LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO SI APPELLA ALL’ITALIA: “LIBERATE AVAKOV!”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 9, 2012

Dalla cella dov’è detenuta, la Leader dell’Opposizione Democratica si appella alle Autorità italiane per non concedere l’estradizione del Segretario regionale del suo Partito che, a suo avviso, sarebbe l’ennesima vittima di una repressione politica organizzata dal Presidente, Viktor Janukovych, per annichilire il campo arancione. I precedenti dell’Asilo Politico concesso all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e al marito dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Oleksandr Tymoshenko dalla Repubblica Ceca come esempi per la Corte d’Appello di Roma

Il Segretario regionale di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Dalla Colomba pasquale a una patata bollente di carattere diplomatico. Questa è la situazione in cui si trovano i giudici della corte d’Appello di Roma che, nella giornata di martedì, 10 Aprile, saranno chiamati a condurre la prima seduta del processo per la concessione dell’Asilo Politico all’esponente dell’Opposizione Democratica ucraina, Arsen Avakov.

Segretario regionale di Kharkiv del principale Partito del campo arancione, Bat’kivshchyna, Avakov è ricercato in Ucraina con l’accusa di abuso d’ufficio: la medesima che, negli ultimi due anni, ha portato all’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko. Ella, dalla cella in cui da otto mesi è detenuta in isolamento, ha inoltrato un messaggio rivolto all’Italia per salvaguardare il rispetto della democrazia a Kyiv.

“Julija Tymoshenko si è rivolta con una lettera aperta alle Autorità italiane affinché ad Avakov venga concesso lo status di Asilo Politico – ha dichiarato il deputato nazionale di Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin – nella lettera è chiaramente scritto che il Segretario Regionale del nostro Partito non ha compiuto alcun reato, e che il mandato di cattura è stato emanato solo in virtù della sua militanza politica”.

In Ucraina, dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, nel Febbraio 2010, la situazione in merito al rispetto delle democrazia e dei diritti civili è notevolmente peggiorata: le Elezioni Amministrative del Novembre 2010 sono state falsate da brogli, il Capo dello Stato ha aumentato a dismisura i suoi poteri a discapito del Parlamento, il controllo sui media indipendenti si è fatto sempre più rigido, e una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica è stata vittima di interrogatori, indagini, processi e arresti che, come è stato riconosciuto dalle principali ONG internazionali indipendenti, sono stati decretati per ragioni espressamente politiche.

Tra le vittime di questa campagna, oltre a Julija Tymoshenko – Leader dell’Opposizione Democratica ed ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di reclusione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse statali – figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Ambiente, Valerij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr, hanno ottenuto l’Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Simile destino di questi ultimi due politici potrebbe toccare anche ad Avakov qualora le Autorità italiane decideranno di seguire l’esempio di Praga – un altro Paese dell’Unione Europea – e, per tutelare le sorti di un dissidente, negheranno l’estradizione che le Autorità ucraine si sono premurate di esporre fin dalle prime ore successive all’arresto del politico.

Come dichiarato dalla Polstrada di Frosinone, Avakov è stato fermato per un controllo di routine nel capoluogo ciociaro lo scorso 21 Aprile, e subito è emerso il mandato di cattura internazionale emanato dalle Autorità di Kyiv. Per questa ragione, egli è stato sottoposto a giudizio urgente presso la corte di Appello di Roma, che ora è chiamata a decidere sulla sua estradizione.

Contro la consegna di Avakov alle autorità ucraine si sono appellati anche i Parlamentari Italiani Benedetto Della Vedova, Gianni Vernetti, ed Enrico Farinone, che hanno invitato il governo Monti e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad astenersi da una misura che consegnerebbe un esponente politico nelle mani di un sistema giudiziario che, come dimostrato dai casi Tymoshenko e Lucenko, si è dimostrato essere ben lontano dagli standard europei.

Il campo arancione conferma l’unità in vista delle elezioni

In contemporanea, l’Opposizione Democratica ha approntato misure per affrontare le prossime Elezioni Parlamentari nella maniera più compatta possibile, come dimostrato dalla decisione che, sabato 7 Aprile, è stata decretata dal Congresso straordinario del Front Zmin: la forza politica dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk.

Al termine dei lavori, è stata ratificata la partecipazione della seconda forza del campo democratico in un’unico listone con Bat’kivshchyna improntato su un programma basato sul rispetto della giustizia, della democrazia, e sulla battaglia per riportare Kyiv nel cammino di integrazione nelle strutture europee e occidentali.

“Bat’kivshchyna e il Front Zmin formeranno una lista unica assieme con le altre forze patriottiche, democratiche e filo-europee – ha dichiarato Jacenjuk – parteciperemo uniti per ottenere la maggioranza in Parlamento, e realizzare una serie di riforme per l’evoluzione del Paese”.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO: IN REGIONE LOMBARDIA PRESENTATA L’INTERROGAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 31, 2012

Regione Lombardia si mobilita per il caso di Julija Tymoshenko, a Kyiv è celebrata la fine delle trattative per l’Accordo di Associazione UE-Ucraina, e durante il Congresso straordinario di Bat’kivshchyna l’Opposizione Democratica dichiara la fusione in un’unica lista arancione

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko . COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Più che uno scherzo, l’immaginario ittico del Primo di Aprile ha portato, con un giorno di anticipo, finalmente buone notizie. Nella giornata di venerdì, 30 Marzo, il Consigliere Regionale lombardo, Carlo Borghetti, ha dichiarato alla stampa di avere inviato al Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, un’interrogazione urgente a risposta scritta in merito alla situazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko.

Borghetti, che nel Consiglio Regionale è attivo sopratutto in Commissione Sanità, ha evidenziato come il trattamento subito dalla politica ucraina più famosa e apprezzata in sede europea sia disumano, e rappresenti un’emergenza sul piano della democrazia, della giustizia, e del rispetto dei diritti umani, su cui è bene battersi anche a livello di Ente Locale: soprattutto presso la Regione trainante d’Italia.

“La democrazia va rispettata ovunque, vorrei che il Presidente della Lombardia, che in passato si è già speso in campo internazionale, prendesse una posizione anche nei confronti della Leader dell’Opposizione ucraina – ha dichiarato Borghetti – Il caso di Julija Tymoshenko mi ha fin da subito colpito non solo perché ha riguardato l’eroina della Rivoluzione Arancione, ma anche per l’involuzione democratica che sta vivendo l’Ucraina: un Paese europeo che sta sprofondando nel buio del suo passato”.

Durante la presentazione dell’iniziativa, il Consigliere regionale, che appartiene al gruppo del Partito Democratico della Lombardia, ha illustrato come l’Unione Europea debba seriamente interessarsi dell’Ucraina nell’ottica di una prossima integrazione del Paese più importante dell’Europa Orientale.

Quasi in contemporanea, a Kyiv è proprio avvenuta la cerimonia di chiusura delle trattative per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento di importanza storica, congelato il 19 Dicembre 2011 a causa dell’arresto di Julija Tymoshenko, con cui Bruxelles potrebbe riconoscere agli ucraini lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera.

Il condizionale è d’obbligo, dal momento in cui, nonostante il raggiungimento del punto di arrivo nella fase preparatoria di un trattato che prevede anche il varo di una Zona di Libero Scambio tra l’UE e l’Ucraina, sia la firma, che la successiva ratifica da parte del Parlamento Europeo, e dei 27 Parlamenti nazionali, è tutt’altro che scontata.

Come comunicato da diversi esponenti dell’Unione Europea, ulteriori progressi nell’avvicinamento di Kyiv a Bruxelles potranno essere compiuti solo se le autorità ucraine dimostreranno di sapere rispettare le regole della democrazia che stanno alla base dell’UE, e, nello specifico, garantiranno alla Tymoshenko, e all’altra decina di detenuti politici del campo arancione, libertà e diritto di partecipazione alle prossime Elezioni Parlamentari.

Arancioni uniti per la Tymoshenko

A riguardo, sempre venerdì, 30 Marzo a Kyiv si è svolto il congresso straordinario di Bat’kivshchyna, il Partito di Julija Tymoshenko, nel quale è stata certificata la fusione in questo soggetto politico delle altre principali forze partitiche appartenenti al campo arancione: Narodna Samooborona, dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – detenuto in isolamento come la Tymoshenko, sempre in seguito a un processo politico – e il Front Zmin dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk.

“C’è una sola idea e una sola strategia per la quale vale la pena di accantonare gli altri temi: l’unità delle forze democratiche – ha dichiarato Julija Tymoshenko, per mezzo di un messaggio inoltrato dalla sua cella della Colonia Penale Kachaniv’skyj di Kharkiv – Unitevi, dimenticate le fratture ideologiche, i personalismi, e gli interessi privati. Dobbiamo costituire una sola squadra, una sola lista, una sola vittoria. Le Autorità ripongono molto sulle nostre divisioni, non cadiamo in queste tentazioni”.

Matteo Cazzulani

PER VOLONTA DI JULIJA TYMOSHENKO L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA UCRAINA SI UNISCE.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 23, 2012

Il Comitato di Resistenza alla Dittatura vara comuni iniziative ed una lista unica per le Elezioni Parlamentari dell’Ottobre 2012, ma registra già le prime defezioni. Il Presidente, Viktor Janukovych, convinto della pronta integrazione dell’Ucraina nell’UE grazie all’organizzazione dei campionati europei di calcio

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Un fronte unico per riportare la democrazia in Ucraina. Questo l’obiettivo che ha spinto l’Opposizione Democratica ucraina a firmare la Dichiarazione di Unità del Comitato di Resistenza alla Dittatura: coalizione politica varata per contrastare il regresso democratico provocato dall’Amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych.

L’accordo prevede come obiettivo l’ottenimento della maggioranza in Parlamento, da raggiungere per mezzo di comuni iniziative elettorali, formazione di un solo cartello politico, creazione di un unico gruppo alla Rada dopo le elezioni parlamentari dell’Ottobre 2012, e varo di una squadra di governo capace di riportare nel Paese democrazia ed Europa.

Nello specifico, le forze politiche del Comitato di Resistenza alla Dittatura hanno concordato il varo di candidati unici per i collegi maggioritari, mentre per quelli proporzionali è stata preventivata una la lista comune dell’Opposizione Democratica creata solo da Bat’kivshchyna – il Partito della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko – Front Zmin – il Partito dell’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk – e Svoboda – Partito molto forte nelle regioni occidentali del Paese.

Ad ispirare la mossa politica – presentata con un comizio sulla piazza antistante la Sofijs’ka Lavra, ai piedi del monumento a Bohdan Khmel’nyc’kyj, a cui hanno partecipato in 10 Mila – è stata la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. La reclusione nella colonia penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv – dove l’ex-Primo Ministro è condannata da una sentenza politica a sette anni di isolamento – non ha impedito all’Anima della Rivoluzione Arancione di supportare l’unità del Comitato di Resistenza alla Dittatura in una data di rilevanza storica.

“Una squadra, una vittoria. Deve essere questo lo slogan attorno al quale l’Opposizione Democratica si batterà per sconfiggere le Autorità oggi al potere – ha dichiarato la Tymoshenko in una lettera letta pubblicamente dal suo braccio destro, Oleksandr Turchynov – 93 anni fa, in questa piazza [quella della Sofijs’ka Lavra, M.C.] è stato proclamato l’Universale della Fratellanza del Popolo Ucraino, allora minacciato da nemici esterni [il 22 Gennaio 1919 è stata varata l’unione tra la Repubblica Popolare Ucraina e la Repubblica Popolare dell’Ucraina Occidentale. Per questa ragione tale data è festa nazionale con il nome di Giorno della Fratellanza, M.C.] “.

“Oggi – ha continuato – il Paese è in balia di un pericolo interno, con mafiosi al potere ed un Presidente spinto da manie di grandezza. Le Autorità hanno svenduto gli interessi nazionali, isolato il Paese in campo internazionale, ed annichilito il popolo, che, privato di libertà, democrazia e benessere, è in preda al terrore. L’Ucraina resterà il Paese di Jaroslav Mudryj, Taras Shevchenko e Bohdan Kmel’nyc’kyj – ha concluso – ma non sarà mai il regno personale di Janukovych”.

Dal canto suo, davanti a circa 300 alti rappresentanti dello Stato accorsi al palazzo Ukrajina per le celebrazioni del Giorno della Fratellanza e dell’Indipendenza, il Presidente ucraino ha dedicato gran parte del discorso ufficiale ad un attacco indiretto alla Tymoshenko, la cui detenzione è stata ritenuta necessaria per punire un colpevole di reati anti-statali.

Inoltre, il Capo dello Stato ha espresso la convinzione che lo svolgimento dei campionati europei di calcio del 2012 in Polonia ed Ucraina sarà la chiave di svolta per la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea: documento con cui Bruxelles riconoscerebbe a Kyiv il medesimo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera, il cui varo, previsto per il 19 Dicembre 2011, è stato congelato a causa della condanna politica inflitta a Julija Tymoshenko.

“L’Ucraina è vittima di accordi onerosi per il gas, i cui responsabili devono pagare per quanto realizzato dinnanzi al popolo” ha dichiarato Janukovych riferendosi alla Tymoshenko: condannata alla reclusione in isolamento per avere accettato, nel Gennaio 2009, forniture di oro blu dalla Russia ad un prezzo livellato agli standard europei.

“Le nostre priorità – ha continuato il Presidente – sono stabilità, sicurezza economica, incremento delle paghe sociali, e lavori di preparazione per il campionato europeo di calcio del 2012. Sono sicuro – ha concluso Janukovych – che tale avvenimento consentirà a breve la firma dell’Accordo di Associazione e della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina”.

Le prime divisioni nel Comitato di Resistenza alla Dittatura

Tra i presenti alle celebrazioni ha figurato anche l’ex-Presidente – e rivale durante la Rivoluzione Arancione – Viktor Jushchenko. Una scelta che ha fatto discutere, in quanto il Partito di cui il Capo di Stato Emerito è Leader onorario, Nasha Ukrajina, ha partecipato alla contemporanea manifestazione dell’Opposizione Democratica, e, rappresentato dal Vice-Capo, Valentyn Nalyvajchenko, ha firmato la Dichiarazione di Unità del Comitato di Resistenza alla Dittatura.

Alla defezione di Jushchenko si è aggiunta anche quella di un altro esponente di spicco del campo arancione: l’ex-Ministro della Difesa, Anatolij Hrycenko. Con una nota, Hrycenko ha accusato i Leader del Comitato di Resistenza alla Dittatura di prestare scarsa considerazione al suo movimento, la Hromadjans’ka Iniciatyva, e di pretendere la firma del documento senza garanzie di candidatura.

Come rilevato da diversi esperti, l’unità di tutta l’Opposizione Democratica è condizione necessaria per battere Janukovych in elezioni parlamentari cruciali per le sorti del Paese. La maggioranza delle commissioni elettorali è controllata da emissari delle Autorità, e, con tutta probabilità, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Presidente, Premier e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – sfrutterà risorse statali per la propria campagna pubblicitaria.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO E JURIJ LUCENKO FONDANO UN PARTITO UNICO. DALLA PRIGIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 30, 2011

Bat’kivshchyna e Narodna Samooborona creano un’unica forza politica per vincere le prossime elezioni parlamentari. Speranze e dubbi sulle candidature e sulla reale capacità di reagire a brogli e repressione del Presidente, Viktor Janukovych

Manifestazioni alla Rada di protesta contro la repressione politica ai Leader dell'opposizione democratica, Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko

Forse, dopo la distruzione della democrazia la repressione politica in Ucraina è riuscita in un’altra impresa inimmaginabile: unire l’Opposizione Democratica. Nella giornata di mercoledì, 28 Dicembre, Narodna Samooborona, la forza politica dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – detenuto in isolamento da un anno, senza che il processo a suo carico per abuso d’ufficio sia terminato -ha comunicato la fusione con Bat’kivshchyna, il Partito di Julija Tymoshenko.

L’ex-Primo Ministro è stata condannata a 7 anni di prigionia di massima sicurezza da due sentenze politicamente motivate: rispettivamente, per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, ed evasione fiscale durante la presidenza del colosso energetico JEESU, guidato prima della discesa in campo del 1998.

“La fusione tra i nostri Partiti è un’integrazione politica oggi necessaria per battere un governo di criminali alle prossime elezioni parlamentari” ha dichiarato il braccio destro della Tymoshenko, Oleksandr Turchynov, senza, tuttavia, chiarire le modalità tecniche dell’unione dei due soggetti.

Stando alle informazioni finora comunicate, Bat’kivshchyna e Narodna Samooborona si presenteranno con una lista unica al proporzionale e, per i collegi maggioritari, sono state aperte le consultazioni con altri soggetti dello schieramento arancione, come il Front Zmin dell’ex-Speaker della Rada, Arsenij Jacenjuk, e Svoboda.

“Sicura è solo la Leadership: i primi due posti sono riservati a Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko – ha dichiarato il vice-Speaker, Mykola Tomenko – faremo di tutto perché siano liberati e riabilitati in tempo per la consultazione parlamentare [programmata per l’Ottobre 2012, n.d.a.]”.

Come evidenziato da Jurij Hrymchak, il numero due di Lucenko, il passo politico non è stato facile, ma determinante è stato l’assenso dato dai due Leader: direttamente dal carcere.

“E una scelta naturale – ha illustrato Hrymchak – Assieme al Narodnyj Rukh [il Partito dell’ex-Ministro degli Esteri, Borys Tarasjuk, n.d.a.], Narodna Sabooborona è l’unica forza politica ad avere sostenuto la Tymoshenko nelle scorse elezioni presidenziali, pur non appartenendo al Blocco politico della Leader dell’Opposizione Democratica”.

Come rilevato a diversi politologi, la fusione tra Bat’kivshchyna e Narodna Samooborona rappresenta una vera e propria scommessa, ostacolata da molte insidie. In primis, una legge elettorale che prevede la l’elezione di metà dei deputati in collegi maggioritari, dove quasi scontata è la vittoria dei grandi oligarchi vicini all’attuale maggioranza – composta da comunisti, contadini, e dal Partija Rehioniv: la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Seppure unita sulla carta, l’Opposizione Democratica è chiamata alla scelta di un Leader credibile, in grado di coordinare sul campo la campagna elettorale. Oltre a non potere correre per il mandato di deputato de iure, né la Tymoshenko, né Lucenko possono prendere decisioni, rilasciare dichiarazioni, e tenere vertici di partito dalla propria cella.

Infine, come rilevato da diversi politologi, Bat’kivshchyna deve arginare al più presto i problemi interni al Blocco Tymoshenko, dove sempre più evidenti sono i mal di pancia del movimento Reformy i Porjadok di Serhij Soboljev, e del Partito Social-Democratico Ucraino di Natalija Korolevs’ka: Leader della Confindustria ucraina, designata da molti come la principale pretendente alla successione alla Tymoshenko.

Un test di democrazia per Kyiv

Le Elezioni Parlamentari sono un test anche per la maggioranza, in quanto è dal loro svolgimento secondo gli stancar democratici che dipende il proseguimento del cammino verso l’integrazione con l’Unione Europea. Dopo il congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – deciso dinnanzi alla repressione scatenata da Janukovych contro la Tymoshenko, Lucenko, ed un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica – Bruxelles ha stabilito come banco di prova per testare la maturità di Kyiv proprio la consultazione parlamentare dell’Ottobre 2012.

I precedenti non sono incoraggianti: le elezioni amministrative dell’Ottobre 2010 sono state caratterizzate da brogli ed irregolarità diffuse, condannati dalla Comunità Occidentale dopo una parentesi di 5 anni in cui, in seguito alla Rivoluzione Arancione, le tornate elettorali hanno corrisposto agli standard democratici.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO PERDE LA PAZIENZA: “SI CHIUDA PRESTO QUESTA FARSA CON UNA CONDANNA GIA STABILITA”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 9, 2011

La difesa della Leader dell’Opposizione Democratica si vede respingere tutte le richieste da un giovane giudice, Rodion Kirejev, deciso nel chiudere la fase delle memorie, ed aprire quella di un dibattito a cui l’arringa, per protesta, non partecipa. Il Comitato di Difesa dalla Dittatura pronto ad azioni comuni in Parlamento, alle urne, e nelle piazze in difesa dell’ex-Primo Ministro

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

“Tutto è già deciso. A questo punto legga la condanna e ci lasci andare: i giornalisti e gli avvocati a casa loro, e me nella cella di isolamento”. Così una spazientita Julija Tymoshenko ha commentato la decisione del giovane giudice, Rodion Kirejev, di respingere tutte e le 60 richieste della difesa: deposizione agli atti di documenti certificanti l’innocenza dell’ex-Primo Ministro dall’accusa di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Dollari, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, e convocazione di testimoni cruciali per un’arringa che, finora, se n’è visti ammettere solo due, contro i 40 dell’accusa – i quali, peraltro, hanno confermato la non-colpevolezza della Leader dell’Opposizione Democratica, rimasta sempre reclusa in isolamento ancor prima della sentenza.

Nulla da fare per il PM, che ha ritenuto le istanze inammissibili e, dopo una lettura arbitraria delle documentazioni, ha chiuso la fase della presentazione delle memorie scritte, ed aperto quella di un dibattito a cui, in segno di protesta, la difesa ha deciso di non prendere parte: “continuare così è un non-senso” ha dichiarato l’avvocato, Mykola Siryj. “Purtroppo è tutto vano: il giudice respinge tutto quello che presentiamo” ha evidenziato l’altro difensore, Oleksandr Plakhotnjuk.

L’Opposizione Democratica si unisce

Pronti, quasi rassegnati, ad una condanna dell’ex-Primo Ministro non è solo il pool di difensori, ma anche un’Opposizione Democratica che, in nome della sua Leader, si prepara a reagire unita, dopo che le troppe divisioni hanno favorito unicamente il presidente filorusso, Viktor Janukovych: considerato il vero responsabile del processo a Julija Tymoshenko e ad un’altra decina di esponenti del campo arancione.

“Attività comune in Parlamento e reazione decisa alla repressione politica saranno i primi passi del Comitato di Difesa dalla Dittatura – ha dichiarato all’autorevole Ukrajins’ka Pravda il Deputato Nazionale V’jacheslav Kyrylenko – in cui confluiscono non solo Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona [i due gruppi dell’Opposizione Democratica alla Rada, guidati rispettivamente da Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko: ex-Ministro degli Interni detenuto in isolamento dallo scorso 26 Dicembre, n.d.a.] ma anche altre forze del campo arancione. Tale posizione – ha concluso – è il primo passo per la formazione di liste comuni alle prossime elezioni parlamentari, su cui ancora dobbiamo trovare un accordo”.

A conferma di tale tendenza, la decisione di Mykola Martynenko di abbandonare la guida di Nasha Ukrajina – il partito dell’ex-presidente, Viktor Jushchenko, anch’egli tra i principali accusatori di Julija Tymoshenko, ex-alleata nel periodo della Rivoluzione Arancione – e, assieme a quattro Deputati, confluire nel Front Zmin: il Partito dell’ex-Speaker, Arsenij Jacenjuk, che, di recente, si è detto pronto alla comune battaglia con l’ex-Primo Ministro per riportare l’Ucraina sulla via della giustizia e dell’Europa.

Matteo Cazzulani

DOPO JULIJA TYMOSHENKO ALTRI LEADER ARANCIONI NEL MIRINO DELLA PROCURA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 26, 2011

Il Ministero degli Interni verso l’apertura di un fascicolo a carico di Oleksandr Turchynov, Arsenij Jacenjuk, e V’jacheslav Kyrylenko: esponenti di un’Opposizione Democratica la cui Leader, Julija Tymoshenko è ancora detenuta in isolamento, sottoposta ad un processo politico. Il Giudice, Rodion Kirejev, nega la lettura di fascicoli che confermano l’innocenza dell’ex-Primo Ministro. La Francia mette in forse la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Non basta guidare l’Opposizione Democratica, governare durante l’epoca arancione, o raccontare liberamente quanto accade nel Paese: in Ucraina si è indagati anche per la conduzione di pacifiche manifestazioni, nel giorno dell’Indipendenza Nazionale. Come dichiarato da fonti del Ministero degli Interni, le Autorità Ucraine starebbero per aprire un fascicolo a carico di Oleksandr Turchynov, vice-Leader del principale Partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, e braccio destro della Leader del campo arancione: quella Julija Tymoshenko, oggi detenuta in isolamento ed imputata in un processo politico sempre più iniquo.

Secondo le Autorità, Turchynov avrebbe turbato la quiete pubblica e disobbedito delle direttive amministrative, che, lo scorso 24 Agosto, hanno vietato a 10 Mila manifestanti di spostarsi dal perimetro adiacente al monumento a Taras Shevchenko, e – come altresì incitato dal vice di Julija Tymoshenko – condurre azioni pacifiche nel centro della Capitale. Per la medesima ragione, ad essere indagati potrebbero essere anche altri esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, come il Leader del Front Zmin, Arsenij Jacenjuk, ed il Capo di Za Ukrajinu, Vjacheslav Kyrylenko, entrambi in prima fila, assieme a Tyrchynov, nel pacifico corteo che, respinto da cariche e gas lacrimogeni della polizia in assetto antisommossa, non è riuscito a raggiungere l’Amministrazione Presidenziale, transennata come se fosse in stato di guerra.

Il processo farsa all’esame arbitrario delle memorie scritte

Ma non e solo in strada che si consuma la repressione dell’Opposizione Democratica. Sempre giovedì, 25 Agosto, è continuato il processo a carico dell’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’Ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Come noto, il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha chiuso la fase degli interrogatori – in cui l’assoluta maggioranza dei testimoni ha scagionato la Tymoshenko dalle accuse – ed aperto la lettura delle memorie scritte di accusa e difesa, attuata, come il resto del processo, in maniera arbitraria e sommaria. Come evidenziato da uno degli avvocati difensori, Ihor Sukhov, il PM avrebbe rifiutato la lettura dei tomi 6 e 7, riguardanti complesse clausole contrattuali che confermerebbero l’innocenza della Leader dell’Opposizione Democratica.

“Il Giudice ha rifiutato l’esame pubblico dei documenti che certificano il prezzo con cui la compagnia intermediaria UkrTransHaz ha ricevuto gas dalla Russia – ha dichiarato Sukhov a Radio Liberty – in essi è contenuta tutta l’accusa”. Lecito ricordare che, con la firma degli accordi per cui è processata, la Tymoshenko ha eliminato nelle trattative tra Ucraina e Russia ogni oscuro intermediario, ritenuto vero responsabile dell’incremento del prezzo per l’oro blu pagato dal bilancio statale, e controllato da grandi industriali sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

“Chiedo l’apertura di un processo anche a carico dell’attuale Capo di Stato – ha dichiarato la Leader dell’Opposizione Democratica nel corso della seduta – poiché durante il suo premierato [tra il 3 agosto del 2006 ed il 31 Maggio del 2007, n.d.a.] il prezzo del gas è aumentato vertiginosamente, molto più di quanto provocato dagli accordi del 2009 da me firmati”. Ovviamente, la richiesta della Leader dell’Opposizione democratica è stata respinta da Kirejev, che, nella tarda serata, ha riaggiornato la seduta, come se nulla fosse.

“L’Europa potrebbe non capire quanto accade in Ucraina, e, se a Kyiv continua tale situazione, i singoli parlamenti nazionali optare per il respingimento della firma dell’Accordo di Associazione – ha evidenziato all’Ukrajins’kyj Tyzhden’ l’Ambasciatore francese, Jacques Faure – le Autorità dovrebbero dissociarsi pubblicamente dal processo a Julija Tymoshenko – ha continuato – con il cui governo, peraltro, sono iniziati i negoziati nel 2008. Un’Ucraina di ieri – ha concluso – diversa da quella che oggi si candida ad una più stretta collaborazione con Bruxelles”.

Quella di Parigi è l’ennesima critica ad un processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ritenuto politicamente motivato. Condanne sono state già espresse da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti d’America, numerose Rappresentanze Diplomatiche del Mondo Libero Occidentale, maggiori ONG internazionali indipendenti, persino dalla Federazione Russa, e dai Capi Spirituali delle diverse chiese e confessioni cristiane presenti nel Paese.

Matteo Cazzulani

MANIFESTAZIONI DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA PER LA LIBERAZIONE DI JULIJA TYMOSHENKO CONTRASTATE NEL GIORNO DELL’INDIPENDENZA UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 25, 2011

A Kyiv, la polizia vieta e si oppone con la forza alle manifestazioni del campo arancione per il ventesimo compleanno dell’Ucraina ed in solidarietà della Leader dell’Opposizione Democratica, reclusa in isolamento. “Non ci arrendiamo” il messaggio dell’ex-Primo Ministro, mentre ritorna la minaccia energetica della Russia

Le manifestazioni dell'Opposizione Democratica represse a Kyiv. FOTO RIA NOVOSTI UKRAINE

Il centro transennato, la polizia in tenuta antisommossa in ogni angolo della Capitale, manifestazioni vietate, cariche, gas lacrimogeni, concerti e campi da street basket improvvisati per distrarre l’attenzione dei passanti. E’ così che come Mosca, Pechino, Minsk e Pyongyang è apparsa Kyiv nel Giorno dell’Indipendenza ucraina, il 24 Agosto 2011.

Una mesta modalità per festeggiare il ventesimo compleanno, colto al volo dall’Opposizione Democratica per protestare contro il processo e l’arresto politico della sua Leader, Julija Tymoshenko, e per, finalmente, unirsi in un’unica azione di protesta, che ha riunito circa 10 mila dimostranti dei partiti Bat’kivshchyna – la Forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione ed ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko – Front Zmin – quella dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk – Narodnyj Rukh – quella dell’ex- Ministro degli esteri dei governi arancioni, Borys Tarasjuk – Reformy i Porjadok – quella del Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev – e Narodna Samooborona – quella dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altro detenuto politico, in isolamento dallo scorso 26 Dicembre.

A coordinare l’azione, Oleksandr Turchynov, braccio destro di Julija Tymoshenko, che ha invitato a formare un corteo per marciare fino al Majdan Nezalezhosti ed all’Amministrazione Presidenziale di Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un rinato autoritarismo politico che ha portato a repressioni su oppositori politici, media indipendenti, e giornalisti, come certificato dalle più importanti ONG internazionali. Tuttavia, nulla da fare per i dimostranti: la piazza-sede della Rivoluzione Arancione è stata transennata al pari delle vie adiacenti, ed ivi sono stati organizzati concerti e tornei di pallacanestro su strada. Gli automobilisti diretti al presidio sono stati fermati ed invitati a tornare indietro, mentre alla marcia pacifica dei manifestanti, la polizia ha risposto con lacrimogeni e percosse.

“Le forze di polizia hanno preparato una provocazione – ha dichiarato in serata Arsenij Jacenjuk – in pieno stile da regime. Da parte mia – ha continuato – ho richiesto alle autorità UE ed USA di prendere provvedimenti. Oggi – ha terminato, intervistato sul 5 Kanal – mi è stato negato il permesso di recarmi in isolamento presso Julija Tymoshenko”.

La stessa Leader dell’Opposizione Democratica ha lanciatoli proprio messaggio di auguri dalla cella: un grido dal freddo di una prigione che la ha gia vista ospite dieci anni fa, sempre per motivi politi, ma che proprio per questo non deve abbattere i dimostranti.

L’appello di Julija Tymoshenko e la minaccia del Cremlino

“Ieri sotto Kuchma, oggi sotto Janukovych – ha dichiarato l’anima della Rivoluzione Arancione – i giubilei della mia Patri li passo tutti in carcere. Ma la situazione migliorera, e tutto andra bene. Lo so, ne sono convinta, e certa. In 20 anni di vita, l’Ucraina ha dimostrato di volere vivere come una nazione indipendente ed europea”.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata confinata in patria, processata, ed addirittura arrestata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con Vladimir Putin, l’allora suo collega russo.

Ed e proprio dalla Federazione Russa che è arrivato l’augurio piu plumbeo al compleanno di quella che Mosca considera una sua ex-Colonia, con il Presidente, Dmitrij Medvedev, che ha ricordato a Kyiv che l’unico modo per collaborare in materia energetica con Mosca e la cessione della gesione dei gasdotti ucraini.

“L’unica offerta che renderebbe interessante il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi – ha dichiarato il Capo di Stato russo nel corso di un incontro con il Primo Ministro cinese – sul medesimo modello di quanto già accade con la Bielorussia”.

Segnali preoccupanti, che lo stesso Janukovych sembra non avere recepito, così come la protesta al trattamento riservato a Julija Tymoshenko espressa, oltre che dalla stessa Russia, anche da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti, dalle più importanti Rappresentanze  Diplomatiche del Mondo libero occidentale, e dalle maggiori ONG indipendenti. “Prosperità ad un Paese sempre più gioioso” sono state le parole del Presidente in occasione del ventennale dell’Ucraina. Un compleanno importante, festeggiato nel più amaro dei modi.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko ricorre ai valori europei. Anche la Corte d’Appello la lascia in prigione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 13, 2011

Rigettato anche il ricorso in Appello per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica. Gli avvocati dell’ex-Primo Ministro al Legno Storto, presente all’udienza:”In Ucraina non c’e speranza, l’Europa ci aiuti”.

Cambia la location, ma non la musica: niente Liberta per Julija Tymoshenko, richieste della difesa respinte, e calpestati i diritti europei e dei giornalisti.

Nella giornata di venerdì, 12 Agosto, la Corte di Appello di Piazza Solomojs’ka ha respinto il ricorso della difesa della Leader dell’Opposizione Democratica, assente in un aula gremita purtroppo non solo da giornalisti e militanti di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko: collaboratori della Procura hanno occupato posti riservati ai reporter, costretti, così, a restare fuori dalla seduta. Ma non il Legno Storto, a cui l’Avvocato dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Jurij Sukhov, si e rivolto.

“L’Ucraina e territorio europeo, e su di esso la democrazia e calpestata. Una situazione tipica di un regime illiberale, che con le tradizioni di Liberta del Vecchio Continente non ha nulla a che fare. Dovete aiutarci”.

Una dichiarazione in linea con la strategia della difesa, che, nella richiesta di liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, si e appellata proprio al Diritto Internazionale, alla Carta Fondamentale dei Diritti dell’Uomo, ed alla risoluzione del Parlamento Europeo, che ha invitato le Autorità a smettere i processi politici ai danni di una decina di politici del campo arancione.

Motivazioni prive di sostanza secondo il magistrato, che ha negato il ricorso, suscitando la protesta fervente dei Deputati Nazionali presenti.

“In Ucraina non c’e più speranza per la Leader dell’Opposizione Democratica – ha dichiarato l’altro difensore, Mykola Siryj – resta la Corte Europea, ma i tempi sono lunghi”.

“L’Europa deve fare pressione sull’Ucraina – ha illustrato al Legno Storto Serhij Vlasenko, l’ex avvocato di Julija Tymoshenko, eliminato nel
processo regolare da una decisione del giovane giudice, Rodion Kirejev – e ricordarle che appartiene al Consiglio d’Europa: questo significa che non si può processare, arrestare, e detenere in isolamento la principale esponente dell’Opposizione per il solo sospetto di abuso d’ufficio [l’ex Primo Ministro e imputata anche per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje nel corso delle trattative del gas nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin].

Incrementa la tendopoli arancione

Un trattamento esagerato, contro cui la difesa si e più volte schierata, senza ottenere ascolto dalla Corte. Cosi ha dichiarato – sempre al Legno Storto – Oleksandr Turchynov, il braccio destro di Julija Tymoshenko.

“L’unica misura e tenere duro – ha continuato – Ieri una nostra proposta di incriminare gli sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, e stata rigettata: questo evidenzia la natura politica del processo. Ma non ci abbattiamo – ha terminato – Julija Tymoshenko, dalla prigione, e noi dalla piazza, dove, nella tendopoli arancione continuiamo a restare, fino a quando Giustizia, Democrazia, Liberta ed Occidente non torneranno a caratterizzare la società in Ucraina”.

Nella tendopoli, sul centrale Khreshchatyk, i sostenitori di Julija Tymoshenko sono saliti a 200 stabili. Ai gazebo di Bat’kivshchyna, Front Zmin, Narodnyj Ruch, Narodna Samooborona, e Hromad’jans’ka Pozycija si sono aggiunti quelli di Nasha Ukrajina e della Jevropejs’ka Partija, gli altri partiti che hanno aderito al Comitato di Difesa dalla Dittatura, un cartello elettorale per contrastare le attuali autorità, insieme in nome dell’ex-Primo Ministro.

Matteo Cazzulani

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Una notte nella tendopoli arancione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 11, 2011

Socializzazione, discussioni, confronti, ed anche sport nel sito dell’Opposizione Democratica, in sostegno della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, incarcerata e processata per ragioni politiche.

Mentre il cavallo mangia il pedone, e la torre sorveglia il terreno da possibili minacce, nemmeno troppo inaspettate, l’alfiere ha corridoio libero: e da correre ce n’è, anche perché per scaldarsi non bastano te e caffè distribuiti dalla tenda dei rifornimenti, peraltro, situata all’altro capo della tendopoli.

Nella notte di mercoledì, 10 Agosto, presso il Kreshchatyk, tutto e tranquillo, e la temuta incursione delle forze di polizia non c’e stata. Sara stata la mobilitazione di 200 sostenitori del campo arancione, oppure la presenza di diversi media nel cuore della Capitale, ma gli scontri presso la tendopoli dell’Opposizione Democratica avanzati da diverse fonti non ci sono stati. Così, ci si può permettere anche una partita a scacchi al chiaro di luna – o di lampione – anche in assenza della Regina dello scacchiere: quella Julija Tymoshenko ieri Primo Ministro, oggi, accusata di abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, processata senza prove certe, e detenuta in isolamento.

Presso la Corte Pechers’ka, dove ha luogo il procedimento giudiziario, i sostenitori della sua forza politica, Bat’kivshchyna, hanno installato una tendopoli, con una cinquantina di militanti a presidiarla nella notte.

“Di giorno arriviamo a 200 – spiega Olena, dalla oblast di Mykolajiv – ma la notte facciamo i turni. Bisogna mantenere le forze per la giornata, quando hanno luogo le sedute del processo”.

Difatti, nel sito della protesta di notte ci si rilassa. Chi non gioca a scacchi, mangia un melone, suona la fisarmonica, oppure fornisce consulenza giuridica a chi ha bisogno di un avvocato ma non ha il danaro per pagarlo, come i militanti della Crimea. Altri ancora, si intrattengono in conversazioni, anche con le forze di polizia.

“E tutto orchestrato dagli oligarchi del Donbas – illustra a un poliziotto un fervente militante – perché li difendete? Julija e innocente, dovete capirlo”.

Ma non solo la politica: situata proprio sul marciapiede del centralissimo Kreshchatyk, il luogo della protesta e continuamente popolato da visitatori intenti nello struscio notturno. Alcuni sorridono, altri insultano, altri ancora sbuffano per l’intoppo.

“Questo e spazio pubblico – illustra Andrij della sede di Zhytomir – tutti possono entrare ed uscire, senza eccezione. Certo, non mancano gli intoppi: la Corte Cittadina vuole che ce ne andiamo, anche se contro il regolamento urbano, ed i provocatori non mancano di venirci a trovare”.

Poco distante, l’accampamento del Partija Rehioniv, il Partito del Presidente Janukovych, ritenuto dall’Opposizione Democratica il vero responsabile del processo a Julija Tymoshenko. Diversamente da quello arancione, nel sito blu ai giornalisti non e permesso entrare. “Sono una quindicina di giovanotti pagati dal partito” e l’unica testimonianza che riusciamo a raccogliere da Tetjana, altra militante di Bat’kivshchyna.

Pur soppesando il parere di parte, nella tendopoli arancione si respira politica e democrazia: Deputati Nazionali no lesinano il confronto e, anzi, permangono nelle tende per ascoltare la popolazione, e gli stessi provocatori della parte avversa, come il Parlamentare Andrij Shkil’. Lo stesso Oleksandr Turchynov, braccio-destro di Julija Tymoshenko, responsabile della tendopoli, tiene a freno la fame e la stanchezza dopo l’interrogatorio non solo per animare i sostenitori, ma sopratutto per ascoltarne le voci.

Oltre a quella di Julija Tymoshenko, presenti anche altre forze dell’Opposizione Democratica, costituitesi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura.

“Ai tempi della Rivoluzione Arancione era meglio – spiegano giovani militanti della Hromad’jans’ka Pozycija, la forza politica dell’ex-Titolare della Difesa, Anatolij Hrycenko – allora, era l’inverno 2005, arrivavano carovane di salsiccia e salami. Ora, bisogna arrangiarci da soli, e di offerto c’e solo qualche pirazhok. Stasera a scaldarci c’e stata anche la cocente sconfitta della nazionale ucraina, un gol al 95esimo dalla Svezia, in casa nostra”.

Oltre al giallo-nero dei giovani tifosi, c’e il gazebo verde del Front Zmin dell’ex-Speaker, Arsenij Jacenjuk, due giallo-blu del Narodnyj Rukh dell’ex-Ministro degli Esteri, Borys Tarasjuk, uno blu di Reformy i Porjadok del Primo Ministro del Governo-Ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev, e, ovviamente, la moltitudine di tende bianche con il cuore rosso di Bat’kivshchyna: nuove tinte di un campo arancione che, seppur in numeri inferiori, prova a trovare un’unita, indispensabile per il mantenimento della democrazia in Ucraina, e della via per l’integrazione europea.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO IMBAVAGLIATA: MARITO E FIGLIA I SUOI NUOVI AVVOCATI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 9, 2011

Il giudice, Rodion Kirejev, impedisce alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina la possibilità di porgere domande al testimone dell’accusa e, per due volte, la richiesta delle Autorità religiose di liberazione dall’isolamento, in cui è detenuta dallo scorso venerdì, 5 Agosto. Ammessi marito e figlia come difensori. La reazione dell’Ambasciatore UE e l’unità del campo arancione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo il bavaglio e le manette una misera ricompensa che la dice lunga sulla regolarità del processo. Nella giornata di lunedì, 9 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko si è vista negare la possibilità di interrogare il testé, il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko: persona importante, in quanto Ambasciatore a Mosca nel periodo delle trattative del gas con la Federazione Russa del gennaio 2009, nel corso delle quali l’ex-Primo Ministro avrebbe compiuto un abuso d’ufficio per cui è ora imputata – assieme all’accusa, ad esso correlata, di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje.

L’ordine del giovane giudice, Rodion Kirejev, è stato accolto con sollievo dall’accusa, i cui precedenti testimoni hanno – con la sola eccezione del Primo Ministro, Mykola Azarov – evidenziato l’innocenza di Julija Tymoshenko. Inoltre, il PM ha rigettato ben due richieste di liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione dalla detenzione in isolamento, giudicata una misura illiberale e troppo severa per le imputazioni: la prima è stata esposta dall’avvocato difensore, Jurij Sukhov, la seconda, invece, dai vertici della Chiesa Ortodossa del Partiarcato di Kyiv, di quella battista-evangelica, di quella Romano-Cattolica, ed appoggiata dall’incaricata governativa per la Difesa dei Diritti Umani, Nina Karpachova.

Infine, forse per compensare tali decisioni impopolari, Kirejev ha accettato una terza istanza circa la riammissione nel team della difesa dell’avvocato precedentemente escluso Mykola Siryj, e del marito e della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, e Jevhenija Karr: il Codice Giuridico ucraino consente ai famigliari di ricoprire il ruolo di avvocato pur non essendo legali di professione – del resto è così anche per l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altra vittima di un processo politico, detenuto in isolamento, e difeso dalla moglie – e, nel caso del’Anima della Rivoluzione, si tratta di una misura indispensabile, dal momento in cui solo agli stretti parenti di chi è detenuto in massima sicurezza sono permesse visite giornaliere, che, ora, sono l’unico momento utile per concordare la strategia difensiva.

Ambasciatore UE: “Julija Tymoshenko processata per avere salvato l’Europa”

Una situazione molto poco occidentale che ha turbato la platea, composta da giornalisti, deputati nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – e rappresentanti delle ambasciate di Francia, USA, Germania, e Svezia. Oltre ad essi, l’Ambasciatore dell’Unione Europea, José Manuel Pintu Teixeira, che, sconvolto, ha abbandonato la seduta anzitempo, e, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja, sottolineato come Julija Tymoshenko sia processata de facto per aver salvato l’Europa da un’ennesima possibile Guerra del Gas con la Russia, realmente ad un passo dalla chiusura dei rubinetti.

Reazione anche dalla piazza, dove, malgrado il divieto delle Autorità e la pressione delle forze speciali di polizia, i sostenitori dell’ex-Primo Ministro accampati sul centrale Khreshchatyk hanno raggiunto quota 200, e trascorso la terza notte nella tendopoli installata presso il Tribunale Pechers’kyj. Inoltre, i Partiti dell’Opposizione Democratica hanno ufficializzato la creazione del Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello elettorale composto, oltre che da Bat’kivshchyna, anche dal Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, dal Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, dalla Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, da Nasha Ukrajina di Viktor Jushchenko, da Narodna Samooborona di Jurij Lucenko, dalla Jevropejs’ka Partija di Mykola Katerynchuk, e da Reformy i Porjadok dell’attuale Primo Ministro del governo-ombra, Serhij Soboljev.

E stato lui ad indicare la prima mossa comune del neonato cartello elettorale: la convocazione di una seduta straordinaria della Verkhovna Rada per chiedere conto del processo a Julija Tymoshenko al referente del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un procedimento, giudicato anche a livello internazionale – dall’Occidente, e persino dai russi – politicamente motivato.

Matteo Cazzulani