LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

REPUBBLICA CECA: I SOCIALDEMOCRATICI ALLA CONTA INTERNA DOPO LA NON-VITTORIA ALLE ELEZIONI PARLAMENTARI

Posted in Repubblica Ceca by matteocazzulani on October 31, 2013

Il Segretario del Partito Social Democratico Ceco, Bohuslav Sobotka, dimissionato dalla conduzione delle trattative per il varo di una Coalizione di Governo dal suo Vice, Michal Hasek. Nella contesa per la guida dell’Esecutivo c’è anche la vendetta del Presidente della Repubblica, Milos Zeman.

Dopo il magro risultato elettorale, presso i Socialdemocratici cechi la resa dei conti interna è iniziata molto duramente. Nella giornata di martedì, 29 Ottobre, il Segretario del Partito Social Democratico Ceco, Bohuslav Sobotka, è stato estromesso dalle consultazioni per la formazione di un Governo di coalizione dal suo Vice, Michal Hasek.

La decisione, presa da un organismo interno del Partito, e che paventa anche il dimissionamento di Sobotka dalla guida dei Socialdemocratici, è stata accolta con fermezza dal Segretario, che ha sottolineato come egli possa essere cacciato solo con un voto a scrutinio segreto da parte del Comitato Centrale Esecutivo.

Oltre alla corrente interna di Hasek, vero regista dell’operazione anti-Sobotka è il Presidente della Repubblica, Milos Zeman: ex-Premier Socialdemocratico fuoriuscito dal Partito, che intende vendicarsi con l’attuale Segretario per il mancato sostegno alle votazioni parlamentari del 2003 e del 2013.

Nel 2003, i deputati Socialdemocratici -tra cui Sobotka- non appoggiarono Zeman, che pure aveva vinto le primarie interne al Partito. Nel 2013, nelle prime Elezioni Presidenziali dirette in Repubblica Ceca, vinte da Zeman, Sobotka ha supportato un proprio candidato, Jiri Dienstbier.

La guerra intestina ai socialdemocratici cechi ha provocato una doppia trattativa per la creazione di una colazione di Governo, che ha visto sia Sobotka che Hasek corteggiare il movimento moderato ANO dell’imprenditore Andrej Babis.

Vera sorpresa della consultazione elettorale, ANO, che raccoglie sostegni populisti, è riuscita ad ottenere il secondo posto, con il 18,65% dei voti, nelle Elezioni Parlamentari di sabato 26 Ottobre, arrivando a poca distanza dal Partito Social Democratico, primo con il 20,5% dei consensi.

Sobotka, oltre che con ANO, ha intrapreso negoziazioni anche con l’Unione Cristiano Democratica-Partito Popolare Ceco -settima forza partitica con il 6,78% dei voti- per il varo di una Coalizione di Governo delle Larghe Intese di minoranza.

Da parte sua, anche Hasek ha dichiarato di avere intrapreso negoziazioni con Babis, che, secondo il Vicesegretario, avrebbe accettato di buon grado la mediazione.

In forse i comunisti, fuori, per ora, le destre

Oltre alla guerra interna ai Socialdemocratici, resta ancora aperta la possibile partecipazione ad un Governo di minoranza del Partito Comunista di Boemia e Moravia, che ha ottenuto un inaspettato terzo posto con il 14,90% dei voti.

Sembrano, invece, esclusi dalla formazione di un esecutivo sia i liberal-conservatori di TOP09 -quarti con il 12% dei voti- che i conservatori del Partito Democratico Civico -crollati al 7% dei consensi dopo avere Governato per più di cinque anni.

Per ora, fuori sembra anche essere il movimento Alba per una Nuova Democrazia Rappresentativa, sesto con il 6,87% dei consensi.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA CONQUISTA LA REPUBBLICA CECA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 15, 2013

Presentato il GAZELLE: gasdotto progettato per trasportare il gas russo proveniente dal Nordstream in Germania e Francia attraverso il territorio ceco. Il progetto mette a serio repentaglio la politica energetica varata dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dalle forniture del Cremlino

images-7Nel suo cuore geografico e culturale, l’Europa perde una grossa fetta della sua indipendenza e politica. Nella giornata di lunedì, 14 Gennaio, in Repubblica Ceca è stato presentato il gasdotto GAZELLE: conduttura progettata per aumentare le forniture di gas russo in Europa Centrale e Occidentale.

Come riportato da Natural Gas Europe, il GAZELLE rappresenta il prolungamento dell’OPAL: gasdotto che conduce in Germania il gas russo proveniente dal Nordstream.

Noto anche come Gasdotto Settentrionale, il Nordstream è stato realizzato sul fondale del Mar Baltico dal monopolista statale russo del gas, Gazprom, per rifornire di 55 miliardi dimetri cubi di oro blu all’anno direttamente la Germania, bypassando Paesi dell’UE come Polonia e Stati baltici.

Con la costruzione del GAZELLE, la Repubblica Ceca rafforza la sua posizione come Paese di transito del gas russo in Europa Centrale e Occidentale.

Dopo avere ricevuto il gas russo dall’OPAL nei pressi di Brandov, nel nord della Boemia, il GAZELLE attraversa la parte occidentale della Repubblica Ceca per 166 chilometri fino a Rozvadov, dove l’oro blu della Russia confluisce nel MEGAL: conduttura dalla portata di 22 Milioni di metri cubi di gas che taglia a metà la Germania per rifornire la Francia.

D’altro lato, con la realizzazione del GAZELLE Praga mette a serio repentaglio il progetto varato dalla Commissione Europea per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas e ridurre la dipendenza dell’UE dalle esportazioni della Russia, che già coprono il 40% del fabbisogno complessivo del Vecchio Continente.

La Repubblica Ceca in particolare giuoca un ruolo fondamentale per la realizzazione del Corridoio Nord-Sud: la messa in comunicazione dei gasdotti dei Paesi dell’Europa Centrale che consente il trasporto nel cuore del Vecchio Continente del gas liquefatto importato da Qatar, Norvegia e Stati Uniti d’America tramite i rigassificatori di Swinoujscie in Polonia e Krk in Croazia.

Il GAZELLE rientra nel disegno politico della Russia volto ad indebolire l’Europa per mantenere l’egemonia energetica di Mosca sul Vecchio Continente.

La cerimonia di apertura ha infatti visto la presenza del Segretario di Stato presso il Ministero dell’Energia della Federazione Russa, Anatoliy Borisovich, del rappresentante del Ministero dell’Economia tedesco, Anne Ruth Herkes, e del Primo Ministro Ceco, Petr Necas.

Più che il Primo Ministro, il vero regista dell’operazione che ha reso la Repubblica Ceca uno dei principali Paesi di transito del gas della Russia in Europa è il Capo dello Stato, il conservatore Vaclav Klaus, che ha contraddistinto la sua Amministrazione per la forte contrarietà all’integrazione europea, e le ostentate dimostrazioni di amicizia con il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

Le elezioni alla base della politica energetica di Praga

La condotta di Klaus, e di conseguenza la politica energetica della Repubblica Ceca, potrebbe registrare un sensibile cambiamento in seguito all’esito del secondo turno delle Elezioni Presidenziali ceche, che, il 25 Gennaio, vedrà contrapposti l’ex-Primo Ministro, Milos Zeman all’attuale Ministro degli Esteri, Karel Schwarzenberg.

Zeman, un fuoriuscito del Partito SocialDemocratico Ceco che ha fondato un proprio movimento di centro-sinistra, il Partito dei Diritti Civici, potrebbe non portare alcun cambiamento alla politica estera ed energetica di Praga.

Al contrario, Schwarzenberg – storico esponente del dissenso e del processo democratico ceco passato alla storia come Rivoluzione di Velluto – ha promesso di interrompere la retorica filo-putiniana di Klaus per dare un’impronta europea alla politica estera della Repubblica Ceca.

Al primo turno, avvenuto sabato, 12 Gennaio, Zeman ha ottenuto circa il 24% dei voti, vincendo perlopiù nelle campagne e tra gli  strati della popolazione più anziana. Schwarzenberg è stato invece sostenuto dal 23% dei votanti, perlopiù giovani, esponenti dei circoli intellettuali, e abitanti delle grandi città.

Matteo Cazzulani

Elezioni Presidenziali in Repubblica Ceca: Zeman e Schwarzenberg al ballottaggio

Posted in Repubblica Ceca by matteocazzulani on January 12, 2013

L’ex Primo Mininistro socialdemocratico e il Ministro degli Esteri moderato a sorpresa al testa a testa. Fuori dalla corsa un altro ex-Primo Ministro socialdemocratico, Jan Fischer

Nuova o vecchia, il primo turno delle Elezioni Presidenziali ceche ha dato una certezza: la Repubblica Ceca non Sara più un Paese euroscettico e apertamente filorusso.

Nella giornata di sabato, 12 Gennaio, l’ex-Primo Ministro Milos Zeman, e l’attuale Ministro degli Esteri, Karel Schwarzenberg, hanno guadagnato l’accesso al ballottaggio nelle prime elezioni presidenziali della Repubblica Ceca.

Come riportato dalla tv nazionale ceca, Zeman, un fuoriuscito dal Partito Socialdemocratico che ha creato un proprio soggetto politico di centro-sinistra, il Partito dei Diritti Civici – ha ottenuto il 24,24% dei consensi, vincendo sopratutto nelle campagne.

Schwarzenberg, un dissidente che dopo l’esilio all’estero durante l’epoca comunista ha appoggiato il processo democratico ceco passato alla storia com’e Rivoluzione di Velluto, e, dopo essere stato Cancelliere del Primo Presidente Ceco, Vaclav Havel, ha fondato il partito moderato TOP 09, ha ottenuto il 23,34% dei voti, soprattutto nella capitale Praga e nelle altre città.

Fuori dal ballottaggio e rimasto un altro ex-Premier socialdemocratico, Jan Fischer. Forte della cooperazione con la comunità ebraica, ma con un passato comunista alle spalle, Fischer ha ottenuto solo il 16,37%.

Il risultato ha del sorprendente, dal momento in cui i sondaggi hanno dato per certi al ballottaggio Zeman e Fischer. Indicato come spacciato, Schwarzenberg e riuscito a guadagnare consensi grazie al suo aperto sostegno all’Unione Europea.

Zeman e noto alla cronaca per le sue posizioni radicali, sopratutto in politica estera. E stato lui a paragonare l’ex-Leader dell’Autorita Palestinese, Yasser Arafat, con Adolf Hitler, suscitando un vespaio di polemiche anche da parte dell’UE.

Schwarzenberg, preso atto dei risultati, ha chiamato gli elettori a dargli fiducia per premiare il nuovo anziché il passato – impersonato da Zeman, secondo Schwarzenberg – nel secondo turno di Sabato, 25 Gennaio.

Lascia il Presidente euroscettico amico di Putin

Zeman e Schwarzenberg sono i protagonisti delle prime Elezioni Presidenziali ceche della storia, convocate grazie ad un cambiamento della Costituzione che ha stabilito l’elezione diretta del successore dell’attuale Capo dello Stato, Vaclav Klaus.

Klaus e noto per la sua posizione fortemente euroscettica, che ha portato la Repubblica Ceca ad essere uno degli ultimi Paesi ad avere ratificato il Trattato di Lisbona.

Di orientamento conservatore – sulla sua scrivania tiene un ritratto dell’ex-Primo Ministro britannico, Margaret Thatcher – Klaus si e distinto per la controversa amicizia con il Presidente della Russia, Vladimir Putin.

Per via delle relazioni privilegiate col Cremlino, Klaus, nonostante il parere contrario del Parlamento, guidato da una maggioranza conservatrice, ha sostenuto apertamente la Russia in occasione dell’aggressione militare alla Georgia nell’Agosto 2008.

Inoltre, il Presidente della Repubblica Ceca ha favorito il proliferare degli investimenti russi nel settore energetico, mettendo a serio repentaglio la sicurezza nazionale del suo Paese.

Matteo Cazzulani

IN REPUBBLICA CECA CROLLA LA MAGGIORANZA DI CENTRO-DESTRA

Posted in Repubblica Ceca by matteocazzulani on April 24, 2012

Il Primo Ministro ceco, Petr Necas, ha preso atto dell’assenza dei numeri necessari per l’approvazione delle misure di austerità previste dalla coalizione, dopo la fuoriuscita del partito centrista Affari Pubblici e una partecipata manifestazione organizzata dai sindacati. Possibili elezioni anticipate con esiti tutt’altro che certi

Il premier ceco, Petr Necas

Non ha resistito ai dissidi interni alla già instabile maggioranza, che si sono accompagnati alle partecipate proteste di piazza cavalcate dall’opposizione. Nella giornata di lunedì, 23 Aprile, il Primo Ministro ceco, Petr Necas, ha preso atto della crisi del suo governo, dopo che la formazione centrista Affari Pubblici ha abbandonato la Coalizione di centrodestra che da due anni governa il Paese.

A generare il dissidio è stata la richiesta da parte di Affari Pubblici di un rimpasto nella squadra di Governo – composta dal conservatore Partito Democratico Civico del Premier Necas e dal moderato TOP 09, guidato dal Ministro degli Esteri, Karel Schwarzenberg – che ha portato la piccola forza politica centrista a uscire dalla maggioranza con le dimissioni simboliche della Vicepresidente del Parlamento, Katerzyna Klasnova.

A nulla è servito il tentativo da parte di uno dei Leader della piccola formazione centrista, la Vicepremier, Karolina Peak, di abbandonare Affari Pubblici per creare un proprio raggruppamento parlamentare in grado di salvare la maggioranza. Ad esso, nella giornata di lunedì, 23 Aprile, hanno aderito solo 9 Deputati: troppo pochi per garantire la superiorità numerica a una coalizione a cui spetta l’approvazione di un bilancio delicato.

Proprio l’economia, parimenti alla vicina Slovacchia e ad altre democrazie europee i cui Capi di Governo stanno pagando caro per le proprie scelte in merito a consensi elettorali, è stata il tallone d’Achille della maggioranza di Necas. Nella giornata di Domenica, 22 Aprile, i sindacati hanno organizzato una partecipata manifestazione nella centrale Piazza San Venceslao contro le misure fiscali di austerità del governo, a cui hanno partecipato circa cento mila persone.

Preso atto della situazione, Necas ha escluso il varo di un governo di minoranza e, pur riconoscendo ancora validi i principi che hanno portato finora alla collaborazione tra i partner di maggioranza, ha ventilato l’ipotesi di elezioni anticipate se la situazione, come probabile, non migliorerà.

Tra coalizioni allargate e un duopolio rosso

Secondo le previsioni dei principali analisti del Paese, la consultazione elettorale potrebbe portare al governo i socialdemocratici, ma senza una decisa maggioranza che consentirebbe loro di governare in solitaria. Per questa ragione, in molti non escludono la possibilità di alleanze bipartisan tra i socialdemocratici e TOP 09, oppure addirittura di una Grosse Koalition con il Partito Democratico Civico.

Tuttavia, come riportato dall’autorevole Dnes, il Segretario dei socialisti, Bohuslav Sobotka, ha escluso ogni possibile alleanza con forze appartenenti al campo di centro-destra, il che, se le elezioni anticipate termineranno secondo i pronostici, ha reso attuabile una coalizione decisamente spostata a sinistra con l’ingresso dei comunisti.

Inoltre, a complicare il quadro politico della Repubblica Ceca è la fissazione della data delle Prime elezioni presidenziali: necessarie da quando, lo scorso Dicembre, sono state approvate delle modifiche alla Costituzione che hanno consegnato all’elettorato popolare la designazione del Capo dello Stato, finora prerogativa esclusiva del Parlamento.

In un’ottica di austerità, alcuni tra gli esponenti del campo conservatore hanno ventilato l’ipotesi di accorpare la consultazione presidenziale con quella parlamentare anticipata, ma i socialisti si sono dichiarati contrari a tale eventualità.

Matteo Cazzulani