LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Sanzioni alla Russia e caso Saakashvili: la Georgia ha problemi con l’Europa

Posted in Georgia by matteocazzulani on August 9, 2014

Il Ministro degli Esteri georgiano, Maia Panjikidze, contesta pubblicamente le misure economiche adottate dall’UE in risposta all’aggressione militare russa all’Ucraina, poco dopo che la Corte Suprema ha autorizzato l’arresto dell’ex-Presidente e leader dell’Opposizione filo atlantica. USA, Polonia, Lituania e Svezia fortemente preoccupate per il possibile caso di giustizia selettiva

Contestare pubblicamente un’azione diplomatica approntata dai più importanti alleati del Paese che si rappresenta è segno che gli amici in questione, in fondo, non sono poi considerati tali. Questa è stata la sensazione emersa presso le cancellerie dell’Unione Europea e degli Stati Uniti d’America in seguito alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri georgiano, Maia Panjikidze, che, nella giornata di giovedì, 7 Agosto, ha criticato le sanzioni applicate da USA e UE alla Russia in risposta all’aggressione militare all’Ucraina.

Nello specifico, la Panjikidze, come riportato da Civil Georgia, ha ritenuto le sanzioni una misura inutile, che, anzi, ha portato a contro-sanzioni da parte della Russia anche nei confronti della Georgia, come la chiusura dello spazio aereo russo alle compagnie UE: un fatto che ha aumentato il tempo di percorrenza dei voli diretti in territorio georgiano dall’Unione Europea e dall’Ucraina.

Le posizioni del Ministro degli Esteri georgiano sono opinabili nel merito, ma, dal punto di vista formale, hanno aperto un caso internazionale, dal momento in cui nessuno in Occidente si aspettava una posizione apertamente critica da parte di un Paese alleato che si appresta ad avviare un difficile percorso di integrazione euro-atlantica.

Pronta è stata la reazione del Capogruppo in Parlamento del principale Partito di opposizione Movimento Popolare Unito -UNM- Davit Bakradze, che ha evidenziato come la posizione del Ministro Panjikidze, e più in generale quella della coalizione di Governo Sogno Georgiano -GD- non sia in linea con quella dei più importanti alleati della Georgia.

Le dichiarazioni della Panjikidze -che il Ministro georgiano ha poi dichiarato essere state di proposito fraintese dall’opposizione per creare una bagarre politica- hanno gettato benzina sul fuoco che già arde i rapporti tra la Georgia e l’Occidente, notevolmente compromessi dopo la sentenza di arresto preventivo emanata dalla Corte Suprema Georgiana a carico dell’ex-Presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, e di altre alte Autorità del Paese lo scorso 28 Luglio.

Saakashvili, attuale Leader UNM e protagonista del processo democratico georgiano del 2003 noto come ‘Rivoluzione delle Rose’, è stato accusato di abuso d’ufficio dopo due anni dalla fine del suo mandato alla guida del Paese: una sentenza che ha allarmato l’Occidente, perplesso dinnanzi al possibile utilizzo strumentale della giustizia a fini politici.

In effetti, la sentenza a Saakashvili ricorda molto, nei modi e nei dettagli, quella applicata all’ex-Premier ucraino, Yulia Tymoshenko: anima della ‘Rivoluzione Arancione’ del 2004 -processo democratico in Ucraina successivo a quello georgiano- che, nel 2011, è stata condannata a sette anni di reclusione per abuso d’ufficio dopo un processo politico messo in atto dall’ex-Presidente, il dittatore Viktor Yanukovych, per eliminare la sua temibile avversaria politica.

Pronta, in seguito al mandato di arresto per Saakashvili, è stata la reazione del Dipartimento di Stato USA, che ha espresso forte preoccupazione per la sentenza, ed ha invitato le Autorità georgiane a mantenere il piano legale separato da quello politico, ed ha dichiarato la volontà di monitorare la situazione per constatare se il caso Saakashvili rappresenta o meno un nuovo caso di giustizia selettiva nel mondo ex-URSS.

Simile è stata la posizione assunta dal Ministero degli Esteri della Polonia -il più importante alleato della Georgia in seno all’UE- che, con una nota ufficiale, preso atto dell’atmosfera già caratterizzata da precedenti arresti di esponenti dell’opposizione, ha dichiarato il timore che l’arresto di Saakashvili possa rappresentare un caso di uso politico del mezzo giudiziario, atto ad eliminare dalla competizione politica il leader dell’opposizione.

“L’uso politico del mezzo giudiziario è incompatibile con i principi dell’Unione Europea” ha commentato su Twitter il Ministro degli Esteri della Lituania -altro Paese storicamente amico della Georgia- Linas Linkevicius, a cui ha risposto di persona il Premier georgiano, Irakli Garibashvili, per illustrare come l’arresto del leader UNM sia in linea con le regole della magistratura.

“Stupisce, e duole constatare, che la Georgia critica la voce dei suoi migliori amici europei anziché ascoltarla” è stata la risposta del Ministro degli Esteri della Svezia, Carl Bildt, che si è detto stupito della presa di posizione del Premier di un Paese che ha più volte dichiarato di desiderare l’integrazione nell’Unione Europea.

L’importanza di Tbilisi per la politica di diversificazione delle forniture di gas UE

Sia le sanzioni che il caso Saakashvili hanno messo a serio repentaglio i buoni rapporti tra Georgia e l’Occidente, divenuti eccellenti dopo che Tbilisi ha firmato, lo scorso 27 Giugno, assieme a Ucraina e Moldova, l’Accordo di Associazione con l’UE.

Oltre alla firma del documento, che integra progressivamente l’economia georgiana nel mercato unico europeo, la Georgia rappresenta per l’UE un partner fondamentale nella diversificazione delle forniture di gas che la Commissione Europea ha varato per decrementare la dipendenza energetica dalla Russia.

La Georgia è infatti Paese di transito del Gasdotto del Caucaso del Sud-Est: un’infrastruttura attraverso la quale il gas dell’Azerbaijan è inviato dapprima in Turchia attraverso il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- e, successivamente, in Grecia, Albania e Italia tramite il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Per fermare la diversificazione delle forniture di gas dell’Europa, la Russia sta cercando di destabilizzare la Georgia, dopo avere aggredito Tbilisi militarmente nell’Agosto del 2008 per cercare di rovesciare l’Amministrazione Saakashvili: punita da Mosca per il suo orientamento filo europeo e filo atlantico.

In particolare, la Russia intende sostituire a TANAP e TAP il Southstream: un gasdotto, che invia gas russo in Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia, concepito per incrementare la dipendenza dell’Europa da Mosca, privare l’Ucraina dello status di Paese di transito del gas russo verso l’UE, e per annullare il progetto di diversificazione delle forniture di gas concepito dalla Commissione Europea.

Per questa ragione, lo stesso Saakashvili, che ora ripara tra Polonia e Ucraina per evitare l’arresto, ha ritenuto la sentenza a suo carico politicamente motivata da un disegno di respiro internazionale orchestrato dalla Russia per eliminare un esponente politico di spessore di orientamento filo atlantico.

In particolare, Saakashvili ritiene coinvolti nella sua condanna sia il Premier Garibashvili che capo di Sogno Georgiano Bidzina Ivanishvili: l’uomo più ricco di Georgia, cresciuto ed affermatosi in Russia, che, dopo avere fondato in poco tempo la coalizione Sogno Georgiano, nelle Elezioni Parlamentari del 2012 è riuscito nell’impresa di relegare l’UNM all’opposizione.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Elezioni Amministrative in Georgia: piena conferma per le forze centriste di Governo

Posted in Georgia by matteocazzulani on June 16, 2014

I candidati della forza di Governo Sogno Georgiano vincono al primo turno a Kutuaisi, mentre vanno in testa al ballottaggio a Tbilisi, Gori, Telavi, Batumi, Poti, e Rustavi. Il Premier Garibashvili canta vittoria, mentre il Leader dell’Opposizione in Parlamento sottolinea l’alto astensionismo

Una conferma delle forze al Governo è il risultato che traspare in maniera netta dalle Elezioni Amministrative georgiane di Domenica, 15 Giugno, nelle quali il movimento di orientamento centrista Sogno Georgiano, a cui appartengono il Premier Irakli Garibavshili e il Presidente, Giorgi Margvelashvili, ha vinto nettamente sulla principale forza dell’opposizione, il Movimento Nazionale Unito, di orientamento popolare, dell’ex-Presidente Mikheil Saakashvili.

Nello specifico, Sogno Georgiano ha ottenuto la maggioranza in tutti i principali centri abitati della Georgia, e non è riuscito ad evitare il ballottaggio solo ai suoi candidati in 8 città.

La contesa più importante è stata quella della capitale Tbilisi, dove il candidato di Sogno Georgiano, Davit Narmania, ha ottenuto il 46% dei consensi, contro il 27% del candidato del Movimento Nazionale Unito, Nika Melia.

Terzo, con il 12%, si è classificato l’esponente della coalizione Opposizione Unita di Partiti extra-parlamentari, Dimitri Lortkipanidze, seguito dal candidato dell’Alleanza dei Patrioti della Georgia, Irma Inashvili: quarto con il 5%.

Il risultato della corsa a Primo Cittadino è stato confermato dalla proporzione ottenuta dalle singole liste: Sogno Georgiano è primo con il 40% dei voti, il movimento Nazionale Unito segue con il 26%, l’Opposizione Unita è terza con il 10%, mentre l’Alleanza dei Patrioti della Georgia segue con il 6%.

A differenza che a Tbilisi, la partita si è chiusa al Primo Turno nella seconda città della Georgia, Kutuaisi, dove il candidato di Sogno Georgiano, Shota Murgulia, ha ottenuto il 51% dei consensi sull’esponente del Movimento Nazionale Unito, Georgi Tevdoradze, fermo al 25%.

A ovest, sula costa del Mar Nero, Sogno Georgiano è avanti a Batumi con Giorgi Ermakov -primo con il 45% sul candidato del Movimento Popolare Unito, Giorgi Disamidze, fermo al 17%.

A Poti, il candidato di Sogno Georgiano, Irakli Kakulia, è davanti, con il 45%, al candidato dell’Alleanza dei Patrioti della Georgia, Ushangi Gegenava, che, con il 20%, ha superato l’esponente del Movimento Popolare Unito, Vahtang Dartsmelidze: terzo con il 19% dei consensi.

A Telavi, nell’est del Paese, il candidato di Sogno Georgiano, Platon Kalmakelidze, è primo con il 42% dei consensi, seguito dall’esponente del Movimento Popolare Unito Alexi Dzuliashvili, fermo con il 21% dei voti.

Le città dove minore è il distacco è Rustavi, dove il candidato di Sogno Georgiano, Davit Jikia, ha ottenuto il 38% dei voti, contro il 29% dell’esponente del Movimento Nazionale Unito, Mamuka Chikovani.

Positivo è stato il commento del Premier Garibashvili, che ha sottolineato come il tranquillo svolgimento della consultazione sia una prova della stabilità democratica della Georgia.

“Il risultato elettorale ha dimostrato che in Georgia non ci sono alternative a Sogno Georgiano” ha dichiarato il Premier a commento dei primi dati.

“La bassa affluenza riduce la percentuale di consenso goduta da Sogno Georgiano” è stata la risposta del Capogruppo in Parlamento del Movimento Popolare Unito, Davit Bakradze.

Bakradze, poi, ha sottolineato come il 60% degli astenuti sia da considerare come un segno di disapprovazione da parte dei georgiani all’operato del Governo, sui cui la maggioranza dovrebbe ben riflettere.

Tbilisi pronta per l’Accordo di Associazione con l’Europa

Il buon risultato delle Elezioni Amministrative georgiane, come sottolineato dal Premier Garibashvili, è un biglietto da visita eccellente con cui Tbilisi si presenta alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Georgia: un Documento che avvicina l’economia georgiana al mercato comune dell’Unione Europea.

Più che al Leader di Sogno Georgiano, il merito del rafforzamento democratico in Georgia è tuttavia da attribuire all’ex-Presidente Saakashvili, che, dopo la sconfitta nelle Elezioni Parlamentari del 2012, ha lasciato il potere ai suoi avversari senza colpo ferire.

Più che un gesto verso l’Europa, il superamento della prova elettorale della Georgia è un segnale di maturità democratica alla Russia, dove Elezioni così libere come quelle locali non hanno mai avuto luogo a nessun livello.

L’esito democratico della consultazione situa la Georgia appieno nel solco della cultura politica europea, e certifica la possibilità per Tbilisi di aspirare con forza ad un ruolo di membership in Europa.

Quest’eventualità è opposta in tutti i modi dalla Russia di Putin, che vuole assoggettare Tbilisi alla sua sfera di influenza, proprio come in epoca zarista prima, e comunista poi.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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LA GEORGIA VULE ENTRARE NELLA COMUNITA ENERGETICA EUROPEA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 30, 2013

Il Ministro degli Esteri georgiano, Maya Pandzhykidze, invia la domanda ufficiale per il riconoscimento dello status di Paese membro nella UE del gas. La manovra significa un passo in avanti per la messa in sicurezza degli approvvigionamenti energetici dell’Europa dall’Azerbaijan

Il percorso del Gasdotto del Caucaso del Sud

Il percorso del Gasdotto del Caucaso del Sud

L’integrazione politica assieme a quella energetica. Nella giornata di martedì, 29 Gennaio, la Georgia ha presentato la domanda ufficiale di ingresso nella Comunità Energetica Europea: una sorta di UE del gas che, oltre ai 27 Paesi dell’Unione Europea, accoglie anche Moldova, Ucraina, Serbia, Macedonia, Albania, Croazia e Bosnia Herzegovina.

Come riportato da una nota ufficiale della Comunità Energetica Europea, il Ministro degli Esteri georgiano, Maya Pandzhykidze, ha dichiarato la volontà di tramutare lo status della Georgia nella UE del gas a membro effettivo, dopo che Tbilisi ha ricoperto il ruolo di osservatore dal 2007.

L’allargamento della Comunità Energetica Europea rappresenta per Bruxelles un importante passo in avanti per mettere in sicurezza in maniera definitiva la realizzazione dei progetti per l’importazione diretta di di gas dall’Azerbaijan.

Il trasporto diretto dell’oro blu azero, proveniente dal giacimento Shakh Deniz, ubicato al largo di Baku, la capitale dell’Azerbaijan, è infatti previsto lungo tutta la Turchia tramite il Gasdotto Trans Anatolico – TANAP – e, prima ancora, il Gasdotto del Caucaso Sud Est, che veicola il gas in territorio turco attraverso la Georgia.

Con l’ingresso nella Comunità Energetica Europea, Tbilisi dovrà applicare il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che dispone la messa in comunicazione dei sistemi infrastrutturali energetici degli stati membri, e, nel contempo, vieta il controllo dei gasdotti dei Paesi della Comunità Energetica Europea da parte di monopoli che controllano anche la compravendita di gas.

La legge UE permette sopratutto di evitare l’aggressione del monopolista russo del gas, Gazprom, che per mantenere il controllo del 40% delle forniture energetiche dell’Unione Europea, e per mandare in fumo i progetti di diversificazione degli approvvigionamenti varati da Bruxelles per importare il carburante dall’Azerbaijan, ha messo gli occhi sulla Georgia.

A rendere facile il gioco di Mosca è stata la sconfitta nelle Elezioni Parlamentari dell’Ottobre 2012 dello schieramento del Presidente, Mikheil Saakashvili, il più acceso sostenitore dell’integrazione euro-atlantica della Georgia.

La nuova maggioranza, capeggiata dall’imprenditore più ricco del Paese, Bidzina Ivanishvili, ha dichiarato l’intenzione di limitarsi a ricoprire un ruolo di player regionale, cercando il dialogo con la Russia, con cui le relazioni bilaterali sono interrotte in seguito all’aggressione militare dell’esercito russo nell’Agosto 2008.

Tbilisi verso la firma dell’Accordo di Associazione con Bruxelles

Una marcia indietro è stata però registrata nelle parole del Ministro Pandzykidze, che in un’intervista a Gazeta Wyborcza ha dichiarato l’impossibilità per il Governo georgiano di arrivare a un miglioramento delle relazioni con Mosca.

Inoltre, il Ministro degli Esteri di Tbilisi ha comunicato l’intenzione di procedere non solo con l’integrazione energetica nell’Europa, ma anche in quella politica, con la firma dell’Accordo di Associazione UE-Georgia nel prossimo summit del Partenariato Orientale di Vilna.

“La Russia continua ad occupare le nostre regioni di Abkhazia e Ossezia del Sud – ha dichiarato la Padzykidze – speriamo di firmare l’Accordo di Associazione UE-Georgia a Vilna”.

L’Accordo di Associazione è un documento che dispone un’integrazione economica tra l’UE e il Paese firmatario. Oltre alla Georgia, è prevista la firma della Moldova, che similmente a Tbilisi ha dimostrato progressi in campo democratico.

Ancora indietro è invece l’Ucraina, con cui la firma dell’Accordo di Associazione è stata congelata dalla Commissione Europea.

La motivazione di Bruxelles è maturata in seguito al regresso democratico impresso dal Presidente Viktor Yanukovych e, sopratutto, all’incarcerazione della Leader dello schieramento dei democratici “arancioni” Yulia Tymoshenko dopo un processo, palesemente irregolare, basato su accuse di carattere politico.

Matteo Cazzulani

GAS: IVANISHVILI METTE IN DISCUSSIONE LA PARTNERSHIP TRA GEORGIA E AZERBAIJAN

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 28, 2012

Il Premier georgiano chiede un ribasso delle tariffe per l’oro blu, ventilando l’ipotesi di una rivalutazione degli accordi stretti con Baku per l’esportazione di gas azero in Turchia ed Europa. Tbilisi abbandona i piani energetici e geopolitici internazionali per concentrarsi esclusivamente sul livello regionale

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

Gas a buon mercato in cambio della prosecuzione dei progetti di transito del carburante dell’Azerbaijan in Europa. Nella giornata di giovedì, 26 Dicembre, il Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili, si è recato in Azerbaijan per la prima visita ufficiale dalla sua nomina alla guida del governo di Tbilisi.

Come riportato dall’agenzia Trend, durante i colloqui, che hanno riguardato prevalentemente il tema energetico, Ivanishvili ha richiesto al Ministro dell’Energia azero, Natig Aliyev, uno sconto sulle forniture di gas che la Georgia importa dall’Azerbaijan.

Oltre al lato contrattuale, Ivanishvili ed Aliyev hanno affrontato anche la questione legata ad investimenti infrastrutturali già concordati, come l’implementazione del flusso di gas trasportato in Georgia a 45 miliardi di metri cubi di oro blu all’anno, e il potenziamento in Georgia delle infrastrutture deputate al trasporto di carburante proveniente dall’Azerbaijan verso Turchia ed Europa.

La mossa di Ivanishvili, che tuttavia ha riconosciuto le tariffe vigenti per l’acquisto di gas azero come convenienti, è indicativa del nuovo corso della politica energetica della Georgia.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, il Premier georgiano, che per mantenere le promesse elettorali deve abbassare le tariffe per l’energia per la popolazione, sta riconsiderando gli accordi internazionali stretti dai precedenti Esecutivi con Paesi fornitori, tra cui l’Azerbaijan.

La partnership energetica tra Baku e Tbilisi si è rafforzata sotto i Governi “rosa” filo-occidentali fedeli all’Amministrazione del Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili.

Per assicurare all’Unione Europea forniture dirette di gas dall’Azerbaijan, il Capo di Stato georgiano – noto per avere guidato nel 2003 il processo democratico in Georgia noto come “Rivoluzione delle Rose” – ha sostenuto la costruzione di gasdotti deputati all’invio di oro blu tra il territorio azero e la Turchia.

D’altro canto, per l’Azerbaijan la Georgia rappresenta il Paese di transito più importante per la costruzione di infrastrutture deputate all’esportazione di carburante verso i mercati europei, nei quali Baku aspira ad espandersi per collocare i priori prodotti energetici, sopratutto considerando la crescente domanda di gas dell’UE.

Secondo indiscrezioni, Ivanishvili – che nelle Elezioni Parlamentari dell’Ottobre 2012 ha battuto la coalizione filo-presidenziale – per ottenere sconti sulle tariffe del gas importato a beneficio del mercato interno sarebbe pronto a mettere in discussione la realizzazione delle infrastrutture già programmate, e con esse il ruolo geopolitico finora assunto dalla Georgia.

La posizione del Premier georgiano – l’uomo più ricco di Georgia, che dopo essersi arricchito tra Russia e Francia si è dato alla politica nel suo Paese – è in linea con il nuovo corso della politica estera assunto dall’Esecutivo di Tbilisi.

All’indomani della vittoria nelle elezioni, Ivanishvili ha dichiarato che la Georgia avrebbe abbandonato il ruolo di attore della geopolitica mondiale assunto dai governi “rosa” filo-occidentali per limitarsi a quello di player regionale.

A serio repentaglio la sicurezza energetica UE

La messa in discussione del sodalizio energetico tra la Georgia e l’Azerbaijan che è stato seriamente ipotizzato dalla visita del Premier Georgiano in Azerbaijan, potrebbe avere serie conseguenze per la politica di diversificazione delle forniture di gas varata dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza energetica dalla Russia.

L’alimentazione del Corridoio Meridionale – condutture progettate per veicolare il gas azero dalla Turchia ai Paesi dell’UE – è strettamente legata al transito del carburante dall’Azerbaijan alla Turchia attraverso il Gasdotto del Caucaso del Sud.

Questa infrastruttura, che attraversa per intero il territorio georgiano, viene utilizzata dalla Georgia non solo come una conduttura da cui ottenere sconti in cambio dei diritti di transito del gas verso Occidente, ma anche come l’unica magistrale con cui Tbilisi soddisfa il proprio fabbisogno nazionale.

Matteo Cazzulani

GEORGIA: EX CALCIATORE DEL MILAN A CAPO DEL MINISTERO DELL’ENERGIA

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 18, 2012

Il terzino della squadra meneghina, Kakhaber Kaladze, nominato alla guida del delicato Dicastero, fondamentale per la sicurezza energetica del Paese e dell’Unione Europea. Le incognite legate alla politica estera del nuovo Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili. 

Il Ministro dell’Energia georgiano, l’ex-calciatore Kakhaber Kaladze

Da difensore di una delle squadre di calcio più titolate d’Europa a garante della sicurezza energetica europea. Nella giornata di martedì, 16 Ottobre, l’ex calciatore del Milan, Kakhaber Kaladze, è stato nominato Ministro dell’Energia dal nuovo Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili.

Secondo i piani, il terzino del Milan – che ha guidato le liste nazionali di Sogno Georgiano, la forza politica del Premier – avrebbe dovuto essere nominato Ministro degli Affari Regionali e delle Infrastrutture, ma Ivanishvili, a sorpresa, gli ha affidato la guida di uno dei Ministeri più delicati dello Stato georgiano.

Al momento della sua nomina, Kaladze ha dichiarato di non avere molta esperienza nel settore, ma ha promesso il massimo impegno per non tradire la fiducia del Premier georgiano.

Tra i progetti preventivati, l’ex-terzino del Milan ha progettato la costruzione su larga scala di centrali idroelettriche per assicurare al Paese uno sviluppo sostenibile con le congiunture economiche e con il rispetto dell’ambiente.

A prescindere dalle centrali idroelettriche, il ruolo di Kaladze sarà sopratutto quello di gestire uno snodo infrastrutturale fondamentale per gli equilibri energetici dell’area e, sopratutto, per la sicurezza energetica dell’Unione Europea.

In Georgia transita infatti il Gasdotto del Caucaso del Sud: un’infrastruttura che veicola gas dalla capitale dell’Azerbaijan, Baku, al porto turco di Ceyan, da dove, attraverso altre condutture – il Gasdotto Transanatolico TANAP, il Nabucco e il Gasdotto Transadriatico TAP – l’oro blu azero sarà trasportato direttamente in Europa.

Finora, la sicurezza del Gasdotto del Caucaso del Sud è stata garantita dal Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, in virtù dei buoni rapporti mantenuti con l’Europa. Resta ancora un interrogativo invece quale sarà la politica energetica di Ivanishvili.

Secondo indiscrezioni, il neoeletto Premier ha stretti contatti con la Russia, e nulla escluderebbe possibili concessioni a Mosca anche sul piano della politica del gas.

Per mantenere la propria egemonia sul mercato dell’energia europeo, il monopolista del gas russo, Gazprom – posseduto per metà dal Cremlino – contrasta i piani della Commissione Europea volti a diversificare le forniture di carburante tramite il trasporto diretto in Europa di gas azero.

Se la preannunciata normalizzazione dei rapporti tra Tbilisi e Mosca dovesse andare oltre al semplice ristabilimento di relazioni diplomatiche – rotte dall’aggressione militare russa nelle regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud nell’Agosto 2008 – ed interessare anche la questione del gas, portando ad una riconsiderazione del ruolo geopolitico della Georgia, nulla esclude che Kaladze potrebbe trovarsi a gestire una situazione complicata e delicata, da cui dipende la sicurezza dell’intera Unione Europea.

La transizione democratica in Georgia

Nelle Elezioni Parlamentari georgiane di lunedì, Primo di Ottobre, la coalizione Sogno Georgiano ha ottenuto la maggioranza del Parlamento con 85 seggi, lasciando alla forza di governo uscente, il Movimento Nazionale Unito del Presidente Saakashvili, 65 mandati presso l’Assemblea monocamerale nazionale.

Nel suo programma, Ivanishvili – uomo più ricco di Georgia, che ha costruito le sue ricchezze tra Russia e Francia – ha promesso il mantenimento del vettore occidentale come priorità della sua politica estera, ma ha anche sottolineato la necessità di ristabilire rapporti diplomatici con la Russia.

Salito al potere nel 2003 dopo avere guidato il processo democratico in Georgia, noto come Rivoluzione delle Rose, Saakhashvili ha portato Tbilisi al raggiungimento degli standard europei sul piano economico, amministrativo e politico.

Dopo la sua sconfitta, il Presidente georgiano ha saputo garantire la transizione democratica dei poteri al nuovo Gabinetto dei Ministri, e, tramite la restituzione della cittadinanza nazionale, ha permesso ad Ivanishvili di poter essere nominato alla guida del Governo nazionale.

Matteo Cazzulani

IVANISHVILI ALLA PRIMA: IMPEACHMENT PER SAAKASHVILI, BUONI RAPPORTI CON UE, NATO E RUSSIA

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 3, 2012

Il Leader della formazione vincitrice delle Elezioni Parlamentari georgiane, Sogno Georgiano, invita il Capo dello Stato a dimettersi prima che la nuova maggioranza avvii provvedimenti atti al suo sollevamento. In politica estera, il paperone di Tbilisi promette relazioni privilegiate con Bruxelles, Mosca e Azerbaijan 

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

La classe politica che ha reso la Georgia una democrazia europea sarà azzerata, e Tbilisi passerà dall’essere un attore mondiale al diventare un player regionale. Nella giornata di martedì, 2 Ottobre, il leader dell’Opposizione georgiana Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili, ha presentato le prime linee-guida del suo operato dopo avere vinto le Elezioni Parlamentari del giorno precedente.

Il primo atto promesso da Ivanishvili, che ancora non ha sciolto le riserve sul nome del Premier, né su quello dello Speaker del Parlamento – alla guida dell’Assemblea Legislativa potrebbe essere eletto l’ex-calciatore del Milan, Kakhaber Kaladze: capolista di Sogno Georgiano – è l’avvio di una procedura di impeachment nei confronti del suo rivale, il Presidente Mikheil Saakashvili.

Secondo quanto dichiarato dal leader di Sogno Georgiano, il Capo dello Stato, in carica fino al 2013 – e pronto, come dichiarato ufficialmente, a nominare un Esecutivo proposto da Ivanishvili – ha chiaramente ricevuto una dimostrazione di sfiducia nelle urne dal suo popolo e, per questa ragione, sarà compito della nuova maggioranza invitare il Presidente ad abbandonare il suo posto prima della scadenza anticipata del suo mandato.

Senza lasciare spazio nemmeno alla rielezione di Ministri dell’attuale esecutivo, Ivanishvili ha inoltre assicurato un cambiamento moderato della Georgia in politica estera.

Da attore mondiale – come ha cercato di rendere il suo Paese Saakashvili grazie ai rapporti diretti con gli USA, l’Europa ed altre importanti realtà della geopolitica del pianeta – Tbilisi diventerà un player regionale che mira sempre all’integrazione con UE e NATO, ma presta attenzione anche ai rapporti coi vicini dell’area caucasica, a partire da Russia ed Azerbaijan.

In aggiunta, il Leader di Sogno Georgiano ha dichiarato la volontà di riportare sotto il controllo di Tbilisi le regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud, strappate a Tbilisi dalla Russia nell’Agosto 2008 in seguito ad un’aggressione militare che, come riportato dall’autorevole Trend, Ivanishvili ha ritenuto essere stata preparata da Mosca da circa 200 anni.

Varie sono state le reazioni della Comunità Internazionale alle prime parole di Ivanishvili. L’Ambasciatore USA a Tbilisi, Richard Norland, si è complimentato con i georgiani per la dimostrazione di democrazia data con lo svolgimento di elezioni regolari, e ha dichiarato l’intenzione di Washington di mantenere i buoni rapporti con la Georgia finora mantenuti da Saakashvili.

Soddisfazione per la vittoria di Sogno Georgiano è stata espressa dalla Russia, che per voce del Presidente della Commissione per le relazioni con i Paesi CSI, Leonid Slutsky, ha sottolineato l’occasione che ha ora Ivanishvili per migliorare un rapporto tra Tbilisi e Mosca definito come totalmente ostile.

Per questa ragione, il politico russo ha invitato il Leader della nuova maggioranza ad opporsi strenuamente a Saakashvili.

Critiche sono state sollevate dal Presidente del Partito Popolare Europeo, Wilfried Martens, che, dopo essersi complimentato con Saakashvili per aver reso la Georgia una democrazia europea, ha giudicato l’invito espresso da Ivanishvili alle sue dimissioni un atto di offesa dei principi democratici che hanno permesso all’opposizione di ottenere la maggioranza del Parlamento.

“L’invito [di Ivanishvili alle dimissioni di Saakashvili, n.d.a.] è totalmente inaccettabile, ed è un attacco diretto alla democrazia ed allo Stato di Diritto – riporta la nota PPE – Mi aspetto che quei politici europei che tanto si sono affrettati a congratularsi con Ivanishvili lo invitino ad un immediato dietrofront”.

I due protagonisti della politica georgiana

Uomo più ricco di Georgia – 146 nel rating Forbes – con un passato di business tra Russia e Francia – di cui possiede la cittadinanza – Ivanishvili ha vinto le Elezioni Parlamentari georgiane di Domenica, Primo di Ottobre, con il 53% dei voti. Il Partito del presidente Saakashvili, il Movimento Nazionale Unito, è invece rimasto fermo al 41%.

Saakashvili ha amministrato il Paese per otto anni, dal 2003, anno in cui egli stesso ha guidato il processo democratico nonviolento georgiano, passato alla storia come Rivoluzione Delle Rose.

Tra i risultati ottenuti dal Presidente: l’ammodernamento del sistema economico, giuridico e democratico della Georgia, che da repubblica post-sovietica è diventata rapidamente uno Stato candidato alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

A provocare la caduta dei consensi nei confronti di Saakashvili – ampiamente sostenuto dal suo popolo anche durante l’aggressione militare della Russia dell’Agosto 2008 – è stato uno scandalo legato a violenze perpetrate nelle carceri da parte delle forze di polizia, scoppiato in maniera misteriosa a pochi giorni dal voto, ma capace di discreditare agli occhi degli elettori il Governo uscente.

Matteo Cazzulani

GEORGIA: SAAKASHVILI RICONOSCE LA SCONFITTA ELETTORALE

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 2, 2012

Il Presidente georgiano ammette la vittoria dello schieramento guidato dal miliardario Bidzina Ivanishvili e si dice pronto a collaborare con la nuova maggioranza parlamentare. I risultati ottenuti da un Capo di Stato che ha puntato su Europa ed Occidente per rinnovare il suo Paese

Il presidente georgiano, Mikheil Saakashvili

Gli hanno dato dell’autocrate, persino del fascista, ma Mikheil Saakashvili è riuscito nell’impresa di trasformare la Georgia in un Paese europeo sul piano economico, giuridico e, infine, anche democratico. Nella tarda mattinata di martedì, 2 Ottobre, all’indomani di Elezioni Parlametari di importanza storica, il Presiente Georgiano ha ammesso la sconfitta del suo Partito, il Movimento Nazionale Unito.

In un messaggio alla nazione, Saakashvili ha riconosciuto la vittoria della coalizione Sogno Georgiano, retta dal miliardario Bidzina Ivanishvili: 146esimo tra i piu ricchi secondo la Forbes. Questo volto nuovo della politica georgiana con se porterà in Parlamento vecchie conferme e qualche novità, come l’ex-Presidente, Eduard Shevernadze e l’ex-calciatore del Milan, Kakhaber Kaladze.

Saakashvili lascia dietro di se un’eredità importante per la Georgia. Salito al potere dopo avere guidato il processo democratico nonviolento georgiano, passato alla storia come Rivoluzione Delle Rose, il Presidente georgiano è riuscito ad evolvere il Paese da lui guidato dallo status di repubblica post-sovietica con un alto tasso di corruzione in un moderno stato europeo.

In otto anni di sua Amministrazione, Saakashvili si è dapprima incentrato sulle riforme economiche e giuridiche. In secondo luogo, ha dotato la Georgia di un sistema democratico, che, forse beffardamente, ha sancito la sua uscita di scena.

Saakashvili paga otto anni di governo durante i quali la gente comune ha avvertito pochi cambiamenti, ignorando quanto la ristrutturazione dello Stato secondo moderni criteri europei, e l’avvicinamento politico alla NATO e all’Unione Europea – per cui il Presidente si è speso con coerenza – abbiano migliorato la Georgia, portandola a un passo dalla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

Il Presidente georgiano esce in seguito ad uno scandalo legato a violenze nelle carceri esploso in maniera poco chiara a pochi giorni dalle elezioni. Nulla prima d’ora aveva scalfito la sua popolarità: nemmeno l’aggressione militare della Russia dell’Agosto del 2008, e la conseguente annessione alla Federazione Russia delle Regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud.

Chi è Ivanishvili e la sua importanza per la politica del gas UE

Per la Georgia, arriva ora il momento di Ivanishvili: un vero e proprio interrogativo per chi osserva gli eventi a Tbilisi.Di lui si sa solo lo status economico – è il georgiano più ricco del Paese – e il passato speso, dopo gli studi econimici a Tbilisi, tra la Russia e la Francia, di cui possiede la cittadinanza.

Il paperone della Georgia, che con tutta probabilità guiderà il Governo – che in base ad una modifica della Costituzione dal Dicembre 2013 assorbirà molti dei poteri oggi esercitati dal Presidente – ha promesso di non intaccare il cammino del Paese verso UE e NATO, ma ha anche dichiarato di voler migliorare i rapporti con la Russia.

Nelle mani di Ivanishvili restano anche delicati equilibri energetici, come la realizzazione del piano di diversificazione delle forniture di gas approntato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dalla Russia.

L’Unione Europea vede proprio nella Georgia un importante Paese di transito in cui costruire importanti gasdotti, la cui costruzione è stata sostenuta dall’Amministrazione Saakashvili. Nulla finora chiarifica quale sarà l’orientamento sul piano del gas di Ivanishvili, se non la sua promessa elettorale di mantenere il Paese tra Occidente ed Oriente.

Matteo Cazzulani

GEORGIA: DA ELEZIONI PARLAMENTARI SITUAZIONE ANCORA INCERTA

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 2, 2012

Il Movimento Nazionale Unito del Presidente Mikheil Saakashvili dato per battuto dal Sogno Georgiano del miliardario Bidzina Ivanishvili secondo exit-pool e primi risultati dello spoglio. Decisivo è il risultato nei collegi uninominali, che potrebbero garantire alla forza di Governo uscente il mantenimento della maggioranza in Parlamento.

Il presidente georgiano, Mikheil Saakashvili

L’avvenuto progresso democratico della Georgia sotto la Presidenza Saakashvili e un pareggio che per il Capo dello Stato sa di sconfitta sono le uniche due certezze che finora ci ha riservato il voto georgiano. Nella giornata di lunedì, Primo di Ottobre, in Georgia si sono svolte Elezioni Parlamentari di fondamentale importanza per la collocazione di Tbilisi nello scacchiere internazionale.

Lo spoglio delle schede, che procede lentamente, è arrivato al 12% circa delle sezioni elettorali, ed assegna la vittoria alla lista di opposizione Sogno Georgiano, con il 54% dei voti. Staccato di circa 15 punti percentuali il Movimento Nazionale Unito del Presidente, Mikheil Saakashvili, fermo al 41%.

Il dato degli spogli sembra confermare quanto segnalato dagli exit-pool, secondo cui a vincere sulla forza di Governo uscente sarebbe stata la forza politica del miliardario Bidzina Ivanishvili.

Ciò nonostante, a salvare la situazione del Partito del Presidente potrebbe essere l’esito del voto nei collegi uninominali, da cui sono eletti 73 dei 150 membri del Parlamento monocamerale georgiano, a cui, per via di recenti modifiche costituzionali, dal Dicembre 2013 spetteranno ampi poteri oggi posseduti dal Capo dello Stato.

Il Presidente Saakashvili ha riconosciuto la sconfitta, e si è detto pronto a collaborare con l’opposizione. Tuttavia, egli ha dichiarato di avere mantenuto la maggioranza parlamentare grazie alla vittoria dei candidati del Movimento Nazionale Unito nei collegi uninominali, da cui, però, non son ancora provenuti dati certi.

Dal canto suo, il Leader dell’opposizione Ivanishvili ha cantato vittoria anche per quanto riguarda i collegi uninominali, e ha invitato i suoi sostenitori a scendere in piazza per festeggiare il risultato elettorale.

Il vantaggio del Sogno Georgiano sulla forza politica di Saakashvili è stato confermata anche dai sondaggi effettuati in seguito ad uno scandalo legato a violenze perpetrate nelle carceri: un’oscura vicenda che ha discreditato agli occhi dell’opinione pubblica georgiana il Governo uscente a pochi giorni dalla tornata elettorale.

A prescindere dal risultato, e oltre alla frequenza di più del 60%, il dato sicuro è la dimostrazione di maturità democratica data dalla Georgia. Le Elezioni Parlamentari sono state presentate sia dall’Unione Europea che dalla NATO come un test per verificare l’effettivo rispetto della democrazia a Tbilisi.

Lo sviluppo in termini democratici dell’Amministrazione Saakashvili segue i progressi riscontrati in ambito economico e giuridico, che hanno consentito alla Georgia di evolvere da Repubblica postsovietica allo status di Paese moderno, sviluppato ed europeo.

La Georgia al bivio nella geopolitica mondiale

Dall’esito elettorale – che sarà noto solo nella tarda giornata di martedì, 2 Ottobre -dipende il collocamento di Tbilisi nello scacchiere internazionale. Se a vincere sarà il Movimento Nazionale Unito, la Georgia continuerà la politica estera di Saakashvili, orientata all’integrazione dell’Unione Europea e nella NATO.

Se invece ad avere la maggioranza sarà il Sogno Georgiano di Ivanishvili – il georgiano di nazionalità francese, con un passato di business in Russia, più ricco del Paese, situato al 153 posto del ranking mondiale Forbes – Tbilisi potrebbe rallentare il processo di avvicinamento all’Occidente preferendo normalizzare la situazione con la Russia.

Con la Federazione Russia, i rapporti sono pessimi da ancor prima dell’aggressione russa dell’Agosto 2008, in seguito alla quale Mosca ha occupato le Regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud.

Matteo Cazzulani

PUTIN SI ARMA E CACCIA DALLA RUSSIA LE ORGANIZZAZIONI AMERICANE

Posted in Russia by matteocazzulani on September 20, 2012

La USAID – ente impegnato nella tutela dell’ambiente, nello sviluppo delle strutture democratiche e nel supporto della costituzione di una società civile – estromessa dalla Federazione Russa per volere del Ministero degli Esteri alla vigilia delle Elezioni Amministrative. Il Ministero della Difesa di Mosca avvia un programma per il rafforzamento dell’aviazione militare.

Il presidente russo, Vladimir Putin

Dopo la caduta del comunismo è stata attiva in Russia nell’ambito della difesa dell’ambiente, dello sviluppo socio-economico e del tentativo di rafforzamento delle strutture democratiche. Nell’anno 2012, l’organizzazione USAID è stata cacciata definitivamente dalla Russia di Putin.

Nella giornata di mercoledì, 19 Settembre, il Ministero degli Esteri russo ha dato il benservito all’organizzazione internazionale statunitense, particolarmente attiva negli ultimi tempi nel monitoraggio della preparazione delle Elezioni Regionali, in programma in Russia alla metà di Ottobre.

A dare la notizia è stata la rappresentante della Segreteria di Stato USA, Victoria Nuland, che, nonostante la cacciata della USAID, ha tuttavia confermato la cooperazione con le organizzazioni indipendenti russe impegnate nel rafforzamento della democrazia e dei diritti umani, tra cui l’associazione Memorial e l’ONG Golos.

Proprio la Golos ha espresso allarme per la chiusura della sede moscovita della USAID. Grazie a fondi dell’organizzazione statunitense, la ONG russa sta stilando una mappa dei brogli elettorali, con diversi corrispondenti dislocati nei seggi periferici per monitorare l’andamento delle votazioni amministrative, sopratutto nel Nord del Caucaso.

“Sono profondamente turbata dall’allontanamento della USAID – ha dichiarato a Radio Liberty la Direttrice di Golos, Liliya Shibanova – avevamo pianificato un accurato lavoro di monitoraggio della preparazione delle elezioni, ma l’assenza dell’organizzazione statunitense mette a rischio il nostro progetto”.

A confermare che la paternità della decisione è legata al Cremlino è stato il Ministero degli Esteri russo, che, con una nota, ha motivato l’espulsione della USAID con la volontà di allontanare dal Paese un ente straniero intenzionato ad interessarsi degli affari interni della Russia.

La cacciata della USAID rappresenta un duro colpo per l’immagine del Presidente USA, Barack Obama, che ha fatto del dialogo con il Presidente russo, Vladimir Putin, la bandiera della sua attività di politica estera.

Lo schiaffo ricevuto dal Cremlino, in piena corsa alla Casa Bianca, è un assist alle critiche mosse dallo schieramento repubblicano al Presidente democratico per avere assunto una posizione troppo morbida nei confronti dei regimi autocratici, come la Russia di Putin e l’Iran di Akhmadinedjad.

La cacciata dell’USAID è stata accompagnata dall’ennesimo step legato al rafforzamento delle strutture dell’esercito russo. Sempre mercoledì, 19 Settembre, il Ministro della Difesa russo, Dmitriy Rogozin, ha dichiarato l’avvio della costruzione di una flotta di aerei supersonici di ultima generazione, invisibili ai radar, concepiti per concorrere con il simile velivolo sperimentale statunitense Boeing X-51.

Se realizzato, il progetto di Rogozin innalzerebbe in maniera sensibile il potenziale militare dell’esercito russo, che Mosca sta nel contempo mostrando al Mondo con i missili Iskander e Tochka lanciati durante l’operazione Caucaso 2012: un’esercitazione organizzata dimostrativamente – e provocatoriamente – a pochi chilometri dal confine con la Georgia alla vigilia di delicate Elezioni Parlamentari.

Una vendetta gasata

Sullo sfondo dell’allontanamento della USAID, e del riarmo dell’esercito di Mosca, resta la questione energetica, di cui il Cremlino si avvale per realizzare precisi fini geopolitici a discapito dell’Occidente e, in particolare, dell’Unione Europea.

Dinnanzi alla condotta anticoncorrenziale del monopolista energetico russo, Gazprom – ente posseduto per più del 50% dal Cremlino, contestato da Bruxelles per avere legato la concessione di sconti sulle tariffe del gas alla fedeltà politica a Mosca dimostrata da alcuni Paesi dell’UE, sopratutto Germania e Francia – la Commissione Europea ha aperto un’inchiesta ufficiale, che potrebbe portare ad onerose sanzioni nei confronti della Russia.

In risposta, il Presidente Putin – che ha definito la Commissione Europea come schiava dei Paesi al di fuori della zona euro – ha obbligato ogni ente russo ad informare e concordare con il Cremlino le strategie da adottare nei confronti di Stati ed organizzazioni terze. De facto, egli ha assimilato la politica commerciale, economica ed energetica al diretto controllo politico della sua Amministrazione.

Matteo Cazzulani

LA RUSSIA LANCIA MISSILI VICINO ALLA GEORGIA: LA SVEZIA SI RIARMA

Posted in Georgia, Unione Europea by matteocazzulani on September 18, 2012

Il Governo svedese interrompe il suo status di neutralità per acquistare una flotta di aerei militari. NATO e Governo georgiano protestano per l’avvio dell’operazione Caucaso 2012 da parte dell’esercito russo a pochi chilometri dal confine di Tbilisi e a ridosso delle Elezioni Parlamentari.

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Ci dicono che va tutto bene e che l’Europa è militarmente sicura in un periodo di pace mondiale, ma il riarmo svedese, il terrore georgiano, e i missili russi sembrano testimoniare il contrario. Nella giornata di lunedì, 17 Settembre, la Svenska Dagbladet ha rivelato il piano voluto dal Governo svedese per l’acquisto di un’intera flotta di aerei militari di categoria Jas-Gripen.

Secondo il giornale, la spesa, fissata nel bilancio per 60 apparecchi da guerra, è dettata dall’insicurezza sentita da Stoccolma nei confronti dei recenti sviluppi geopolitici, con una Russia sempre più aggressiva e un’Europa assente sul piano politico e militare.

Inoltre, il Governo svedese, che necessita di tutelare in ogni modo i propri interessi nell’Oceano Artico, sopratutto sui ricchi giacimenti di gas naturale in esso presenti, ripone poca fiducia nelle strutture euroatlantiche e negli Stati Uniti. Secondo Stoccolma, Washington, dalla salita al potere di Barack Obama, si è interessata unicamente dello scenario asiatico, dimenticando quello europeo.

Il riarmo della Svezia è una vera e propria notizia, dal momento in cui Stoccolma è sempre stata dalla fine della Seconda Guerra Mondiale un Paese neutrale, che ha sempre rifiutato l’adozione di un esercito, al punto da restare al di fuori della NATO.

Durante il periodo della Guerra Fredda, le spese dello Stato svedese per la difesa si sono dimezzate, ma solo oggi, per la prima volta dopo vent’anni, il Governo di Stoccolma è tornato a parlare apertamente di periodo insicuro e preoccupante.

L’atteggiamento allarmistico della Svezia è condiviso dalla Georgia, che, sempre lunedì, 17 Settembre, ha denunciato la ripresa delle azioni militari dell’esercito russo a pochi chilometri dalla frontiera georgiana.

A preoccupare Tbilisi è la circostanza storica: le esercitazioni militari di Mosca, nominate “Operazione Caucaso 2012”, ben ricordano la precedente edizione del 2008, a pochi mesi dall’invasione della Georgia durante la guerra-lampo dell’Agosto 2008, al termine della quale il Cremlino ha strappato allo Stato georgiano il controllo di due sue regioni quali Abkhazia ed Ossezia del Sud.

A rendere ancor più delicata la situazione è la concomitante campagna elettorale in vista delle Elezioni Parlamentari georgiane. Oltre Movimento Popolare Unito del Presidente Mikheil Saakashvili – favorevole al mantenimento del percorso verso l’integrazione nelle strutture euro-atlantiche – a correre è il partito Sogno Georgiano, guidato dall’oligarca Bidzina Ivanishvili, più propenso all’avvicinamento alla Russia rispetto che all’Occidente.

Nonostante le proteste di Tbilisi e la preoccupazione della NATO – che malgrado gli accordi internazionali non è stata informata dai russi dell’esercitazione, l’Operazione Caucaso 2012 ha avuto il suo inizio con la presenza di 8 Mila soldati, 10 mezzi militari, 100 sistemi di artiglieria, ed il lancio di missili di categoria Iskander e Tochka-U.

Secondo il Ministero della Difesa russo, l’Operazione Caucaso 2012, programmata per due settimane, è finalizzata alla verifica delle strutture difensive e dello stato di sicurezza presso la frontiere meridionali della Russia. Tuttavia, a dare una valenza meramente politica è stata la presenza del Presidente russo, Vladimir Putin, che ha osservato la prima giornata di esercitazioni in loco.

Un riarmo su larga scala

Dalla sua salita al potere, Putin ha intensificato il programma di riarmo militare della Russia a livello nazionale ed internazionale. Di recente, diverse sono state le segnalazioni della presenza di oggetti dell’esercito russo ben lontano dal territorio nazionale, come gli aerei militari sui cieli di Estonia, Finlandia ed Estonia, e i sottomarini armati al largo degli Stati Uniti, nel Golfo del Messico.

Inoltre, Mosca, per reagire alla costruzione del sistema di difesa antimissilistico della NATO – concepito per proteggere l’Europa da minacce balistiche provenienti da Iran e Corea del Nord – ha dislocato batterie di missili Iskander, puntati dritto verso Varsavia, nell’enclave di Kaliningrad, tra la Polonia e la Lituania, nel pieno centro dell’Europa.

Matteo Cazzulani