LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

SOCIALISTI EUROPEI BATTUTI. BRUXELLES AMMONISCE JANUKOVYCH

Posted in Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on November 26, 2010

All’Europarlamento passa la linea ferma di popolari, liberali, conservatori e verdi. Sconfitta la miopia del centrosinistra europeo sul regresso della democrazia in Ucraina

Il presiente ucraino, Viktor Janukovych

Il buon senso democratico vince sul pragmatismo sovietico. Per questa volta, almeno. Nella giornata di giovedì, 26 novembre, il Parlamento Europeo ha approvato una dura risoluzione sulla situazione ucraina. Un vero e proprio cartellino giallo per il Presidente, Viktor Janukovych, riconosciuto responsabile di un regresso della democrazia e delle Libertà civiche, in atto, a Kyiv, dal suo insediamento.

Una sconfitta politica anche per i socialisti europei. Che, in nome della collaborazione con il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – di continuo hanno boicottato ogni condanna dell’alleato in sede UE.

I punti della risoluzione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Primo punto della risoluzione, il riconoscimento – in base all’articolo 49 dell’accordo UE – del diritto di partnership per l’Ucraina, in quanto Paese europeo. L’integrazione nella comunità del Vecchio Continente è il principale obiettivo della politica di Bruxelles nei confronti di Kyiv.

Oltre a ciò, il documento dichiara le elezioni locali dello corso 31 ottobre come non in linea con gli standard democratici, concordemente con quanto rilevato da osservatori internazionali ed ONG ucraine.

In particolare, a preoccupare Bruxelles è lo stravolgimento della legge elettorale, a pochi giorni dal voto. Accanto a ciò, la comparsa del Partija Rehioniv al primo posto sulle schede di tutte le elezioni, malgrado la sua registrazione sia stata presentata a seguito di molte altre.

Infine, l’UE condanna le autorità per non aver permesso la corsa del principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna – la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – nelle tradizionali roccaforti di Kyiv e Leopoli.

Alla luce di questo, Bruxelles invita Janukovych a collaborare più strettamente con UE ed OSCE, per riprendere quel cammino di rafforzamento della democrazia indispensabile per l’eurointegrazione. Peraltro, già intrapreso dai governi Tymoshenko, durante l’amministrazione di Viktor Jushchenko.

Condanna anche per il mancato rispetto della Libertà di Stampa. L’Unione Europea ha contestato le continue pressioni ai danni di media indipendenti, come TVI e 5 Kanal, e reporter di opposizione. A riguardo, Bruxelles esige un’immediata ripresa delle indagini sulla scompara di Vasyl’ Klyment’jev – redattore del quotidiano Novyj Styl’ di Kharkiv, critico con le autorità – su cui ancora chiarezza alcuna non è stata fatta.

L’UE invita l’Ucraina di Janukovych a tornare ad adottare misure contro l’off-shore, il mercato nero e la corruzione. A tale pro, il documento consiglia, per le questioni giuridiche, la ripresa della collaborazione con la Commissione di Venezia. Oltre a ciò, Bruxelles promette massimo impegno per semplificare il regime dei visti, se Kyiv raggiungerà i parametri di rispetto dei diritti civici e delle libertà democratiche.

L’Unione europea considera l’Ucraina un importante partner energetico, e la invita a modernizzare, e tutelare, i propri gasdotti per garantire il transito di oro blu dalla Russia all’Occidente del Vecchio Continente.

Infine, Bruxelles esorta Kyiv ad una costruttiva sinergia, anche in vista del campionato europeo di calcio del 2012, ospitato in quattro città ucraine – Kyiv, Leopoli, Donec’k e Kharkiv – ed altrettante polacche – Varsavia, Poznan, Danzica e Breslavia.

APSDE battuta da PPE, ALDE, CDE e verdi

Lecito ricordare che una bozza di risoluzione in elogio a Janukovych è stata presentata dall’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei. Nello specifico, il Presidente ucraino è stato lodato per il raggiungimento della stabilità. Inoltre, il documento negava l’irregolarità del voto amministrativo.

Felicemente, a difendere i valori europei, e a mettere in minoranza il centrosinistra continentale, è stata la convergenza del Partito Popolare Europeo – coerentemente sempre attento alle legittime aspirazioni euroatlantiche dell’Ucraina, ed agli allarmi dell’Opposizione Democratica – dell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, dei Conservatori e Democratici, e dei Verdi.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN POLONIA: PER KOMOROWSKI E TUSK EXIT-POOL IN CHIAROSCURO

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 22, 2010

Il partito di governo non stravince, e cede sei regioni all’opposizione. Al primo turno decise solo la Capitale e Danzica. Testa a testa a Cracovia e Lublino

Il presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Alla maggioranza una riconferma senza il botto. Secondo gli exit-pool, nelle elezioni amministrative polacche, la Piattaforma Civica – PO, il partito, egemone nel Paese, a cui appartengono il presidente, Bronislaw Komorowski, ed il Premier, Donald Tusk – avrebbe ottenuto il 33,7% dei voti, contro il 27% del principale partito dell’Opposizione, Diritto e Giustizia – PiS. A seguire, i socialdemocratici con il 15,8% ed il Partito Popolare Contadino con il 13,1%.

Non entusiasmante la frequenza, con un 43,24%. Ottenuto, perlopiù, nelle campagne dell’est del Paese. Ma non nelle grandi città.

Per quanto riguarda il dato regionale, la Piattaforma Civica è in flessione, in quanto avrebbe mantenuto il controllo di soli 10 Voivodati, cedendone 5 a Diritto e Giustizia. La quale già controllava la sola Podcarpazia, mantenuta anche in questa consultazione.

Varsavia e Danzica al primo turno

Il leader di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski

Anche a livello comunale, il partito di governo non avrebbe stravinto. Confermate al primo turno solo Varsavia – Hanna Gonkiewicz-Waltz con il 51,6% – Danzica – Adamowicz al 55% – e Gdynia.

Al ballottaggio gli altri maggiori centri urbani. Tra cui Poznan, una delle tradizionali roccaforti PO, dove, tuttavia, il candidato filo governativo è stato staccato da un indipendente.

Interessante il dato di Cracovia. A sorpresa rispetto alle rilevazioni sociologiche, l’uscente socialdemocratico Majchrowski avrebbe perso contro il candidato PO, Stanislaw Kracik, con cui la battaglia è rinviata al secondo turno.

Sul filo di lana anche Lublino, dove Lech Sprawka – candidato di Diritto e Giustizia, tradizionalmente forte nella città – è staccato di meno di un punto dall’esponente della Piattaforma Civica, Krzystof Zuk.

Confronto tra  PO e socialdemocratici si avrà nella seconda città del paese, Lodz. Dove, però, la partecipazione al voto è stata la più bassa rilevata.

I commenti al dato

Soddisfazione è stata espressa dal vice capo della PO, Grzegorz Schetyna, che ha sottolineato la consistenza politica della sua forza in tutte le sedi.

Il Leader di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, che ha impostato una campagna in difesa dei valori tradizionali polacchi, contro la minaccia russa, ha accentuato i successi del suo partito nelle piccole Amministrazioni, dove il PiS è tradizionalmente preferito.

Ottimista anche il Segretario dei socialdemocratici, Grzegorz Napieralski, per avere superato il 15% a livello nazionale.

Il secondo turno è in programma il prossimo 5 Dicembre.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: OPPOSIZIONE DEMOCRATICA PRIVATA DELLA VITTORIA ANCHE A ZAPORIZHZHJA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 18, 2010

La Commissione Elettorale Locale sottrae la carica di sindaco ad Oleksandr Sin, candidato di Bat’kivshchyna. Non è escluso un commissariamento del Partija Rehioniv

Il candidato sindaco di Zaporizhzhja di Bat'kivshchyna, Oleksandr Sin. FOTO ZODA.UA

Troppo bello per essere vero. Nella giornata di mercoledì, 16 novembre, la Commissione Elettorale di Zaporizhzhja ha rifiutato la registrazione del neoeletto sindaco, Oleksandr Sin. Il Primo Cittadino, vincitore delle comunali del 31 ottobre, avrebbe presentato con ritardo la documentazione necessaria alla presentazione della propria candidatura.

Così, l’esponente di Bat’kivshchyna – il principale partito dell’Opposizione Democratica – sarebbe stato privato di una vittoria storica, in una delle tradizionali roccaforti del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Simile sorte è toccata anche al leader locale comunista, Jevhen Kartashov. Terzo classificato alla corsa per il posto di sindaco, è stato privato del suo status di consigliere comunale, in quanto non avrebbe depositato alcune carte, necessarie a certificarne la candidatura.

Verso un commissariamento blu

Dunque, Zaporizhzhja resta in stallo politico. Esperti non escludono che esso possa risolversi con il commissariamento della città dell’Ucraina centro-orientale, guidato o da un esponente delle autorità centrali, o dal candidato sindaco del Partija Rehioniv, Volodymyr Kal’cevyj.

Malgrado gli elettori abbiano preferito l’esponente della forza politica di Julija Tymoshenko, l’anima della Rivoluzione Arancione.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH SILURA IL SINDACO DI KYIV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 17, 2010

Leonid Chernovec’kyj sostituito alla guida dell’Amministrazione Statale Cittadina da Oleksandr Popov, persona vicina al Presidente. L’Opposizione Democratica per il voto anticipato. Il Primo Cittadino della Capitale resta al suo posto.

Il Sindaco di Kyiv, Leonid Chernovec'kyj

A Kyiv è caos burocratico. Nella giornata di martedì, 16 novembre, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha dimissionato dalla guida dell’Amministrazione Statale Cittadina della capitale il sindaco, Leonid Chernovec’kyj. Rimpiazzato, senza alcuna motivazione, dal suo vice, Oleksandr Popov.

Nulla di male, sembrerebbe. Se non fosse per il fatto che tale decisione è in contrasto con la complessa legge ucraina, secondo cui la guida del Consiglio Comunale e dell’Amministrazione Statale Cittadina – la rappresentanza dell’Esecutivo nella Capitale – solamente a Kyiv deve essere ricoperta dal Primo Cittadino, scelto dalle elezioni amministrative.

A ciò, si aggiunge il dato politico. Seppur vicino a Janukovych – al punto da sostenerlo alle ultime presidenziali, fino a non spargere il sale per le strade il giorno delle votazioni, al fine di scoraggiare l’elettorato, tradizionalmente avverso, a recarsi alle urne – Chernovec’kyj da tempo è stato vittima di attacchi da parte delle Autorità, a causa della sua prolungata assenza da Kyiv, motivata da problemi di salute.

Con il decreto, a capo dell’Amministrazione Statale Cittadina è stato posto un uomo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – il quale, stando al regolamento, dovrebbe automaticamente ricoprire anche la carica di Primo Cittadino.

Il BJuT-Bat’kivshchyna per elezioni anticipate. Chernovec’kyj non lascia

Puntuale la protesta dell’Opposizione Democratica. Il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Anatolij Semynoha, ha richiesto un referendum per indire nuove elezioni amministrative a Kyiv.

Inoltre, secondo la forza politica dell’anima della Rivoluzione, Julija Tymoshenko, i cittadini della Capitale hanno il diritto di riconoscere come Primo Cittadino una personalità da loro eletta, e non nominata dal Presidente in base all’appartenenza politica. Soprattutto, in un luogo dove il Partija Rehioniv raccoglie pochi consensi.

A sgomberare i dubbi da possibili nuove tornate elettorali, lo stesso Chernovec’kyj. Secondo la sua portavoce, Marta Hryms’ka, il Sindaco cosmico – come è ribattezzato l’esponente del Partito Cristiano Liberale ucraino – ha intenzione di rispettare il mandato affidatogli dagli abitanti della Capitale nel 2006, confermatogli nelle amministrative anticipate del 2008.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: CONSIGLIERE DI JUSHCHENKO MINISTRO DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 12, 2010

Viktor Baloha, ex membro di Nasha Ukrajina, è il nuovo titolare del dicastero delle Emergenze

Il neo Ministro delle Emergenze, Viktor Baloha

Un salto della quaglia atteso da tempo. Il leader del partito di opposizione Centro Unito, Viktor Baloha, è il nuovo Ministro per le Situazioni Straordinarie e la Difesa della Popolazione dalle conseguenze della catastrofe di Chernobyl.

A nominarlo, il Presidente, Viktor Janukovych. Che, concordemente alla restaurata Costituzione pre-arancione del 1996, ha potere di nominare, e dimissionare, i titolari dei dicasteri, senza vincoli di maggioranza, né via libera del Parlamento.

Potente uomo di affari della Transcarpazia – che controlla in toto, sia dal punto di vista economico che su quello politico – Baloha è un ex membro della squadra arancione. Fedelissimo dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko, ne è stato a capo dell’Amministrazione, e personale consigliere, dopo avere guidato il Ministero delle Emergenze già tra il 2005 ed il 2006.

In molti hanno visto in lui il responsabile della decisione di Jushchenko di indire elezioni anticipate del 2007, in cui la sua forza politica, Nasha Ukrajina, ha ottenuto un misero 13%. Alle scorse presidenziali, lo sceicco della Transcarpazia – come è nominato Baloha – non ha nascosto simpatie per Janukovych. Non a caso, risultato vincitore nel conteggio locale della Oblast’ dell’estremo ovest del Paese.

Di recente, con diversi esponenti di Nasha Ukrajina, Baloha ha creato il partito Centro Unito. Il quale, nelle scorse amministrative, si è affermato in Transcarpazia, ed ha ottenuto discrete percentuali in altre regioni dell’Ucraina centro-occidentale.

Il parere degli esperti

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Commenti al salto della quaglia sono arrivati dal collega di partito, il politologo Vadym Karas’ov, secondo cui la nomina di Baloha è stata presa per permettere l’approvazione di riforme, indispensabili per il benessere del Paese.

Di diverso avviso, un altro esperto, Mykhajlo Pohrebins’kyj, che ha interpretato l’avvenimento con la volontà di Janukovych di controllare un certo numero di Deputati alla Rada. Nonché, diverse amministrazioni locali, in aree del Paese dove il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – è tradizionalmente debole.

La poltrona di Ministro delle Emergenze è vacante dal 10 luglio. Quando Janukovych ha dimissionato Nestor Shufrych, poi nominato Vice Segretario del Consiglio Nazionale per la Sicurezza e la Difesa.

Accanto a Shufrych, sempre venerdì, 12 novembre, è stato nominato Oleksandr Medved’ko. A sua volta, sostituito a capo della Procura Generale da Viktor Pshonka, un altro uomo di fiducia del Presidente.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: A KHARKIV CHIESTA RIPETIZIONE DEL VOTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 9, 2010

Troppo poca la distanza tra il candidato di Bat’kivshchyna, Arsen Avakov, e quello del Partija Rehioniv, Hennadij Kernes. La Commissione Elettorale Centrale invita ad accorciare i tempi

Il candidato sindaco di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Minima la distanza. massima la possibilità di un risultato falsato. Il Gruppo per la Difesa dei Diritti Umani di Kharkiv ha richiesto, così, la ripetizione delle elezioni comunali nell’ex capitale dell’Ucraina sovietica.

Domenica, 31 ottobre, l’esponente dell’Opposizione Democratica, Arsen Avakov, è stato sconfitto da quello del Partija Rehioniv, Hennadij Kernes, per due soli punti percentuali. Una distanza minima, con cui il candidato di Bat’kivshchyna – il partito dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – ha sfiorato l’impresa di strappare una tradizionale roccaforte della forza politica egemone nel Paese – a cui appartengono il presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Infrazioni nel dettaglio

Nella giornata di lunedì, 8 novembre, un’apposita nota è stata inoltrata alla Commissione elettorale Centrale, con tanto di spiegazione dei piccoli errori procedurali che, sommati l’uno all’altro, avrebbero modificato l’esito finale dello spoglio.

Primo di essi, la mancata esclusione da molte schede di Oleksandr Denysenko, candidato che ha rinunciato alla corsa 5 giorni prima delle votazioni. In alcuni seggi, gli elettori hanno potuto scegliere un’opzione non prevista, peraltro in concorrenza con il candidato dell’Opposizione Democratica, vero e proprio penalizzato dalle consultazioni.

In secondo luogo, i dati sono stati trasmessi alla Commissione Elettorale Territoriale da 56 sezioni con tanto ampi quanto sospetti ritardi. In altri, esponenti delle autorità non hanno permesso a Rappresentanti di Lista ed esponenti delle ONG incaricate dell’osservazione delle procedure di voto, di controllare la corretta trascrizione del dato del conteggio sui relativi verbali.

Ad essi,vanno sommati il ritrovamento di bollettini e verbali intonsi, ma già firmati, attività di propaganda elettorale di esponenti del Partija Rehioniv presso i seggi, e schede annullate arbitrariamente, senza possibilità di contestazione, in seggi favorevoli ad Avakov.

La Commissione Elettorale centrale ha risposto con un comunicato, in cui si invita a risolvere ogni controversia nel giro di una decina di giorni, entro i quali va fissata la scadenza per possibili ripetizioni del voto.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH RIVUOLE IL MAGGIORITARIO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 7, 2010

Il Partija Rehioniv proporrà il ripristino dei collegi uninominali nelle elezioni parlamentari. Come prima della Rivoluzione Arancione

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

La restaurazione continua. Dopo le elezioni amministrative, che la comunità internazionale è tornata a certificare come non in regola con gli standard democratici, le Autorità ucraine vogliono ripristinare il sistema maggioritario.

A comunicarlo, Domenica, 7 novembre, il parlamentare Vadym Kolesnichenko, esponente del Partija Rehioniv – la forza politca, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. In base a quanto da lui riferito, presto sarà presentata una proposta per ritornare ad elezioni miste, in cui metà dei mandati è assegnato proporzionalmente, e l’altra in collegi uninominali.

Come ai tempi di Kuchma

Un meccanismo che riporterebbe l’Ucraina indietro di una decina di anni. Sia sul piano elettorale, che su quello democratico. Lecito ricordare che le stesse forze politiche oggi al potere si sono servite del sistema misto per mantenere la maggioranza alla Rada, nonostante, de facto, avessero ottenuto meno consensi dei soggetti del campo democratico.

Così è stato fino alle parlamentari del 2002, quando l’alleanza Za Jedynu Ukrajinu ha potuto formare un proprio governo, nonostante, nei numeri, fosse stata battuta nettamente dai futuri partiti arancioni – Nasha Ukrajina e Blocco Tymoshenko.

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Eliminato dalla Rivoluzione Arancione, il regolamento di voto misto vuole essere reintrodotto dal Partija Rehioniv per assicurarsi il controllo del Parlamento, anche in caso di sconfitta elettorale.

“Il maggioritario consente un contatto diretto tra elettori ed eletti – ha argomentato Kolesnichenko – è un progresso. Percepiamo che la popolazione è dalla nostra parte”.

A prova delle intenzioni dell’esponente del Partija Rehioniv, le dichiarazioni successive, secondo le quali la presenza sullo scenario politico di 190 partito è un segno di non-democrazia.

“Occorre eliminarne alcuni” ha spiegato.

La speranza, è che ad essere aboliti non siano né Bat’kivshchyna – la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – né gli altri soggetti dell’Opposizione Democratica. Peraltro, nelle ultime consultazioni locali, già duramente colpiti da brogli, pressioni, e non-rispetto delle regole democratiche.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: A ODESSA INSEDIAMENTO ARMATO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 6, 2010

L’esponente del Partija Rehioniv si autonomina sindaco in un’esibizione pubblica presidiata dalle forze dell’ordine. I giornalisti ricordano l’epoca sovietica. Il candidato dell’Opposizione ricorre per vie legali

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

“Dio me l’ha data, guai a chi me la tocca”. Il grande Napoleone perdonerà un suo aficionado per il parallelo inopportuno, utile, tuttavia, per illustrare l’epilogo delle comunali di Odessa.

Nella giornata di sabato, 6 novembre, il candidato del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese,a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – Oleksij Kostusjev, ha giurato come sindaco.

“Il mio avversario – ha esclamato – non mi ha riconosciuto la vittoria. Così, la prendo di mia iniziativa”.

La polizia a garanzia

Il candidato sindaco di Odessa delFront Zmin, Eduard Hurvic

Ad aggravare la situazione, la presenza di poliziotti. I quali, dalla mattinata, hanno occupato, e presidiato, l’edificio. In aggiunta, sono trapelate voci di aggressioni a danni di giornalisti. Tuttavia, non ancora confermate.

“Un fatto preoccupante – ha denunciato il presidente del Fondo dei Liberi Giornalisti intitolato a V’jacheslav Chornovil, Dmytro Ponamarchuk – l’irruzione delle forze di sicurezza per consentire il giuramento di un Sindaco è un ritorno all’epoca sovietica”.

L’Opposizione continua la battaglia

L'opposizione protesta ad Odessa. FOTO 5 KANAL

Una preoccupazione, ed una mancata accettazione della sconfitta, che il candidato dell’Opposizione, Eduard Hurvic, ha tutte le ragioni per sostenere. Difatti, il sindaco uscente, esponente del Front Zmin – il partito dell’ex speaker arancione, Arsenij Jacenjuk – ha denunciato brogli e falsificazioni, perpetrate da personalità del partito del potere, prima e durante le operazioni di voto.

Inoltre, irregolarità sarebbero state commesse al momento dello spoglio. Fatti certificati da Rappresentati di Lista ed osservatori di ONG indipendenti.

Dinnanzi a tutto ciò, Hurvic, peraltro vittima di una campagna antisemita da parte dell’avversario, ha affermato continuare la battaglia con l’invio alla Commissione Elettorale Centrale di un esposto sottoscritto da 30 mila odessini.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: CRIMEA ANCORA SENZA DATI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 5, 2010

A Simferopoli i verbali delle sezioni elettorali non sono ancora stati recapitati. Il partito del potere, convinto della vittoria, impone i suoi dati. Protestano le altre liste

Il primo ministro della Repubblica Autonoma di Crimea, Vasyl' Dzharty

In Crimea il nuovo parlamento è eletto secondo i dati del Partija Rehioniv. Nella giornata di venerdì, 5 novembre, la Commissione Elettorale della Repubblica Autonoma non ha ricevuto ancora alcun verbale dalle 25 sezioni in cui la penisola è stata suddivisa. Ciò nonostante, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha espresso la propria soddisfazione per una vittoria schiacciante, esposta alla stampa con tanto di dati.

Secondo il Capo dei regionali di Crimea, Vasyl’ Dzharty – che ricopre la carica di Primo Ministro della Repubblica Autonoma – il partito del potere avrebbe ottenuto il 48% dei consensi, seguito dai comunisti con il 7%, e dal Narodny Rukh-Medzhlis con il 6,5%. Seguono Sojuz, con il 5%, Unità Russa, con il 3,9%, e Sylna Ukrajina, con il 3,5%. Sotto lo sbarramento del 3%, il principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, con il 2,6%.

Tutti scontenti

Chi, per primo, non ha riconosciuto tali risultati è il segretario dei comunisti, Leonid Hrach, che ha accusato il Partija Rehioniv, con cui è alleato alla Rada nazionale – di falsificazioni di voto e spoglio. Ritenendo inaccettabile il ritardo della trasmissione dei risultati ufficiali, Hrach ha chiamato i comuinisti allo sciopero generale.

Contrarietà è stata espressa anche dal leader del Narodnyj Rukh-Medzhlis, Refat Chubarov, che ha evidenziato come la mancata divulgazione dei dati da parte della Commissione Elettorale non abbia alcuna spiegazione se non quella di manipolare l’esito delle schede a favore del partito del potere, che controlla l’organismo deputato al conteggio. Inoltre, Chubarov ha dichiarato di essere contento dell’andamento delle elezioni, dal momento in cui, anche secondo proprie rilevazioni, la sua forza politica avrebbe superato di gran lunga Unità Russa, partito finanziato dal Cremlino.

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Proprio il capo del soggetto filorusso, Serhij Shuvajnykov, si è unito alle proteste nei confronti della Commissione Elettorale e del Partija Rehioniv. Secondo i dati elaborati da Shuvajnykov, Unità Russa avrebbe ottenuto molti più consensi di quanti siano stati previsti dal partito del potere.

Critiche anche da Bat’kivshchyna. L’esponente del principale partito dell’Opposizione Democratica, Andrij Senchenko, ha illustrato come le elezioni siano state falsificate da brogli avvenuti già durante la campagna elettorale, con candidati esclusi arbitrariamente dalle liste, schede stampate in sovrannumero, e pressioni su personalità delle opposizioni e sui media indipendenti. Secondo il politico del partito di Julija Tymoshenko, la mancata pubblicazione dei dati a quasi una settimana dalle consulktazioni non sarebbe che l’ennesimo broglio.

Ciò nonostante, il Partija Rehioniv ha comunicato di non voler perdere tempo, e, considerati validi i dati in proprio possesso, già ha convocato la prima seduta della Rada della Repubblica Autonoma. In tale sede, come affermato da Dzharty, un Parlamento a maggioranza blu eleggerà il nuovo speaker, Volodymyr Konstjantynov. Ovviamente, del partito del potere.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: A KHARKIV AVAKOV CHIAMA I DEMOCRATICI AL MAJDAN

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 5, 2010

Il candidato di Bat’kivshchyna non riconosce i dati della Commissione Elettorale Locale al totale dello spoglio, che conferiscono la vittoria al Partija Rehioniv

Il candidato sindaco di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Tutti in piazza, per difendere il proprio voto. Contro ogni falsificazione. L’appello, lanciato dal candidato sindaco di Kharkiv di Bat’kivshchyna, Arsen Avakov, è l’ennesima contromisura, al termine di elezioni comunali, svoltesi nella più totale irregolarità.

L’esponente del principale partito dell’Opposizione Democratica, dato per favorito da tutti gli exit-pool, non ha riconosciuto i dati definitivi, divulgati dalla Commissione Elettorale Territoriale. Avakov si sarebbe classificato secondo, davanti alla comunista Alla Aleksandrovs’ka, e dietro a Hennadij Kernes, candidato del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. 29,47% a 30,08% il distacco con l’Opposizione Democratica avrebbe sfiorato una storica vittoria, in una tradizionale roccaforte regionale.

Casi di irregolarità

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Oltre alla mobilitazione, il candidato del partito dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha affermato di avere esposto ricorso, affinché siano ricontate le schede elettorali, una dopo l’altra. Inoltre, Avakov ha dichiarato che non riconoscerà l’esito del voto fino a quando le autorità competenti non indagheranno su un dossier di casi di irregolarità, annotate non solo da Rappresentanti di Lista di Bat’kivshchyna, ma anche da osservatori di ONG indipendenti.

Tra essi, bollettini stampati in sovrannumero, altri annullati senza motivo, né possibilità di ricorso, nei seggi favorevoli al candidato del campo democratico. In seguito, violazione del silenzio elettorale, alla vigilia e durante la giornata delle consultazioni, con esponenti del Partija Rehioniv impegnati a fornire esplicite indicazioni di voto. Inoltre, sarebbe stato recuperato un contenitore con delle schede autenticate, e votate.

“Lotteremo per ogni voto – ha annunciato – per difendere la nostra libertà. Nessuno può contrastare i democratici, se essi scenderanno, compatti, in piazza”.

Nella serata, la notizia che il principale partito dell’Opposizione Democratica andrà oltre alla mera dimensione locale, appellandosi alla corte europea. A comunicarlo, la Deputata Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Olena Shustik, determinata a difendere la democraticità delle elezioni anche a Bruxelles.

Matteo Cazzulani