi ai due gasdotti del Corridoio Meridionale, Callanan ha dichiarato la neutralità dei conservatori britannici, e ha espresso la convinzione in merito alla necessita di realizzare entrambe le infrastrutture.

Matteo Cazzulani

GEORGIA: EX CALCIATORE DEL MILAN A CAPO DEL MINISTERO DELL’ENERGIA

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 18, 2012

Il terzino della squadra meneghina, Kakhaber Kaladze, nominato alla guida del delicato Dicastero, fondamentale per la sicurezza energetica del Paese e dell’Unione Europea. Le incognite legate alla politica estera del nuovo Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili. 

Il Ministro dell’Energia georgiano, l’ex-calciatore Kakhaber Kaladze

Da difensore di una delle squadre di calcio più titolate d’Europa a garante della sicurezza energetica europea. Nella giornata di martedì, 16 Ottobre, l’ex calciatore del Milan, Kakhaber Kaladze, è stato nominato Ministro dell’Energia dal nuovo Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili.

Secondo i piani, il terzino del Milan – che ha guidato le liste nazionali di Sogno Georgiano, la forza politica del Premier – avrebbe dovuto essere nominato Ministro degli Affari Regionali e delle Infrastrutture, ma Ivanishvili, a sorpresa, gli ha affidato la guida di uno dei Ministeri più delicati dello Stato georgiano.

Al momento della sua nomina, Kaladze ha dichiarato di non avere molta esperienza nel settore, ma ha promesso il massimo impegno per non tradire la fiducia del Premier georgiano.

Tra i progetti preventivati, l’ex-terzino del Milan ha progettato la costruzione su larga scala di centrali idroelettriche per assicurare al Paese uno sviluppo sostenibile con le congiunture economiche e con il rispetto dell’ambiente.

A prescindere dalle centrali idroelettriche, il ruolo di Kaladze sarà sopratutto quello di gestire uno snodo infrastrutturale fondamentale per gli equilibri energetici dell’area e, sopratutto, per la sicurezza energetica dell’Unione Europea.

In Georgia transita infatti il Gasdotto del Caucaso del Sud: un’infrastruttura che veicola gas dalla capitale dell’Azerbaijan, Baku, al porto turco di Ceyan, da dove, attraverso altre condutture – il Gasdotto Transanatolico TANAP, il Nabucco e il Gasdotto Transadriatico TAP – l’oro blu azero sarà trasportato direttamente in Europa.

Finora, la sicurezza del Gasdotto del Caucaso del Sud è stata garantita dal Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, in virtù dei buoni rapporti mantenuti con l’Europa. Resta ancora un interrogativo invece quale sarà la politica energetica di Ivanishvili.

Secondo indiscrezioni, il neoeletto Premier ha stretti contatti con la Russia, e nulla escluderebbe possibili concessioni a Mosca anche sul piano della politica del gas.

Per mantenere la propria egemonia sul mercato dell’energia europeo, il monopolista del gas russo, Gazprom – posseduto per metà dal Cremlino – contrasta i piani della Commissione Europea volti a diversificare le forniture di carburante tramite il trasporto diretto in Europa di gas azero.

Se la preannunciata normalizzazione dei rapporti tra Tbilisi e Mosca dovesse andare oltre al semplice ristabilimento di relazioni diplomatiche – rotte dall’aggressione militare russa nelle regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud nell’Agosto 2008 – ed interessare anche la questione del gas, portando ad una riconsiderazione del ruolo geopolitico della Georgia, nulla esclude che Kaladze potrebbe trovarsi a gestire una situazione complicata e delicata, da cui dipende la sicurezza dell’intera Unione Europea.

La transizione democratica in Georgia

Nelle Elezioni Parlamentari georgiane di lunedì, Primo di Ottobre, la coalizione Sogno Georgiano ha ottenuto la maggioranza del Parlamento con 85 seggi, lasciando alla forza di governo uscente, il Movimento Nazionale Unito del Presidente Saakashvili, 65 mandati presso l’Assemblea monocamerale nazionale.

Nel suo programma, Ivanishvili – uomo più ricco di Georgia, che ha costruito le sue ricchezze tra Russia e Francia – ha promesso il mantenimento del vettore occidentale come priorità della sua politica estera, ma ha anche sottolineato la necessità di ristabilire rapporti diplomatici con la Russia.

Salito al potere nel 2003 dopo avere guidato il processo democratico in Georgia, noto come Rivoluzione delle Rose, Saakhashvili ha portato Tbilisi al raggiungimento degli standard europei sul piano economico, amministrativo e politico.

Dopo la sua sconfitta, il Presidente georgiano ha saputo garantire la transizione democratica dei poteri al nuovo Gabinetto dei Ministri, e, tramite la restituzione della cittadinanza nazionale, ha permesso ad Ivanishvili di poter essere nominato alla guida del Governo nazionale.

Matteo Cazzulani

IL NABUCCO RISPONDE ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 9, 2012

Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia esprimono il sostegno politico al gasdotto dalla verdiana denominazione, dopo che i Governi di Italia, Albania e Grecia hanno supportato ufficialmente il Gasdotto Transadriatico. La neutralità della Commissione Europea e il peso delle compagnie energetiche coinvolte nella scelta da parte dell’Azerbaijan dell’infrastruttura incaricata del trasporto di gas azero in Europa.

I percorsi di Nabucco e Southstream

Il Corridoio Meridionale UE s’ha da fare e il Nabucco rappresenta una concreta candidatura adatta al trasporto del gas azero nel Vecchio Continente. Nella giornata di lunedì, 8 Ottobre, a Vienna, Austria, Romania, Ungheria, Turchia e Bulgaria hanno espresso il sostegno politico al gasdotto dalla verdiana denominazione: progettato dalla Commissione Europea per trasportare in Europa gas azero senza dipendente da infrastrutture controllate dalla Russia.

Alla presenza del premier bulgaro, Boyko Borysov, del Ministro dell’Energia austriaco, Reinhold Mitterlehner, e dei titolari dei dicasteri del settore energetico ungherese, turco, e romeno, il Direttore Esecutivo del Nabucco, Reinhard Mitschek, ha espresso soddisfazione per il sostegno politico espresso dai cinque Paesi: una decisione importante che implementa la realizzazione dell’infrastruttura.

Come riportato dall’autorevole Trend, il Comitato Politico del Nabucco – composto dai Ministri dell’Energia dei Paesi nei quali la conduttura è progettata: Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria – ha firmato un accordo intergovernativo che rafforza la candidatura dell’infrastruttura per l’ottenimento dell’esclusiva per il trasporto diretto del gas azero in Europa.

Secondo i progetti, il Nabucco dovrà costituire l’asse principale del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepiti dalla Commissione Europea per diversificare le forniture di gas dell’UE attingendo dai giacimenti del Bacino del Mar Caspio con infrastrutture dirette.

Presente all’incontro, il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ha apprezzato la decisione politica di Austria, Bulgaria, Ungheria, Turchia e Romania, ed ha evidenziato come il Nabucco si trovi ora a concorrere alla pari con il Gasdotto Transadriatico – TAP.

Questa infrastruttura è progettata per trasportare il gas azero nel Vecchio Continente dalla Grecia all’Italia attraverso l’Albania. A margine dell’Assemblea ONU di New York, essa ha ottenuto il sostegno politico dei Governi italiano, greco ed albanese.

“Entrambe le infrastrutture rappresentano interessanti proposte per il trasporto del gas dal giacimento Shakh-Deniz all’Europa – ha dichiarato Oettinger, come riportato dall’autorevole Reuters – quale che sia il gasdotto scelto, la certezza è che il Corridoio Meridionale sarà realizzato”.

L’appoggio politico espresso da Romania, Ungheria, Austria, Bulgaria e Turchia al Nabucco – che ha già ottenuto il sostegno di Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia – rappresenta dunque una risposta alla TAP, che, grazie alla firma di New York ha consolidato la sua candidatura per il trasporto diretto del gas azero in Europa.

Tuttavia, decisivo per la scelta tra i due gasdotti sarà anche il peso esercitato dalle compagnie energetiche che sostengono i progetti in campo.

Il Nabucco è sostenuto economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, e dalla tedesca RWE. Come dichiarato a Vienna dal Capo della OMV, Gerhard Roiss, il progetto dalla verdiana denominazione è aperto alla compartecipazione di altri enti interessati.

La TAP è finanziata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On. Interesse al Gasdotto Transadriatico è stato espresso dall’italiana Enel, e dal colosso britannico British Petroleum.

La scelta definitiva tra il Nabucco e la TAP spetta al consorzio Shakh-Deniz: chiamato ad individuare quale delle due infrastrutture garantisce il transito in Europa con maggiore sicurezza.

Il giacimento azero, da cui è prevista l’esportazione nel Vecchio Continente di 16 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, è controllato dalla compagnia nazionale dell’Azerbaijan SOCAR, dalla Statoil, dalla British Petroleum, dalla francese Total, dall’italo-russa LukAgip e dalla turca TPAO.

La Bulgaria mette in crisi la politica energetica della Russia

Il supporto ufficiale espresso al Nabucco dalla Bulgaria rappresenta un dato di particolare importanza sul piano geopolitico.

Sofia ha avviato la diversificazione delle fonti di approvvigionamento da quelle della Russia mediante la messa in comunicazione dei gasdotti nazionali a quelli di Romania e Turchia, ed ha appoggiato in pieno la politica energetica della Commissione Europea con la costruzione del Corridoio Meridionale

Tuttavia, il Governo bulgaro è coinvolto anche nella realizzazione del Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per rifornire direttamente di proprio gas l’Europa Sud-Occidentale, ed impedire all’Unione Europea di diversificare le proprie forniture di oro blu attingendo dai giacimenti del Mar Caspio per via diretta.

Il sostegno ufficiale al Nabucco del Governo bulgaro, che è ai ferri corti con Mosca in seguito alla richiesta da parte del Cremlino di un maxirisarcimento per la mancata costruzione della centrale nucleare di Belene, può spingere gli investitori locali a destinare le loro risorse alla conduttura del Corridoio Meridionale UE, e non più al Southstream.

La scelta di campo della Bulgaria in favore della Commissione Europea costituisce un serio ostacolo alla costruzione del Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream – e, con essa, alla realizzazione della politica energetica della Russia nei confronti dell’Europa.

Matteo Cazzulani

SICUREZZA ENERGETICA UE: GLI USA PRONTI A GARANTIRE CONSISTENTI FORNITURE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 8, 2012

Gli Stati uniti d’America pronti ad esportare in Europa 62 Miliardi di metri cubi di LNG derivati dallo sfruttamento dei giacimenti di gas non convenzionale. Se accorpata con il progetto varato dalla Commissione Europea per trasportare direttamente nel Vecchio Continente oro blu dall’Azerbaijan, la proposta statunitense può contribuire ulteriormente alla diversificazione degli approvvigionamenti di Bruxelles

Il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger

LNG americano assieme al gas azero per ridurre la dipendenza europea dall’oro blu russo. Come riportato all’autorevole Natural Gas Europe, l’avvio negli Stati Uniti dello sfruttamento di gas shale – oro blu estratto in giacimenti di profondità inferiore rispetto a quelli in cui è presente il gas naturale – permette all’Unione Europea di contare su una fonte di approvvigionamento importante per diversificare le proprie forniture da quelle di Russia e Africa del Nord.

Con l’avvio dello sfruttamento del giacimento di gas non convenzionale di Sabine Pass, ubicato in Luisiana, nei pressi della costa statunitense del Golfo del Messico, la compagnia USA Cheniere è in grado di esportare nel Vecchio Continente 16 Milioni di tonnellate di oro blu liquefatto dal 2016.

Inoltre, secondo un progetto del Dipartimento dell’Energia di Washington, volto ad aumentare le esportazioni dello shale liquefatto, la quantità di gas venduta all’Europa è destinata a raggiungere i 62 miliardi di metri cubi entro il 2020.

Per via della loro cospicuità, i rifornimenti da oltreoceano costituiscono un elemento importante per la realizzazione del progetto di diversificazione delle forniture di gas approntato dalla Commissione Europea per garantire la sicurezza energetica del Vecchio Continente.

Oltre ad una massiccia adozione di rigassificatori per importare LNG da USA, Qatar e Norvegia, Bruxelles ha avviato la pianificazione del Corridoio Meridionale: un fascio di gasdotti concepiti per trasportare direttamente in Europa gas proveniente dall’Azerbaijan e dal Turkmenistan.

Tra le infrastrutture atte a veicolare l’oro blu dal Bacino del Mar Caspio all’Europa sono stati progettati il Nabucco – conduttura concepita dalla Turchia all’Austria attraverso Romania e Ungheria, supportata economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, dall’ungherese MOL e dalla tedesca RWE, e sostenuta politicamente da Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria – e il Gasdotto Transadriatico – TAP, dal confine greco-turco alla Puglia, sostenuto economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia elvetica EGL e dalla tedesca E.On, supportato politicamente dai Governi di Italia, Grecia e Albania.

A porre un interrogativo sulla proposta americana è la crescente domanda di energia da parte dell’Asia, che potrebbe spingere gli Stati Uniti a destinare gran parte del loro export di gas liquefatto ai Paesi del continente asiatico, tra cui l’India – con cui Washington ha stretto relazioni importanti – e la Cina, che ancora non riesce a definire con la Russia il tariffario per le forniture di oro blu naturale.

Sul piano delle forniture dall’Azerbaijan, il contributo che il gas centro-asiatico può dare al mercato europeo è fissato ad un massimo di 16 Miliardi di metri cubi: molto importante – sopratutto considerata la crescente domanda interna dell’UE – ma non abbastanza per incidere in maniera profonda sul bilancio interno dell’Unione Europea, che all’anno consuma 508 miliardi di metri cubi di gas circa.

Nonostante le criticità, l’importazione di LNG dagli Stati Uniti e il trasporto diretto di gas naturale dall’Azerbaijan rappresentano comunque una soluzione utile all’Europa per diminuire sensibilmente la dipendenza dalle importazioni russe e nordafricane che, come rivelatosi in più occasioni, sono spesso instabili e politicamente connotate.

Il conflitto tra Russia ed Europa

Per impedire il rafforzamento politico dell’Europa, la Russia ha concesso sconti in cambio di contratti a lungo termine con i Paesi dell’Ovest del Vecchio Continente – Germania e Francia in primis – ed ha lasciato alti i tariffari imposti agli Stati dell’Europa Centrale.

De facto, Mosca ha diviso al suo interno il Vecchio Continente, polarizzando ad occidente Governi fedeli al Cremlino grazie ai rapporti privilegiati sul piano energetico e, ad oriente, Paesi penalizzati per il sostegno prestato ai progetti di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea.

Inoltre, per evitare la realizzazione del progetto di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea, il monopolista del gas russo, Gazprom – posseduto per metà dal Cremlino – ha avviato, in partnership con il colosso italiano ENI, e le compagnie tedesche e francesi Wintershall ed EDF, la costruzione del Southstream: gasdotto concepito per rifornire di oro blu proveniente dalla Russia direttamente l’Europa Sud-Occidentale, bypassando Paesi politicamente osteggiati da Mosca come Romania, Polonia, Moldova e Ucraina.

Dinnanzi alla politica della Russia, nel Settembre 2012 la Commissione Europea ha aperto un’inchiesta ufficiale nei confronti di Gazprom per condotta anticoncorrenziale in Europa Centrale.

Come dichiarato da Bruxelles, il monopolista russo ha infranto i principi del Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che stabilisce la liberalizzazione del mercato interno del gas, impone lo scorporo tra il controllo della compravendita di oro blu e la gestione dei gasdotti, e vieta ad enti extraeuropei il controllo dei sistemi infrastrutturali degli Stati del Vecchio Continente.

Matteo Cazzulani