LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: Obama e Cameron duri con Hollande e Putin

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 6, 2014

Il Presidente USA condanna la mancata volontà di dialogo del Capo di Stato russo con il Presidente eletto ucraino, e contesta la decisione del Presidente francese di non revocare le forniture di navi militari a Mosca per via delle sanzioni. Cameron e gli altri leader del G7 sulla linea del Presidente statunitense

Putin farebbe bene collaborare con Poroshenko -il Presidente Eletto ucraino- per non portare la Russia ad un più forte isolamento internazionale. Questa è la posizione presa dai Paesi del G7 al termine dell’incontro di giovedì, 5 Giugno, avvenuto a Bruxelles e coordinato dal Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy.

Il vero animatore della riunione, durante la quale il tema principale è stato la crisi in Ucraina, è stato il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, che ha sottolineato la necessità di lavorare in stretto contatto con la Commissione Europea per preparare una nuova fase di sanzioni alla Russia, se Mosca non dovesse porre fine all’aggressione militare a Kyiv.

Obama, fresco della partecipazione a Varsavia al 25 anniversario della vittoria di Solidarnosc sul Regime sovietico, ha inoltre espresso rammarico per la decisione del Presidente francese, Francois Hollande, di non revocare il contratto tra Francia e Russia per la vendita a Mosca di navi militari di categoria Mistral.

Questo contratto, che porta nelle casse francesi 1,2 Miliardi di Euro, contrasta con le sanzioni imposte dall’Occidente alla Russia di Putin per punire la violazione dell’integrità territoriale ucraina.

“Ho espresso perplessità in merito all’opportunità di continuare a vendere mezzi militari che rafforzano la difesa della Russia, quando la sovranità e l’integrità territoriale sono continuamente violate” ha dichiarato Obama durante la conferenza stampa conclusiva del G7.

La posizione di Obama collima con quella quella espressa in un’intervista all’autorevole Le Monde dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, che ha invitato i francesi a sospendere la vendita di armi alla Russia.

Sulla medesima linea severa di Obama nei confronti della Russia, condivisa appieno da tutti i Leader presenti al G7 -tra cui lo stesso Hollande, il Premier italiano, Matteo Renzi, il Premier Canadese, Stephen Harper, quello giapponese, Shinzo Abe, e il Cancelliere tedesco, Angela Merkel- è stata la condotta del Primo Ministro britannico, David Cameron.

Il Capo del Governo della Gran Bretagna, in apertura dell’incontro ufficiale con Putin a Parigi, alla vigilia delle celebrazioni dell’anniversario del D-Day, si è rifiutato di dare la mano al Presidente russo: un chiaro segno di disapprovazione della condotta di Mosca in Ucraina.

Più impacciata è stata, però, la reazione di Hollande, che proprio in occasione del D-Day, ha cercato in tutti i modi di fare incontrare tra loro Putin e Obama, senza però ottenere successo.

Costretto a prendere parte a due cene contemporaneamente -una con Obama e l’altra con Putin- il Presidente francese ha promesso al Presidente USA pieno appoggio alle sanzioni predisposte dal G7 in caso di escalation militare in Ucraina.

Hollande ha anche parlato a lungo con Putin della questione ucraina. “Abbiamo chiesto al Presidente russo come possiamo essere utili per risolvere l’impasse” ha commentato alla stampa il Ministro degli Esteri, Laurent Fabius.

Fabius, incalzato dalle domande sulla vendita dei Mistral, ha poi aggiunto che la Francia intende onorare fino in fondo contratti già sottoscritti dall’Amministrazione precedente.

L’Europa è ancora divisa

Le divergenze tra Obama, Cameron e Sikorski da una parte, e Hollande dall’altra, confermano l’importanza della posizione forte e risoluta presa dagli USA nei confronti dell’Ucraina.

Il gesto di Obama è stato necessario per arginare la condotta aggressiva di stampo militaristico attuata da Putin in Ucraina, che l’Europa, ancora troppo debole e divisa al suo interno, è stata incapace di contrastare a dovere.

In particolare, l’Europa è divisa tra i Paesi centro-orientali, che ben ricordano e conoscono l’aggressività imperiale della Russia di Putin, e gli Stati dell’Europa Occidentale, che sono maggiormente inclini ad una linea morbida nei confronti della Russia per via dei loro legami affaristici coi russi, sopratutto sul piano energetico.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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PUTIN ANNIENTA LA FLOTTA UCRAINA IN CRIMEA E SI PREPARA ALL’INVASIONE VIA TERRA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 26, 2014

Dopo tre giorni, e un ultimo agguato di tre ore, anche l’ultima corvetta della Marina Militare di Kyiv è stata costretta a capitolare, poche ore dopo la nomina del nuovo Ministro della Difesa, Mykhaylo Koval, che deve ora gestire la ritirata delle forze armate ucraina dalla penisola sul Mar Nero. Oltre all’avanzata dalla Crimea, l’Ucraina deve fronteggiare la pressione ai confini orientali e occidentali dell’esercito russo, che ha avviato esercitazioni balistiche anche in Siberia

Una resa militare ed un terremoto politico. Nella giornata di martedì, 25 Marzo, l’esercito di occupazione russo in Crimea ha preso il controllo anche dell’ultima corvetta, la Cherkasy, rimasta fedele alle forze armate ucraine. L’agguato alla Cherkasy, il cui equipaggio ha resistito eroicamente rifiutandosi per ben tre volte di consegnare nave ed armi ai russi, è durato tre giorni, fino a quando un’operazione di tre ore con elicotteri militari e navi da assalto leggere ha costretto l’ultima corvetta dell’Ucraina alla resa.

Poche ore prima, il Parlamento ucraino ha confermato la nomina da parte del Presidente ad interim, Oleksandr Turchynov, del nuovo Ministro della Difesa, il Generale Mykhaylo Koval: un militare di lungo corso, arrestato dai russi in Crimea il 5 Marzo scorso e poi rilasciato, che prende il posto del dimissionario Ihor Tehnyuk, un Ammiraglio contestato per non avere dato una forte reazione all’invasione militare della Russia.

Il Generale Koval, che non appartiene a nessun Partito, ha dichiarato di avere avviato trattative con i russi per consentire a 6,5 Mila soldati ucraini di evacuare la Crimea con l’onore delle armi, e con la possibilità di sventolare la bandiera ucraina durante il loro ripiego in Ucraina.

Oltre al doloroso rimpatrio dalla Crimea delle forze armate ucraine, che il Presidente Turchynov ha ringraziato per avere permesso con la loro resistenza di incrementare lo stato di preparazione dell’esercito dispiegato nel resto del Paese, Koval si trova ora a gestire un’ancor maggiore pressione dei russi ai confini dell’Ucraina, come testimoniato dal Capo del Servizio Frontaliero, Mykola Lytvyn, che ha evidenziato come la Federazione Russa stia continuamente attuando provocazioni, come lo sconfinamento temporaneo in Ucraina di alcuni suoi reparti armati.

A confermare le dichiarazioni di Lytvyn sono i lanci dell’agenzia Interfax che, sempre martedì, 25 Marzo, ha certificato in Siberia, presso le Oblast di Oremburg e Omsk, il protrarsi di esercitazioni militari di reparti balistici russi, corredati da un contingente di 10 Mila uomini.

Obama protegge l’Europa e minaccia ulteriori sanzioni

Una riposta al riarmo della Russia, su cui ha lanciato l’allarme il Comandante delle forze NATO in Europa, Philip Breedlove -che ha sottolineato come le continue esercitazioni delle armate della Federazione Russa in Transnistria, dove stazionano già 1,5 Mila soldati russi, possano portare ad un attacco all’Ucraina da ovest oppure alla destabilizzazione della Moldova- è arrivato dall’Aia, dove il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, ha promesso aiuto e protezione ai Paesi dell’Alleanza Atlantica in caso di sconfinamento dell’esercito di Mosca in Unione Europea.

Obama, che ha messo in guardia il Presidente russo Vladimir Putin dal continuare un’escalation militare che potrebbe portare all’imposizioni di sanzioni mirate a specifici settori dell’economia ben più dure di quelle già imposte da USA ed UE, ha descritto la Russia come una potenza regionale in cerca di un prestigio militare tipico del secolo passato, poiché non è di costume di una potenza globale quello di attaccare Paesi vicini, con cui, viceversa, occorre collaborare.

Importante presa di posizione è stata anche quella dei Paesi del G7 -USA, Canada, Giappone, Gran Bretagna, Francia, Italia e Germania- che, a margine del Vertice dell’Aia, hanno condannato l’aggressione militare russa in Crimea ed hanno invitato Putin ad astenersi da ulteriori azioni militari per evitare l’esclusione dal G8 e l’isola,e ti internazionale.

Nella Dichiarazione, i Paesi del G7 hanno anche invitato gli ucraini ad adoperarsi fin da subito per garantire Democrazia, Diritti Umani, rispetto delle minoranze, stabilità economica ed unita politica, e, per il prossimo 25 Maggio, Elezioni Presidenziali libere e corrette.

Matteo Cazzulani