LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: Poroshenko vuole Elezioni Parlamentari subito

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 2, 2014

Il Presidente ucraino supporta una riforma elettorale in senso proporzionale puro con la re-istituzione di preferenze e blocchi di partiti. Sostenuta anche la necessità di indire Elezioni Amministrative con un sistema maggioritario

Un sistema proporzionale puro con le preferenze e le coalizioni al nazionale, mentre un maggioritario secco per le Elezioni Amministrative. Questa è la proposta di riforma elettorale che il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha avanzato nella giornata di venerdì, Primo di Agosto.

Poroshenko, che ha sostenuto la necessità di votare a tutti i costi, anche con la legge elettorale attuale -un Porcellum all’ucraina che assegna metà dei seggi del Parlamento unicamerale su base proporzionale, e metà su base maggioritaria: un provvedimento imposto dall’ex-Presidente, Viktor Yanukovych, per assicurare una maggioranza pro-presidenziale- ha motivato la sua richiesta con la necessità di rinnovare al più presto un Parlamento finora poco collaborativo e diviso al suo interno.

“Sono favorevole ad un proporzionale puro con le preferenze e l’ammissione di blocchi elettorali alla competizione -ha dichiarato Poroshenko- In ogni caso, credo che la riforma della Legge Elettorale non debba essere un pretesto per non andare al voto: occorrono elezioni subito”.

Un’altra motivazione che ha spinto Poroshenko a richiedere Elezioni Parlamentari anticipate è la presenza in Parlamento di forze partitiche e singoli parlamentari che non hanno voluto considerare come organizzazioni di stampo terroristico le milizie pro-russe che stanno occupando le regioni orientali dell’Ucraina.

Infine, Poroshenko ha dichiarato la necessità di indire, contemporaneamente a quelle Parlamentari, anche Elezioni Amministrative in tutte le Regioni ed i Comuni con un sistema maggioritario puro: una decisione che porterebbe l’Ucraina ad adottare un calendario elettorale simile a quello della Polonia, dove le Amministrazioni locali, seppur con un sistema proporzionale, vengono rinnovate tutte nella medesima tornata.

La posizione del Presidente avviene l’indomani della conferma della fiducia al Premier, Arseniy Yatsenyuk, che ha rimesso il suo mandato al voto del Parlamento dopo lo scioglimento della coalizione di maggioranza ‘Scelta Europea’.

Nonostante la fiducia ottenuta a largo margine, Yatsenyuk è oggi un Premier senza maggioranza, dal momento in cui a sostegno del Governo è schierata solo Batkivshchyna: la forza partitica del Capo dell’Esecutivo, di orientamento social-popolar-democratico, attorno alla quale, dopo la caduta dell’ex-Capo di Stato Yanukovych, si è costituita la coalizione ‘Scelta Europea’.

Il Partito di orientamento moderato UDAR -capeggiato dal Sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko- e gli ultraconservatori di Svoboda hanno invece lasciato la maggioranza dopo divergenze sulla riforma in chiave europea del sistema infrastrutturale energetico nazionale con Batkivshchyna, che, così, è rimasta sola ad appoggiare il Governo in una situazione sul piano militare ed economico particolarmente difficile.

Il Blocco del Presidente favorito dai sondaggi

Oltre alle ragioni politiche e numeriche, a motivare la scelta di Poroshenko di fare pressione per Elezioni Parlamentari Anticipate sono i sondaggi, che, secondo una rilevazione dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kyiv, danno il Blocco Poroshenko -composto dalla forza partitica del Presidente Solidarnist, da UDAR e dal movimento Terza Repubblica Ucraina dell’ex-prigioniero politico Yuri Lutsenko- vincitore della consultazione con il 31% dei consensi.

A seguire, sempre secondo il sondaggio, al secondo posto si trovano, entrambi con il 20% circa dei voti, il Partito Radicale ucraino dell’ex-Candidato alla presidenza, Oleh Lyashko, e Batkivshchyna.

A seguire, con il 10%, si classificherebbe la Hromadyanska Pozytsiya dell’ex-Ministro della Difesa, Anatoliy Hrytsenko, che è stato tra i pochi ad avere negato la fiducia a Yatsenyuk.

Infine, con il 4% dei consensi, in Parlamento entrerebbe anche Svoboda, che con UDAR, per mero calcolo elettorale, ha lasciato alla sola Batkivshchyna la responsabilità di sostenere il Governo Yatsenyuk in un momento di particolare crisi economica e militare.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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UCRAINA: L’UNIONE EUROPEA AL FIANCO DI JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 2, 2011

Le maggiori cariche politiche del Vecchio Continente criticano il confino in Patria imposto alla Leader dell’Opposizione Democratica. Bruxelles preoccupata per il regresso della democrazia sulle Rive del Dnipro

La leader dell'Opposizione democratica, Julija Tymoshenko

L’Europa si è davvero svegliata. Almeno, la sua politica. A scatenare la critica alle Autorità ucraine, il divieto, imposto alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, di recarsi a Bruxelles, per partecipare al summit del partito Popolare Europeo. Di cui, il suo partito, Bat’kivshchyna, è partner.

Unanime, ed immediata, la condanna delle principali autorità europee. Amarezza e sconcerto da parte del Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, dispiaciuto dal mancato incontro con Julija Tymoshenko, che ha invitato personalmente alla kermesse PPE.

Critico anche il suo predecessore, Hans-Gert Pottering. Dal Forum degli Studenti Democratici, ha richiesto alle autorità di Kyiv spiegazioni per l’assenza della Lady di Ferro ucraina. Attesa per un intervento, anche al meeting degli studenti moderati del Vecchio Continente.

Il Commissario all’Integrazione Europea, Stefan Fule, ha posto l’accento sull’impossibilità di continuare un lavoro improntato sul dialogo con tutte le realtà politiche ucraine, fondamentale per il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Bruxeles e Kyiv.

Sulla medesima frequenza, il Ministro degli Esteri svedese, Karl Bildt, per cui la detenzione in Patria di Julija Tymoshenko è inammissibile. Una condanna importante, quella di Stoccolma.

Infatti, la Svezia, assieme alla Polonia, è il Paese più attivo nella Politica di Partenariato Orientale, finalizzata alla progressiva inclusione nelle strutture comunitarie di Ucraina, ed altri Paesi, europei per storia e cultura – in primis, Bielorussia, Moldova, e Georgia.

Mobilitato, anche lo spettro partitico del Vecchio Continente. Il Presidente del Partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, ha accusato Janukovych di non aver ancora compreso i valori europei, basati sul rispetto di Democrazia, pluralismo politico, Diritti Umani, e Libertà di Stampa.

Inoltre, il Leader dei moderati del Vecchio Continente ha rilevato come la condotta della nuova Amministrazione Presidenziale ricordi l’epoca precedente alla Rivoluzione Arancione, contraddistinta da arresti politici, e repressione del dissenso.

Il presidente della Commissione per i rapporti UE-Ucraina, Pawel Kowal, ha definito il veto al viaggio di Julija Tymoshenko a Bruxelles un brutto segnale. Un’affermazione basata sulla recente esperienza.

Il polacco del gruppo dei Conservatori e Democratici Europei ha coordinato la missione di osservazione di Bruxelles alle elezioni amministrative dello scorso Ottobre. Tornate ad essere certificate come non in linea con gli standard democratici, dopo cinque anni di governi arancioni.

Nuove imputazioni

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini.

Così, l’anima della Rivoluzione Arancione è convocata in Procura, a frequenza quasi giornaliera. Rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e provveduto al servizio sanitario nazionale, in un periodo di crisi.

Mentre l’UE si mobilita, e la stampa occidentale tace, per Julija Tymoshenko, ancora un interrogatorio, nel corso del quale le è stato imposto il silenzio alla stampa sui contenuti dei colloqui.

Un preludio a nuovi capi d’accusa, come illustrato dalla stessa Leader dell’Opposizione Democratica a giornalisti e simpatizzanti, all’uscita dalla Procura.

A prova delle preoccupazioni europee, la peggiore sorte toccata ad una decina di esponenti del’entourage della Lady di Ferro ucraina. Ad oggi, detenuti. Spesso, in isolamento.

Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. Segretario di uno dei partiti dell’Opposizione Democratica, Narodna Samooborona.

Matteo Cazzulani

SOCIALISTI EUROPEI BATTUTI. BRUXELLES AMMONISCE JANUKOVYCH

Posted in Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on November 26, 2010

All’Europarlamento passa la linea ferma di popolari, liberali, conservatori e verdi. Sconfitta la miopia del centrosinistra europeo sul regresso della democrazia in Ucraina

Il presiente ucraino, Viktor Janukovych

Il buon senso democratico vince sul pragmatismo sovietico. Per questa volta, almeno. Nella giornata di giovedì, 26 novembre, il Parlamento Europeo ha approvato una dura risoluzione sulla situazione ucraina. Un vero e proprio cartellino giallo per il Presidente, Viktor Janukovych, riconosciuto responsabile di un regresso della democrazia e delle Libertà civiche, in atto, a Kyiv, dal suo insediamento.

Una sconfitta politica anche per i socialisti europei. Che, in nome della collaborazione con il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – di continuo hanno boicottato ogni condanna dell’alleato in sede UE.

I punti della risoluzione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Primo punto della risoluzione, il riconoscimento – in base all’articolo 49 dell’accordo UE – del diritto di partnership per l’Ucraina, in quanto Paese europeo. L’integrazione nella comunità del Vecchio Continente è il principale obiettivo della politica di Bruxelles nei confronti di Kyiv.

Oltre a ciò, il documento dichiara le elezioni locali dello corso 31 ottobre come non in linea con gli standard democratici, concordemente con quanto rilevato da osservatori internazionali ed ONG ucraine.

In particolare, a preoccupare Bruxelles è lo stravolgimento della legge elettorale, a pochi giorni dal voto. Accanto a ciò, la comparsa del Partija Rehioniv al primo posto sulle schede di tutte le elezioni, malgrado la sua registrazione sia stata presentata a seguito di molte altre.

Infine, l’UE condanna le autorità per non aver permesso la corsa del principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna – la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – nelle tradizionali roccaforti di Kyiv e Leopoli.

Alla luce di questo, Bruxelles invita Janukovych a collaborare più strettamente con UE ed OSCE, per riprendere quel cammino di rafforzamento della democrazia indispensabile per l’eurointegrazione. Peraltro, già intrapreso dai governi Tymoshenko, durante l’amministrazione di Viktor Jushchenko.

Condanna anche per il mancato rispetto della Libertà di Stampa. L’Unione Europea ha contestato le continue pressioni ai danni di media indipendenti, come TVI e 5 Kanal, e reporter di opposizione. A riguardo, Bruxelles esige un’immediata ripresa delle indagini sulla scompara di Vasyl’ Klyment’jev – redattore del quotidiano Novyj Styl’ di Kharkiv, critico con le autorità – su cui ancora chiarezza alcuna non è stata fatta.

L’UE invita l’Ucraina di Janukovych a tornare ad adottare misure contro l’off-shore, il mercato nero e la corruzione. A tale pro, il documento consiglia, per le questioni giuridiche, la ripresa della collaborazione con la Commissione di Venezia. Oltre a ciò, Bruxelles promette massimo impegno per semplificare il regime dei visti, se Kyiv raggiungerà i parametri di rispetto dei diritti civici e delle libertà democratiche.

L’Unione europea considera l’Ucraina un importante partner energetico, e la invita a modernizzare, e tutelare, i propri gasdotti per garantire il transito di oro blu dalla Russia all’Occidente del Vecchio Continente.

Infine, Bruxelles esorta Kyiv ad una costruttiva sinergia, anche in vista del campionato europeo di calcio del 2012, ospitato in quattro città ucraine – Kyiv, Leopoli, Donec’k e Kharkiv – ed altrettante polacche – Varsavia, Poznan, Danzica e Breslavia.

APSDE battuta da PPE, ALDE, CDE e verdi

Lecito ricordare che una bozza di risoluzione in elogio a Janukovych è stata presentata dall’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei. Nello specifico, il Presidente ucraino è stato lodato per il raggiungimento della stabilità. Inoltre, il documento negava l’irregolarità del voto amministrativo.

Felicemente, a difendere i valori europei, e a mettere in minoranza il centrosinistra continentale, è stata la convergenza del Partito Popolare Europeo – coerentemente sempre attento alle legittime aspirazioni euroatlantiche dell’Ucraina, ed agli allarmi dell’Opposizione Democratica – dell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, dei Conservatori e Democratici, e dei Verdi.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: BAT’KIVSHCHYNA VINCE UFFICIALMENTE A ZAPORIZHZHJA. MANIFESTANTI KHARKIVIANI VANNO NELLA CAPITALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 20, 2010

Oleksadr Sin riconosciuto Primo Cittadino, ma continua l’impasse burocratica. I dimostranti di Kharkiv cercano ascolto a Kyiv

Il candidato sindaco di Zaporizhzhja di Bat'kivshchyna, Oleksandr Sin

Non sempre la giustizia trionfa nell’Ucraina di Janukovych. Nella giornata di sabato, 20 novembre, al candidato sindaco dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Sin, è stata riconosciuta la vittoria elettorale. E, da oggi, è ufficialmente Sindaco di Zaporizhzhja.

Una svolta per la città dell’Ucraina centro-orientale, tradizionale roccaforte del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Vyktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – che Bat’kivshchyna, la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, è riuscita a conquistare.

Il partito del potere ha fatto di tutto per non permettere l’insediamento di Sin. Oltre ad irregolarità, durante e dopo la campagna elettorale – certificate da diversi osservatori – il candidato dell’Opposizione Democratica è stato escluso dalla lista degli eletti per non aver fornito adeguata documentazione.

Tutto risolto: il Comitato Elettorale di Sin ha colmato la mancanza. Peraltro, senza infrangere il regolamento, che concede una proroga di un mese per la presentazione delle carte.

Tuttavia, a Zaporizhzhja lo stallo continua. Finora, ad essere registrati sono stati solo 28 eletti su 90. Una quota che non consente la convocazione del Consiglio Comunale.

La sede locale di Bat’kivshchyna ha denunciato il Partija Rehioniv di non riconoscere l’esito del voto, e di voler giungere ad un commissariamento della città, con un proprio uomo al comando dell’Amministrazione Comunale.

Protesta itinerante

La manifestazione dell'Opposizione Democratica a Kharkiv. FOTO 5 KANAL

Da una battaglia per la giustizia parzialmente vinta, ad una persa. A Kharkiv, altra roccaforte del Partija Rehioniv, i manifestanti dell’Opposizione Democratica sono stati costretti ad eseguire una direttiva della Corte Regionale, e smantellare la tendopoli installata nella centrale Ploshcha Svobody.

Motivo del campeggio urbano, la protesta contro le falsificazioni – anch’esse certificate dagli osservatori indipendenti – che hanno conferito una vittoria di misura al candidato filogovernativo, Hennadij Kernes, su quello di Bat’kivshchyna, Arsen Avakov, avanti secondo tutte le rilevazioni pre-elettorali.

Ciò nonostante, non tutte le 35 tende finiranno in rispostiglio – per fare spazio alle luminarie natalizie, come riportato dalla sentenza di sgombero. Molti dei dimostranti hanno dichiarato l’intenzione di recarsi a Kyiv, ed unirsi alla manifestazione nazionale del 22 novembre, organizzata dagli imprenditori contro il Codice Fiscale.

Approvato a forza – sia politica che fisica – dalla maggioranza, senza valutare alcun emendamento dell’Opposizione Democratica, il documento prevede esenzioni per i grandi industriali, vicini al Partija Rehioniv, bilanciate dall’incremento della pressione su piccola e media impresa, e da provvedimenti illiberali.

Tra essi, l’introduzione della responsabilità del singolo lavoratore, il monitoraggio della sua attività, e l’impossibilità per i sindacati di riunirsi in azioni congiunte.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: A KHARKIV RESPINTO RICORSO DI AVAKOV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 13, 2010

Confermata la vittoria del candidato del Partija Rehioniv, nonostante le irregolarità durante le procedure di voto. Bat’kivshchyna ricorre in sede europea

Il candadato sindaco di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

A Kharkiv la falsificazione del voto continua. Nella giornata di sabato, 13 novembre, la Corte Amministrativa dell’ex capitale dell’Ucraina sovietica ha rigettato il ricorso presentato dal candidato di Bat’kivshchyna, Arsen Avakov.

L’esponente del principale partito dell’Opposizione Democratica ha richiesto l’annullamento di verbali provenienti da sezioni elettorali, in cui schede sono state annullate senza alcuna giustificazione, né possibilità di contestazione per i Rappresentanti di Lista.

Ciò nonostante, il collegio dei giudici, dopo sei ore di riunione, ha confermato i dati finora ufficializzati, e conferito la fascia di sindaco a Hennadij Kernes, candidato del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Respinta anche la richiesta di Avakov di controllare le schede risultate votate contro tutti – possibilità prevista nel sistema elettorale ucraino.

L’Opposizione Democratica in piazza e a Bruxelles

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Accanto ai brogli, continua la mobilitazione dei sostenitori di Bat’kivshchyna, dallo scorso lunedì in perenne manifestazione presso la centrale Ploshcha Svobody. 5 mila persone, scese nel Majdan di Kharkiv per richiedere giustizia politica, contro le falsificazioni del partito di governo.

A coordinare l’azione, il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Volodymyr Filenko. Un veterano di quella Rivoluzione Arancione che, con l’arma della non violenza, già una volta ha portato alla sconfitta dell’attuale Capo di Stato, ottenendo la ripetizione di elezioni falsate.

Il parallelo col 2004 non è azzardato, dal momento in cui, così come allora, anche nelle comunali di Kharkiv gli exit-pool hanno certificato la vittoria di Avakov.

Oltre che in piazza, Bat’kivshchyna continuerà la lotta anche in sede continentale. Come dichiarato dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è necessaria la presentazione del ricorso anche presso la Corte Europea per il Rispetto dei Diritti Umani, a cui Avakov, ed altri candidati vittime di brogli, hanno intenzione di appellarsi.

“Dinnanzi a tali verdetti – ha dichiarato la Lady di Ferro ucraina – rivolgersi alla magistratura ordinaria è totalmente inutile. Non essendoci giustizia in Ucraina, è doveroso coinvolgere l’Europa”.

Lecito ricordare che, secondo gli osservatori internazionali, le elezioni amministrative ucraine non sono state in linea con gli standard democratici. A Kharkiv, nonostante le iniziali proiezioni, ed il dato degli exit-pool, Avakov non è riuscito nell’impresa di strappare una tradizionale roccaforte del Partija Rehioniv, perdendo per una manciata di voti – 28,73% a 29,32%.

In virtù di tale, minimo scarto, ed alle irregolarità testimoniate da diverse fonti, Bat’kivshchyna non ha riconosciuto l’esito della consultazione.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: CONSIGLIERE DI JUSHCHENKO MINISTRO DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 12, 2010

Viktor Baloha, ex membro di Nasha Ukrajina, è il nuovo titolare del dicastero delle Emergenze

Il neo Ministro delle Emergenze, Viktor Baloha

Un salto della quaglia atteso da tempo. Il leader del partito di opposizione Centro Unito, Viktor Baloha, è il nuovo Ministro per le Situazioni Straordinarie e la Difesa della Popolazione dalle conseguenze della catastrofe di Chernobyl.

A nominarlo, il Presidente, Viktor Janukovych. Che, concordemente alla restaurata Costituzione pre-arancione del 1996, ha potere di nominare, e dimissionare, i titolari dei dicasteri, senza vincoli di maggioranza, né via libera del Parlamento.

Potente uomo di affari della Transcarpazia – che controlla in toto, sia dal punto di vista economico che su quello politico – Baloha è un ex membro della squadra arancione. Fedelissimo dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko, ne è stato a capo dell’Amministrazione, e personale consigliere, dopo avere guidato il Ministero delle Emergenze già tra il 2005 ed il 2006.

In molti hanno visto in lui il responsabile della decisione di Jushchenko di indire elezioni anticipate del 2007, in cui la sua forza politica, Nasha Ukrajina, ha ottenuto un misero 13%. Alle scorse presidenziali, lo sceicco della Transcarpazia – come è nominato Baloha – non ha nascosto simpatie per Janukovych. Non a caso, risultato vincitore nel conteggio locale della Oblast’ dell’estremo ovest del Paese.

Di recente, con diversi esponenti di Nasha Ukrajina, Baloha ha creato il partito Centro Unito. Il quale, nelle scorse amministrative, si è affermato in Transcarpazia, ed ha ottenuto discrete percentuali in altre regioni dell’Ucraina centro-occidentale.

Il parere degli esperti

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Commenti al salto della quaglia sono arrivati dal collega di partito, il politologo Vadym Karas’ov, secondo cui la nomina di Baloha è stata presa per permettere l’approvazione di riforme, indispensabili per il benessere del Paese.

Di diverso avviso, un altro esperto, Mykhajlo Pohrebins’kyj, che ha interpretato l’avvenimento con la volontà di Janukovych di controllare un certo numero di Deputati alla Rada. Nonché, diverse amministrazioni locali, in aree del Paese dove il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – è tradizionalmente debole.

La poltrona di Ministro delle Emergenze è vacante dal 10 luglio. Quando Janukovych ha dimissionato Nestor Shufrych, poi nominato Vice Segretario del Consiglio Nazionale per la Sicurezza e la Difesa.

Accanto a Shufrych, sempre venerdì, 12 novembre, è stato nominato Oleksandr Medved’ko. A sua volta, sostituito a capo della Procura Generale da Viktor Pshonka, un altro uomo di fiducia del Presidente.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: A KHARKIV CHIESTA RIPETIZIONE DEL VOTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 9, 2010

Troppo poca la distanza tra il candidato di Bat’kivshchyna, Arsen Avakov, e quello del Partija Rehioniv, Hennadij Kernes. La Commissione Elettorale Centrale invita ad accorciare i tempi

Il candidato sindaco di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Minima la distanza. massima la possibilità di un risultato falsato. Il Gruppo per la Difesa dei Diritti Umani di Kharkiv ha richiesto, così, la ripetizione delle elezioni comunali nell’ex capitale dell’Ucraina sovietica.

Domenica, 31 ottobre, l’esponente dell’Opposizione Democratica, Arsen Avakov, è stato sconfitto da quello del Partija Rehioniv, Hennadij Kernes, per due soli punti percentuali. Una distanza minima, con cui il candidato di Bat’kivshchyna – il partito dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – ha sfiorato l’impresa di strappare una tradizionale roccaforte della forza politica egemone nel Paese – a cui appartengono il presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Infrazioni nel dettaglio

Nella giornata di lunedì, 8 novembre, un’apposita nota è stata inoltrata alla Commissione elettorale Centrale, con tanto di spiegazione dei piccoli errori procedurali che, sommati l’uno all’altro, avrebbero modificato l’esito finale dello spoglio.

Primo di essi, la mancata esclusione da molte schede di Oleksandr Denysenko, candidato che ha rinunciato alla corsa 5 giorni prima delle votazioni. In alcuni seggi, gli elettori hanno potuto scegliere un’opzione non prevista, peraltro in concorrenza con il candidato dell’Opposizione Democratica, vero e proprio penalizzato dalle consultazioni.

In secondo luogo, i dati sono stati trasmessi alla Commissione Elettorale Territoriale da 56 sezioni con tanto ampi quanto sospetti ritardi. In altri, esponenti delle autorità non hanno permesso a Rappresentanti di Lista ed esponenti delle ONG incaricate dell’osservazione delle procedure di voto, di controllare la corretta trascrizione del dato del conteggio sui relativi verbali.

Ad essi,vanno sommati il ritrovamento di bollettini e verbali intonsi, ma già firmati, attività di propaganda elettorale di esponenti del Partija Rehioniv presso i seggi, e schede annullate arbitrariamente, senza possibilità di contestazione, in seggi favorevoli ad Avakov.

La Commissione Elettorale centrale ha risposto con un comunicato, in cui si invita a risolvere ogni controversia nel giro di una decina di giorni, entro i quali va fissata la scadenza per possibili ripetizioni del voto.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: A ODESSA INSEDIAMENTO ARMATO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 6, 2010

L’esponente del Partija Rehioniv si autonomina sindaco in un’esibizione pubblica presidiata dalle forze dell’ordine. I giornalisti ricordano l’epoca sovietica. Il candidato dell’Opposizione ricorre per vie legali

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

“Dio me l’ha data, guai a chi me la tocca”. Il grande Napoleone perdonerà un suo aficionado per il parallelo inopportuno, utile, tuttavia, per illustrare l’epilogo delle comunali di Odessa.

Nella giornata di sabato, 6 novembre, il candidato del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese,a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – Oleksij Kostusjev, ha giurato come sindaco.

“Il mio avversario – ha esclamato – non mi ha riconosciuto la vittoria. Così, la prendo di mia iniziativa”.

La polizia a garanzia

Il candidato sindaco di Odessa delFront Zmin, Eduard Hurvic

Ad aggravare la situazione, la presenza di poliziotti. I quali, dalla mattinata, hanno occupato, e presidiato, l’edificio. In aggiunta, sono trapelate voci di aggressioni a danni di giornalisti. Tuttavia, non ancora confermate.

“Un fatto preoccupante – ha denunciato il presidente del Fondo dei Liberi Giornalisti intitolato a V’jacheslav Chornovil, Dmytro Ponamarchuk – l’irruzione delle forze di sicurezza per consentire il giuramento di un Sindaco è un ritorno all’epoca sovietica”.

L’Opposizione continua la battaglia

L'opposizione protesta ad Odessa. FOTO 5 KANAL

Una preoccupazione, ed una mancata accettazione della sconfitta, che il candidato dell’Opposizione, Eduard Hurvic, ha tutte le ragioni per sostenere. Difatti, il sindaco uscente, esponente del Front Zmin – il partito dell’ex speaker arancione, Arsenij Jacenjuk – ha denunciato brogli e falsificazioni, perpetrate da personalità del partito del potere, prima e durante le operazioni di voto.

Inoltre, irregolarità sarebbero state commesse al momento dello spoglio. Fatti certificati da Rappresentati di Lista ed osservatori di ONG indipendenti.

Dinnanzi a tutto ciò, Hurvic, peraltro vittima di una campagna antisemita da parte dell’avversario, ha affermato continuare la battaglia con l’invio alla Commissione Elettorale Centrale di un esposto sottoscritto da 30 mila odessini.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: ANCHE OBAMA SI ACCORGE DEI BROGLI DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 3, 2010

Washington valuta non-pienamente regolari le consultazioni ucraine. L’Opposizione Democratica chiede una Commissione d’Inchiesta. Il Partija Rehioniv ne calpesta i diritti in Parlamento

Il presidente USA, Barack Obama

La sconfitta di mid-term ha svegliato Obama. Nella giornata di mercoledì, 3 novembre, anche gli USA hanno riconosciuto l’irregolarità del voto locale ucraino. A comunicarlo, una nota governativa, con cui Washington esprime un duro giudizio su consultazioni ritenute solo parzialmente in linea con gli standard democratici.

In particolare, a turbare gli Stati Uniti è stata la legge elettorale, che ha impedito ad alleanze, blocchi e partiti battezzati da meno di un anno di partecipare alle elezioni. Nonché la registrazione di liste-clone di Bat’kivshchyna nelle regioni di Kyiv e Leopoli. Tradizionali roccaforti, dove il principale partito dell’Opposizione Democratica non ha potuto presentarsi.

“Le infrazioni – si legge nella nota – rilevate da ONG indipendenti, ci hanno turbato. Sopratutto, le schede elettorali annullate, senza possibilità di contestazione, il mancato rispetto del silenzio elettorale, l’attività di propaganda presso le sezioni elettorali, ed conteggi interrotti senza alcun motivo valido”.

Il BJuT all’attacco alla Rada

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Pronta la risposta, anche sul piano politico, dell’Opposizione Democratica. I Deputati del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna hanno richiesto la creazione di una Commissione Straordinaria d’urgenza per indagare sull’effettiva correttezza della consultazione locale.

Ad affermarlo, il parlamentare del BJuT, Serhij Sas, abile nello sfruttare il mercoledì dell’opposizione: giornata in cui, da prassi dalla Rivoluzione Arancione, l’Ordine del Giorno dei lavori è stabilito dall’Opposizione.

“Che ricorrano alla Procura Generale, e ci lascino lavorare” gli ha risposto il Rappresentante in Parlamento del Presidente, Jurij Mirishnychenko, escludendo ogni indagine sulla legittimità delle votazioni.

Inoltre, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Capo dello Stato, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha deciso di non rispettare il turno dell’Opposizione Democratica, ed ha imposto un proprio o.d.g.

In risposta, i Deputati del gruppo dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, hanno occupato l’aula, e bloccato i lavori per l’intera seduta mattutina.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: A KHARKIV ED ODESSA CONTINUA LA MOBILITAZIONE CONTRO I BROGLI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 3, 2010

Bat’kivshchyna, Front Zmin e la popolazione non riconoscono i dati ufficiali delle comunali, in contrasto con il dato di diversi exit-pool.

Le proteste dei democratici ucraini ad Odessa. FOTO 5 KANAL

L’Opposizione Democratica in piazza a Kharkiv ed Odessa. Nella serata di martedì, 2 novembre, l’ennesima conferenza stampa del Governatore Provinciale Statale di Kharkiv, Mykhajlo Dobkin, ha confermato la vittoria alle comunali di Hennadij Kersen, candidato del suo partito di appartenenza, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, di cui fanno parte anche il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Secondo Dobkin, il candidato filogovernativo avrebbe ottenuto addirittura considerevoli percentuali di consenso. E, così, migliorato il rating della sua lista nell’ex capitale dell’Ucraina sovietica, rispetto al dato delle parlamentari del 2006.

Bat’kivshchyna si muove

Il candidato sindaco di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Peccato che sulla regolarità dello spoglio aleggino dubbi concreti, motivati dalle testimonianze di Rappresentanti di Lista ed osservatori. Inoltre, gli exit-pool hanno conferito con un buon margine la vittoria al candidato di Bat’kivshchyna, Arsen Avakov. Che, stando alle indagini sociologiche, sarebbe riuscito nell’impresa di strappare ai regionali una storica roccaforte.

Per questa ragione, la sede locale del principale partito dell’Opposizione Democratica ha chiamato tutti i cittadini alla difesa del proprio voto. E, con una nota, si è appellata al Presidente Janukovych, affinché la regolarità della consultazione sia garantita.

Inoltre, il partito dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha invocato l’intervento degli osservatori internazionali, per contestare, in ogni sede, le falsificazioni compiute dal Partija Rehioniv, certificate da prove. Tra esse, schede annullate arbitrariamente, senza possibilità di contestazione, in sezioni in cui Avakov ha riscosso ampio consenso. Propaganda elettorale presso i seggi. Conteggi inspiegabilmente interrotti.

Manifesta anche Odessa

Il candidato sindaco di Odessa del Front Zmin, Eduard Hurvic

Continua la protesta anche ad Odessa. Nel porto di fondazione genovese, una seconda manifestazione ha radunato nella centrale Piazza Dums’ka un migliaio di cittadini, intenzionati a richiedere elezioni chiare, senza brogli ed irregolarità.

Anche gli odessini si sono rivolti al Capo dello Stato con una nota, in cui, oltre a ribadire casi di falsificazione simili a quelli denunciati da Bat’kivshchyna a Kharkiv, hanno condannato l’intrusione delle Autorità nella campagna elettorale locale, spesso con mezzi non degni di una democrazia del ventunesimo secolo.

In particolare, gli autori hanno fatto espresso riferimento al supporto pubblico che il candidato del Partija Rehioniv, Oleksija Kostusjeva, ha ottenuto dal Premier in persona, Mykola Azarov. Mentre il governatore della regione, Eduard Matvijchuk, ha invitato, a più riprese, a non votare per il sindaco uscente, Eduard Hurvic, in quanto ebreo.

Lecito ricordare che, anche ad Odessa, si è registrata una discrepanza tra le proiezioni e gli exit-poll. Secondo questi ultimi, Hurvic, candidato del Front Zmin – la forza politica dell’ex speaker arancione, Arsenij Jacenjuk – sarebbe riuscito ad ottenere la riconferma. Stando ai dati pubblicati, invece, ad essere in testa sarebbe la candidata del partito del potere.

Matteo Cazzulani