LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Europa: Juncker in testa nel totonomine per la Presidenza della Commissione Europea

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 27, 2014

Il Candidato PPE dichiara la volontà di creare una Grande Coalizione con PSE e ALDE. Cameron e Orban contrari alla nomina del politico lussemburghese

Una grande coalizione di popolari, socialisti e democratici, e liberal-democratici, aperta ai verdi, ma senza alcun appoggio esterno da parte delle forze euroscettiche e conservatrici. Così il candidato alla Presidenza della Commissione Europea del Partito Popolare Europeo -PPE- Jean Claude Juncker, ha presentato il suo progetto politico, dopo avere ricevuto l’investitura popolare con la vittoria del PPE nelle Elezioni Europee di Domenica, 25 Maggio.

Come dichiarato dall’ex-Premier lussemburghese, l’alta percentuale ottenuta dai Partiti euroscettici -che per via delle loro differenze interne difficilmente saranno in grado di costituire un gruppo unico in Parlamento- costringe il PPE a trovare partner di maggioranza nel Partito dei Socialisti Europei -PSE- e nell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei -ALDE.

All’interno della Grande Coalizione, da decidere è il ruolo che spetta al Candidato alla Presidenza della Commissione Europea del PSE, Martin Schulz, che, secondo indiscrezioni, potrebbe ottenere la Vicepresidenza con delega agli Affari Economici e Monetari.

Nel frattempo, prove di unità tra le due principali famiglie politiche europee è stata data dal Cancelliere austriaco, il socialdemocratico Werner Faymann, che ha dichiarato la necessità di tenere conto della volontà popolare dei cittadini e, quindi, di nominare Juncker Presidente della Commissione Europea.

Il gesto di Faymann, che ricorda l’appoggio dato nel 2009 dall’ex-Premier socialdemocratico spagnolo José Luis Zapatero al candidato dei popolari alla Presidenza della Commissione Europea, José Manuel Barroso, non è però condiviso né dal Primo Ministro britannico, il conservatore David Cameron, né dal Premier ungherese, Viktor Orban, che pure appartiene al PPE di Juncker.

L’opposizione di Cameron e Orban alla nomina di Juncker ha rimesso in discussione la possibile nomina alla Presidenza della Commissione Europea di un candidato alternativo all’ex-Premier lussemburghese.

Secondo indiscrezioni, oltre a un esponente ‘tecnico’, a rientrare in gioco per la Presidenza della Commissione Europea è il PSE Schulz, che potrebbe contare sull’appoggio del cancelliere tedesco Angela Merkel -il vero leader del PPE- in cambio di qualche concessione da parte della SPD a favore della CDU all’interno della Grande Coalizione che governa in Germania.

In Polonia vince la Piattaforma Civica

Nel frattempo, a rafforzare la nomina di un candidato PPE alla guida della Commissione Europea è la vittoria in Polonia della cristiano-democratica Piattaforma Civica che, nel conteggio definitivo dei voti, ha superato i conservatori di Diritto e Giustizia, dati in vantaggio fino al 93% delle schede scrutinate.

Secondo il dato definitivo, che tuttavia non cambia il numero dei seggi del Parlamento Europeo assegnati alle singole liste, la Piattaforma Civica -che è membro del PPE- ha ottenuto il 32% dei consensi, mentre Diritto e Giustizia -che appartiene al gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei ECR- il 31%.

A seguire, la colazione socialdemocratica SLD-UP -membro del PSE- è ferma al 9%, i contadini del PSL -membro PPE- si sono classificati quarti con il 7%, tanto quanto la Nuova Destra che, con il suo storico ingresso al Parlamento Europeo, va a rinforzare le fila delle forze euroscettiche in Parlamento.

Matteo Cazzulani
Analista di politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

GUERRA DEL GAS: AZAROV INVITA L’AUSTRIA A RINUNCIARE AL SOUTHSTREAM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 9, 2010

Ospite a Vienna, il Premier ucraino critica la politica energetica austriaca. Ed avanza la candidatura di Kyiv ad osservatore OPEC

Il primo ministro ucraino, Mykola Azarov

Un Primo Ministro imprudente, ed un Cancelliere davvero signore. Questi i due protagonisti del Forum Economico Viennese di Domenica, 7 novembre. Invitato d’eccezione, il Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, ha approfittato del suo intervento per bacchettare il padrone di casa, criticarne la politica energetica, ed invitarlo ad un radicale dietrofront.

Oggetto della richiesta, inusuale secondo le regole del bon ton internazionale, il Southstream. Un gasdotto, a cui l’Austria partecipa, progettato dal monopolista russo Gazprom per assicurare le forniture di oro blu ai clienti europei occidentali, bypassando Paesi insicuri agli occhi di Mosca, come Moldova, Romania ed Ucraina.

“Chiederemmo alla parte austriaca di rinunciare ad un’infrastruttura per noi scomoda – ha affermato Azarov – e di investire risorse nella ristrutturazione del sistema dei gasdotti ucraini. Non interferiremo nell’esportazione di gas russo ai clienti europei”.

Seppur dal punto di vista di Kyiv motivata, la forma dell’appello ha portato il Primo Ministro ucraino ad una rettifica quasi immediata. Nella conferenza stampa, successiva all’incontro privato con il Cancelliere austriaco, Werner Faymann, il Premier ha precisato di non aver invitato l’Austria a mutare la propria politica, e spiegato che il collega ha ribadito l’interesse del suo Paese a diversificare le forniture di gas. A prescindere da fornitore e tragitto del carburante importato.

Un vero signore, Faymann. Il quale, nonostante l’uscita, non ha rinunciato alla firma di accordi bilaterali austro-ucraini per una collaborazione in campo agricolo, e la costruzione di un’autostrada da Vienna a Leopoli.

Programmato per il 2015, il Southstream prevede il transito del gas russo attraverso il fondale del Mar Nero, fino alla Bulgaria. Da dove, un ramo sarà diretto in Grecia ed Italia, ed un altro, verso Serbia ed Austria. 25 miliardi di Dollari il costo dell’infrastruttura – dalla portata di 62 miliardi di metri cubi di gas annui – suddivisi tra la russa Gazprom, l’italiana ENI, e le compagnie nazionali di Serbia, Grecia, Macedonia, Austria, Germania e Francia.

L’autocandidatura all’OPEC

Il presidente azero, Il'kham Alijev

Oltre al gas, la nafta. Sempre in occasione del meeting austriaco, Azarov ha avanzato la candidatura di Kyiv come osservatore dell’OPEC. La proposta, comunicata direttamente al Segretario Generale dell’Organizzazione degli esportatori dell’oro nero, Abdullah El-Badri, è stata motivata dal fatto che l’Ucraina riceverà benzina venezuelana, e la trasporterà in Bielorussia. Un ruolo, certificato dagli accordi dello scorso 29 ottobre tra i Presidenti, Viktor Janukovych, Hugo Chavez ed Aljaksandar Lukashenka, che inserisce Kyiv a pieno titolo nel sistema di commercio del petrolio.

A dare ausilio ad Azarov, il Capo di Stato dell’Azerbajdzhan, Il’kham Alijev. Il quale ha comunicato l’intenzione di Baku di compartecipare alla ristrutturazione dell’oleodotto Odessa-Brody, che sarà adoperato non solo per la nafta di Caracas, ma anche per quella centroasiatica.

Da parte del Segretario OPEC, nessuna apertura significativa. Solo una vaga critica nei confronti delle tariffe per il gas, che la Federazione Russa impone all’Ucraina.

Lecito ricordare che l’OPEC riunisce i Paesi, le cui economie dipendono quasi in toto dalla vendita di petrolio nel Mondo. Oltre ad Arabia Saudita, Emirati Arabi ed Iran, ad essa appartengono anche Algeria, Irak, Kuwait, Nigeria, Venezuela, Qatar, Angola, Libia ed Indonesia.

Matteo Cazzulani