LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’OCCIDENTE VERSO LE SANZIONI PER YANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 16, 2014

Al Parlamento Europeo apprezzata la dimostrazione di supporto per l’Europa da parte dei manifestanti ucraini. La Commissione Esteri del Senato degli Stati Uniti d’America per il rispetto della democrazia e della libertà in Ucraina

Sanzioni, democrazia ed esempio di mobilitazione per la Libertà ed i Diritti sono i concetti sull’Ucraina su cui hanno dibattuto il Parlamento Europeo e il Senato degli Stati Uniti d’America. Nella giornata di martedì, 14 Gennaio, il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha evidenziato come la manifestazione per l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea renda chiaro l’attaccamento all’Europa di un popolo che, finora, è rimasto escluso dalle strutture politiche continentali.

Intervenuto durante la Seduta Plenaria del Parlamento Europeo, Barroso, che è anche esponente del Partito Popolare Europeo, ha sottolineato come la manifestazione pacifica degli ucraini in supporto all’integrazione europea sia da prendere da esempio per tutti quegli euroscettici che, oggi, negli Stati UE dimostrato poca fiducia nell’Europa.

Il Capogruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, Hannes Swoboda, a sua volta ha illustrato come la mobilitazione degli ucraini in sostegno dell’Europa sia un segnale di vitalità civile che dimostra la precisa volontà geopolitica di un popolo.

Swoboda ha anche osservato come la richiesta di ingresso nell’UE degli ucraini siano valori ben più forti dei soldi che, invece, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha dimostrato di volere privilegiare sacrificando la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina ad un prestito di danaro dalla Russia.

Prima del dibattito al Parlamento Europeo, l’esponente popolare Michael Galer e il Vicepresidente del Parlamento Europeo, il progressista Gianni Pittella, hanno avanzato l’ipotesi di applicare sanzioni personali alle Autorità ucraine che sono responsabili della violazione dei Diritti Umani e della Democrazia.

Il tema della sanzioni è stato sollevato anche dal Vicesegretario di Stato USA con delega all’Europa, Victoria Nuland che, durante una sessione della Commissione Esteri del Senato dedicata all’Ucraina, mercoledi, 15 Gennaio, ha dichiarato che il Dipartimento di Stato sta lavorando sull’ipotesi di misure punitive nei confronti di alcune Autorità ucraine.

Il Vicesegretario di Stato, una democratica, ha anche sottolineato come gli USA si impegneranno affinché in Ucraina siamo ristabilite elezioni oneste e regolari, senza fare il tifo per nessun candidato, ed ha evidenziato come anche la questione del rilascio della Leader dell’opposizione ucraina Yulia Tymoshenko dalla detenzione politica a cui è costretta dall’Agosto 2011 sia una questione ancora aperta.

La Nuland ha anche apprezzato la mobilitazione pacifica degli ucraini, ed ha invitato l’Ucraina a rinnovare la partnership con il Fondo Monetario Internazionale per evitare di dipendere dai prestiti della Russia.

L’ex-Consigliere per la politica estera del Presidente Carter, Zbigniew Brzezinski, ha criticato la propaganda del Capo di Stato russo, Vladimir Putin, che presenta gli ucraini come etnicamente russi, quando invece le radici dell’Ucraina risalgono alla Rus di Kyiv: entità statale traducibile correttamente in italiano come Rutenia, che non va confusa con la Russia.

Intervenuto durante la seduta, Brzezinski, un democratico di origine polacca che ha tra i primi ha sostenuto la Corsa alle Primarie democratiche dell’attuale Presidente USA, Barack Obama, ha anche evidenziato come la mobilitazione degli ucraini sia la dimostrazione della consapevolezza nazionale di un popolo che rivendica la sua appartenenza all’Europa.

L’ex-Consigliere del Presidente Carter ha anche sottolineato come per l’opposizione ucraina sia necessario trovare un unico candidato per battere Yanukovych, che teme elezioni libere e regolari perché consapevole di perdere.

Infine, il Senatore repubblicano John McCain ha invitato gli USA a non lasciare soli gli ucraini con i loro problemi.

L’ex avversario di Obama nella corsa alla Casa Bianca del 2008 ha anche sottolineato come Yanukovych sia un Capo di Stato che si avvale del potere solo per arricchirsi.

Kyiv lontana dal rispetto della democrazia

Con il pestaggio a sangue del noto dissidente Yuri Lutsenko e della giornalista indipendente Tetyana Chornovol, e, prima ancora, con le repressioni nei confronti dei manifestanti non violenti che dimostrano in sostegno all’integrazione dell’Ucraina in Europa a Kyiv dallo scorso 21 Novembre, il Presidente Yanukovych ha dimostrato di non essere in grado di rispettare principi su cui l’Europa si basa, quali Democrazia e Libertà.

A questi fatti si sommano le detenzioni politiche a carico di un centinaio di esponenti dell’opposizione -tra cui la Tymoshenko- dopo processi riconosciuti come irregolari da parte degli osservatori internazionali, la limitazione della Libertà di Stampa, le minacce alla Chiesa Greco-cattolica per avere celebrato messe durante le manifestazioni in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina in Europa, l’esautorazione dei poteri del Parlamento a vantaggio del Presidente, e la falsificazione delle Elezioni Amministrative del 2010 e di quelle Parlamentari del 2012.

Ripetute sono già state le condanne a Yanukovych inviate dal Parlamento Europeo, dalla Commissione Europea, dal Congresso USA e dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: YANUKOVYCH MINACCIA LA CHIESA GRECO-CATTOLICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 14, 2014

Il Viceministro degli Interni, Tymofy Kokhan, invita il Capo dei Greco-cattolici, l’Arcivescovo Svyatoslav Shevchuk, a non fornire assistenza spirituale durante le manifestazioni che, dal 21 Novembre scorso, hanno radunato in piazza a Kyiv un milione di persone. Papa Francesco prega per l’Unità e la Pace degli ucraini

Non solo protestare ed esprimere il proprio dissenso, nell’Ucraina del Presidente Viktor Yanukovych è vietato anche pregare. Nella giornata di lunedì, 13 Gennaio, il Capo della Chiesa Greco-cattolica, l’Arcivescovo Svyatoslav Shevchuk, ha reso noto di avere ricevuto agli inizi di Gennaio da parte del Viceministro degli Interni, Tymofy Kokhan, il divieto di organizzare preghiere sul Maydan durante le manifestazioni in sostegno all’integrazione dell’Ucraina in Europa.

Durante una conferenza stampa convocata ad hoc per illustrare il fatto, l’Arcivescovo Shevchuk ha evidenziato come il Ministero degli Interni abbia anche invitato il clero greco-cattolico a non partecipare alle dimostrazioni, nemmeno da privati cittadini, a non costruire cappelle per permettere ai fedeli che prendono parte alle dimostrazioni pacifiche di potere pregare, e a non organizzare Messe e Processioni senza il permesso delle Autorità.

In risposta, l’Arcivescovo Shevchuk, che si è detto preoccupato per la presa di posizione delle Autorità ucraine, ha sottolineato come la preghiera sia particolarmente necessaria per colmare il crescente malcontento del popolo ucraino nei confronti della Autorità, con cui, ad oggi, il dialogo è quasi assente.

La minaccia alla Chiesa Greco-cattolica è una risposta del Presidente Yanukovych al messaggio di vicinanza che, quattro giorni, fa è stato mandato agli ucraini da Papa Francesco, che, tramite il Nunzio Apostolico di Kyiv, ha espresso la sua preghiera per l’unità e la pace di tutto il popolo ucraino.

Del resto, il legame tra Papa Francesco e l’Arcivescovo Shevchuk è molto stretto fin da quando l’attuale Capo della Chiesa Greco-cattolica era alle dipendenze dell’allora Cardinale Bergoglio a Buenos Aires come guida dei greco-cattolici di Argentina.

Oltre che l’apertura delle ostilità diplomatiche con il Vaticano, le minacce di Yanukovych alla Chiesa greco-cattolica rappresentano una mossa politica per indebolire uno dei principali enti che, assieme alla Comunità Ebraica di Ucraina, alle comunità musulmane, alla Chiesa Cattolica ucraina e a quella Ortodossa del Patriarcato di Kyiv hanno da sempre sostenuto l’unità degli ucraini e l’integrazione dell’Ucraina in Europa.

La presa di posizione delle Chiese ucraine è stata necessaria per fronteggiare la feroce campagna di supporto delle idee della Russia di Putin, contrarie ad ogni avvicinamento dell’Ucraina all’Europa e ad ogni tentativo di rappacificazione interna di tutti gli ucraini, da parte del Capo della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca, il Patriarca Cirillo, che non ha mai lesinato di affrontare temi politici durante le sue visite pastorali.

L’Ucraina è sempre più una dittatura

Oltre che un’attacco ad un’Istituzione religiosa in un Paese in cui le Chiese esercitano un forte ruolo di attrazione sociale e politica, le minacce di Yanukovych alla Chiesa Greco-cattolica pongono anche un problema di Libertà Religiosa in Ucraina, che si somma al mancato rispetto della Libertà di Stampa, dei Diritti Umani, del diritto di opposizione e, più in generale, della Democrazia.

Lo stop imposto alla Chiesa Greco-cattolica -un fatto che non vede precedenti dalla delegalizzazione del 1946 operata da Stalin- si somma al pestaggio di oppositori e giornalisti -tra cui Tetyana Chornovol e l’ex-Ministro degli Interni Yuri Lutsenko- ai processi politici a un centinaio di dissidenti -tra cui l’ex-Premier Yulia Tymoshenko- ai brogli operati durante le Elezioni Amministrative del 2010 e quelle Parlamentari del 2012, all’esautorazione dei poteri del Parlamento in favore di quelli del Presidente, e alle ripetute pressioni su stampa ed organi di informazione indipendenti.

Matteo Cazzulani

PS: Da cattolico credente e praticante ritengo poco opportuno trattare di Papa Francesco come un personaggio politico, anche se il dovere di cronaca mi ha costretto a questa non voluta banalizzazione. Sia chiaro che, per me, il Santo Padre ha oggi una missione ben più importante che litigare con un dittatorello post sovietico -posto che sia opportuno condannarne le malefatte, anche se, come ci ha detto proprio il Papa, noi non siamo nessuno per giudicare-: dare Fede e Speranza ad un’umanità persa in se stessa, demoralizzata e stanca di se stessa.

IN UCRAINA PICCHIATO A SANGUE PURE L’EX-MINISTRO LUTSENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 11, 2014

Uno dei Leader della protesta per l’integrazione ucraina in Europa ridotto in rianimazione con un trauma cranico dopo avere subito la carica delle forze speciali di polizia Berkut. Prima di lui, altre decine di dimostranti, oppositori e giornalisti malmenati dagli agenti

È stato uno dei cento dissidenti ad essere incarcerato dopo un processo politico per via della sua appartenenza all’opposizione, durante la detenzione ha subito violenze di ogni genere, e, oggi, è la vittima più recente della repressione violenta sui manifestanti in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina in Europa. Nella notte di sabato, 11 Gennaio, uno dei principali Leader dell’opposizione Ucraina, l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko, è stato picchiato a sangue dalle forze speciali di polizia Berkut, ed è ora ridotto in rianimazione con un forte trauma cranico.

Come testimoniato dalla moglie Iryna, Lutsenko è stato ripetutamente picchiato fino a quando non ha perso conoscenza. Pronti sono stati i soccorsi che hanno consentito all’oppositore ucraino un ricovero che ha impedito l’aggravarsi della situazione.

Sempre secondo quanto dichiarato dalla moglie, l’ex-Ministro degli Interni stava cercando di sedare il tentativo dei Berkut di caricare la folla di manifestanti pacifici che, presso un tribunale periferico di Kyiv, stata manifestando pacificamente contro l’ennesima condanna politica di tre attivisti dell’opposizione.

Lutsenko è uno dei più di cento oppositori arrestati dal 2010 dopo processi irregolari ed arbitrari, come riconosciuto dagli osservatori internazionali indipendenti. Per Lutsenko, la reclusione nel carcere, avvenuta il 26 Dicembre 2010 -due anni prima che il verdetto di condanna fosse emanato- è stata caratterizzata da ripetute violenze, come l’alimentazione forzata, e dall’impossibilita di curare una forte epatite per via delle restrizioni imposte dalle Autorità carcerarie.

L’esponente dell’opposizione è stato liberato il 3 Aprile 2013 dopo forti pressioni da parte di Unione Europea, Stati Uniti d’America e Canada che, tuttavia, non sono riusciti a portare a termine né la detenzione politica della Leader del dissenso Yulia Tymoshenko -arrestata il 5 Agosto 2011: prima che un verdetto irregolare la condannasse per la firma di accordi energetici sconvenienti- né di quella di un altro centinaio di attivisti detenuti dopo processi palesemente irregolari.

La violenza su Lutsenko è l’ennesima di una serie che, sempre sabato 11 Gennaio, ha coinvolto un altro manifestante. Prima ancora, tra le vittime della repressione violenta sono finiti altri manifestanti -incluso donne e bambini- politici dell’opposizione e giornalisti, tra cui, lo scorso 24 Dicembre, la cronista indipendente Tetyana Chornovol.

Sanzioni subito per chi non rispetta la democrazia a Kyiv

Con la repressione violenta del dissenso, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha raggiunto livelli di intolleranza politica che mai si sono verificati dall’Indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.

Il rifiuto del dialogo e della tolleranza del dissenso va di pari passo con la scelta di Yanukovych di rompere le relazioni con l’Europa e rifiutare la firma dell’Accordo di Associazione: Documento che avrebbe integrato l’economia Ucraina nel mercato unico europeo.

La rottura con l’Europa da parte del Presidente ucraino, a cui sono seguiti accordi energetici che costringono l’Ucraina a cedere parti importanti della sua sovranità politica alla Russia di Putin, ha originato la manifestazione pacifica di un milione di persone che, pacificamente e sotto le bandiere dell’UE, hanno richiesto per il loro Paese giustizia, indipendenza ed integrazione nell’Europa della pace, del progresso e della libertà.

Proprio l’Europa non può tollerare che un popolo europeo per storia, cultura e tradizioni come quello ucraino -sopratutto in un Paese fondamentale per la sicurezza energetica e geopolitica dell’UE come l’Ucraina- sia ridotto in schiavitù da un regime poliziesco.

Oltre che per le violenze su manifestanti, politici e giornalisti, e per i più di cento processi selettivi celebrati per incarcerare oppositori, la Presidenza Yanukovych, iniziata nel Marzo 2010, si è contraddistinta anche per l’esautorazione de poteri del Parlamento, la progressiva limitazione della libertà di stampa, e la falsificazione delle Elezioni Amministrative del 2010 e di quelle Parlamentari del 2012.

Come dichiarato a Kyiv dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, e come votato dal Senato USA, è giunta l’ora di imporre sanzioni personali nei confronti di chi, in un’angolo d’Europa, è responsabile della violazione della Democrazia e dei Diritti Umani.

Dobbiamo contrastare queste nefandezze in ogni angolo della terra, perché la libertà del prossimo -in questo caso degli ucraini- è anche la nostra libertà.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: L’OPPOSIZIONE FARÀ LE PRIMARIE PER IL CANDIDATO PRESIDENTE, MENTRE OBAMA E L’EUROPA PENSANO A SANZIONI SULLE AUTORITÀ UCRAINE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 7, 2014

La consultazione interna allo schieramento europeista necessaria per contrastare le repressioni del Partito delle Regioni del Presidente, Viktor Yanukoych. Tra i Candidati il Leader di UDAR, Vitaly Klichko, il Capo di Svoboda, Oleh Tyahnibok, il Segretario in pectore di Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, ed anche il Braccio Destro e la figlia di Yulia Tymoshenko.

Non solo Democratici e Repubblicani negli Stati Uniti d’America, il Partito Democratico in Italia, il Partito Socialista in Francia e la Piattaforma Civica in Polonia, anche l’Opposizione Democratica in Ucraina avrà le sue primarie per la selezione del candidato alla più alta carica dello Stato. Come dichiarato Domenica, 5 Gennaio, dal Leader in pectore del Partito di Opposizione Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, le tre forze del campo europeista ucraino candideranno i loro principali esponenti in maniera autonoma al Primo Turno delle Elezioni Presidenziali del 2015, per poi convogliare al secondo turno tutti i voti sul Candidato che avrà ottenuto maggiore consenso.

Più che dalla necessità di coinvolgere attivamente l’elettorato della coalizione filo-europea, la primaria dell’opposizione Ucraina è necessaria per evitare che sul candidato unico si abbatta la repressione del Partito delle Regioni del Presidente, Viktor Yanukovych, che ha già approvato Leggi restrittive della partecipazione di alcuni dei principali esponenti dello schieramento filo-europeo.

Favorito è il leader del Partito moderato UDAR, Vitaly Klichko: ex-campione di pugilato molto apprezzato nel Paese ed in Europa -è in buonissimi rapporti con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel-che, secondo tutti i sondaggi, sarebbe in grado di battere Yanukovych al secondo turno con un ampio vantaggio.

Proprio nei confronti di Klichko, che per allenarsi ha trascorso gli ultimi 15 anni in Germania, il Partito delle Regioni ha approvato in Parlamento una Legge che vieta il diritto di voto passivo a chi, negli ultimi 10 anni, non ha pagato le tasse in Ucraina: una vera e proprio provvedimento ad hoc votato in fretta per escludere il Leader di UDAR dalla consultazione elettorale presidenziale.

Tra i candidati resta aperto il discorso del Partito democratico-socialpopolare Batkivshchyna, che, in alternativa a Yatsenyuk, potrebbe presentare al Primo Turno anche Oleksander Turchynov se non addirittura Yevhenya Tymoshenko: rispettivamente il braccio destro e la figlia di Yulia Tymoshenko, la Leader dell’Opposizione ucraina arrestata nel 2011 dopo uno dei più di cento casi di giustizia selettiva attuati dal Presidente Yanukovych.

Terzo candidato è il Capo del Partito nazionalista Svoboda, Oleh Tyahnibok. Egli è il Candidato preferito da Yanukovych perché più radicale e meno entusiasta nei confronti dell’Europa -Svoboda si caratterizza per accenti anti-polacchi, contro alle Civil Union e all’integrazione razziale e religiosa- che, infatti, non è stato mai intaccato da nessun provvedimento restrittivo da parte del Presidente ucraino.

Finora, l’unico candidato certo alle prossime Elezioni Presidenziali ucraine è l’attuale Capo di Stato Yanukovych. “La differenza tra il Partito delle Regioni e l’Opposizione è la possibilità di scegliere direttamente il candidato Presidente -ha dichiarato Yatsenyuk- Così, impediremo alle Autorità di falsificare il voto”.

Ancora in forse resta l’effettivo svolgimento di Elezioni libere e regolari, dopo che le ultime due consultazioni -le Amministrative del 2010 e le Parlamentari del 2012- sono state falsificate, come confermato da tutti gli osservatori internazionali indipendenti.

Obama ha ricevuto i nomi su cui imporre sanzioni

Per contrastare il mancato rispetto della Libertà, ed anche le repressioni su politici dell’opposizione e violenze sui giornalisti, il Presidente USA, Barack Obama, sabato, 4 Gennaio, ha ricevuto dalla Comunità ucraina i nomi delle Autorità su cui imporre sanzioni.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, le sanzioni potrebbero interessare il Presidente Yanukovych e il Ministro degli Interni, Yuri Zakharchenko -che, come confermato dall’interessata, sono sospettati di essere i mandanti dell’aggressione che ha ridotto sulla sedia a rotelle la giornalista attivista in supporto dell’integrazione dell’Ucraina in Europa Tetyana Chornovil.

Tra le altre figure di rilievo, si da anche il nome del Capo del Consiglio Nazionale per la Sicurezza e la Difesa, Andriy Klyuyev, quello del Sindaco di Kharkiv, Hennady Kernes, e quello del Governatore della Regione di Kharkiv Mykhaylo Dobkin.

Come dichiarato a Kyiv dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, anche le Istituzioni Europee valuteranno l’imposizione di sanzioni personali sui visti Schengen e sui conti bancari delle Autorità ucraine responsabili della violazione dei Diritti Umani e della Democrazia.

Matteo Cazzulani