LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UE ED USA COMPATTI PER L’UCRAINA LIBERA E DEMOCRATICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 2, 2014

Durante la Conferenza di Monaco, Il Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, ha dichiarato che il futuro degli ucraini è nell’UE, mentre il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, John Kerry, ha supportato la necessità che gli ucraini decidano in autonomia i propri partner politici ed economici. La rabbia del Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, che ha accusato i manifestanti in Ucraina e i media occidentali.

La battaglia per la Libertà che si gioca in Ucraina è una lotta per la Democrazia in tutto il Mondo. Questo è il messaggio che l’Occidente, compatto, ha invitato al Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, durante la Conferenza per la Sicurezza mondiale di Monaco di Baviera, nella giornata di sabato, Primo di Febbraio.

Come riportato dal Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, che ha parlato per conto di tutta l’Unione Europea, l’Ucraina è parte del’Europa e il futuro politico di Kyiv è nell’UE. Per questa ragione, Van Rompuy ha dichiarato che le Istituzioni Europee non devono chiudere le porte dell’Unione agli ucraini, ma offrono a Kyiv l’adozione di uno stile di vita europeo.

Il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, John Kerry, ha evidenziato che USA ed UE sono al fianco del popolo ucraino e tutelano il suo diritto a scegliere i propri partner economici e politici in totale autonomia, senza permettere a nessun Paese terzo di influenzare questa scelta.

Kerry ha inoltre invitato la Russia, che ancora considera l’Ucraina come inserita nella propria sfera di influenza, a non vedere le aspirazioni europee degli ucraini come pericolose per Mosca, ma ha chiamato la Federazione Russa a collaborare per garantire pace e prosperità.

La presa di posizione di Kerry non è piaciuta al Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, che, con un discorso fortemente impregnato di emotività, ha dipinto i manifestanti ucraini come fascisti e antisemiti.

Il Ministro degli Esteri russo ha inoltre incolpato il canale TV Euronews per avere raccontato delle torture a Dmytro Bulatov: oppositore prelevato dall’ospedale, torturato, privato di un orecchio e poi addirittura crocefisso.

Continua la repressione del regime di Yanukovych: arrestato dissidente torturato, denunciato più grande Partito dell’opposizione

Oltre ai fatti, che finora vedono almeno sette morti -tutti tra i manifestanti- centinaia di feriti e diverse centinaia di dispersi, a dispetto delle dichiarazioni di Lavrov parlano anche le vicende accadute in contemporanea a Kyiv, dove proprio Bulatov è stato arrestato dalla polizia nell’ospedale in cui l’oppositore ha subito un delicato intervento chirurgico che gli ha concesso di vivere più a lungo.

Le forze speciali del regime Berkut hanno circondato il letto di Bulatov, accusato di avere organizzato la manifestazione Automaidan: caroselli di automobilisti impegnati ad invitare altri autisti ad unirsi alla manifestazione contro il regime di Yanukovych che dura dallo scorso 21 Novembre.

Nel mirino del Regime è finito il Partito dell’opposizione di orientamento social-popolare-democratico Batkivshchyna, su cui la Procuratura Ucraina ha aperto un’inchiesta per tentativo di sovversione del potere con l’organizzazione della protesta pacifica contro il regime di Yanukovych.

Pronta è stata la risposta del Leader in pectore di Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, che, proprio a Monaco, ha fatto appello all’Occidente affinché siano imposte al più presto sanzioni personali nei confronti di quelle Autorità che sono responsabili della violazione dei Diritti Umani e della Democrazia in Ucraina.

Assieme a Yatsenyuk in Germania è stato presente anche Vitaly Klichko, il Leader del Partito moderato UDAR che, assieme a Barkivshchyna, rappresenta il nucleo della protesta degli ucraini: un’imiziativa pacifica e nonviolenta che, nonostante le insinuazioni di Lavrov, è composto da soggetti politici democratici ispirati dal modello dei grandi Partiti europei.

Matteo Cazzulani

APPROVATE LEGGI LIBERTICIDE: L’UCRAINA È UFFICIALMENTE UNA DITTATURA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 17, 2014

Il Parlamento ucraino, senza una votazione vera e propria, approva la reclusione per chi manifesta senza permesso e chi viaggia in caroselli formati da più di cinque auto, la de-liberalizzazione dell’acquisto di carte SIM, e la definizione delle Associazioni di volontariato civile e sociale che ottengono finanziamenti dall’Estero come “agenti di Paesi Stranieri”. Approvato un bilancio che rende Kyiv sempre più dipendente dalla Russia di Putin

Dall’essere simile alla Bielorussia di Lukashenka all’imitare in tutto e per tutto il modello di dittatura della Russia di Putin. Nella giornata di giovedì, 16 Gennaio, il Parlamento ucraino -la Rada- ha approvato un pacchetto di misure urgenti che limitano la libertà di manifestazione, di stampa, di associazione e di riunione.

Il provvedimento, registrato con il numero 3879, già firmato -quindi reso esecutivo- dal Presidente, Viktor Yanukovych, impone la detenzione per chi manifesta senza permesso delle autorità, vieta agli autisti di viaggiare in caroselli composti da più di cinque auto e di sostare presso case ed abitazioni private.

Le misure prevedono anche l’obbligo da parte delle Associazioni che ottengono fondi dall’Estero -persino per quelle impegnate nel volontariato civile e sociale- di dichiararsi come “Organizzazioni che svolgono funzione di Agente di uno Stato straniero”, ed impone la de-liberalizzazione dell’acquisto di carte SIM, che, ora, saranno associate ad un preciso documento in un determinato registro.

Le misure sono state approvate ad hoc per criminalizzare le manifestazioni pacifiche in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, che hanno luogo in tendopoli installate nelle piazze delle principali città ucraine dallo scorso 21 Novembre.

In particolare, le misure contro gli autisti impediscono l’organizzazione di proteste presso la Dimora privata del Presidente: una villa lussuosa, costruita con i soldi pubblici, situata a qualche Chilometro dalla capitale.

L’approvazione del pacchetto di misure restrittive è stato approvato dal Parlamento su alzata di mano, e non su voto elettronico, come da prassi per provvedimenti del genere, per via dell’ostruzionismo dell’opposizione, che ha fatto mancare a più riprese il numero legale.

Oltre che con la votazione sul modello putiniano -presso la Duma russa la presa d’atto dei provvedimenti avviene molto spesso senza la conta di quanti effettivamente hanno espresso voto favorevole- l’ostruzionismo dell’opposizione è stato infranto dalle aggressioni fisiche che hanno ridotto un parlamentare dell’opposizione con la testa insanguinata.

Pronta è stata la condanna da parte dell’Ambasciatore UE a Kyiv, Jan Tombinski, che ha sottolineato come i provvedimenti, se non sono approvati secondo le procedure, pongano in serio dubbio la natura democratica dell’Ucraina.

Critiche sono pervenute anche dal Ministro degli Esteri svedese Karl Bild, dal Capo della diplomazia polacca Radoslaw Sikorski, e dal Titolare del Dicastero degli Esteri lituano, Linas Linkevicius.

Più forti sono state le posizioni degli Stati Uniti d’America che, con una nota del Dipartimento di Stato, ha ritenuto inammissibili misure che limitano la democrazia e la Libertà, e la modalità con cui esse sono state approvate.

Le misure restrittive sono state accompagnate anche dall’approvazione del Bilancio preventivo, che il Parlamento ha deliberato senza alcuna discussione sempre su votazione “facilitata” dalla sola alzata di mano.

Il Budget è basato unicamente sul prestito di 15 Miliardi di Dollari che il Presidente russo, Vladimir Putin, ha concesso all’Ucraina dopo che Yanukovych ha rinunciato alla firma dell’Accordo di Associazione: documento che avrebbe integrato l’economia ucraina nel mercato unico europeo.

Oggi Kyiv, domani la democrazia e la libertà in Europa

Con la nuova manovra, l’Ucraina diventa de facto dipendente dalla Russia sia sul piano morale -le leggi restrittive approvate dalla Rada ricordano molto quelle liberticide imposte da Putin- che su quello economico, dal momento in cui, tra tre mesi, Kyiv sarà chiamata a rinegoziare gli accordi per l’acquisto di gas da Mosca che la Federazione Russa ha concesso a Yanukovych sempre in cambio della rinuncia all’integrazione con l’UE.

Tale passo, che costringerà l’Ucraina a cedere ingenti parti di sovranità politica alla Russia, favorisce l’inglobamento di Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito per ristabilire un nuovo Impero Russo nello spazio ex-sovietico che, come ha dichiarato a più riprese lo stesso Putin, ha lo scopo di estromettere ed annichilire l’UE.

L’Europa sta così perdendo una battaglia importante: un fatto da cui potrebbe essere messa a serio repentaglio la tenuta dell’UE stessa, poiché è solo grazie all’inglobamento dell’Ucraina nella sua sfera di influenza che la Russia può ritornare ad avere ambizioni imperiali.

È quindi interesse strategico dell’Europa il mantenimento di un’Ucraina indipendente, sovrana, democratica ed europea che, oltre a salvaguardare l’UE, agevoli una democratizzazione della Russia, in vista anche di un suo possibile coinvolgimento in relazioni strette con l’UE basate sul rispetto reciproco e sul riconoscimento dei Diritti Umani e Civili.

Matteo Cazzulani

VADO A KYIV CON PITTELLA. PER L’UCRAINA IN EUROPA, LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTÀ

Posted in Attivita politica by matteocazzulani on January 3, 2014

Il Vicepresidente del Parlamento Europeo incontrerà i manifestanti per l’integrazione dell’Ucraina in Europa e la figlia della Leader dell’Opposizione ucraina, Yulia Tymoshenko. Libertà di Stampa, Diritti Umani e Progresso gli ideali alla base della missione

Non sarà una pagina di storia, ma di sicuro è un gesto di coraggio e lungimiranza che fa bene all’Europa, all’Italia, ed anche al Partito Democratico.

Nei prossimi giorni, il Vicepresidente del Parlamento Europeo ed esponente del Partito Democratico, Gianni Pittella, porterà a Kyiv il suo sostegno personale all’Euromaidan: la protesta pacifica in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea che, dallo scorso 21 Novembre, ha coinvolto milioni di persone in diverse città ucraine e nel Mondo.

Con la sua visita in Ucraina, che comprende anche un incontro con la figlia di Yulia Tymoshenko -la Leader dell’Opposizione arrestata nel 2011 per motivi politici- e, probabilmente, una visita in ospedale alla giornalista Tetyana Chornovol – l’organizzatrice dell’Euromaidan di Kyiv ridotta sulla sedia a rotelle dopo un’aggressione subita la Notte di Natale- Pittella intende sostenere in maniera forte e risoluta il rispetto delle libertà politiche e del Diritto alla libera espressione in un Paese europeo per storia, cultura e tradizioni.

Il gesto di Pittella dimostra che la libertà in Ucraina e il rafforzamento politico dell’UE sono due aspetti legati reciprocamente, come, del resto, dimostra il milione di manifestanti dell’Euromaidan che, proprio sotto le bandiere europee, considera l’ingresso di Kyiv in Europa come l’unica garanzia di Pace, Progresso, Diritti Umani e Democrazia per il loro Paese – mentre in Europa c’è chi fa della contestazione all’UE il suo manifesto politico.

Oltre che per avere recepito un concetto per il quale mi batto da anni, esprimo la mia gratitudine a Pittella anche per avermi voluto come membro della delegazione che lo accompagnerà a Kyiv in qualità co-organizzatore ed esperto di Ucraina.

Quella del Vicepresidente del Parlamento Europeo è una decisione gratificante dopo anni di battaglie condotte contro l’indifferenza degli italiani nei confronti di un Paese da cui dipende la nostra sicurezza nazionale ed energetica.

È infatti dall’Ucraina che, ad oggi, transita il gas che l’Italia importa dalla Russia, pari al 30% circa del totale importato dal nostro Paese: una percentuale in aumento per via delle periodiche interruzioni dell’export dell’oro azzurro dal Nord Africa.

Un’Ucraina libera, indipendente e democratica evita il controllo diretto di Mosca sulle infrastrutture attraverso le quali il gas russo è inviato in Europa: una situazione che esporrebbe l’UE al ricatto energetico del quale il Presidente russo, Vladimir Putin, come noto, usa avvalersi per estendere l’egemonia geopolitica della Russia nel continente europeo a spese di Paesi sovrani, indipendenti e democratici.

L’iniziativa di Pittella rende sopratutto onore al Partito Democratico e all’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei -il Gruppo del Parlamento Europeo a cui appartiene il PD.

Una forza di centrosinistra deve sempre stare dalla parte della Democrazia, della Libertà e di chi vede tanto lesi i propri Diritti quanto repressa la propria volontà -come, ora, gli ucraini- senza timore nei confronti degli zar de gas, né degli sceicchi del petrolio.

Oltre che a Pittella, un riconoscimento opportuno va anche a chi da tempo condivide l’attenzione nei confronti dell’Ucraina, come la Vicepresidente del gruppo S&D, Patrizia Toia, le Parlamentari PD Lia Quartapelle e Simona Malpezzi, il Consigliere Regionale del PD della Lombardia Carlo Borghetti e Daniele Marconcini del PD di Mantova.

Un ringraziamento anche ai collaboratori della Vicepresidenza del Parlamento Europeo, con cui ho contribuito ad organizzare questa improntante missione, al Segretario del PD Metropolitano Milanese, Pietro Bussolati, per la fiducia che mi ha riposto per le questioni estere, ed anche ai miei genitori, parenti e ragazza, che con la loro pazienza, comprensione e disponibilità mi permetteranno di accettare l’invito di Pittella interrompendo un periodo di riposo nell’amata Polonia.

Senza esagerare, né peccare di presunzione, sono convinto che la missione in Ucraina del Vicepresidente del Parlamento Europeo -e, prima ancora, l’attenzione prestata all’Ucraina da parte degli esponenti politici lombardi, italiani ed europei sopra citati- renda il PD un partito davvero Democratico, e il Gruppo S&D un’Alleanza davvero Progressista.

È anche da un Partito protagonista nella difesa della Libertà e dei Diritti Umani nel Mondo che ha inizio l’opera di sprovincializzazione e ammodernamento del nostro Paese promessa dal Segretario del PD, Matteo Renzi.

Matteo Cazzulani
Responsabile PD Metropolitano Milanese per i Rapporti con i Partiti Democratici e Progressisti nel Mondo

LA RUSSIA DI PUTIN INIZIA L’OFFENSIVA DEI GASDOLLARI IN BIELORUSSIA ED UCRAINA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on December 26, 2013

Il Presidente russo accorda un prestito di due Miliardi di Dollari al suo collega bielorusso Alyaksandar Lukashenka. Erogati anche i primi 3 Miliardi di Dollari dei 15 promessi dalla Federazione Russa al Capo di Stato ucraino, Viktor Yanukovych.

17 Miliardi di Dollari e un mare di gas è quanto ammonta l’OPA che la Russia ha sferrato per ottenere il controllo di Ucraina e Bielorussia e, nel contempo, indebolire il rafforzamento interno dell’Unione Europea. Nella giornata di Natale, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha concesso alla Bielorussia un prestito di 2 Miliardi di Dollari per garantire a Minsk risorse necessarie per aiutare il Paese ad inserirsi nel mercato economico mondiale.

Il prestito, concordato durante un incontro tra Putin e il Presidente bielorusso, Alyaksandar Lukashenka, rende la Bielorussia ancor più dipendente dalla Russia, dopo che, nel 2012, Minsk è stata costretta a cedere a Mosca il controllo di metà del tessuto industriale e produttivo del Paese, tra cui la gestione dell’importantissima compagnia energetica nazionale Beltransgaz al monopolista statale russo del gas, Gazprom.

La manovra della Russia l’unico aiuto che Lukashenka ha la possibilità di ottenere dopo che il Presidente bielorusso ha rotto le relazioni con l’Europa ed il Fondo Monetario Internazionale a causa della ripetuta violazione dei Diritti Umani e della Democrazia.

Simile situazione è quella dell’Ucraina: altro Paese a cui la Russia ha offerto un ‘aiuto fraterno’ di 15 Miliardi di Dollari più uno sconto sul prezzo del gas russo esportato a Kyiv da 400 Dollari per mille metri cubi a 268,5.

Sempre a Natale, la Russia ha versato nelle casse ucraine la prima tranche del prestito pari a 3 Miliardi di Dollari che, secondo gli accordi firmati tra Putin e il Presidente dell’Ucraina, Viktor Yanukovych, servono per acquistare obbligazioni statali di Kyiv.

Così come Lukashenka in Bielorussia, anche Yanukovych si è rivolto alla Russia dopo avere rotto di proposito i rapporti con l’Europa con la rinuncia alla firma dell’Accordo di Associazione: documento che integra l’economia ucraina nel mercato economico comune dell’UE.

Altra similitudine con Lukashenka è la sistematica violazione dei Diritti Umani e della Democrazia da parte di Yanukovych, fattasi particolarmente viva durante le repressioni violente a carico di donne, giornalisti e politici dell’opposizione impegnati in pacifiche manifestazioni, partecipate da più di un milione di persone, in sostegno all’integrazione dell’Ucraina in Europa.

L’offerta di aiuto economico a Bielorussia ed Ucraina è una manovra lanciata di proposito da Putin per costringere Minsk e Kyiv ad entrare nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito da Mosca per stabilire l’egemonia della Russia nello spazio ex-sovietico.

Se realizzato, il progetto di Putin, che per ragioni storiche, economiche, geopolitiche ed anche psicologiche non può essere realizzato senza inglobare in esso l’Ucraina, mette a serio repentaglio la sicurezza dell’UE, che, in caso di ricomposizione di un forte Impero Russo ai suoi confini, vede minacciata la sua presenza nella competizione internazionale.

L’Autoritarismo di Putin contro il soft-power di Libertà dell’UE

Del resto, lo stesso Putin ha a più riprese sottolineato come l’Unione Doganale Eurasiatica sia un progetto concepito proprio per annichilire l’Europa, vista, secondo la propaganda russa, come una ‘terra sinistrorsa moralmente deviata dal riconoscimento di diritti quali la democrazia, l’integrazione multirazziale, il divorzio, l’aborto e le Civil Union’.

La contesa per l’Ucraina, su cui Putin è in vantaggio per via dell’immediata disponibilità di denaro rispetto ad un’Europa affannata dalla crisi economica, è dunque non solo una questione geopolitica, ma anche una battaglia che l’UE deve vincere per difendere i valori di Libertà su cui, dopo la sconfitta del nazifascismo, un continente da secoli diviso da guerre, odi e divisioni ha finalmente trovato pace ed unità.

Per reagire ai gasdollari di Putin, l’Europa deve innanzitutto abbattere il regime dei visti per bielorussi ed ucraini, per dimostrare a due popoli europei per storia, cultura e tradizioni -fino al 1654 Ucraina e Bielorussia sono appartenute al Commonwealth Polacco-Lituano, senza avere nulla a che vedere con la Moscovia- che l’UE è davvero un’Entità statale aperta ed accogliente.

Altro passo che l’Europa deve compiere è la diversificazione delle forniture di gas per non dipendere più fortemente dalla Russia, che, al contrario di quello che racconta certa stampa parziale, non è l’unico Paese che è in grado di soddisfare il crescente bisogno di energia dell’UE.

L’importazione di LNG da Qatar, Norvegia ed Egitto, di shale liquefatto dagli Stati Uniti d’America, e di oro blu naturale dall’Azerbaijan -per cui Commissione Europea, Italia, Grecia ed Albania hanno di recente firmato la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico TAP- sono importanti soluzioni che permettono all’UE di diversificare le fonti di importazione di gas e, così, evitare di essere esposta al ricatto della Russia: Paese che suole avvalersi dell’energia come arma di costrizione geopolitica nei confronti di Paesi terzi.

Inoltre, l’Europa non deve temere le offensive di Putin -che, nonostante la presentazione istrionica di Putin, nascondono una debolezza militare, economica e sociale di cui gli stessi russi hanno imbarazzo- e deve puntare sul rafforzamento dell’idea di UE come Comunità basata non solo su una comune valuta, ma sopratutto su quattro principi: Pace, Progresso, Democrazia e Diritti Umani.

Questi tre principi rappresentano un soft-power molto più forte del denaro e del gas di Putin, come ha dimostrato il milione di ucraini che, nonostante il freddo e le cariche delle forze speciali di regime, sono in piazza da più di un mese per sostenere l’integrazione dell’Ucraina in Europa manifestando sotto le bandiere europee.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: GIORNALISTA ATTIVISTA DELL’EUROMAIDAN PICCHIATA E IN RIANIMAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 25, 2013

Tetyana Chornovil è stata aggredita da agenti ignoti per avere osato indagare sul Ministro degli Interni, Yuri Zakharchenko. La svolta autoritaria del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha raggiunto il suo punto più basso

Picchiata e ridotta prima sulla sedia a rotelle, poi in rianimazione con un trauma cranico per avere osato scrivere un articolo sul Ministro degli Interni, Yuri Zakharchenko, ed essere stata tra gli organizzatori delle manifestazioni in supporto dell’integrazione dell’Ucraina in Europa. Nella notte della vigilia di Natale, la giornalista Tetyana Chornovil è stata aggredita da ignoti, secondo indiscrezioni riconducibili alle autorità governative, presso la residenza del Ministro degli Interni, vicino a Boryspil.

Ridotta quasi in fin di vita, la giornalista dell’indipendente Hromadske TV è ora costretta alla rianimazione, con il volto tumefatto e l’impossibilità di camminare con le proprie gambe.

L’aggressione alla Chornovil non è l’unica in Ucraina attuata contro giornalisti indipendenti e manifestanti che sostengono l’integrazione di Kyiv nell’Unione Europea.

Martedì, 17 Dicembre, l’attivista dell’Euromaidan -la protesta in supporto all’Ucraina nell’UE- Pavlo Mazurenko è deceduto in seguito a percosse ricevute dalla polizia ucraina.

Domenica, 22 Dicembre, il manifestante Volodymyr Moralov si è visto bruciare la sua macchina, mentre, in contemporanea, a Kharkiv la polizia ha brutalmente percosso l’organizzatore del locale Euromaidan, Dmytro Pylypec.

La reazione violenta su singole persone segue la repressione forzata delle manifestazioni in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina in Europa, partecipate da più di un milione di persone, che, gli scorsi 9,10 ed 11 Dicembre, sono state represse, insieme con giornalisti e politici dell’Opposizione, dall’intervento delle forze speciali di polizia Berkut, corpo che agisce alle dirette dipendenze del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

Proprio il Presidente ucraino è il principale contestato per la reazione autoritaria nei confronti del suo popolo, impressa da quando, nel 2010, è salito al potere.

Yanukovych ha dato avvio ad arresti di una decina di oppositori -tra cui la Leader dell’Opposizione Democratica, Yulia Tymoshenko- limitazioni della libertà di stampa e manifestazione, esautorazione dei poteri del Parlamento, e falsificazione delle Elezioni Amministrative del 2010 e di quelle Parlamentari del 2012.

Lo scorso 21 Novembre, il Presidente Yanukovych ha rifiutato di firmare con l’UE l’Accordo di Associazione: documento che avrebbe integrato l’economia ucraina nel mercato unico europeo.

In compenso, Yanukovych ha accettato dal Presidente russo, Vladimir Putin, un prestito di 15 Miliardi di Dollari, più uno sconto sul prezzo del gas da 400 Dollari per Mille metri cubi a 268,5: una riduzione tuttavia soggetta a revisioni arbitrarie da parte della Russia.

Yanukovych come Putin: a repentaglio la sicurezza europea

Il corso reazionario di Yanukovych, e la decisione di chiudere con l’Europa per aprire alla Russia, ha provocato da un lato la protesta degli ucraini nella Capitale Kyiv ed in altre città del Paese.

Dall’altro, il Presidente ucraino ha avuto la condanna del Parlamento Europeo che, tuttavia, come dichiarato dal Presidente dell’Emiciclo di Strasburgo, Martin Schulz, mantiene le porte aperte ad ogni ripensamento da parte del Capo di Stato ucraino.

La decisione di Yanukovych, simile a quella isolazionista compiuta dal Dittatore bielorusso Alyaksandar Lukashenka, mette a serio repentaglio la sicurezza dell’Europa perché avvicina inesorabilmente l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica di Putin.

Questo progetto di integrazione sovranazionale è stato concepito da Mosca per stabilire l’egemonia della Russia nello spazio ex-Sovietico e, come richiamato a più riprese dallo stesso Putin, per eliminare l’UE dalla competizione economica e geopolitica mondiale.

L’integrazione anche solo economica dell’Ucraina, ugualmente per ragioni energetiche e commerciali, è per questo per l’Europa una questione strategica da cui dipende la prosperità dell’UE negli anni a venire.

Oltre al mantenimento delle Porte Aperte proposto da Schulz, l’UE ben farebbe ad abbattere fin da subito il regime dei visti per gli ucraini: un mezzo efficace per permettere ad un popolo europeo per cultura, storia e tradizioni di conoscere a fondo l’Europa e di sentirsi parte di un’Entità statale continentale realizzata su solidi principi quali Pace, Progresso, Democrazia e Libertà.

Matteo Cazzulani

ASSOCIAZIONE UCRAINA-UE: L’EUROMAIDAN SUPERA LA RIVOLUZIONE ARANCIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 25, 2013

Più di 10 Mila in piazza a Kyiv per sostenere l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea: molte di più del processo democratico del 2004. La polizia usa la forza mentre le Autorità organizzano contro-manifestazioni con truppe cammellate.

Sì all’Europa, no all’Unione Doganale della Russia sono alcuni degli slogan che la fiumana record di manifestanti ha intonato Domenica, 24 Novembre, presso il centrale Maydan Nezalezhnosti durante le dimostrazioni in sostegno dell’Integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea. La manifestazione, chiamata “Euromaidan”, ha ottenuto numeri da record: più di 10 Milioni di persone scese in piazza volontariamente, molte di più di quante, sempre nel mese di Novembre, ma nel 2004, hanno partecipato al processo democratico passato alla storia come “Rivoluzione Arancione”.

Nello specifico, i punti della protesta sono due. Il primo è il Maydan Nezalezhosti, dove sono riunite le Associazioni di cittadini senza bandiere politiche, mentre in Piazza Europa si è mobilitata l’Opposizione con una tendopoli che, già nella notte, è finita nel mirino delle forse speciali di polizia, che hanno cercato, invano, di disperdere la folla.

La protesta europea ha anche varato un piano d’azione: mobilitazione permanente fino al 29 Novembre -data del Vertice di Vilna in cui l’Ucraina è chiamata a firmare l’Accordo di Associazione con l’UE: un documento che integra l’economia di Kyiv nel mercato libero europeo- e richiesta al Parlamento di votare le clausole chieste dall’Unione per la firma dell’Accordo di Associazione -tra cui la liberazione temporanea per cure mediche urgenti per la Leader dell’Opposizione Yulia Tymoshenko: incarcerata nel 2011 dopo un processo politico.

Oltre all’intervento della polizia, le Autorità Governative hanno inscenato una contromanifestazione nominata “Euro Homo” presso la Piazza Mikhaylovska, dove, secondo i testimoni, sono stati costretti a dimostrare minatori delle Regioni orientali del Paese: la roccaforte del Partito delle Regioni del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

Con le proteste di Domenica, in contemporanea con dimostrazioni in altre città dell’Ucraina e mobilitazioni in tutto il Mondo, come a Barcellona, Washington, Ginevra, Oslo, Wroclaw e Milano, sono già quattro i giorni che hanno visto gli ucraini scendere in piazza per supportare la firma dell’Accordo di Associazione tra l’Ucraina e l’UE.

La decisione di non firmare l’Accordo che integra l’economia ucraina nel mercato unico libero UE è stata presa dal Parlamento ucraino su direttiva del Presidente Yanukovych per timore di ripercussioni da parte della Russia, che sta attuando ritorsioni di carattere commerciale per inglobare Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica.

Questo progetto di integrazione sovranazionale è concepito dal Presidente russo Putin per estendere l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico, creare un nuovo impero russo, ed annichilire l’UE dalla competizione internazionale in Mondo oramai globalizzato.

L’UE continua a trattare con Kyiv

Per via dell’importanza geopolitica dell’Ucraina -Paese anche ricco di risorse naturali e di un potenziale industriale, agricolo ed umano- l’UE non ha terminato i tentativi di arrivare comunque alla firma dell’Accordo di Associazione.

Come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, l’Inviato Speciale del Parlamento Europeo, l’ex-Presidente polacco, il socialdemocratico Aleksander Kwasniewski, sta conducendo trattative per convincere le Autorità ucraine alla firma del Documento.

Come riportato dall’Ukrayinska Pravda, attaccata da hacker nella giornata di Domenica, anche il Cancelliere tedesco, la cristianodemocratica Angela Merkel, sarebbe pronta a colloqui con Putin per invitare la Russia ad interrompere le ritorsioni commerciali per cercare di influenzare decisioni di Paesi sovrani ed indipendenti come l’Ucraina.

A seguito della manifestazione per l’Associazione dell’Ucraina con l’UE a Milano, a cui hanno partecipato più di 50 tra italiani ed ucraini, si è costituito il Comitato Euromaidan Lombardia, con lo scopo di monitorare la situazione a Kyiv per organizzare azioni di solidarietà ed informare la popolazione italiana sulla necessità per l’Europa di integrare al più presto l’economia ucraina nel mercato unico libero europeo.

Il Comitato è apartitico ed aperto alla partecipazione di tutti anche con una mail a tymoshenkolibera@gmail.com opporre con l’adesione alla pagina Facebook.

Matteo Cazzulani

EUROMAIDAN, HOLODOMOR E DEMOCRAZIA: TRE BUONI MOTIVI PER SCENDERE IN PIAZZA A MILANO PER L’UCRAINA NELL’UE

Posted in Editoriale by matteocazzulani on November 24, 2013

Organizzata a Kyiv una grande manifestazione contro la decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, di arrestare il processo di integrazione ucraino nell’UE. Il ricordo della Grande Fame: genocidio del popolo ucraino del 1932-1933 che ha portato alla morte per fame di almeno 5 Milioni di ucraini.

La Democrazia, il Ricordo e il Sogno Europeo sono tre motivazioni per le quali oggi, Domenica, 24 Novembre, è bene parlare e manifestare per l’Ucraina. Nel pomeriggio, a Kyiv, presso il centrale Maydan Nezalezhnosti, è programmata una grande manifestazione spontanea degli ucraini che sostengono l’integrazione dell’Ucraina nell’UE.

La protesta, non violenta ed apartitica, prende il nome di Euromaidan e, oggi, è giunta al suo quarto giorno: da giovedì a sabato una media di tre Mila ucraini hanno manifestato non solo a Kyiv, ma anche di altre città dell’Ovest e dell’Est del Paese, resistendo alle cariche della polizia, dislocate dalle Autorità politiche per sedare la dimostrazione.

La manifestazione è stata provocata dalla decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, e del Premier, Mykola Azarov, di non firmare con l’UE l’Accordo di Associazione: un documento che integra l’economia ucraina nel mercato unico libero europeo, e consente a Kyiv un vantaggio finanziario notevole, come la facilitazione per l’ottenimento del credito internazionale di cui l’Ucraina ha bisogno per porre fine ad una grave crisi che dura dal 2009.

Il niet ucraino, dimostrato con la votazione contraria della maggioranza filo-presidenziale in Parlamento ai sei Progetti di Legge che permettono cure mediche urgenti alla Leader dell’Opposizione Yulia Tymoshenko -conditio sine qua non posta da Bruxelles per la firma dell’Accordo di Associazione- è stato motivato dagli ucraini con la mancata garanzia da parte dell’UE di rimborsi economici all’Ucraina derivanti dalle ritorsioni che la Russia avrebbe potuto apportare in caso di integrazione di Kyiv nel mercato unico europeo.

Domenica, 26 Novembre, è la ricorrenza del Grande Holodomor: genocidio del popolo ucraino voluto da Stalin nel 1932-1933, contestualizzato nel processo di collettivizzazione coatta delle terre nell’URSS, per eliminare una popolazione ritenuta troppo intraprendente, ribelle ed incline alle rivendicazioni di indipendenza ed autonomia da Mosca.

Lo Holodomor del 1932 e 1933 -anticipato da quello del 1920, e seguito da quello del 1946- ha comportato l’eliminazione di circa 5 Milioni di persone, ed è consistito nel razionamento totale delle derrate alimentari da parte dell’Armata Rossa, che ha occupato case e villaggi, e, così, ha impedito agli ucraini del centro e dell’Est del Paese di nutrirsi.

Lo Holodomor è riconosciuto come genocidio del popolo ucraino da parte di tredici stati, tra cui l’Italia, ma non dalla Russia, che ha sempre negato, e continua tuttora, che la Grande Fame sia stato un processo voluto da Mosca per eliminare la nazione ucraina.

Putin non vuole Kyiv in Europa

Proprio la Russia è protagonista nel quadro politico ucraino, dal momento in cui i russi stanno cercando in tutti i modi di inglobare l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: processo di integrazione sovranazionale concepito da Mosca per stabilire l’egemonia della Federazione Russa nel mondo ex-Sovietico.

L’entrata dell’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica è un passo fondamentale affinché la Russia ricostruisca un suo impero nello spazio ex-URSS: un’entità statale che, come dichiarato a più riprese dal Presidente Putin, deve portare alla disgregazione dell’UE, ed alla sua eliminazione dalla competizione economica mondiale.

Per questa ragione, la Russia ha contrastato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento di cui Bruxelles -così come Kyiv- ha bisogno per evitare il ricostituirsi di un impero russo ai suoi confini e, sopratutto, per integrare al più presto un Paese di fondamentale importanza sul piano economico, infrastrutturale energetico, agricolo, umano ed industriale.

Manifestazione oggi a Milano, ore 15 via Dante

Voglia di Europa da parte degli ucraini, ricordo dello Holodomor, e necessita per l’UE di aprire al più presto le porte ad un Paese con cui, soprattutto l’Italia, ha già forti legami storici, umani e sociali -si pensi alle numerose badanti ed infermiere di nazionalità ucraina che lavorano nel nostro Paese, senza contare l’alto numero di studenti attratti dalla cultura e dalla lingua italiana- sono dunque tre valide motivazioni per scendere in piazza per supportare pubblicamente l’Ucraina da italiani.

Ci troviamo oggi a Milano alle 15 in via Dante, angolo Piazza Cairoli, con indosso un qualcosa di ucraino, di europeo -basta una bandiera per chi ne è in possesso- o un capo arancione, per dire no alla condotta autoritaria di un Presidente che decide senza ascoltare il suo popolo, ed esprimere il nostro sostengo affinché l’Europa sia un sogno realizzabile anche per i nostri fratelli ucraini.

Non possiamo, come ha detto un importante poeta del romanticismo europeo, amare la libertà se non si hanno a cuore le sorti di almeno un’altro popolo oltre al nostro.

Matteo Cazzulani