LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

VIKTOR JANUKOVYCH CONTINUA LA SUA VENDETTA: JURIJ LUCENKO RESTA IN CARCERE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 18, 2012

La Corte d’Appello di Kyiv conferma la condanna a 4 anni di detenzione per l’ex-Ministro degli Interni dei governi arancioni: protagonista della lotta contro la corruzione e i brogli elettorali perpetrati dall’establishment dell’attuale Presidente ucraino. Rigettata la decriminalizzazione degli articoli per cui è stata condannata la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, nonostante gli appelli dell’Occidente

L’ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Bruxelles espone le sue preoccupazioni, ma Kyiv continua a cedere alla tentazione autoritaria. Nella giornata di mercoledì, 16 Maggio, la Corte d’Appello della Capitale ucraina ha rigettato il ricorso esposto dagli avvocati dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, contro la condanna a 4 anni di detenzione, più tre di estromissione dalla vita politica, emessa lo scorso 27 Febbraio dal Tribunale Pechers’kyj.

Il giudice, Ivan Rybak, si è limitato a comunicare la conferma della sentenza di primo grado, senza aggiungere dettagli a supporto di tale decisione. Per questa ragione, l’Avvocato difensore dell’ex-Ministro degli Interni, Ihor Fomin, ha dichiarato l’intenzione di ricorrere in Cassazione e presso la Corte Europea per i Diritti Umani.

Accusato di abuso d’ufficio, gestione illecita di denaro statale, e innalzamento ingiustificato della pensione al suo autista, Lucenko è stato arrestato presso la propria abitazione il 26 Dicembre 2010: da allora – detenuto in isolamento pur in assenza di un verdetto che ne certificasse la colpevolezza – è stato vittima di un processo in cui tutti i testimoni hanno illustrato la sua innocenza dinnanzi alle imputazioni sollevate dalla Pubblica Accusa.

La conferma della sentenza è una dimostrazione di come le Autorità di Kyiv intendano proseguire sulla strada della vendetta politica nei confronti di esponenti dell’Opposizione Democratica attivi durante la Rivoluzione Arancione: processo democratico con cui, nel 2004, gli ucraini si sono ribellati ai brogli elettorali durante le elezioni presidenziali che avrebbero dovuto garantire il potere all’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Lucenko in particolare, nell’ambito dei governi arancioni ha ricoperto la guida del Ministero degli Interni. Questo ruolo gli ha permesso di condurre una lotta contro la corruzione e gli interessi monopolistici dei grandi industriali del Paese che, ieri come oggi, sponsorizzano il Partija Rehioniv: il Partito, oggi al potere in Ucraina, a cui, oltre al Presidente Janukovych, appartengono il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i titolari di Dicastero.

Oltre al quella dell’ex-Ministro degli Interni, continua anche la prigionia della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko: guida della Rivoluzione Arancione, condannata, lo scorso 11 Ottobre, a sette anni di detenzione in isolamento per la firma, nel Gennaio 2009, durante l’ultimo suo premierato, di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Dinnanzi al ruolo ricoperto dalla Tymoshenko, e alle gravi condizioni di salute di cui è affetta, la Comunità Internazionale ha condannato a più riprese quella che appare come una palese operazione politica volta ad eliminare dalla vita interna del Paese il principale concorrente del Presidente Janukovych.

Ciò nonostante, sempre martedì, 16 Maggio, il Parlamento ucraino ha rigettato una proposta di legge della minoranza atta a decriminalizzare gli articoli 364 e 365 del Codice Penale ucraino: due punti del regolamento giudiziario, provenienti direttamente dalla legislazione dell’epoca sovietica, in base ai quali la Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata.

Azarov ignorato a Bruxelles

Dinnanzi al regresso della democrazia in Ucraina, risoluta è stata la posizione dei vertici UE, che, insieme a Stati Uniti, Consiglio d’Europa, NATO, ONU, Australia e Canada, a più riprese ha richiesto la liberazione della Tymoshenko, e per questa ragione ha bloccato i lavori per il varo dell’Accordo di Associazione e della Zona di Libero Scambio tra Bruxelles e Kyiv.

Inoltre, il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, e il Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, hanno boicottato l’ultima visita a Bruxelles del Premier Azarov, mentre il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ha preparato l’invio di esperti UE per monitorare l’iter giudiziario a cui la Leader dell’Opposizione Democratica è ancora soggetta.

Oltre al ricorso in Cassazione per la prima condanna, la Tymoshenko sta affrontando un secondo procedimento in cui è accusata di evasione fiscale durante la presidenza del colosso energetico JEESU: presieduto alla metà degli anni Novanta prima del suo ingresso in politica.

Affetta da un’ernia al disco trascurata dalle Autorità carcerarie, la Leader dell’Opposizione Democratica ha ottenuto il permesso di essere curata da un medico di sua fiducia, il tedesco Lutz Harms, solo dopo uno sciopero della fame di due settimane: iniziato dopo avere subito percosse da agenti di polizia presso la sua cella.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: NUOVE ACCUSE ALL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 23, 2011

L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, accusato di utilizzo del danaro statale per l’attività elettorale di Bat’kivshchyna. Nessuna possibilità di replica per l’Opposizione Democratica, continuamente vittima di repressione

 

L'ex ministro dell'economia, Bohdan Danylyshyn

Dopo i processi politici, le accuse in prima serata. Ovviamente, senza contraddittorio. Nella serata di venerdì, 21 Gennaio, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, è stato accusato di utilizzo di danaro pubblico per la campagna elettorale.

 

A formulare il teorema, il Capo dell’Ispezione Finanziaria Statale dell’Ucraina, Petro Andrjejev. Abile, nell’approfittare della diretta tv dallo Shuster Live, per accusare l’ex titolare di dicastero di aver dirottato fondi per il pagamento delle pensioni al finanziamento delle attività del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna.

 

Per Danylyshyn, alcuna possibilità di replica. Il Porta a Porta ucraino – appuntamento imprendibile per chi segue la politica di Kyiv – ben si è visto dal concedere spazio al suo avvocato, Ihor Fomin. Né dall’interpellare l’ex-Ministro.

 

La stessa Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è stata esclusa dalla trasmissione, solo il giorno prima. Nonostante, fosse stata invitata ufficialmente.

 

Fatti vs asserti

 

Dunque, a dare diritto di replica al campo democratico, ci pensa la Voce Arancione. Con il solo ausilio dei fatti.

 

Di accuse ai danni di una decina di esponenti dell’entourage dell’anima della Rivoluzione Arancione ne sono state confezionate a iosa. Spesso, senza prove concrete. Ma con l’infausta conseguenza dell’incarceramento degli interessati. Subito processati da dietro le sbarre, come bestie allo zoo.

 

Chi non è al fresco, Bohdan Danylyshyn. Il quale, riparato in Repubblica Ceca, ha ottenuto asilo politico, in quanto perseguitato in Patria.

 

Oltre a lui, Julija Tymoshenko, costretta ad interrogatori in Procura, per rispondere dell’accusa di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali. E di acquisto irregolare di vaccini, e 27 autoambulanze.

 

L’ennesimo processo politico, che incolpa l’ex-Primo Ministro per avere pagato le pensioni. E provveduto al miglioramento della sanità.

 

Condanna dell’uso sistematico della magistratura contro gli avversari è stata espressa da Unione Europea e Stati Uniti d’America.

 

Inoltre, l’autorevole rating di Freedom House ha escluso l’Ucraina – unico caso nel 2010 – dagli Stati Pienamente Democratici. Quello di Reportères sans Frontières, sulla Libertà di Stampa, l’ha retrocessa di 42 posizioni.

 

Il tutto, da quando al potere è salito l’attuale Presidente, Viktor Janukovych. Considerato, dall’Opposizione Democratica, e dalle organizzazioni internazionali, responsabile della pressione su dissidenti politici, e media indipendenti.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: USA DURI CON JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 22, 2011

Washington pronta ad azioni per tutelare la Libertà sulle rive del Dnipro. La Corte Europea rimprovera Kyiv per mancato rispetto dei Diritti Umani

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Dopo l’Europa, anche gli USA si svegliano sull’Ucraina. Nella giornata di venerdì, 21 Gennaio, il Vice Segretario statunitense per la Democrazia ed i Diritti Umani, Thomas Melia, ha condannato il sistema giudiziario ucraino.

A colloquio con la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, il diplomatico USA ha espresso turbamento dinnanzi alla repressione in atto su società civile, media indipendenti e pruralismo partitico.

“Washington osserva con preoccupazione quanto avviene a Kyiv — ha affermato Melia — ed interverrà con opportuni comunicati. L’utilizzo della giustizia, per colpire avversari politici, è da disprezzare, in ogni Paese democratico”.

Lo sa bene l’interlocutore di Melia, ex-Primo Ministro, sotto processo per uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini e 27 autoambulanze.

Accuse prive di senso, che hanno revocato il Diritto d’Espatrio a Julija Tymoshenko. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario.

All’esponente americano, l’anima della Rivoluzione Arancione ha ribadito che lo scopo del suo impegno politico è il rafforzamento della democrazia, del rispetto dei Diritti Umani, e dell’integrazione europea del Paese.

A conferma del turbamento USA, poche ore più tardi, la prima puntata dell’anno del Shuster Live. Il Porta a Porta ucraino è stato teatro di violazioni delle più basilari regole della par condicio.

Pur avendo come oggetto la concessione da parte della Repubblica Ceca dell’asilo politico all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, il suo avvocato, Ihor Fomin, non ha avuto diritto di replica alle accuse della maggioranza. Che, in compenso, ha monopolizzato la trasmissione.

L’ennesimo scandalo attorno al talk-show, che, solo il giorno prima, ha revocato la patecipazione a Julija Tymoshenko, precedentemente invitata.

Un atto, come sottolineato da una nota del principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, che aggiunge Shuster Live alla lunga lista di programmi che censurano sistematicamente la sua Leader.

Un’ordine, come commentato dalla forza politica, emanato direttamente dal Presidente, Viktor Janukovych.

La condanna di Strasburgo

A rimproverare i governanti sulle Rive del Dnipro, e a dare ulteriore supporto alla condanna USA, anche la Corte Europea, che ha condannato Kyiv per sistematica infrazione del rispetto dei Diritti Umani e delle Libertà.

Nello specifico, ad essere contestata è la mancata realizzazione di sentenze su cui lo Stato ha la responsabilità. Nel solo 2010, il Tribunale continentale ha emanato 109 sentenze simili sull’Ucraina.

Come sottolineato dal Deputato Nazionale di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Jurij Karmazin, la loro continua mancata realizzazione rischia di compromettere la presenza di Kyiv nel Consiglio d’Europa.

“Le leggi ad hoc ci sono — ha illustrato il politico dell’Opposizione Democratica, membro della Commissione Giustizia — devono solo essere rispettate”.

Matteo Cazzulani