LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Polonia: conservatori PiS vincono le elezioni e vanno verso un Governo monocolore

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 25, 2015

Il partito Diritto e Giustizia spodesta la moderata Piattaforma Civica -PO- dopo otto anni di Governo. Populisti, Social liberali e contadini entrano in Parlamento, fuori sinistra e radicali nazionalisti

Varsavia – Nessuna sorpresa nei numeri, e nella composizione del futuro Governo. Come ampiamente previsto da tutti i sondaggi, il principale partito dell’opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- ha vinto le elezioni parlamentari polacche con il 39% dei consensi, spodestando dopo 8 anni di Governo la moderata Piattaforma Civica -PO- seconda con il 23% dei voti.

Al terzo posto, secondo gli exit pool, si è classificato il movimento populista Kukiz 15, con il 9% dei consensi, seguito dal movimento Social liberale Moderna, quarto con il 7% dei voti, e dal partito contadino PSL con il 5%. Fuori dal Parlamento restano la Sinistra Unita -coalizione che non è riuscita a superare l’8% di sbarramento richiesto per le coalizioni- e il movimento radical nazionale KORWiN, al di sotto del 5% di sbarramento richiesto per i Partiti.

Come riportato dal Capo del PiS, Jaroslaw Kaczynski, e dalla candidata Premier PiS, Beata Szydlo, PiS è pronto a governare in solitaria per cambiare la Polonia secondo gli ideali del partito conservatore.

La vittoria del PiS è legata all’incapacità dimostrata dalla PO di trovare un leader capace di guidare il Governo dopo la nomina di Donald Tusk -unico Premier ad avere ottenuto la riconferma dalle urne nella storia politica polacca- a Presidente della Commissione Europea.

PiS ha anche saputo attrarre il voto di una larga fetta dell’elettorato grazie ad un’operazione di ammodernamento ideologico e programmatico, che ha evoluto un partito finora su posizioni clerical-radicali in una forza politica conservatrice moderna sull’esempio dei Tory britannici.

Sul piano programmatico, PiS ha proposto il rafforzamento della Polonia come leader regionale per tutelare gli interessi dell’Europa Centro Orientale in un’Europa sempre più germanocentrica. PiS sostiene la necessità di dislocare basi permanenti NATO in Europa Centro Orientale, ed ha opposto il meccanismo di distribuzione forzato dei cosiddetti migranti voluto dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel.

PiS ha anche promesso l’abbassamento dell’età pensionabile, l’aumento delle paghe minime, ed incentivi per le famiglie con figli.

Da parte sua, la PO ha sostenuto la necessità di continuare con una politica estera di stretta alleanza con la Germania per rafforzare la posizione della Polonia in seno all’Unione Europea. La PO sostiene anche misure per rafforzare la difesa, ed ha approvato -su pressione della Germania- il meccanismo forzato di redistribuzione dei migranti voluto dalla Merkel.

La PO ha promesso anche misure in sostegno dell’invecchiamento attivo e la lotta ai “contratti spazzatura”.

Se confermati, i dati degli exit pool lasciano parte una serie di possibili scenari. Con circa il 40% e solo 5 partiti in Parlamento, PiS può governare in solitaria. Aperta resta anche l’ipotesi di un Governo di minoranza, con l’apporto di PO o Kukiz 15 su singoli provvedimenti.

Un’altra ipotesi, sostenuta da voci ben accreditate, descrive una Grande Coalizione tra PiS e una fetta della PO, un’operazione alla quale, assieme al Presidente polacco, Andrzej Duda -candidato alla presidenza del PiS- sta lavorando il Ministro degli Esteri Grzegorz Schetyna, influente membro della PO.

Per il PiS, la coalizione con la PO rappresenta la possibilità di apportare cambiamenti leggeri nella politica estera, mantenendo un profilo tutto sommato legato all’Unione Europea -seppur fortemente critico di essa- ed un impegno in campo internazionale per la libertà e la democrazia in Ucraina e nel resto del Mondo ex-sovietico.

Un’altra ipotesi aperta resta una coalizione tra PiS e il movimento Kukiz 15, possibile qualora la PO decidesse di mantenersi all’opposizione del PiS. In tal caso, il PiS sarebbe portato ad approntare un cambiamento radicale in politica estera, con una posizione fortemente anti-europea, disinteressata dell’Ucraina, e a tratti persino accomodante con la Russia.

Matteo Cazzulani
Analista Politico del’Europa Centro Orientale
@MatteoCazzulani

IMG_9888.JPG

Tagged with: , , ,

UCRAINA: COSTITUZIONE ANCORA MODIFICATA A VANTAGGIO DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 19, 2010

La scadenza di Presidente e Parlamento aumentati di un anno. Al voto solo nel 2012 e nel 2015. Il Capo di Stato ignora la festa nazionale arancione

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

“Siamo fedeli alle tradizioni, ma non ai metodi sovietici”. Così ha dichiarato Hanna Herman, vice capo dell’Amministrazione presidenziale, per giustificare la decisione del Capo dello Stato ucraino, Viktor Janukovych, di boicottare le solenni celebrazioni del Giorno della Libertà, il prossimo 22 novembre.

Peccato che, poco più tardi, ad adottare maniere da URSS è stata proprio la sua parte politica, rea dell’ennesima manipolazione arbitraria della Costituzione. Nella giornata di venerdì, 18 novembre, il Parlamento ha prolungato di un anno la propria cadenza, il mandato presidenziale, e quello di tutte le Amministrazioni Locali.

Nello specifico, le prossime elezioni parlamentari si terranno l’ultima Domenica di ottobre del 2012. Le presidenziali, invece, l’ultima di marzo del 2015. Dunque, la coalizione di governo si è aggiunta un anno in più alla guida del Paese, modificando un articolo della Costituzione del 1996 – ripristinata, lo scorso 30 settembre, con un decreto discutibile della Corte Costituzionale – che prevedeva il rinnovo di Rada e Presidenza ogni quattro anni.

A favore della proposta, la maggioranza compatta: tutti i 179 parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – i 26 comunisti, ed i 20 del Blocco Lytvyn. Ad essi, si sono aggiunti 29 del gruppo misto, più 10 del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, e 41 di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – i due gruppi dell’Opposizione Democratica.

A stupire, oltre alla superficialità con cui è stata affrontata la modifica di un articolo della Carta Suprema, la rapidità. Difatti, il voto della Rada ha seguito di poche ore il verdetto della Corte Costituzionale, che ha dato imprimatur al mutamento delle scadenze delle cariche. L’approvazione dovrà essere ratificata nella prossima seduta parlamentare dedicata alla questione, in programma al termine delle ferie invernali.

La battaglia dell’Opposizione Democratica

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Pronta la reazione dell’Opposizione Democratica. Con una nota, il BJuT-Bat’kivshchyna ha comunicato l’esclusione dei 10 deputati nazionali che hanno votato un provvedimento illiberale, voluto dalla maggioranza.

“La nostra posizione – ha dichiarato la Leader della forza politica, Julija Tymoshenko – è di assoluta contrarietà. Chi ha votato a favore delle modifiche dovrà risponderne personalmente. Non mi stupisce. Sono personaggi che temono per la propria rielezione. Il Parlamento è sempre più corrotto”.

Inoltre, la Lady di Ferro ucraina, anima della Rivoluzione Arancione, ha dichiarato supporto – seppur senza effigi di partito – alla manifestazione nazionale degli imprenditori e dei lavoratori, indetta per il prossimo 22 novembre, il Giorno della Libertà sconosciuto a Janukovych – una delle festività nazionali introdotte a seguito della Rivoluzione Arancione.

Motivo della protesta, l’entrata in vigore di un Codice Fiscale iniquo ed illiberale. Che, in cambio di sgravi fiscali per i grandi industriali – sponsor del Partija Rehioniv – incrementa la pressione su piccola e media impresa, vieta ai sindacati di riunirsi, istituisce la responsabilità diretta del lavoratore, e ne consente il monitoraggio dell’operato.

Anche questo provvedimento è stato approvato dalla maggioranza con estrema rapidità. Senza ascoltare alcuna delle proposte dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani