LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Szydło premier, Kopacz in minoranza: in Polonia è terremoto politico

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 14, 2015

Il Presidente polacco, Andrzej Duda, nomina la Vicepresidente del Partito conservatore PiS premier del primo Governo monocolore della storia del Paese. Il Ministro degli Esteri nominato Witold Waszczykowski promette un cambio radicale in politica estera esonerando in corsa Ambasciatori ritenuti inefficienti

Varsavia – Cambiare radicalmente gli equilibri della politica polacca in due giorni è possibile, così come dimostrato dai fatti di venerdì, 13 Novembre, giorno nel quale il Presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha designato nuovo premier Beata Szydło, Vicepresidente del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS, la forza politica che ha ottenuto la maggioranza dei seggi in parlamento nelle scorse Elezioni Parlamentari di Domenica, 25 Ottobre- già coordinatrice della campagna elettorale presidenziale che ha portato Duda alla presidenza lo scorso Maggio.

La Szydło, chiamata a reggere il primo Governo monocolore nella storia polacca dalla caduta del comunismo, ha già anticipato i nomi dei Ministri che faranno parte dell’Esecutivo, e, secondo fonti ben accreditate, è pronta ad esporre in parlamento il suo primo Exposé, necessario per l’ottenimento del voto di fiducia e, di conseguenza, per l’insediamento vero e proprio.

Tra i Ministri nominati, particolarmente attivo è il futuro Ministro degli Esteri, Witold Waszczykowski, che, senza aspettare il voto di fiducia, ha preannunciato cambi importanti nella politica estera della Polonia in una lunga intervista rilasciata al quotidiano Rzeczpospolita.

Nello specifico, Waszczykowski ha preannunciato che le priorità della politica estera polacca saranno incentrate sull’Europa Centro Orientale, in linea con il progetto del Presidente Duda di rendere la Polonia il Paese leader della regione dell’Unione Europea che va dal Mar Baltico al Mar Nero.

Nell’intervista, Waszczykowski ha anche sottolineato l’opposizione della Polonia al raddoppio del gasdotto Nordstream, infrastruttura progettata dalla Russia per incrementare la dipendenza dell’Unione Europea dal gas russo bypassando l’Europa Centro Orientale e rifornendo di gas, attraverso il fondale del Mar Baltico, direttamente la Germania -Paese che più di tutti sostiene il progetto, nonostante esso metta a serio repentaglio la sicurezza energetica e nazionale di Paesi membri dell’UE, quali Polonia, Stati Baltici, Ungheria, Slovacchia e Romania.

Infine, Waszczykowski, dopo avere evidenziato la necessità di rafforzare le relazioni con gli Stati Uniti d’America, sopratutto favorendo la finalizzazione della Partnership Industriale e Commerciale Trans Atlantica -TTIP- ha dichiarato l’intenzione di richiamare alcuni Ambasciatori nominati dal precedente Governo della moderata Piattaforma Civica -PO- in Paesi chiave per il nuovo corso della politica estera polacca, tra cui l’Ucraina.

Tusk il vero sconfitto

Proprio in casa PO, la nomina del Governo Szydło, ed ancor più la sconfitta sonora subita nelle Elezioni Parlamentari, ha portato ad un rimescolamento delle carte interne con la vittoria di Sławomir Neuman nelle elezioni interne per la carica di Capogruppo e leader dell’opposizione in parlamento.

Sconfitta da Neuman nella votazione interna al Gruppo parlamentare della PO, la premier uscente, Ewa Kopacz, ha rinunciato a correre per la guida del Partito, lasciando de facto la strada spianata a Grzegorz Schetyna, ex-Ministro degli Esteri leader della fazione “conservatrice” della PO opposta a quella “riformista” della Kopacz e a quella “centrista” del Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk.

Proprio Tusk, che ha saputo evolvere la Polonia a moderno Paese europeo in 8 anni di Governo -tanto da guadagnarsi la rielezione nel 2011 come unico premier nella storia della Polonia- è il principale sconfitto dalla situazione, in crisi com’è nelle Istituzioni Europee, con l’osteggiato PiS saldamente al potere in Polonia, e il rivale Schetyna ad un passo dal coronare il sogno di guidare la “sua” PO.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro Orientale
@MatteoCazzulani

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Putin riapre le ostilità in Georgia

Posted in Georgia, NATO by matteocazzulani on July 15, 2015

L’esercito russo si espande in Ossezia del Sud, regione georgiana occupata dal 2008, per bloccare l’oleodotto Baku-Supsa. Il funzionamento di un’infrastruttura fondamentale per la diversificazione energetica dell’Unione Europea messo a serio repentaglio



Varsavia – Non in Lettonia, nemmeno in Polonia, e neanche ancora in Ucraina, come in molti temevano. Con l’inizio dell’estate, il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha avviato una nuova offensiva militare in Georgia con l’occupazione di un’ulteriore porzione dell’Ossezia del Sud, regione storicamente e culturalmente georgiana che la Russia controlla illegalmente dal 2008.

Come riportato dall’autorevole sito di informazione militare Defence24, la manovra dell’esercito russo, avvenuta nei pressi di Tsitelubani -Paese ubicato nei pressi di Gori- ha permesso alla Russia di controllare una parte dell’oleodotto Baku-Supsa, una delle infrastrutture da cui l’olio estratto dal Mar Caspio viene esportato in Europa senza transitare per il territorio russo.

Con il controllo anche solo parziale dell’oleodotto Baku-Supsa, la Russia rende impossibile la realizzazione di un corridoio energetico per l’esportazione dell’olio centro asiatico in Europa Centrale, una delle regioni dell’Unione Europea maggiormente dipendenti dalle importazioni di energia russa.

Questo progetto, supportato dal consorzio Sarmatia -sostenuto politicamente da Polonia, Ucraina, Azerbaijan, Georgia e Lituania, e compartecipato dalla compagnia energetica polacca PERN, da quella ucraina UkrTransNafta, dalla georgiana GOGC, dalla lituana Klaipedos Nafta e dal colosso azero SOCAR- prevede l’invio dell’olio azero attraverso il Baku-Supsa e il suo trasporto via nave fino al porto di Odessa. Da qui, il carburante centro asiatico sarebbe inviato al porto di Danzica una volta completato il prolungamento dell’oleodotto Odessa-Brody-Plock fino alla città polacca.

L’occupazione di una fetta di territorio in cui transita l’oleodotto Baku-Supsa ha avuto luogo a pochi mesi dalla vittoria nelle Elezioni Presidenziali polacche di Andrzej Duda, giovane candidato conservatore che, in materia di politica estera ed energetica, ha dichiarato di voler ripristinare le iniziative attuate dal suo Predecessore, Lech Kaczynski.

Dinnanzi all’assenza di iniziative da parte dell’Unione Europea atte a garantire la sicurezza energetica dei suoi Paesi membri, Lech Kaczynski ha dato un forte impulso al progetto Sarmatia per diversificare le forniture di energia dell’Europa Centro-Orientale.

L’attività militare a scopo energetico della Russia in Georgia rappresenta una continuità preoccupante con le iniziative belliche che l’esercito russo sta attuando in Ucraina, dove, in seguito all’annessione armata della Crimea, le milizie di Mosca occupano le regioni orientali ucraine e, secondo fonti afferenti all’ambito militare, avrebbero come prossimo obiettivo proprio la città di Odessa.

Inoltre, come testimoniato da diverse fonti internazionali, l’esercito russo sta attuando sistematiche provocazioni nei cieli e nelle acque territoriali di Stati membri di NATO ed Unione Europea, quali Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Finlandia, Svezia, Danimarca e Gran Bretagna.

Obama e l’Europa ancora indifferenti

A facilitare l’attività bellica della Russia è la noncuranza dell’Unione Europea, incapace di condannare fermamente l’aggressività militare di Mosca nei confronti dei Paesi membri dell’UE situati in Europa Centro-Orientale.

Oltre al silenzio dell’UE, provocato dagli stretti interessi energetici ed economici con la Russia di alcuni Stati membri spiccatamente filorussi -Germania, Grecia, Italia ed Ungheria in primis- a favorire l’attività bellica di Putin in Georgia ed Ucraina è anche la distrazione dell’Amministrazione Presidenziale degli Stati Uniti d’America del democratico Barack Obama.

Nel Dicembre 2014, Obama ha rifiutato di concedere a Georgia ed Ucraina lo status di alleato particolare della NATO, un riconoscimento, chiesto a gran voce dai membri del Congresso sia repubblicani che democratici, che avrebbe consentito una stretta collaborazione militare di Tbilisi e Kyiv con gli USA.

Come riportato dalla Reuters, d’altro canto l’Amministrazione Obama ha concesso lo status di alleato particolare della NATO alla Tunisia, l’unico Paese del Nord Africa ad avere compiuto un processo democratico dopo le cosiddette Primavere Arabe.

Senza una reale comprensione da parte di Obama del problema rappresentato dall’aggressività militare russa in Europa Centrale ed Orientale -che tuttavia è stato ben compreso dal principale candidato alle Primarie repubblicane, Jeb Bush- l’Unione Europea vede la sicurezza energetica, nazionale e militare dei suoi Stati membri essere seriamente a repentaglio.

Inoltre, senza un vero e proprio rafforzamento della NATO, con una presenza permanente di uno o più contingenti dell’Alleanza Atlantica in Europa Centro-Orientale, e senza una comune politica dell’energia che punti a diversificare le forniture di gas e olio dalla forte dipendenza da Mosca, l’Unione Europea sarà incapace di affrancarsi dall’influenza di Putin sul piano militare ed energetico.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Più NATO in Europa: Duda parla chiaro alla Merkel

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 19, 2015

Il Presidente Eletto polacco si attiva per l’installazione di basi permanenti NATO in Europa Centrale e per il rafforzamento della collaborazione con gli Stati Uniti d’America. Stop al veto sulla presenza permanente dell’Alleanza Atlantica in Europa Centro-Orientale e inclusione della Polonia nelle trattative di pace tra Ucraina e Russia le principali condizioni poste dall’Amministrazione Duda al Cancelliere tedesco.



VARSAVIA – In Europa ci vuole più atlantismo, sopratutto da quando Putin si arma e continua a provocare l’Unione Europea. E la Merkel stia ad ascoltare. Queste sono le linee guida della nuova politica estera della Polonia improntate dal Presidente Eletto, il conservatore Andrzej Duda, giovane politico capace di sconfiggere il Capo di Stato uscente, il moderato Bronislaw Komorowski, nelle Elezioni Presidenziali polacche.

Come dichiarato dal parlamentare Krzystof Szczerski -stimato Professore dell’autorevole Università Jagellonica di Cracovia prossimo a diventare Ministro degli Affari Esteri presso l’Amministrazione Duda- in un’intervista al giornale Rzeczpospolita, il Presidente Eletto ha già avviato una tattica diplomatica destinata a portare nuovamente la Polonia in prima fila nel supportare il rafforzamento delle strutture trans atlantiche in Europa, a partire della NATO.

Infatti, come dichiarato da Szczerski, la priorità della politica estera di Duda è l’apertura di basi permanenti della NATO in Polonia, così da garantire la sicurezza nazionale dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale, oggi messa seriamente a repentaglio dall’assenza di reparti militari in grado di resistere ad un attacco da parte della Russia -che, considerando la condotta in Georgia ed Ucraina del Presidente russo, Vladimir Putin, sembra essere tutt’altro che improbabile.

Per ottenere questo scopo, sempre secondo le parole di Szczerski, Duda deve chiedere al Cancelliere tedesco, Angela Merkel, la rinuncia al veto tedesco sull’installazione di basi permanenti della NATO in Europa Centro-Orientale, un’idea a cui la Germania si è sempre opposta assieme a Paesi notoriamente filorussi dell’Unione Europea, come Francia e Italia.

Oltre alla rinuncia del veto sulla presenza permanente dell’Alleanza Atlantica in Polonia, Duda porrà alle Merkel altre tre condizioni per mantenere vivo il rapporto di stretta collaborazione tra Polonia e Germania: astensione da parte di Berlino alla politica climatica contraria al carbone, inclusione di Polonia e Stati Uniti nelle trattative di pace tra Ucraina e Russia -a cui finora partecipano anche Germania e Francia- rispetto dei diritti della diaspora polacca in territorio tedesco.

Per controbilanciare il ruolo della Germania, e per rafforzare le strutture trans atlantiche in Europa, Duda, sempre secondo quanto dichiarato da Szczerski, punta su un più stretto rapporto con gli USA e con quei Paesi dell’Unione Europea fortemente atlantisti, come la Gran Bretagna, con cui il Presidente Eletto polacco condivide la richiesta di rivedere il Trattato Europeo per dare più potere ai Parlamenti Nazionali.

Infine, Duda sarà impegnato a rilanciare la Polonia come il Paese leader del Gruppo di Vysehrad e, più in generale, di tutti i Paesi dell’Europa Centrale dal Mar Baltico al Mar Nero: una nuova Intermarium che, secondo Szczerski, permette all’Amministrazione Presidenziale polacca di perseguire la naturale vocazione del Paese come guida regionale di una serie di Stati accomunati da problematiche geopolitiche che il resto dell’Unione Europea, sopratutto nella sua parte occidentale, fatica a comprendere.

Già una solida collaborazione con Stoltenberg e Bush

Coerentemente con quanto dichiarato da Szczerski, Duda ha dimostrato di avere ben chiara la priorità trans atlantica fin durante i suoi primi incontri ufficiali da Presidente Eletto.

Durante un incontro con il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, nella giornata di giovedì, 18 Giugno, Duda ha invitato l’Alleanza Atlantica ad un rafforzamento consistente delle proprie strutture militari in Europa Centro-Orientale, anche attraverso un percorso di informazione dell’opinione pubblica in merito all’opportunità, nonché la necessità, di aumentare la difesa dei confini dell’Unione Europea.

Nella giornata di giovedì, 11 Giugno, Duda ha ricevuto il candidato alle Elezioni Primarie del Partito Repubblicano USA, Jeb Bush, con cui il Presidente Eletto polacco ha condiviso una visione della geopolitica mondiale basata sulla necessità di rafforzare l’impegno degli Stati Uniti nel garantire la sicurezza dell’Europa Centrale.

Fermezza e valori

Con la nuove direttive di politica estera, Duda ha la possibilità di implementare con forza il rafforzamento delle relazioni trans atlantiche finalizzate alla creazione di un fronte comune tra Stati Uniti ed Unione Europea per la difesa, e possibilmente la promozione nel Mondo, dei valori della Civiltà Occidentale, quali democrazia, libertà, diritti umani e prosperità.

Per farlo, Duda, oltre ad riportare la Polonia ad essere il Paese guida del Gruppo di Vysehrad -i cui Paesi membri hanno ultimamente effettuato un pericoloso riavvicinamento politico alla Russia- può contare su importanti alleati come Jeb Bush negli USA e il Primo Ministro della Gran Bretagna, David Cameron, in Europa.

Con la sua politica estera basata su atlantismo ed Intermarium, Duda riprende il percorso fortemente lungimirante avviato dall’ex-Presidente polacco, Lech Kaczynski. 

Il predecessore di Duda, durante l’aggressione russa alla Georgia nel 2008, ha saputo prevedere l’atteggiamento aggressivo della Russia di Putin nei confronti non solo dei Paesi dell’Europa Orientale, ma anche di Stati membri dell’Unione Europea dell’Europa Centrale.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani

Polonia: riforme, tradizione ed atlantismo al centro dell’Amministrazione Duda

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 1, 2015

Il Presidente Eletto polacco fa appello alla collaborazione tra tutte le forze politiche, e promette ascolto e realizzazione di un’agenda politica ambiziosa fatta di sostegno a famiglie con figli, agricoltura e imprese polacche e dialogo sociale. Rafforzamento della NATO in Polonia e creazione di un fronte comune dell’Europa Centro Orientale in seno all’Unione Europea le due direttrici principali della nuova Amministrazione Presidenziale polacca in politica estera



Varsavia – Riforme in nome di modernità e tradizione, nonostante la disinformazione di chi, in Europa Occidentale -sopratutto in Italia- lo dipinge come un “nuovo Orban pericoloso per l’Europa”. Questa, in sintesi, l’agenda politica che il Presidente Eletto della Polonia, Andrzej Duda, intende realizzare subito dopo il suo insediamento, programmato per il prossimo 6 Agosto.

Come dichiarato dallo stesso Duda nella giornata di venerdì, 29 Maggio, durante la cerimonia di consegna dell’attestato di vittoria delle Elezioni Presidenziali svoltesi una settimana prima, il Presidente Eletto della Polonia ha evidenziato come la sua Amministrazione sarà caratterizzata da un costante ascolto dei cittadini e dalla promozione di un confronto tra le varie forze politiche teso alla cooperazione e all’unità.

Le prime dichiarazioni da Presidente Eletto di Duda, effettuate alla presenza del Premier, Ewa Kopacz, e del Vicepremier e Ministro della Difesa, Tomasz Siemoniak -entrambi esponenti della moderata Piattaforma Civica, PO, la principale forza politica di maggioranza in Parlamento- sono state accompagnate dall’invito al Governo a non forzare l’approvazione di alcuna riforma costituzionale prima dell’insediamento della nuova Amministrazione Presidenziale.

Considerata la resistenza che un Parlamento di colore opposto potrebbe riservargli, Duda, che ha vinto le Elezioni Presidenziali da candidato del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS, principale forza politica dell’opposizione in Parlamento- con il suo appello ha dimostrato di avere ben chiare le difficoltà che, almeno nei primi mesi, fino alle prossime Elezioni Parlamentari, l’Amministrazione Presidenziale potrebbe incontrare nel realizzare un’ambiziosa agenda programmatica, improntata principalmente su tematiche di carattere sociale ed economico.

Durante la campagna elettorale, Duda, giovane Europarlamentare del Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, ECR, che ha saputo conquistare il voto di centro spostando PiS su posizioni conservatrici moderne -e non più clerical-radicali come nel recente passato- ha infatti promesso l’utilizzo dei Fondi Europei per erogare sostegni alle famiglie con figli, all’agricoltura e alle imprese polacche. 

Il Presidente Eletto, che subito dopo la sua elezione ha rinunciato alla tessera di Partito per garantire l’imparzialità del suo ruolo, ha poi dichiarato la sua totale contrarietà all’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, promettendone un ritocco al ribasso nel corso dei 5 anni della sua Amministrazione.

Duda, in un’intervista rilasciata al quotidiano Rzeczpospolita, ha mantenuto un atteggiamento prudente su tematiche eticamente sensibili come la Fecondazione Assistita, ma, nel contempo, ha illustrato di essere disposto ad avviare un dialogo con le Associazioni LGBT per regolarizzare lo status delle persone affettivamente vicine, pur ribadendo contrarietà assoluta alla legalizzazione delle coppie di fatto dello stesso sesso.

Oltre che sulla politica interna, Duda è all’opera anche per quanto riguarda l’Agenda di Politica Estera che, come il Presidente Eletto ha preannunciato a più riprese, punta a rafforzare sia la presenza della NATO in Polonia che il ruolo della Polonia come leader di un’alleanza dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale in seno all’Unione Europea.

Da un lato, l’Amministrazione Duda punta ad ottenere l’istallazione di basi militari permanenti della NATO in Polonia, nonché la pronta realizzazione del sistema di difesa antimissilistico USA, così da rassicurare i Paesi dell’Europa Centro-Orientale da probabili aggressioni militari da parte della Russia e, allo stesso tempo, garantirne la sicurezza nazionale. 

Dall’altro, con la proposta di costituire un fronte comune di Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Svezia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia ed Ungheria, il Presidente Eletto ambisce al rilancio di una moderna Intermarium: progetto politico elaborato nel periodo interbellico dal Capo dello Stato polacco, Jozef Pilsudski, rilanciato, nel 2008, dall’ex-Presidente Lech Kaczynski, esponente di PiS a cui Duda non ha mai nascosto di ispirarsi.

Quasi pronto il Gabinetto del nuovo Presidente

Come riportato da fonti vicine al Presidente Eletto, sull’agenda di Politica Estera e di Difesa -ambito su cui Duda è mediamente ferrato- fondamentale è il lavoro di Krzysztof Szczerski e Witold Waszczykowski. Questi due importanti esponenti PiS sarebbero già all’opera per organizzare la prima visita all’Estero del nuovo Capo dello Stato che, per rimarcare la vocazione atlantista della sua Amministrazione, Duda potrebbe effettuare a Washington o a Bruxelles.

Sempre secondo indiscrezioni ben fondate, a Szczerski, stimato Professore dell’Università Jagellonica di Cracovia, già Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Esteri nel 2007 ed Europarlamentare del Gruppo ECR, sempre secondo indiscrezioni ben fondate sarà affidata la gestione della politica estera dell’Amministrazione Duda. 

Invece, Waszczykowski, diplomatico di orientamento atlantista, anch’egli già Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Esteri dal 2005 al 2008, è il candidato principale a Ministro degli Esteri nel caso PiS dovesse vincere le prossime Elezioni Parlamentari.

Un’altra personalità illustre ad entrare nella nuova Amministrazione Presidenziale come responsabile della sfera sociale sarebbe lo storico ed ex-Europarlamentare del Gruppo ECR Pawel Kowal, ora Coordinatore della forza politica Polonia Insieme -PR- che, assieme a PiS, ha sostenuto la corsa di Duda alla Presidenza.

Un altro ex-Europarlamentare del gruppo ECR, il filosofo Ryszard Legutko, potrebbe entrare nell’Amministrazione Duda come consigliere per il settore dell’Educazione, mentre, per le questioni di carattere programmatico, possibile è la nomina del Professor Piotr Glinski, già candidato Premier di PiS durante i due voti di sfiducia costruttivi presentati dalla forza partitica conservatrice in Parlamento negli ultimi anni.

Infine, a Capo dell’Amministrazione Presidenziale potrebbe essere nominato Maciej Lopinski, già Capo di Gabinetto dell’ex-Presidente Lech Kaczynski.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Dibattito Duda-Komorowski: un pareggio che lascia tutto come prima

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 18, 2015

Il candidato conservatore favorevole all’abbassamento dell’età pensionabile e al sostegno ad agricoltura, aziende polacche e famiglie con figli. Il Presidente moderato uscente promette continuità in crescita ed europeizzazione, e misure in supporto all’invecchiamento attivo



Varsavia – Un pareggio con squadre schierate sulla difensiva, poco fair play e tanto agonismo. Così si è svolto il dibattito televisivo tra il candidato conservatore Andrzej Duda e il Presidente uscente di orientamento moderato, Bronislaw Komorowski, trasmesso in diretta dalla televisione pubblica polacca TVP nella giornata di Domenica, 17 Maggio. 

Il dibattito, il primo dall’inizio della campagna elettorale per il ballottaggio delle Elezioni Presidenziali polacche, de facto non ha cambiato le carte in tavola, dal momento in cui i due contendenti si sono limitati a compattare il proprio elettorato.

Questa situazione -che vede i rapporti di forza precedenti al voto tra i due candidati totalmente invertiti- favorisce Duda, in testa al Primo Turno con il 34% dei consensi, e costringe Komorowski, fermo al 33% nel primo round della consultazione elettorale, ancora ad inseguire.

Duda, giovane Parlamentare Europeo del Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei -ECR- che ha saputo evolvere il suo Partito Diritto e Giustizia -PiS- da posizioni fortemente clericali ad un conservatorismo più moderno sullo stile di quello dei Tory britannici, ha avuto un avvio incerto, ma ha poi saputo rimettersi in corsa dimostrando di avere un contatto diretto con l’elettorato. 

Inoltre, Duda, che ha sottolineato come Komorowski abbia finora evitato ogni confronto pubblico, ha guardato sempre negli occhi l’avversario, costringendolo a cadere nella sua provocazione e ad alzare i toni di un dibattito che tutti i media avevano previsto essere tranquillo e pacato.

Komorowski, sostenuto dalla Piattaforma Civica -PO, la principale forza politica del Paese di orientamento moderato a cui appartengono il Premier, Ewa Kopacz, e il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk- è riuscito a cancellare l’immagine di sé come politico poco attivo in campagna elettorale, ma non ha saputo spiegare adeguatamente quanto fatto durante la sua Amministrazione, né cosa il suo programma elettorale preveda per i prossimi 5 anni in caso di rielezione.

Punzecchiato dall’accusa dell’avversario di essere un ‘politico di palazzo’ lontano dalla gente, Komorowski, inoltre, ha più volte accusato Duda di essere dipendente da Jarosław Kaczynski, il Capo di PiS.

Nonostante il considerevole agonismo politico tra i contendenti, nel corso del dibattito è emersa una sostanziale differenza di vedute tra i due candidati.

Duda ha sostenuto incentivi per le famiglie con figli, sostegno alle imprese polacche, abbassamento dell’età pensionabile, supporto all’agricoltura -settore chiave dell’economia polacca- e contrarietà ad una fecondazione assistita sregolata.

Komorowski, da parte sua, ha dichiarato di volere replicare 5 anni di crescita economica, ha promesso misure per sostenere l’invecchiamento attivo, così da sostenere l’innalzamento dell’età pensionabile, ed ha promesso misure finanziarie per arginare l’emigrazione giovanile.

Duda per NATO ed Intermarium, Komorowski per UE e Germania

Anche per quanto riguarda la politica estera e di difesa, una certa differenza tra i due candidati è emersa in maniera quasi chiara.

Da un lato, Duda ha sostenuto una maggiore collaborazione con NATO e Stati Uniti d’America, ed ha evidenziato la necessità di stringere una stretta alleanza interna all’Unione Europea con Lituania, Lettonia, Estonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania e Svezia: un nuovo Intermarium di Paesi accomunati da una medesima storia e comunanza di interessi spesso poco o non del tutto compresi da Bruxelles.

Inoltre, Duda si è detto favorevole ad armare l’esercito ucraino, ed ha dichiarato che lo scopo dell’azione diplomatica della Polonia, sopratutto presso le Istituzioni UE, deve essere il pieno ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Dall’altro lato, Komorowski ha condiviso una maggiore collaborazione con la NATO, ma ha ritenuto necessario integrare ulteriormente Varsavia nell’Unione Europea per rendere la Polonia un Paese-chiave dell’UE accanto a Germania e Francia, seguendo la rotta tracciata dai Governi Tusk.

In aggiunta, Komorowski si è detto favorevole all’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, ma ha negato l’opportunità di inviare aiuti militari per permettere a Kyiv di difendersi dall’aggressione militare della Russia di Putin.

La relazione degli interventi del dibattito, pubblicata in diretta sul canale Twitter @MatteoCazzulani , è riportata in seguito all’analisi.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani


Parte Prima – Politica estera e di difesa

#Komorowski : Aiutare #Ucraina in seno a Unione Europea ma no ad aiuto militare a #Kyiv #DibattitoPolonia 

#Duda : #Ucraina deve entrare in #UnioneEuropea. Agire presso UE e #NATO per ottenere questo scopo #DibattitoPolonia

#Duda : Sí a basi polacco-americane per rafforzare fianco orientale #NATO. Errore non implementare scudo spaziale USA #DibattitoPolonia

#Komorowski : Sicurezza Polonia si costruisce anche in #UnioneEuropea. Contiamo solo su noi stessi #DibatittoPolonia

#Komorowski : Più fondi per esercito successo della mia Amministrazione per garantire sicurezza #Polonia. #DibattitoPolonia

#Duda : Esercito #Polonia in stato pessimo. Responsabilità è di chi ha governato finora #DibattitoPolonia 

#Duda : #Polonia deve rivitalizzare contatti con Gruppo Vysehrad, Baltico, Svezia: Paesi con una storia comune alla nostra #DibattitoPolonia

#Komorowski : Polonia deve essere più integrata in #UnioneEuropea per contare di più. Elezione #Tusk a Consiglio UE successo importante #DibattitoPolonia

Parte Seconda – Politica interna

#Duda : Includere tutte le fasce della popolazione su questioni sociali, come politica pro-famiglia #DibattitoPolonia

#Komorowski : Il dialogo tra tutte forze politiche unica via per risolvere questioni sociali #DibatittoPolonia

#Komorowski : Continuare a creare posti di lavoro per i giovani con aiuti da fondi statali per arrestare emigrazione #DibatittoPolonia

#Duda : Riportare speranza, opportunità e certezze per i giovani, costretti così ad emigrare, favorendo le imprese polacche #DibattitoPolonia

#Duda : Elezioni importanti per cambiamento, innovare l’economia polacca sulla base di maggiore liberalizzazione #DibatittoPolonia

#Komorowski : Non occorre rinnovare economia polacca, ma continuare con crescita #DibattitoPolonia 

#Komorowski : Giusto innalzare età pensionabile e pensare a invecchiamento attivo perché #Polonia ha crisi demografica #DibattitoPolonia

#Duda : Folle fare lavorare polacchi fino alla morte. Ascoltiamo la gente e abbassiamo l’età pensionabile #DibattitoPolonia

#Duda : Da tempo sostengo riforma Costituzione per restituire sovranità alla #Polonia #DibattitoPolonia

#Komorowski : Non occorre cambiamento Costituzione, ma cambiamenti in alcune sue parti #DibattitoPolonia

Parte Terza – Confronto diretto

Nelle domande dirette #Duda attacca su Agricoltura e Sanità. #Komorowski contrattacca contestando appartenenza partitica dell’avversario #DibattitoPolonia

#Duda pone domande dirette guardando negli occhi avversario. #Komorowski legge le sue da foglio preparato #DibattitoPolonia

#Duda : #Komorowski responsabile per contratti costosi per acquisto gas da #Russia e decarbornizzazione imposta da UE #DibattitoPolonia

#Duda : Rappresento meglio io la #Polonia come Parlamentare Europeo che un #Komorowski sempre assente a #Bruxelles #DibattitoPolonia 

#Komorowski : Promesse #Duda irrealizzabili perché non hanno copertura finanziaria #DibattitoPolonia

#Komorowski : Chi è contro fecondazione assistita è retrogrado. #Duda: sono padre e sono per la vita seguendo San Giovanni Paolo II #DibattitoPolonia

#Komorowski : Mio avversario cambia troppo spesso idee. #Duda : Presidente promette tutto per recuperare voti #DibattitoPolonia

#Komorowski : Prometto #Polonia che include, garantisce concordia, si rafforza in #UnioneEuropea #DibattitoPolonia

#Duda : Prometto più lavoro, difesa interesse #Polonia in UE e nel Mondo, politica finalmente credibile vicina alla gente, difesa industria polacca #DibattitoPolonia

Elezioni Presidenziali polacche: il dibattito Duda-Komorowski in diretta Twitter su La Voce Arancione

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 16, 2015

Il primo confronto tra il candidato conservatore e il Presidente uscente moderato rappresenta una pagina importante della storia della politica della Polonia. La relazione in diretta sul canale @MatteoCazzulani

Varsavia – Una pagina della storia della politica di un importante Paese dell’Unione Europea e della NATO, nonché la disinformazione di quei pochi media italiani che ne parlano e il totale disinteresse di tutti gli altri che non trattato affatto l’argomento. Queste sono le motivazioni che hanno portato La Voce Arancione ad effettuare una relazione in diretta del Dibattito televisivo dei candidati del Secondo Turno delle Elezioni Presidenziali polacche: il conservatore Andrzej Duda e l’uscente moderato Bronislaw Komorowski.

La vittoria di Duda, in testa al Primo Turno con circa il 34% dei consensi, può portare ad un cambiamento epocale nella politica polacca, in quanto la sua nomina a Presidente de facto pensionerebbe in un colpo solo sia l’establishment di Komorowski, sia il Capo del suo Partito Diritto e Giustizia -PiS-, Jaroslaw Kaczynski.

Duda, che è riuscito ad evolvere PiS a moderna forza partitica di orientamento conservatore più simile ai Tory di Cameron in Gran Bretagna che al vecchio Partito fortemente clericale presieduto da Jaroslaw Kaczynski, ha saputo superare Komorowski, dato in testa da tutti i sondaggi, grazie ad una campagna elettorale con punti chiari e precisi, come il rafforzamento della NATO in Polonia e l’uso dei fondi europei per concedere sussidi alle famiglie con figli, creare nuovi posti di lavoro e dare la possibilità a chi ha reddito di acquistare una propria casa.

Dal canto suo, Komorowski, supportato dalla moderata Piattaforma Civica -PO, la forza politica di maggioranza del Paese, a cui appartengono il Premier, Ewa Kopacz, e il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk- paga una campagna elettorale totalmente sottotono, condotta con la sicurezza di vincere al Primo Turno senza tuttavia ascoltare cittadini e territorio.

Komorowski, palesemente allarmato dall’esito delle votazioni, sta cercando il sostegno sia dei socialdemocratici attraverso l’endorsement ottenuto dall’ex-Presidente, Aleksander Kwasniewski, sia il voto dei sostenitori del candidato classificatosi terzo al Primo Turno, Pawel Kukiz, dichiarandosi favorevole a quasi tutti i punti del suo programma elettorale.

Il dibattito tra Duda e Komorowski, il primo tra i due contendenti dall’inizio della Campagna Elettorale -dato che il Presidente uscente ha sempre evitato il confronto pubblico con i suoi avversari- è fondamentale per comprendere, e confrontare, le proposte dei due principali competitor di una delle contese più avvincenti nella storia della Polonia.

Una relazione in diretta del confronto sarà servita da La Voce Arancione nella giornata di Domenica, 17 Maggio, alle ore 20:10, presso il canale Twitter @MatteoCazzulani e la pagina Facebook Matteo Cazzulani. La relazione può essere seguita, sia su Twitter che su Facebook, anche usando l’hashtag #DibattitoPolonia.

Un commento sul dibattito sarà poi pubblicato su La Voce Arancione con ampio spazio alla cronaca generale della Campagna Elettorale

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
@MatteoCazzulani

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Andrzej Duda come Matteo Renzi: un paragone tutt’altro che azzardato

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 12, 2015

Cambiamento, modernità e sguardo verso i voti di centro sono gli elementi che hanno permesso al candidato conservatore alle Elezioni Presidenziali polacche di ottenere la maggioranza relativa al Primo Turno. Così come realizzato dal Premier italiano, il consenso ottenuto dall’esponente del Partito Diritto e Giustizia -PiS- può portare ad un rinnovamento radicale della politica anche in Polonia



Varsavia – C’è chi presso la stampa italiana lo ha descritto come un “pericoloso nazionalpolulista euroscettico e clericale di destra” la cui vittoria metterebbe addirittura in crisi l’Unione Europea. In realtà, Andrzej Duda, candidato conservatore capace, inaspettatamente, di ottenere la maggioranza relativa dei consensi nel Primo Turno delle Elezioni Presidenziali di Domenica, 10 Maggio, è invece il personaggio che potrebbe rinnovare la politica della Polonia.

Il risultato di Duda -avvocato di circa 43 anni, laureato presso l’Università Jagellonica di Cracovia, la sua città natale- è stato possibile grazie ad una campagna ben preparata sui social media e trascorsa per intero tra la gente, sia nelle grandi città che nei piccoli centri di campagna. 

Una ricetta vincente che, a dispetto dei sondaggi che lo davano per sicuro secondo, gli ha consentito di scavalcare, anche se per un solo punto percentuale, il Presidente uscente, il moderato Bronislaw Komorowski.

Nella sua breve carriera politica, Duda è stato esperto in materia legislativa presso il Gruppo Parlamentare del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS- poi Viceministro della Giustizia, e, dal 2006 al 2010, Sottosegretario di Stato presso la Cancelleria dell’allora Presidente, Lech Kaczynski.

In seguito, dopo una sconfitta nelle Elezioni Amministrative di Cracovia nel 2010, Duda è diventato Parlamentare e Addetto Stampa del suo Partito nel 2011. Infine, con più di 97 Mila preferenze, Duda, nel 2013, è stato eletto Parlamentare Europeo: carica che tutt’oggi mantiene tra le file del Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei -ECR.

Dopo avere ottenuto l’investitura ufficiale a Candidato Presidente della Polonia, Duda ha puntato fin da subito ai voti di centro, ed ha avviato una campagna elettorale con contenuti talmente nuovi da rendere PiS espressione di un conservatorismo moderno “giovane” ed aperto alla società, di gran lunga più simile ai Tory di Cameron in Gran Bretagna che al vecchio PiS di Jarosław Kaczynski: una formazione profondamente di destra legata a doppio filo con le Gerarchie Ecclesiastiche più reazionarie.

Oltre che ad un successo inaspettato, la “ricetta Duda” -che ha come piatto forte l’utilizzo dei Fondi Europei per la creazione di nuovi posti di lavoro, per la costruzione di più case e per l’erogazione di incentivi per le famiglie con figli, oltre che la realizzazione di una Polonia totalmente sicura militarmente ed indipendente energeticamente in un’Europa dove la presenza della NATO è più forte- sta portando alla realizzazione dell’impresa, per nulla facile, di rinnovare una politica vecchia, arcaica e non più al passo coi tempi come quella polacca.

L’impresa di Duda in Polonia -impresa che ha ancora da compiersi con la vittoria al Secondo Turno delle Elezioni Presidenziali- è paragonabile a quanto realizzato in Italia da Matteo Renzi: attuale Premier arrivato a Palazzo Chigi forte di un sostegno popolare guadagnato dapprima come Sindaco di Firenze e, successivamente, come “rottamatore” della vecchia classe dirigente del suo Partito Democratico.

Così come fatto da Renzi con la “Ditta” di Pierluigi Bersani, anche Duda sta riuscendo nell’impresa di pensionare un Partito vecchio, al limite del reazionario, come il PiS di Kaczynski spostando la forza politica verso posizioni più centriste. 

Inoltre, sempre come realizzato dal Premier italiano nello scenario della politica italiana, Duda è considerato come un volto “nuovo” e “giovane” capace di mandare finalmente a riposo una classe politica che oramai da troppi anni, seppur con buoni risultati -ovviamente solo per quanto riguarda la Polonia- sta governando il Paese.

Il cambiamento e il discredito

Certo, per Duda la vittoria non sarà facile, anche perché dopo la sua vittoria al Primo Turno il rivale Komorowski si è ricordato di essere il Presidente uscente, ed ha ravvivato una campagna elettorale finora affrontata con leggerezza e superficialità.

All’apparentamento affrettato di Komorowski, che è appoggiato dalla moderata Piattaforma Civica -PO, la principale forza politica del Paese a cui appartengono il Premier Ewa Kopacz e il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk- con l’elettorato di sinistra, suggellato nella giornata di lunedì, 12 Maggio, da una conferenza stampa con il suo predecessore Aleksander Kwasniewski, Duda ha risposto con costanza e decisione, continuando ad incontrare associazioni sui territori ed invitando il suo rivale, per l’ennesima volta, ad un dibattito televisivo.

Seppur differente nelle modalità e nella tempistica, ed anche per quanto riguarda il posizionamento ideologico, l’epopea di Duda possiede la medesima forte carica di innovazione e rinnovamento che, dal 2012 al 2014, ha portato Matteo Renzi alla guida prima del PD, e poi del Governo italiano dopo una “rottamazione” di vecchie personalità e vecchi Partiti.

Per questo, non è affatto azzardato paragonare Duda a Renzi, né lo è affermare che la parabola politica del candidato conservatore polacco è destinata ad entrare nella storia della politica polacca. 

Questo, nonostante la disinformazione realizzata in Italia da chi, probabilmente senza conoscere a fondo il personaggio, né forse nemmeno il background politico della Polonia, sulle pagine di uno dei principali giornali italiani paragona Duda al Premier ungherese, il reazionario Viktor Orban.

Matteo Cazzulani

Analista di Tematiche dell’Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani

La Polonia risponde a Putin: Duda avanti al primo turno nelle Elezioni Presidenziali

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 11, 2015

Il candidato conservatore, a sorpresa, sorpassa il Presidente uscente, il moderato Bronislaw Komorowski. Già avviata la caccia agli apparentamenti da parte di ambo i candidati in vista del secondo turno



VARSAVIA – Il risultato più sorprendente al termine di una delle campagne più noiose della storia della politica dell’Europa Centro-Orientale. Nelle Elezioni Presidenziali polacche di Domenica, 10 Maggio, Andrzej Duda, candidato del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS- ed Europarlamentare del gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei -ECR- ha vinto il primo turno con il 34,8% dei consensi davanti a Bronislaw Komorowski, il Presidente uscente sostenuto dal Partito moderato Piattaforma Civica -PO, la forza politica del Premier Ewa Kopacz che controlla la maggioranza del Parlamento- fermo al 32,2%.

Dopo Duda e Komorowski, che si fronteggeranno al secondo turno, si è classificato Pawel Kukiz, musicista indipendente capace di raccogliere un sorprendente 20,3%. Al quarto posto si è classificato il libertario Janusz Korwin-Mikke con il 4,4%, seguito dalla giornalista Magdalena Ogorek, candidata indipendente sostenuta dal Partito socialdemocratico SLD, con il 2,4%.

A commento del risultato, Duda ha dichiarato di essere pronto a riprendere il dialogo con l’associazionismo e la società civile per compattare il suo elettorato. Inoltre, Duda ha reiterato l’invito al suo rivale Komorowski a confrontarsi in un dibattito televisivo per dare ai polacchi la possibilità di scegliere tra due proposte differenti per amministrare il Paese.

Infine, Duda ha lanciato un’invito a Kukiz, definito “un patriota che ha saputo sollevare temi che stanno a cuore ai polacchi”, a sostenere la sua corsa alla Presidenza supportando l’introduzione di un sistema elettorale con collegi uninominali: il punto di forza del programma elettorale del musicista terzo classificato.

Da parte sua, Komorowski ha dichiarato di essere pronto a rivolgere “proposte nuove” per correggere il suo programma elettorale e, così, intercettare nuovi voti. Il Presidente uscente, che ha accettato l’invito di Duda a partecipare al dibattito televisivo, ha anche invitato l’elettorato deluso a compattarsi attorno alla sua candidatura per evitare la vittoria dei conservatori.

Infine, Komorowski ha lodato la capacità di Kukiz di raccogliere consensi e, similmente al suo rivale conservatore, ha invitato l’elettorato del musicista polacco a confluire sulla sua candidatura per dare al Paese moderazione e concordia.

L’esito del primo turno rappresenta una vera e propria sorpresa, dal momento in cui tutti i sondaggi pre elettorali hanno dato a Komorowski un vantaggio tanto rassicurante da mettere in discussione lo svolgimento di un secondo turno. 

Tuttavia, con la vittoria inaspettata di Duda le carte in tavola sono nettamente cambiate, dando al candidato conservatore un vantaggio in termini di voti, e di morale, che potrebbe facilmente portarlo alla vittoria qualora, come molto probabile, l’elettorato di Kukiz e di Korwin-Mikke dovesse confluire sulla sua candidatura.

Il voto di centro e la bassa affluenza a decidere sul risultato

Le motivazioni della vittoria di Duda sono legate innanzitutto alla capacità del candidato conservatore di assumere un profilo più moderato rispetto a quello finora assunto dal Capo del Partito PiS, Jarosław Kaczynski: un’abilità che ha spostato voti di centro verso l’Europarlamentare ECR.

Inoltre, Duda ha saputo incarnare un immagine di politico “giovane” e “nuovo” in grado di porre un tratto di discontinuità con una classe politica che, anche in Polonia, tra troppo tempo manca di un ricambio generazionale.

Infine, Duda ha saputo dare una risposta più rassicurante alla crescente domanda di  sicurezza da parte dei polacchi, sempre più allertati dall’aggressività militare della Russia di Putin in Ucraina e, sopratutto, dalle continue provocazioni di Mosca a Paesi dell’Unione Europea come Estonia, Lettonia, Lituania, Svezia, Finlandia, Gran Bretagna e, per l’appunto, Polonia.

Non è un caso che la vittoria di Duda sia arrivata nella medesima giornata in cui il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, durante un incontro con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha definito come “storicamente necessario” il Patto Molotov-Ribbentropp: l’accordo, stretto tra Stalin ed Hitler nel 1939 per spartire il territorio della Polonia, che ha portato allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Per quanto riguarda Komorowski, il Presidente uscente, noto per il suo scarso carisma, paga innanzitutto la scelta di non avere preso parte al dibattito televisivo tra i candidati: un’occasione in cui l’esponente sostenuto dalla Piattaforma Civica ha dimostrato di non sapere mettersi in gioco.

In aggiunta, Komorowski soffre l’assenza dallo scenario politico polacco di Donald Tusk: carismatico e competente ex-Premier, attuale Presidente del Consiglio Europeo, capace di compattare ed ampliare i consensi della PO presso l’elettorato cristiano-democratico, moderato e liberale.

In ultimo, il Presidente uscente ha pagato una bassa affluenza, che, secondo i dati definitivi, si è attestata attorno al 49,4%.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani

POLONIA: MORTO ANDRZEJ LEPPER

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 7, 2011

Il Leader del partito conservatore Samoobrona, ex-Vice-Primo Ministro, si è suicidato a Varsavia, nel quartier generale della sua forza politica. La vicinanza del mondo politico e delle istituzioni. Bronislaw Komorowski celebra il primo anno di presidenza con un video. L’opposizione lo contesta per la politica estera controversa

Il leader di Samoobrona, Andrzej Lepper

Un suicidio nella sede di Samoobrona. Questo lo scenario che si è presentato alla polizia polacca venerdì, 5 Agosto, quando il Leader del partito conservatore polacco, Andrzej Lepper, è stato trovato morto, a causa di un’impiccagione autoprovocata, come più tardi certificato dai medici.

Vice-Premier nei governi Marcinkiewicz e Kaczynski, in cui, tra il 2005 ed il 2006, Samoobrona ha fatto parte di una coalizione forze conservatrici, con Diritto e Giustizia e la Lega delle Famiglie polacche, il 57enne esponente politico ha iniziato la sua carriera con l’organizzazione di scioperi di agricoltori e blocchi del traffico negli anni’90, per terminarla con la partecipazione alle Presidenziali anticipate del 2010, in cui ha ottenuto attorno all’1%.

A piangere Lepper, una moglie, due figli, e l’intero arco politico polacco, che, rappresentato dal Primo Ministro – e, in quanto Leader della liberale Piattaforma Civica, rivale politico – Donald Tusk, si è stretto attorno ai famigliari di una personalità fortemente contestata, ma sempre rispettata.

Il primo anno di Komorowski

Vicinanza al Leader di Samoobrona è stata espressa anche dal Presidente, Bronislaw Komorowski, giunto al primo anno alla guida del Paese: un compleanno festeggiato con un video che riassume quanto compiuto da un Capo di Stato che, in politica estera, si forgia del pregio di avere dato impulso al Partenariato Orientale dell’Unione Europea.

A non essere concordi, gli oppositori di Diritto e Giustizia, che ne hanno contestato l’abbandono della Polonia jagellonica – impegnata nello sviluppo della democrazia e della libertà nell’Europa Orientale, secondo la sua storica tradizione della Prima e Seconda Repubblica, e delle lotte nonviolente di Solidarnosc – e la ricerca ostinata di un dialogo con la Russia, senza se e senza ma.

Matteo Cazzulani