LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Europa: Juncker promette l’Unione Energetica Europea

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on July 16, 2014

Appena eletto, Il nuovo Presidente della Commissione Europea preannuncia anche interventi per trasporti, nuove tecnologie, sviluppo e occupazione. Promesso il rafforzamento della Zona Euro.

422 a 250: questo è il risultato con cui l’ex-Presidente dell’Eurogruppo, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, ha ottenuto dal Parlamento Europeo la nomination a Presidente della Commissione Europea.

Juncker, candidato alla carica più prestigiosa dell’Europa per conto del Partito Popolare Europeo -PPE- è stato sostenuto dai voti del gruppo dei Socialisti e Democratici -S&D- e dall’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei -ALDE- mentre il gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei -ECR-, i Verdi europei, la Sinistra Europea -GUE- e gli euroscettici di estrema destra dell’Europa per la Libertà e la Democrazia Diretta -ELDD- non hanno appoggiato l’ex-Premier lussemburghese.

Nel suo discorso al Parlamento, Juncker ha evidenziato la necessità di rafforzare la Zona Euro, per evitare che, all’interno dell’Unione Europea, si presentino, sopratutto per via della forte crisi economica, guerre monetarie tra i Paesi che ancora non hanno adottato la divisa unica europea.

Juncker, che ha poi promesso interventi per 300 Miliardi di euro nei settori dei trasporti, delle nuove tecnologie e dell’energia, ha anche dichiarato l’interesse ad approntare misure in sostegno della crescita e dell’occupazione: due prerogative che gli S&D hanno posto come condizione al PPE per il loro sostegno all’ex-Premier lussemburghese.

Proprio l’energia ha ricoperto un ruolo centrale nel discorso di Juncker, che ha sostenuto la necessità di creare al più presto l’Unione Energetica Europea: progetto, varato dal Premier polacco Donald Tusk e dal Presidente francese Francois Hollande, e prima ancora concepito da due ex-Presidenti della Commissione Europea del calibro di Jacques Delors e Romano Prodi, che prevede la creazione di un mercato unico europeo del gas e la diversificazione delle forniture di greggio e oro blu.

“Dinnanzi alla crisi ucraina, l’Europa ha bisogno di essere forte, e di potere trattare con una voce sola con gli Stati fornitori di energia -ha dichiarato Juncker- L’Europa deve anche essere campione nella lotta al surriscaldamento climatico per mezzo dello sviluppo delle fonti di energia pulite e rinnovabili”.

Il Parlamento Europeo sta con l’Ucraina

Oltre all’elezione di Juncker, il Parlamento Europeo ha anche dibattuto sulla questione ucraina, sulla quale, a sostegno dell’Ucraina, oltre alla maggioranza composta da PPE, S&D e ALDE, si sono schierati anche ECR e Verdi.

Come dichiarato dal PPE Jacek Saryusz-Wolski, dopo avere contestato la presenza dell’esercito russo in Ucraina, il Consiglio Europeo ben fa ad approvare fin da subito sanzioni nei confronti della Russia, mentre il Parlamento Europeo e le Assemblee Legislative nazionali dei Paesi UE devono a ratificare fin da subito l’Accordo di Associazione firmato tra l’UE e l’Ucraina.

“La Russia è totalmente responsabile di quello che sta avvenendo in Ucraina -ha dichiarato l’S&D Knut Fleckenstein- Il Parlamento Europeo deve sapere che è necessario sostenere il Governo ucraino per garantire pace e stabilità”.

A sua volta, l’ALDE Johannes Van Baalen ha lamentato le continue provocazioni attuate dal Presidente russo, Vladimir Putin, sopratutto sul piano energetico, attraverso l’imposizione all’Ucraina di un tariffario ingiusto per l’acquisto di gas.

“Putin ha riattivato una politica imperialista per ripristinare il controllo della Russia nello spazio ex-sovietico -ha dichiarato la ECR Anna Fotyga- Le sanzioni a Mosca sono necessarie al più presto”.

A sostegno dell’Ucraina si è detta anche la verde Rebecca Harms, che ha invitato a porre fine all’erogazione di sostegno alla Russia sul piano economico e militare come alcuni Paesi, come Germania, Francia e Italia, stanno facendo nonostante l’UE abbia imposto a Mosca sanzioni per l’aggressione attuata in Ucraina.

Contrario al sostegno all’Ucraina si è invece detto l’ELDD Mike Hookem, che ha sostenuto la necessità di non esasperare i rapporti con Putin per non compromettere i legami energetici tra l’Europa e la Russia.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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ELEZIONI EUROPEE: NEL PPE È DUELLO JUNCKER-DOMBROVSKIS

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on February 18, 2014

L’ex-Premier lettone si candida per ottenere la nomination del Partito Popolare Europeo alla Presidenza della Commissione Europea contro l’ex-Presidente dell’Eurogruppo. Secondo i sondaggi è sempre più probabile il varo di una Grande Coalizione guidata dal Candidato del Partito Socialista Europeo Martin Schulz

A contendere al favorito lussemburghese la candidatura del Partito Popolare Europeo per la presidenza della Commissione Europea saranno dunque un lettone e un francese. Nella giornata di lunedì, 17 Febbraio, l’ex-Premier della Lettonia, Valdis Dombovskis, ha dichiarato l’intenzione di correre per la nomination del PPE per portare la sua esperienza da ex-Capo di Governo del primo Paese UE che ha fatto ricorso a prestiti internazionali per affrontare la crisi economica.

Dombovskis, che ha già ottenuto l’endorsement dei Partiti del PPE dei Paesi Baltici, è anche famoso per avere adottato misure di austerità per portare la Lettonia al di fuori dalla crisi con una politica di lacrime e sangue: uno sforzo che ha però permesso al suo Paese di entrare nell’Eurozona nel Gennaio 2014, e che oggi rischia di vedere un proprio esponente alla guida della più importante istituzione Europea.

A contendere la candidatura a Dombrovskis, Leader del Partito Vienotiba che ha rinunciato al Premierato lo scorso Novembre dopo il crollo del tetto di un supermercato che, a Riga, ha causato la morte di diverse persone, sarà Jean Claude Juncker: ex-Premier lussemburghese di lungo corso, nonché ex-Presidente dell’Eurogruppo.

Secondo indiscrezioni, Juncker porterebbe godere del sostegno del Cancelliere Angela Merkel, che, dopo non essersi mai sbilanciata sul suo parere tra i candidati in corsa per la candidatura PPE, ha dichiarato di nutrire per l’ex-Premier lussemburghese una profonda simpatia.

Oltre a Dombrovskis e Juncker, che ha perso la carica di Premier dopo una storica sconfitta del suo Partito Popolare Cristiano Sociale nelle Elezioni Parlamentari lussemburghesi, lo scorso 20 Ottobre, tra i possibili candidati PPE c’è anche il Commissario per il Mercato Interno, il francese Michel Barnier.

La corsa di Barnier è tuttavia ostacolata dagli scarsi appoggi politici che potrebbero sostenere la corsa del Commissario transalpino all’ottenimento della candidatura PPE alla Presidenza della Commissione Europea.

La designazione del Presidente della più alta carica europea avviene, secondo quanto prevede il Trattato di Lisbona, in base al risultato delle prossime elezioni europee, su segnalazione del Partito europeo che ha ottenuto il maggior numero di voti.

Secondo i più recenti sondaggi, il PPE potrebbe essere superato di poco dal Partito Socialista Europeo, che candida alla Presidenza della Commissione Europea l’attuale Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz.

Sempre secondo i sondaggi, la scarsa maggioranza che il PSE otterrebbe sul PPE potrebbe costringere le due forze partitiche a formare una Grande Coalizione per porre in minoranza le forze euroscettiche che, sopratutto in alcuni Paesi come Grecia, Francia, Italia, Polonia e Gran Bretagna, hanno sempre più consensi.

Tusk verso il Consiglio Europeo

La Grande Coalizione, che potrebbe ottenere l’appoggio esterno dell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei -ALDE- e dei Verdi Europei, potrebbe portare la Merkel ad accettare la nomina di Schulz a Presidente della Commissione Europea, ma, in cambio, permetterebbe al PPE di mantenere la guida della seconda carica UE.

Secondo indiscrezioni, la Merkel avrebbe infatti proposto al Premier polacco, Donald Tusk, la Presidenza del Consiglio Europeo: posizione finora ricoperta dal belga Herman Van Rompuy e che, secondo il Cancelliere tedesco, dovrebbe ora spettare ad un rappresentante di uno dei più solidi Paesi dell’UE che è riuscito a tenersi fuori dalla crisi economica.

Tusk, che oltre ad essere Premier è anche Segretario del principale Partito polacco, la cristiano-democratica Piattaforma Civica -PO- potrebbe essere rimpiazzato da due nomine in rosa, come quella del Maresciallo della Camera Bassa del Parlamento Ewa Kopacz a leader della PO e quella del Ministro dello Sviluppo Regionale Elzbieta Bienkowska alla guida del Governo.

Secondo il magazine Newsweek, a contendere il Premierato alla Bienkowska sono però anche il Ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski, che è molto apprezzato dalla Merkel, e il Ministro degli Interni, Tomasz Siemoniak.

Matteo Cazzulani

IN ROMANIA LA SINISTRA SI PRESENTA UNITA ALLE EUROPEE SOTTO LA GUIDA DEL PREMIER PONTA

Posted in Balcani by matteocazzulani on February 14, 2014

Il Partito Social Democratico romeno -PSD- l’Unione Nazionale per il Progresso della Romania -UNPR- e il Partito Conservatore -PC- formano l’Unione Social Democratica -USD per supportare con una lista comune la candidatura alla Commissione Europea di Martin Schulz. Il progetto concepito per dare voce alle istanze sociali e del lavoro.

Una colazione di centrosinistra per supportare la giustizia sociale in Europa e per portare voti alla candidatura alla Presidenza della Commissione Europea del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz: esponente designato dal Partito Socialista Europeo per battere le destre e gli euroscettici.

Nella giornata di lunedì, 10 Febbraio, il Partito Social Democratico romeno -PSD- l’Unione Nazionale per il Progresso della Romania -URPR- e il Partito Conservatore -PC- hanno firmato l’accordo per il varo dell’Unione Social Democratica -USD: un’alleanza elettorale che raccoglie tre delle quattro forze partitiche che, assieme al Partito Nazional Liberale -PNL- compongono la Coalizione di Governo Unione Social Liberale -USL- a sostegno del Premier Victoria Ponta.

Proprio Ponta, che è anche il Segretario del PSD, ha sottolineato come l’alleanza elettorale sia un fatto naturale che aggrega forze che già collaborano nella coalizione di Governo e che ambiscono ad andare oltre alla scadenza delle prossime Elezioni Europee, nelle quali l’USD si presenta con liste unitarie in sostegno alla candidatura di Schulz.

Tra gli obiettivi della coalizione, il Premier Ponta ha sottolineato la necessità di riproporre l’USD anche presso le Amministrazioni regionali, provinciali e comunali, per dare a un progetto di respiro europeo un più forte radicamento anche nei territori.

Come rilevato dal Capo del UNPR, Gabriel Oprea, il collante delle liste uniche dell’USD è costituito da principi come la socialdemocrazia, la giustizia sociale ed il dialogo tra i diversi attori del mondo del lavoro della Romania.

Per l’UNPR, la lista unica con il PSD non è una novità, dal momento in cui gli esponenti dell’Unione Nazionale per il Progresso della Romania che siedono in Parlamento sono registrati direttamente nel Gruppo del Partito Social Democratico romeno.

Il Leader del PC, Daniele Constatin, ha dichiarato che l’Unione delle tre forze di Governo permette all’USD di riunire un consistente capitale politico per portare una buona rappresentanza della società romena presso il Parlamento Europeo.

Il Partito Conservatore, nato nel 2005 dall’evoluzione del Partito Umanista di Romania -PUR- è il quarto partner per importanza, il più spostato a destra, nella coalizione di Governo, che vede i suoi pilastri nel PSD e nei liberali del PNL.

Liberali e destra contro l’USD

Proprio il PNL ha commentato la decisione dei partner di coalizione di unirsi in una lista unica per le elezioni europee come naturale, dal momento in cui l’USD aderirà al Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei e sostiene la candidatura di Schulz.

IL PNL, invece, appartiene all’ala più di destra dell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei e supporta da un lato la candidatura di Guy Verhofstad alla Presidenza della Commissione Europea e, dall’altro, quella dell’attuale Commissario all’Economia Olli Rehn ad un nuovo incarico nella Commissione.

Così come avviene in altri Paesi, anche in Romania le elezioni europee hanno un contraccolpo sulla scena nazionale, in quanto la possibile vittoria dell’USD potrebbe portare non solo ad un rimescolamento degli equilibri interni alla coalizione di Governo, ma anche ad una crisi del Partito Democratico Liberale -PDL- del Presidente uscente Traian Basescu.

Il PDL romeno ha già chiarito la propria appartenenza al Partito Popolare Europeo ed attende la nomina del PPE di un proprio candidato alla Presidenza della Commissione Europea da contrapporre a Schulz.

Secondo indiscrezioni, la scelta dei popolari potrebbe cadere sull’ex-Presidente dell’Eurogruppo, l’ex-Premier lussemburghese Jean Claude Juncker.

Matteo Cazzulani
Responsabile per i Rapporti del PD metropolitano milanese con i Partiti democratici e progressisti nel Mondo

EUROPA E RUSSIA SI CONTENDONO CIPRO. E IL SUO GAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 18, 2013

Bruxelles e Mosca lanciano l’attacco finanziario a Nicosia, che rischia ora persino l’uscita dall’UE. Il controllo dei giacimenti ciprioti la vera ratio del braccio di ferro tra l’Eurogruppo e il Cremlino.

Il 10% di tassazione situi depositi bancari per 10 Miliardi di euro di aiuti dall’Europa per evitare la bancarotta, e la Russia rischia di prendere tutto.

Nella giornata di Domenica, 17 Marzo, Cipro ha accettato l’erogazione di un prestito di 10 Miliardi di Euro da parte dell’Eurogruppo e del Fondo Monetario Internazionale, in cambio di una tassazione immediata del 6,75% sui depositi bancari sotto i 100 Euro, e del del 9,9% su quelli superiori ai 100 Euro.

La manovra è stata ritenuta dalle Autorità di Nicosia necessaria per evitare la bancarotta delle casse dello Stato, ma la spiegazione non è bastata per tranquillizzare la popolazione che, appena trapelata la notizia, ha preso di assalto i bancomat dell’isola, finendo per prosciugare in poche ore le riserve di danaro liquido.

La cospicuità della manovra è stata motivata non solo dalla critica situazione delle casse di Cipro, ma anche della presenza di un ingente numero di capitali provenienti sopratutto da oligarchi russi ed ucraini, che hanno utilizzato Nicosia come un paradiso fiscale in cui nascondere le proprie risorse.

Come dichiarato da una nota ufficiale, la tassazione dei depositi bancari è stata presa all’unanimità dall’Eurogruppo, anche da Cipro, nonostante il Presidente, Nikos Anastadides, avesse garantito alla popolazione che non avrebbe mai accettato alcuna misura onerosa da parte dell’Europa.

Pronta è stata la reazione del Presidente russo, Vladimir Putin, che ha ritenuto la misura dell’Eurogruppo come ingiusta e non-professionale, mentre il Premier della Russia, Dmitriy Medvedev, ha accusato l’Europa di mettere le mani delle tasche altrui.

La posizione della Russia e motivata dal fatto che proprio Mosca di recente ha erogato in credito in sostegno di Cipro, nonostante Nicosia appartenga all’Unione Europea e, sopratutto, alla Zona Euro.

Inoltre, nella mattinata di lunedì, 18 Marzo, la televisione cipriota Sigma TV ha divulgato la notizia secondo cui il monopolista russo statale del gas, Gazprom, ha offerto a Cipro un sostegno economico in cambio della cessione dei giacimenti di gas situati nelle acque territoriali di Nicosia.

Ad avvalorare la notizia -smentita da una nota di Gazprom- è il continuo interesse espresso dal monopolista statale russo nei confronti di un serbatoio di gas che, se sfruttato, potrebbe aiutare l’Unione Europea a diminuire la dipendenza dalle forniture di oro di Mosca, che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno complessivo UE.

Il serbatoio di gas che fa gola

Lo sfruttamento delle riserve di gas di Cipro, dalla capacita di 230 miliardi di metri cubi, scoperte dal colosso statunitense Noble Energy nel 2011, sono state concesse nel 2012 dal Governo di Nicosia al colosso italiano ENI e alla compagnia coreana Kogas.

Perdente è stata invece la proposta congiunta della compagnia francese Total e della russa Novatek, che è stata rigettata dalle Autorità politiche di Cipro.

Matteo Cazzulani