LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: Klichko si allea con Poroshenko alle Elezioni Parlamentari

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 3, 2014

Il Partito moderato UDAR del Sindaco di Kyiv si allea con la coalizione elettorale del Presidente ucraino per tenere fede ai patti stretti già durante le elezioni dello scorso Maggio. Il Blocco Poroshenko invitato nel PPE

Il Sindaco di Kyiv corre con il Presidente anche alle Elezioni Parlamentari anticipate: tutto come previsto, così come già è stato del resto per le Presidenziali dello scorso Maggio.

Nella giornata di lunedì, Primo di Settembre, il Partito di ispirazione moderata UDAR del Sindaco di Kyiv, Vitaly Klichko, ha dichiarato di aderire al Blocco Poroshenko: lista di orientamento centrista che punta a riunire tutte le forze del campo democratico ucraino per dare un forte sostegno in Parlamento alla realizzazione del programma con cui il Presidente, Petro Poroshenko, è stato eletto dal 54% degli ucraini lo scorso 25 Maggio.

Nello specifico, Poroshenko ha promesso il mantenimento dell’integrità territoriale ucraina, messa oggi a repentaglio dall’aggressione militare della Russia di Putin, e la presentazione della domanda di adesione all’Unione Europea prima della fine del suo mandato.

L’impegno europeista del Presidente ha già portato non solo alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE, ma anche all’invito ufficiale del Blocco Poroshenko nel Partito Popolare Europeo: forza politica del centrodestra dell’UE di cui, per quanto riguarda l’Ucraina, già fanno parte Batkivshchyna e UDAR.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, la decisione di UDAR di aderire al Blocco del Presidente è in linea con il memorandum di collaborazione politica firmato lo scorso Marzo tra Klichko e Poroshenko per unire le forze durante campagna elettorale, e consentire così a entrambi i politici la vittoria rispettivamente nelle elezioni amministrative di Kyiv e a quelle per la nomina a Capo dello Stato.

“Con il Blocco Poroshenko stiamo ancora discutendo la modalità di collaborazione, ma si tratta solo di tecnicismi: siamo convinti della necessità di collaborare con il blocco del Presidente” ha dichiarato il Capogruppo di UDAR in Parlamento, Vitaly Kovalchuk.

Oltre ad UDAR, vicini al Blocco Poroshenko sono dati per certi anche il Premier, Arseniy Yatsenyuk, lo Speaker del Parlamento, Oleksandr Turchynov, e l’ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa, Andriy Parubiy, che, come confermato dalla stampa ucraina, hanno rotto quasi definitivamente con Batkivshchyna: il Partito di orientamento social-popolare-democratico guidato dall’ex-Premier, Yulia Tymoshenko.

A motivare la decisione di Yatsenyuk, Turchynov e Parubiy, manifestata lo soccorso 27 Agosto con l’uscita anticipata dalla sala durante il congresso di Batkivshchyna, è stata sia la decisione della Segreteria del Partito di lasciare le redini del Partito alla Tymoshenko, che la scelta di stabilire le alleanze dopo le Elezioni Parlamentari.

“Abbiamo persino proposto di candidare Yatsenyuk di nuovo alla guida del Governo. Yatsenyuk, Turchynov e Parubiy non hanno presentato alcuna richiesta ufficiale di lasciare il Partito” ha dichiarato il Vicecapo di Batkivshchyna, Andriy Kozhemyakin, per cercare di spegnere le polemiche.

Nonostante le rassicurazioni molto politiche di Kozhemyakin, la Tymoshenko non ha perso tempo, ed ha rilanciato l’attività politica di Batkivshchyna concentrando le proposte programmatiche in tre punti: indizione di un referendum per l’ingresso dell’Ucraina nella NATO, ratifica immediata dell’Accordo di Associazione in Parlamento, dichiarazione dello Stato di Guerra nelle regioni invase dall’esercito russo.

Votazioni difficili nelle zone di guerra

Proprio le zone in cui è in corso la guerra hanno portato la Commissione Elettorale Centrale ad invitare il Parlamento ad approvare misure straordinarie a tutela della sicurezza degli elettori delle regioni di Donetsk e Luhansk, e ha permesso agli sfollati di votare nei collegi elettorali delle città in cui essi sono fuggiti.

Inoltre, come riportato da Dzerkalo Tyzhnya, la Commissione ha concesso la possibilità ai cittadini della Crimea di votare presso le sezioni elettorali delle regioni adiacenti secondo le liste presentate in quei collegi.

Le Elezioni Parlamentari anticipate si svolgeranno il 26 Ottobre secondo un sistema misto: metà dei deputati sarà eletta in base a liste nazionali, mentre l’altra metà sarà scelta in collegi uninominali.

Secondo i più recenti sondaggi, l’alleanza tra Blocco Poroshenko e UDAR consentirebbe a Poroshenko e Klichko di vincere le elezioni, in quanto la forza del Presidente otterrebbe il 20,3% dei consensi, mentre quella del Sindaco di Kyiv il 9% dei voti.

A seguire, si classificherebbero il Partito Radicale ucraino di Oleh Lyashko con il 20,5% dei consensi, Batkivshchyna con il 15% dei voti, e la moderata Hromadyanska Pozytsya con il 10%.

A chiudere sarebbero la progressista Sylna Ukrayina e l’ultraconservatrice Svoboda, entrambe con il 5% dei consensi.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Putin contro l’offerta di pace di Poroshenko e la diversificazione energetica dell’UE

Posted in Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on June 20, 2014

Il Presidente ucraino dichiara il cessate il fuoco unilaterale e propone al Capo di Stato russo un programma per la pace. Mosca ammassa le sue truppe ai confini orientali dell’Ucraina

Poroshenko offre la pace, Putin vuole ancora la guerra. Nella giornata di giovedì, 19 Giugno, il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha presentato via telefono al suo collega russo, Vladimir Putin, un piano di pace di quattordici punti per stabilizzare definitivamente la situazione in Ucraina orientale, da tempo occupate da miliziani dell’esercito della Federazione Russa.

Poroshenko, che ha unilateralmente dichiarato il cessate il fuoco da parte dell’esercito ucraino impegnato nella riconquista delle regioni di Donetsk e Luhansk, ha garantito sicurezza ai partecipanti delle negoziazioni, ed ha promesso amnistia per i miliziani russi che depongono le armi in cambio del rilascio immediato degli ostaggi di guerra.

Inoltre, il Presidente ucraino ha stabilito la creazione di una zona demilitarizzata di 10 chilometri a cavallo del confine tra Ucraina e Russia, ha permesso la creazione di un Corrodoio Sanirario per permettere il rimpatrio dei miliziani russi e dei mercenari ucraini, ed ha proposto la riorganizzazione del sistema radiotelevisivo ed amministrativo delle regioni di Donetsk e Luhansk.

Sul piano politico, Poroshenko ha poi dichiarato l’intenzione di indire Elezioni Parlamentari ed Amministrative anticipate, consultazioni frequenti con i Governatori delle regioni dell’Est dell’Ucraina, un programma di incentivi per la creazione di lavoro nelle regioni di Donetsk e Luhansk, decentralizzazione del potere e rafforzamento dell’uso della lingua russa.

Nonostante l’apertura di pace del Presidente ucraino, che ha persino rimpiazzato a Capo del Ministero degli Esteri Andriy Deshchytsya -noto per avere offeso pubblicamente Putin- con il più mite Pavlo Klimkin -Ambasciatore ucraino a Berlino noto per le sue posizioni marcatamente filo europee- la Russia ha risposto concentrando nuove truppe ai confini orientali dell’Ucraina, a pochi chilometri da Luhansk.

“Abbiamo riscontrato il concentrarsi di soldati ed armamenti russi al confine con l’Ucraina: siamo preoccupati per questo passo indietro compiuto da Mosca, che mette a serio repentaglio la realizzazione del piano di pace,mvolto a stabilizzare la situazione in Ucraina orientale” ha dichiarato il Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen.

Mosca finanzia la lobby anti-shale in Europa

Rasmussen, a Londra, durante una conferenza presso il noto Think-Tank di politica estera Chatman House, ha poi lanciato l’allarme in merito al sostegno dato dalla Russia alle organizzazioni ambientaliste ed ecologiste che si oppongono in Europa allo sfruttamento del gas shale.

Lo shale è un gas estratto da rocce argillose poste a bassa profondità che, se estratto in Europa, permetterebbe, secondo i dati EIA, a Paesi come Polonia, Francia, Olanda, Danimarca, Romania e Lituania di ridurre al minimo la loro dipendenza dalle forniture di gas dalla Russia.

“Alcuni Paesi dell’Alleanza Atlantica lamentano la campagna mediatica scatenata dalla Russia contro lo sfruttamento dello shale” ha dichiarato Rasmussen, argomentando come vi siano molte associazioni ambientaliste che contestano lo sfruttamento dello shale, che invece è regolarmente sfruttato negli Stati Uniti d’America.

Rasmussen ha poi aggiunto che molte di queste Associazioni ambientaliste, che agiscono per ragioni ecologiche ed ideologiche, sono all’oscuro dei vantaggi che la loro posizione porta alla strategia geopolitica della Russia di Putin, che mira a mantenere l’Europa dipendente dal gas di Mosca.

Lo shale, come la diversificazione delle forniture energetiche dell’Europa messa a punto dall’Unione Europea, è vista come una minaccia al progetto della Russia di mantenere l’Europa sotto il suo controllo.

“La sicurezza energetica è una questione legata a stretto filo con la sicurezza nazionale” ha aggiunto, a ragione, Rasmussen- solo con una maggiore indipendenza energetica l’UE ha la possibilità di diventare davvero forte ed autonoma nel mercato mondiale”.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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UCRAINA: YANUKOVYCH OFFRE IL GOVERNO ALL’OPPOSIZIONE, CHE ACCETTA CON RISERVA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 26, 2014

Il Presidente ucraino pronto ad eliminare le Leggi Liberticide, a restituire poteri al Parlamento e a liberare i prigionieri politici. I Leader dell’Opposizione attendono i primi fatti prima di condividere la guida del Paese

Un’offerta che spiazza e che potrebbe cambiare gli equilibri politici in Ucraina. Nella giornata di sabato, 25 Gennaio, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha offerto ai leader dell’Opposizione la guida del Governo per porre fine alla protesta in sostegno della democrazia e dell’integrazione dell’Ucraina in Europa, che dura dallo scorso 21 Novembre e che, dopo l’aggressione della polizia di regime, si è tramutata in Guerra Civile.

Il Presidente Yanukovych, in cambio del ritiro immediato dei manifestanti dal Maydan e dall’adiacente via Hrushchevsky, ha proposto di nominare come Premier il Leader del Partito social-popolar-democratico Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, e come sui vice il Capo del Partito moderato UDAR, Vitaly Klichko.

Inoltre, il Presidente ucraino ha promesso la revisione in Parlamento delle Leggi Liberticide approvate di recente per de-legalizzare la protesta filo-europea, ed ha annunciato un’amnistia per tutti i prigionieri politici.

Pronta è stata la riposta dell’Opposizione, che ha accettato con riserva. Come dichiarato da Yatsenyuk, il dissenso è pronto a prendere su di sé la responsabilità di guidare il Paese, ma aspetta di vedere se martedì prossimo il Parlamento ucraino elimina davvero le Leggi Liberticide, come promesso dal Presidente Yanukovych.

Più risoluto Klichko, che ha sottolineato come il Presidente non abbia accettato alcuni postulati fondamentali, come la convocazione di Elezioni Presidenziali anticipate, e come occorra spettare per verificare se davvero Yanukovych darà il la alla riforma della Costituzione per restituire, come promesso, poteri al Parlamento.

Bye bye Europa

La proposta di Yanukovych nasconde un tranello e, nel contempo, certifica la situazione di crisi in cui si trova il Capo di Stato ucraino. Da un lato, Yanukovych cerca di rendere corresponsabile l’opposizione dinnanzi all’elettorato ucraino di una situazione economica disastrosa, che, in caso di Elezioni Presidenziali regolari, porterebbe il Presidente e l’attuale maggioranza ad una sconfitta.

L’offerta di Yanukovych è comoda anche al disegno del Presidente di rendere l’Ucraina un Paese ponte tra la Russia e l’Europa, dal momento in cui la coabitazione tra un Capo di Stato che ha forti legami di sudditanza con il Presidente russo, Vladimir Putin, ed un Premier che ha promesso di portare Kyiv nell’Unione Europa deve portare necessariamente ad un compromesso.

L’offerta di Yanukovych porta inoltre il Presidente ad assicurarsi il controllo del Paese con la propria elezione nel 2015 : l’inciucio permetterebbe infatti all’opposizione di controllare il solo ramo governativo, in un Paese in cui è l’Amministrazione Presidenziale a detenere il vero potere decisionale.

L’unico aspetto positivo nel caso l’opposizione accettasse l’offerta di Yanukovych è la speranza di portare nel 2015 ad Elezioni libere e democratiche, in controtendenza con quanto attuato dal Presidente ucraino durante le Amministrative del 2010 e le Parlamentari del 2012.

Infine, la la presa del controllo del Governo da parte dell’Opposizione, che comunque governerebbe con un Parlamento in cui la maggioranza appartiene al Partito delle Regioni di Yanukovych, porterebbe anche alla probabile liberazione dei prigionieri politici.

I due aspetti positivi all’accettazione da parte dell’Opposizione dell’offerta del Presidente Yanukovych precludono però l’obiettivo originale della manifestazione del Maydan: l’integrazione dell’Ucraina nell’UE, sui cui, anche sabato, i Leader del dissenso non hanno proferito parola.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: YANUKOVYCH INCOLPA L’OPPOSIZIONE PER LE VIOLENZE SULLA CHORNOVOL

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 28, 2013

Uno degli arrestati per avere percosso la giornalista attivista delle manifestazioni in supporto dell’integrazione ucraina nell’Unione Europea dichiara di avere avuto contatti personali con l’opposizione. Uno dei leader del Dissenso, Vitali Klichko, accusa il Presidente ucraino di evadere dalle sue responsabilità.

Dal presidente ucraino, Viktor Yanukovych, nessuna sorpresa né possibilità di risveglio democratico: prima si picchiano a sangue i giornalisti, poi si da la colpa all’opposizione.

Nella giornata di sabato, 28 Dicembre, la polizia Ucraina ha arrestato quattro persone per avere ridotto sulla sedia a rotelle, la Notte della Vigilia di Natale, la giornalista dell’indipendente Hromadske TV Tetyana Chornovol: una delle organizzatrici delle manifestazioni a Kyiv in supporto all’integrazione dell’Ucraina in Europa.

Come riportato da diversi media ucraini, tre degli accusati hanno dimostrato di avere alibi: uno di loro ha persino mostrato un video registrato in un ristorante al momento dell’aggressione alla Chornovol.

Il quarto, invece, dopo essere stato trovato sul posto dell’aggressione alla Chornovol ha accusato l’opposizione di averlo coinvolto prima del fatto.

Pronta la riposta del leader del Partito di opposizione UDAR, Vitaly Klichko, che ha accusato le Autorità di volere deviare le proprie responsabilità su chi, pacificamente, manifesta contro la decisione unilaterale del Presidente Yanukovych di non firmare l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea: documento che avrebbe integrato l’Ucraina nel mercato unico europeo.

A dare ragione a Klichko in merito al coinvolgimento delle Autorità ucraine è lo status della stessa Chornovol, che è stata aggredita dopo avere indagato sull’operato del Ministro degli Interni, Yuri Zakharchenko, e sui beni da lui posseduti.

Inoltre, l’aggressione alla giovane giornalista non è la prima azione violenta operata nei confronti degli operatori della stampa: lo scorso 9, 10 ed 11 Dicembre, cronisti impegnati a testimoniare le repressioni della polizia sui manifestanti sono stati a loro volta percossi, assieme ad alcuni politici dell’opposizione.

La violenza sui giornalisti è l’ennesima prova di autoritarismo fornita dal Presidente Yanukovych, che dalla sua salita al potere, nel 2010, ha avviato processi selettivi nei confronti di una decina di esponenti dell’opposizione, ha esautorato il Parlamento dei suoi poteri, ed ha falsificato le Elezioni Amministrative nel 2010 e Parlamentari nel 2012.

Con una decisione unilaterale, Yanukovych, dopo la rinuncia alla firma dell’Accordo di Associazione, ha accettato dalla Russia un prestito di 15 Miliardi di Dollari ed uno sconto sul prezzo del gas da 400 Dollari per mille metri cubi a 268,5.

Le concessioni d Yanukovych a Putin mettono in pericolo l’Europa

La decisione di Yanukovych comporta l’allontanamento dell’Ucraina dall’Europa e il suo inglobamento nell’Unione Doganale Eurasiatica: processo di integrazione sovranazionale concepito dal Presidente russo, Vladimir Putin, per estendere l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico.

Il progetto di Putin, che per Mosca non è possibile realizzare senza inglobare l’Ucraina, è stato accompagnato da un riarmo che coinvolge anche l’adozione da parte della Russia di armi nucleari, è orientato contro l’UE.

Come dichiarato dallo stesso Putin, l’Europa è vista come il primo nemico geopolitico della Russia, nonché, secondo la retorica putiniana, la “sede di deviazioni morali come omosessualità, aborto, divorzio e Civil Union”.

Matteo Cazzulani

LA RUSSIA A UN PASSO DALL’INTEGRAZIONE DELL’UCRAINA NELL’UNIONE DOGANALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 6, 2013

Il Presidente russo, Vladimir Putin, invita il Capo di Stato ucraino, Viktor Yanukovych, ad integrare l’economia dei due Paesi nell’ambito dell’Unione Eurasiatica con Bielorussia e Kazakhstan. Il gas la vera questione di fondo che potrebbe condannare Kyiv tra le braccia di Mosca.

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Un silenzio assordante su un vertice che ha forse definito una volta per tutte il posizionamento geopolitico dell’Ucraina. Nella giornata di martedì, 5 Marzo, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha incontrato il Capo di Stato ucraino, Viktor Yanukovych nella tenuta di Zavidovo: centro a 100 chilometri da Mosca, già meta preferite dal dittatore sovietico, Leonid Brezhnev.

Putin e Yanukovych hanno affrontato la questione dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Doganale: progetto di integrazione eurasiatica concepito dalla Russia sul modello dell’Unione Europea per sancire l’egemonia politica ed economica di Mosca nello spazio ex-Sovietico.

Putin ha invitato Yanukovych a prendere una decisione definitiva in favore dell’ingresso di Kyiv nel progetto, evidenziando come, in caso di cooperazione stretta in ambito economico con Russia, Bielorussia e Kazakhstan -i tre Paesi che finora hanno aderito all’Unione Doganale- l’economia dell’Ucraina possa crescere notevolmente.

Sull’esito dell’incontro è stato emanato solo un comunicato da parte del Cremlino, ma ancora nessun commento ufficiale è stato rilasciato dall’Amministrazione Presidenziale ucraina. Secondo indiscrezioni, Putin e Yanukovych avrebbero anche programmato relazioni più strette tra Mosca e Kyiv in ambito nucleare e dell’aviazione.

Oltre che il lato commerciale, la vera motivazione con cui la Russia sta cercando di convincere l’Ucraina ad entrare nell’Unione Eurasiatica è il gas.

Il monopolista statale russo, Gazprom, non mai voluto concedere gli sconti richiesti dalla parte ucraina per le forniture di oro blu utilizzato da Kyiv per soddisfare il 90% del fabbisogno energetico nazionale.

Il diniego alla richiesta di sconto da parte della Russia ha portato Yanukovych ad incaricare il Governo ucraino di diminuire la quantità di gas importata da Gazprom al minimo contrattuale, ha disposto l’incremento dell’uso di carbone e gasolio, ed ha stretto un accordo trimestrale per il trasporto in Ucraina di oro blu russo dalla Germania attraverso i gasdotti della Polonia.

La complicata strategia messa a punto da Yanukovych per diversificare in poco tempo le forniture di gas dalla Russia non ha avuto effetto, complice anche il blocco della costruzione del rigassificatore di Odessa a causa dell’incidente diplomatico provocato da Kyiv con la compagnia spagnola Natural Gas Endesa -il  Governo ucraino ha firmato i contratti con un misterioso emissario non autorizzato dalla compagnia iberica, che per questo ha abbandonato la partnership con l’Ucraina.

Favorito dalla goffaggine ucraina, Putin ha avuto buon gioco a porre l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Doganale come condicio sine qua non per la concessione di sconti sulle forniture di oro blu.

Sempre in cambio dello sconto sulle forniture di gas, Mosca ha inoltre richiesto a Kyiv la cessione della gestione dei gasdotti ucraini, su cui da tempo la Russia ha posato il suo sguardo.

Questa mossa geopolitica assicura il controllo totale da parte del Cremlino sui gasdotti che veicolano il gas dalla Russia all’Unione Europea, e concede a Gazprom uno sconfinato potere contrattuale nei confronti dell’UE -che dipende dalle forniture di Mosca per il 40% del fabbisogno continentale.

Proprio l’Unione Europea, anche se passivamente, ha ricoperto un ruolo fondamentale nell’avvicinamento dell’Ucraina di Yanukovych alla Russia di Putin con la rinuncia nel 2011 alla firma con Kyiv dell’accordo di Associazione: documento -anticamera di un’integrazione politica- che avrebbe integrato l’economia ucraina nel mercato unico del Vecchio Continente.

La motivazione del no di Bruxelles alla firma dell’Accordo di Associazione è dettata dal regresso democratico impresso da Yanukovych in Ucraina, con l’arresto politico di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ‘arancione’ -tra cui l’ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko- pressioni su giornalisti e stampa libera, accentramento nelle mani del Capo dello Stato di poteri sottratti al Parlamento, e falsificazione delle Elezioni Amministrative del 2010 e di quelle Parlamentari del 2012.

Sul piano energetico, l’Unione Europea ha inoltre lamentato lo scarso coinvolgimento di Bruxelles da parte dell’Ucraina nelle trattative per il rinnovo delle forniture di gas dalla Russia.

Come dichiarato dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, al Kommersant”, Kyiv si sta limitando a comunicare a Bruxelles lo stato delle trattative, senza richiedere un intervento concreto in ambito diplomatico.

Inoltre, il Commissario Oettinger ha giudicato positiva la finalizzazione delle trattative con la Slovacchia per il trasporto del gas russo in Ucraina che, secondo gli accordi presi tra Kyiv e Bratislava, assicurerà in poco tempo all’economia ucraina l’importazione di gas russo da Ovest -anziché da est- per mezzo dell’inversione del flusso dei gasdotti slovacchi.

Malgrado le aperture della Commissione Europea, l’Ucraina sembra essere decisamente orientata verso la Russia a causa del legame, anche personale, che unisce il Presidente Yanukovych a Mosca.

Ne è una dimostrazione la vendita, stabilita parallelamente all’incontro di Zavidovo, della moderna raffineria di Odessa da parte dell’ente russo Lukoil alla VYeTek, compagnia che, come riportato da Gazeta Wyborcza, apparterrebbe ad un imprenditore vicino ad Oleksandr Yanukovych: il figlio del Presidente entrato tra i paperoni d’Ucraina nel giro di pochi mesi dalla salita al potere del padre.

Mosca verso lo status di superpotenza mondiale a spese dell’Europa

L’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Doganale della Russia ha conseguenze problematiche per l’Unione Europea, sia sul piano energetico che su quello geopolitico.

Il controllo sull’Ucraina, Paese dalle enormi capacità agricole e industriali -ma culturalmente e storicamente più europeo che russo- è infatti l’unica via che permette alla Russia di ottenere lo status di superpotenza mondiale, e di competere in un Mondo sempre più globalizzato con India, Cina, Stati Uniti ed Unione Europea.

Proprio l’UE è il primo competitor che la Russia intende eliminare incrementando la propria egemonia in ambito energetico per impedire la creazione di un’Unione Europea forte ed unita.

Ne è una prova la costruzione del Nordstream: gasdotto realizzato nel 2012 sul fondale del Mar Baltico per veicolare dalla Russia alla Germania 55 miliardi di metri cubi di gas, isolare dalle forniture di gas Polonia e Paesi Baltici e, così, dividere nel suo interno l’UE.

Il Nordstream premia gli Stati UE occidentali ‘alleati’ di Mosca con forniture dirette di gas, e penalizza i Paesi centro-orientali che, per ragioni storiche, comprendono la reale natura geopolitica delle decisioni energetiche del Cremlino nei confronti del Vecchio Continente.

La Russia ha inoltre progettato il Southstream: gasdotto concepito sul Fondale del Mar Nero per veicolare altri 63 miliardi di metri cubi di gas in Austria attraverso Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia, bypassare l’Ucraina, ed aumentare la dipendenza dell’UE dal gas russo.

Il Southstream è concepito anche per impedire all’Unione Europea la realizzazione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepiti per veicolare direttamente in Europa gas proveniente dall’Azerbaijan.

Il progetto è sostenuto economicamente dai colossi energetici azero SOCAR, britannico British Petroleum, norvegese Statoil, e dalla compagnia francese Total.

Inoltre, esso è supportato politicamente, oltre che dalla Commissione Europea, anche dai Governi di Austria, Romania, Polonia, Slovacchia, Italia, Grecia, Albania, Svizzera e Turchia.

Matteo Cazzulani

GAS: CONTINUA LA GUERRA TRA UCRAINA E RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 8, 2013

Il Ministro dell’Energia ucraino, Eduard Stavytsky, rifiuta il pagamento della clausola “prendi o paga” pretesa dal monopolista statale russo del gas, Gazprom, e dichiara la stipula di accordi per l’importazione di carburante russo da Slovacchia e Ungheria. La Turchia si oppone al rigassificatore di Odessa 

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Nessun motivo del perché l’Ucraina debba pagare un prezzo esoso per le forniture di gas dalla Russia. Nella giornata di giovedì, 7 Febbraio, il Ministro dell’Energia ucraino, Eduard Stavytsky, ha dichiarato che Kyiv non intende saldare l’ammenda di 7 miliardi di Dollari chiesta dal monopolista statale del gas russo, Gazprom, per il mancato rispetto dei contratti.

Come riportato dalla PAP, l’Ucraina nell’ultimo anno ha importato da Mosca solo 27 Miliardi di metri cubi di gas, ma la clausola “prendi o paga” costringe Kyiv ad acquistare un tetto minimo di 52 miliari di metri cubi di oro blu.

Per compensare l’ammanco di gas dalla Russia, con cui l’Ucraina soddisfa il 90% del fabbisogno nazionale, il Governo ucraino ha implementato l’uso di carbone e gasolio, ed ha avviato l’importazione di 55 milioni di metri cubi di gas naturale -di provenienza sempre russa- dalla Germania attraverso la Polonia grazie a un contratto trimestrale stipulato con la compagnia tedesca RWE.

Come riportato dalla Interfax Ukrayina, il Ministro Stavytsky ha inoltre annunciato che Kyiv è pronta ad avviare le importazioni di gas, fornito dalla RWE e da altre compagnie energetiche UE, anche da Slovacchia e Ungheria.

D’altro canto, resta in stallo la costruzione del rigassificatore di Odessa, che il Governo ucraino ha cercato di accelerare per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas.

Alla sospensione dei lavori dovuta alla dipartita della compagnia spagnola Natural Gas Fenosa -irritata dopo che il Governo ucraino ha firmato il contratto per la costruzione dell’infrastruttura con una persona non autorizzata dall’ente iberico- per il terminale di Odessa si è aggiunta l’ostilità della Turchia, che ha posto un veto sulla libera circolazione nelle acque territoriali turche delle navi deputate al trasporto del gas liquefatto in Ucraina.

Secondo indiscrezioni, Ankara punta da un lato a compartecipare alla costruzione del rigassificatore di Odessa e, dall’altro, a controllare il flusso di gas verso l’Europa proveniente dal Bacino del Caspio e dal Medio Oriente, su cui sia l’Ucraina che l’Unione Europea puntano per limitare la dipendenza dalla Russia.

Risoluta rimane invece la posizione della Russia, a cui l’Ucraina ha più volte chiesto la riformulazione dei contratti per ottenere uno sconto sulle forniture.

Mosca ha posto come condicio sine qua non per la concessione di un ribasso delle tariffe l’ingresso di Kyiv dell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione politica ed economica, a cui appartengono Kazakhstan e Bielorussia, concepito da Mosca per stabilire l’egemonia del Cremlino nel Mondo ex-Sovietico.

Inoltre, la Russia ha provveduto ad isolare l’Ucraina mediante la progettazione del Southstream: gasdotto concepito per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria attraverso il Fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Kyiv isolata politicamente ed energeticamente

Ricattata dalla Russia sul piano energetico, l’Ucraina si trova de facto anche priva del sostegno politico dell’Unione Europea, irritata per il regresso  democratico impresso al Paese dal Presidente, Viktor Yanukovych.

Dopo avere accentrato nelle sue mani gran parte dei poteri del Parlamento, ed avere falsificato l’esito delle Elezioni Amministrative del 2010, Yanukovych ha censurato la stampa libera, ed ha disposto arresti politici nei confronti dei principali esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-primo Ministro Yulia Tymoshenko.

Nota per avere guidato il processo democratico ucraino nel 2004, passato alla storia come Rivoluzione Arancione, la Tymoshenko è stata condannata per avere accettato le onerose condizioni contrattuali imposte dalla Russia per le forniture di gas nel Gennaio 2009.

Allora, la Tymoshenko ha accettato il diktat della Russia pur di mantenere i patti presi dal Governo “arancione” con Bruxelles, e ripristinare la più presto il flusso di gas dal territorio russo all’Unione Europea che Mosca aveva abilmente interrotto per destabilizzare la situazione politica a Kyiv.

Matteo Cazzulani

MAZOWIECKI: LA TYMOSHENKO E’ DETERMINATA NONOSTANTE LA DURA DETENZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 23, 2012

Il Primo Premier della Polonia libera incontra la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina nella cella della colonia penale dove è incarcerata per una sentenza politica. Pochi giorni prima il colloquio è stato rifiutato al Ministro degli Esteri della Svezia, Carl Bildt 

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

La sofferenza dettata dalla malattia e dallo stress dovuto alla continua osservazione in carcere e la tenacia della Leader di Ferro che non si arrende nemmeno dinnanzi alla detenzione politica. Secondo quanto riportato dal primo Premier della Polonia libera, Tadeusz Mazowiecki, oggi consigliere del Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, è consapevole in maniera lucida ed amaramente chiara della sua situazione personale e di quella del suo Paese.

Durante l’incontro, avvenuto presso la cella del carcere in cui la Tymoshenko è detenuta da quasi un anno, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina ha espresso preoccupazione per l’interruzione dell’integrazione europea dell’Ucraina dovuta alla campagna di repressione politica attuata dal Presidente, Viktor Yanukovych, che, oltre alla Tymoshenko, ha portato all’arresto di un’altra decina di esponenti del dissenso arancione filo-occidentale.

La Leader dell’Opposizione Democratica, che non ha espresso alcuna offesa alle Autorità oggi al potere, si è detta profondamente turbata anche dinnanzi alla modalità di svolgimento delle prossime Elezioni Parlamentari, che ritiene possano essere falsificate da brogli elettorali perpetrati dall’Amministrazione Presidenziale similmente a quanto fatto durante la tornata amministrativa dell’Ottobre 2010.

La Tymoshenko ha inoltre riconosciuto di avere compiuto degli errori durante la sua condotta di Governo – capeggiato a fasi alterne dal 2005 al 2009, dopo avere guidato nel 2004 il processo democratico in Ucraina, passato alla storia come Rivoluzione Arancione – ma, a differenza del Presidente Yanukovych, ha illustrato come ella non si sia mai discostata dal rispetto della democrazia, dei diritti civili e della tutela della libertà di stampa.

“La Tymoshenko non prova rancore e non è aggressiva con le Autorità, è lucida e razionale – ha dichiarato Mazowiecki all’autorevole Gazeta Wyborcza – Non è abbattuta moralmente dal dolore dell’ernia al disco che i medici tedeschi stanno cercando di curare, ma è turbata dallo stress derivato dal fatto di essere sorvegliata in maniera costante”.

La possibilità che ha avuto Mazowiecki di visitare la Leader dell’Opposizione Democratica è un privilegio che raramente Yanukovych concede a politici occidentali. Pochi giorni prima, un colloquio in carcere con la Tymoshenko è stato negato al Ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt.

Secondo le Autorità Carcerarie, la Leader dell’Opposizione Democratica avrebbe già intrattenuto troppi incontri con altri esponenti di spicco della politica europea ed occidentale, accorsi presso la colonia penale Kachanivsky di Kharkiv per esprimere la loro vicinanza alla guida della Rivoluzione Arancione.

Il Senato USA chiede sanzioni per le Autorità ucraine

Particolarmente critica è stata la reazione della Comunità Occidentale. La Commissione Europea ha dichiarato che la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – documento con cui Kyiv otterrebbe da Bruxelles lo status di partner privilegiato, e il varo di una Zona di Libero Scambio per integrare l’economia ucraina a quella europea – non è possibile dinnanzi al comportamento autocratico di Yanukovych.

Nella notte di sabato, 22 Dicembre, il Senato degli Stati Uniti d’America ha approvato all’unanimità una risoluzione che richiede la liberazione immediata della Tymoshenko e degli altri detenuti politici del campo democratico ucraino.

Inoltre, la Camera Alta statunitense ha richiesto il divieto di ingresso negli USA per il Presidente ucraino e per tutti gli esponenti delle Autorità Governative collusi con i processi organizzati per escludere i dissidenti arancioni dalla vita pubblica dell’Ucraina.

Yulia Tymoshenko è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato, il 19 Gennaio 2009, accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato – che, tuttavia, hanno salvato l’Ucraina e l’Europa da una forte crisi energetica provocata dall’interruzione strumentale dell’invio di gas da parte dei russi per fini geopolitici.

Il verdetto è stato formulato dopo un processo palesemente irregolare, con la Tymoshenko arrestata preventivamente dal 5 Agosto nonostante la sua malattia -perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo della indagini – la difesa costantemente privata della possibilità di convocare testimoni, e prove a favore dell’Accusa costruite in maniera sommaria e poco veritiera – alcune delle imputazioni datate addirittura il 31 Aprile!.

Matteo Cazzulani

Ucraina: Tymoshenko e Lutsenko confermati fuori dalle candidature parlamentari

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 13, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica Unita ed uno degli esponenti di spicco del campo arancione si sono visti confermare l’esclusione dalle liste elettorali. I dubbi di irregolarità sul conto dello schieramento del Presidente Yanukovych, pronto a falsificare la consultazione di Ottobre per mantenere il potere.

Fuori i candidati di spicco dell’Opposizione Democratica dalle elezioni. Nella giornata di venerdì, 10 Agosto, la Corte d’Appello di Kyiv – una sorta di TAR del Lazio ucraino – ha confermato l’esclusione dell’ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko, e dell’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko, dalle liste elettorali del campo arancione.

La Corte ha confermato il verdetto della Commissione Elettorale Centrale, che pochi giorni prima ha ritenuto la candidatura dei due Leader del processo democratico ucraino del 2004 – passato alla storia come Rivoluzione Arancione – inammissibile a causa della loro detenzione in carcere.

Secondo quanto dichiarato dal Coordinatore di lista dell’Opposizione Unita, Oleksandr Turchynov, la decisione della Corte d’Appello, e quella della Commissione Elettorale Centrale, sono irregolari, in quanto, secondo i regolamenti, la detenzione in carcere prevede il divieto di sedere in Parlamento, ma non sottrae il diritto di voto passivo.

Dopo avere denunciato l’enorme danno arrecato al campo democratico dall’esclusione della Tymoshenko e di Lutsenko, Turchynov ha promesso di ricorrere alla Corte Amministrativa Suprema: il compimento di tutti i gradi permette infatti il ricorso ultimo alla Corte Europea dei Diritti Umani, presso la quale l’Opposizione Unita mira ad appellassi per ottenere giustizia.

Secondo gli ultimi sondaggi, l’Opposizione Unita gode della maggioranza dei consensi presso la popolazione, ma il sistema elettorale misto – meta dei seggi sono assegnati con un sistema basato su collegi uninominali in cui i candidati indipendenti sono sostenuti dal Partiya Rehioniv del Presidente Viktor Yanukovych – potrebbe privarla della possibilità di avere i numeri per varare in Parlamento una Coalizione di Governo.

Inoltre, sull’esito del voto aleggia l’incognita brogli. Il Partito del Potere del Presidente Yanukovych già durante le elezioni amministrative del 2010 ha commesso irregolarità diffuse per assicurarsi il controllo degli enti locali del Paese, ma lo svolgimento irregolare della consultazione parlamentare di Ottobre potrebbe comportare il congelamento definitivo delle relazioni con l’Unione Europea.

Yanukovych fuori dall’UE

Yulia Tymoshenko e stata condannata a sette anni di reclusione per avere firmato durante l’ultimo suo premierato accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato. Sul suo conto e stato poi aperto un altro processo per malversazione finanziaria, che potrebbe costringere la Leader dell’Opposizione Democratica ad ulteriori anni di esclusione forzata dalla vita politica.

Yuri Lutsenko e stato condannato a quattro anni e mezzo di carcere per abuso d’ufficio, ed un’altro procedimento per presunta compartecipazione all’avvelenamento dell’ex-Presidente Viktor Yushchenko – ex-alleato di Lutsenko – potrebbe aumentare l’entità della condanna anche per l’ex-Ministro degli Interni.

L’Unione Europea, gli USA, la NATO e la Comunità Internazionale nel suo complesso hanno ritenuto il trattamento subito dai due leader arancioni contrario alle regole della democrazia, ed hanno criticato a più riprese il Presidente Yanukovych, ritenuto dall’Opposizione Democratica il mandante di procedimenti giudiziari finalizzati all’eliminazione dalla competizione politica dei due suoi più insidiosi avversari.

Dopo la condanna alla detenzione di Yulia Tymoshenko, l’UE ha congelato le procedure per la firma dell’Accordo di Associazione con l’Ucraina: un documento che prevede la creazione di una Zona di Libero Scambio tra Bruxelles e Kyiv, e la concessione agli ucraini dello status di partner privilegiati degli europei, oggi goduto da Norvegia, Islanda e Svizzera.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE CON AGGRESSIONE A UN GIORNALISTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 31, 2012

Presentate le liste dei candidati alle consultazione parlamentare da parte del Partija Rehioniv e dell’Opposizione Unita Bat’kivshchyna, con qualche sorpresa e molte conferme. Aggredito il noto reporter della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, prima del congresso del Partito del Potere, al quale non hanno potuto partecipare i rappresentanti della stampa

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Prima una collisione tra la sua moto e la potente Escort nera, poi la lite vis a vis con una guardia del corpo di un parlamentare, culminata con il sequestro illegale dell’Iphone con cui il noto cronista della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, aveva filmato l’accaduto. E’ con questa scena che nella giornata di lunedì, 30 Luglio, si è aperto il Congresso del Partija Rehioniv, nel quale il partito del potere – a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, quasi tutti i Ministri e i governatori degli enti locali – ha stabilito i nomi da inserire nella lista che concorrerà alle prossime Elezioni Parlamentari.

Ospiti sgraditi della kermesse sono stati i giornalisti. Oltre all’aggressione a Nayem – che già in passato è stato minacciato direttamente dal Presidente Janukovych per avere indagato sull’utilizzo del danaro pubblico da parte del Capo dello Stato per la costruzione della lussuosa villa a Mezhyhir’ja – gli operatori della stampa si sono visti negare l’ingresso nell’enorme edificio affittato dal Partija Rehioniv a Kyiv.

Solo i delegati hanno potuto potuto entrare. Essi, dopo circa mezz’ora, hanno potuto visionare la composizione della lista compilata precedentemente dal politbiuro e, in perfetto stile sovietico, hanno ratificato la decisione con una votazione bulgara.

Tra i primi candidati del listino del Partija Rehioniv figurano il Premier, Mykola Azarov, il Vicepremier, Serhij Tihipko, il Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale, Andrij Kljujev, e il Capogruppo in Parlamento, Oleksandr Jefremov. A sorpresa, al secondo posto del listino è stata inserita la cantante Tajisa Povalij, che ha dedicato il suo discorso di investitura ad una dichiarazione di assoluta fedeltà al Presidente Janukovych: presente al Congresso nonostante il ruolo di garante della Costituzione da lui ricoperto avesse previsto la sua assenza.

Totalmente differente è apparsa la situazione nel Congresso dell’Opposizione Democratica, che si presenta alle urne come Opposizione Unita “Bat’kivshchyna” – “Patria” in ucraino. La presentazione del listino – composto anch’esso nelle sedi di partito e ratificato all’unanimità dei delegati – è avvenuta in strada, con la presenza della stampa, nel cuore del mattino a pochi passi dal Parlamento, dove poche ore più tardi è stata convocata una seduta plenaria urgente.

A guidare la lista dell’Opposizione Unita sarà Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro e carismatica leader della Rivoluzione Arancione, di recente arrestata per motivi politici. Seguono l’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, l’ex-Vice Premier Oleksandr Turchynov, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: anch’egli detenuto in carcere dopo un processo politico dalla dubbia regolarità.

A sorpresa, l’Opposizione Unita – che con tutta probabilità vedrà cancellata la candidatura della Tymoshenko e di Lucenko per via della loro reclusione – ha candidato anche la moglie dell’ex titolare del dicastero degli Interni, Iryna Lucenko, e il Direttore della televisione TVi, Mykola Knjazhyc’kyj, su cui di recente le Autorità ucraine hanno aperto un fascicolo che potrebbe portare alla chiusura di uno dei pochi canali indipendenti rimasti in Ucraina.

Oltre alla presentazione dei nominativi che compongono le liste, i congressi sono stati anche l’occasione per l’illustrazione dei programmi che le due principali forze politiche – date dai sondaggi appaiate a circa il 20% ex aequo – intendono realizzare in Parlamento. Il Partija Rehioniv, che Governa dal Marzo 2010, ha promesso l’innalzamento del PIL al 5%, stabilità finanziaria e politica, miglioramento dell’immagine dell’Ucraina nel Mondo, e l’integrazione di Kyiv sia con la Russia che con l’Europa.

L’Opposizione Unita ha invece promesso la lotta ad ogni forma dei monopolio in ogni settore dell’economia nazionale, detassazione nei confronti della popolazione, innalzamento degli stipendi minimi per alcune categorie – impiegati, medici, insegnanti ed accademici – facilitazione dell’erogazione dei crediti per gli agricoltori, procedura di impeachment per il Presidente Janukovych, e ripresa del cammino di integrazione con l’Europa con la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – che Bruxelles ha congelato dopo l’arresto politico della Tymoshenko.

L’incognita dei brogli, dell’uninominale e il precedente del 2002

Le Elezioni Parlamentari ucraine rappresentano anche un importante test per l’Ucraina, a cui sono legati i destini geopolitici di Kyiv. Infatti, se la consultazione dovesse essere caratterizzata da brogli ed irregolarità a favore delle Autorità governative – come già accaduto nel corso delle Amministrative del 2010 – l’Ucraina vedrebbe chiusa per sempre la possibilità di entrare in Europa e di avvicinarsi all’Occidente in tempi brevi.

Qualora la consultazione dovesse svolgersi in maniera regolare, a decidere la maggioranza politica potrebbe essere l’esito della consultazione nei i collegi uninominali, nei quali sono eletti la metà dei Parlamentari. Molti tra i candidati indipendenti che prendono parte alla consultazione possono infatti scegliere se entrare a far parte di una o dell’altra coalizione.

Nel 2002, l’ultimo anno in cui in Ucraina si è votato con simile sistema, i candidati eletti nell’uninominale hanno aderito in massa allo schieramento filo-presidenziale, e hanno così consegnato all’allora Capo di Stato, Leonid Kuchma, la maggioranza nonostante le urne avessero consegnato più voti al Partito di opposizione liberale e filo-occidentale Nasha Ukrajina, guidato dal futuro presidente arancione Viktor Jushchenko.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO SI APPELLA ALL’ITALIA: “LIBERATE AVAKOV!”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 9, 2012

Dalla cella dov’è detenuta, la Leader dell’Opposizione Democratica si appella alle Autorità italiane per non concedere l’estradizione del Segretario regionale del suo Partito che, a suo avviso, sarebbe l’ennesima vittima di una repressione politica organizzata dal Presidente, Viktor Janukovych, per annichilire il campo arancione. I precedenti dell’Asilo Politico concesso all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e al marito dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Oleksandr Tymoshenko dalla Repubblica Ceca come esempi per la Corte d’Appello di Roma

Il Segretario regionale di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Dalla Colomba pasquale a una patata bollente di carattere diplomatico. Questa è la situazione in cui si trovano i giudici della corte d’Appello di Roma che, nella giornata di martedì, 10 Aprile, saranno chiamati a condurre la prima seduta del processo per la concessione dell’Asilo Politico all’esponente dell’Opposizione Democratica ucraina, Arsen Avakov.

Segretario regionale di Kharkiv del principale Partito del campo arancione, Bat’kivshchyna, Avakov è ricercato in Ucraina con l’accusa di abuso d’ufficio: la medesima che, negli ultimi due anni, ha portato all’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko. Ella, dalla cella in cui da otto mesi è detenuta in isolamento, ha inoltrato un messaggio rivolto all’Italia per salvaguardare il rispetto della democrazia a Kyiv.

“Julija Tymoshenko si è rivolta con una lettera aperta alle Autorità italiane affinché ad Avakov venga concesso lo status di Asilo Politico – ha dichiarato il deputato nazionale di Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin – nella lettera è chiaramente scritto che il Segretario Regionale del nostro Partito non ha compiuto alcun reato, e che il mandato di cattura è stato emanato solo in virtù della sua militanza politica”.

In Ucraina, dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, nel Febbraio 2010, la situazione in merito al rispetto delle democrazia e dei diritti civili è notevolmente peggiorata: le Elezioni Amministrative del Novembre 2010 sono state falsate da brogli, il Capo dello Stato ha aumentato a dismisura i suoi poteri a discapito del Parlamento, il controllo sui media indipendenti si è fatto sempre più rigido, e una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica è stata vittima di interrogatori, indagini, processi e arresti che, come è stato riconosciuto dalle principali ONG internazionali indipendenti, sono stati decretati per ragioni espressamente politiche.

Tra le vittime di questa campagna, oltre a Julija Tymoshenko – Leader dell’Opposizione Democratica ed ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di reclusione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse statali – figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Ambiente, Valerij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr, hanno ottenuto l’Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Simile destino di questi ultimi due politici potrebbe toccare anche ad Avakov qualora le Autorità italiane decideranno di seguire l’esempio di Praga – un altro Paese dell’Unione Europea – e, per tutelare le sorti di un dissidente, negheranno l’estradizione che le Autorità ucraine si sono premurate di esporre fin dalle prime ore successive all’arresto del politico.

Come dichiarato dalla Polstrada di Frosinone, Avakov è stato fermato per un controllo di routine nel capoluogo ciociaro lo scorso 21 Aprile, e subito è emerso il mandato di cattura internazionale emanato dalle Autorità di Kyiv. Per questa ragione, egli è stato sottoposto a giudizio urgente presso la corte di Appello di Roma, che ora è chiamata a decidere sulla sua estradizione.

Contro la consegna di Avakov alle autorità ucraine si sono appellati anche i Parlamentari Italiani Benedetto Della Vedova, Gianni Vernetti, ed Enrico Farinone, che hanno invitato il governo Monti e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad astenersi da una misura che consegnerebbe un esponente politico nelle mani di un sistema giudiziario che, come dimostrato dai casi Tymoshenko e Lucenko, si è dimostrato essere ben lontano dagli standard europei.

Il campo arancione conferma l’unità in vista delle elezioni

In contemporanea, l’Opposizione Democratica ha approntato misure per affrontare le prossime Elezioni Parlamentari nella maniera più compatta possibile, come dimostrato dalla decisione che, sabato 7 Aprile, è stata decretata dal Congresso straordinario del Front Zmin: la forza politica dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk.

Al termine dei lavori, è stata ratificata la partecipazione della seconda forza del campo democratico in un’unico listone con Bat’kivshchyna improntato su un programma basato sul rispetto della giustizia, della democrazia, e sulla battaglia per riportare Kyiv nel cammino di integrazione nelle strutture europee e occidentali.

“Bat’kivshchyna e il Front Zmin formeranno una lista unica assieme con le altre forze patriottiche, democratiche e filo-europee – ha dichiarato Jacenjuk – parteciperemo uniti per ottenere la maggioranza in Parlamento, e realizzare una serie di riforme per l’evoluzione del Paese”.

Matteo Cazzulani