LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE CON AGGRESSIONE A UN GIORNALISTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 31, 2012

Presentate le liste dei candidati alle consultazione parlamentare da parte del Partija Rehioniv e dell’Opposizione Unita Bat’kivshchyna, con qualche sorpresa e molte conferme. Aggredito il noto reporter della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, prima del congresso del Partito del Potere, al quale non hanno potuto partecipare i rappresentanti della stampa

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Prima una collisione tra la sua moto e la potente Escort nera, poi la lite vis a vis con una guardia del corpo di un parlamentare, culminata con il sequestro illegale dell’Iphone con cui il noto cronista della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, aveva filmato l’accaduto. E’ con questa scena che nella giornata di lunedì, 30 Luglio, si è aperto il Congresso del Partija Rehioniv, nel quale il partito del potere – a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, quasi tutti i Ministri e i governatori degli enti locali – ha stabilito i nomi da inserire nella lista che concorrerà alle prossime Elezioni Parlamentari.

Ospiti sgraditi della kermesse sono stati i giornalisti. Oltre all’aggressione a Nayem – che già in passato è stato minacciato direttamente dal Presidente Janukovych per avere indagato sull’utilizzo del danaro pubblico da parte del Capo dello Stato per la costruzione della lussuosa villa a Mezhyhir’ja – gli operatori della stampa si sono visti negare l’ingresso nell’enorme edificio affittato dal Partija Rehioniv a Kyiv.

Solo i delegati hanno potuto potuto entrare. Essi, dopo circa mezz’ora, hanno potuto visionare la composizione della lista compilata precedentemente dal politbiuro e, in perfetto stile sovietico, hanno ratificato la decisione con una votazione bulgara.

Tra i primi candidati del listino del Partija Rehioniv figurano il Premier, Mykola Azarov, il Vicepremier, Serhij Tihipko, il Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale, Andrij Kljujev, e il Capogruppo in Parlamento, Oleksandr Jefremov. A sorpresa, al secondo posto del listino è stata inserita la cantante Tajisa Povalij, che ha dedicato il suo discorso di investitura ad una dichiarazione di assoluta fedeltà al Presidente Janukovych: presente al Congresso nonostante il ruolo di garante della Costituzione da lui ricoperto avesse previsto la sua assenza.

Totalmente differente è apparsa la situazione nel Congresso dell’Opposizione Democratica, che si presenta alle urne come Opposizione Unita “Bat’kivshchyna” – “Patria” in ucraino. La presentazione del listino – composto anch’esso nelle sedi di partito e ratificato all’unanimità dei delegati – è avvenuta in strada, con la presenza della stampa, nel cuore del mattino a pochi passi dal Parlamento, dove poche ore più tardi è stata convocata una seduta plenaria urgente.

A guidare la lista dell’Opposizione Unita sarà Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro e carismatica leader della Rivoluzione Arancione, di recente arrestata per motivi politici. Seguono l’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, l’ex-Vice Premier Oleksandr Turchynov, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: anch’egli detenuto in carcere dopo un processo politico dalla dubbia regolarità.

A sorpresa, l’Opposizione Unita – che con tutta probabilità vedrà cancellata la candidatura della Tymoshenko e di Lucenko per via della loro reclusione – ha candidato anche la moglie dell’ex titolare del dicastero degli Interni, Iryna Lucenko, e il Direttore della televisione TVi, Mykola Knjazhyc’kyj, su cui di recente le Autorità ucraine hanno aperto un fascicolo che potrebbe portare alla chiusura di uno dei pochi canali indipendenti rimasti in Ucraina.

Oltre alla presentazione dei nominativi che compongono le liste, i congressi sono stati anche l’occasione per l’illustrazione dei programmi che le due principali forze politiche – date dai sondaggi appaiate a circa il 20% ex aequo – intendono realizzare in Parlamento. Il Partija Rehioniv, che Governa dal Marzo 2010, ha promesso l’innalzamento del PIL al 5%, stabilità finanziaria e politica, miglioramento dell’immagine dell’Ucraina nel Mondo, e l’integrazione di Kyiv sia con la Russia che con l’Europa.

L’Opposizione Unita ha invece promesso la lotta ad ogni forma dei monopolio in ogni settore dell’economia nazionale, detassazione nei confronti della popolazione, innalzamento degli stipendi minimi per alcune categorie – impiegati, medici, insegnanti ed accademici – facilitazione dell’erogazione dei crediti per gli agricoltori, procedura di impeachment per il Presidente Janukovych, e ripresa del cammino di integrazione con l’Europa con la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – che Bruxelles ha congelato dopo l’arresto politico della Tymoshenko.

L’incognita dei brogli, dell’uninominale e il precedente del 2002

Le Elezioni Parlamentari ucraine rappresentano anche un importante test per l’Ucraina, a cui sono legati i destini geopolitici di Kyiv. Infatti, se la consultazione dovesse essere caratterizzata da brogli ed irregolarità a favore delle Autorità governative – come già accaduto nel corso delle Amministrative del 2010 – l’Ucraina vedrebbe chiusa per sempre la possibilità di entrare in Europa e di avvicinarsi all’Occidente in tempi brevi.

Qualora la consultazione dovesse svolgersi in maniera regolare, a decidere la maggioranza politica potrebbe essere l’esito della consultazione nei i collegi uninominali, nei quali sono eletti la metà dei Parlamentari. Molti tra i candidati indipendenti che prendono parte alla consultazione possono infatti scegliere se entrare a far parte di una o dell’altra coalizione.

Nel 2002, l’ultimo anno in cui in Ucraina si è votato con simile sistema, i candidati eletti nell’uninominale hanno aderito in massa allo schieramento filo-presidenziale, e hanno così consegnato all’allora Capo di Stato, Leonid Kuchma, la maggioranza nonostante le urne avessero consegnato più voti al Partito di opposizione liberale e filo-occidentale Nasha Ukrajina, guidato dal futuro presidente arancione Viktor Jushchenko.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO SI APPELLA ALL’ITALIA: “LIBERATE AVAKOV!”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 9, 2012

Dalla cella dov’è detenuta, la Leader dell’Opposizione Democratica si appella alle Autorità italiane per non concedere l’estradizione del Segretario regionale del suo Partito che, a suo avviso, sarebbe l’ennesima vittima di una repressione politica organizzata dal Presidente, Viktor Janukovych, per annichilire il campo arancione. I precedenti dell’Asilo Politico concesso all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e al marito dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Oleksandr Tymoshenko dalla Repubblica Ceca come esempi per la Corte d’Appello di Roma

Il Segretario regionale di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Dalla Colomba pasquale a una patata bollente di carattere diplomatico. Questa è la situazione in cui si trovano i giudici della corte d’Appello di Roma che, nella giornata di martedì, 10 Aprile, saranno chiamati a condurre la prima seduta del processo per la concessione dell’Asilo Politico all’esponente dell’Opposizione Democratica ucraina, Arsen Avakov.

Segretario regionale di Kharkiv del principale Partito del campo arancione, Bat’kivshchyna, Avakov è ricercato in Ucraina con l’accusa di abuso d’ufficio: la medesima che, negli ultimi due anni, ha portato all’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko. Ella, dalla cella in cui da otto mesi è detenuta in isolamento, ha inoltrato un messaggio rivolto all’Italia per salvaguardare il rispetto della democrazia a Kyiv.

“Julija Tymoshenko si è rivolta con una lettera aperta alle Autorità italiane affinché ad Avakov venga concesso lo status di Asilo Politico – ha dichiarato il deputato nazionale di Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin – nella lettera è chiaramente scritto che il Segretario Regionale del nostro Partito non ha compiuto alcun reato, e che il mandato di cattura è stato emanato solo in virtù della sua militanza politica”.

In Ucraina, dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, nel Febbraio 2010, la situazione in merito al rispetto delle democrazia e dei diritti civili è notevolmente peggiorata: le Elezioni Amministrative del Novembre 2010 sono state falsate da brogli, il Capo dello Stato ha aumentato a dismisura i suoi poteri a discapito del Parlamento, il controllo sui media indipendenti si è fatto sempre più rigido, e una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica è stata vittima di interrogatori, indagini, processi e arresti che, come è stato riconosciuto dalle principali ONG internazionali indipendenti, sono stati decretati per ragioni espressamente politiche.

Tra le vittime di questa campagna, oltre a Julija Tymoshenko – Leader dell’Opposizione Democratica ed ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di reclusione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse statali – figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Ambiente, Valerij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr, hanno ottenuto l’Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Simile destino di questi ultimi due politici potrebbe toccare anche ad Avakov qualora le Autorità italiane decideranno di seguire l’esempio di Praga – un altro Paese dell’Unione Europea – e, per tutelare le sorti di un dissidente, negheranno l’estradizione che le Autorità ucraine si sono premurate di esporre fin dalle prime ore successive all’arresto del politico.

Come dichiarato dalla Polstrada di Frosinone, Avakov è stato fermato per un controllo di routine nel capoluogo ciociaro lo scorso 21 Aprile, e subito è emerso il mandato di cattura internazionale emanato dalle Autorità di Kyiv. Per questa ragione, egli è stato sottoposto a giudizio urgente presso la corte di Appello di Roma, che ora è chiamata a decidere sulla sua estradizione.

Contro la consegna di Avakov alle autorità ucraine si sono appellati anche i Parlamentari Italiani Benedetto Della Vedova, Gianni Vernetti, ed Enrico Farinone, che hanno invitato il governo Monti e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad astenersi da una misura che consegnerebbe un esponente politico nelle mani di un sistema giudiziario che, come dimostrato dai casi Tymoshenko e Lucenko, si è dimostrato essere ben lontano dagli standard europei.

Il campo arancione conferma l’unità in vista delle elezioni

In contemporanea, l’Opposizione Democratica ha approntato misure per affrontare le prossime Elezioni Parlamentari nella maniera più compatta possibile, come dimostrato dalla decisione che, sabato 7 Aprile, è stata decretata dal Congresso straordinario del Front Zmin: la forza politica dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk.

Al termine dei lavori, è stata ratificata la partecipazione della seconda forza del campo democratico in un’unico listone con Bat’kivshchyna improntato su un programma basato sul rispetto della giustizia, della democrazia, e sulla battaglia per riportare Kyiv nel cammino di integrazione nelle strutture europee e occidentali.

“Bat’kivshchyna e il Front Zmin formeranno una lista unica assieme con le altre forze patriottiche, democratiche e filo-europee – ha dichiarato Jacenjuk – parteciperemo uniti per ottenere la maggioranza in Parlamento, e realizzare una serie di riforme per l’evoluzione del Paese”.

Matteo Cazzulani

CAPODANNO DI ORDINARIA REPRESSIONE IN RUSSIA ED UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 1, 2012

Ottanta arrestati nelle manifestazioni per la libertà di associazione a Mosca e Pietroburgo, tra cui il candidato alle Elezioni Presidenziali, Eduard Limonov. A Kharkiv meeting in solidarietà della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko: detenuta per motivi politici nella colonia penale femminile Kachanivs’kyj. A Kyiv, il Presidente, Viktor Janukovych, elimina ogni accenno alla Lady di Ferro ucraina, ed anche l’inno nazionale dal tradizionale discorso di fine anno

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, durante il tradizionale messaggio di fine anno. FOTO UKRAJINS'KA PRAVDA

Un silenzio assordante rotto dal tintinnio delle manette e da vuote parole di pura retorica dittatoriale. Così è stato vissuto il Capodanno 2012 in Russia ed Ucraina: due Paesi in cui regimi autoritari hanno sfruttato le distrazioni delle masse, impegnate a preparare i festeggiamenti per l’Anno Nuovo, per dare l’ennesima prova della vera natura di sé.

A Mosca, una settantina di dimostranti è stata arrestata per avere partecipato alla tradizionale manifestazione che, il 31 di ogni mese, raduna in Piazza Triumfal’naja le opposizioni di qualsiasi orientamento – dall’estrema desta ai bolscevichi – per rivendicare la libertà di associazione: diritto garantito dall’Articolo 31 della Costituzione della Federazione Russa, puntualmente calpestato dal Cremlino.

Tra gli arrestati, giornalisti, blogger, attivisti politici ed il Leader dell’Altra Russia, Eduard Limonov. L’esponente del movimento di opposizione liberal-progressista, candidato alle prossime Elezioni Presidenziali di Marzo in concorrenza all’attuale Premier, Vladimir Putin, non ha fatto in tempo nemmeno a scendere dalla propria auto: subito, una manciata di poliziotti lo ha prelevato e caricato su una camionetta diretta al primo commissariato.

Simili manifestazioni anche a San Pietroburgo, dove gli arrestati sono stati “solo” dieci. La cifra è stata riportata da Radio Liberty, e confermata poco dopo dalla direzione regionale della polizia della Oblast’ di Leningrado – così si chiama ancora la regione di Pietroburgo.

Janukovych impara dal Cremlino

Medesima atmosfera anche in Ucraina, dove le manifestazioni sono state quelle dei sostenitori della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko: accampati a Kharkiv presso la colonia penale femminile Kachanivs’kyj in sostegno dell’ex-Primo Ministro. La Lady di Ferro ucraina è stata deportata dal carcere di Kyiv nella mattinata del giorno precedente, nonostante le precarie condizioni di salute che le impediscono la deambulazione per la propria cella.

La Tymoshenko deve scontare sette anni di detenzione per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin: una sentenza politica, maturata dopo un processo farsa in cui la difesa è stata sistematicamente privata dei propri diritti, e le imputazioni montate ad hoc per incastrare l’ex-Primo Ministro.

Inoltre, alla Leader dell’Opposizione Democratica è stato inflitto un secondo arresto cautelativo perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo del procedimento in cui la Lady di Ferro ucraina è imputata per evasione fiscale durante la presidenza della JEESU – il colosso energetico guidato dalla Tymoshenko prima della discesa in campo del 1998.

Per questa ragione, la detenuta doc non ha potuto né giovare del menù speciale concesso ai detenuti per Capodanno, né distrarsi con la partecipazione al concerto organizzato dalle Autorità carcerarie: la Tymoshenko è stata costretta ad attendere la mezzanotte sola, in compagnia di un brodo tiepido e di un silenzio gelido.

Ovviamente, della Tymoshenko non si è ricordato il Presidente, Viktor Janukovych, che, altresì, ha sfruttato il tradizionale messaggio di fine anno per annichilire ulteriormente ogni simbolo di indipendenza nazionale ucraina. Dopo avere elogiato il raggiungimento della stabilità, la costruzione di infrastrutture, l’ottenimento degli europei di calcio, e il miglioramento dell’immagine di Kyiv nel Mondo, il Capo di Stato ha concluso gli Auguri con un semplice saluto: senza il tradizionale inno nazionale.

Janukovych si sta rilevando un Presidente autoritario, capace di spazzare ogni conquista democratica, anche simbolica, ottenuta dall’Ucraina degli ultimi anni. Di recente – dopo avere indebolito il Parlamento, falsato le Elezioni Amministrative dell’Ottobre 2010, e concesso il prolungamento dell’esercito russo in Crimea – il Capo di Stato ha abolito con un decreto urgente il Giorno della Libertà – la festa in ricordo della Rivoluzione Arancione – e cancellato altre ricorrenze patriottiche istituite dal suo predecessore, Viktor Jushchenko.

Il 19 Dicembre, l’Unione Europea ha congelato la Firma dell’Accordo di Associazione: storico documento con cui Kyiv avebbe ottenuto lo status di partner privilegiato di Bruxelles, oggi goduto da Norvegia, Islanda, e Svizzera. I Presidenti di Commissione Europea e Consiglio Europeo, José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy, non hanno potuto ratificare tale passo dinnanzi al regresso democratico in Ucraina che, oltre alla Tymoshenko, ha portato tra carcere, prigione ed esilio una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – in detenzione preventiva, ancor prima che una sentenza lo abbia condannato per abuso d’ufficio – e l’ex-Titolare dell’Economia, Bohdan Danylyshyn – in asilo politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH CONTRO I GIORNALISTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 17, 2011

Il Presidente ucraino respinge le accuse di autoritarismo della ONG Freedom House, e promette legalità e trasparenza. Reporter segregati in una sala, senza diritto di ottenere le dichiarazioni dei redditi dei Parlamentari

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’offeso, il garantista, e la star. Queste le due caratteristiche del presidente ucraino, Viktor Janukovych, che, nella giornata di mercoledì, 15 Giugno, ha risposto alle critiche dell’Occidente in merito al regresso democratico in atto in Ucraina sotto la sua amministrazione.

In particolare, il Capo di Stato ha rigettato le accuse di leader illiberale, in quanto, come comunicato nel corso di una conferenza a Vinnycja, i provvedimenti approvati sotto la sua amministrazione sono tesi a saldare il rispetto della legalità.

Nel proprio documento, l’autorevole ONG Freedom House ha espresso preoccupazione per la tendenza accentratrice di Janukovych, anticamera dell’autoritarismo, e causa di elezioni falsate – quelle amministrative del 2010 – limitazioni delle libertà di espressione, Parola, associazione e, sopratutto, stampa.

Niente informazioni per la stampa

Dimostrazione della sincerità del Capo di Stato la si è avuta, sempre mercoledì, 15 Giugno, a Kyiv, nel corso del Forum Mondiale della stampa russa. Dopo avere promesso di rispondere a tutte le domande dei reporter, Janukovych ha dichiarato l’apertura di ogni fonte di informazione alla stampa, di qualsiasi Paese ed orientamento politico.

Terminato il discorso, ai giornalisti, chiusi in una sala dell’albergo dove si è svolta la contentino, è stato impedito di avvicinare il Capo di Stato. Nel pomeriggio, l’Apparato del parlamento ha vietato la divulgazione delle dichiarazioni dei redditi dei Deputati Nazionali, richiesta dal reporter dell’autorevole Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Najem.

Pronta la risposta del movimento Stop Cenzuri, che ha definito l’accaduto come dimostrazione del reale stato della Libertà di Stampa nell’Ucraina di Janukovych.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PROCURA GENERALE NON INCASTRA JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 5, 2011

I giudici non riescono ad incolpare la Leader dell’Opposizione Democratica dell’interrogtorio di 12 ore. L’anima della Rivoluzione Arancione lancia la sfida sul 5 Kanal

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

La montagna ha partorito un topolino. Zoppo. Nella serata di martedì, 4 gennaio, la Procura Generale ha accusato la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, di essersi trattenuta sua sponte davanti ai giudici per 12 ore, lo scorso 30 dicembre. A testimoniarlo, un video, consegnato, su domanda, ad un reporter indipendente.

Pronta la risposta di Bat’kivshchyna. Che, stupita della velocità con cui la Autorità avrebbero soddisfatto la richiesta del giornalista, ha preteso, con altrettanta celerità, la difusione dei verbali.

I video, come ha comunicato l’addetta stampa del principale patito dell’Opposizione Democratica, si possono falsificare. I verbali, no. Ed ingannare la Lady di Ferro ucraina, che ha iniziato la sua carriera lavortiva proprio nella compravendita di cassette, con un filmato, è impresa assai comica.

In breve tempo, la Procura Generale ha comunicato di non avere distribuito alcun video. Pur confermandone l’esistenza, ha affermato l’impossibilità di diffonderlo senza le dovute autorizzazioni. E preannunciato più precise spiegazioni.

Una vittoria per Julija Tymoshenko. Che, tralaltro, nel corso di quella seduta interminabile ha chiesto a più riprese un pausa, se non altro per respirare e bere. Possibilità negatale dagli inquirenti, inflessibili nel trattenerla per circa mezza giornata.

L’intervista di Natale

Il simbolo del 5 Kanal. FOTO 5 KANAL

Un’intervista della Leader dell’Opposizione Democratica è andata in onda sul 5 Kanal: TV indipendente, vittima di pressioni da parte delle Autorità. L’ex Primo Ministro ha ribadito come, a supporto del processo a suo carico, non vi siano prove certe, e ricordato di essere accusata per aver pagato le pensioni con i fondi destinati alla riduzione di CO2. Peraltro, in un momento di crisi.

Inoltre, l’anima della Rivoluzione Arancione ha commentato l’altro capo d’acusa mossole dalla Procura, quello inerente all’acquisto irregolare di 27 autoambulanze, evidenziando come, per le Autorità, il miglioramento del sistema sanitario sia un reato.

Sulla regia dei procedimenti a suo carico, Julija Tymoshenko è consapevole del ruolo dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, intenzionato ad eliminarla dalla scena politica. Accanto all’anima della Rivoluzione Arancione, anche altri esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, di cui una decina sono già stati arrestati.

A testimonianza della svolta autoritaria, Julija Tymoshenko ha rammentato le scorse elezioni amministrative del 31 ottobre, in cui le Commissioni Elettorali Locali sono state controllate in prevalenza dal Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e qusi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

E Bat’kivshchyna, costretta a rinunciare alla denominazione Blocco Tymoshenko — più noto agli elettori — estromessa dalla consultazione nelle sue roccaforti di Kyiv e Leopoli.

Ciò nonostante, la Leader dell’Opposizione Democratica ha comunicato di non arendersi. E, malgrado la revoca del diritto d’espatrio, e l’obbligo di firma in Procura, di continuare a lavorare per quegli ucraini che, nella Rivoluzione Arancione, così come oggi, desiderano un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente d europea.

“Creeremo un movimento di opposizione a queste Autorità — ha dichiarato — di tutta la società civile. Unita, nel ritrovare la strada dell’Ucraina verso Occidente e la Libertà”.

Matteo Cazzulani

SOCIALISTI EUROPEI BATTUTI. BRUXELLES AMMONISCE JANUKOVYCH

Posted in Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on November 26, 2010

All’Europarlamento passa la linea ferma di popolari, liberali, conservatori e verdi. Sconfitta la miopia del centrosinistra europeo sul regresso della democrazia in Ucraina

Il presiente ucraino, Viktor Janukovych

Il buon senso democratico vince sul pragmatismo sovietico. Per questa volta, almeno. Nella giornata di giovedì, 26 novembre, il Parlamento Europeo ha approvato una dura risoluzione sulla situazione ucraina. Un vero e proprio cartellino giallo per il Presidente, Viktor Janukovych, riconosciuto responsabile di un regresso della democrazia e delle Libertà civiche, in atto, a Kyiv, dal suo insediamento.

Una sconfitta politica anche per i socialisti europei. Che, in nome della collaborazione con il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – di continuo hanno boicottato ogni condanna dell’alleato in sede UE.

I punti della risoluzione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Primo punto della risoluzione, il riconoscimento – in base all’articolo 49 dell’accordo UE – del diritto di partnership per l’Ucraina, in quanto Paese europeo. L’integrazione nella comunità del Vecchio Continente è il principale obiettivo della politica di Bruxelles nei confronti di Kyiv.

Oltre a ciò, il documento dichiara le elezioni locali dello corso 31 ottobre come non in linea con gli standard democratici, concordemente con quanto rilevato da osservatori internazionali ed ONG ucraine.

In particolare, a preoccupare Bruxelles è lo stravolgimento della legge elettorale, a pochi giorni dal voto. Accanto a ciò, la comparsa del Partija Rehioniv al primo posto sulle schede di tutte le elezioni, malgrado la sua registrazione sia stata presentata a seguito di molte altre.

Infine, l’UE condanna le autorità per non aver permesso la corsa del principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna – la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – nelle tradizionali roccaforti di Kyiv e Leopoli.

Alla luce di questo, Bruxelles invita Janukovych a collaborare più strettamente con UE ed OSCE, per riprendere quel cammino di rafforzamento della democrazia indispensabile per l’eurointegrazione. Peraltro, già intrapreso dai governi Tymoshenko, durante l’amministrazione di Viktor Jushchenko.

Condanna anche per il mancato rispetto della Libertà di Stampa. L’Unione Europea ha contestato le continue pressioni ai danni di media indipendenti, come TVI e 5 Kanal, e reporter di opposizione. A riguardo, Bruxelles esige un’immediata ripresa delle indagini sulla scompara di Vasyl’ Klyment’jev – redattore del quotidiano Novyj Styl’ di Kharkiv, critico con le autorità – su cui ancora chiarezza alcuna non è stata fatta.

L’UE invita l’Ucraina di Janukovych a tornare ad adottare misure contro l’off-shore, il mercato nero e la corruzione. A tale pro, il documento consiglia, per le questioni giuridiche, la ripresa della collaborazione con la Commissione di Venezia. Oltre a ciò, Bruxelles promette massimo impegno per semplificare il regime dei visti, se Kyiv raggiungerà i parametri di rispetto dei diritti civici e delle libertà democratiche.

L’Unione europea considera l’Ucraina un importante partner energetico, e la invita a modernizzare, e tutelare, i propri gasdotti per garantire il transito di oro blu dalla Russia all’Occidente del Vecchio Continente.

Infine, Bruxelles esorta Kyiv ad una costruttiva sinergia, anche in vista del campionato europeo di calcio del 2012, ospitato in quattro città ucraine – Kyiv, Leopoli, Donec’k e Kharkiv – ed altrettante polacche – Varsavia, Poznan, Danzica e Breslavia.

APSDE battuta da PPE, ALDE, CDE e verdi

Lecito ricordare che una bozza di risoluzione in elogio a Janukovych è stata presentata dall’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei. Nello specifico, il Presidente ucraino è stato lodato per il raggiungimento della stabilità. Inoltre, il documento negava l’irregolarità del voto amministrativo.

Felicemente, a difendere i valori europei, e a mettere in minoranza il centrosinistra continentale, è stata la convergenza del Partito Popolare Europeo – coerentemente sempre attento alle legittime aspirazioni euroatlantiche dell’Ucraina, ed agli allarmi dell’Opposizione Democratica – dell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, dei Conservatori e Democratici, e dei Verdi.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: BAT’KIVSHCHYNA VINCE UFFICIALMENTE A ZAPORIZHZHJA. MANIFESTANTI KHARKIVIANI VANNO NELLA CAPITALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 20, 2010

Oleksadr Sin riconosciuto Primo Cittadino, ma continua l’impasse burocratica. I dimostranti di Kharkiv cercano ascolto a Kyiv

Il candidato sindaco di Zaporizhzhja di Bat'kivshchyna, Oleksandr Sin

Non sempre la giustizia trionfa nell’Ucraina di Janukovych. Nella giornata di sabato, 20 novembre, al candidato sindaco dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Sin, è stata riconosciuta la vittoria elettorale. E, da oggi, è ufficialmente Sindaco di Zaporizhzhja.

Una svolta per la città dell’Ucraina centro-orientale, tradizionale roccaforte del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Vyktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – che Bat’kivshchyna, la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, è riuscita a conquistare.

Il partito del potere ha fatto di tutto per non permettere l’insediamento di Sin. Oltre ad irregolarità, durante e dopo la campagna elettorale – certificate da diversi osservatori – il candidato dell’Opposizione Democratica è stato escluso dalla lista degli eletti per non aver fornito adeguata documentazione.

Tutto risolto: il Comitato Elettorale di Sin ha colmato la mancanza. Peraltro, senza infrangere il regolamento, che concede una proroga di un mese per la presentazione delle carte.

Tuttavia, a Zaporizhzhja lo stallo continua. Finora, ad essere registrati sono stati solo 28 eletti su 90. Una quota che non consente la convocazione del Consiglio Comunale.

La sede locale di Bat’kivshchyna ha denunciato il Partija Rehioniv di non riconoscere l’esito del voto, e di voler giungere ad un commissariamento della città, con un proprio uomo al comando dell’Amministrazione Comunale.

Protesta itinerante

La manifestazione dell'Opposizione Democratica a Kharkiv. FOTO 5 KANAL

Da una battaglia per la giustizia parzialmente vinta, ad una persa. A Kharkiv, altra roccaforte del Partija Rehioniv, i manifestanti dell’Opposizione Democratica sono stati costretti ad eseguire una direttiva della Corte Regionale, e smantellare la tendopoli installata nella centrale Ploshcha Svobody.

Motivo del campeggio urbano, la protesta contro le falsificazioni – anch’esse certificate dagli osservatori indipendenti – che hanno conferito una vittoria di misura al candidato filogovernativo, Hennadij Kernes, su quello di Bat’kivshchyna, Arsen Avakov, avanti secondo tutte le rilevazioni pre-elettorali.

Ciò nonostante, non tutte le 35 tende finiranno in rispostiglio – per fare spazio alle luminarie natalizie, come riportato dalla sentenza di sgombero. Molti dei dimostranti hanno dichiarato l’intenzione di recarsi a Kyiv, ed unirsi alla manifestazione nazionale del 22 novembre, organizzata dagli imprenditori contro il Codice Fiscale.

Approvato a forza – sia politica che fisica – dalla maggioranza, senza valutare alcun emendamento dell’Opposizione Democratica, il documento prevede esenzioni per i grandi industriali, vicini al Partija Rehioniv, bilanciate dall’incremento della pressione su piccola e media impresa, e da provvedimenti illiberali.

Tra essi, l’introduzione della responsabilità del singolo lavoratore, il monitoraggio della sua attività, e l’impossibilità per i sindacati di riunirsi in azioni congiunte.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: A KHARKIV LETTERA A JANUKOVYCH DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 15, 2010

I dimostranti inviano un appello al Presidente per ristabilire la giustizia. Continua la manifestazione in piazza di Bat’kivshchyna

 

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Ai ricorsi a Corti locali ed europee segue una missiva. 20 mila cittadini di Kharkiv hanno sottoscritto una lettera indirizzata al Presidente, Viktor Janukovych, per richiedere la ripetizione delle elezioni locali nell’ex capitale dell’Ucraina sovietica.

Secondo l’appello, inviato, nella mattinata di lunedì, 15 novembre, da ripetersi sarebbero non solo le consultazioni per la scelta del sindaco, ma anche quelle per il rinnovo dei consigli regionali, provinciali e comunali. Un nuovo election day, su cui, tuttavia, in molti rimangono scettici.

“Non abbiamo chissà quali aspettative – ha illustrato alla Deutsche Welle il Capo dell’ONG Prorvemosja!, Andrij Il’hov – finora, da Janukovych, alcun gesto di apertura alle nostre richieste. Qualora non dovessimo ottenere risposta, la protesta si farà sempre più dura”.

L’Opposizione Democratica sul Majdan

Il candidato sindaco di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Una mobilitazione arrivata al suo sesto giorno. Dallo scorso martedì, 9 novembre, in 5 mila si recano quotidianamente presso la centrale Ploshcha Svobody, presidiata 24 ore su 24 da 25 tende. Motivo della protesta, i brogli perpetrati dalle Autorità, per consentire la vittoria alla corsa per il posto di sindaco a Hennadij Kernes, candidato del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Certificati dai rappresentanti di lista di Bat’kivshchyna – il principale partito dell’Opposizione Democratica – e da osservatori indipendenti, irregolarità di ogni tipo hanno privato Arsen Avakov, candidato del partito dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, di un successo storico, in una delle tradizionali roccaforti del Partija Rehioniv. Peraltro, certificata dagli exit pool.

Lecito ricordare che, secondo i dati ufficiali, Kernes avrebbe vinto su Avakov con un distacco esiguo: 29,32% a 28,73%. In virtù delle falsificazioni, Bat’kivshchyna ha esposto ricorso alla Corte d’Appello locale e a quella europea per la Difesa dei Diritti Umani.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: A KHARKIV RESPINTO RICORSO DI AVAKOV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 13, 2010

Confermata la vittoria del candidato del Partija Rehioniv, nonostante le irregolarità durante le procedure di voto. Bat’kivshchyna ricorre in sede europea

Il candadato sindaco di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

A Kharkiv la falsificazione del voto continua. Nella giornata di sabato, 13 novembre, la Corte Amministrativa dell’ex capitale dell’Ucraina sovietica ha rigettato il ricorso presentato dal candidato di Bat’kivshchyna, Arsen Avakov.

L’esponente del principale partito dell’Opposizione Democratica ha richiesto l’annullamento di verbali provenienti da sezioni elettorali, in cui schede sono state annullate senza alcuna giustificazione, né possibilità di contestazione per i Rappresentanti di Lista.

Ciò nonostante, il collegio dei giudici, dopo sei ore di riunione, ha confermato i dati finora ufficializzati, e conferito la fascia di sindaco a Hennadij Kernes, candidato del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Respinta anche la richiesta di Avakov di controllare le schede risultate votate contro tutti – possibilità prevista nel sistema elettorale ucraino.

L’Opposizione Democratica in piazza e a Bruxelles

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Accanto ai brogli, continua la mobilitazione dei sostenitori di Bat’kivshchyna, dallo scorso lunedì in perenne manifestazione presso la centrale Ploshcha Svobody. 5 mila persone, scese nel Majdan di Kharkiv per richiedere giustizia politica, contro le falsificazioni del partito di governo.

A coordinare l’azione, il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Volodymyr Filenko. Un veterano di quella Rivoluzione Arancione che, con l’arma della non violenza, già una volta ha portato alla sconfitta dell’attuale Capo di Stato, ottenendo la ripetizione di elezioni falsate.

Il parallelo col 2004 non è azzardato, dal momento in cui, così come allora, anche nelle comunali di Kharkiv gli exit-pool hanno certificato la vittoria di Avakov.

Oltre che in piazza, Bat’kivshchyna continuerà la lotta anche in sede continentale. Come dichiarato dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è necessaria la presentazione del ricorso anche presso la Corte Europea per il Rispetto dei Diritti Umani, a cui Avakov, ed altri candidati vittime di brogli, hanno intenzione di appellarsi.

“Dinnanzi a tali verdetti – ha dichiarato la Lady di Ferro ucraina – rivolgersi alla magistratura ordinaria è totalmente inutile. Non essendoci giustizia in Ucraina, è doveroso coinvolgere l’Europa”.

Lecito ricordare che, secondo gli osservatori internazionali, le elezioni amministrative ucraine non sono state in linea con gli standard democratici. A Kharkiv, nonostante le iniziali proiezioni, ed il dato degli exit-pool, Avakov non è riuscito nell’impresa di strappare una tradizionale roccaforte del Partija Rehioniv, perdendo per una manciata di voti – 28,73% a 29,32%.

In virtù di tale, minimo scarto, ed alle irregolarità testimoniate da diverse fonti, Bat’kivshchyna non ha riconosciuto l’esito della consultazione.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: CONSIGLIERE DI JUSHCHENKO MINISTRO DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 12, 2010

Viktor Baloha, ex membro di Nasha Ukrajina, è il nuovo titolare del dicastero delle Emergenze

Il neo Ministro delle Emergenze, Viktor Baloha

Un salto della quaglia atteso da tempo. Il leader del partito di opposizione Centro Unito, Viktor Baloha, è il nuovo Ministro per le Situazioni Straordinarie e la Difesa della Popolazione dalle conseguenze della catastrofe di Chernobyl.

A nominarlo, il Presidente, Viktor Janukovych. Che, concordemente alla restaurata Costituzione pre-arancione del 1996, ha potere di nominare, e dimissionare, i titolari dei dicasteri, senza vincoli di maggioranza, né via libera del Parlamento.

Potente uomo di affari della Transcarpazia – che controlla in toto, sia dal punto di vista economico che su quello politico – Baloha è un ex membro della squadra arancione. Fedelissimo dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko, ne è stato a capo dell’Amministrazione, e personale consigliere, dopo avere guidato il Ministero delle Emergenze già tra il 2005 ed il 2006.

In molti hanno visto in lui il responsabile della decisione di Jushchenko di indire elezioni anticipate del 2007, in cui la sua forza politica, Nasha Ukrajina, ha ottenuto un misero 13%. Alle scorse presidenziali, lo sceicco della Transcarpazia – come è nominato Baloha – non ha nascosto simpatie per Janukovych. Non a caso, risultato vincitore nel conteggio locale della Oblast’ dell’estremo ovest del Paese.

Di recente, con diversi esponenti di Nasha Ukrajina, Baloha ha creato il partito Centro Unito. Il quale, nelle scorse amministrative, si è affermato in Transcarpazia, ed ha ottenuto discrete percentuali in altre regioni dell’Ucraina centro-occidentale.

Il parere degli esperti

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Commenti al salto della quaglia sono arrivati dal collega di partito, il politologo Vadym Karas’ov, secondo cui la nomina di Baloha è stata presa per permettere l’approvazione di riforme, indispensabili per il benessere del Paese.

Di diverso avviso, un altro esperto, Mykhajlo Pohrebins’kyj, che ha interpretato l’avvenimento con la volontà di Janukovych di controllare un certo numero di Deputati alla Rada. Nonché, diverse amministrazioni locali, in aree del Paese dove il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – è tradizionalmente debole.

La poltrona di Ministro delle Emergenze è vacante dal 10 luglio. Quando Janukovych ha dimissionato Nestor Shufrych, poi nominato Vice Segretario del Consiglio Nazionale per la Sicurezza e la Difesa.

Accanto a Shufrych, sempre venerdì, 12 novembre, è stato nominato Oleksandr Medved’ko. A sua volta, sostituito a capo della Procura Generale da Viktor Pshonka, un altro uomo di fiducia del Presidente.

Matteo Cazzulani