LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

La TAP si rafforza con un rimpasto

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 1, 2014

La compagnia spagnola Enagas entra nel consorzio per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico, mentre la belga Fluxys incrementa le sue quote. La francese Total e la tedesca E.On lasciano il progetto sostenuto dall’Unione Europea

Via tedeschi e francesi, dentro gli spagnoli e più spazio ai belgi. Nella giornata di lunedì, 29 Settembre, la compagnia energetica spagnola Enagas è entrata nel consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- un’infrastruttura supportata dall’Unione Europea per veicolare gas dell’Azerbaijan dalla Grecia in Italia meridionale tramite l’Albania.

Come riportato da una nota ufficiale del consorzio, oltre all’ingresso della Enagas, che ha rilevato il 16% delle azioni TAP, la compagnia energetica del Belgio Fluxys ha incrementato le sue quote all’interno del gasdotto, passando dal 16% al 19%.

Nessun cambiamento, invece, tra i vertici: il colosso britannico British Petroleum, quello azero SOCAR e quello norvegese Statoil mantengono il 20% ciascuno delle azioni della TAP, mentre la compagnia svizzera AXPO ha confermato il suo 5%.

L’ingresso di Enagas, è motivato dalla richiesta di nuovi partner all’interno del consorzio espressa a più riprese dall’UE, che vede nella presenza di un alto numero di aziende economicamente e politicamente forti una sicurezza per l’adeguata realizzazione di un gasdotto ritenuto fondamentale per la sicurezza energetica europea.

“La Enagas è una compagnia con un’indubbia esperienza mondiale nella realizzazione di gasdotti anche a lungo chilometraggio sia in Europa che in Sud America: la sua presenza ci aiuta a rendere la TAP un vero e proprio progetto europeo anche sul lato della qualità” ha dichiarato il Direttore Manageriale del gasdotto, Kjetil Tungland.

Oltre a rafforzare la TAP con l’ingresso di nuovi membri di alta esperienza, l’ingresso di Enagas serve a tamponare la fuoriuscita dal consorzio della compagnia tedesca E.On e della francese Total, che hanno venduto le quote finora possedute nel gasdotto.

La notizia del disimpegno di E.On e Total è stata già nell’aria fin dallo scorso Luglio, quando, come riportato dalla Reuters, le due compagnie hanno avvisato i partner del consorzio della loro intenzione di abbandonare il progetto.

Come più tardi confermato dal Financial Times, la Total, ritenendo sconvenienti i progetti, ha anche rinunciato alle sue quote sia nel Shakh Deniz -il giacimento da cui proviene il gas veicolato dalla TAP- che nel Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- infrastruttura che veicola il carburante dall’Azerbaijan alla TAP.

Il gasdotto sostenuto dai moderati

Lunga circa 870 chilometri, con una portata media di 10 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, la TAP, assieme alla TANAP, è parte del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito dall’Unione Europea per diversificare le forniture di gas dei Paesi membri, che ad oggi sono fortemente dipendenti da un numero limitato di fornitori come Russia ed Algeria, Paesi che spesso si avvalgono dell’energia come mezzo di ricatto geopolitico.

Parte del Corridoio Meridionale sono anche le diramazioni della TAP previste per veicolare il gas dell’Azerbaijan anche in Europa Centrale e nei Balcani: il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- è concepito per trasportare il carburante azero dall’Albania a Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia -e, successivamente, in Ungheria, Slovacchia e Polonia- mentre l’Interconnettore Grecia-Bulgaria potrà essere poi prolungato anche a Romania e Moldova.

La TAP è un progetto di fondamentale importanza sopratutto per l’Italia, che grazie alla sua realizzazione è destinata a diventare l’hub europeo del gas azero: una posizione che, da un lato, incrementa il peso politico del nostro Paese in Europa e, dall’altro, crea nuovi posti di lavoro in un periodo di forte crisi economica.

La realizzazione della TAP, fortemente voluta dai Governi Renzi e Letta, e prima ancora da quello Monti, è stata sostenuta in Parlamento da Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica e Socialisti, che hanno evidenziato l’importanza di un’infrastruttura che crea occupazione e incrementa la sicurezza energetica del nostro Paese.

Contrari alla TAP, invece, si sono schierati Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Sinistra-Ecologia-Libertà, parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia: forze populiste ed ‘estremiste’ che alla TAP sembrano preferire il Southstream.

Questo gasdotto, il Southstream, è concepito dal Presidente russo, Vladimir Putin, per intralciare la TAP ed incrementare la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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L’Europa diversifica le forniture di gas: a Baku varato il Corridoio Meridionale

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 23, 2014

Il progetto, composto dal Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- e dal Gasdotto Trans Adriatico -TAP- consente all’Europa di incrementare la sicurezza energetica importando carburante dal territorio azero. Nel complesso, le infrastrutture, per cui è previsto un investimento di più di 45 Miliardi di Dollari, raggiungono una lunghezza di circa 2 Mila chilometri

Un insieme di gasdotti di circa 2 Mila chilometri dal Caucaso all’Italia, attraverso Turchia, Grecia ed Albania, senza contare le diramazioni che assicureranno a molti Paesi dell’Unione Europea di diversificare le forniture di gas. Nella giornata di sabato, 20 Settembre, a Baku, in Azerbaijan, è stato varato il Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti, supportato dall’Unione Europea, concepito per veicolare fino a 20 miliardi di metri cubi di gas.

Come riportato dall’Hurriyet Daily News, il Corridoio Meridionale è composto dal già esistente Gasdotto del Caucaso Sud Orientale, che veicola il gas dall’Azerbaijan alla Turchia attraverso la Georgia, dal Gasdotto Trans Anatolico -TANAP, che attraversa tutto il territorio turco- e dal Gasdotto Trans Adriatico -TAP- che conduce il carburante dalla Grecia alla Provincia di Brindisi attraverso l’Albania.

Oltre a questi tre gasdotti, il Corridoio Meridionale prevede alcune diramazioni, come il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- che conduce parte del gas dell’Azerbaijan dall’Albania in Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia -dove sarà immesso nel Corridoio Nord-Sud che conduce il gas dal rigassificatore croato di Krk fino alla Polonia- e l’Interconnettore Grecia-Bulgaria.

Nel suo complesso, il progetto è compartecipato, oltre che dai Governi dei Paesi interessati, anche da alcune compagnie energetiche, come il colosso azero SOCAR, quello britannico British Petroleum, quello norvegese Statoil, la compagnia francese Total, la tedesca E.On, la belga Fluxys, e la svizzera Axpo.

Soddisfazione per la realizzazione del Corridoio Meridionale, che come dichiarato dal Capo della SOCAR, Rovnag Abdullaev, comporta investimenti per più di 45 Miliardi di Dollari, è stata dichiarata dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, che, come riportato dall’autorevole Trend, ha illustrato come il progetto sia necessario a garantire la diversificazione delle forniture di gas per l’Europa, che, ad oggi, dipende quasi esclusivamente da pochi fornitori che, spesso, si avvalgono dell’energia come arma di ricatto geopolitico.

Apprezzamenti sono stati dichiarati anche dal Ministro del Commercio britannico, John Livingston, che ha sottolineato come il Corridoio Meridionale, di cui si sta progettando il prolungamento dall’Italia alla Gran Bretagna, attraverso Svizzera, Germania, Francia e Belgio, sia necessario per lo sviluppo sia di tutti i Paesi interessati dal percorso dei gasdotti, che di tutti quelli dell’UE.

Pareri favorevoli all’infrastruttura sono stati dichiarato da altri rappresentanti dei Paesi coinvolti nel Corridoio Meridionale presenti all’inaugurazione, come, tra gli altri, il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, il Premier greco, Antonis Samaras, e il Ministro dell’Energia albanese, Damian Gjiknuri.

Un successo anche del Governo Renzi

Degne di nota sono state le dichiarazioni del Viceministro dello Sviluppo Economico italiano, Claudio De Vincenti, che ha sottolineato come l’Italia sia tra i Paesi più attivi nella realizzazione del Corridoio Meridionale per perseguire una politica mirata alla messa in sicurezza delle proprie forniture di idrocarburi.

Ad oggi, l’Italia dipende quasi esclusivamente dalle forniture di gas di Algeria e Russia, ma con la realizzazione della TAP -l’ultimo tratto del Corridoio Meridionale- ha la possibilità di diventare l’hub europeo del gas dell’Azerbaijan, e, così, di rafforzare notevolmente il suo peso energetico e politico in UE.

A volere fortemente la realizzazione della TAP, che oltre ad incrementare la sicurezza energetica dell’Italia è destinata a creare nuovi posti di lavoro, sono stati l’attuale Premier, Matteo Renzi, e i due Capi di Governo che lo hanno preceduto, Enrico Letta e Mario Monti.

Per quanto riguarda l’arco parlamentare, a sostenere la TAP, in Italia, sono stati Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica, Socialisti e parte di Forza Italia, mentre parere contrario all’ultimo tratto del Corridoio Meridionale è stato espresso da Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Sinistra-Ecologia-Libertà, Fratelli d’Italia e parte di Forza Italia.

Esemplificativo della motivazione dell’opposizione di alcune forse politiche alla TAP è il loro totale assenso al Southstream: un gasdotto progettato dal Presidente russo, Vladimir Putin, e dall’ex-Premier italiano, Silvio Berlusconi, per incrementare la quantità di gas russo inviata in Italia.

A differenza della TAP, il Southstream non diversifica le forniture di gas per l’Italia e l’Europa e, per questo, è osteggiato alla Commissione Europea, che ritiene il gasdotto russo non in linea con i principi di rafforzamento della sicurezza energetica che l’UE si è posta con la realizzazione del Corridoio Meridionale e di una serie di rigassificatori in tutto il continente.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Orban e Vucic rilanciano il Southstream nonostante il no dell’Europa

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 2, 2014

Il Premier ungherese e il Capo del Governo serbo sostengono la necessità di realizzare l’infrastruttura russa contrastata dalla Commissione Europea per il rischio geopolitico che esso rappresenta. La mancata congruenza con i regolamenti UE in materia di trasparenza e di libera concorrenza tra le ragioni del dissenso europeo al gasdotto

In Europa c’è chi sostiene il varo di una comune politica dell’energia per diversificare le forniture di gas e, così, incrementare la sicurezza nazionale e decrementare la bolletta per industrie e utenti privati allo stesso tempo. Al contrario, in Europa c’è anche chi preferisce il proprio singolo interesse per ottenere il massimo del profitto, tutto e subito, senza ragionare sulle conseguenze che tale scelta ha su un lungo periodo.

Nella giornata di martedì, Primo di Luglio, il Premier ungherese, Viktor Orban, e il Capo del Governo serbo, Alexandar Vucic, hanno confermato l’intenzione di procedere al più presto con la realizzazione del Southstream: gasdotto concepito dalla Russia per incrementare la dipendenza dell’Europa dalle forniture di gas della Russia mediante l’invio di 63 miliardi di metri cubi di gas attraverso il Fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Austria.

Orban ha dichiarato che l’Ungheria non è intenzionata a rinunciare alla costruzione di un’infrastruttura ritenuta fondamentale per l’interesse nazionale di Budapest, dal momento che, come dichiarato dal Premier ungherese, essa bypassa l’Ucraina.

Sulla medesima frequenza si è posizionato il Premier serbo Vucic, che ha illustrato come Belgrado intenda procedere con un progetto, il Southstream, su cui la Serbia già si è impegnata con la Russia per mezzo della firma di contratti bilaterali.

La posizione di Orban e Vucic rappresenta un affronto per l’Europa, che ha dapprima ammonito Austria, Slovenia, Ungheria e Bulgaria dal condurre trattative separate con Mosca senza alcun raccordo con la Commissione Europea: l’organo delegato ai colloqui con la Federazione Russa per il Southstream.

In seconda battuta, la Commissione Europea ha congelato la realizzazione del gasdotto in Bulgaria, dopo che il Governo bulgaro ha concesso l’appalto per la posa dei tubi del Southstream alla compagnia Stroytransgaz, di proprietà di Gennady Timchenko: una delle personalità a cui Europa e Stati Uniti hanno applicato sanzioni personali in risposta all’aggressione militare della Russia all’Ucraina.

Il Southstream, che la Commissione Europea ha più volte contestato perché non in linea con i regolamenti UE in materia di trasparenza e di libera concorrenza, è un progetto politico con cui Putin intende non solo incrementare la dipendenza energetica dell’Europa alla Russia, ma anche dividere l’Unione Europea tra Paesi favorevoli al gasdotto -Austria, Ungheria, Slovenia, Bulgaria, ma anche Francia, Belgio e per certi versi anche Germania- e Stati che ad esso sono contrari.

L’UE propone alternative

Chi si oppone al Southstream -in primis Polonia, Romania, Lituania, Lettonia, Estonia, Gran Bretagna, Danimarca, e per certi versi anche i Paesi Bassi- sostiene la realizzazione del Corridoio Meridionale UE: fascio di gasdotti concepito per veicolare gas dall’Azerbaijan in Europa e, così, diversificare le forniture di gas dall’alta dipendenza dell’Europa da Russia ed Algeria.

Il Corridoio Meridionale, nello specifico, è composto in primis dal Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- concepito per veicolare 30 miliardi di metri cubi di gas azero dalla Georgia alla Grecia lungo tutta la Turchia.

Dalla TANAP sorge il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- concepito per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dell’Azerbaijan dalla Grecia in Italia attraverso l’Albania.

Dalla TAP, in territorio albanese, è in programma la costruzione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- per veicolare 5 Miliardi di Metri Cubi di gas all’anno in Croazia, attraverso Montenegro e Bosnia-Erzegovina.

Matteo Cazzulani
Analista Politico di Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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La Polonia in prima fila per la realizzazione dell’Unione Energetica Europea. Coi fondi UE che l’Italia non sa spendere

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 22, 2014

La compagnia polacca Gaz-System si aggiudica fondi europei per la realizzazione di gasdotti necessari per diversificare le forniture di gas dell’Unione Europea. La realizzazione del Corridoio Nord-Sud, di gasdotti verso Repubblica Ceca, Slovacchia e Lituania, e il sostegno allo sfruttamento dello shale del Governo polacco non piace a Mosca.

Un processo spedito, realizzato sopratutto grazie all’adeguato utilizzo dei fondi europei. Nella giornata di mercoledì, 18 giugno, la compagnia polacca Gaz-System, incaricata della gestione della rete infrastrutturale energetica della Polonia, ha firmato un accordo con la Banca degli Investimenti Europea per l’ottenimento di un prestito di circa 100 Milioni di Euro per la realizzazione del gasdotto Lwowek-Odolanow.

Quest’infrastruttura, ubicata nella regione della Wielkopolska, nell’ovest del Paese, è già stata co-finanziata dal Programma Operativo Infrastruttura e Ambiente, ed è stata sostenuta economicamente dall’Europa perché parte integrante del Corridoio Nord-Sud.

Il Corridoio Nord-Sud, è concepito per unificare i sistemi energetici nazionali dei Paesi dell’Europa Centrale, e per veicolare nel cuore dell’UE il gas liquefatto importato da Qatar, Norvegia, Egitto e Stati Uniti d’America tramite i rigassificatori di Swinoujscie, nella Polonia Nord-occidentale, e di Krk, in Croazia.

Proprio il terminale di Swinoujscie è un’altra delle infrastrutture che la Polonia sta realizzando grazie al sostegno dei Fondi Europei, così come la costruzione di un gasdotto destinato a mettere in comunicazione proprio il terminale di Swinoujscie con la Lituania.

Infine, la Polonia sta sfruttando appieno i programmi di aiuto economico dell’Europa per realizzare altri 2 Mila chilometri di nuovi gasdotti necessari per collegare il sistema infrastrutturale energetico polacco con quello di Repubblica Ceca e Slovacchia.

La manovra della Polonia, che grazie al corretto sfruttamento dei Fondi Europei è riuscita a dare un consistente sviluppo anche ad altri ambiti oltre all’energia -come i servizi, lo sviluppo infrastrutturale e il sostentamento all’agricoltura- rientra nel programma varato dalla Commissione Europea per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas dal monopolio di Russia ed Algeria.

Questi due Paesi, in particolare la Russia, si avvalgono dell’energia come forma di ricatto geopolitico nei confronti di Paesi terzi indipendenti, anche membri UE, come dimostrato dalla condotta di Mosca nei confronti di Ucraina, Lituania, Bulgaria ed anche della stessa Polonia.

La diversificazione delle forniture di gas, secondo i piani dell’Europa, può essere favorita mediante la realizzazione di nuovi rigassificatori e nuovi gasdotti per veicolare gas da altri Paesi esportatori, in primis dall’Azerbaijan, ed anche attraverso la messa in comunicazione dei sistemi infrastrutturali energetici dei Paesi UE, così da creare un mercato europeo unico del gas.

Forse proprio per via della sua straordinaria attività nel realizzare i postulati della Commissione Europea in ambito energetico, la Polonia sta rischiando di pagare un prezzo politico molto alto.

Nella giornata di lunedì, 16 Giugno, il settimanale Wprost ha infatti pubblicato intercettazioni che rischiano di minare la stabilità del Governo polacco, che coinvolgono il Capo della Banca Centrale polacca, i Ministri dell’Interno e dei Trasporti, il Viceministro delle Finanze, e l’Addetto Stampa del Premier Donald Tusk.

Queste intercettazioni, registrate presso uno dei ristoranti più famosi di Varsavia con una professionalità e un’accuratezza inaudita, ha fin da subito originato il sospetto in merito alla loro preparazione per mano di agenti segreti russi.

La Russia ha infatti tutto l’interesse a destabilizzare il Governo Tusk, che in Europa sta spingendo, assieme al Presidente francese, Francois Hollande, per la realizzazione dell’Unione Energetica Europea: un progetto che istituzionalizza la creazione del mercato comune UE dell’energia.

Tusk, assieme al Premier romeno, Victor Ponta, e al Primo Ministro britannico, David Cameron, sta inoltre sostenendo l’avvio in Europa dello sfruttamento del gas shale: oro blu sfruttato da rocce argillose poste a bassa profondità di cui, secondo i dati EIA, Polonia, Gran Bretagna, Romania e Lituania sarebbero talmente ricche al punto da diminuire in misura sensibile la loro dipendenza energetica dalla Russia.

L’Ucraina nel Corridoio Adriatico del gas con Croazia ed Ungheria

Oltre che dalla Polonia, il piano di diversificazione delle forniture di gas è sostenuto anche da Repubblica Ceca e Slovacchia, che, come dichiarato mercoledì, 18 Giugno, dai rispettivi Premier, Bohuslav Sobotka e Robert Fico, hanno sostenuto la messa in comunicazione dei sistemi infrastrutturali energetici dei Paesi UE per reagire a possibili ulteriori blocchi dell’esportazione di gas dalla Russia.

Al progetto di messa in comunicazione dei gasdotti UE si è aggiunta anche l’Ucraina, che oltre all’aggressione militare nelle regioni di Donetsk e Luhansk, e prima ancora in Crimea, sta subendo dalla Russia il taglio delle forniture di gas russo, anche mediante l’esplosione dolosa del principale gasdotto deputato a veicolare l’oro blu di Mosca in Europa: il gasdotto Urengoy-Pomary-Uzhhorod.

Come dichiarato dal Ministro dell’Energia ucraino, Yuri Prodan, e dal Capo del colosso energetico nazionale ucraino Naftohaz, Andriy Kobolev, durante una visita a Budapest con i Ministri degli Esteri e dell’Energia ungheresi, Tibor Navracsics e Miklos Sesztak, l’Ucraina ha firmato l’accordo per la costruzione del Corridoio Adriatico del gas.

Questo progetto, a cui partecipano Ucraina, Ungheria e Croazia, è concepito per veicolare in territorio ungherese ed ucraino il gas liquefatto proveniente dal rigassificatore di Krk, e il gas naturale di origine azera proveniente dal Gasdotto Ionico Adriatico -IAP.

Questa conduttura, la IAP, è una diramazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- l’infrastruttura che l’Europa ha scelto per veicolare in Italia, attraverso Grecia ed Albania, 10 Miliardi di metri cubi di gas all’anno provenienti dall’Azerbaijan.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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LA TAP TRASPORTERÀ IL GAS DELL’AZERBAIJAN ANCHE IN BULGARIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 8, 2014

Il Consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico firma un accordo di collaborazione con quello per la creazione dell’Interconnettore Grecia Bulgaria. L’infrastruttura transadriatica rafforza la sicurezza energetica dell’Europa e rende l’Italia l’hub europeo del gas azero.

Diversificare le forniture di gas per l’Europa per rendere l’Unione Europea più forte e sicura: un progetto di cui, anche l’Italia, è protagonista. Nella giornata di lunedì, 6 Gennaio, il Consorzio incaricato di costruire il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- ha firmato un accordo di cooperazione con il Consorzio che costruirà l’Interconnetore Grecia Bulgaria -IGB.

L’accordo prevede lavori in cooperazione tra i due Consorzi per prolungare anche in Europa Sud-Orientale la TAP -che sarà realizzata per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dalla Grecia all’Italia attraverso l’Albania ed il fondale del Mar Adriatico- così da garantire la diversificazione delle forniture di oro blu ad una regione europea fortemente dipendente dalla Russia.

La TAP è un progetto promosso dalla Commissione Europea -che prevede anche la realizzazione di un alto numero di rigassificatori per importare LNG da Qatar, Egitto e Norvegia e shale liquefatto dagli Stati Uniti d’America- per ridurre la dipendenza da Algeria e Russia: superpotenze dell’energia che, come dimostrato a più riprese dai russi in Ucraina, spesso si avvalgono delle risorse energetiche come mezzo per la realizzazione di obiettivi geopolitici a spese di Paesi terzi.

Per l’Italia, la TAP ha un significato importante non solo perché contribuisce a diversificare le forniture di gas -e, di conseguenza, a decrementare la bolletta dell’energia per industrie e utenti privati- ma anche perché rende il nostro Paese l’hub in Europa dell’oro blu azero: una posizione che aumenta il peso politico di una nazione che, oggi, ha bisogno di risollevare la propria posizione in campo europeo ed internazionale.

Per questa ragione, oltre che dal Premier Letta e dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, la TAP è stata sostenuta fortemente in maniera bipartisan da Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica e Forza Italia, mentre Enel ed Hera hanno firmato accordi per l’acquisto agevolato del gas azero.

Il gas azero anche in Croazia, Bosnia e Montenegro

Oltre alla Bulgaria, la TAP intende raggiungere anche Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia tramite la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- progettato per veicolare 5 Miliardi di metri cubi di gas dall’Albania lungo i Paesi dei Balcani Occidentali.

La realizzazione della IAP, possibile solo dopo che la quantità di gas inviato dall’Azerbaijan sarà incrementato, permetterà di rifornire, in una seconda fase, anche Ungheria e Slovacchia: due Paesi che, così come la Bulgaria, dipendono quasi interamente dalla Russia.

Matteo Cazzulani

TAP: A BAKU LA FIRMA PER IL GASDOTTO CHE DIVERSIFICA LE FORNITURE DI GAS PER L’EUROPA E L’ITALIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 17, 2013

Commissione Europea, Gran Bretagna, Italia, Grecia, Albania, Azerbaijan, Georgia, Turchia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Bulgaria coinvolte in un progetto che crea posti di lavoro, abbatte il costo del gas e rafforza la sicurezza energetica dell’Unione Europea. Oltre all’economia, positive le conseguenze sociali e politiche legate al Gasdotto Trans Adriatico

Un gasdotto che rafforza la sicurezza energetica dell’Unione Europea e garantisce integrazione, pace e progresso in una zona del Mondo devastata da anni di guerra come i Balcani. La scommessa con cui è stato firmato l’accordo definitivo per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- è ambiziosa e, nel contempo, necessaria.

Nella giornata di martedì, 17 Dicembre, a Baku, Commissione Europea, Italia, Grecia, Albania, Gran Bretagna, Croazia, Bulgaria, Georgia, Azerbaijan, Bosnia-Erzegovina e Montenegro hanno dato il via libera definitivo ad un Gasotto concepito per veicolare in territorio italiano, attraverso il suolo greco ed albanese, 10 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno a partire dal 2018: data prevista per la fine dell’infrastruttura.

Come dichiarato dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, la TAP apre una fase storica, poiché consente all’UE di diversificare le forniture di gas naturale dal monopolio di Paesi a cui l’Europa è fortemente legata come Algeria e Russia che, come dimostrato in diverse occasioni -ad esempio durante le Guerre del Gas tra Mosca e l’Ucraina del 2006, 2008 e 2009- si avvalgono del gas come arma di coercizione geopolitica nei confronti di Stati autonomi terzi.

Positivo è stato anche il commento del Segretario per gli Esteri della Gran Bretagna, William Hague, che ha illustrato come la TAP sia necessaria per decrementare il costo del gas per utenti privati ed industrie, dare un forte contributo alla lotta al surriscaldamento globale, e creare più di 30 Mila posti di lavoro.

Il valore politico dell’infrastruttura è stato sottolineato dal Premier albanese, Edi Rama, che ha evidenziato come la TAP, attraverso i prolungamenti già programmati in Bulgaria, Bosnia-Erzegovina e Croazia, sia necessaria per avviare una proficua cooperazione tra i Paesi del Balcani, sopratutto in vista dell’allargamento dell’UE ad una Penisola a lungo sconvolta da guerre, odi e divisioni.

La TAP è stata considerata una grande occasione anche dal Premier bulgaro, Plamen Oresharski, che ha sottolineato la necessità per la Bulgaria di realizzare il Connettore Grecia Turchia: un’infrastruttura per importare a Sofia dal territorio greco il carburante del Gasdotto Trans Adriatico.

Il parere del Premier albanese è stato condiviso dal Capo del Governo croato, Zoran Milanovic, che ha evidenziato come la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- concepito per veicolare il gas della TAP dall’Albania in Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia, sia necessaria per diversificare le forniture di gas anche di Zagabria.

Soddisfatto anche il Premier georgiano, Irakli Garibashvili, che ha illustrato come il transito del gas dell’Azerbaijan verso la Turchia e la Grecia -dove inizia la TAP- consente alla Georgia di rafforzare la sua posizione geopolitica, sopratutto dinnanzi all’aggressione della Russia, che cerca in tutti i modi, commerciali e militari, di inglobare Tbilisi nella sua sfera di influenza.

L’Italia ora può avere gas meno caro e può creare posti di lavoro

Nell’ambito della firma per l’avvio della TAP importante è il ruolo giocato dall’Italia, che, rappresentata a Baku dal Ministro degli Esteri, Emma Bonino, ritiene l’infrastruttura strategicamente importante per recepire una Direttiva UE volta alla effettiva diversificazione delle forniture di oro blu che rende il nostro Paese l’hub europeo del gas dell’Azerbaijan.

La TAP, con cui Enel ed Hera hanno già firmato contratti per l’importazione di gas, permette anche di diminuire il costo della bolletta dell’oro blu per utenti privati ed industrie, e consente la realizzazione di posti di lavoro in un periodo di forte crisi economica e sociale.

Per questa ragione, la TAP è stata fortemente sostenuta dal Premier Letta, dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, e dai Deputati di Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica e Forza Italia, che hanno votato a favore della costruzione del gasdotto -il cui approdo in territorio italiano è previsto in Salento, a Medidugno.

Contrarie alla TAP si sono invece schierate le frange estreme e populiste del Parlamento -Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Sinistra Ecologia Libertà- che, così come per la realizzazione della TAV in Piemonte, hanno sollevato perplessità di carattere ambientale.

Malgrado le proteste, la TAP non rappresenta un rischio di carattere ambientale e, come promesso dal Governo, la sua realizzazione in Salento sarà comunque concertata con gli Enti Locali.

Matteo Cazzulani

NASCE IL CORRIDOIO ADRIATICO DEL GAS PER LA DIVERSIFICAZIONE DELLE FONTI DI BALCANI ED EUROPA CENTRO-ORIENTALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 24, 2013

L’infrastruttura concepita per trasportare oro blu dell’Azerbaijan in Ungheria ed Ucraina dalla Croazia, che a sua volta riceve il carburante azero da una diramazione del Gasdotto Trans Adriatico. Il Governo croato aumenta il suo prestigio all’interno dell’UE.

Appena entrata nell’Unione Eurooea, la Croazia può già ricoprire un ruolo fondamentale per la sicurezza energetica UE come Paese di transito del gas dell’Azerbaijan in Europa Centrale ed Orientale. Nella giornata di mercoledì, 23 Ottobre, il Vice Ministro degli Esteri, Josko Klisovic, ha presentato la realizzazione del Corridoio Adriatico del Gas: infrastruttura concepita per veicolare il gas azero dalla Croazia all’Ucraina attraverso l’Ungheria.

Nello specifico, il Corridoio Adriatico del Gas riceverà l’oro blu dell’Azerbaijan che arriva in Albania attraverso il Gasdotto Trans Adriatico -TAP: conduttura che veicolerà 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno dal confine tra Grecia e Turchia in Italia.

Dall’Albania, il carburante azero sarà veicolato in Croazia tramite il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- chenè stato progettato attraverso Montenegro e Bosnia Erzegovina.

Come dichiarato dal Vice Ministro Klisovic, il Corridoio Adriatico del Gas consente ai Paesi dell’Europa Centro-Orientale, che ad oggi dipendono dalle forniture della Russia per più dell’80% del loro fabbisogno, di decrementare la loro dipendenza da Mosca.

Oltre che alla diversificazione delle forniture per i Paesi dell’Europa Orientale -obiettivo fondamentale sopratutto considerato il tramonto del Nabucco: gasdotto alternativo alla TAP progettato per veicolare il gas azero dalla Turchia Occidentale in Austra attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria- il Corridoio Adriatico del Gas è importante per altri Paesi.

L’importanza della TAP e dell’integrazione nell’UE di Albania ed Ucraina

In primo luogo, è rafforzato il ruolo del Gasdotto Trans Adriatico, che, oltre al sostegno dei Paesi interessati -per l’Italia particolarmente importante è stato il sostegno dato dal Governo Letta e, prima ancora, da quello Monti- ha incassato anche il supporto di Commissione Europea e Stati Uniti d’America, e di Stati interessati ad un suo possibile allargamento -Gran Bretagna, Belgio, Francia, Germania e Svizzera.

Inoltre, si rafforza il ruolo della Croazia, che da pochi mesi possiede la membership nell’Unione Europea, e che ora può porsi non solo come un Paese attivo nell’Allargamento dell’UE al resto dei Paesi Balcanici, ma anche utile per l’integrazione dei sistemi energetici dei Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale.

Importante diventa sempre più il ruolo dell’Albania, che oltre ad ottenere lo status di Paese di transito del gas dell’Azerbaijan in Italia assumerà anche quello di snodo dell’oro blu azero verso la Croazia, e poi in direzione dell’Europa Centro-Orientale.

Per questa ragione, importante è ancora di più integrare l’Albania nell’UE al più presto possibile: un ruolo che per ragioni storico-culturali e geografiche deve essere proprio dell’Italia, anche grazie al supporto di altri Paesi dell’Unione coinvolti in relazioni energetiche con Tirana, come Grecia, Croazia ed Ungheria.

Infine, il Corridoio Adriatico del Gas è importante per l’Ucraina: un altro Paese che l’UE dovrebbe integrare al più presto -un obiettivo strategico sul piano geopolitico su cui stanno operando Polonia e Svezia- che da tempo sta cercando soluzioni alternative all’importazione del gas dalla Russia, per cui Mosca ha imposto a Kyiv un tariffario alto per ragioni politiche.

Dopo avere avviato l’importazione di oro blu russo dalla Germania attraverso l’uso invertito dei gasdotti di Polonia, Ungheria e Slovacchia, ora l’Ucraina ha l’ennesima possibilità non solo di importare gas da ovest, ma, sopratutto, di diversificare la provenienza del carburante, attingendo anche dall’Azerbaijan.

Matteo Cazzulani

LA BULGARIA RICEVE IL GAS DALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 8, 2013

La compagnia Bulgtransgaz dichiara l’avvio della realizzazione di una conduttura che veicola 1 Miliardo di metri cubi di oro blu dell’Azerbaijan in territorio bulgaro dal tratto in Grecia del Gasdotto Trans Adriatico. Anche l’Italia, seppur con condizioni contrattuali poco chiare, compartecipa all’importazione del carburante azero

Un gasdotto che si amplia per garantire la diversificazione delle formiture di gas dell’Unione Europea. Nella giornata di lunedì, 9 Ottobre, la compagnia Bulgtransgaz ha dichiarato l’avvio della realizzazione dell’Interconnettore Grecia-Bulgaria per veicolare 1 Miliardo di metri cubi di gas all’anno dal territorio greco a quello bulgaro.

Come riportato da AzerNews, l’infrastruttura rappresenta un prolungamento del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- concepito per veicolare in Europa 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Grecia in Italia attraverso l’Albania.

La realizzazione dell’infrastruttura dalla Grecia alla Bulgaria è stata incentivata dalla firma di contratti tra l’Azerbaijan e alcune compagnie europee a cui il gas azero sarà riservato per un periodo di 25 anni.

Come comunicato dal colosso azero SOCAR, Bulgaria e Grecia riceveranno rispettivamente 1 Miliardo di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno, mentre l’Italia ne otterrà 8, da suddividere poi con il resto degli acquirenti.

Nello specifico, la compagnia francese Suez Gaz de France ha concordato l’importazione di 2,6 Miliardi di Metri cubi di gas annui, la tedesca E.On 1,6 Miliardi di Metri Cubi, la greca DEPA, la bulgara Bulgargaz e il colosso olandese Shell rispettivamente 1 Miliardo.

L’italiana Hera ha concordato l’acquisto di 300 Milioni di Metri cubi di gas, l’Enel non ha rivelato dettagli contrattuali, mentre la svizzera AXPO ha dichiarato solo che il carburante importato sarà utilizzato nel mercato dell’Italia e della Svizzera.

L’Interconntettore Grecia-Bulgaria è la prima delle tre diramazioni previste per la TAP. Seguirà infatti il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- che veicolerà 5 Miliardi di metri cubi di gas azero dall’Albania in Croazia attraverso Montenegro e Bosnia-Erzegovina.

La seconda ramificazione della TAP è quella che, secondo indiscrezioni ben fondate, porterà il gas dell’Azerbaijan dall’Italia in Svizzera, Germania, Francia, Olanda e Gran Bretagna.

Bene la TAP, ma occorre di più

La TAP, e le sue diramazioni, sono sostenute dalla Commissione Europea, che supporta un progetto di diversificazione delle forniture di gas dalla dipendenza che, ad oggi, lega l’UE a Russia, Norvegia ed Algeria.

Oltre al gas dall’Azerbaijan, la Commissione Europea ha preventivato la realizzazione di rigassificatori per importare LNG da Qatar ed Egitto, e shale dagli Stati Uniti d’America.

Proprio gli USA hanno supportato la realizzazione della TAP come infrastruttura che diminuisce la dipendenza energetica dalla Russia, ma, come riportato dal Viceassistente del Segretario di Stato statunitense, Amos Hochstein, occorre ora la realizzazione dei rigassificatori per diversificare ulteriormente le fonti di gas.

Matteo Cazzulani

TAP E NABUCCO: L’EUROPA FORSE S’È DESTA!

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 24, 2013

Redatta la lista delle infrastrutture per diversificare gli approvvigionamenti di gas finanziate dalla Commissione Europea. Oltre al Gasdotto Trans Adriatico e al Nabucco, inseriti nella lista anche ITGI, IAP e Gasdotto Trans Baltico.

Sia la TAP che il Nabucco si faranno, con buona pace della Russia e della politica energetica imperialistica del Cremlino. Nella giornata di lunedì, 23 Settembre, la Commissione Europea ha inserito una serie di gasdotti nella lista delle infrastrutture che riceveranno fondi UE per la loro realizzazione.

Come riportato dalla Reuters, la lista contiene innanzitutto il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- l’unica infrastruttura che ha ottenuto il diritto di veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Altro gasdotto inserito nella lista della Commissione Europea è il Nabucco, progettato -ma poi scartato perché ad esso è stata preferita la TAP- per veicolare il gas azero in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Secondo indiscrezioni, tra i progetti finanziati dall’UE ci sarà anche il connettore ITGI -Turchia, Italia, Grecia- un progetto, parallelo alla TAP, concepito per veicolare gas in Italia dalla Turchia transitando attraverso le coste della Grecia del Mar Egeo.

Altre infrastrutture potrebbero essere il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP, che dal tratto in Albania della TAP veicolerà 5 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Croazia attraverso Montenegro e Bosnia Erzegovina- e il Gasdotto Trans Baltico.

Quest’ultima infrastruttura è progettata per veicolare LNG importato in Polonia, presso il rigassificatore di Swinoujscie, in Lituania, ed aiutare così il Paese Baltico a diminuire la forte dipendenza dalla Russia.

Nella lista non è stato inserito il Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per incrementare la quantità di gas russo esportata in UE attraverso un’infrastruttura dalle coste della Federazione Russa, il fondale del Mar Nero, la Bulgaria, la Serbia, l’Ungheria, la Slovenia e l’Italia, fino in Austria.

Dalla lista dei finanziamenti della Commissione Europea, si evince innanzitutto il pieno sostegno di Bruxelles alla TAP che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere prolungata dall’Italia a Svizzera, Germania, Francia, Olanda e Gran Bretagna.

Il mantenimento in auge del Nabucco è un’importante notizia, perché comporta l’aumento dell’importazione di gas dall’Azerbaijan per diminuire la forte dipendenza energetica dalla Russia dei Paesi dell’Europa Centrale, che oggi soffrono l’utilizzo del gas come strumento politico da parte di Mosca.

La presenza dell’ITGI presuppone inoltre la realizzazione del progetto di importare gas da Cipro e Israele, che di recente hanno avviato lo sfruttamento di consistenti giacimenti di oro blu nelle proprie acque territoriali.

La notizia più rassicurante è l’esclusione del Southstream, che, come più volte ripetuto dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, lede al progetto di diversificazione delle forniture di energia dalla Russia che l’UE ha, faticosamente, avviato.

La politica russa ostruisce l’UE

Vincere il Southstream è però impresa difficile, a causa della forte lobby filorussa che, sulla stampa e nei corridoi della politica, difende la politica energetica imperiale della Russia di Putin sopratutto in Francia, Germania, Italia ed altri Paesi UE fortemente filorussi.

La politica energetica russa fa però molto male all’Europa, che, sotto la pressione del Cremlino, resta divisa e senza un unico piano d’azione.

In particolare, lo scopo della Russia è quello di bloccare il progetto di diversificazione delle forniture di gas UE, e di mantenere la totale egemonia sopratutto in Europa Centrale.

Matteo Cazzulani

GERMANIA E FRANCIA RUBANO LA TAP ALL’ITALIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 21, 2013

I contratti firmati dalla compagnia tedesca E.On e della francese Suez Gaz de France con l’Azerbaijan presuppongono il prolungamento del Gasdotto Trans Adriatico in Nord Europa. Si rafforza anche la posizione di Albania, Grecia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Turchia, Belgio e Svizzera

Contratti che rafforzano un progetto energetico europeo ma mettono a serio rischio la posizione dell’Italia. Nella giornata di venerdì, 20 Settembre, due importanti compagnie energetiche europee hanno annunciato la firma di contratti per l’importazione di gas dall’Azerbaijan attraverso il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Come riportato dall’autorevole UPI, la compagnia tedesca E.On ha firmato un contratto per l’acquisto di 1,4 miliardi di metri cubi di gas azero all’anno, mentre la francese Suez Gaz de France ha concordato l’importazione di 92 miliardi di metri cubi di oro blu dell’Azerbaijan.

Proprio l’Azerbaijan dall’accordo trae il massimo del vantaggio, in quanto è riuscito ad aprire un’importante breccia nel mercato energetico dell’Europa centro-occidentale che, finora, è stato appannaggio della sola Russia.

Positiva è anche la posizione di Germania e Francia, che possono contare sul gas dell’Azerbaijan per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas sempre dal monopolio russo.

La Turchia si rafforza come Paese di transito del gas azero ai confini dell’UE, in quanto la TAP riceve l’oro blu dell’Azerbaijan dal Gasdotto Trans Anatolico -TANAP-, progettato dalla Georgia alle Regioni turche occidentali.

Altro importante elemento è il rafforzamento della TAP, che è stata individuata dalla Commissione Europea come il gasdotto deputato al trasporto del gas azero in UE dal confine tra Turchia e Grecia in Italia attraverso l’Albania.

Oltre a greci ed albanesi, ad essere avantaggiati dai contratti delle compagnie energetiche franco-tedesche con l’Azerbaijan sono anche Montenegro, Bosnia Erzegovina e Croazia: Paesi che importeranno il gas azero dalla TAP attraverso il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP.

La IAP è concepita per veicolare 5 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno dall’Albania attraverso il territorio montenegrino e bosniaco fino a quello croato, dove il gasdotto confluirà nel Corridoio Nord-Sud che collega il rigassificatore di Krk, sul Mare Adriatico, con quello di Swinoujscie, in Polonia.

Nonostante le ricadute positive, ad avere la posizione più delicata è l’Italia, che rischia di passare dall’essere il Paese di approdo della TAP a diventare un mero Paese di transito, senza avere negoziato in termini contrattuali il cambio di status.

La firma dei contratti con l’Azerbaijan da parte di E.On e Suez Gaz de France conferma le indiscrezioni sul prolungamento della TAP in Svizzera, Germania, Francia, Belgio e Gran Bretagna: un disegno sostenuto dalle compagnie che compartecipano la TAP.

È probabilmente interesse del colosso britannico British Petroleum, di quello norvegese Statoil, di quello azero SOCAR, della compagnia belga Fluxys, della francese Total, della tedesca E.On e della svizzera AXPO terminare la TAP in Europa Nord-Occidentale, e non in Italia.

Da hub del gas azero a Stato di transito

Se questo dovesse accadere, l’Italia si troverebbe ridotta da principale hub in UE del gas dell’Azerbaijan a Paese di transito dell’oro blu azero in Nord-Europa, senza avere negoziato diritti di trasporto del carburante in termini economici.

Per questo, è necessario che la politica italiana vigili e, immediatamente, agisca per evitare che una grande occasione, come l’afflusso del gas azero in Europa, non diventi per l’Italia un’opportunità persa.

Matteo Cazzulani