LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO SPIEGA I VANTAGGI DELLA ZONA DI LIBERO SCAMBIO CON L’UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 17, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina favorevole un avvicinamento all’Unione Europea per garantire lo sviluppo e l’Indipendenza di Kyiv. Mosca preme sul gas

La leader dellOpposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lo sviluppo ed il futuro da una parte. Dall’altra, gas e pragmatismo. Queste le due prospettive che ben sintetizzano la situazione politica attuale a Kyiv. A rappresentarle, due posizioni, emerse sabato, 16 Aprile.

In favore della Zona di Libero Mercato con Bruxelles la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. La quale, in una nota, riportata dall’autorevole UNIAN, ha definito l’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka come la perdita degli interessi nazionali, dell’autonomia economica del Paese, ed avvio della sottomissione politica al Cremlino.

Infatti, è la Russia il vero soggetto egemone di una sorta di CEE euroasiatica. In cui, oltre a mancare un organismo decisionale aperto, Mosca conta per il 57%, Astana per il 21,5%, e Minsk per il 21,5%.

Molti, invece, i pro della Zona di Libero Scambio con l’Unione Europea. In primis, la maggiore collegialità, e la possibilità di ricorrere all’Arbitrato Internazionale, su decisioni che penalizzano un determinato Paese.

In aggiunta, l’ingresso nel progetto russo comporterebbe l’isolamento internazionale, con l’espulsione dell’Ucraina dall’Organizzazione Mondiale del Commercio. Uno dei maggiori risultati dei governi arancioni. Molti dei quali, guidati da Julija Tymoshenko.

Inoltre, con Bruxelles è possibile negoziare clausole ad hoc per rispettare le caratteristiche del mercato interno ucraino. E non, come invece preventivato nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka, l’imposizione a diversi Stati di un unico modello centralizzato, disattento delle specificità locali.

Dunque, una Zona di Libero Mercato con l’UE che non minaccia affatto l’Ucraina. Concorde con l’anima della Rivoluzione Arancione, il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko, che diverse volte ha individuato nell’UE una priorità.

A non vederla alla stessa maniera, il Presidente, Viktor Janukovych, favorevole ad un’Integrazione federata nell’Unione Doganale Euroasiatica. Una clausola 3+1. La quale, secondo i suoi piani, consentirebbe a Kyiv di associarsi a Mosca, senza chiudere con Bruxelles. Tuttavia, l’incompatibilità tra i due progetti è stata evidenziata sia dall’Unione Europea, che dalla Federazione Russa.

L’oro blu di Mosca

Ed è proprio dal Ministro dello Sviluppo Economico della Russia, Andrej Klepach, che è arrivata la risposta alle tesi della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina. Il politico ha garantito prezzi inferiori per il gas, qualora Kyiv dovesse optare per l’Unione Doganale di Mosca.

Sempre secondo Klepach, nella CEE euroasiatica vige un particolare sistema di tariffe, che, scindendo il costo dell’oro blu importato da quello per il trasporto, garantirebbe ai partner di Mosca una bolletta meno cara di quella odierna.

Lecito ricordare che promesse di sconto sul gas già sono state esternate. Invano. Non ultima, quella legata agli Accordi di Kharkiv. Con cui, lo scorso anno, Janukovych ha concesso il prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero in territorio ucraino, fino al 2042. In cambio della promessa di un decremento del 30% del gas, mai realizzato.

Al contrario, lo scorso Primo di Agosto, la tariffa per l’oro blu alla popolazione è aumentata repentinamente del 50%.

Matteo Cazzulani

GUERRA ENERGETICA: L’UCRAINA AVANTI SU GAS E NUCLEARE

Posted in Guerra del gas, Ukraina by matteocazzulani on April 1, 2011

La nuova strategia di sviluppo economico preventiva finanziamenti per ristrutturazione e costruzione di nuove centrali atomiche, ma tagli al carbone. Previsto aumento el 30% per il gas per l’ottenimento del prestito del Fondo Monetario Internazionale. Modello polacco per la riforma previdenziale

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Al nucleare nessuna aleternativa. Nella giornata di giovedì, 31 Marzo, il governo ucraino ha presentato il nuovo piano di sviluppo energetico. Un programma complesso, ancora tutto da emendare. Basato, tuttavia, su solidi obiettivi, quali investimenti su nucleare, ed idroelettrico.

Nello specifico, Kyiv ha previsto 780 miliardi di Hryvnje per la ricostruzione, e la messa in sicurezza, dei siti di proprietà delle compagnie Enerhoatom, Ukrenerho, ed Ukrhidroenerho. Nel contempo, è stata preventivata la costruzione di altri 4 reattori nella centrale atomica di Khmel’nyc’kyj.

Il documento corregge la rotta impressa, nel 2006, dal Governo Jekhanurov — formato da Nasha Ukrajina e socialisti, con l’appoggio esterno del Partija Rehioniv, voluto dall’allora presidente, Viktor Jushchenko, dopo aver dimissionato Julija Tymoshenko — secondo la quale l’Ucraina, entro il 2030, avebbe dovuto implementare non solo gli investimenti nel nucleare, ma anche nel carbone.

Oro blu sempre più caro

Alla base della rivista strategia, supportata dal Premier, Mykola Azarov, ma contrastata dall’Opposizione Democratica per i troppi lati oscuri circa i finanziamenti, il gas. Kyiv dipende fortemente dall’oro blu di Mosca, al punto da programmare l’aumento dello sfruttamento dei propri giacimenti. Peraltro, in collaborazione con la compagnia italiana ENI.

In aggiunta, l’Ucraina ha preventivato un aumento del 30% della bolletta del gas per la popolazione, necessario per l’ottenimento della terza tranche del prestito del Fondo Monetario Internazionale.

L’ennesimo incemento, dal momento in cui, sempre per ottenere la prima rata del finanziamento FMI, già lo scorso Primo di Agosto il governo ha varato l’aumento del gas per l’uso privato del 50%.

Una decisione clamorosa, che ha provocato la protesta della popolazuione, disorientata dal precedente sconto ottenuto dalla Federazione Russa, con gli Accordi di Kharkiv. In cambio, il Presidente, Viktor Janukovych, ha concesso il prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero in Crimea, fino al 2042.

Noto anche come programma Stand By, il prestito del Fondo Monetario Internazionale prevede l’erogazione all’Ucraina di 8 tranche da 15,5 miliardi di Dollari ciascuna, previo raggiungimento di determinati obiettivi.

Per ottenere il prossimo, l’FMI già ha informato il governo ucraino della necessità di riformare il sistema pensionistico. Il Vice-Premier, e Ministro per gli Affari Sociali, Serhij Tihipko, incaricato della faccenda, ha dichiarato di guardare ad Occidente. Sopratutto, al modello polacco.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: ACCORDO ITALO-UCRAINO PER IL MAR NERO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 29, 2011

L’ENI si accorda con Kyiv per l’estrazione di metano al largo della Crimea, e l’individuazione di nuovi giacimenti. Si inasprisce il contrasto tra il Southstream ed il Nabucco

I percorsi del Southstream e del Nabucco

Oltre al pallone il metano. Nella giornata di lunedì, 28 Marzo, ad unire Italia ed Ucraina non è stato solamente l’arrivo della rappresentativa campione del Mondo, per l’incontro amichevole di calcio, ma anche un importante importante accordo energetico.

Alla presenza del Ministro dell’Energia, Mykola Zlochevs’kyj, Kyiv si è accordata con la compagnia italiana ENI per l’estrazione di gas metano nel Mar Nero.

Il memorandum prevede anche lo studio di nuove modalità di inividuazione, e reperimento, dell’oro blu in altre zone, attraverso un’intensa collaborazione.

Soddisfazione da ambo le parti. Sopratutto da quella ucraina. Che, così, procede nella propria politica energetica, basata sull’intensivo sfruttamento dei giacimenti di gas sul proprio territorio.

Obiettivo, l’alleggerimento della dipendenza dalla Russia. Con cui l’Ucraina, malgrado le onerose concessioni politico-militari — prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero a Sebastopoli fino al 2042, in cambio di un risibile sconto sulle tariffe — non è riuscita a negoziare tariffe convenienti.

Ancora concorrenza tra Southstream e Nabucco

Ed è proprio Mosca il convitato di pietra dell’accordo ENI-Kyiv. La compagnia italiana è uno dei principali partner del monopolista russo dell’oro blu, Gazprom. Con cui, tra gli altri progetti, ha ideato, e finanziato, il Southstream.

Un gasdotto sottomarino, concepito per inviare gas in Europa Occidentale, bypassando Paesi ritenuti inaffidabili dal Cremlino, quali Moldova, Romania, ed Ucraina.

Un piede in due scarpe, sembrerebbe. Anche se la presenza di ENI nel Gasdotto Meridionale si è leggermente offuscata, a causa del recente ingresso di nuovi soci.

Oltre alla francese Suez-Gaz de France, ed alle compagnie statali dei Paesi interessati — Grecia, Macedonia, Bulgaria, ed Austria — per volere di Mosca è stato rinsaldato il ruolo di Serbia e Slovenia, ed inserita la tedesca Wintershall. La quale, assieme alla già presente RWE, ha rafforzato la componente teutonica nel gasdotto russo-italiano.

Per contrastare il Gasdotto Ortodosso — come è nominato il Southstream — l’Unione Europea ha sposato il Nabucco. Un gasdotto, sempre sottomarino, che trasporterà oro blu centroasiatico attraverso il mediterraneo, saltando il territorio russo.

Oltre a Bruxelles, appoggio politico all’infrastruttura di verdiana denominazione è garantito dal consorzio AGRI — Azerbajdzhan, Georgia, Ungheria, e Romania. Quello economico, da un consorzio compartecipato dalle compagnie romena Transgaz, ungherese MOL, austriaca OMV, turca BOTAS, tedesca RWE, e bulgara Bulgargaz.

A confermare l’importanza per l’Unione Europea del Nabucco per diminuire la dipendenza dalla Russia, le dichiarazioni all’autorevole AFP del Commissario all’Energia, Gunter Oettinger.

“Riteniamo i russi dei partner importanti — ha evidenziato — ma per ciò che riguarda il gas da paesi terzi, l’UE non deve essere obbligata a dipendere dalla Federazione Russia come intermediario. Per l’oro blu azero e turkmeno c’è una via più breve”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: OPPOSIZIONE DEMOCRATICA PER LA CANCELLAZIONE DEGLI ACCORDI DI KHARKIV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 28, 2011

Il Deputato Nazionale Andrij Parubij ha presentato una mozione di condanna dei patti con cui il Presidente, Viktor Janukovych, ha prolungato la presenza dell’esercito russo in Crimea fino al 2042

Il parlamentare dell'Opposizione Democratica, Andrij Parubij

Spallata al governo, sul tema più spinoso. E’ questa l’intenzione dell’Opposizione Democratica. Che, lo scorso venerdì, 25 Marzo, ha registrato in Parlamento una mozione di denuncia degli Accordi di Kharkiv.

Iniziatore, il Deputato Nazionale di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Andrij Parubij, a cui si sono aggiunti molti colleghi di partito. E del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, il principale gruppo dell’Opposizione Democratica.

Secondo il documento, gli Accordi sarebbero illegali, poiché la Costituzione Ucraina, sul suolo Patrio, non consente l’installazione di basi militari straniere. E prevede lo stazionamento di eserciti di altri Paesi solo a carattere temporaneo, e limitato.

Inoltre, essi sono stati ratificati dalla Rada, senza il parere della Corte Costituzionale, come richiesto dal regolamento parlamentare.

Il provvedimento è stato inserito tra le tematiche delle prossime Sedute Plenarie del Parlamento. Ma, stando alle cifre, difficilmente l’Opposizione Democratica riuscirà nell’annullamento di un patto che, come illustrato da Parubij, minaccia la sicurezza nazionale, energetica, e politica del Paese.

La messa in pericolo dell’Indipendenza Nazionale Ucraina

Stretti nell’ex-Capitale dell’Ucraina Sovietica, lo scorso 21 Aprile, dai Presidenti di Ucraina e Russia, Viktor Janukovych, e Dmitrij Medvedev, gli Accordi prevedono il prolungamento fino al 2042 della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero in Crimea.

In cambio, Mosca ha conesso a Kyiv un risibile sconto sul gas. Successivamente, vanificato dall’aumento del 50% della bolletta per la popolazione. Stabilito dal Governo, con scarso preavviso, lo scorso Primo di Agosto.

I patti, poi, sono stati ratificati dalla Rada il 27 Aprile, in una seduta surreale. Per evitare la cessione di parte della sovranità nazionale sul proprio territorio, l’Opposizione Democratica ha organizzato persino una coreografia, con bandiere ucraine, fumogeni, e lancio di uova, all’indirizzo dello Speaker, Volodymyr Lytvyn.

Il quale, malgrado la forte contrarietà di una parte dell’aula, e del Popolo ucraino, ha aperto il voto, e consentito l’approvazione in prima ed unica lettura.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: GAS E TELEFONIA RAVVIVANO LO SCONTRO POLITICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 12, 2011

Il Primo Minitro, Mykola Azarov, elogia il lavoro del primo anno del suo governo. La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, attacca gli aumenti delle bollette e la politica economica del Presidente, Viktor Janukovych

Il primo ministro ucraino, Mykola Azarov

Stabilità economica, pensioni più alte, standard di vita migliori, e fiducia in banche e business. E’ un Paese dei sogni quello presentato dal Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, dopo un anno di governo.

Oltre agli obiettivi già raggiunti, il Capo dell’esecutivo ha promesso l’aumento di entrate, e depositi in istituti di credito per ogni cittadino.

Non solo tinte cangianti, però. Dal momento in cui le imposte per i servizi comunali — luce, acqua, e riscaldamento — sono aumentate in maniera notevole negli ultimi mesi, generando proteste tra la popolazione.

Tutta colpa del precedente governo di Julija Tymoshenko, ha spiegato Azarov, e dei suoi accordi con il collega russo, Vladimir Putin, per l’importazione di gas a prezzi onerosi.

In cambio, come ha insinuato il Primo Minisro ucraino, l’anima della Rivoluzione Arancione avrebbe ottenuto il congelamento del debito contratto dalla JESU — compagnia energetica da lei gestita prima del suo ingresso in politica.

Congetture negate dalla diretta interessata, che in una conferenza stampa ha illustrato come, grazie agli accordi da lei stretti, nel Gennaio 2009, l’Ucraina si sia assicurata l’oro blu, evitando l’ennesima guerra del gas con Mosca.

Inoltre, seppur onerose, le tariffe da lei concordate risultano comunque inferiori rispetto a quanto oggi pagato dagli Ucraini per il medesimo gas russo, 300 Dollari per mille metri cubi, contro i 228 di prima.

Una situazione a cui si è arrivati malgrado lo sconto ottenuto dal Presidente Russo, Dmitrij Medvedev, in cambio del prolungamento della permannza dell’esercito russo in Crimea, concesso dal Presidente, Viktor Janukovych, a Kharkiv, lo scorso Maggio.

Proprio il Capo di Stato sarebbe, per la Leader dell’Opposizione Democratica, il vero amministratore del Paese, di cui Azarov rappresenta la longa manus.

“Circola la convinzione — ha dichiarato Julija Tymoshenko — che Janukovych sia il primo Presidente delle riforme. Finora, le uniche sono una pista di decollo per gli elicotteri, 50 mila Dollari per il restauro della residenza del Capo di Stato, ed aiuti ai grandi imprenditori a lui vicini”.

L’affare Ukrtelekom e le dimissioni di Azarov

A prova di questa sua convinzione, la cessione di Ukrtelekom alla società ESU, per 10,575 miliardi di Hryvnje. Un prezzo stracciato, che ha fatto perdere allo Stato 4 miliardi di Dollari, concesso ad una compagnia controlata da ambienti vicini al Presidente.

Ad avvalorare la valutazione di Julija Tymoshenko, il politologo Volodymyr Fesenko, secondo cui gli incrementi di imposte comunali e bollette per l’oro blu potrebbero spingere Janukovych a dimissionare Azarov.

Ad incalzarlo, anche le proteste di organizzazioni non governative e di categoria, contrarie alla politica economica del governo da lui nominato.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: TRA RUSSIA, UCRAINA E POLONIA ANCORA CRISI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 23, 2011

Gazprom, verso un incremento delle tariffe al vicino, chiede a Kyiv la cessione dei suoi gasdotti. Varsavia esige da Naftohaz il ripristino delle forniture di oro blu, interrotte per soddisfare la domanda interna, senza dipendere da Mosca

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Modernizzazione solo dopo la cessione. Il monopolista russo del gas, Gazprom, ha dettato le proprie condizioni, per ristrutturare il sistema infrastrutturale energetico ucraino. Mosca aiuterà l’Ucraina, ma solo dopo aver ottenuto la gestione dei suoi gasdotti.

Valutata più di 300 milioni di Dollari, ma tutta da modernizzare, la conduttura principale, l’Urenhoj-Pomary-Uzhhorod, è stata presentata, da Kyiv a Mosca, come la via più sicura, ed economica, per esportare oro blu agli acquirenti dell’Europa Occidentale.

Ai quali, tralaltro, Gazprom ha concesso di recente sconti sulle tariffe. Non così, per l’Ucraina. Come comunicato dal Capo del monopolista, Aleksej Miller, Kyiv già paga un prezzo di favore, che non è escluso possa aumentare.

Nessuna risposta da Naftohaz, senza argomenti per dissuadere i russi dalla costruzione del Southstream: gasdotto sottomarino, con cui Gazprom, in collaborazione con l’italiana ENI, intende rifornire l’Europa Occidentale, bypassando proprio l’Ucraina.

Inoltre, per quanto riguarda le tariffe, Kyiv già ha imposto un vertiginoso aumento della bolletta per la popolazione del 50%, lo scorso Primo di Agosto. E questo, nonostante il Presidente, Viktor Janukovych, abbia ottenuto un ribasso sull’oro blu dal suo collega russo, Dmitrij Medvedev, in cambio del prolungamnto della presenza dell’esercito del Cremlino in Crimea, fino al 2042.

Oro blu per i polacchi

Trattative intricate, che hanno coinvolto anche la Polonia. Dallo scorso Primo di Gennaio, Naftohaz ha interrotto l’erogazione di gas al Paese UE, per soddisfare la crescente domanda interna, attingendo da risorse proprie.

Varsavia ha richiesto l’immediato ripristino del flusso di oro blu. Ed il rispetto del contratto, che la lega a Kyiv fino al 2020.

Siglato nel 2004, l’accordo prevede la fornitura alla compagnia statale polacca PGNiG di 180 milioni di metri cubi di gas all’anno.

Un vero e proprio problema per Naftohaz. Che, per per onorare i patti, non può contare sul surplus derivante dall’oro blu importato da Gazprom. Il contratto con Mosca glielo vieta.

Matteo Cazzulani

WIKILEAKS: OBAMA DIETRO I PROVVEDIMENTI DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 9, 2010

Gli Stati Uniti avebbero indicato all’Ucraina le misure da approvare per poter acedere al prestito del Fondo Monetario Internazionale

Il presidente USA, Barack Obama

L’icona della speranza e del cambiamento avrebbe innalzato la bolletta del gas per gli ucraini. Secondo le recenti rivelazioni di WikiLeaks, ad avere dettato l’agenda politica ucraina degli ultimi tempi sarebbe stata l’Amministrazione USA. Una decina di punti, da realizzare per ottenere il prestito del Fondo Monetario Internazionale, su cui il parere positivo di Washington è stato determinante.

Nello specifico, il sito più temuto dalle diplomazie del pianeta ha riportato la notizia di un carteggio tra il funzionario dell’ambasciata USA di Kyiv, John Tefft, e la Casa Bianca, che avrebbe definito le riforme, necessarie all’Ucraina per la riscossione dei 15,15 miliardi di Dollari del FMI.

In primis, innalzamento dell’età della pensione, di almeno due anni per gli uomini, tre per le donne, e la cancellazione del prepensionamento. In seguito, l’incremento del prezzo del gas, del 50% per le aziende municipali, del doppio per i privati cittadini.

Altri suggerimenti, l’innalzamento delle accise sulla benzina a 60% euro, la cancellazione dell’esenzione al pagamento dell’IVA per le farmacie, e l’eliminazione delle agevolazioni fiscali per piccola e media impresa. Infine, privatizzazione delle grandi fabbriche statali, e taglio del numero di ministeri e funzionari statali.

I fatti confermano

Il presidente ucraino, Viktor janukovych

Tutti i punti sono stati attuati, o in via di realizzazione. Lo scorso agosto, il governo ha innalzato la bolletta del gas per la popolazione del 50%, senza alcun preavviso. E nonostante il Presidente, Viktor Janukovych, avesse ottenuto dalla Russia uno sconto sull’oro blu, in cambio del prolungamento della presenza in territorio ucraino della Flotta Russa del Mar Nero, fino al 2042.

Di recente, un contestato Codice Fiscale ha eliminato le facilitazioni per piccola e media impresa, introdotte dall’ultimo governo arancione di Julija Tymoshenko, per agevolare un ceto cruciale per la ripresa dell’economia ucraina.

Nel contempo, il documento ha concesso sgravi fiscali ai grandi imprenditori, sponsor del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Il bilancio, presentato mercoledì, 8 dicembre, prevede il taglio delle spese per l’amministrazione statale. Infine, a breve sarà approvata una riforma delle pensioni, che innalzerà l’età di fine lavoro a 65 anni per gli uomini, 60 per le donne. In uno Stato, dove la vita media è fissata intorno ai 63 anni.

La scorsa estate, il FMI ha accordato il prestito a Kyiv, spalmato in tre tranche.

Finora, dagli interessati nessun commento.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’ORO NERO DALL’AZERBAJDZHAN DOPO QUELLO BLU DALLA RUSSIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 28, 2010

Kyiv aumenta l’importazione di nafta azera, dopo aver rinnovato le forniture di gas russo. Baku vicina alla compartecipazione dell’oleodotto Odessa-Brody

L'incontro tra il presidente ucraino, Viktor Janukovych, ed il suo collega azero, Il'kham Alijev. FOTO 5 KANAL

Nafta azera e gas russo riscalderanno l’inverno ucraino. Nella giornata di giovedì, 28 ottobre, i Presidenti dell’Ucraina, Viktor Janukovych, e dell’Adzherbajdzhan, Il’kham Alijev, hanno concordato l’aumento delle forniture di nafta centroasiatica.

L’oro nero di Baku, importato da Kyiv, aumenterà di un milione di tonnellate, e sarà trasportato fino al cuore dell’Europa per mezzo dell’oleodotto Odessa-Brody, nuovamente sfruttato verso nord – dalla città portuale al centro galiziano.

Un accordo vantaggioso per ambo le parti. Dal momento in cui, se l’Ucraina necessita di diversificare le proprie forniture, l’Azerbajdzhan punta al medesimo obiettivo per le sue esportazioni.

Per questa ragione, Alijev ha illustrato come sia fondamentale la partecipazione del suo Paese alla gestione dell’Odessa-Brody, ed ai lavori per il suo prolungamento fino alla città polacca di Plock. A tale pro, e per coadiuvare i rilievi tecnico-scientifici, da Baku è stata creata la compagnia Sarmatija.

“L’Azerbajdzhan e l’Ucraina – ha illustrato Alijev – non sono collegate da alcun gasdotto diretto. Ad oggi, la nafta estratta nel Caspio arriva a Kyiv tramite lo snodo di Ceyan [nella Turchia meridionale, n.d.a.]. E troppo distante, occorre tagliare le spese, e rendere il transito più effettivo”.

Costruito nel 2001per allentare la dipendenza europea dalla Russia, l’Odessa-Brody avrebbe dovuto trasportare benzina azera nel cuore del Vecchio Continente. Ciò nonostante, l’ente organizzatore – il Corridoio Euro-Asiatico di Trasporto della Nafta – non è riuscito a reperire le risorse necessarie al suo prolungamento fino a Plock.

Inoltre, nel 2004, l’allora premier Janukovych ha disposto l’utilizzo dell’infrastruttura in senso inverso per importare nafta dal consorzio russo TNK-VR. E, così, soddisfare le richieste di Mosca.

Solo nel gennaio 2010, la Sarmatija è riuscita ad ottenere un finanziamento dall’UE per la realizzazione del tratto polacco, pari a 120 milioni di euro – il 25% del totale.

Le nuove tariffe della Russia

Il premier russo, Vladimir Putin

Se per Kyiv l’oro nero arriverà da Baku, quello blu proverrà da Mosca. In seguito al summit tra i primi ministri dei due Paesi, l’ucraino Mykola Azarov ed il russo Vladimir Putin, il Cremlino ha fissato a 235 dollari per metro cubo il costo del gas che la compagnia statale ucraina Naftohaz dovrà corrispondere al monopolista di Mosca Gazprom per i primi quattro mesi del Nuovo Anno.

La tariffa non ha subito variazioni sensibili rispetto alle scadenze precedenti. Tuttavia, per ottenerla, il governo ucraino ha pagato un prezzo altissimo sul piano della propria Indipendenza politica ed economica.

Lo scorso maggio, ha concesso il prolungamento dello stazionamento della Flotta russa del Mar Nero in Crimea fino al 2042. Poche settimane più tardi, ha avviato la procedura di fusione tra i due colossi nazionali del gas. Che, stando al parere della maggior parte degli esperti, porterà l’Ucraina alla perdita del controllo del proprio patrimonio infrastrutturale energetico.

Ciò nonostante, lo scorso Primo di agosto, la bolletta del gas per la popolazione ha subito un rincaro repentino del 50%.

Matteo Cazzulani