LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH SILURA IL SINDACO DI KYIV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 17, 2010

Leonid Chernovec’kyj sostituito alla guida dell’Amministrazione Statale Cittadina da Oleksandr Popov, persona vicina al Presidente. L’Opposizione Democratica per il voto anticipato. Il Primo Cittadino della Capitale resta al suo posto.

Il Sindaco di Kyiv, Leonid Chernovec'kyj

A Kyiv è caos burocratico. Nella giornata di martedì, 16 novembre, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha dimissionato dalla guida dell’Amministrazione Statale Cittadina della capitale il sindaco, Leonid Chernovec’kyj. Rimpiazzato, senza alcuna motivazione, dal suo vice, Oleksandr Popov.

Nulla di male, sembrerebbe. Se non fosse per il fatto che tale decisione è in contrasto con la complessa legge ucraina, secondo cui la guida del Consiglio Comunale e dell’Amministrazione Statale Cittadina – la rappresentanza dell’Esecutivo nella Capitale – solamente a Kyiv deve essere ricoperta dal Primo Cittadino, scelto dalle elezioni amministrative.

A ciò, si aggiunge il dato politico. Seppur vicino a Janukovych – al punto da sostenerlo alle ultime presidenziali, fino a non spargere il sale per le strade il giorno delle votazioni, al fine di scoraggiare l’elettorato, tradizionalmente avverso, a recarsi alle urne – Chernovec’kyj da tempo è stato vittima di attacchi da parte delle Autorità, a causa della sua prolungata assenza da Kyiv, motivata da problemi di salute.

Con il decreto, a capo dell’Amministrazione Statale Cittadina è stato posto un uomo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – il quale, stando al regolamento, dovrebbe automaticamente ricoprire anche la carica di Primo Cittadino.

Il BJuT-Bat’kivshchyna per elezioni anticipate. Chernovec’kyj non lascia

Puntuale la protesta dell’Opposizione Democratica. Il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Anatolij Semynoha, ha richiesto un referendum per indire nuove elezioni amministrative a Kyiv.

Inoltre, secondo la forza politica dell’anima della Rivoluzione, Julija Tymoshenko, i cittadini della Capitale hanno il diritto di riconoscere come Primo Cittadino una personalità da loro eletta, e non nominata dal Presidente in base all’appartenenza politica. Soprattutto, in un luogo dove il Partija Rehioniv raccoglie pochi consensi.

A sgomberare i dubbi da possibili nuove tornate elettorali, lo stesso Chernovec’kyj. Secondo la sua portavoce, Marta Hryms’ka, il Sindaco cosmico – come è ribattezzato l’esponente del Partito Cristiano Liberale ucraino – ha intenzione di rispettare il mandato affidatogli dagli abitanti della Capitale nel 2006, confermatogli nelle amministrative anticipate del 2008.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: ANCHE OBAMA SI ACCORGE DEI BROGLI DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 3, 2010

Washington valuta non-pienamente regolari le consultazioni ucraine. L’Opposizione Democratica chiede una Commissione d’Inchiesta. Il Partija Rehioniv ne calpesta i diritti in Parlamento

Il presidente USA, Barack Obama

La sconfitta di mid-term ha svegliato Obama. Nella giornata di mercoledì, 3 novembre, anche gli USA hanno riconosciuto l’irregolarità del voto locale ucraino. A comunicarlo, una nota governativa, con cui Washington esprime un duro giudizio su consultazioni ritenute solo parzialmente in linea con gli standard democratici.

In particolare, a turbare gli Stati Uniti è stata la legge elettorale, che ha impedito ad alleanze, blocchi e partiti battezzati da meno di un anno di partecipare alle elezioni. Nonché la registrazione di liste-clone di Bat’kivshchyna nelle regioni di Kyiv e Leopoli. Tradizionali roccaforti, dove il principale partito dell’Opposizione Democratica non ha potuto presentarsi.

“Le infrazioni – si legge nella nota – rilevate da ONG indipendenti, ci hanno turbato. Sopratutto, le schede elettorali annullate, senza possibilità di contestazione, il mancato rispetto del silenzio elettorale, l’attività di propaganda presso le sezioni elettorali, ed conteggi interrotti senza alcun motivo valido”.

Il BJuT all’attacco alla Rada

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Pronta la risposta, anche sul piano politico, dell’Opposizione Democratica. I Deputati del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna hanno richiesto la creazione di una Commissione Straordinaria d’urgenza per indagare sull’effettiva correttezza della consultazione locale.

Ad affermarlo, il parlamentare del BJuT, Serhij Sas, abile nello sfruttare il mercoledì dell’opposizione: giornata in cui, da prassi dalla Rivoluzione Arancione, l’Ordine del Giorno dei lavori è stabilito dall’Opposizione.

“Che ricorrano alla Procura Generale, e ci lascino lavorare” gli ha risposto il Rappresentante in Parlamento del Presidente, Jurij Mirishnychenko, escludendo ogni indagine sulla legittimità delle votazioni.

Inoltre, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Capo dello Stato, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha deciso di non rispettare il turno dell’Opposizione Democratica, ed ha imposto un proprio o.d.g.

In risposta, i Deputati del gruppo dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, hanno occupato l’aula, e bloccato i lavori per l’intera seduta mattutina.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: A KHARKIV ED ODESSA CONTINUA LA MOBILITAZIONE CONTRO I BROGLI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 3, 2010

Bat’kivshchyna, Front Zmin e la popolazione non riconoscono i dati ufficiali delle comunali, in contrasto con il dato di diversi exit-pool.

Le proteste dei democratici ucraini ad Odessa. FOTO 5 KANAL

L’Opposizione Democratica in piazza a Kharkiv ed Odessa. Nella serata di martedì, 2 novembre, l’ennesima conferenza stampa del Governatore Provinciale Statale di Kharkiv, Mykhajlo Dobkin, ha confermato la vittoria alle comunali di Hennadij Kersen, candidato del suo partito di appartenenza, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, di cui fanno parte anche il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Secondo Dobkin, il candidato filogovernativo avrebbe ottenuto addirittura considerevoli percentuali di consenso. E, così, migliorato il rating della sua lista nell’ex capitale dell’Ucraina sovietica, rispetto al dato delle parlamentari del 2006.

Bat’kivshchyna si muove

Il candidato sindaco di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Peccato che sulla regolarità dello spoglio aleggino dubbi concreti, motivati dalle testimonianze di Rappresentanti di Lista ed osservatori. Inoltre, gli exit-pool hanno conferito con un buon margine la vittoria al candidato di Bat’kivshchyna, Arsen Avakov. Che, stando alle indagini sociologiche, sarebbe riuscito nell’impresa di strappare ai regionali una storica roccaforte.

Per questa ragione, la sede locale del principale partito dell’Opposizione Democratica ha chiamato tutti i cittadini alla difesa del proprio voto. E, con una nota, si è appellata al Presidente Janukovych, affinché la regolarità della consultazione sia garantita.

Inoltre, il partito dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha invocato l’intervento degli osservatori internazionali, per contestare, in ogni sede, le falsificazioni compiute dal Partija Rehioniv, certificate da prove. Tra esse, schede annullate arbitrariamente, senza possibilità di contestazione, in sezioni in cui Avakov ha riscosso ampio consenso. Propaganda elettorale presso i seggi. Conteggi inspiegabilmente interrotti.

Manifesta anche Odessa

Il candidato sindaco di Odessa del Front Zmin, Eduard Hurvic

Continua la protesta anche ad Odessa. Nel porto di fondazione genovese, una seconda manifestazione ha radunato nella centrale Piazza Dums’ka un migliaio di cittadini, intenzionati a richiedere elezioni chiare, senza brogli ed irregolarità.

Anche gli odessini si sono rivolti al Capo dello Stato con una nota, in cui, oltre a ribadire casi di falsificazione simili a quelli denunciati da Bat’kivshchyna a Kharkiv, hanno condannato l’intrusione delle Autorità nella campagna elettorale locale, spesso con mezzi non degni di una democrazia del ventunesimo secolo.

In particolare, gli autori hanno fatto espresso riferimento al supporto pubblico che il candidato del Partija Rehioniv, Oleksija Kostusjeva, ha ottenuto dal Premier in persona, Mykola Azarov. Mentre il governatore della regione, Eduard Matvijchuk, ha invitato, a più riprese, a non votare per il sindaco uscente, Eduard Hurvic, in quanto ebreo.

Lecito ricordare che, anche ad Odessa, si è registrata una discrepanza tra le proiezioni e gli exit-poll. Secondo questi ultimi, Hurvic, candidato del Front Zmin – la forza politica dell’ex speaker arancione, Arsenij Jacenjuk – sarebbe riuscito ad ottenere la riconferma. Stando ai dati pubblicati, invece, ad essere in testa sarebbe la candidata del partito del potere.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: PRIMI TENTATIVI DI BROGLI DOPO IL VOTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 1, 2010

A Zaporizhzhja e Kharkiv il Partija Rehioniv non riconosce la vittoria di Bat’kivshchyna. Al fianco dell’Opposizione Democratica persino i comunisti. Accuse di brogli anche ad Odessa

Il candidato sindaco di Zaporizhzhja di Bat'kivshchyna, Oleksandr Sin. FOTO ZODA.UA

Se la sconfitta brucia, la si evita. In tutti i modi. Questo è quanto è accaduto a Zaporizhzhja, dove lo spoglio delle schede elettorali si è arrestato al 76%. Alle 4:30, nel cuore della notte, i presidenti di seggio hanno ricevuto l’ordine di arrestare la conta dei dati, e di abbandonare le sedi di loro competenza, assieme a scrutatori e rappresentanti di lista.

Un comportamento strano, contrario alla legge, spiegato dal fatto che, ad essere in testa, è il candidato di Bat’kivshchyna, Oleksandr Sin, avanti di 4 punti percentuali sul favorito del governo, il regionale Volodymyr Kal’cev. Un risultato storico, dal momento in cui il principale partito dell’Opposizione Democratica riuscirebbe nell’impresa di strappare una roccaforte al Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Pronta la reazione del partito dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko. Che, con una nota, si è appellato alla Procura generale, alla Corte Locale ed agli osservatori internazionali, affinché sia posto immediato rimedio ad un espresso tentativo di falsificazione del voto.

A parlare di brogli è anche la Kompartija. Nonostante l’alleanza alla Rada con il Partija Rehioniv, i comunisti hanno confermato il tutto, annunciando di unirsi al ricorso di Bat’kivshchyna per la difesa del diritto di scelta della popolazione della città della Tauria.

Testa a testa contestato a Kharkiv. Odessa in burrasca elettorale. Ostilità chiuse a Kremenchuk

Il candidato sindaco di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Caso simile, a Kharkiv, un’altra piazza che il Partija Rehioniv starebbe per perdere. Al 31,66% delle schede scrutinate, il candidato di Bat’kivshchyna, Arsen Avakov, comanda di misura sul regionale, Hennadij Kernes, 29,67% a 29,06%.

In ogni caso, il partito del potere ha comunicato di tenere fede a propri rilevamenti. Che, contrariamente a quelli ufficiali, certificherebbero la vittoria del proprio candidato con un margine del 4%. Chiare, a riguardo, le dichiarazioni del capogruppo alla Rada del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov, sicuro di mantenere il possesso dell’ex capitale dell’Ucraina sovietica.

Burrasca anche ad Odessa. A gettare nella confusione il porto ucraino, la discrepanza tra gli exit-poll ed i dati in arrivo alla Commissione Elettorale Locale. Contrariamente a quanto previsto dalle indagini sociologiche, il sindaco uscente, Eduard Hurbic, è superato dalla candidata del Partija Rehioniv, Oleksija Kostusjev, 36,8% a 47,09%. Il candidato del Front Zmin – la forza politica di Arsenij Jacenjuk – ha espresso forti dubbi sulla regolarità delle operazioni di spoglio, e non ha escluso di presentare ricorso.

Conferma alle impressioni di Hurbic, l’analisi del Capo del Comitato degli Elettori dell’Ucraina della regione di Odessa, Anatolij Bojko, che ha rilevato diversi casi di infrazioni del regolamento al momento del voto. Nonché la pessima preparazione di presidenti, segretari e scrutatori. Una situazione che, nella città di fondazione genovese, non si è registrato dalle presidenziali del 2004.

Invece, il buon esempio è arrivato da Kremenchuk. Nella cittadina della regione di Poltava, il sindaco uscente, del Partija Rehioniv, Mykola Hlukhyj, ha riconosciuto la sconfitta, e si è complimentato con il neoeletto sindaco di Bat’kivshchyna, Oleh Babajev.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTATIVE IN UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA AVANTI IN ROCCAFORTI REGIONALI. BROGLI PERMETTENDO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 1, 2010

Bat’kivshchyna conquisterebbe Kremenchuk e Zaporizhzhja. Vinnycja a Nasha Ukrajina. Ai democratici anche Cherkasy e Chernivci. Il Partija Rehioniv vincerebbe a Kherson, Dnipropetrovs’k e Luhans’k. Sale il rating di Svoboda

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Per l’Opposizione Democratica, buoni segnali dagli exit-poll locali. Stando allo studio sociologico dell’agenzia GfK Ukraine, Bat’kivshchyna avrebbe conquistato anche Kremenchuk – nella regione di Poltava – e Zaporizhzhja. Due risultati importanti, soprattutto perché ottenuti in centri da sempre controllati dal Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

I risultati dell’Opposizione Democratica

Il sindaco riconfermato di Leopoli, Andrij Sadovyj

Nella cittadina della Poltavshchyna, il candidato sindaco del principale partito dell’Opposzione Democratica, Oleh Babajev, avrebbe ottenuto il 49,2% dei consensi, contro il 25,6% del regionale Hlukhov. A Zaporizhzhja, l’esponente di Bat’kivshchyna, Oleksandr Sin, avrebbe staccato il regionale Volodymyr Kal’cev per 41,26% a 31,5%.

Altra vittoria per una forza dell’Opposizione Democratica, a Vinnycja, dove il candidato di Nasha Ukrajina, Volodymyr Hrojsman, avrebbe raccolto il 77% dei voti, contro l’11,2% dell’esponente di Svoboda, Anton Bajdachenko.

Competizioni interne al campo democratico, anche a Cherkassy – con il candidato del Partito dei Democratici Liberi, Serhij Odarych, in testa sull’esponente di Bat’kivshchyna, Mykola Buhatec’kyj per 40,4% a 13,6% – ed a Chernivci, dove l’esponente di Jedynist’, Mykola Fedoruk, con il 63,6% batterebbe quello del Partito Repubblicano Ucraino, Vasyl’ Zabrods’kyj, con l’8,4%.

Le conferme della maggioranza

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Ancora aperte, altresì, competizioni importanti. A Kherson, gli exit-pool danno il regionale Volodymyr Sad’o avanti sul candidato del partito Ridne Misto, Ihor Senchev, per 33,08% a 13,98%. Una percentuale molto simile a quella di un protocollo segreto, destinato alla Commissione Elettorale Territoriale del capoluogo della Tauria, intercettato da rappresentati di lista dell’opposizione il giorno prima del voto, e divulgato prontamente alle agenzie.

Le ultime rilevazioni prima delle consultazioni hanno certificato la vittoria di Senchev, e Sad’o in forte calo. Ciò nonostante, l’esponente del Partija Rehioniv cercherebbe in ogni modo la riconferma, per sfuggire a denuncie di corruzione già depositate a suo carico.

Sorride al partito del potere Dnipropetrovs’k. Qui, infatti, Ivan Kulichenko sarebbe stato riconfermato con il 40,1% dei consensi, contro l’esponente di Ucraina del Futuro, Svjatoslav Olijnyk, con il 16,1%. Nessuna sorpresa nemmeno a Luhans’k, dove il Partija Rehioniv ha dovuto fronteggiare l’opposizione dei comunisti, alleati di governo in Parlamento. Il sindaco uscente, Serhij Kravchenko, avrebbe sconfitto il candidato della Kompartija, il Deputato Spyrydon Kilinkarov, per 40,9% a 34,2%.

Significativa, tuttavia, l’affluenza, non all’altezza della media della regione nelle passate elezioni. Un dato che testimonierebbe una flessione del consenso nei confronti del Partija Rehioniv, in quella che è la sua roccaforte.

Svoboda incrementa

Il capo di Svoboda, Oleh Tjahnybok

Simile parallelo può essere fatto per la regione di Leopoli, culla di voti per Bat’kivshchyna. A causa di liste-clone, presentate da transfughi, dimissionati per essere passati alla Rada tra le file della maggioranza, il partito di Julija Tymoshenko non ha potuto presentarsi nella città delle cinque culture.

Un vacuum che, se, da un lato, non ha impedito la rielezione del candidato arancione Andrij Sadovyj – appoggiato dal Partito Cristiano Repubblicano – sul regionale Petro Pysarchyk, dall’altro ha causato la polarizzazione del voto nei confronti di quelle forze politiche più radicali nell’opposizione a Janukovych. In primis, il partito patriottico Svoboda, stimato, nel capoluogo della Galizia, al 34%. Un risultato considerevole, che rilancerebbe anche in chiave nazionale la forza di Oleh Tjahnybok.

Se confermata, la situazione degli exit-pool certificherebbe vittorie significative per l’Opposizione Democratica, abile a battere il Partija Rehioniv in alcune delle sue roccaforti. Ciò nonostante, i dati finora divulgati sono il frutto di interviste effettuate presso i seggi durante le operazioni di voto.

Ed i casi di falsificazioni, registrati prima e dopo le consultazioni, potrebbero stravolgere i risultati dei sondaggi post-elettorali.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: IL TEST PER LA DEMOCRAZIA AL VIA SENZA L’OPPOSIZIONE NELLE SUE ROCCAFORTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 31, 2010

Irregolarità e ricorsi alla vigilia del voto locale. Bat’kivshchyna esclusa dalla corsa nelle roccaforti di Kyiv e Leopoli

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Urne aperte in Ucraina. Per la priva volta dall’Indipendenza, gli ucraini sono chiamati a rinnovare le amministrazioni regionali, provinciali, cittadine e locali, con un sistema misto proporzionale-maggioritario. Solo per i piccoli centri di campagna, è previsto il maggioritario puro. Candidati a sindaco e consiglieri possono essere solo presentati da partiti registrati da più di un anno. Non da blocchi, alleanze e forze partitiche costituitesi da meno di 365 giorni.

Un vero e proprio test per la tenuta della democrazia in Ucraina, dopo una distribuzione iniqua dei rappresentati nelle Commissioni Elettorali Locali – a favore della maggioranza – e pressioni su media indipendenti, giornalisti ed esponenti delle opposizioni. Non a caso, 1913 sono gli osservatori ufficiali dispiegati. Una cifra altissima per una consultazione amministrativa.

Bat’kivshchyna esclusa a Kyiv. A Leopoli corre il suo clone

A ridosso dell’apertura dei seggi, gli ultimi scandali. La Commissione Elettorale di Kyiv ha escluso dalla competizione la lista-clone del principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna. Senza, tuttavia, riammettere quella originale. Una farsa, come commentato dal coordinatore locale, Kostjantyn Bondarjev, che ha impedito alla lista favorita dai sondaggi di prendere parte al voto.

Lecito ricordare che il clone di Bat’kivshchyna è stato presentato dall’ex segretario regionale, Volodymyr Majbozhenko, dimissionato da un congresso interno per essere passato tra le fila del Partija Rehioniv – il partito, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. Tuttavia, la Corte Locale si è rifiutata di riconoscere tale modifica, ed ha permesso al transfuga di depositare un propria lista di appoggio alla maggioranza, con il brand del principale partito di opposizione.

Ancor più tragica la situazione a Leopoli, dove il clone di Bat’kivshchyna è stato riammesso da una sentenza urgente della Corte Locale, che ha cancellato un precedente provvedimento della Commissione Elettorale leopoliense simile a quello approvato a Kyiv.

“In una delle roccaforti, al nostro partito è proibito di presentarsi agli elettori – ha illustrato il coordinatore locale, Roman Ilyk – una situazione anomala, che ha stupito anche la coordinatrice della missione di osservazione USA, Bena Barry”.

Dinnanzi a tuuto ciò, la Leader di Bat’kivshchyna, l’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha dichiarato che non riconoscerà l’esito del voto nelle due città, ed ha invitato il proprio elettorato a votare contro tutti, dal momento in cui nessuna delle altre forze politiche si è attivata in sua difesa. Unica eccezione, il Narodnyj Rukh, disposto a candidare esponenti Bat’kivshchyna nelle proprie liste per garantire la libertà di scelta ai leopoliensi.

Il protocollo di Kherson. Le schede di Kharkiv

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Medesimo scenario potrebbe verificarsi anche a Kherson. Dove, nella giornata di sabato, 30 ottobre, è stato pervenuto un protocollo contenente, nel dettaglio, i risultati delle votazioni per il consiglio comunale. Con tanto di percentuali, schede bianche e nulle.

Il documento, indirizzato alla Commissione Elettorale Territoriale, attesta una comoda vittoria al candidato del Partija Rehioniv, Volodymyr Sad’o, altresì dato per sconfitto da tutte le rilevazioni sociologiche precedenti. Alla luce dello scandalo, il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Jurij Odarchenko, ha esposto ricorso alla Procura Generale.

In dubbio anche il riconoscimento delle votazioni a Kharkiv. Qui, in una tipografia non-autorizzata, è stata scoperta la stampa di schede elettorali in sovrannumero. Il misfatto, in piena violazione della legge, è stato giustificato dalle Autorità come una misura per evitare disguidi dell’ultimo istante. Ciò nonostante, casi simili sono stati individuati anche ad Ivano-Frankivs’k, ed in altre città del Paese.

La mobilitazione internazionale

Oltre a quella di Julija Tymoshenko, anche altre forze dell’opposizione sarebbero state colpite da provvedimenti ingiusti. Il partito Za Ukrajinu ha denunciato l’esclusione dei suoi rappresentanti di lista dalla Commissione Elettorale Locale di Ternopil’. Simile trattamento, a Leopoli, per quelli di Nasha Ukrajina. Il candidato sindaco di Donec’k del Centro Unito, infine, è stato arrestato a pochi giorni dal voto.

Tuttavia, la principale concentrazione di osservatori internazionali è presente ad Odessa, dove la campagna elettorale si è tinta persino di antisemitismo. Come denunciato dall’esponente del partito Spravedlyvist’, Valerij Pesec’kyj, la candidata del Partija Rehioniv, Oleksija Kostusjeva, avrebbe fatto distribuire presso scuole ed edifici pubblici materiali in cui si invita a non votare il principale avversario, il sindaco uscente, Eduard Hurbic – supportato dal Front Zmin di Arsenij Jacenjuk – in quanto ebreo.

Gli exit-pool sono previsti immediatamente dopo la chiusura dei seggi, alle 22 locali. I primi risultati certi, nella giornata di lunedì, 1 novembre.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: LA PROVA DEI BROGLI SPUNTA ALLA VIGILIA DEL VOTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 30, 2010

Intercettato un documento con l’indicazione precisa dell’esito della consultazione a Kherson. In dubbio anche l’elezione per la regione di Kyiv

Il candidato sindaco di Kherson del partito Ridne Misto, Ihor Semenchev, favorito nei sondaggi

A Kherson, i risultati già si sanno. Il fatto, inspiegabile secondo le regole della democrazia, si è verificato nella città della Tauria, sabato, 30 ottobre. Come riportato dall’autorevole agenzia UNIAN, il comitato degli Elettori dell’Ucraina ha ricevuto un protocollo, destinato alla Commissione Elettorale Territoriale, in cui sono riportati vincitori e vinti della competizione del giorno successivo. Con tanto di percentuali di consenso, schede bianche e nulle.

“Qualora i dati del documento corrispondessero con il risultato dello spoglio – ha dichiarato il capo dell’organizzazione Scelta Sociale di Kherson, Ihor Trubajev – avremmo dinnanzi a noi la prova della falsificazione dell’elezione. Essa – ha continuato – si sommerebbe alle pressioni sui candidati delle opposizioni, ed alle azioni di disturbo dell’operato di giornalisti e media indipendenti”.

Parole forti, che troverebbero giustificazione nella testimonianza dell’esperto del Centro della Politica Regionale, Anatolij Lazarenko, che ha evidenziato come, a Kherson, durante la campagna elettorale la presenza del Presidente, Viktor Janukovych, e del Primo Ministro, Mykola Azarov, è stata particolarmente pressante.

Il candidato del loro partito, Volodymyr Sad’o, in cerca di riconferma, avrebbe peccato di mancanza di polso, e si sarebbe fatto scoprire coinvolto in diversi casi di corruzione. Per questa ragione, il Partija Rehioniv avrebbe estrema necessità di un buon risultato.

Infatti, stando al protocollo, Sad’o vincerebbe con il 31,54%, e staccherebbe di una decina di punti il principale avversario, il candidato del Partito Ridne Misto, Ihor Semenchev. Dati in controtendenza con le ultime rilevazioni sociologiche. Che, altresì, hanno testimoniato un crollo dei consensi per l’attuale sindaco.

Dubbio anche a Kyiv

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Oltre a quelli del capoluogo della Tauria, a non essere accettati potrebbero essere anche i risultati della Capitale. Come riportato dall’agenzia Interfax, il Capo della Commissione Elettorale Centrale, Zhanna Usenko-Chorna, ha minacciato la messa in discussione degli esiti del voto della regione di Kyiv.

Motivazione, la presenza della lista-clone del principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, presentata dall’ex segretario provinciale, Volodymyr Majbozhenko. Dimissionato, da regolare votazione interna, per essere passato, alla Rada, tra le fila della maggioranza.

Lecito ricordare che, la scorsa estate, la Corte Locale della capitale si è rifiutata di riconoscere il nuovo assetto di Bat’kivshchyna, ed ha permesso al transfuga di mantenere la titolarità del brand, e registrare una propria lista, vicina al Partija Rehioniv, con il nome del soggetto politico dell’opposizione.

Dinnanzi a tutto ciò, la Leader di Bat’kivshchyna, Julija Tymoshenko, ha dichiarato che non riconoscerà l’esito delle consultazioni nella regione di Kyiv. Ed anche in quelle di Leopoli e Ternopil’, dove simili liste-clone sono state presentate.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: I POPOLARI EUROPEI DENUNCIANO IRREGOLARITA’

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 30, 2010

Il Partito Popolare Europeo invita a considerare le infrazioni del codice democratico, con cui le Autorità ucraine hanno organizzato il voto locale di Domenica, 31 ottobre. A Odessa, casi di antisemitismo

Il coordinatore per la politica estera del PPE, Elmar Brok

L’UE dorme. Il PPE, no. Nella giornata di venerdì, 29 ottobre, il Partito Popolare Europeo ha diffuso una nota, con la quale ha invitato la comunità internazionale a prendere atto dell’assenza di democrazia in Ucraina.

In particolare, il documento, firmato dal coordinatore per la politica estera, Elmar Brok, riporta una severa analisi dell’operato del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, alla vigilia di elezioni amministrative, cruciali per testare lo stato di maturità democratica di Kyiv.

A turbare maggiormente la principale forza politica dell’Europarlamento, le continue pressioni su attivisti di ONG, partiti dell’Opposizione Democratica, e media indipendenti, l’estromissione arbitraria di candidati di forze non-governative dalla competizione, ed altre forme di manipolazione del voto.

“Le Autorità ucraine non si sono dimostrate all’altezza – riporta la nota – e l’operato dei funzionari statali non ci permette di ritenere le elezioni in linea con gli standard democratici. Siamo preoccupati – ha continuato Brok – dinnanzi all’iniqua distribuzione dei membri delle Commissioni Elettorali Locali, ed alla comparsa di liste-clone di Bat’kivshchyna [il principale partito dell’Opposizione Democratica, guidato da Julija Tymoshenko, n.d.a.] nelle regioni di Kyiv, Leopoli, Ternopil’ e Luhans’k”.

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Un allarme lanciato a poche ore da quello del vice Leader della stessa Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov. Il quale, in una conferenza stampa, ha dichiarato l’apertura di una linea telefonica diretta, per comunicare tempestivamente ogni infrazione del regolamento elettorale durante le operazioni di voto e spoglio.

Deriva antisemita

Nel frattempo, la campagna elettorale si è macchiata di un caso di antisemitismo. Ad Odessa, sempre venerdì, 29 ottobre, il candidato sindaco del partito Solidarnist’ ha denunciato di propaganda antisemita il concorrente del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Nella nota, riportata dall’agenzia UNIAN, e corredata da video e fotografie, Oleksija Kostusjeva è tacciata di xenofobia per avere distribuito, dinnanzi a scuole ed edifici pubblici, materiale in cui si invitano gli odessini a non sostenere, in quanto ebreo, l’attuale Primo Cittadino, Eduard Hurbic.

“E’ una vergogna per la città più tollerante dell’ex-URSS – ha dichiarato l’autore della denuncia, Valerij Pesec’kyj – l’articolo 53 del regolamento per le consultazioni amministrative vieta, durante la campagna, ogni riferimento a razza ed etnia. Ed il 52, il coinvolgimento, attivo e passivo, di minorenni”.

Matteo Cazzulani

L’EUROPA CRITICA JANUKOVYCH. L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICADI NUOVO COLPITA

Posted in Caso Gongadze, Ukraina by matteocazzulani on September 21, 2010

Bruxelles condanna lo stato di democrazia e libertà in Ucraina. Kyiv rassicura, ma continua a contrastare l’opposizione: Turchynov convocato in procura, registrate le liste-civetta di Bat’kivshyna. La forza politica: “elezioni falsate e media imbavagliati. L‘Europa ci aiuti”.    

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Sterili parole contro fatti concreti. A poco è servita la presa di posizione dell’Unione Europea in merito allo stato della libertà di stampa e della democrazia in Ucraina, diffusa con un apposita nota nella giornata di lunedì, 20 settembre. Ad essa, le autorità di Kyiv hanno risposto registrando le liste-clone del principale partito di opposizione, e convocando in procura uno dei suoi maggiori esponenti.    

Una vera e propria strigliata quella di Bruxelles, con cui il Vecchio continente ha condannato l’operato della nuova amministrazione ucraina. In particolare, a provocare il sussulto europeo è stata la chiusura delle indagini sull’omicidio del giornalista di opposizione Georgij Gongadze – avvenuto nel 2000, di cui è stato incolpato un ex ministro, poi suicidatosi – e la sparizione del direttore di una testata locale della città di Kharkiv, Vasyl’ Klyment’ev, critico nei confronti delle autorità.    

“Ricordiamo le parole del presidente Viktor Janukovych – riporta il documento – con le quali, lo scorso maggio, si è impegnato a rispettare il lavoro dei giornalisti, a non interferire nell’attività dei media, e a garantire il sistema multipartitico ucraino. Siamo sempre pronti al dialogo e ad aiutare Kyiv nell’adattamento delle sue regole agli standard europei. Ma le crescenti pressioni sui media ci turbano. A riguardo, chiediamo chiarezza”.    

Janukovych ha risposto direttamente al Consiglio d‘Europa, rigettando ogni accusa di intromissione nell’operato dei mezzi di informazione, e sincerando Bruxelles circa la sua volontà di tutelare lo sviluppo democratico del Paese, intrapreso da circa cinque anni. Ciò nonostante, la pressione sull’Opposizione ha vissuto l’ennesimo suo capitolo.    

Turchynov di nuovo in procura    

Il braccio destro di Julija Tymoshenko, Oleksandr Turchynov

Lo stesso lunedì, 20 settembre, i servizi segreti hanno convocato per un interrogatorio l’ex vicepremier, Oleksandr Turchynov. Il braccio destro della leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, era impegnato per un tour elettorale nelle campagne del Paese, in vista delle prossime amministrative del 31 ottobre. Convocato di urgenza – per la seconda volta in un mese – è stato costretto ad interrompere la sua attività politica, cancellare gli impegni e rinetrare nella capitale.    

“Mi hanno posto le medesime domande – ha evidenziato alla stampa – a cui ho dato le stesse risposte. La motivazione della convocazione non mi è stata data, e, ad ora, mi è ignota. Deduco – ha continuato – che sia l’ennesimo tentativo delle autorità di intralciare il lavoro di un dirigente di partito dell’Opposizione. E di colpire una personalità vicina all’ex premier”.    

In effetti, da tempo circolano voci sul possibile arresto di Turchynov. Timore, peraltro, confermato dalla stessa Lady di Ferro ucraina, che dalla sconfitta elettorale dello scorso febbraio è già stata colpita dall’arresto di tre dei suoi collaboratori al tempo del premierato: l’ex vice capo di Naftohaz – il colosso ucraino del gas – Ihor Didenko, l’ex capo del controllo Statale di frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex ministro degli esteri, Bohdan Danylyshyn. Ma non è tutto.    

Accolte le liste-civetta    

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Nella medesima giornata, la Corte di Appello Amministrativa di Kyiv – una sorta di TAR del Lazio ucraino – ha riconosciuto la legalità delle liste-clone di Bat’kivshchyna, presentate, nelle Oblast’ di Leopoli e della capitale, da ex-coordinatori locali, espulsi per aver appoggiato in parlamento mozioni della maggioranza.    

Il membro della Commissione Elettorale Centrale Mykhajlo Okhendovskyj ha spiegato che la sua organizzazione riterrà legittime le liste approvate dal Ministero della Giustizia, intenzionato a rispettare la sentenza della Corte d‘appello. Dinnanzi a tale posizione, Bat‘kivshchyna ha ventilato l‘ipotesi di boicottare il voto laddove tali irregolarità sono state compiute.    

“I candidati di quelle liste sono illegittimi – ha denunciato il parlamentare del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Kostjantyn Bondarjev – non sono altro che personalità inserite dal Partija Rehioniv [il partito egemone nel Paese, a cui appartengono presidente, premier e quasi tutti i ministri, n.d.a.] che ha sostenuto la registrazione di liste-civetta con l’appoggio dei nostri ex-coordinatori locali”.    

L’appello di Bat’kivshchyna    

Julija Tymoshenko al vertice del PPE

Nella serata, l’ennesima reazione ufficiale di Bat’kivshchyna. Che, con una nota, ha richiesto l’intervento della comunità internazionale per interrompere la censura di cui la forza politica è continuamente vittima dall’inizio della campagna elettorale.    

“Ogni critica alle autorità – riporta il documento – da parte delle opposizioni è ignorata da certuni mezzi di informazione. Anche le critiche della comunità internazionale passano sotto silenzio. Ne è esempio la partecipazione di Julija Tymoshenko al summit del PPE, di cui in pochi hanno riportato la notizia, e sottolineato la rilevanza”.    

Lecito ricordare che, la scorsa settimana, il Partito Popolare Europeo – unico nel Vecchio Continente – ha espresso viva preoccupazione dinnanzi al peggioramento della situazione a Kyiv. E, con un’apposita risoluzione, ha promesso di sollevare la questione in seno al Consiglio d’Europa, esprimendo solidarietà a Bat’kivshchyna – suo partito membro – e alla sua leader, Julija Tymoshenko.    

Matteo Cazzulani

JANUKOVICH ELOGIATO DA BARROSO. IL SUO PARTITO LO CONTESTA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on September 14, 2010

Vertice bilaterale tra il presidente ucraino ed il capo dell’esecutivo europeo. Concordati progressi nelle relazioni bilaterali, aiuti economici, sviluppi nella collaborazione energetica. Barroso loda la ricerca di stabilità in Ucraina. Critiche dal Partito Popolare Europeo al suo leader: “A Kyiv non c’è democrazia. Solidarietà all’Opposizione Democratica”.

Sviluppo democratico, libertà di Parola, associazione con l’UE, riforme infrastrutturali, politica energetica. Questi i punti toccati dal presidente ucraino, Viktor Janukovych, nel corso della visita a Bruxelles di lunedì, 13 settembre. Per il Capo di Stato si è trattato di un ritorno, dal momento in cui la capitale UE è stata scelta come meta del suo primo viaggio di lavoro, lo scorso marzo . Questa volta, ad invitarlo è stato il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, per preparare il vertice UE-Ucraina in programma, sempre nella capitale belga, il prossimo novembre.

La cautela di Van Rompuy

A tale motivazione, si è aggiunta la volontà da parte delle autorità europee  di confrontarsi con Janukovych in merito allo stato della libertà di parola e della democrazia a Kyiv. Un punto su cui l’Europa non intende soprassedere, come spiegato il mese scorso dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, e ribadito da Herman Van Rompuy. Il Capo del Consiglio europeo  ha definito le elezioni amministrative del prossimo 31 ottobre come un banco di prova per sondare lo stato della democrazia ucraina, e per verificare quanto Kyiv sia ancora in grado di organizzare una consultazione elettorale in linea con gli standard europei, finora sempre rispettati dalla rivoluzione arancione del 2004.

“Abbiamo discusso – ha spiegato, a margine dei colloqui con il Capo di Stato ucraino – dell’indipendenza del sistema giudiziario ed affrontato il tema della libertà dei mezzi di informazione. Nel corso degli ultimi anni – ha continuato – la comunità internazionale ha riconosciuto i progressi compiuti da Kyiv nell’ambito dello sviluppo democratico. Ma – ha concluso – occorre progredire ulteriormente, e non abbandonare la via intrapresa da circa cinque anni”. 

Barroso nel pallone

Dal bastone alla carota. Successivamnte al cartellino giallo di Van Rompuy, Janukovych ha incontrato Barroso. I due, in un clima cordiale –  favorito dal pallone che il Capo di Stato ucraino ha regalato all’alta carica UE, noto appassionato di calcio – hanno confermato la volontà reciproca di lavorare per l’avvicinamento dell’Ucraina all’Unione Europea, sopratutto in ambito commerciale, economico ed energetico.

Come riportato da una nota congiunta, Janukovych e Barroso hanno fissato strette scadenze per la creazione di una zona di libero mercato, e per la semplificazione del regime dei visti. Inoltre, L’Unione Europea ha espresso soddisfazione per il nuovo corso della politica energetica di Kyiv, e promesso aiuti, pari a 610 milioni di euro, per la ristruturazione del sistema infrastrutturale energetico del Paese, con l’aggiunta di un prestito di 12 milioni di euro per lo sviluppo delle strutture ricettive della Crimea. Infine, i presidenti hanno sottolineato che l’avicinamento di Kyiv a Bruxelles non deve pregiudicare le buone relazioni con Mosca. Per questa ragione, l’integrazione dell’Ucraina nelle strutture continentali riguarderà solo il piano economico, e non politico, con l’ingresso, dal prossimo 24 settembre, di Kyiv nella Comunità Energetica Europea. 

Le promesse di Janukovych 

Soddisfatto Janukovych, che ha promesso per il futuro maggiore responsabilità sia nei confronti dell’UE, sopratutto in campo energetico – evitando ulteriori interruzioni alle forniture di gas, come verificatosi in passato – sia dinnanzi alla comunità internazionale, rispettando la sentenza dell’arbitrato di Stoccolma. Il quale, nonostante la scarsità di prove, ha obbligato Kyiv alla restituzione di 11 miliardi di metri cubi di gas ed al pagamento di un indennizzo di 5,5 miliardi di dollari a RosUkrEnergo: compagnia, registrata in Svizzera, di proprietà dell’oligarca ucraino Dmytro Firtash, controllata per il 50% dal monopolista energetico russo Gazprom, incaricata di vendere il gas turkmeno al colosso energetico ucraino Naftohaz.

“Mai più in futuro – ha affermato Janukovych – si ripeteranno dissapori con la Russia. L’Ucraina è pronta a farsi carico delle proprie responsabilità, e a riconoscere il suo ruolo di Paese di transito del gas da Mosca a Bruxelles. Per questa ragione – ha aggiunto – auspico uno sforzo comune di Federazione Russa ed Unione Europea per ristrutturare il sistema infrastrutturale energetico ucraino. Quanto alla decisione dell’arbitrato di Stoccolma – ha concluso – Naftohaz rispetterà la legislazione internazionale, e restituirà a RosUkrEnergo la cifra e la quantità di gas stabilita”.

Barroso e la Russia

Semaforo verde da parte di Barroso, che ha confermato l’interesse di Bruxelles di compartecipare alla ristrutturazione dei gasdotti ucraini. A tale pro, ed in merito alle altre richieste di Janukovych, ha preannunciato importanti passi in avanti in occasione del prossimo vertice UE-Ucraina. Infine, ha spiegato come la stabilizzazione delle relazioni tra Kyiv e Bruxelles sia propedeutico per un buon vicinato con Mosca, con cui l’Europa intende collaborare sempre più strettamente.

“Crediamo – ha spiegato il Capo dell’esecutivo continentale – che la Russia è un partner importantissimo per Bruxelles. E viceversa. Tutto ciò che permette il dialogo e la collaborazuione con la Federazione Russa, per noi, è bene. Anche una più stretta partnership con l’Ucraina”.

Il PPE attento sullo stato della democrazia a Kyiv

Euforia placata già il giorno successivo. A raffreddare l’ardore di Barroso, la sua stessa forza politica, il Partito Popolare Europeo, che nella giornata di martedi, 14 settembre, ha espresso forse perplessità circa lo stato della Democrazia in Ucraina, de facto, smentendo il Presidente della Commissione. Con una apposita risoluzione, il PPE ha condannato la condotta del Ministero della Giustizia ucraino, che nelle oblast’ di Kyiv, Luhans’k e Leopoli si è rifiutato di registrare il cambio dei vertici locali di Bat’kivshchyna – il principale partito di opposizione, guidato dall’ex premier, Julija Tymoshenko – rendendone, ex lege, impossibile la partecipazione alla prossime elezioni amministrative.

Dinnanzi a tale situazione, la principale forza politica dell’Europarlamento si è appellata a Janukovych, ed al governo Azarov, affinché le autorità di Kyiv arrestino le continue intromissioni negli affari interni alle Opposizioni, bollate come antidemocratiche ed autoritarie. Infine, la risoluzione esprime profondo turbamento dinnanzi alle crescenti infrazioni della Libertà di parola. In particolare, in seguito alla decisione del tribunale amministrativo di Kyiv – una sorta di TAR del Lazio – di sottrarre frequenze, legittimamwnte ottenute, alle reti televisive indipendenti 5.Kanal e TVI, in favore del circuito Inter, di proprietà del Capo dei Sevizi segreti, Valerij Khoroshovs’kyj.

“Il partito popolare Europeo – riporta la nota – condanna l’intromissione negli affari interni alle forze politiche dell’Opposizione ucraina, con lo scopo di renderne impossibile la partecipazione alle prossime elezioni amministrative in diverse regioni. Il PPE – continua la risoluzione – esprime piena e decisa solidarietà a Bat’kivshchyna, Nasha Ukrajina e al Narodnyj Rukh: partiti appartenenti alla famiglia dei popolari. E, in particolare, alla leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko”.

Matteo Cazzulani