LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IVANISHVILI LASCIA. LA GEORGIA HA UN NUOVO PREMIER

Posted in Georgia by matteocazzulani on November 3, 2013

Irakli Garibashvili è il Ministro degli Interni spostato alla guida del Governo dal Primo Ministro uscente. Economia e politica estera di equidistanza tra Occidente e Russia le due priorità del nuovo Governo, nominato dopo la recente del nuovo Presidente, Giorgi Margvelashvili

Economista di professione, parla fluentemente russo, inglese e francese, oltre che il georgiano. Questo è l’identikit del nuovo Premier della Gerogia, il Ministro degli Interni, Irakli Garibashvili, designato a capo del Governo dal Primo Mimistro uscente, Bidzina Ivanishvili.

Come riportato dalla Reuters, Garibashvili ha promesso di porre l’economia al centro dell’interesse del Paese, assieme alla lotta alla povertà e allo stabilimento di buone relazioni sia con la Russia che con l’Occidente.

Nel suo discorso dopo la designazione, avvenuta con una riunione chiusa presso alcuni locali della forza partitica Sogno Georgiano, Garibashvili ha promesso di continuare con il percorso tracciato da Ivanishvili, che è riuscito ad ottenere dalla Russia l’importazione di vino ed acqua minerale dalla Georgia.

La nomina di Garibashvili è un atto dovuto dalla Costituzione, che prevede la designazione di un nuovo Gabinetto dei Ministri dopo l’elezione del nuovo Presidente, Giorgi Margvelashvili, anch’egli di Sogno Georgiano.

Come riportato da Civil Georgia, il nuovo Capo di Stato ha definito un passo importante la nomina a Premier di Garibashvili, che si è detto contento di collaborare con una persona preparata con cui ha, da tempo, buoni rapporti.

Differente è il parere dell’esponente del Movimento Popolare Unito -la forza di opposizione che fa capo al Presidente uscente, Mikheil Saakashvili- Giorgi Gabashvili, che ha illustrato come Garibashvili sia una persona nominata unicamente per la fedeltà ad Ivanishvili, e non per competenze proprie.

Resta il problema della Democrazia e dell’integrazione europea

Circa il nuovo Premier permangono più punti interrogativi che certezze. In primis, non è chiaro quale sia la politica estera, che Garibashvili ha dichiarato essere di equidistanza tra Occidente e Russia in un periodo in cui, a causa del caso Snowden e delle tensioni sulla Siria, è difficile mantenere una posizione di equidistanza tra gli Stati Uniti d’America e Mosca.

Sempre in campo estero, la Georgia rischia di rallentare il processo di integrazione nell’UE e nella NATO, che Ivanishvili ha sempre dichiarato di volere perseguire, al pari del Presidente uscente, Mikheil Saakashvili.

Proprio Saakashvili rappresenta un’incognita legata allo stato della democrazia nel Paese, in quanto, secondo voci, l’ex-Presidente, come l’ex-Premier Vano Merabishvili, potrebbe finire vittima di un processo politico che rallenterebbe il cammino della Georgia verso l’UE.

Infine, poco chiaro resta il destino di Ivanishvili: miliardario che, da imprenditore, ha accumulato le sue ricchezze tra Francia e Russia, che, di sicuro, continuerà a esercitare un ruolo predominante in un Paese strategico per l’Europa.

Dalla Georgia infatti transita il Gasdotto del Caucaso del Sud, che trasporta in Turchia, e quindi in Europa, il gas dell’Azerbaijan su cui la Commissione Europea ha deciso di puntare per diversificare le forniture di energia dalle importazioni dalla Russia.

Parallelo al Gasdotto del Caucaso del Sud scorre poi l’Oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyan, che veicola greggio azero in Turchia.

Matteo Cazzulani

LE ELEZIONI PRESIDENZIALI IN GEORGIA CHIUDONO L’ERA ROSA DI SAAKASHVILI

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 28, 2013

Giorgi Marvelashvili, candidato sostenuto dal Premier Bidzina Ivanishvili, vince al primo turno su David Bakradze, esponente dell’ex-Capo di Stato. Lo Stato georgiano passa da essere una Repubblica Presidenziale a Repubblica Parlamentare

Una vittoria della democrazia in un Paese che si avvicina all’Unione Europea e alla NATO, anche se rimangono molti punti interrogativi. Nella giornata di Domenica, 27 Ottobre, Giorgi Marvelashvili, candidato della coalizione di Governo Sogno Georgiano, ha vinto le elezioni presidenziali in Georgia al primo turno, con il 63% dei consensi, davanti a David Bakradze: ex-Presidente del Parlamento, candidato del Movimento Popolare Unito del Presidente uscente, Mikheil Saakashvili.

La vittoria al primo turno di Marvelashvili è un trionfo politico del Premier, Bidzina Ivanishvili, che ha sostenuto di prima persona l’ex-Rettore dell’Istituto di Affari Pubblici di Tbilisi, mentre segna la definitiva fine dell’era Saakashvili, iniziata nel 2003 con il processo democratico passato alla storia come Rivoluzione delle Rose.

Sul piano strettamente istituzionale, il nuovo Presidente avrà meno poteri rispetto al suo predecessore a causa dell’entrata in vigore di una riforma costituzionale che, da oggi, tramuta la Georgia da Repubblica Presidenziale a Repubblica Parlamentare, con tutti i principali poteri -eccetto la conduzione della politica estera e la rappresentanza del Paese nel Mondo- affidati al Consiglio dei Ministri.

Già con la vittoria di Sogno Georgiano nelle Elezioni Parlamentari del 2012, e la nomina di Ivanishvili a Premier, la Georgia, confermando l’aspirazione all’integrazione nella NATO e nell’UE intrapresa da Saakashvili, ha intrapreso una politica estera non più basata su un protagonismo mondiale, ma sulla ridefinizione di un ruolo da leader regionale, con più attenzione ai rapporti con i Paesi confinanti, tra cui Russia, Azerbaijan e Turchia.

Il rapporto con l’Azerbaijan rende la Georgia un Paese fondamentale per la diversificazione delle forniture di gas per l’UE, poiché proprio attraverso il Gasdotto del Caucaso del Sud, che attraversa il territorio georgiano, l’oro blu azero arriva in Turchia, e, da essa, in Italia attraverso Grecia ed Albania tramite il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- e il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Più problematico è il rapporto con la Russia, che dall’aggressione militare del 2008 occupa le regioni georgiane di Abkhazia ed Ossezia del Sud, dove a molti elettori è stato persino impedito di votare nelle Elezioni Presidenziali.

Mosca, che non accetta la vocazione euro-atlantica di Tbilisi, vuole inglobare la Georgia nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione economica sopranazionale concepito per estendere l’egemonia politica della Russia nel Mondo ex-Sovietico.

L’UE più vicina

Come riportato dagli osservatori internazionali, le elezioni hanno rispettato gli standard di regolarità occidentali: un fatto che avvicina notevolmente la Georgia all’integrazione nell’Unione Europea.

La Georgia è prossima alla firma dell’Accordo di Associazione UE: un documento che integra Tbilisi nel mercato unico europeo.

Tuttavia, restano perplessità legate alla condanna al carcere dell’ex-Premier Vano Merabivshili: una situazione che ha ricordato la repressione attuata dal Presidente dell’Ucraina Viktor Yanukovych rispetto alla Leader dell’Opposizione ucraina, Yulia Tymoshenko, incarcerata per motivi politici.

Matteo Cazzulani

LA TAP SI RAFFORZA IN GRECIA E GEORGIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 4, 2013

Il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- estende la partnership con la compagnia greca DESFA, di recente acquisita dal colosso azero SOCAR. L’accordo implementa la distribuzione del gas dell’Azerbaijan nei Balcani

Grecia e Georgia consolidano un’infrastruttura importante per la diversificazione degli approvvigionamenti di gas dell’Europa. Nella giornata di mercoledì, 3 Luglio, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- ha firmato un accordo di partnership con la compagnia greca DESFA, incaricata del controllo del Sistema di Trasporto del Gas di Atene.

Nello specifico, l’accordo prevede la cooperazione tra il consorzio TAP e la DESFA per quanto riguarda la realizzazione del tratto greco del Gasdotto Trans Adriatico: un tratto di 550 Chilometri dalla città di Kipoi, ubicata al confine con la Turchia, a Dipotamia, città nei pressi dell’Albania.

L’accordo è stato senza dubbio favorito dalla recente acquisizione della DESFA da parte del colosso energetico azero SOCAR: una delle compagnie più importanti all’interno del consorzio della TAP.

Come riportato in una nota dal Direttore Commerciale della TAP, Lutz Landwehr, la collaborazione con la DESFA permette non solo il radicamento del Gasdotto Trans Adriatico in Grecia, ma anche la sua espansione nei Balcani Occidentali ed Orientali.

La TAP è progettata per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Italia, a San Foca, nel Salento, dalla Grecia attraverso l’Albania.

Lungo questo tratto, dalla TAP è prevista la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- concepito per veicolare 5 Miliardi di metri cubi di gas in Croazia dall’Albania attraverso Montenegro e Bosnia Erzegovina.

Dalla Grecia, la realizzazione dell’Interconnettore Grecia Bulgaria -BGI- consente il trasporto del gas azero anche in territorio Bulgaro.

Infine, dall’Italia il gas azero potrà essere veicolato in Svizzera, Francia, Germania, Belgio e Gran Bretagna grazie alla presenza tra i compartecipanti della TAP della compagnia tedesca E.On, della svizzera AXPO, della belga Fluxys e del colosso britannico British Petroleum -oltre che del colosso norvegese Statoil, di quello azero SOCAR e della compagnia francese Total.

Lo scorso 28 Giugno, la TAP, supportata politicamente dai Governi di Italia, Svizzera, Grecia ed Albania, è stata selezionata come unico gasdotto attraverso il quale veicolare il gas azero in Europa.

La decisione è stata presa da parte del consorzio incaricato della gestione del giacimento dell’Azerbaijan Shakh Deniz II, composto da Statoil, SOCAR, British Petroleum e Total.

La Georgia aumenta la quantità di gas trasportata in Europa

Come riportato dall’autorevole Trend, sempre mercoledì, 3 Luglio, il consorzio Shakh Deniz ha concordato con il Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili, investimenti di 2 Miliardi di Dollari per ampliare il Gasdotto del Caucaso del Sud, attraverso cui il gas dall’Azerbaijan è trasportato in Turchia tramite tutto il territorio della Georgia.

Lungo il territorio turco, l’oro blu azero è trasportato in Unione Europea attraverso il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- realizzato su sostegno dei Governi di Azerbaijan e Turchia.

La TANAP, supportata politicamente da Commissione Europea, Turchia ed Azerbaijan, è compartecipata dalla SOCAR e dalle compagnie turche BOTAS e TPAO.

Matteo Cazzulani

GEORGIA: EUROPA E USA LE PRIORITA’ ASSOLUTE IN POLITICA ESTERA

Posted in Georgia by matteocazzulani on March 14, 2013

Il Parlamento georgiano approva un documento di compromesso tra la coalizione di maggioranza Sogno Georgiano del Premier, Bidzina Ivanishvili, e la minoranza dell’Unione Popolare del Presidente Mikheil Saakashvili. L’importanza di Tbilisi per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas di Bruxelles dal quasi monopolio della Russia.

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

Una soluzione di compromesso che sancisce l’orientamento occidentale della Georgia, pur non senza scongiurare del tutto il pericolo di un inglobamento di Tbilisi nella sfera di influenza della Russia. Nella giornata di giovedì, 7 Marzo, il Parlamento georgiano ha approvato una risoluzione che pone l’Occidente come principale obiettivo della politica estera georgiana.

Nello specifico, la Georgia riconosce l’integrazione nella NATO e nell’Unione Europea una priorità assoluta, e sancisce la firma dell’Accordo di Associazione con l’UE, e la liberalizzazione del regime dei visti con Bruxelles, obiettivi strategici da perseguire nel più breve tempo possibile.

Con gli Stati Uniti d’America, Tbilisi ha preventivato il mantenimento della cooperazione fissata dalla Carta di Partnership Strategica, che finora ha regolato gli stretti rapporti tra Washington e la Georgia.

Capitolo particolare è quello dedicato alla Russia, con cui la Georgia ha stabilito di non riavviare rapporti diplomatici per via della permanenza dell’esercito russo in Abkhazia e Ossezia del Sud: regioni georgiane occupate da Mosca, nonostante il veto della Comunità Internazionale, in seguito all’aggressione militare dell’Agosto 2008.

Il Parlamento ha stabilito l’integrità territoriale della Georgia come obiettivo fondamentale della politica estera georgiana, ed ha sancito l’impossibilità di stabilire rapporti diplomatici con quei Paesi che riconoscono l’Indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud -oltre alla Russia, che ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza dei territori occupati alla fine del conflitto armato del 2008, anche Venezuela, Nicaragua e gli atolli di Nauru, Vanatu e Tuvalu.

Il documento approvato dal Parlamento è frutto di un compromesso tra la coalizione di maggioranza Sogno Georgiano del Premier, Bidzina Ivanishvili, e l’Unione Popolare di opposizione del Presidente, Mikheil Sakashvili.

Sogno Georgiano ha rinunciato al ridimensionamento della Georgia da player geopolitico mondiale a soggetto regionale.

L’Unione Popolare, dal canto suo, ha sacrificato la messa al bando dell’integrazione della Georgia nella Comunità di Stati Indipendenti e in altre strutture internazionali coordinate dalla Russia per sancire l’egemonia politica ed economica del Cremlino nel Mondo ex-Sovietico.

Le linee-guida della politica estera georgiana mantengono vivo il ruolo di Tbilisi come Paese di transito del gas che l’Unione Europea ha progettato di importare direttamente dall’Azerbaijan.

Attraverso la Georgia passa infatti il Gasdotto del Caucaso del Sud: infrastruttura che veicola il gas azero da Baku -capitale dell’Azerbaijan- a Tbilisi, e che termina in territorio turco, dove il carburante sarà immesso nel Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- per essere trasportato alle porte del’UE.

Il mantenimento da parte di Tbilisi del ruolo da protagonista nella politica energetica dell’Unione Europea -varata dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dalla Russia, le cui forniture di oro blu coprono già il 40% del fabbisogno complessivo continentale- passa dunque da legami stretti con l’Azerbaijan.

In tale direzione, lunedì, 11 Marzo, è stato realizzato un gasdotto nella regione di Bolnisi, nell’Est del Paese, per incrementare le forniture di gas azero in Georgia. Alla cerimonia ufficiale hanno partecipato il Ministro dell’Energia georgiano, Kakha Kaladze, e il Capo del colosso energetico dell’Azerbaijan SOCAR, Rovnag Abdullayev.

Scontro PPE-Ivanishvili sui Diritti Umani

Oltre alla geopolitica, anche energetica, a tenere banco nei rapporti tra l’Europa e la Georgia è anche l’accusa di mancato rispetto dei Diritti Umani e della Democrazia mossa al Premier Ivanishvili da alcuni Parlamentari del Partito Popolare Europeo.

23 Deputati della prima forza politica per numeri del Parlamento Europeo, di orientamento cristiano-democratico, hanno criticato il Premier georgiano per avere costretto Parlamentari dell’opposizione a passare tra le fila della maggioranza.

Ivanishvili è stato contestato anche per avere esercitato pressioni su media e televisioni indipendenti, e per avere utilizzato la la magistratura contro alcuni esponenti di spicco dell’entourage del Presidente.

Secca è stata la risposta del Premier Ivanishvili -l’uomo più ricco di Georgia- che ha definito la posizione come vergognosa, ed ha promesso una riposta immediata.

Matteo Cazzulani

Gas: la Turchia diversifica le fonti di approvvigionamento

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 25, 2012

Il Governo turco aumenta le forniture dall’Algeria e punta sullo shale USA. Il sistema già diversificato di Ankara come modello per l’Unione Europea

Bene le forniture di gas dalla Russia, ma per garantire una reale indipendenza energetica e opportuno diversificare.

Nella giornata di lunedì, 23 Dicembre, la Turchia ha dichiarato l’intenzione di prolungare il contratto per le forniture di 4,4 Miliardi di metri cubi di gas liquefatto dall’Algeria.

Come riportato dalla Reuters, il ministro dell’energia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato anche la volontà di aumentare la quantità di gas acquistata dallo Stato nordafricano a 6 Miliardi di metri cubi all’anno, e di prolungare la durata del contratto, in scadenza, a non meno di 5 anni.

Altro fronte di interesse per la politica energetica della Turchia sono gli Stati Uniti d’America. Yildiz ha dichiarato l’intenzione di firmare con gli USA un accordo per l’importazione di 6 Miliardi di metri cubi di gas liquefatto all’anno.

Con il sodalizio energetico con gli Stati Uniti d’America, la Turchia e il primo Paese europeo ad accogliere l’invito della Casa Bianca di importare gas shale liquefatto di provenienza USA.

Con l’avvio dello sfruttamento dello shale – gas ubicato in rocce porose a bassa profondità, ad oggi sfruttato solo in Nordamerica – gli Stati Uniti d’America hanno aumentato esponenzialmente le esportazioni, ed hanno insidiato Russia, Iran, Qatar e Turkmenistan tra i primi esportatori di gas al Mondo.

Dopo avere firmato accordi per l’esportazione dello shale liquefatto in India, Corea del Sud e Singapore, l’Amministrazione Presidenziale del democratico Barack Obama, e la minoranza repubblicana in parlamento, hanno sostenuto la necessità di esportare carburante non convenzionale a buon mercato anche nel mercato UE per battere la concorrenza della Russia.

L’importanza della Turchia per la sicurezza energetica UE

La strategia di diversificazione delle forniture di gas della Turchia e legata alla volontà di Ankara di diminuire la dipendenza da Russia, Iran e Azerbaijan. Mosca rifornisce Ankara di 30 Miliardi di metri cubi di gas per mezzo del gasdotto Blue Stream – costruito dalla Russia alla Turchia sul fondale del Mar Nero con una portata di 16 miliardi di metri cubi di oro blu all’anno – e del Gasdotto Trans Balcanico – che veicola via Moldova, Romania e Bulgaria 14 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

L’Iran rifornisce la Turchia di 10 miliardi di gas, mentre l’Azerbaijan assicura ad Ankara altri 6,6 Miliardi di metri cubi di oro blu attraverso il Gasdotto del Caucaso del Sud.

Proprio grazie al gas azero, la Turchia ricopre un ruolo fondamentale per l’indipendenza energetica dell’Unione Europea.

Attraverso il territorio turco e prevista la costruzione del Gasdotto Trans Anatolico: conduttura concepita per veicolare 30 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno verso l’Unione Europea.

L’importazione del gas azero e un progetto voluto dalla Commissione Europea per diversificare le fonti di approvvigionamento dal quasi monopolio della Russia, che ad oggi controlla il 40% delle forniture complessive di oro blu per il Vecchio Continente.

Matteo Cazzulani

GAS: TURCHIA E IRAN APRONO UNA CRISI

Posted in Guerra del gas, Turchia by matteocazzulani on October 20, 2012

Un’esplosione provocata dal terrorismo curdo ha provocato l’interruzione del flusso di oro blu iraniano nel territorio turco, e l’esistenza di clausole contrattuali ha spinto Ankara a riconsiderare i rapporti con Teheran. Per via dei contratti, in discussione sono anche le relazioni con l’Azerbaijan, finora buoni e stabili grazie alla compartecipazione in progetti infrastrutturali comuni.

Il sistema energetico della Turchia

Atti terroristici e clausole contrattuali sono le motivazioni che hanno spinto la Turchia a preventivare la rinuncia delle forniture di energia dall’Iran. Nella giornata di venerdì, 19 Ottobre, un’esplosione tra le città di Agri ed Erzurum, nell’est della Turchia, ha danneggiato il gasdotto con cui Ankara importa 10 Miliardi di metri cubi all’anno di gas dall’Iran.

Come riportato dall’autorevole Platts, le Autorità turche hanno addossato la responsabilità dell’accaduto ad un atto terroristico del Partito dei Lavoratori Curdi – PKK.

Per supplire alla mancanza di forniture dall’Iran, la compagnia nazionale turca Botas ha chiesto al monopolista russo Gazprom di aumentare la quantità di gas esportato dalla Russia del 50%, da 32 Milioni di metri cubi all’anno a 48.

In sole tre settimane, la Turchia è stata colpita da ben due casi di interruzione improvvisa delle forniture di gas.

Tre settimane prima, ad essere stato bloccato è stato il Gasdotto del Caucaso del Sud: infrastruttura che trasporta 6,6 miliardi di metri cubi di gas dalla Capitale dell’Azerbaijan, Baku, fino al porto turco di Ceyan, transitando per Tbilisi, in Georgia.

Anche per il blocco del Gasdotto del Caucaso del Sud, Ankara ha addossato la colpa al terrorismo curdo – sostenuto, secondo il Governo turco, dal regime siriano di Bashar Al Assad – nonostante, come riportato dall’autorevole Trend, il colosso britannico British Petroleum – responsabile della gestione dell’infrastruttura – abbia comunicato di avere interrotto il flusso di gas per lavori di manutenzione.

Oltre ai problemi legati al terrorismo curdo, a spingere la Turchia ad una rivalutazione in merito al permanere di relazioni energetiche con l’Iran è l’esistenzanei contratti per l’importazione di oro blu della clausola take or pay, che obbliga Ankara ad acquistare da Teheran una quota massima di gas indipendentemente dal suo effettivo utilizzo.

Come riportato dal giornale The Lira, il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato la volontà di rivedere i contratti con Teheran per eliminare la costosa clausola, e consentire alla Turchia un notevole risparmio.

Inoltre, Yildiz ha sostenuto la necessità di attuare una simile modifica nei contratti con l’Azerbaijan, con cui, tuttavia, i rapporti sono buoni grazie alla costruzione del Gasdotto Transanatolico – TANAP: conduttura concepita per trasportare gas da Baku fino alle coste turche occidentali, compartecipata per l’80% dal colosso energetico azero SOCAR e per il 20% dalla Botas.

La crisi dei rapporti energetici tra Turchia e Iran può essere inserita nel contesto delle sanzioni che l’Unione Europea intende a breve applicare al regime iraniano per lo sviluppo non autorizzato di energia nucleare per scopi bellici.

Bruxelles ha preventivato l’imposizione di una moratoria sull’importazione di gas da Teheran e, con la sua posizione, la Turchia, che è destinata a veicolare in Europa il gas iraniano – mescolato con quello azero – ha così lanciato un chiaro segnale in favore dell’Unione Europea.

L’importanza di Ankara per la politica energetica UE

Resta inoltre da considerare il fronte russo. Con la crisi dei rapporti con l’Iran, e la messa in discussione dei contratti con l’Azerbaijan, la Turchia potrebbe incrementare la dipendenza dalla Russia.

Questo sbilanciamento delle forniture di gas in favore di Mosca porterebbe il Cremlino ad avere argomenti per convincere la Ankara a sostenere politicamente il Southstream: gasdotto concepito sul fondale del Mar Nero dai russi per rifornire di gas direttamente l’Europa Sud-Occidentale e balcanica e, nel contempo, impossibilitare la realizzazione del Corridoio Meridionale UE per la diversificazione delle forniture di Bruxelles.

Questo progetto della Commissione Europea riguarda la costruzione di un fascio di gasdotti, che comprende anche la TANAP, per importare gas azero direttamente in Europa, senza transitare per infrastrutture controllate dai russi.

Nel Corridoio Meridionale, la Turchia ricopre un ruolo di notevole importanza: per questa ragione, il mantenimento di strette relazioni tra il Governo turco e l’Azerbaijan rientra nell’interesse strategico dell’Unione Europea, affinché l’Europa, mediante la realizzazione di un progetto di diversificazione delle forniture di gas, possa iniziare a parlare nell’ambito dell’energia con una voce sola.

Matteo Cazzulani

GEORGIA: EX CALCIATORE DEL MILAN A CAPO DEL MINISTERO DELL’ENERGIA

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 18, 2012

Il terzino della squadra meneghina, Kakhaber Kaladze, nominato alla guida del delicato Dicastero, fondamentale per la sicurezza energetica del Paese e dell’Unione Europea. Le incognite legate alla politica estera del nuovo Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili. 

Il Ministro dell’Energia georgiano, l’ex-calciatore Kakhaber Kaladze

Da difensore di una delle squadre di calcio più titolate d’Europa a garante della sicurezza energetica europea. Nella giornata di martedì, 16 Ottobre, l’ex calciatore del Milan, Kakhaber Kaladze, è stato nominato Ministro dell’Energia dal nuovo Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili.

Secondo i piani, il terzino del Milan – che ha guidato le liste nazionali di Sogno Georgiano, la forza politica del Premier – avrebbe dovuto essere nominato Ministro degli Affari Regionali e delle Infrastrutture, ma Ivanishvili, a sorpresa, gli ha affidato la guida di uno dei Ministeri più delicati dello Stato georgiano.

Al momento della sua nomina, Kaladze ha dichiarato di non avere molta esperienza nel settore, ma ha promesso il massimo impegno per non tradire la fiducia del Premier georgiano.

Tra i progetti preventivati, l’ex-terzino del Milan ha progettato la costruzione su larga scala di centrali idroelettriche per assicurare al Paese uno sviluppo sostenibile con le congiunture economiche e con il rispetto dell’ambiente.

A prescindere dalle centrali idroelettriche, il ruolo di Kaladze sarà sopratutto quello di gestire uno snodo infrastrutturale fondamentale per gli equilibri energetici dell’area e, sopratutto, per la sicurezza energetica dell’Unione Europea.

In Georgia transita infatti il Gasdotto del Caucaso del Sud: un’infrastruttura che veicola gas dalla capitale dell’Azerbaijan, Baku, al porto turco di Ceyan, da dove, attraverso altre condutture – il Gasdotto Transanatolico TANAP, il Nabucco e il Gasdotto Transadriatico TAP – l’oro blu azero sarà trasportato direttamente in Europa.

Finora, la sicurezza del Gasdotto del Caucaso del Sud è stata garantita dal Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, in virtù dei buoni rapporti mantenuti con l’Europa. Resta ancora un interrogativo invece quale sarà la politica energetica di Ivanishvili.

Secondo indiscrezioni, il neoeletto Premier ha stretti contatti con la Russia, e nulla escluderebbe possibili concessioni a Mosca anche sul piano della politica del gas.

Per mantenere la propria egemonia sul mercato dell’energia europeo, il monopolista del gas russo, Gazprom – posseduto per metà dal Cremlino – contrasta i piani della Commissione Europea volti a diversificare le forniture di carburante tramite il trasporto diretto in Europa di gas azero.

Se la preannunciata normalizzazione dei rapporti tra Tbilisi e Mosca dovesse andare oltre al semplice ristabilimento di relazioni diplomatiche – rotte dall’aggressione militare russa nelle regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud nell’Agosto 2008 – ed interessare anche la questione del gas, portando ad una riconsiderazione del ruolo geopolitico della Georgia, nulla esclude che Kaladze potrebbe trovarsi a gestire una situazione complicata e delicata, da cui dipende la sicurezza dell’intera Unione Europea.

La transizione democratica in Georgia

Nelle Elezioni Parlamentari georgiane di lunedì, Primo di Ottobre, la coalizione Sogno Georgiano ha ottenuto la maggioranza del Parlamento con 85 seggi, lasciando alla forza di governo uscente, il Movimento Nazionale Unito del Presidente Saakashvili, 65 mandati presso l’Assemblea monocamerale nazionale.

Nel suo programma, Ivanishvili – uomo più ricco di Georgia, che ha costruito le sue ricchezze tra Russia e Francia – ha promesso il mantenimento del vettore occidentale come priorità della sua politica estera, ma ha anche sottolineato la necessità di ristabilire rapporti diplomatici con la Russia.

Salito al potere nel 2003 dopo avere guidato il processo democratico in Georgia, noto come Rivoluzione delle Rose, Saakhashvili ha portato Tbilisi al raggiungimento degli standard europei sul piano economico, amministrativo e politico.

Dopo la sua sconfitta, il Presidente georgiano ha saputo garantire la transizione democratica dei poteri al nuovo Gabinetto dei Ministri, e, tramite la restituzione della cittadinanza nazionale, ha permesso ad Ivanishvili di poter essere nominato alla guida del Governo nazionale.

Matteo Cazzulani

TURCHIA-RUSSIA-SIRIA: IL GAS OLTRE ALLA CRISI POLITICO-MILITARE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 12, 2012

Il ripristino delle forniture di oro blu dall’Azerbaijan da parte del colosso British Petroleum hanno evitato ad Ankara di sommare un’emergenza energetica al peggioramento dei rapporti con Mosca per via delle tensioni con Damasco. L’importanza del territorio turco per la sicurezza energetica europea.

Non solo tensioni politiche a causa della Siria: tra Turchia e Russia il braccio di ferro è sopratutto energetico. Nella giornata di mercoledì, 10 Ottobre, il colosso energetico British Petroleum ha riavviato l’invio di gas dall’Azerbaijan alla Turchia dopo l’improvvisa interruzione di giovedì, 4 Ottobre

Il percorso del Gasdotto del Caucaso del Sud

Come riportato dall’autorevole Trend, lo stop del flusso di gas sarebbe dovuto ad un atto terroristico. Secondo la British Petroleum, l’interruzione di invio di oro blu in Turchia sarebbe stato invece dettato da lavori di manutenzione sulla conduttura che dal giacimento azero Shakh-Deniz, al largo di Baku, conduce il carburante presso il porto turco di Ceyan.

Il ripristino delle forniture di gas è stato possibile grazie alla presa di posizione della compagnia nazionale turca, Botas, che dinnanzi allo stop dei rifornimenti si è dapprima rivolta alla British Petroleum per un immediato ripristino delle importazioni dall’Azerbaijan, e, successivamente, ha richiesto alla Russia l’aumento del flusso di oro blu destinato alla penisola anatolica.

Con il ripristino delle forniture, la British Petroleum, che gestisce l’invio di oro blu azero in territorio turco, non solo ha posto fine ad un’emergenza nazionale, ma ha scongiurato alla Turchia l’incremento delle forniture dalla Russia: un fatto che avrebbe causato ripercussioni notevoli nei rapporti tra Ankara e Mosca anche sul piano politico.

Nella giornata di Domenica, 14 Ottobre, era infatti programmato un vertice tra il Premier turco, Tayyip Erdogan, e il Presidente russo, Vladimir Putin. Come riportato dall’autorevole Hurriyet Daily News, i due politici avrebbero dovuto discutere di tematiche energetiche, come il rafforzamento delle relazioni turco-russe nel settore del gas.

Tra i punti all’ordine del giorno vi sarebbe stata anche la costruzione nelle acque territoriali della Turchia del Southstream: gasdotto concepito da Mosca per riforniredi proprio carburante l’Europa Sud-Occidentale e Balcanica e, nel contempo, impedire alla Commissione Europea di importare direttamente in Europa gas azero transitando dalle infrastrutture di Ankara.

Il condizionale è d’obbligo, dal momento in cui, nella giornata di giovedì, 11 Ottobre, Putin ed Erdogan hanno deciso di rinviare il vertice a data da destinarsi. Come riportato dall’agenzia Interfax, la motivazione è legata al caso del volo Mosca-Damasco trattenuto ad Ankara dalle forze di polizia turche il 10 Ottobre per un controllo sul carico contenuto nel velivolo: sospettato di trasportare armi dalla Russia alla Siria.

I timori turchi nei confronti dei russi sono dettati da una situazione altamente bollente. La scorsa settimana, la Turchia ha riposto ad attacchi armati siriani sul proprio territorio con azioni militari nel settentrione della Siria, volte a scoraggiare future aggressioni balistiche di Damasco in territorio turco.

Forte del voto del Parlamento nazionale, la Turchia ha agito con il pieno appoggio di NATO, UE ed ONU, mentre la Russia si è schierata a fianco della Siria e della dittatura di Bashar Al-Assad.

Se analizzata sul piano energetico, la crisi turco-russa – originatasi per via ella questione siriana – avrebbe potuto avere risvolti pesanti per la Turchia se le forniture di gas dall’Azerbaijan non fossero state ripristinate dalla British Petroleum.

Priva dei rifornimenti azeri, Ankara sarebbe arrivata al vertice tra Erdogan e Putin in una condizione di subalternità. In cambio dell’aumento immediato delle forniture di gas dalla Russia, avrebbe potuto effettuare concessioni immediate a Mosca sul Southstream e, così, avrebbe messo a repentaglio il piano di diversificazione delle forniture approntato dall’Unione Europea.

La Turchia dalla Russia all’Europa

I rapporti energetici tra Turchia e Russia sono mutati nel corso degli ultimi tempi, passando da una stretta collaborazione ad una progressiva diversificazione delle forniture da parte di Ankara, anche grazie politica del gas dell’Unione Europea.

Dopo la realizzazione dei gasdotti Tarbriz-Ankara e del Blue Stream – condutture che garantiscono alla Turchia forniture di gas da Iran e Russia – il Governo turco ha incrementato la propria sicurezza energetica grazie alla realizzazione del Gasdotto del Caucaso del Sud, con cui il carburante azero è trasportato tramite la Georgia, costeggiando l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyan.

Oltre alla diversificazione delle forniture, Ankara si è presentata come un importante partner dell’Unione Europea per il trasporto del gas dal giacimento di Shakh-Deniz direttamente nel Vecchio Continente.

Pur mantenendo buoni rapporti con la Russia, la Turchia ha sostenuto la realizzazione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti progettati da Bruxelles per permettere l’importazione dell’oro blu azero.

Significativo per comprendere il posizionamento energetico di Ankara è quanto avvenuto negli ultimi mesi. Dopo avere concordato in via preventiva nella primavera del 2012 il transito del Southstream presso le proprie acque nazionali, l’8 Ottobre 2012 il Governo turco ha dichiarato il proprio appoggio politico al Nabucco: il principale dei gasdotti del Corridoio Meridionale UE.

Il 10 Ottobre, il Presidente turco, Abdullah Gul, ha ratificato l’accordo intergovernativo tra Turchia e Azerbaijan per la costruzione del Gasdotto Transanatolico -TANAP: infrastruttura progettata per il trasporto di gas dal giacimento Shakh-Deniz alle coste turche occidentali, necessaria per rifornire di carburante azero il corridoio meridionale UE.

Matteo Cazzulani