LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ELEZIONI PARLAMENTARI IN LITUANIA: VILNA SI AVVICINA ALLA RUSSIA

Posted in Paesi Baltici by matteocazzulani on October 15, 2012

La vittoria del partito Laburista dell’imprenditore russo Viktor Uspaskich provocherà la fine della politica europeista del Governo di centrodestra: punito per le misure di austerità adottate per battere la crisi. Probabile una coalizione pluricolore con i socialdemocratici e i conservatori di ordine e Giustizia.

Il Capo del Partito Laburista lituano, Viktor Uspaskich

I risultati non sono ancora quelli definitivi, ma un dato sembra essere certo: la Lituania volta pagina e si allontana dall’Europa. A seguito del primo turno delle Elezioni Parlamentari lituane, al primo posto, con il 24,48% dei voti, si è classificato il Partito Laburista dell’imprenditore russo Viktor Uspaskich, seguito dai Social-Democratici, con il 19,49% dei consensi.

Sconfitta l’opposizione di centrodestra che, negli ultimi quattro anni, ha cercato di arginare la crisi economica con misure di austerità e una politica fiscale di lacrime e sangue. I cristiano-democratici dell’Unione della Patria, guidati dal Premier uscente, Andrijus Kubilijus, hanno ottenuto l’11,63% dei consensi, mentre i conservatori di Ordine e Giustizia con il 7,48%.

Hanno superato lo sbarramento del 5% anche il movimento Strada del Coraggio, con il 7,62%, il Movimento dei Liberali, con il 7,48%, e l’Azione Elettorale della minoranza polacca, con il 5,58%.

La composizione definitiva del Sejmas di Vilna sarà nota dopo il secondo turno, in programma tra due settimane. Certo è tuttavia il cambio radicale che la nuova coalizione di sinistra – probabilmente allargata ai conservatori di Ordine e Giustizia – imporrà alla guida del Paese.

Agli elettori, il Partito del Lavoro ha parlato con slogan populistici orientati interamente contro la politica fiscale del precedente Governo. Invece, i socialdemocratici si sono presentati con un programma articolato che prevede solo provvedimenti correttivi alla linea di Kubilijus, come l’innalzamento delle pensioni minime a 563 Dollari al mese, e l’allontanamento dell’ingresso di Vilna nell’Euro al 2015.

A cambiare sarà sicuramente la politica estera. I Partiti della sinistra si sono dichiarati fin da subito in favore di un reset nei rapporti con la Russia, ed hanno dichiarato la volontà di aprire il settore industriale nazionale ad investimenti russi.

Quella della nuova coalizione di Governo è una posizione totalmente opposta rispetto a quella finora mantenuta dal centrodestra, che ha guardato all’Europa, ed ha ritenuto la presenza massiccia di capitali di Mosca come una minaccia per la sicurezza energetica nazionale.

Cambio netto anche nella politica energetica. la Coalizione di sinistra ha dichiarato la volontà di ritirare il ricorso presso l’Arbitrato di Stoccolma esposto dal Governo Kubilijus contro il monopolista russo, Gazprom: accusato da Vilna di condotta anticoncorrenziale nel mercato lituano.

Gazprom – società posseduta per metà dal Cremlino – ha controllato la compagnia energetica nazionale Lietuvos Dujos, responsabile della gestione dei gasdotti lituani. Nel contempo, il monopolista russo ha mantenuto l’egemonia sulle forniture di gas a Vilna, a cui ha imposto prezzi di gran lunga più alti rispetto a quelli degli altri Paesi UE – Polonia esclusa.

Per rompere il monopolio del monopolista russo, il Governo di centrodestra ha applicato il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che vieta a monopoli extraeuropei di controllare sia la distribuzione del gas, che la compravendita di oro blu.

Dopo avere programmato la nazionalizzazione della Lietuvos Dujos, Kubilijus ha preventivato la sua immediata reprivattizzazione ad enti registrati in Europa, ottenendo l’appoggio della Commissione Europea.

Un imprenditore filorusso già condannato alla guida del Paese

Dalle urne, esce sconfitto anche il piano di diversificazione delle fonti di energia approntato dal governo di Centrodestra. In un referendum, contemporaneo alla consultazione legislativa, il 46% dei votanti si è opposto alla costruzione di una centrale nucleare a Visaginas: progetto presentato alla cittadinanza dal Governo Kubilijus come prerogativa essenziale per garantire la sicurezza nazionale.

Resta infine un enorme punto interrogativo sulla figura del probabile prossimo Primo Ministro. Come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, il Capo dei Laburisti Uspaskich è infatti un imprenditore nato ed affermatosi in Russia, già accusato nel 2005 per malversazione finanziaria durante il suo operato alla guida del Ministero dell’Economia.

Per sfuggire alla condanna, Uspaskich si è recato a Mosca, dove ha ottenuto asilo politico fino al 2008, quando, dopo essere stato rieletto al Sejmas, è riuscito a diventare Parlamentare Europeo.

Matteo Cazzulani

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TRA POLONIA E LITUANIA I RAPPORTI VANNO IN CRISI

Posted in NATO by matteocazzulani on April 19, 2012

La Presidente lituana, Dalija Grybauskaite, declina l’invito del suo collega polacco, Bronislaw Komorowski, per la messa a punto di misure condivise anche con l’Estonia e la Lettonia da presentare al vertice della NATO. I contrasti etnici alla base dell’assenza del Capo di Stato di Vilnius a Varsavia

Il Presidente lituano, Dalija Grybauskaite

Quattro posti per soli tre Presidenti nel vertice baltico in preparazione al summit atlantico. Nella giornata di mercoledì, 19 Aprile, a Varsavia ha avuto luogo l’incontro tra i Capi di Stato dell’area del Mar Baltico per la messa a punto di linee guida comuni in occasione del vertice NATO di Chicago.

Tuttavia, a fare notizia è stata l’assenza del Presidente lituano, Dalija Grybauskaite, a un incontro in cui da tradizione Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania hanno sempre varato una posizione comune per tutelare interessi condivisi in una regione del pianeta importante dal punto di vista geopolitico.

Ufficialmente la Grybauskaite ha declinato l’invito del suo collega polacco, Bronislaw Komorowski, in quanto le linee guida comuni da portare a Chicago sarebbero già state concordate mesi fa. Tuttavia, secondo indiscrezioni la rinuncia, che sa di vera e propria rottura diplomatica tra Varsavia e Vilnius, è motivata dalle crescenti tensioni tra i due Paesi.

Tra le questioni scottanti vi è quella della scrittura dei cognomi dei polacchi di Lituania, che il governo lituano, per rispettare la legge del Paese, vorrebbe scrivere secondo la traslitterazione locale, mentre le persone originarie della Polonia puntano al mantenimento della grafia di Varsavia.

“La NATO è un organismo collegiale – ha dichiarato la Grybauskaite all’agenzia BNS – ed ogni decisione preventivamente elaborata deve essere vagliata anche dall’Assemblea Plenaria. E’ in quella sede che si approvano i documenti che contano”.

Incalzato sulla questione, Komorowski ha rinnovato l’invito alla Grybauskaite, e ha chiesto alla collega lituana a separare le questioni legate alla sicurezza internazionale da quelle inerenti a dissidi di carattere locale.

La cautela dei partecipanti

Dal canto suo, il Presidente estone, Toomas Henrik Ilves , ha evidenziato come l’assenza della Grybauskaite non impedisca la presa di una posizione comune che in sede NATO sarà presentata in maniera condivisa dai quattro Paesi dell’Europa Centrale.

Maggiormente attento a dinamiche di diverso carattere è stato il Capo di Stato lettone, Andris Berzins, che ha illustrato come la Lituania sia alla vigilia di una tornata elettorale delicata in cui anche la Grybauskaite gioca un ruolo fondamentale. Per questa ragione, la Presidente lituana è portata a prese di posizioni forti in campo estero.

Matteo Cazzulani