LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PUTIN MILITARIZZA LA CRIMEA E SI PREPARA ALL’INVASIONE DELL’UCRAINA DA EST

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 28, 2014

L’esercito russo posiziona cacciabombardieri e sottomarini nucleari nella penisola ucraina, rafforza le esercitazioni anche in Bielorussia e, come riportato da un dossier ben informato, aumenta la presenza militare ai confini orientali dell’Ucraina. Dopo Stati Uniti d’America, Gran Bretagna e Francia, anche Danimarca e Repubblica Ceca partecipano all’incremento della difesa dei confini orientali dell’Unione Europea

Da una penisola con una consistente autonomia territoriale e linguistica, dove il rispetto delle minoranze veniva garantito dallo Stato ucraino, a base militare necessaria per l’espansione militare nel resto dell’Ucraina e forse anche in Europa da parte della Russia di Putin. Nella giornata di giovedì, 27 Marzo, l’agenzia Interfax ha riportato la decisione del Ministero della Difesa russo di avviare fin da subito il restauro e l’ammodernamento delle basi aeree militari in Crimea, che la Federazione Russa ha appena annesso manu militari.

Nello specifico, il Ministero della Difesa russo ha stabilito di dislocare nella basi aeree della Crimea cacciabombardieri di categoria Su-27 e Tu-22M3 e velivoli di pattugliamento di categoria IL-38 e Tu-142. Allo stormo aereo si aggiungeranno anche navi e sottomarini militari che, così, andranno ad accrescere le 22 unità militari russe già presenti in Crimea così come stabilito dall’accordo firmato tra Russia ed Ucraina per la permanenza in territorio ucraino della Flotta Russa del Mar Nero.

Oltre la rafforzamento della presenza militare nel Mar Nero, una regione strategica non solo dal punto di vista geopolitico, ma anche energetico, il Comando Occidentale dell’Esercito russo ha informato in merito ad esercitazioni congiunte con le armate bielorusse a Vitebsk, in Bielorussia, da parte della 76a squadra di assalto dell’esercito russo, nota per avere partecipato alle operazioni di occupazione militare in Crimea.

Il riarmo della Russia tra Crimea e Bielorussia, che va di pari passo con le esercitazioni in Siberia e nell’enclave di Kaliningrad -ubicata tra la Polonia e la Lituania- è stato confermato da un rapporto della CIA pubblicato dalla CNN, secondo cui la concentrazione di forze militari russe ai confini orientali dell’Ucraina testimonierebbe la volontà da parte di Mosca di occupare una striscia di terra per collegare Federazione Russa e Crimea.

Una risposta all’allarme ben fondato è arrivata dalla NATO che, come richiesto espressamente dal Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, ha aumentato la presenza militare ai confini dell’Unione Europea per proteggere Paesi particolarmente esposti all’aggressione militare della Russia, come Polonia Lituania, Lettonia ed Estonia.

Già nella giornata di giovedì, 27 Marzo, la Danimarca ha inviato in Lituania sei aerei militari F-16 Falcon, mentre la Repubblica Ceca, come dichiarato dal Ministro della Difesa Martin Stropnicky -che finora si è detto scettico sulla possibilità di un attacco militare russo- ha dato il permesso per dislocare F-16 dell’esercito ceco in Polonia per prevenire possibili aggressioni da parte di Mosca.

Ben prima di Danimarca e Repubblica Ceca, anche gli USA -che hanno inviato nella base polacca di Lask 12 aerei militari multitasking- e la Gran Bretagna hanno rafforzato la presenza militare in Polonia, mentre la Francia, che ha sospeso ogni forma di collaborazione militare con la Russia, ha provveduto a dislocare suoi velivoli militari nella regione del Baltico.

Come dichiarato dal Viceconsigliere alla Difesa del Presidente Obama, Ben Rhodes, la NATO ha avviato un progetto per il dislocamento di elementi aerei e balistici a rotazione: una manovra che anticipa la realizzazione del progetto di difesa antimissilistica, altrimenti noto come Scudo Spaziale.

Il progetto, che Obama ha dichiarato essere importante, sopratutto considerata la fase geopolitica attuale, prevede l’installazione di una postazione radar in Turchia e batterie di missili privi di capacità offensiva in Polonia e Romania.

La Spagna contribuisce alla diversificazione delle forniture dalla Russia

Oltre che sul piano militare, dove, secondo l’autorevole Economist, la Russia manterrebbe una superiorità nei confronti dell’Occidente in caso di mancata dislocazione urgente di forze armate USA in Europa, anche su quello dell’energia si sta lavorando per decrementare la dipendenza dell’UE dalle forniture di gas di Mosca.

La misura, contenuta tra le sanzioni che UE ed USA hanno approntato nei confronti della Russia, prevede l’avvio della commercializzazione del gas shale statunitense nei mercati europei, e l’implementazione di vie alternative a quella russa per l’importazione di gas naturale, ad esempio da Azerbaijan ed Israele.

Come riportato dal Financial Times, un’opportunità per diversificare ulteriormente le forniture di oro blu è stata presentata dalla Spagna che, come dichiarato dal Ministro dell’Industria e dell’Energia, José Manuel Soria, può incrementare la quantità di gas importata per supplire il venir meno del carburante russo fino a 14 Miliardi di metri cubi all’anno.

La manovra, che consente all’Europa di importare il 10% in meno del gas russo finora acquistato, è possibile grazie alla molto sviluppata rete di rigassificatori che la Spagna ha realizzato per importare oro blu da un’alta gamma di fonti, come Algeria, Qatar, Norvegia ed altri Paesi produttori di energia e carburante.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: LA NATO SI PREPARA A PROTEGGERE L’EUROPA DA PUTIN

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 15, 2014

Dopo l’occupazione della Crimea da parte di 60 Mila uomini dell’esercito russo, e le esercitazioni militari di Mosca a Kaliningrad, l’Alleanza Atlantica disloca 15 aerei militari dalla base militare di Aviano a quella di Lask, in Polonia, ed invia sette velivoli in Lituania. Anche la flotta militare statunitense nel Mar Nero allertata in caso di escalation della situazione in Ucraina

Se la Russia non rispetta la diplomazia e rafforza la sua presenza militare in Ucraina, allora tutta l’Europa è in serio pericolo. Questa è la ragione che, nella giornata di venerdì, 14 Marzo, ha portato la NATO ad incrementare la difesa dei confini orientali dell’Unione Europea.

Come riportato da diversi media polacchi, l’Alleanza Atlantica ha provveduto a trasferire sei F-16 Falcon dalla base militare italiana di Aviano a quella polacca di Lask, nei pressi di Lodz, dove già stazionano 10 agenti dell’aviazione degli Stati Uniti d’America, mentre altri 6 aerei militari con 150 uomini, più un altro stormo di tre C-130 con un centinaio di soldati, sono attesi in Polonia a partire dalla prossima settimana.

I velivoli coinvolti nell’operazione, che hanno a lungo stazionato in Corea del Sud, ed hanno preso parte alle operazioni di pace in Irak, nei Balcani ed in Afganistan, saranno presto accompagnati anche da sei F-15C Eagle e da un aereo di categoria KC-135, che la NATO ha dato mandato di trasferire in Lituania sempre nei prossimi giorni.

Secondo la versione ufficiale, i mezzi fanno parte di esercitazioni di routine da tempo pianificate, come il pattugliamento del Mar Baltico, ma non è da sottovalutare la coincidenza con le recenti richieste inviate alla NATO da parte di Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Romania per rafforzare le strutture difensive nazionali, come previsto dall’Articolo 4 dell’Alleanza Atlantica -che prevede l’obbligo per la NATO di rafforzare la difesa militare dei Paesi membri in caso di presunta minaccia.

A motivare la domanda di intervento all’Alleanza Atlantica dei cinque Paesi UE è stata l’occupazione della Crimea -Repubblica dello Stato ucraino che gode un’ampia autonomia politica e linguistica- da parte di un contingente di 60 Mila uomini dell’esercito russo.

A questo fatto -una vera e propria dimostrazione di forza del Presidente russo Putin nei confronti dell’Occidente che ha portato Mosca a violare accordi internazionali che garantiscono l’integrità territoriale dell’Ucraina- sono seguite esercitazioni di sbarchi effettuate dalle forze armate della Federazione Russa nell’enclave di Kaliningrad, tra la Lituania e la Polonia.

Le esercitazioni dei russi a Kaliningrad e il rafforzamento della presenza militare di Mosca in Crimea hanno portato non solo i Paesi dell’Europa centrale a lanciare l’allarme, ma hanno anche mosso gli Stati Uniti d’America a dislocare oggetti militari navali al largo delle coste ucraine per garantire, in caso di aggressione armata della Russia all’Ucraina, un’adeguata difesa militare ai Paesi UE che confinano con Kyiv.

Come riportato da fonti attendibili, nella giornata di sabato, 15 Marzo, l’incrociatore George Bush, che ospita un contingente di 6 Mila soldati, 90 aerei militari e un elicottero, ha ricevuto l’ordine di permanere nell’est del Mar Nero, dove si trova per esercitazioni da tempo programmate.

In aggiunta, anche altre navi USA sono state interessate di recente da spostamenti urgenti: i cacciatorpedinieri Truxtun e Philippine Sea sono stati dislocati rispettivamente nel porto di Costanza, in Romania, e in quello di Aksas, in Turchia, mentre il cacciatorpediniere Roosevelt è arrivato a Spalato, in Croazia, ed è pronto per salpare per il Mar Nero.

Donetsk e Kharkiv nel mirino di Mosca dopo la Crimea

A dare forza al dispiegamento di forze NATO per ragioni difensive sono le parole pronunciate dal Segretario Generale dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen, che, venerdì, 14 Marzo, ha dichiarato che l’annessione forzata della Crimea da parte della Federazione Russa, su cui il Parlamento della Repubblica Autonoma ucraina si è espresso sotto il controllo dell’esercito di Mosca, è una violazione degli accordi internazionali.

Nello specifico, Rasmussen ha evidenziato come la NATO riterrà illegittimo il risultato del referendum che i Parlamentari della Crimea, sempre su incentivo armato dell’esercito russo, hanno organizzato per dare una mascherata legittimazione popolare alla secessione da Kyiv della penisola ucraina.

Oltre alla Crimea, a preoccupare la NATO sono state anche le mire espansionistiche che Putin ha dimostrato di serbare nei confronti di altre regioni dell’Ucraina, come quelle di Donetsk e di Kharkiv, dove, tra giovedì 13 e venerdì 14 Marzo, huligan russi arrivati dalla Russia hanno provocato scontri, con tanto di morti e feriti, durante le pacifiche manifestazioni organizzate nelle due città più importanti dell’est dell’Ucraina contro l’occupazione russa della Crimea.

Lecito ricordare che, oltre alla NATO, anche Commissione Europea, Parlamento Europeo, Consiglio Europeo, Consiglio d’Europa, Congresso USA ed ONU hanno condannato le azioni militari della Russia in Crimea come una violazione degli accordi internazionali firmati a garanzia dell’inviolabilità della sovranità territoriale di Stati autonomi ed indipendenti come l’Ucraina.

Nello specifico, la Comunità Internazionale ha contestato a Putin l’infrazione dell’Accordo di Budapest del 1994, con cui l’Ucraina, in cambio della cessione del suo intero arsenale bellico nucleare, ha ottenuto il rispetto della sua sovranità territoriale da parte di Russia, USA e Gran Bretagna.

Matteo Cazzulani