LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA TAP TRASPORTERÀ IL GAS DELL’AZERBAIJAN ANCHE IN BULGARIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 8, 2014

Il Consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico firma un accordo di collaborazione con quello per la creazione dell’Interconnettore Grecia Bulgaria. L’infrastruttura transadriatica rafforza la sicurezza energetica dell’Europa e rende l’Italia l’hub europeo del gas azero.

Diversificare le forniture di gas per l’Europa per rendere l’Unione Europea più forte e sicura: un progetto di cui, anche l’Italia, è protagonista. Nella giornata di lunedì, 6 Gennaio, il Consorzio incaricato di costruire il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- ha firmato un accordo di cooperazione con il Consorzio che costruirà l’Interconnetore Grecia Bulgaria -IGB.

L’accordo prevede lavori in cooperazione tra i due Consorzi per prolungare anche in Europa Sud-Orientale la TAP -che sarà realizzata per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dalla Grecia all’Italia attraverso l’Albania ed il fondale del Mar Adriatico- così da garantire la diversificazione delle forniture di oro blu ad una regione europea fortemente dipendente dalla Russia.

La TAP è un progetto promosso dalla Commissione Europea -che prevede anche la realizzazione di un alto numero di rigassificatori per importare LNG da Qatar, Egitto e Norvegia e shale liquefatto dagli Stati Uniti d’America- per ridurre la dipendenza da Algeria e Russia: superpotenze dell’energia che, come dimostrato a più riprese dai russi in Ucraina, spesso si avvalgono delle risorse energetiche come mezzo per la realizzazione di obiettivi geopolitici a spese di Paesi terzi.

Per l’Italia, la TAP ha un significato importante non solo perché contribuisce a diversificare le forniture di gas -e, di conseguenza, a decrementare la bolletta dell’energia per industrie e utenti privati- ma anche perché rende il nostro Paese l’hub in Europa dell’oro blu azero: una posizione che aumenta il peso politico di una nazione che, oggi, ha bisogno di risollevare la propria posizione in campo europeo ed internazionale.

Per questa ragione, oltre che dal Premier Letta e dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, la TAP è stata sostenuta fortemente in maniera bipartisan da Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica e Forza Italia, mentre Enel ed Hera hanno firmato accordi per l’acquisto agevolato del gas azero.

Il gas azero anche in Croazia, Bosnia e Montenegro

Oltre alla Bulgaria, la TAP intende raggiungere anche Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia tramite la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- progettato per veicolare 5 Miliardi di metri cubi di gas dall’Albania lungo i Paesi dei Balcani Occidentali.

La realizzazione della IAP, possibile solo dopo che la quantità di gas inviato dall’Azerbaijan sarà incrementato, permetterà di rifornire, in una seconda fase, anche Ungheria e Slovacchia: due Paesi che, così come la Bulgaria, dipendono quasi interamente dalla Russia.

Matteo Cazzulani

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TAP: A BAKU LA FIRMA PER IL GASDOTTO CHE DIVERSIFICA LE FORNITURE DI GAS PER L’EUROPA E L’ITALIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 17, 2013

Commissione Europea, Gran Bretagna, Italia, Grecia, Albania, Azerbaijan, Georgia, Turchia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Bulgaria coinvolte in un progetto che crea posti di lavoro, abbatte il costo del gas e rafforza la sicurezza energetica dell’Unione Europea. Oltre all’economia, positive le conseguenze sociali e politiche legate al Gasdotto Trans Adriatico

Un gasdotto che rafforza la sicurezza energetica dell’Unione Europea e garantisce integrazione, pace e progresso in una zona del Mondo devastata da anni di guerra come i Balcani. La scommessa con cui è stato firmato l’accordo definitivo per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- è ambiziosa e, nel contempo, necessaria.

Nella giornata di martedì, 17 Dicembre, a Baku, Commissione Europea, Italia, Grecia, Albania, Gran Bretagna, Croazia, Bulgaria, Georgia, Azerbaijan, Bosnia-Erzegovina e Montenegro hanno dato il via libera definitivo ad un Gasotto concepito per veicolare in territorio italiano, attraverso il suolo greco ed albanese, 10 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno a partire dal 2018: data prevista per la fine dell’infrastruttura.

Come dichiarato dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, la TAP apre una fase storica, poiché consente all’UE di diversificare le forniture di gas naturale dal monopolio di Paesi a cui l’Europa è fortemente legata come Algeria e Russia che, come dimostrato in diverse occasioni -ad esempio durante le Guerre del Gas tra Mosca e l’Ucraina del 2006, 2008 e 2009- si avvalgono del gas come arma di coercizione geopolitica nei confronti di Stati autonomi terzi.

Positivo è stato anche il commento del Segretario per gli Esteri della Gran Bretagna, William Hague, che ha illustrato come la TAP sia necessaria per decrementare il costo del gas per utenti privati ed industrie, dare un forte contributo alla lotta al surriscaldamento globale, e creare più di 30 Mila posti di lavoro.

Il valore politico dell’infrastruttura è stato sottolineato dal Premier albanese, Edi Rama, che ha evidenziato come la TAP, attraverso i prolungamenti già programmati in Bulgaria, Bosnia-Erzegovina e Croazia, sia necessaria per avviare una proficua cooperazione tra i Paesi del Balcani, sopratutto in vista dell’allargamento dell’UE ad una Penisola a lungo sconvolta da guerre, odi e divisioni.

La TAP è stata considerata una grande occasione anche dal Premier bulgaro, Plamen Oresharski, che ha sottolineato la necessità per la Bulgaria di realizzare il Connettore Grecia Turchia: un’infrastruttura per importare a Sofia dal territorio greco il carburante del Gasdotto Trans Adriatico.

Il parere del Premier albanese è stato condiviso dal Capo del Governo croato, Zoran Milanovic, che ha evidenziato come la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- concepito per veicolare il gas della TAP dall’Albania in Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia, sia necessaria per diversificare le forniture di gas anche di Zagabria.

Soddisfatto anche il Premier georgiano, Irakli Garibashvili, che ha illustrato come il transito del gas dell’Azerbaijan verso la Turchia e la Grecia -dove inizia la TAP- consente alla Georgia di rafforzare la sua posizione geopolitica, sopratutto dinnanzi all’aggressione della Russia, che cerca in tutti i modi, commerciali e militari, di inglobare Tbilisi nella sua sfera di influenza.

L’Italia ora può avere gas meno caro e può creare posti di lavoro

Nell’ambito della firma per l’avvio della TAP importante è il ruolo giocato dall’Italia, che, rappresentata a Baku dal Ministro degli Esteri, Emma Bonino, ritiene l’infrastruttura strategicamente importante per recepire una Direttiva UE volta alla effettiva diversificazione delle forniture di oro blu che rende il nostro Paese l’hub europeo del gas dell’Azerbaijan.

La TAP, con cui Enel ed Hera hanno già firmato contratti per l’importazione di gas, permette anche di diminuire il costo della bolletta dell’oro blu per utenti privati ed industrie, e consente la realizzazione di posti di lavoro in un periodo di forte crisi economica e sociale.

Per questa ragione, la TAP è stata fortemente sostenuta dal Premier Letta, dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, e dai Deputati di Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica e Forza Italia, che hanno votato a favore della costruzione del gasdotto -il cui approdo in territorio italiano è previsto in Salento, a Medidugno.

Contrarie alla TAP si sono invece schierate le frange estreme e populiste del Parlamento -Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Sinistra Ecologia Libertà- che, così come per la realizzazione della TAV in Piemonte, hanno sollevato perplessità di carattere ambientale.

Malgrado le proteste, la TAP non rappresenta un rischio di carattere ambientale e, come promesso dal Governo, la sua realizzazione in Salento sarà comunque concertata con gli Enti Locali.

Matteo Cazzulani

LA COMMISSIONE EUROPEA RITIENE ILLEGALE IL SOUTHSTREAM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 5, 2013

Il Direttore dei Mercati Energetici UE, Klaus Dieter Borchardt, evidenzia come gli accordi bilaterali firmati tra la Russia ed alcuni Paesi UE per la realizzazione del Gasdotto Ortodosso non siano conformi al Terzo Pacchetto Energetico UE. L’infrastruttura russa, pianificata da Putin e Berlusconi, mette a serio repentaglio la sicurezza energetica europea.

Bulgaria, Serbia, Ungheria, Grecia, Slovenia Croazia ed Austria non rispettano la legge UE in tema di energia: l’Italia è avvertita. Nella giornata di mercoledì, 4 Dicembre, il Direttore dei Mercati Energetici della Commissione Europea, Klaus-Dieter Borchardt, ha dichiarato illegali i patti bilaterali tra la Russia ed alcuni Paesi dell’Unione Europea e della Comunità Energetica Europea per la realizzazione del Southstream.

Come riportato durante un’udienza pubblica presso il Parlamento Europeo, Borchardt ha dichiarato che la Russia ha infranto il Terzo Pacchetto Energetico UE: Legge che vieta il possesso dei gasdotti da parte dell’ente che già controlla il gas che da esso viene trasportato.

Nello specifico, l’esponente della Commissione Europea ha anche rilevato come il Southstream -posseduto dal monopolista russo statale del gas Gazprom, che realizza il gasdotto per incrementare le esportazioni in Europa del suo blu- non sia un progetto aperto alla compartecipazione di altre compagnie: de facto esso resta un’infrastruttura nelle mani di Mosca in pieno territorio UE.

Le ragioni per cui la Commissione Europea si è opposta al Southstream sono anche di carattere geopolitico, poiché l’infrastruttura -ribattezzata Gasdotto Ortodosso- è stato concepito appositamente dal Presidente russo Putin per incrementare la quantità di gas che la Russia esporta nei Paesi UE, con lo scopo di mantenere l’Europa fortemente dipendente dalle forniture di Mosca.

Il Southstream, pianificato nel 2009 con un accordo tra Gazprom e il colosso italiano ENI, fortemente voluto da Putin e Berlusconi, è progettato per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas dalla Russia meridionale fino in Bulgaria, per poi continuare in Serbia, Ungheria, Slovenia, Italia ed Austria.

Se realizzato, il Southstream contrasta con il piano di diversificazione delle forniture di gas che la Commissione Europea ha approntato per garantire ai cittadini UE una bolletta del gas meno cara e, sopratutto, forniture sicure senza dipendere prevalentemente da una sola fonte, quella russa, come invece fatto finora.

Per complementare le importazioni di gas russo, la Commissione Europea ha varato la realizzazione di un alto numero di rigassificatori per importare LNG da Qatar, Norvegia, Egitto e shale liquefatto dagli Stati Uniti d’America, e la costruzione di alcuni gasdotti per veicolare oro blu naturale da Azerbaijan ed Israele.

I russi vanno avanti

La condanna della Commissione Europea è un vero e proprio monito per la Bulgaria, che, durante una cerimonia fastosa, ha avviato la realizzazione del Southstream sul suo territorio.

Il medesimo atteggiamento, la Commissione lo ha tenuto nei confronti della Serbia, che pur non appartenendo ancora all’UE, è Stato membro della Comunità Energetica Europea: una sorta di CEE del gas che comprende Paesi extra UE come Moldova ed Ucraina.

La posizione dell’UE ha messo in una situazione di difficoltà anche i Paesi che, in questi mesi, hanno firmato con la Russia accordi bilaterali per la realizzazione del Southstream, come Ungheria, Croazia, Slovenia ed Austria.

Quella sul Southstream non è la prima presa di posizione della Commissione Europea per difendersi dalla politica espansionistica di Putin per mezzo del gas. Nel Settembre 2012, Bruxelles ha aperto un’inchiesta su Gazprom per comportamento atniconcorrenziale nei mercati energetici di alcuni Paesi UE fortemente dipendenti dal gas della Russia, come Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Romania e Bulgaria.

Presente al discorso di Borchardt presso il Parlamento Europeo, il Vice Capo di Gazprom, Aleksander Medvedev, ha dichiarato l’intenzione di procedere con la realizzazione del Southstream, mentre il Vice Ministro dell’Energia russo, Anatoly Yankovsky, ha dichiarato che il gasdotto russo deve essere escluso dalla legislazione UE perché non interamente posto in territorio europeo.

L’Italia approva la TAP

Differente la posizione dell’Italia, che, sebbene sia stata tra i principali sponsor del Southstream durante l’era Berlusconi, non ha ancora formato alcun accordo bilaterale con la Russia per la realizzazione del Gasdotto Ortodosso in territorio italiano.

Al contrario, nella giornata di giovedì, 5 Dicembre, la Camera dei Deputati ha approvato il trattato internazionale per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP: conduttura concepita per veicolare in Italia 10 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Azerbaijan attraverso Grecia ed Albania.

La TAP, con cui Enel ed Hera hanno già fissato accordi, è una delle infrastrutture concepite dalla Commissione Europea per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas e garantire ai Paesi coinvolti la sicurezza energetica nazionale: un piano UE a cui il Premier Letta e il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, hanno fortemente voluto tenere fede.

Matteo Cazzulani

LA BULGARIA RICEVE IL GAS DALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 8, 2013

La compagnia Bulgtransgaz dichiara l’avvio della realizzazione di una conduttura che veicola 1 Miliardo di metri cubi di oro blu dell’Azerbaijan in territorio bulgaro dal tratto in Grecia del Gasdotto Trans Adriatico. Anche l’Italia, seppur con condizioni contrattuali poco chiare, compartecipa all’importazione del carburante azero

Un gasdotto che si amplia per garantire la diversificazione delle formiture di gas dell’Unione Europea. Nella giornata di lunedì, 9 Ottobre, la compagnia Bulgtransgaz ha dichiarato l’avvio della realizzazione dell’Interconnettore Grecia-Bulgaria per veicolare 1 Miliardo di metri cubi di gas all’anno dal territorio greco a quello bulgaro.

Come riportato da AzerNews, l’infrastruttura rappresenta un prolungamento del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- concepito per veicolare in Europa 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Grecia in Italia attraverso l’Albania.

La realizzazione dell’infrastruttura dalla Grecia alla Bulgaria è stata incentivata dalla firma di contratti tra l’Azerbaijan e alcune compagnie europee a cui il gas azero sarà riservato per un periodo di 25 anni.

Come comunicato dal colosso azero SOCAR, Bulgaria e Grecia riceveranno rispettivamente 1 Miliardo di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno, mentre l’Italia ne otterrà 8, da suddividere poi con il resto degli acquirenti.

Nello specifico, la compagnia francese Suez Gaz de France ha concordato l’importazione di 2,6 Miliardi di Metri cubi di gas annui, la tedesca E.On 1,6 Miliardi di Metri Cubi, la greca DEPA, la bulgara Bulgargaz e il colosso olandese Shell rispettivamente 1 Miliardo.

L’italiana Hera ha concordato l’acquisto di 300 Milioni di Metri cubi di gas, l’Enel non ha rivelato dettagli contrattuali, mentre la svizzera AXPO ha dichiarato solo che il carburante importato sarà utilizzato nel mercato dell’Italia e della Svizzera.

L’Interconntettore Grecia-Bulgaria è la prima delle tre diramazioni previste per la TAP. Seguirà infatti il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- che veicolerà 5 Miliardi di metri cubi di gas azero dall’Albania in Croazia attraverso Montenegro e Bosnia-Erzegovina.

La seconda ramificazione della TAP è quella che, secondo indiscrezioni ben fondate, porterà il gas dell’Azerbaijan dall’Italia in Svizzera, Germania, Francia, Olanda e Gran Bretagna.

Bene la TAP, ma occorre di più

La TAP, e le sue diramazioni, sono sostenute dalla Commissione Europea, che supporta un progetto di diversificazione delle forniture di gas dalla dipendenza che, ad oggi, lega l’UE a Russia, Norvegia ed Algeria.

Oltre al gas dall’Azerbaijan, la Commissione Europea ha preventivato la realizzazione di rigassificatori per importare LNG da Qatar ed Egitto, e shale dagli Stati Uniti d’America.

Proprio gli USA hanno supportato la realizzazione della TAP come infrastruttura che diminuisce la dipendenza energetica dalla Russia, ma, come riportato dal Viceassistente del Segretario di Stato statunitense, Amos Hochstein, occorre ora la realizzazione dei rigassificatori per diversificare ulteriormente le fonti di gas.

Matteo Cazzulani

GAS: L’ENEL VICINA ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 27, 2013

Come dichiarato dal Direttore Generale Fulvio Conti, la seconda compagnia energetica italiana è interessata a rilevare il 20% del Gasdotto Trans Adriatico. In Albania il Parlamento ratifica l’Accordo Intergovernamentale per la realizzazione dell’infrastruttura.

Un passo importante per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento di gas, per l’Italia e l’Europa. Nella giornata di martedì, 26 Marzo, la seconda compagnia energetica italiana, Enel, ha supportato l’intenzione di rilevare il 20% del Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

A dichiararlo, come riportato dall’agenzia Reuters, è stato il Direttore Generale della compagnia, Fulvio Conti, che ha sottolineato l’importanza dell’infrastruttura per garantire all’Enel l’importazione di gas da utilizzare per generare energia elettrica.

La decisione dell’Enel, già nell’aria da tempo, rafforza la realizzazione di un gasdotto ad oggi compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e da quella tedesca E.On.

Un’opzione sul 50% delle azioni complessive della TAP è inoltre posseduta dal colosso azero SOCAR, da quello britannico British Petroleum, e dalla compagnia Total: gli enti impegnati nello sfruttamento dello Shah Deniz, il giacimento dell’Azerbaijan da cui proverrà il carburante trasportato dal Gasdotto Trans Adriatico.

In aggiunta al piano economico, sostegno alla realizzazione della TAP è arrivato anche sul piano politico dall’Albania con la ratifica da parte del Parlamento dell’Accordo Governamentale Internazionale, firmato nel Febbraio 2013 dai Governi italiano, albanese e greco.

Il documento segue la ratifica da parte di Tirana dell’Accordo di Ospitalità e del Gas Master Plan, che impegnano il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico ad implementare la misure di sicurezza, e una serie di iniziative di carattere sociale a sostegno della popolazione e delle famiglie albanesi.

Concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas azero in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania, la TAP è sostenuta dai Governi dei Paesi interessati, ed anche dalla Svizzera, che vede nel Gasdotto Trans Adriatico una possibilità concreta per diversificare le proprie fonti di approvvigionamento.

Un gasdotto per battere la crisi in Italia e in Europa

Di recente, il consorzio TAP ha varato un piano alternativo che, oltre al gas dell’Azerbaijan, preventiva anche il trasporto di oro blu proveniente dal Kurdistan iracheno, su cui la Turchia ha dato il suo via libera.

La TAP rende possibile all’Europa, sopratutto all’Italia, la diversificazione delle forniture di gas, che vedono oggi l’UE dipendere dall’oro blu della Russia per il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

La realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico permette all’Italia di diventare l’hub del gas azero in Europa, incrementa il peso politico del nostro Paese nella geopolitica interna dell’UE, e consente la creazione di nuovi posti di lavoro in un periodo di forte crisi economica e sociale.

Matteo Cazzulani

GAS: LA SVIZZERA SUPPORTA LA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 19, 2013

Il Governo elvetico interessato al prolungamento del Gasdotto Trans Adriatico in territorio svizzero. L’Albania implementa misure accessorie per combinare la realizzazione dell’infrastruttura allo sviluppo dell’economia albanese.

L'itinerario della TAP

L’itinerario della TAP

Due Paesi che non appartengono all’UE sostengono un progetto varato per implementare la sicurezza dell’unione Europea. Nella giornata di giovedì, 17 Gennaio, la Svizzera ha dichiarato il proprio sostegno al Gasdotto Trans Adriatico – TAP.

Come riportato dalla Trend, durante una visita a Baku, la Capitale dell’Azerbaijan, il Vice Ministro del’Energia elvetico, Walter Steinmann, ha dichiarato che la costruzione della TAP rientra nell’interesse nazionale della Svizzera.

Inoltre, il Viceministro Steinmann ha sostenuto il prolungamento del Gasdotto Trans Adriatico dall’Italia alla Svizzera, al fine di garantire forniture di gas provenienti direttamente dall’Azerbaijan anche in territorio elvetico.

Oltre al sostegno della Svizzera, il Gasdotto Trans Adriatico ha implementato i lavori per la sua realizzazione in Albania: uno dei Paesi in cui è progettato il tragitto della TAP.

Come riportato da una nota del consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico, venerdì, 18 Gennaio, il Ministero dell’Energia albanese ha stabilito con gli investitori TAP misure a sostegno dell’economia dell’Albania.

In particolare, il consorzio del Gasdotto Trans Adriatico si attiverà in Albania per lo sviluppo del sistema infrastrutturale energetico regionale, e, con un programma di iniziative sociali, favorirà la creazione di posti di lavoro.

La TAP è uno dei gasdotti del Corridoio Meridionale UE: fascio di condutture progettato dalla Commissione Europea per importare in Europa gas dall’Azerbaijan e, così, diminuire la dipendenza dalla Russia – le cui forniture ad oggi coprono il 40% del fabbisogno totale UE.

Dal confine tra Turchia e Grecia, il Gasdotto Trans Adriatico trasporterà 21 Miliardi di metri cubi di gas all’anno fino in Italia, attraversando l’Albania.

Compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera Axpo, e da quella tedesca E.On, la TAP ha riscosso l’interesse anche del colosso britannico British Petroleum e dalla seconda compagnia energetica italiana Enel.

Sul piano politico, il Gasdotto Trans Adriatico è sostenuto dai Governi di Grecia, Albania e Italia. Per quanto riguarda il nostro Paese, la realizzazione della TAP è strategica, poiché renderà l’Italia l’hub europeo per la distribuzione in UE del gas proveniente dall’Azerbaijan.

Inoltre, con la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico il nostro Paese diversificherà ulteriormente le forniture di oro blu – abbattendo i costi per l’energia che gravano sul contribuente – rafforzerà la posizione politica del Governo italiano presso l’UE, e stimolerà la creazione di posti di lavoro in un momento di particolare crisi economica e sociale.

Matteo Cazzulani

GAS: LA TAP PROGETTO DI INTERESSE NAZIONALE IN ALBANIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 26, 2012

Il Governo albanese supporta il Gasdotto Trans Adriatico come priorità per l’indipendenza energetica della nazione. Il gasdotto farà dell’Italia l’hub in Europa del gas dell’Azerbaijan 

L'itinerario della TAP

L’itinerario della TAP

La trasparenza e la consultazione con i territori è una strategia che paga. Nella giornata di mercoledì, 25 Dicembre, l’Albania ha concesso lo status di progetto di interesse nazionale al Gasdotto Trans Adriatico – TAP.

Come riportato dall’autorevole Trend, la decisione è stata presa di persona dal Primo Ministro albanese, Sali Berisha, dopo che il consorzio deputato alla costruzione della TAP ha terminato consultazioni con le comunità dei territori in cui è prevista la costruzione della sezione di 209 chilometri del gasdotto.

Soddisfazione è stata espressa dal Direttore Generale della TAP, Kjetl Tungland, che ha sottolineato come il consorzio deputato alla costruzione del gasdotto lavorerà fianco a fianco con le Autorità di Tirana affinché il progetto possa garantire al più presto la sicurezza energetica dell’Albania.

Il pieno sostegno politico dell’Albania alla TAP è da considerarsi come estremamente positivo anche per l’Italia, in quanto il Gasdotto Trans Adriatico è progettato per veicolare 21 miliardi di metri cubi di gas all’anno dal confine tra Grecia e Turchia, attraverso il territorio albanese, fino in Puglia.

Con la realizzazione della TAP, compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera Axpo, e dalla tedesca E.On, l’Italia diventerà l’hub di distribuzione dell’oro blu di Azerbaijan in Europa, rafforzerà la sua posizione politica in seno all’Unione Europea, e creerà posti di lavoro in un momento di crisi occupazionale ed economica.

Chi ha compreso l’importanza della TAP è stato il Governo tecnico di Mario Monti. Nel Settembre 2012, il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, con la firma di un documento ufficiale, ha concesso al Gasdotto Trans Adriatico il sostegno politico dell’Italia.

Sul piano economico, interesse a rilevare quote della TAP è stato espresso anche dalla seconda compagnia energetica italiana, Enel.

Sostenitrice della TAP è anche la Grecia, che il 19 Dicembre ha avviato le procedure per la firma dell’Accordo Governativo per la realizzazione dell’infrastruttura.

Un gasdotto per l’indipendenza energetica dell’UE

La TAP rientra nel Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti sostenuto dalla Commissione Europea per veicolare direttamente in Europa gas dall’Azerbaijan e limitare la dipendenza dell’Unione Europea dalle forniture della Russia, che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno complessivo UE.

Oltre all’Enel, anche il colosso britannico British Petroleum ha espresso interesse a rilevare importanti quote nel progetto.

Inoltre, la TAP ha siglato un accordo di cooperazione con il consorzio deputato allo sfruttamento del giacimento di Azerbaijan Shakh Deniz – compartecipato dal colosso azero SOCAR, British Petroleum, Statoil, dalla compagnia francese Total, dalla turca TPAO, e dalla russo-italiana LukAgip – da cui è previsto il rifornimento di gas per il funzionamento del Gasdotto Trans Adriatico.

Matteo Cazzulani

GAS: LA CROAZIA VICINA ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 9, 2012

Il Primo Ministro croato, Zoran Milanovic, sostiene la costruzione del gasdotto Ionico-Adriatico – IAP – per veicolare in Slovacchia il gas azero importato dal Gasdotto Transadriatico – TAP. L’esclusione dal Southstream decisa dalla Russia a favore dell’Ungheria come motivazione dell’inversione della politica energetica di Zagabria. 

Il percorso del Gasdotto Ionico Adriatico

Respinta dalla Russia, tentata dall’Azerbaijan e dai progetti dell’Unione Europea. Nella giornata di martedì, 6 Novembre, la Croazia ha dichiarato l’interesse a collaborare con i piani di indipendenza energetica approntati dalla Commissione Europea.

Nello specifico, come riportato da New Europe, il Primo Ministro croato, Zoran Milanovic, durante un incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico azero, Shakhin Mustafayev, ha candidato la Croazia come potenziale partner per il trasporto di gas estratto dall’Azerbaijan in Europa.

In particolare, Milanovic ha dichiarato il sostegno della Croazia alla costruzione del Gasdotto Ionico-Adriatico – IAP: un’infrastruttura concepita per trasportare in Slovacchia il 5 Miliardi di metri cubi all’anno di azero prelevato in Albania dal Gasdotto Transadriatico – TAP.

La TAP è una conduttura pianificata per trasportare direttamente in Europa 21 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dal confine turco-greco in Puglia, transitando per il territorio albanese.

Supportata politicamente dai governi di Italia, Albania e Grecia, la TAP è cofinanziata al colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On.

Inoltre, interesse nei confronti del Gasdotto Transadriatico è stato dichiarato dal colosso britannico British Petroleum, dalla compagnia italiana Enel, e dalla greca DEPA.

Il ruolo di Zagabria è fondamentale per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas varata dalla Commissione Europea per diminuire l’egemonia nei mercati del vecchio continente del monopolista statale russo, Gazprom.

Grazie al rigassificatore di Krk, la Croazia veicolerà nel sistema europeo gas liquefatto proveniente da Qatar e Stati Uniti mediante il Corridoio Nord-Sud: gasdotto che collegherà le coste croate dell’Adriatico al terminale LNG di Swinoujscie, in Polonia occidentale.

Nonostante il ruolo attivo in sostegno della Commissione Europea, Zagabria ha accolto con favore la possibilità di essere attraversata dal Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per veicolare in Europa 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Inoltre, il Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream – ha lo scopo di impossibilitare a Bruxelles la diversificazione delle forniture di oro blu mediante il trasporto diretto di carburante dall’Azerbaijan.

La candidatura croata al Southstream è stata tuttavia scartata dall’ingresso dell’Ungheria, che ha garantito a Mosca la costruzione della tratta del gasdotto ortodosso dalla Serbia alla Slovenia.

BP, Statoil e Total compartecipano alla TANAP

A rafforzare la TAP e, più in generale, i progetti di diversificazione delle forniture di gas dell’Unione Europea, è stato l’ingresso di importanti colossi energetici nel Gasdotto Transanatolico – TANAP.

Questa infrastruttura è deputata al trasporto di 24 Miliardi di metri cubi all’anno di gas azero dal confine tra Georgia e Turchia alla parte turca occidentale, nei pressi del confine con la Grecia – dove la TANAP si collegherà con la TAP.

Come riportato da Natural Gas Europe, il colosso nazionale azero SOCAR ha ceduto il 29% delle quote possedute nella TANAP – pari all’80% – al colosso britannico British Petroleum – 12% – a quello norvegese Statoil – 12% – ed alla compagnia francese Total – 5%.

Il restante 20% delle azioni del Gasdotto Transanatolico resta nelle mani delle compagnie turche BOTAS e TPAO.

Matteo Cazzulani

Gazprom avvia la scalata alla Grecia

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 13, 2012

Il monopolista russo intenzionato con proposte concrete a rilevare la compagnia nazionale greca DEPA. L’enjeu geopolitico volto a impedire la realizzazione dei piani di diversificazione delle forniture di oro blu varato dalla Commissione Europea alla base dell’operazione.

La Grecia e in crisi e la Russia e pronta a prendere il controllo del settore energetico del Paese. Nella giornata di mercoledì, 10 Ottobre, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha ufficializzato la strategia con la quale intende realizzare la scalata alla compagnia nazionale greca DEPA, dopo che il Governo di Atene, per via della forte crisi economica, ha deciso di privatizzare l’importante ente energetico nazionale.

Come riportato dall’autorevole Natural Gas Europe, Gazprom ha proposto alla Grecia la messa in sicurezza delle forniture di gas con la costruzione di rigassificatori nelle provincie più remote del Paese, il rifornimento di gas presso isole oggi non alimentate di oro blu, e investimenti su gasdotti locali per rafforzare il sistema energetico nazionale greco.

Un secondo aspetto dell’offerta di Gazprom riguarda la promessa di sconto del 30% sul prezzo del gas, sempre se a controllare la DEPA Sara ovviamente il monopolista russo.

La proposta di ritocco al ribasso delle tariffe e in linea con la condotta di Gazprom nei confronti dei Paesi dell’ex-blocco sovietico e di quelli dell’Europa Occidentale. In cambio rispettivamente dell’ingresso nella Zona di Libero Scambio CSI – progetto economico varato da Mosca per rafforzare l’egemonia politico-economica russa nell’ex-URSS – e del sostegno politico presso le istituzioni UE, il monopolista russo ad essi ha concesso sconti sulle tariffe per l’acquisto di oro blu.

Altro aspetto sollevato da Gazprom e la proposta di investimenti sociali in iniziative filantropiche. Una sorta di mecenatismo energetico che permette al monopolista russo di presentarsi in buona luce agli occhi dell’Opinione Pubblica greca.

Per facilitare l’erogazione di un credito, Gazprom ha anche sottolineato alla Grecia l’ausilio di Gazprom Finance: una forte società finanziaria che si e detta disposta ad erogare un credito al monopolista russo – a cui appartiene – per garantire la realizzazione degli investimenti preventivati.

Infine, il monopolista russo ha avviato contatti con i principali gruppi industriali e politici del Paese, per invitarli ad attuare un’opera di lobby presso il Governo nazionale, affinché la candidatura di Gazprom al rilevamento della DEPA sia considerata con la dovuta attenzione.

L’operazione greca di Gazprom e legata ad una precisa strategia, con la quale il monopolista russo intende da un lato affossare i tentativi di diversificazione delle forniture di gas varati dalla Commissione Europea per trasportare direttamente nel Vecchio Continente oro blu azero. Dall’altro, Gazprom mira ad assicurare la realizzazione dei propri piani energetici per rafforzare l’egemonia di Mosca nel Vecchio Continente.

Di recente, la DEPA ha espresso interesse per l’ingresso nel Gasdotto Transadriatico – TAP: infrastruttura compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On concepita per trasportare oro blu dall’Azerbaijan in Puglia transitando per Grecia ed Albania.

Progettata nell’ambito del Corridoio Meridionale UE della Commissione Europea – fascio di gasdotti deputati al trasporto diretto del gas dall’Azerbaijan – la TAP e supportata politicamente dai Governi italiano, greco ed albanese. Oltre a quello della DEPA, ha ottenuto l’interesse della compagnia italiana Enel, e del colosso britannico British Petroleum.

La realizzazione della TAP e fondamentale per la diversificazione delle forniture di gas all’Europa – ad oggi dipendente dal solo gas di Russia e Nordafrica – ed e importante per il miglioramento della situazione economica e politica all’interno dell’UE di Italia e Grecia.

Con l’ingresso nel progetto di una DEPA controllata da Gazprom, non e escluso che l’infrastruttura possa subire ritardi a causa di un palese conflitto di interessi, rappresentato dalla presenza del diretto concorrente russo tra gli shareholder del Gasdotto Transadriatico: concepito per trasportare direttamente in Europa gas non-russo.

Inoltre, la Grecia per la Russia rappresenta un tassello fondamentale per la realizzazione del Southstream: gasdotto progettato da Mosca per rifornire di gas russo direttamente l’Europa Sud-Occidentale, bypassare Paesi politicamente osteggiati dal Cremlino – come Romania, Polonia, Moldova ed Ucraina – ed affossare la costruzione del Corridoio Meridionale UE.

Compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, e da quelle nazionali di Montenegro, Macedonia, Serbia e Slovenia, il Gasdotto Ortodosso – com’e altrimenti noto il Southstream – e posseduto in parte anche dalla DEPA.

Se controllata direttamente da Gazprom, la compagnia nazionale greca disporrebbe di fondi immediati per la pronta realizzazione sul proprio territorio del Gasdotto voluto da Mosca e, così, fermerebbe i progressi della TAP.

La gara per il controllo del gas israeliano

Resta infine un altro punto di importanza della Grecia per la Russia, legato alla recente scoperta di importanti giacimenti di gas nel fondale del Mar Mediterraneo Orientale, in acque territoriali israeliane.

Individuato dalla compagnia statunitense Noble Energy, il serbatoio di oro blu consentirebbe ad Israele di presentarsi come Paese esportatore di gas all’UE alternativo a quello russo ed azero. Per questa ragione, il Governo israeliano ha ipotizzato il varo di un’alleanza con Cipro e la Grecia per il trasporto dell’oro blu mediterraneo.

La DEPA si e fortemente interessata al progetto, ma il suo possesso da parte di Gazprom snaturerebbe un piano che mira alla diminuzione della dipendenza dell’Europa dal gas della Russia.

Matteo Cazzulani

IL NABUCCO RISPONDE ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 9, 2012

Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia esprimono il sostegno politico al gasdotto dalla verdiana denominazione, dopo che i Governi di Italia, Albania e Grecia hanno supportato ufficialmente il Gasdotto Transadriatico. La neutralità della Commissione Europea e il peso delle compagnie energetiche coinvolte nella scelta da parte dell’Azerbaijan dell’infrastruttura incaricata del trasporto di gas azero in Europa.

I percorsi di Nabucco e Southstream

Il Corridoio Meridionale UE s’ha da fare e il Nabucco rappresenta una concreta candidatura adatta al trasporto del gas azero nel Vecchio Continente. Nella giornata di lunedì, 8 Ottobre, a Vienna, Austria, Romania, Ungheria, Turchia e Bulgaria hanno espresso il sostegno politico al gasdotto dalla verdiana denominazione: progettato dalla Commissione Europea per trasportare in Europa gas azero senza dipendente da infrastrutture controllate dalla Russia.

Alla presenza del premier bulgaro, Boyko Borysov, del Ministro dell’Energia austriaco, Reinhold Mitterlehner, e dei titolari dei dicasteri del settore energetico ungherese, turco, e romeno, il Direttore Esecutivo del Nabucco, Reinhard Mitschek, ha espresso soddisfazione per il sostegno politico espresso dai cinque Paesi: una decisione importante che implementa la realizzazione dell’infrastruttura.

Come riportato dall’autorevole Trend, il Comitato Politico del Nabucco – composto dai Ministri dell’Energia dei Paesi nei quali la conduttura è progettata: Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria – ha firmato un accordo intergovernativo che rafforza la candidatura dell’infrastruttura per l’ottenimento dell’esclusiva per il trasporto diretto del gas azero in Europa.

Secondo i progetti, il Nabucco dovrà costituire l’asse principale del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepiti dalla Commissione Europea per diversificare le forniture di gas dell’UE attingendo dai giacimenti del Bacino del Mar Caspio con infrastrutture dirette.

Presente all’incontro, il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ha apprezzato la decisione politica di Austria, Bulgaria, Ungheria, Turchia e Romania, ed ha evidenziato come il Nabucco si trovi ora a concorrere alla pari con il Gasdotto Transadriatico – TAP.

Questa infrastruttura è progettata per trasportare il gas azero nel Vecchio Continente dalla Grecia all’Italia attraverso l’Albania. A margine dell’Assemblea ONU di New York, essa ha ottenuto il sostegno politico dei Governi italiano, greco ed albanese.

“Entrambe le infrastrutture rappresentano interessanti proposte per il trasporto del gas dal giacimento Shakh-Deniz all’Europa – ha dichiarato Oettinger, come riportato dall’autorevole Reuters – quale che sia il gasdotto scelto, la certezza è che il Corridoio Meridionale sarà realizzato”.

L’appoggio politico espresso da Romania, Ungheria, Austria, Bulgaria e Turchia al Nabucco – che ha già ottenuto il sostegno di Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia – rappresenta dunque una risposta alla TAP, che, grazie alla firma di New York ha consolidato la sua candidatura per il trasporto diretto del gas azero in Europa.

Tuttavia, decisivo per la scelta tra i due gasdotti sarà anche il peso esercitato dalle compagnie energetiche che sostengono i progetti in campo.

Il Nabucco è sostenuto economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, e dalla tedesca RWE. Come dichiarato a Vienna dal Capo della OMV, Gerhard Roiss, il progetto dalla verdiana denominazione è aperto alla compartecipazione di altri enti interessati.

La TAP è finanziata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On. Interesse al Gasdotto Transadriatico è stato espresso dall’italiana Enel, e dal colosso britannico British Petroleum.

La scelta definitiva tra il Nabucco e la TAP spetta al consorzio Shakh-Deniz: chiamato ad individuare quale delle due infrastrutture garantisce il transito in Europa con maggiore sicurezza.

Il giacimento azero, da cui è prevista l’esportazione nel Vecchio Continente di 16 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, è controllato dalla compagnia nazionale dell’Azerbaijan SOCAR, dalla Statoil, dalla British Petroleum, dalla francese Total, dall’italo-russa LukAgip e dalla turca TPAO.

La Bulgaria mette in crisi la politica energetica della Russia

Il supporto ufficiale espresso al Nabucco dalla Bulgaria rappresenta un dato di particolare importanza sul piano geopolitico.

Sofia ha avviato la diversificazione delle fonti di approvvigionamento da quelle della Russia mediante la messa in comunicazione dei gasdotti nazionali a quelli di Romania e Turchia, ed ha appoggiato in pieno la politica energetica della Commissione Europea con la costruzione del Corridoio Meridionale

Tuttavia, il Governo bulgaro è coinvolto anche nella realizzazione del Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per rifornire direttamente di proprio gas l’Europa Sud-Occidentale, ed impedire all’Unione Europea di diversificare le proprie forniture di oro blu attingendo dai giacimenti del Mar Caspio per via diretta.

Il sostegno ufficiale al Nabucco del Governo bulgaro, che è ai ferri corti con Mosca in seguito alla richiesta da parte del Cremlino di un maxirisarcimento per la mancata costruzione della centrale nucleare di Belene, può spingere gli investitori locali a destinare le loro risorse alla conduttura del Corridoio Meridionale UE, e non più al Southstream.

La scelta di campo della Bulgaria in favore della Commissione Europea costituisce un serio ostacolo alla costruzione del Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream – e, con essa, alla realizzazione della politica energetica della Russia nei confronti dell’Europa.

Matteo Cazzulani