LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: USA E UE ADOTTANO UNA STRATEGIA COMUNE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 7, 2012

Stati Uniti d’America ed Unione Europea contestano la Russia monopolista, e riconoscono Ucraina, Azerbaijan e Turkmenistan come Paesi fondamentali per la diversificazione degli approvvigionamenti di oro blu per l’Europa. L’Italia conferma l’appoggio alla TAP. 

Il Commissario UE all'Energia, Gunther Oettinger

Il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger

La Russia va bene, ma solo se rispetta la libera concorrenza. Nella giornata di giovedì, 6 Dicembre, a Bruxelles, il Consiglio USA-UE, giunto alla sua quarta edizione, ha fortemente condannato il comportamento della Russia in ambito energetico.

Ill Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, e il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, hanno ritenuto che le relazioni energetiche tra l’Occidente e la Russia devono basarsi secondo i principi della trasparenza, della correttezza, e della parità.

Come riportato dall’agenzia UPI, i rappresentanti di USA e UE hanno inoltre ribadito come l’Ucraina e il Bacino del Caspio siano due regioni di cruciale importanza per la sicurezza energetica Europea.

Da un lato, Kyiv ha il compito di assicurare il transito della maggior parte del gas naturale che la Russia ad oggi esporta in Unione Europea. Per questa ragione, USA e UE hanno invitato ucraini e russi a stabilire relazioni energetiche basate sulla parità di condizioni.

D’altro canto, i Paesi del Bacino del Caspio rappresentano un importante serbatoio di gas naturale, da cui l’Unione Europea può attingere per diversificare le proprie forniture di gas.

Per diminuire la dipendenza dell’Europa dalle importazioni dalla Russia – che coprono il 40% del fabbisogno totale UE – Washington e Bruxelles hanno sostenuto la necessità di realizzare al più presto il Corridoio Meridionale.

Questo fascio di gasdotti è progettato per veicolare gas proveniente da Azerbaijan e Turkmenistan direttamente nel Vecchio Continente, senza transitare per il territorio russo, né dipendere da infrastrutture controllate da Mosca.

La dura posizione dell’Occidente nei confronti della Russia è dettata dalla politica energetica di Mosca.

Per mantenere l’egemonia energetica, e quindi politica, sul Vecchio Continente, il monopolista statale russo del gas, Gazprom, ha concesso sconti alle compagnie dell’Europa Occidentale in cambio dell’appoggio politico di Germania e Francia alle politiche energetiche della Russia.

In compenso, Gazprom ha imposto prezzi alti per le forniture di gas ai Paesi dell’Europa Centrale – Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Paesi Baltici – puniti per il loro sostegno al piano di diversificazione delle forniture energetiche varato dalla Commissione Europea.

Le posizioni espresse dal Consiglio USA-UE hanno ottenuto fin da subito reazioni positive. Sulla scia della posizione ufficiale espressa dal Governo Monti, l’Ambasciatore italiano in Azerbaijan, Mario Baldi, ha dichiarato il pieno sostegno del BelPaese alla realizzazione del Corridoio Meridionale.

Come riportato dall’agenzia Trend, Baldi ha evidenziato come l’Italia sia impegnata nella realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico – TAP: infrastruttura del Corridoio Meridionale, compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e da quella tedesca E.On, progettata per trasportare 21 miliardi di metri cubi di gas azero all’anno dal confine tra Turchia e Grecia fino in Puglia, in provincia di Brindisi, attraverso l’Albania.

Nella medesima giornata, nel corso del Forum Internazionale della Regione del Caspio di Istambul, il Capo dell’Amministrazione Presidenziale azera, Ali Hasanov, ha evidenziato come Azerbaijan e Turkmenistan possiedano riserve di gas naturale in grado di soddisfare il fabbisogno mondiale per i prossimi 200 anni.

Un ostacolo allo sfruttamento diretto delle riserve di gas naturale del Bacino del Caspio da parte dell’UE è sempre dettato dalla politica energetica della Russia.

Per bloccare la realizzazione del Corridoio Meridionale, ed aumentare la dipendenza dell’Europa dal gas russo, Mosca ha avviato, proprio il 7 Dicembre 2012, la costruzione del Southstream.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream, compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF, è concepito per veicolare in Austria 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Russia attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Contestato dall’Unione Europea, e dai Paesi dell’Europa Centrale, il Southstream è stato ideato nell’ambito della partnership di ferro tra il Presidente russo, Vladimir Putin, e l’ex Premier italiano, Silvio Berlusconi, ed ha ottenuto l’appoggio dell’ex-Capo di Stato francese, Nicolas Sarkozy, e di quello serbo, il filorusso Tomislav Nikolic.

Obama da una mano all’Europa con lo shale

Oltre che nell’ambito del gas naturale, è opportuno sottolineare come la partnership energetica tra USA e UE si stia rafforzando anche per quanto riguarda il gas shale.

Con l’avvio dello sfruttamento dello shale – gas estratto da rocce porose ubicate a bassa profondità – gli USA sono diventati in poco tempo il primo Paese esportatore di oro blu al Mondo.

Dopo avere stretto accordi per l’esportazione di gas liquefatto con India e Corea del Sud, Washington ha guardato all’Unione Europea come mercato ove collocare cospicue porzioni di LNG a prezzi più convenienti rispetto a quelli imposti dalla Russia per il gas naturale.

Cogliendo l’opportunità per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas, la Commissione Europea ha invitato i Paesi UE a costruire rigassificatori per importare lo shale statunitense, ed immetterlo nel sistema energetico del Vecchio Continente per abbattere la dipendenza dall’oro blu di Putin.

Matteo Cazzulani

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GAS: IL NABUCCO PERDE IL PARTNER DELLA GERMANIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 4, 2012

La compagnia tedesca RWE abbandona il gasdotto dalla verdiana denominazione per il lievitare dei costi e le incertezze sull’avvio della realizzazione. Si avvantaggia il progetto del Gasdotto Trans Adriatico per veicolare l’oro blu azero in Italia. 

I percorsi di Nabucco e Southstream

I percorsi di Nabucco e Southstream

I troppi costi e il prolungarsi delle operazioni di realizzazione hanno fatto che si i tedeschi abbiano abbandonato un progetto concepito per diversificare le forniture di gas dell’UE dalla Russia. Nella giornata di lunedì, 3 Dicembre, la compagnia energetica tedesca RWE ha dichiarato di voler abbandonare il consorzio deputato alla costruzione del Nabucco, e di vendere le sue azioni nel progetto alla compagnia austriaca OMV.

Come riportato da diversi media, tra cui il Financial Times, la ragione dell’abbandono della RWE è legata al lievitare dei costi e all’incertezza sulla data di avvio della costruzione dell’infrastruttura.

Il portale di informazione Natural Gas Europe ha evidenziato come la RWE non sia la prima compagnia ad avere espresso perplessità sul Nabucco. Nel Gennaio 2012, anche la compagnia ungherese MOL ha sollevato simili obiezioni ed ha minacciato l’uscita dal consorzio per la costruzione del gasdotto.

Il Nabucco è un gasdotto concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno proveniente da Azerbaijan e Turkmenistan dalla Turchia Occidentale all’Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Sul piano economico, il Nabucco è compartecipato alla pari dalla OMV, dalla MOL, dalla RWE, dalla compagnia romena Transgaz e dalla bulgara Bulgargaz. Dal punto di vista politico, il Nabucco è sostenuto dai governi di Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria, Turchia, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, e dalla Commissione Europea.

Proprio il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, alla Bloomberg ha dichiarato la necessità di importare il gas dall’Azerbaijan per diversificare le forniture di oro blu di cui l’Europa si serve per soddisfare il proprio fabbisogno di energia.

Ad oggi, il gas della Russia copre il 40% del bisogno totale dell’UE, e l’oro blu dell’Azerbaijan rappresenta una fonte di approvvigionamento supplementare e alternativa al monopolio di Mosca.

La crisi del Nabucco non significa automaticamente il fallimento dell’Europa sul piano energetico, né rappresenta una cattiva notizia per l’Italia. Per trasportare il gas azero in Europa, non è stato progettato solo il gasdotto dalla verdiana denominazione, ma anche il Gasdotto Trans Adriatico – TAP.

Concepita per trasportare 21 miliardi di metri cubi di gas azero dal confine tra Turchia e Grecia fino in Puglia, a Brindisi, attraverso l’Albania, la TAP garantirebbe all’Italia di diventare l’hub in Europa dell’oro blu proveniente dall’Azerbaijan, creando posti di lavoro e aumentando il prestigio del Belpaese nel Vecchio Continente.

Politicamente, il Gasdotto Trans Adriatico è supportato dai Governi di Italia, Grecia e Albania. Lunedì, 3 Dicembre, il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, ha dichiarato che il Governo Monti profonderà tutti gli sforzi necessari affinché la TAP sia realizzata e consenta all’UE di approvvigionarsi di gas azero.

Sostenuta economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla compagnia tedesca E.On, la TAP ha ottenuto l’interessamento anche del colosso britannico British Petroleum e della seconda compagnia energetica italiana Enel.

Il Southstream e la minaccia russa

Diversamente dall’Enel, e dall’orientamento politico del Governo Monti, il colosso energetico italiano ENI sostiene il Southstream: gasdotto progettato dal monopolista statale russo del gas Gazprom, in partnership anche con la compagnia tedesca Wintershall e la compagnia francese EDF, per rifornire l’Europa Sud-Occidentale e Balcanica di 63 Miliardi di metri cubi di gas della Russia all’anno.

Il Southstream aumenta la dipendenza dell’Europa dalle forniture russe, evita la diversificazione degli approvvigionamenti di gas da parte dell’UE, e blocca la realizzazione di Nabucco e TAP.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è un progetto politico della Russia di Putin, che è stato appoggiato dai Governi i Germania e Francia e da quello italiano di Silvio Berlusconi nonostante l’opposizione della Commissione Europea.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA ALLA CONQUISTA DELLA TURCHIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 28, 2012

Il monopolista russo del gas, Gazprom, aumenta le forniture di oro blu per le compagnie private turche. Mosca cerca di minare la posizione assunta da Ankara in favore della politica energetica della Commissione Europea.

Il sistema energetico della Turchia

 

Se la politica prende un certo corso, meglio affidarsi ai privati Nella giornata di martedì, 27 Novembre, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha firmato un importante accordo che aumenta le forniture di gas dalla Russia in Turchia.

Come riportato dalla Reuters, Gazprom ha varato un contratto trentennale per la vendita di 6 miliardi di metri cubi di gas all’anno con le compagnie private turche Akfel, Bosforus e Kibal, e di 23 anni con la Bati Hatti.

L’oro blu di Gazprom sarà inviato via terra tramite il Gasdotto Transbalcanico: infrastruttura, dalla portata complessiva di 14 Miliardi di metri cubi di gas, che passa attraverso Ucraina, Romania e Bulgaria, fino alla Turchia europea.

L’accordo tra il monopolista statale russo, controllato dal Cremlino, e le compagnie private turche rappresenta una precisa mossa strategica della Russia per aumentare la dipendenza della Turchia dalle forniture di Gazprom, già forti per via del gasdotto Blue Stream.

Quest’infrastruttura sottomarina, compartecipata da Gazprom, dal colosso italiano ENI, e dalla compagnia statale turca Botas, è stata costruita nel 2005 sul fondale del Mar Nero orientale per rifornire di 16 miliardi di metri cubi di gas russo la Penisola anatolica, e rende ancor oggi la Russia il primo fornitore di oro blu per la Turchia.

Il contratto tra Gazprom e le compagnie private turche permette inoltre alla Russia di porre un ultimatum alla Botas che, a causa di dispute sulle tariffe, dal 2011 non ha ancora rinnovato gli accordi per l’importazione di gas con il monopolista russo.

Il mantenimento di una Turchia fortemente dipendente dal gas russo ha per la Russia un obiettivo per più ampio dal punto di vista geopolitico.

Ankara è infatti un Paese cruciale per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas all’Europa, approntato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture di Gazprom, che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Dopo avere firmato con l’Azerbaijan un pre-accordo per l’importazione di 16 Miliardi di metri cubi di gas in Europa, la Commissione Europea ha varato il Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito per trasportare direttamente l’oro blu dal Bacino del Caspio nel Vecchio Continente.

Il ruolo della Turchia nel Corridoio Meridionale è di prim’ordine. Oltre che Paese di transito e di partenza delle tre condutture del Corridoio Meridionale, Ankara sostiene politicamente ed economicamente due dei gasdotti progettati per veicolare il gas azero in Europa.

Il Governo turco supporta il Gasdotto Transanatolico – TANAP: infrastruttura, compartecipata dal colosso azero SOCAR, da quello norvegese Statoil, da quello britannico British Petroleum, dalle compagnie turche Botas e TPAO, e dalla francese Total, che veicola il gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Georgia alle coste occidentali del Paese.

Ankara appoggia inoltre ufficialmente il Nabucco: gasdotto, compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, dalla bulgara Bulgargaz, e dalla tedesca RWE, concepito per veicolare il gas in Austria attraverso Turchia occidentale, Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Infine, la Turchia guarda con interesse anche al Gasdotto Trans Adriatico – TAP – compartecipato da Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.On, concepito per veicolare il gas azero in Italia dal confine turco-greco attraverso Grecia ed Albania.

L’obiettivo della Russia è l’Europa

Una più forte dipendenza della Turchia dal gas della Russia potrebbe condizionare l’orientamento pro-europeo della politica energetica di Ankara, ed asservire totalmente il Governo turco ai piani di Mosca, che è contraria alla politica di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea.

Del resto, un avvicinamento tra la Russia e la Turchia è già stato registrato con l’imprimatur dato da Ankara a Mosca per la costruzione nel acque territoriali turche del Southstream.

Questo gasdotto, compartecipato da Gazprom, ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF, è stato avviato dalla Russia per bloccare la realizzazione del Corridoio Meridionale, ed aumentare la dipendenza dell’Europa dalle forniture di Mosca.

Noto come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è concepito per veicolare 63 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

La Commissione Europea ha aspramente criticato il Southstream, in quanto esso mette a serio repentaglio l’indipendenza energetica UE e la sicurezza nazionale dei 27 Paesi membri.

Matteo Cazzulani

GAS: L’AZERBAIJAN PUNTA ALL’EUROPA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 27, 2012

Il colosso energetico azero SOCAR dichiara riserve nazionali di gas pari a 6 trilioni di metri cubi. Baku da l’imprimatur alla costruzione del Gasdotto Transanatolico per l’invio di oro blu in Occidente 

Il percorso del Nabucco

Un serbatoio di gas che si apre all’Europa. Nella giornata di lunedì, 26 Novembre, il Capo del colosso energetico azero SOCAR, Khoshbakht Yusifzade, ha dichiarato che le riserve nazionali di gas e nafta dell’Azerbaijan ammontano rispettivamente a a 6 trilioni di metri cubi e 2550 Trilioni.

Come riportato dall’agenzia APA, il Capo della SOCAR ha comunicato anche l’intenzione di avviare un piano di investimenti orientato allo sfruttamento dei giacimenti energetici nazionali.

Inoltre, Yusifzade ha evidenziato l’importanza dello Shakh-Deniz: giacimento situato nel Mar Caspio, al largo di Baku, controllato dalla SOCAR, dal colosso britannico British Petroleum, dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia francese Total, dalla joint-venture russo-italiana LukAgip, e dalla compagnia turca TPAO, da cui giornalmente sono estratti 35 Milioni di metri cubi di gas.

Lo Shakh Deniz è particolarmente importante per l’Europa, dal momento in cui 16 Miliardi di gas all’anno del carburante estratto dal giacimento al largo di Baku sono destinati al Vecchio Continente grazie ad un pre-accordo sottoscritto tra la Commissione Europea e la SOCAR.

Per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture della Russia – che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno totale del Vecchio Continente – Bruxelles ha progettato la costruzione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito per veicolare gas dall’Azerbaijan direttamente in Europa, senza transitare, né dipendere da infrastrutture controllate dalla Russia.

Un passo in avanti in tale direzione è stato compiuto martedì, 20 Novembre, dal Parlamento azero con la ratifica di due trattati firmati con il governo turco che prevedono la costruzione del Gasdotto Transanatolico – TANAP.

Questa infrastruttura è concepita per trasportare il gas azero dal confine tra Georgia e Turchia alle coste occidentali turche, dove la TANAP si congiungerà con i gasdotti del Corridoio Meridionale UE.

Prevedendo un incremento della quantità di gas inviata in Occidente dall’Azerbaijan, la TANAP, compartecipata da SOCAR, Statoil, British Petroleum, Total, TPAO, e dalla compagnia turca Botas, avrà una capacità di 16 miliardi di metri cubi all’anno nel 2020, per poi passare a 30 miliardi di metri cubi nel 2026.

Due gasdotti per la diversificazione delle forniture di gas ell’Europa

Le infrastrutture del Corridoio Meridionale UE che veicoleranno il gas azero in Europa sono due.

Il Nabucco – compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, dalla bulgara Bulgargaz, e dalla tedesca RWE, e sostenuto politicamente da Commissione Europea, Austria, Ungheria, Turchia, Bugaria, Romania, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia – veicolerà gas dalla Turchia in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Il Gasdotto Trans Adriatico TAP – compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.On, e sostenuto politicamente dai Governi di Italia, Grecia ed Albania – è progettato per veicolare il gas dal confine turco-greco in Puglia attraverso l’Albania, rendendo la Penisola italiana il principale hub del gas azero in Europa.

Matteo Cazzulani

SOUTHSTREAM: IL GASDOTTO DI PUTIN E BERLUSCONI AL VIA DA SANT’AMBROGIO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 14, 2012

Il Capo del monopolista russo, Gazprom, comunica l’avvio della costruzione dell’infrastruttura per il 7 Dicembre 2012. La Commissione Europea contraria alla realizzazione di un progetto destinare ad impedire all’Europa di diversificare le proprie forniture di gas

La famosa mitraglia d ell’ex-Premier italiano, Silvio Berlusconi, nei confronti di una giornalista durante una confrenza stampa con il Presidente della federazione Russa, Vladimir Putin

3600 chilometri di conduttura terrestre e sottomarina per mandare a monte l’indipendenza energetica europea, ed aumentare in maniera vertiginosa le forniture di gas provenienti dalla Russia. Nella giornata di martedì, 13 Dicembre, il Capo del monopolista statale russo Gazprom – ente posseduto per metà dal Cremlino – ha ufficialmente fissato per il 7 Dicembre 2012 il via alla costruzione del Southstream.

La notizia è stata data a margine della firma di un accordo tra Gazprom e la compagnia energetica slovena Plinovodi per la realizzazione di una sezione di 220 chilometri del Southstream in Slovenia. Un simile accordo è stato firmato alla fine di Ottobre con l’Ungheria, nel mese di Settembre con la Serbia e, nella giornata di giovedì, 15 Novembre, l’imprimatur alla costruzione del Southsream è attesa anche in Bulgaria.

A dare il via libera ufficiale alla realizzazione del gasdotto voluto da Gazprom è stato un incontro avvenuto lunedì, 12 Dicembre, tra Miller e l’Amministratore Delegato ENI, Paolo Scaroni. Come riportato da Natural Gas Europe, i due hanno stabilito l’avvio della costruzione del Southstream per il mese di Dicembre del 2012, ed hanno preventivato l’entrata in funzione della conduttura per il 2015.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è un progetto avvallato dalla Russia per aumentare la dipendenza dell’Europa dalle forniture di gas russe, ed impedire la realizzazione del piano di diversificazione delle forniture di oro blu per il Vecchio Continente approntato dalla Commissione Europea.

Lungo circa 3600 chilometri, il Southstream veicolerà 63 Miliardi di metri cubi di gas dalle coste russe sul mar nero al porto di Varna, in Bulgaria. Da qui, il Gasdotto Ortodosso risalirà fino a Treviso attraverso Macedonia, Serbia, Montenegro, Ungheria e Slovenia.

Oltre a Gazprom ed ENI, che possiedono rispettivamente il 50% e il 20% dell’infrastruttura, a compartecipare nel Southstream è anche la compagnia tedesca Wintershall e la francese EDF, entrambe con il 15%.

La genesi del Southstream è dovuta allo stretto legame politico tra il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, e l’ex-Premier italiano, Silvio Berlusconi. Nel 2009, Putin – allora Premier della Russia – e Berlusconi hanno concordato la costruzione di un gasdotto sottomarino per collegare direttamente la Russia all’Italia, e ridurre il numero dei Paesi di transito nell’invio dell’oro blu da Mosca a Roma.

Critiche al Souhtstream sono state sempre mosse dalla Commissione Europea, che ha considerato fin da subito il progetto di Putin e Berlusconi come finalizzato ad aumentare la dipendenza dell’Europa dal gas proveniente esclusivamente dalla Russia.

Il progetto della Commissione Europea

Per limitare le forniture da Mosca, che ad oggi coprono il 20% del fabbisogno totale UE – mentre in alcuni Paesi dell’Unione rappresentano più dell’80% – Bruxelles ha varato la costruzione del Corridoio Meridionale: un fascio di gasdotti deputati al trasporto diretto in Europa di gas estratto dall’Azerbaijan.

Tra le infrastrutture del Corridoio Meridionale dell’UE rientra il Nabucco, conduttura di 3893 chilometridi lunghezza concepita per trasportare un massimo di 30 Miliardi di metri cubi di gas azero dalla parte occidentale della Turchia in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla tedesca RWE, dalla romena Transgaz, e dalla bulgara Bulgargaz, il Nabucco è sostenuto politicamente dalla Commissione Europea e dai Governi di Austria, Romania, Ungheria, Turchia e Bulgaria.

Altra importante infrastruttura del Corridoio Meridionale UE è il Gasdotto Transadriatico – TAP – concepito per trasportare 21 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno dal confine turco occidentale a Brindisi, in Puglia, attraverso il territorio greco e quello albanese.

Compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On, la TAP è supportata politicamente dai Governi di Grecia, Albania e Italia, dopo che il Governo tecnico di Mario Monti ha corretto il posizionamento in politica energetica del Belpaese, conferendo alla dimensione italiana una connotazione più europea e meno “nazional-egoistica”.

L’ultimo dei progetti del Corridoio Meridionale UE è il Gasdotto Transanatolico – TANAP – concepito per trasportare 31 Miliardi di metri cubi all’anno di gas dell’Azerbaijan dal confine turco-georgiano alle coste occidentali della Turchia.

Compartecipata dal colosso azero SOCAR, dalle compagnie turche Botas e TPAO, dal colosso britannico British Petroleum, da quello norvegese Statoil, e dalla compagnia francese Total, la TANAP è sostenuta politicamente dai Governi di Azerbaijan e Turchia.

Anche la Germania a favore del Corridoio Meridionale

A benedire il piano di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea è la Germania, che ha sottolineato il ruolo fondamentale ricoperto dall’Azerbaijan per diminuire – e non rinunciare – alle forniture della Russia.

Lunedì, 12 Novembre, la rappresentante della presidenza tedesca per gli Affari di Politica Estera, Kornelia Piper, ha comunicato che Berlino ritiene la costruzione del Corridoio Meridionale un progetto di interesse strategico per l’interesse generale europeo ed anche quello nazionale tedesco.

Matteo Cazzulani

GAS: RUSSIA E AZERBAIJAN SI CONTENDONO LA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 8, 2012

Il monopolista russo Gazprom, e il colosso azero SOCAR sono i maggiori contendenti nella scalata alla compagnia nazionale greca DEPA: messa all’asta dal Governo di Atene per arginare le conseguenze della crisi economica. Dalla vittoria sull’ente ellenico dipende l’indipendenza energetica dell’UE

Il sistema infrastrutturale energetico della Grecia

L’immagine della Grecia di questi tempi non è solo la piazza del Parlamento devastata dalle manifestazioni di protesta per misure di austerità varate dal Governo per battere la crisi, ma è anche quella di una pedina della geopolitica energetico contesa tra due superpotenze del settore.

Nella giornata di lunedì, 5 Novembre, si è concluso il termine per la presentazione delle candidature alla scalata della DEPA: la compagnia nazionale greca dell’energia, messa in vendita dal Governo greco per ottenere danaro utile per diminuire la crisi economica che, ad oggi, ha spinto Atene quasi fuori dalla zona Euro.

Secondo di dati ufficiali, le compagnie ammesse all’asta della DEPA sono il monopolista russo, Gazprom, la compagnia russa Sintez, e il colosso energetico SOCAR.

Come riportato dall’autorevole Reuters, l’acquisizione della compagnia nazionale greca prevede anche il controllo sugli enti EPA e DESFA, specializzati rispettivamente nel tradito del gas e nella gestione dei gasdotti.

La scalata ala DEPA rappresenta una pagina cruciale per la geopolitica energetica europea, poiché dalla vittoria nell’asta per il controllo della compagnia nazionale greca dipende la realizzazione di infrastrutture deputate al potenziamento dell’importazione di gas nel Vecchio Continente.

Atene tra Russia ed Europa

Se a vincere sarà Gazprom, la Grecia con tutta probabilità entrerà a far parte del progetto Southstream: gasdotto dalla portata di 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, progettato dal Cremlino per aumentare le forniture di gas all’Europa, ed impossibilitare la realizzazione dei piani di diversificazione energetica varati dalla Commissione Europe per veicolare oro blu direttamente dall’Azerbaijan.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream, compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, e dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, è progettato per trasportare gas sul fondale del Mar Nero dalle coste russe al porto bulgaro di Varna.

Da qui, un ramo meridionale è progettato verso Grecia e Italia, un altro è programmato lungo la Penisola Balcanica attraverso Macedonia, Serbia, Montenegro, Ungheria, Slovenia ed Italia.

La vittoria della SOCAR nella scalata alla DEPA potrebbe invece invece significare il mantenimento in auge dei progetti di diversificazione energetica varati dalla Commissione Europea per abbattere la quasi totale dipendenza del Vecchio Continente dall’oro blu di Mosca.

Ad oggi, la Grecia, assieme all’Italia e all’Albania, supporta il Gasdotto Transadriatico – TAP: conduttura dalla portata di 21 miliardi di metri cubi all’anno di gas, progettata per veicolare oro blu azero in Puglia dal confine greco-turco, attraverso il territorio albanese.

La conduttura è compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.ON, ed è sostenuta dal colosso britannico British Petroleum e dalla SOCAR.

Sulla base del sostegno politico dei Governi di Italia e Grecia, anche la compagnia italiana Enel e la greca DEPA hanno dichiarato l’intenzione di cofinanziare l’infrastruttura.

Se ad avere la meglio nella scalata alla DEPA sarà il colosso azero SOCAR, la compagnia nazionale greca avrebbe tutto l’interesse a sostenere la realizzazione della TAP e, così, porterebbe Atene ad assumere un ruolo decisivo per la sicurezza energetica europea.

Matteo Cazzulani

Gazprom avvia la scalata alla Grecia

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 13, 2012

Il monopolista russo intenzionato con proposte concrete a rilevare la compagnia nazionale greca DEPA. L’enjeu geopolitico volto a impedire la realizzazione dei piani di diversificazione delle forniture di oro blu varato dalla Commissione Europea alla base dell’operazione.

La Grecia e in crisi e la Russia e pronta a prendere il controllo del settore energetico del Paese. Nella giornata di mercoledì, 10 Ottobre, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha ufficializzato la strategia con la quale intende realizzare la scalata alla compagnia nazionale greca DEPA, dopo che il Governo di Atene, per via della forte crisi economica, ha deciso di privatizzare l’importante ente energetico nazionale.

Come riportato dall’autorevole Natural Gas Europe, Gazprom ha proposto alla Grecia la messa in sicurezza delle forniture di gas con la costruzione di rigassificatori nelle provincie più remote del Paese, il rifornimento di gas presso isole oggi non alimentate di oro blu, e investimenti su gasdotti locali per rafforzare il sistema energetico nazionale greco.

Un secondo aspetto dell’offerta di Gazprom riguarda la promessa di sconto del 30% sul prezzo del gas, sempre se a controllare la DEPA Sara ovviamente il monopolista russo.

La proposta di ritocco al ribasso delle tariffe e in linea con la condotta di Gazprom nei confronti dei Paesi dell’ex-blocco sovietico e di quelli dell’Europa Occidentale. In cambio rispettivamente dell’ingresso nella Zona di Libero Scambio CSI – progetto economico varato da Mosca per rafforzare l’egemonia politico-economica russa nell’ex-URSS – e del sostegno politico presso le istituzioni UE, il monopolista russo ad essi ha concesso sconti sulle tariffe per l’acquisto di oro blu.

Altro aspetto sollevato da Gazprom e la proposta di investimenti sociali in iniziative filantropiche. Una sorta di mecenatismo energetico che permette al monopolista russo di presentarsi in buona luce agli occhi dell’Opinione Pubblica greca.

Per facilitare l’erogazione di un credito, Gazprom ha anche sottolineato alla Grecia l’ausilio di Gazprom Finance: una forte società finanziaria che si e detta disposta ad erogare un credito al monopolista russo – a cui appartiene – per garantire la realizzazione degli investimenti preventivati.

Infine, il monopolista russo ha avviato contatti con i principali gruppi industriali e politici del Paese, per invitarli ad attuare un’opera di lobby presso il Governo nazionale, affinché la candidatura di Gazprom al rilevamento della DEPA sia considerata con la dovuta attenzione.

L’operazione greca di Gazprom e legata ad una precisa strategia, con la quale il monopolista russo intende da un lato affossare i tentativi di diversificazione delle forniture di gas varati dalla Commissione Europea per trasportare direttamente nel Vecchio Continente oro blu azero. Dall’altro, Gazprom mira ad assicurare la realizzazione dei propri piani energetici per rafforzare l’egemonia di Mosca nel Vecchio Continente.

Di recente, la DEPA ha espresso interesse per l’ingresso nel Gasdotto Transadriatico – TAP: infrastruttura compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On concepita per trasportare oro blu dall’Azerbaijan in Puglia transitando per Grecia ed Albania.

Progettata nell’ambito del Corridoio Meridionale UE della Commissione Europea – fascio di gasdotti deputati al trasporto diretto del gas dall’Azerbaijan – la TAP e supportata politicamente dai Governi italiano, greco ed albanese. Oltre a quello della DEPA, ha ottenuto l’interesse della compagnia italiana Enel, e del colosso britannico British Petroleum.

La realizzazione della TAP e fondamentale per la diversificazione delle forniture di gas all’Europa – ad oggi dipendente dal solo gas di Russia e Nordafrica – ed e importante per il miglioramento della situazione economica e politica all’interno dell’UE di Italia e Grecia.

Con l’ingresso nel progetto di una DEPA controllata da Gazprom, non e escluso che l’infrastruttura possa subire ritardi a causa di un palese conflitto di interessi, rappresentato dalla presenza del diretto concorrente russo tra gli shareholder del Gasdotto Transadriatico: concepito per trasportare direttamente in Europa gas non-russo.

Inoltre, la Grecia per la Russia rappresenta un tassello fondamentale per la realizzazione del Southstream: gasdotto progettato da Mosca per rifornire di gas russo direttamente l’Europa Sud-Occidentale, bypassare Paesi politicamente osteggiati dal Cremlino – come Romania, Polonia, Moldova ed Ucraina – ed affossare la costruzione del Corridoio Meridionale UE.

Compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, e da quelle nazionali di Montenegro, Macedonia, Serbia e Slovenia, il Gasdotto Ortodosso – com’e altrimenti noto il Southstream – e posseduto in parte anche dalla DEPA.

Se controllata direttamente da Gazprom, la compagnia nazionale greca disporrebbe di fondi immediati per la pronta realizzazione sul proprio territorio del Gasdotto voluto da Mosca e, così, fermerebbe i progressi della TAP.

La gara per il controllo del gas israeliano

Resta infine un altro punto di importanza della Grecia per la Russia, legato alla recente scoperta di importanti giacimenti di gas nel fondale del Mar Mediterraneo Orientale, in acque territoriali israeliane.

Individuato dalla compagnia statunitense Noble Energy, il serbatoio di oro blu consentirebbe ad Israele di presentarsi come Paese esportatore di gas all’UE alternativo a quello russo ed azero. Per questa ragione, il Governo israeliano ha ipotizzato il varo di un’alleanza con Cipro e la Grecia per il trasporto dell’oro blu mediterraneo.

La DEPA si e fortemente interessata al progetto, ma il suo possesso da parte di Gazprom snaturerebbe un piano che mira alla diminuzione della dipendenza dell’Europa dal gas della Russia.

Matteo Cazzulani

IL NABUCCO RISPONDE ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 9, 2012

Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia esprimono il sostegno politico al gasdotto dalla verdiana denominazione, dopo che i Governi di Italia, Albania e Grecia hanno supportato ufficialmente il Gasdotto Transadriatico. La neutralità della Commissione Europea e il peso delle compagnie energetiche coinvolte nella scelta da parte dell’Azerbaijan dell’infrastruttura incaricata del trasporto di gas azero in Europa.

I percorsi di Nabucco e Southstream

Il Corridoio Meridionale UE s’ha da fare e il Nabucco rappresenta una concreta candidatura adatta al trasporto del gas azero nel Vecchio Continente. Nella giornata di lunedì, 8 Ottobre, a Vienna, Austria, Romania, Ungheria, Turchia e Bulgaria hanno espresso il sostegno politico al gasdotto dalla verdiana denominazione: progettato dalla Commissione Europea per trasportare in Europa gas azero senza dipendente da infrastrutture controllate dalla Russia.

Alla presenza del premier bulgaro, Boyko Borysov, del Ministro dell’Energia austriaco, Reinhold Mitterlehner, e dei titolari dei dicasteri del settore energetico ungherese, turco, e romeno, il Direttore Esecutivo del Nabucco, Reinhard Mitschek, ha espresso soddisfazione per il sostegno politico espresso dai cinque Paesi: una decisione importante che implementa la realizzazione dell’infrastruttura.

Come riportato dall’autorevole Trend, il Comitato Politico del Nabucco – composto dai Ministri dell’Energia dei Paesi nei quali la conduttura è progettata: Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria – ha firmato un accordo intergovernativo che rafforza la candidatura dell’infrastruttura per l’ottenimento dell’esclusiva per il trasporto diretto del gas azero in Europa.

Secondo i progetti, il Nabucco dovrà costituire l’asse principale del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepiti dalla Commissione Europea per diversificare le forniture di gas dell’UE attingendo dai giacimenti del Bacino del Mar Caspio con infrastrutture dirette.

Presente all’incontro, il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ha apprezzato la decisione politica di Austria, Bulgaria, Ungheria, Turchia e Romania, ed ha evidenziato come il Nabucco si trovi ora a concorrere alla pari con il Gasdotto Transadriatico – TAP.

Questa infrastruttura è progettata per trasportare il gas azero nel Vecchio Continente dalla Grecia all’Italia attraverso l’Albania. A margine dell’Assemblea ONU di New York, essa ha ottenuto il sostegno politico dei Governi italiano, greco ed albanese.

“Entrambe le infrastrutture rappresentano interessanti proposte per il trasporto del gas dal giacimento Shakh-Deniz all’Europa – ha dichiarato Oettinger, come riportato dall’autorevole Reuters – quale che sia il gasdotto scelto, la certezza è che il Corridoio Meridionale sarà realizzato”.

L’appoggio politico espresso da Romania, Ungheria, Austria, Bulgaria e Turchia al Nabucco – che ha già ottenuto il sostegno di Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia – rappresenta dunque una risposta alla TAP, che, grazie alla firma di New York ha consolidato la sua candidatura per il trasporto diretto del gas azero in Europa.

Tuttavia, decisivo per la scelta tra i due gasdotti sarà anche il peso esercitato dalle compagnie energetiche che sostengono i progetti in campo.

Il Nabucco è sostenuto economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, e dalla tedesca RWE. Come dichiarato a Vienna dal Capo della OMV, Gerhard Roiss, il progetto dalla verdiana denominazione è aperto alla compartecipazione di altri enti interessati.

La TAP è finanziata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On. Interesse al Gasdotto Transadriatico è stato espresso dall’italiana Enel, e dal colosso britannico British Petroleum.

La scelta definitiva tra il Nabucco e la TAP spetta al consorzio Shakh-Deniz: chiamato ad individuare quale delle due infrastrutture garantisce il transito in Europa con maggiore sicurezza.

Il giacimento azero, da cui è prevista l’esportazione nel Vecchio Continente di 16 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, è controllato dalla compagnia nazionale dell’Azerbaijan SOCAR, dalla Statoil, dalla British Petroleum, dalla francese Total, dall’italo-russa LukAgip e dalla turca TPAO.

La Bulgaria mette in crisi la politica energetica della Russia

Il supporto ufficiale espresso al Nabucco dalla Bulgaria rappresenta un dato di particolare importanza sul piano geopolitico.

Sofia ha avviato la diversificazione delle fonti di approvvigionamento da quelle della Russia mediante la messa in comunicazione dei gasdotti nazionali a quelli di Romania e Turchia, ed ha appoggiato in pieno la politica energetica della Commissione Europea con la costruzione del Corridoio Meridionale

Tuttavia, il Governo bulgaro è coinvolto anche nella realizzazione del Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per rifornire direttamente di proprio gas l’Europa Sud-Occidentale, ed impedire all’Unione Europea di diversificare le proprie forniture di oro blu attingendo dai giacimenti del Mar Caspio per via diretta.

Il sostegno ufficiale al Nabucco del Governo bulgaro, che è ai ferri corti con Mosca in seguito alla richiesta da parte del Cremlino di un maxirisarcimento per la mancata costruzione della centrale nucleare di Belene, può spingere gli investitori locali a destinare le loro risorse alla conduttura del Corridoio Meridionale UE, e non più al Southstream.

La scelta di campo della Bulgaria in favore della Commissione Europea costituisce un serio ostacolo alla costruzione del Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream – e, con essa, alla realizzazione della politica energetica della Russia nei confronti dell’Europa.

Matteo Cazzulani

SICUREZZA ENERGETICA UE: GLI USA PRONTI A GARANTIRE CONSISTENTI FORNITURE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 8, 2012

Gli Stati uniti d’America pronti ad esportare in Europa 62 Miliardi di metri cubi di LNG derivati dallo sfruttamento dei giacimenti di gas non convenzionale. Se accorpata con il progetto varato dalla Commissione Europea per trasportare direttamente nel Vecchio Continente oro blu dall’Azerbaijan, la proposta statunitense può contribuire ulteriormente alla diversificazione degli approvvigionamenti di Bruxelles

Il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger

LNG americano assieme al gas azero per ridurre la dipendenza europea dall’oro blu russo. Come riportato all’autorevole Natural Gas Europe, l’avvio negli Stati Uniti dello sfruttamento di gas shale – oro blu estratto in giacimenti di profondità inferiore rispetto a quelli in cui è presente il gas naturale – permette all’Unione Europea di contare su una fonte di approvvigionamento importante per diversificare le proprie forniture da quelle di Russia e Africa del Nord.

Con l’avvio dello sfruttamento del giacimento di gas non convenzionale di Sabine Pass, ubicato in Luisiana, nei pressi della costa statunitense del Golfo del Messico, la compagnia USA Cheniere è in grado di esportare nel Vecchio Continente 16 Milioni di tonnellate di oro blu liquefatto dal 2016.

Inoltre, secondo un progetto del Dipartimento dell’Energia di Washington, volto ad aumentare le esportazioni dello shale liquefatto, la quantità di gas venduta all’Europa è destinata a raggiungere i 62 miliardi di metri cubi entro il 2020.

Per via della loro cospicuità, i rifornimenti da oltreoceano costituiscono un elemento importante per la realizzazione del progetto di diversificazione delle forniture di gas approntato dalla Commissione Europea per garantire la sicurezza energetica del Vecchio Continente.

Oltre ad una massiccia adozione di rigassificatori per importare LNG da USA, Qatar e Norvegia, Bruxelles ha avviato la pianificazione del Corridoio Meridionale: un fascio di gasdotti concepiti per trasportare direttamente in Europa gas proveniente dall’Azerbaijan e dal Turkmenistan.

Tra le infrastrutture atte a veicolare l’oro blu dal Bacino del Mar Caspio all’Europa sono stati progettati il Nabucco – conduttura concepita dalla Turchia all’Austria attraverso Romania e Ungheria, supportata economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, dall’ungherese MOL e dalla tedesca RWE, e sostenuta politicamente da Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria – e il Gasdotto Transadriatico – TAP, dal confine greco-turco alla Puglia, sostenuto economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia elvetica EGL e dalla tedesca E.On, supportato politicamente dai Governi di Italia, Grecia e Albania.

A porre un interrogativo sulla proposta americana è la crescente domanda di energia da parte dell’Asia, che potrebbe spingere gli Stati Uniti a destinare gran parte del loro export di gas liquefatto ai Paesi del continente asiatico, tra cui l’India – con cui Washington ha stretto relazioni importanti – e la Cina, che ancora non riesce a definire con la Russia il tariffario per le forniture di oro blu naturale.

Sul piano delle forniture dall’Azerbaijan, il contributo che il gas centro-asiatico può dare al mercato europeo è fissato ad un massimo di 16 Miliardi di metri cubi: molto importante – sopratutto considerata la crescente domanda interna dell’UE – ma non abbastanza per incidere in maniera profonda sul bilancio interno dell’Unione Europea, che all’anno consuma 508 miliardi di metri cubi di gas circa.

Nonostante le criticità, l’importazione di LNG dagli Stati Uniti e il trasporto diretto di gas naturale dall’Azerbaijan rappresentano comunque una soluzione utile all’Europa per diminuire sensibilmente la dipendenza dalle importazioni russe e nordafricane che, come rivelatosi in più occasioni, sono spesso instabili e politicamente connotate.

Il conflitto tra Russia ed Europa

Per impedire il rafforzamento politico dell’Europa, la Russia ha concesso sconti in cambio di contratti a lungo termine con i Paesi dell’Ovest del Vecchio Continente – Germania e Francia in primis – ed ha lasciato alti i tariffari imposti agli Stati dell’Europa Centrale.

De facto, Mosca ha diviso al suo interno il Vecchio Continente, polarizzando ad occidente Governi fedeli al Cremlino grazie ai rapporti privilegiati sul piano energetico e, ad oriente, Paesi penalizzati per il sostegno prestato ai progetti di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea.

Inoltre, per evitare la realizzazione del progetto di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea, il monopolista del gas russo, Gazprom – posseduto per metà dal Cremlino – ha avviato, in partnership con il colosso italiano ENI, e le compagnie tedesche e francesi Wintershall ed EDF, la costruzione del Southstream: gasdotto concepito per rifornire di oro blu proveniente dalla Russia direttamente l’Europa Sud-Occidentale, bypassando Paesi politicamente osteggiati da Mosca come Romania, Polonia, Moldova e Ucraina.

Dinnanzi alla politica della Russia, nel Settembre 2012 la Commissione Europea ha aperto un’inchiesta ufficiale nei confronti di Gazprom per condotta anticoncorrenziale in Europa Centrale.

Come dichiarato da Bruxelles, il monopolista russo ha infranto i principi del Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che stabilisce la liberalizzazione del mercato interno del gas, impone lo scorporo tra il controllo della compravendita di oro blu e la gestione dei gasdotti, e vieta ad enti extraeuropei il controllo dei sistemi infrastrutturali degli Stati del Vecchio Continente.

Matteo Cazzulani

TAP: UFFICIALIZZATO IL SUPPORTO POLITICO DI ITALIA, GRECIA E ALBANIA

Posted in Guerra del gas, Unione Europea by matteocazzulani on September 29, 2012

Firmato a New York, a margine della sessione plenaria dell’ONU, un memorandum tra i governi italiano, greco e albanese per il sostegno al Gasdotto Transadriatico: conduttura progettata dalla Commissione Europea per diversificare le forniture di gas per il Vecchio Continente. E’ la prima volta che il Belpaese compie un passo concreto in armonia con le iniziative di Bruxelles in ambito energetico.

Il progetto della TAP

Quello avvenuto a New York a margine del vertice ONU potrebbe essere un fatto di rilevante importanza destinato a modificare la politica energetica italiana ed europea. Nella serata di giovedì, 27 Settembre, i Governi di Italia, Grecia, ed Albania hanno siglato un memorandum per il sostegno politico al Gasdotto Transadriatico – TAP.

Questa infrastruttura è progettata nell’ambito del piano di diversificazione delle forniture di gas varato dalla Commissione Europea per trasportare carburante dall’Azerbajzhan in Europa, senza più dipendere da infrastrutture controllate dalla Russia: Paese che, sopratutto nella parte Centro-Orientale del Vecchio Continente, detiene il monopolio nella compravendita di oro blu.

Come riportato da una nota ufficiale, alla dichiarazione di New York i tre Governi faranno seguire iniziative in ambito istituzionale per garantire la realizzazione della TAP entro i prossimi mesi.

“Sono grato ai Governi di Italia, Grecia e Albania per l’appoggio politico – ha dichiarato il Capo della TAP, Kjetl Tungland – il Gasdotto Transadriatico è un progetto sempre più robusto, dopo l’ottenimento dell’accordo per lo sfruttamento dei giacimenti azeri e l’espressione di interesse nei nostri confronti da parte dei colossi energetici British Petroleum, SOCAR e Total”.

Apprezzamento per la dichiarazione di sostegno politico di Italia, Grecia e Albania è stata espressa anche dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, che ha definito il fatto come un passo in avanti che permette all’Europa di facilitare l’accesso ai giacimenti di gas dell’Azerbajdzhan.

Con la capienza di 20 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, e una lunghezza di 800 chilometri – dalla località greca di Komotini a San Foca, in Puglia – la TAP è compartecipata per il 42% dal colosso norvegese Statoil e dalla compagnia svizzera EGL, e, per il restante 15%, dalla tedesca E.On.

Oltre che dalla Britush Petroleum, dalla SOCAR e dalla Total, interesse a compartecipare al progetto è stato espresso dalla compagnia greca DEPA e da quella italiana Enel.

Il sostegno italiano al Gasdotto Transadriatico rappresenta una svolta nella politica energetica del Belpaese, che finora ha contrastato le iniziative della Commissione Europea, preferendo sostenere il Southstream.

Noto anche come Gasdotto ortodosso, il Southstream è progettato dalla Russia per rifornire l’Europa Sud-Occidentale di gas russo, isolando Paesi dell’Europa Centrale politicamente invisi al Cremlino – come Romania e Polonia – e vanificando i tentativi di Bruxelles di accedere in misura autonoma da Mosca a fonti di oro blu alternative.

Nonostante il sostegno del Governo alla TAP, per l’Italia resta ancora da chiarire la posizione del colosso nazionale ENI. Il Cane a Sei Zampe possiede il 20% delle azioni del Southstream, ed è uno dei più solidi partner in Europa del monopolista russo Gazprom – posseduto per il 50% dal Cremlino.

Tuttavia, la realizzazione del Gasdotto Transadriatico potrebbe permettere alla Penisola Italiana di affermarsi come il principale – e unico – hub per l’importazione e la distribuzione in Europa del gas del Bacino del Caspio: una possibilità che, oltre che a Roma, potrebbe fare gola anche a San Donato Milanese.

La TAP tra Nabucco e Southstream

Forte del sostegno di Italia, Grecia e Albania, la TAP si trova ora a vincere non solo la concorrenza del Souhstream, ma anche quella tutta interna all’Unione Europea con il Nabucco: conduttura concepita per trasportare il gas azero dalla Turchia fino al terminale austriaco di Baumgarten attraverso Romania ed Ungheria.

Il gasdotto dalla verdiana denominazione è sostenuto politicamente dalla Commissione Europea e dai Paesi del Quartetto di Vysehrad – Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – e, sul piano economico, è compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, e dalla tedesca RWE.

Quale conduttura tra la TAP e il Nabucco sarà scelta per trasportare in Europa il gas dell’Azerbajdzhan sarà noto in seguito alla decisione del consorzio che controlla il giacimento Shakh-Deniz, da cui l’UE potrà importare 16 Miliardi di metri cubi di oro blu all’anno.

Nel febbraio 2010, la Commissione Europea ha stretto con Baku un pre-accordo per lo sfruttamento dello Shakh-Deniz e, nel Settembre 2012, Bruxelles ha ottenuto anche la volontà del Turkmenistan di contribuire alle forniture di oro blu per il Vecchio Continente.

Matteo Cazzulani