LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

NATO: Cameron ha ospitato un vertice in chiaroscuro

Posted in NATO by matteocazzulani on September 6, 2014

L’Alleanza Atlantica istituisce una forza militare di pronta reazione con base in Polonia per garantire una difesa adeguata agli Stati baltici, e concede sostegno economico e politico all’Ucraina. In compenso, la Georgia non ottiene lo status di Paese candidato, mentre i Paesi dell’Europa Centro-Orientale si vedono negata l’installazione di basi permanenti sul loro suolo

Doveva essere il vertice delle decisioni risolute per lasciare l’Occidente un poco più tranquillo sul piano della Sicurezza Nazionale. Invece, come spesso è già accaduto, è stata la riunione delle divisioni.

Nella giornata di venerdì, 5 Settembre, il vertice NATO di Newport, in Galles, ha portato ad alcune decisioni importanti: da un lato, sono state incrementate le strutture difensive dell’Europa. Dall’altro, è stato assicurato in maniera convincente l’appoggio dell’Alleanza Atlantica all’Ucraina dinnanzi all’aggressione militare della Russia.

Come dichiarato dal Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, i Paesi dell’Alleanza Atlantica hanno concordato in merito alla creazione di una forza militare di pronta risposta con base in Polonia, concepita per incrementare la difesa armata dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale da possibili attacchi provenienti dalla Russia.

La creazione della forza militare di pronta risposta, sostenuta apertamente da Gran Bretagna, Norvegia, Danimarca, Olanda, Estonia, Lettonia e Lituania, va di pari passo con le assicurazioni espresse alla vigilia del vertice NATO dal Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama.

Volato a Tallinn per una visita di alto livello al suo omologo estone, Henryk Illves, e ai Capi di Stato degli altri Paesi baltici, Obama ha ribadito l’impegno di tutti i Paesi dell’Alleanza Atlantica per la tutela della sicurezza nazionale di Estonia, Lettonia e Lituania in caso di incursioni armate russe.

Un altro aspetto positivo del vertice NATO è l’aiuto economico concesso all’Ucraina, pari a 15 miliardi di Euro: un gesto di notevole rilevanza, accompagnato dall’altrettanto importante dichiarazione di sostegno politico a Kyiv che i Capi di Stato e di Governo di USA, Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia hanno comunicato al Presidente ucraino, Petro Poroshenko: invitato d’eccezione al summit dell’Alleanza Atlantica.

Infine, la NATO ha ottenuto anche l’approvazione di ulteriori sanzioni da applicare alla Russia per avere invaso non solo l’Ucraina orientale, ma anche la fascia costiera che comprende la città di Novoazovsk.

Come riportato da EUObserver, a insistere sulle sanzioni alla Russia è stato il Primo ministro britannico, David Cameron: padrone di casa che ha ritenuto necessario allentare le sanzioni solo in caso di totale ritiro dell’esercito russo dall’Ucraina.

Oltre agli aspetti positivi, il vertice NATO ha tuttavia mancato l’occasione per prendere decisioni coraggiose in favore dell’allargamento dell’Alleanza Atlantica a Paesi europei per storia, cultura e tradizione, che ambiscono all’integrazione euro atlantica come mezzo di garanzia per la loro indipendenza e sovranità nazionale.

La Georgia, nonostante le espresse richieste da parte del Governo e dell’opposizione parlamentare georgiana, non ha ottenuto lo status di Paese candidato alla membership nella NATO, ma ha dovuto accontentarsi di un imprecisato programma di adeguamento delle proprie strutture difensive, esteso anche a Giordania, Australia, Svezia e Finlandia.

Altro punto poco edificante è la rinuncia alla creazione di basi NATO permanenti in Europa Centro-Orientale: un provvedimento che Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Romania hanno chiesto a gran voce per rafforzare, in maniera concreta, la difesa dei Paesi ubicati geograficamente più vicino alla Federazione Russa e all’Ucraina.

Come dichiarato dallo stesso Obama, la NATO intende rispettare gli accordi presi con la Russia nel 1997, che prevedono il divieto per l’Alleanza Atlantica di installare basi stabili nei Paesi dell’ex-Patto di Varsavia.

Secondo indiscrezioni, la decisione di non concedere la candidatura alla membership alla Georgia, e quella di non creare basi permanenti in Europa Centro-Orientale sono state una pedina di scambio per convincere la Francia a congelare la consegna alla Russia della poderosa portaerei Mistral.

Ciò nonostante, il Presidente francese, Francois Hollande, pur ammettendo che la cessione dei Mistral avrebbe rafforzato la capacità militare di uno Stato fortemente aggressivo, ha dichiarato che la Francia intende comunque mantenere i patti commerciali con la Russia.

Per capire Putin occorre leggere Orwell

La mossa di Hollande e la mancata volontà di allargare la NATO alla Georgia -e possibilmente anche all’Ucraina- potrebbe costituire nel lungo termine il vero neo di un vertice che, comunque ha centrato importanti risultati.

A spiegarlo, con un articolo sul portale Politico, è il noto storico britannico Tymothy Snyder, che ha invitato l’opinione pubblica occidentale a comprendere realmente cosa rappresenta oggi la Russia del Presidente Vladimir Putin per mezzo della lettura approfondita di 1984 di George Orwell.

Snyder, noto autore del famoso saggio Bloodlands sulle tragiche dominazioni della Germania nazista e dell’Unione Sovietica in Europa Centro-Orientale, ha sottolineato come l’Eurasia descritta da Orwell sia molto simile alla Federazione Russa di oggi, sopratutto sul piano della propaganda.

Sia il Grande Fratello orwelliano che la Russia putiniana si avvalgono infatti di menzogne per neutralizzare verità la cui conoscenza diffusa mina le fondamenta dei due regimi.

Ad esempio, la propaganda putiniana sostiene che “l’Ucraina è uno stato intollerante”, quando invece la sistematica repressione del dissenso è un fenomeno molto frequente in Federazione Russa.

Putin ha poi giustificato l’invasione dell’Ucraina orientale sostenendo che”gli ucraini vietano agli altri ucraini di parlare russo”: una menzogna bella e buona, dal momento in cui in Ucraina vi è sempre stato un bilinguismo di fatto, contrariamente che in Russia, dove chi parla solo ucraino è escluso da ogni ambito della vita pubblica.

Infine, come illustra sempre Snyder, Putin sostiene che “in Ucraina ci sono i nazisti al potere”, quando, come dimostrato dal risultato delle ultime Elezioni Presidenziali e dai più recenti sondaggi, le forze di estrema destra raccolgono assieme solo l’1%: molto meno rispetto a quanto ottenuto dalla Le Pen in Francia o dall’UKIP in Gran Bretagna.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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GAS: TRA UE E RUSSIA E’ GUERRA APERTA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 22, 2012

Il Presidente russo, Vladimir Putin, nel corso del Summit UE-Russia accusa l’Unione Europea di inciviltà e pretende l’estromissione dei gasdotti di Mosca dalla giurisdizione di Bruxelles. Il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, mantiene le criticità in merito a Nordstream e Southstream

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Europa e Russia hanno interessi energetici diametralmente opposti e il vertice di venerdì, 21 Dicembre lo ha dimostrato, con il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, e il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, fermi su posizioni antitetiche.

Come riportato alla Reuters, Barroso ha utilizzato il lessico della diplomazia per descrivere le relazioni tra UE e Russia in campo energetico, sottolineando come Bruxelles e Mosca sostengano differenti progetti di gasdotti per garantire la sicurezza energetica al Vecchio Continente.

A sua volta, sempre secondo la Reuters, Putin ha descritto come incivile il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE varata dal Parlamento Europeo per creare, e liberalizzare, un mercato unico europeo del gas, ed vietare a compagnie monopoliste la gestione congiunta della compravendita dell’oro blu e del trasporto del carburante.

La ratio delle parole forti di Putin è legata al Nordstream e al Southstream: due gasdotti progettati rispettivamente sul fondale del Mar Baltico e su quello del Mar Nero per aumentare la dipendenza dell’Europa dal gas della Russia, le cui forniture già coprono il 40% del fabbisogno complessivo UE.

Nello specifico, il Nordstream, attivo dal Febbraio 2012, veicola 55 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno dalla Russia alla Germania, bypassando Paesi UE politicamente osteggiati da Mosca come Polonia e Stati Baltici.

Il Southstream, la cui costruzione è stata avviata lo scorso 7 Dicembre, trasporta 63 Miliardi di metri cubi di gas russo all’anno dalla Russia all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Come riportato dallo EU Observer, Putin ha preteso dai vertici UE l’estromissione dal Terzo Pacchetto Energetico di Nordstream, Southstream, NEL e OPAL – i due gasdotti che veicolano il gas trasportato dal Nordstream nel cuore dell’Europa Occidentale.

Al contrario, la Commissione Europea ha richiesto il rispetto della legge dell’Unione con l’apertura anche a enti terzi della gestione dei gasdotti progettati e controllati dal monopolista statale russo del gas, Gazprom – che è posseduto direttamente dal Cremlino.

Continua la guerra dei gasdotti tra Russia e UE

Parallelamente al Summit UE-Russia, il monopolista Gazprom ha incontrato i vertici politici dei Paesi in cui è previsto il transito del Southstream per fissare la data di avvio della costruzione del gasdotto.

Come riportato da Natural Gas Europe, In Slovenia ed Ungheria lo studio di fattibilità ambientale è a buon punto, mentre in Bulgaria la costruzione del Southstream è stata pianificata per il Giugno 2013.

Proprio la Bulgaria è stata al centro della controffensiva dell’UE alla battaglia dei gasdotti lanciata dalla Russia.

Sempre venerdì, 21 Dicembre, Il Governo bulgaro ha approvato lo studio di fattibilità ambientale del Nabucco: gasdotto progettato dalla Commissione Europea per importare 30 Miliardi di metri cubi all’anno di gas dall’Azerbaijan per diminuire la dipendenza energetica UE dalla Russia.

Un sostegno al Nabucco è stato dato anche dal consorzio deputato alla gestione del giacimento azero Shakh Deniz: il serbatoio del gasdotto dalla verdiana denominazione.

Come riportato dall’agenzia Novinite, gli enti energetici del consorzio Shakh Deniz – il colosso azero SOCAR, quello norvegese Statoil, quello britannico British Petroleum, la compagnia francese Total, quella turca TPAO, e la russo-italiana LukAgip – hanno intenzione di rilevare la metà delle azioni del Nabucco.

L’operazione garantirebbe la funzionalità del progetto, ancora in fase di progettazione. Un simile passo è stato effettuato dal consorzio Shakh Deniz anche nei confronti del Gasdotto Trans Adriatico – TAP – l’altro gasdotto progettato per veicolare in Europa 21 miliardi di metri cubi di gas azero in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Matteo Cazzulani