LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA TURCHIA INTERESSATA ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 3, 2013

Come dichiarato dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, la compagnia energetica turca Botas è vicina all’acquisto del 15% del Gasdotto Trans Adriatico. La Romania chiede un risarcimento per la mancata realizzazione del Nabucco

C’è chi cambia posizione e chi chiede risarcimenti per una scelta geopolitica che non è andata a buon fine. Nella Giornata di lunedì, 2 Settembre, il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato l’intenzione da parte della Turchia di compartecipare il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Come riportato dalla Trend, il Ministro Yildiz ha sostenuto la necessita per la compagnia energetica nazionale Botas di rilevare il 15% della TAP, secondo un’offerta che il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico ha già fatto alla Turchia.

Concepita per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania, la TAP è compartecipata dal colosso britannico British Petroleum, da quello azero SOCAR, da quello norvegese Statoil, dalla compagnia francese Total, dalla belga Fluxys, dalla tedesca E.On e dalla svizzera AXPO.

Oltre all’interesse per la TAP, il Ministro Yildiz ha anche espresso sostegno per il Nabucco: gasdotto concepito per veicolare il gas dell’Azerbaijan in Austria dalla Turchia occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Sostenuto politicamente dai Paesi coinvolti, più Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, il Nabucco è stato affossato dalla scelta del Gasdotto Trans Adriatico come unica infrastruttura deputata al trasporto dell’oro blu azero in Europa.

Il Ministro Yildiz ha tuttavia dichiarato che Nabucco e TAP non sono progetti concorrenti, sopratutto considerata la crescente richiesta di gas da parte dei Paesi dell’Unione Europea.

Chi invece si è rassegnato al tramonto del Nabucco è il Presidente romeno, Traian Basescu, che, martedì 27 Agosto, ha chiesto un risarcimento per la mancata realizzazione del gasdotto dalla verdiana denominazione.

Il Presidente Basescu ha ricordato come, più di altri Paesi coinvolti nel progetto, la Romania abbia sostenuto la realizzazione del Nabucco, che è stato preferito fin da subito da Bucarest non solo alla TAP, ma anche al Southstream.

La politica di espansione energetica russa in UE

Quest’infrastruttura è stata concepita dalla Russia in concorrenza con il Nabucco per incrementare le forniture di gas russo all’Europa con l’invio di 63 Miliardi di metri cubi di oro blu all’anno in Austria dalle coste meridionali della Federazione Russa attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Sostenuto dai Paesi coinvolti nel progetto, il Southstream è compartecipato dal monopolista statale russo Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF.

Il Southstream è criticato dalla Commissione Europea, in quanto la sua realizzazione mette a serio repentaglio il progetto di diversificazione delle forniture di gas dell’UE.

Il Presidente Basescu ha ritenuto la realizzazione del Southstream il consolidamento del monopolio di Gazprom, e quindi della Russia, nel mercato energetico europeo.

Matteo Cazzulani

GAS: LA BULGARIA TORNA FILORUSSA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 10, 2013

Il nuovo Governo socialista sostiene il Southstream, gasdotto progettato dalla Russia, in piena infrazione della Legge UE, per aumentare la dipendenza energetica dell’Unione Europea dal gas di Mosca. La decisione del Premier, Plamen Oresharski, opposta alla posizione mantenuta dall’ex-Capo del Governo moderato, Boyko Borysov

Un cambio di campo che mette a serio repentaglio la sicurezza energetica europea. Nella giornata di venerdì, 7 Giugno, la Bulgaria ha dichiarato sostegno al Southstream e, in generale, alla politica energetica della Russia in Europa.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, durante un incontro tra il Ministro dell’Economia bulgaro, Dragomir Stoynev, e il suo collega russo, Anatoliy Yanovsky, Sofia ha formalizzato il sostegno al gasdotto progettato da Mosca per aumentare la dipendenza dell’Europa dalle forniture di gas russo.

La posizione della Bulgaria è dovuta al cambio di Governo avvenuto dopo le Elezioni Parlamentari, che hanno consegnato il controllo dell’esecutivo ai socialisti del Premier, Plamen Oresharski.

Ex-Ministro dell’Economia, il Premier Oresharski, nel 2007, ha firmato l’appoggio della Bulgaria al Southstream.

La posizione apertamente filo-russa è stata parzialmente rivalutata dal governo moderato del Premier Boyko Borysov, che, oltre a sostenere il Southstream, ha firmato l’appoggio al Nabucco.

Questo gasdotto è progettato dalla Commissione Europea per veicolare in Europa gas dall’Azerbaijan e, così, diminuire la dipendenza energetica dell’Unione Europea dalla Russia.

Nel 2013, il Premier ad interim, Marin Raykov, anch’egli un moderato, ha aperto un’inchiesta sulla Russia per mancato rispetto delle leggi UE nella realizzazione del Southstream.

Nello specifico, il gasdotto voluto da Mosca non rispetta il Terzo Pacchetto Energetico: legge dell’Unione Europea che impedisce ad enti monopolisti di controllare sia la compravendita che la distribuzione del gas in UE.

Il Southstream è progettato dal monopolista statale russo del gas Gazprom, ed è compartecipato dal colosso italiano ENI, dalla compagnia francese EDF, e dalla tedesca Wintershall.

Dalle coste russe, il Southstream è ideato per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas russo in Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

I socialisti bulgari sostengono anche il nucleare

Oltre che a riguardo del Southstream, il riposizionamento in chiave filo russa del nuovo governo socialista bulgaro ha riguardato anche il si alla costruzione della centrale nucleare di Belene.

Il progetto, che è stato approvato sempre dal Governo socialista 2005-2009 con costo di 10 Miliardi di Euro, è stato abbandonato dall’Ex-Premier Borysov perché pericoloso per la sicurezza energetica e nazionale bulgara e troppo costoso.

Il riposizionamento filo russo della Bulgaria mette a serio repentaglio la realizzazione dei progetti di indipendenza energetica varati dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza UE da Russia ed Algeria.

Infatti, il Southstream blocca la realizzazione del Nabucco, che è concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dell’Azerbaijan dalla Turchia Occidentale in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Matteo Cazzulani

NORDSTREAM: LA RUSSIA CONTRO LA RIVOLUZIONE SHALE DEGLI USA IN GRAN BRETAGNA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 22, 2013

Come riporta il portale wnp.pl, Mosca ha pianificato l’ampliamento all’Inghilterra del gasdotto concepito per incrementare il controllo del Cremlino sul mercato energetico UE. La decisione è una reazione al rafforzamento degli Stati Uniti d’America nel settore dell’energia nel Mondo.

Se l’Europa inizia a guardare allo Shale di Oltreoceano, la Russia rafforza la politica energetica europea con il classico metodo della costruzione dei gasdotti.

Nella giornata di sabato, 19 Maggio, presso l’isola di Gotland, in Svezia, ha avuto luogo una riunione del consorzio Nordstream per l’ampliamento del gasdotto russo costruito dalla Russia alla Germania sul fondale del Mar Baltico

Come riportato dal portale wnp.pl, il monopolista statale del gas russo, Gazprom, ha programmato entro il 2016 l’ampliamento dell’infrastruttura nelle acque territoriali di Finlandia, Svezia e Danimarca, oltre che di quelle di Russia e Germania.

La decisione della Russia testimonia la chiara volontà di Mosca di rafforzare la dipendenza del Vecchio Continente dalla forniture di gas del Cremlino, per reagire all’incremento della posizione degli Stati Uniti d’America nel mercato mondiale dell’energia.

Il Nordstream è stato realizzato da Mosca nel 2012 per veicolare 55 Miliardi di metri cubi di gas russo all’anno dalla Russia direttamente alla Germania, bypassando Stati UE come Paesi Baltici e Polonia.

L’ampliamento dell’infrastruttura è stato concepito dalla Russia per raggiungere le coste inglesi, e rifornire del proprio gas la Gran Bretagna, ad allora legata alla produzione di oro blu interna, ed alle importazioni dalla Norvegia.

Tuttavia, la posizione della Gran Bretagna è mutata nel Marzo 2013, quando Londra ha individuato nello Shale proveniente dagli USA una soluzione per diversificare gli approvvigionamenti di gas.

Lo Shale è un gas, estratto in rocce porose poste a bassa profondità in Nordamerica mediante sofisticate tecniche di fracking, presente in USA in grandi quantità.

L’esportazione dello Shale a costi altamente convenienti -legati all’ingente presenza in diversi Stati USA- porterà gli Stati Uniti d’America ad imporsi nel mercato energetico mondiale nel 2018, con particolare forza in Asia.

L’interesse della Gran Bretagna allo Shale USA ha spinto la Russia ad implementare il Nordstream per imporre l’egemonia energetica russa in Unione Europea, e frammentare l’UE al suo interno.

Vecchioeuropei ed ecologisti la lobby filorussa in UE

Contestato dai Paesi dell’Europa Centro-Orientale, il Nordstream è stato appoggiato, e sponsorizzato presso la Commissione Europea, dalla compagnia energetica tedesca E.On, dalla francese Suez Gaz de France, e dall’olandese Gasunie.

Secondo le stime, l’infrastruttura sarà alimentata dal carburante estratto nell’Oceano Artico, dove la Russia sta combattendo una guerra fredda contro Canada e Stati Uniti d’America.

Inoltre, per contrastare l’avvio dell’esportazione di Shale, i russi, secondo diverse indiscrezioni, appoggiano movimenti ecologisti spinti a protestare contro lo sfruttamento di gas non convenzionale per motivi di carattere ambientale.

Matteo Cazzulani

LA OMV RILEVA LA COMPARTECIPAZIONE DELLA RWE NEL NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 15, 2013

La compagnia austriaca raddoppia la presenza in un gasdotto progettato per diversificare le fonti di approvvigionamento dell’UE. L’importanza della conduttura dalla verdiana denominazione per la sicurezza energetica dell’Europa

Il gasdotto dalla verdiana denominazione parla più austriaco e meno tedesco. Nella giornata di Domenica, 14 Aprile, la compagnia tedesca OMV ha rilevato le quote di compartecipazione della tedesca RWE dal Nabucco.

Prima della RWE, anche la compagnia ungherese MOL ha abbandonato il Nabucco in seguito alla decisione dell’Ungheria di sostenere la politica energetica della Russia

Come riportato da Natural Gas Europe, con il rilevamento delle quote della RWE la OMV ha raddoppiato la sua presenza nel gasdotto dalla verdiana denominazione.

Oltre al raddoppio della quota della compagnia tedesca, la rinuncia della RWE, motivata dalla necessità di fare cassa dopo che il Governo tedesco ha abbandonato il nucleare, e stata compensata dall’offerta del 50% del Nabucco al colosso azero SOCAR, a quello britanno British Petroleum, a quello norvegese Statoil e alla compagnia francese Total.

Questi enti sono i gestori del giacimento Shakh Deniz, in Azerbaijan da cui il Nabucco è previsto debba trasportare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Il Nabucco, sostenuto politicamente da Austria, Polonia, Slovacchia, Romania e Bulgaria, è compartecipato, oltre che dalla OMV, dalla compagnia romena Transgaz, dalla bulgara BEH, e dalla ungherese MVV.

Oltre al Nabucco, la Commissione Europea ha incentivato la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- per veicolare in Italia 21 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dell’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Mosca contro la politica energetica dell’Unione Europea

Nabucco e TAP sono concepiti per diversificare le forniture di gas dell’UE dal quasi monopolio di Russia ed Algeria, che copre l’80% circa del fabbisogno dell’Europa di oro blu.

Per bloccare Nabucco e TAP, Mosca ha progettato il Southstream: gasdotto concepito per veicolare in Austria 63 Miliardi di metri cubi di gas russo dalle coste meridionali della Russia attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Nonostante l’opposizione della Commissione Europea, il Southstream, compartecipato dal monopolista statale russo Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF, è sostenuto politicamente, oltre che dalla Russia, anche da Serbia, Ungheria, Slovenia e Bulgaria.

Matteo Cazzulani

GAS: LA GRECIA DICE SI ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 11, 2013

Il Governo greco ratifica l’Accordo Intergovernativo per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico. La Turchia cambia posizione.

Un via libera che rafforza un progetto di importanza cruciale per l’Unione Europea.

Nella giornata di mercoledì, 10 Aprile, la Grecia ha ratificato l’Accordo Intergovernativo per la costruzione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- firmato con Italia ed Albania lo scorso 13 Febbraio.

Come riportato da una nota del consorzio TAP, il prossimo passo che sarà compiuto dalla Grecia sarà la ratifica dell’Accordo Governativo di Ospitalità della conduttura: un documento che sancirà gli aspetti tecnici della realizzazione del gasdotto.

Secondo le stime, il Gasdotto Trans Adriatico creerà 12 Mila posti di lavoro diretti ed indiretti sul territorio greco, e consentirà alla Grecia di contrastare la crisi economica e politica che Atene si trova oggi a fronteggiare.

La TAP è concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Grecia in Italia, attraverso l’Albania.

Il Gasdotto Trans Adriatico è sostenuto economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia tedesca E.On, e dalla svizzera AXPO, e politicamente è supportato dai Governi di Italia, Svizzera, Albania e Grecia.

Sostegno alla TAP e stato dato anche dall’Ambasciatore Mihat Rende, Capo del Dipartimento degli Affari Economici ed Energetici del Ministero degli Esteri turco, che ha evidenziato la necessità di realizzare un’infrastruttura destinata ad implementare la sicurezza energetica dell’Europa.

La posizione dell’Ambasciatore Rende è una correzione rispetto al pieno sostegno dato dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, al Nabucco.

Questo gasdotto, concorrente alla TAP, è progettato per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas azero dalla Turchia Occidentale all’Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Sostenuto economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, e dalla bulgara BEH, il Nabucco è supportato politicamente da Turchia, Polonia, Austria, Romania, Slovacchia e Bulgaria.

La Bulgaria contesta il Southstream

Proprio la Bulgaria ha avviato un’indagine su un altro gasdotto concorrente a TAP e Nabucco -condutture sostenute dalla Commissione Europea- come il Southstream.

Questa conduttura è stata progettata dalla Russia per bloccare TAP e Nabucco, e per rifornire l’Europa di 63 Miliardi di metri cubi di gas russo all’anno attraverso il fondale del Mar Nero, la Bulgaria, la Serbia, l’Ungheria, la Slovenia, l’Italia e l’Austria.

Come dichiarato dal Primo Ministro ad interim bulgaro, Marin Raykov, Sofia intende valutare se il Southstream non lede con il Terzo Pacchetto Energetico.

Questa legge dell’Unione Europea vieta la gestione congiunta della compravendita e del trasporto del gas da parte di monopoli extraeuropei.

Il Southstream, sostenuto da Russia, Ungheria, Serbia, Slovenia e Bulgaria, è gestito a maggioranza dal monopolista statale russo del gas Gazprom, ed in quota minoritaria dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall, e da quella francese EDF.

Matteo Cazzulani

GAS: NABUCCO, TAP E SOUTHSTREAM SI CONTENDONO I BALCANI

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on February 9, 2013

Il gasdotto dalla verdiana denominazione interessato ad espandersi in Serbia, Slovenia, Croazia, Montenegro e Macedonia, mentre il Gasdotto Trans Adriatico ha pianificato il prolungamento lungo le coste montenegrine, bosniache, croate e slovene. L’UE dichiara la propria neutralità

Serbia, Croazia, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Slovenia e Macedonia sono i mercati energetici contesi tra Unione Europea e Russia. Come riportato dalla Trend, il consorzio deputato alla costruzione del gasdotto Nabucco ha dichiarato interesse ad espandere la realizzazione dell’infrastruttura anche ai Paesi dei Balcani.

Il Nabucco è concepito per trasportare all’anno 30 Miliardi di metri cubi di gas proveniente dall’Azerbaijan al terminale di Baumgarten, in Austria, a partire dalla Turchia europea, attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Secondo quanto dichiarato dal consorzio deputato alla sua realizzazione, Montenegro, Macedonia, Serbia e Croazia possono essere raggiunti da diramazioni del gasdotto appositamente costruite.

Come riportato dalla Trend, la decisione del consorzio Nabucco sarebbe motivata dal desiderio espresso pubblicamente dal colosso energetico azero SOCAR di avviare le esportazioni nei mercati dei Balcani.

Inoltre, la dichiarazione consorzio deputato alla realizzazione del Nabucco rappresenta una risposta al Gasdotto Trans Adriatico -TAP: progetto concorrente e alternativo all’infrastruttura dalla verdiana denominazione, concepito per veicolare all’anno 21 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia all’Italia attraverso l’Albania.

Anche la TAP ha preventivato il prolungamento verso i Paesi dei Balcani tramite il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP: diramazione del Gasdotto Trans Adriatico progettata dal territorio albanese per rifornire di gas azero Montenegro, Bosnia Erzegovina, Croazia e Slovenia.

Sia il Nabucco che la TAP appartengono al Corridoio Meridionale UE: fascio di gasdotti concepito dalla Commissione Europea per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas per il Vecchio Continente attingendo direttamente dai giacimenti di oro blu dell’Azerbaijan.

Come riportato sempre dalla Trend, Bruxelles ha ribadito il supporto sia al Nabucco che al Gasdotto Trans Adriatico, in quanto ambo le infrastrutture sono programmate per veicolare il gas azero in territorio UE: la prima in Austria, la seconda in Italia.

A dividersi in fazioni a sostegno dei due progetti del Corridoio Meridionale UE sono però i Paesi del Vecchio Continente: Austria, Romania, Slovacchia, Polonia, Turchia e Bulgaria sostengono il Nabucco, mentre Italia, Svizzera, Grecia e Albania supportano la TAP.

Una risposta all’espansione di Mosca in UE

L’attenzione riservata da Nabucco e Gasdotto Trans Adriatico ai Balcani è dettata anche dalla concorrenza tra il Corridoio Meridionale UE e il Southstream: infrastruttura concepita dalla Russia per rifornire l’Europa di 63 Miliardi di metri cubi di gas, de facto aumentando la dipendenza dell’UE dalle forniture russe, che oggi coprono il 40% del fabbisogno totale dell’Unione Europea.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è pianificato dalle coste della Russia fino all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Contestato dalla Commissione Europea, il Southstream è però sostenuto economicamente dal monopolista statale russo del gas, Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF.

Sul piano politico, il Southstream è appoggiato dai Governi di Francia, Serbia, Ungheria e Slovenia, che antepongono l’interesse al mantenimento di relazioni privilegiate con Mosca alla sicurezza energetica e nazionale dell’UE.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA ALLA CONQUISTA DELLA TURCHIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 28, 2012

Il monopolista russo del gas, Gazprom, aumenta le forniture di oro blu per le compagnie private turche. Mosca cerca di minare la posizione assunta da Ankara in favore della politica energetica della Commissione Europea.

Il sistema energetico della Turchia

 

Se la politica prende un certo corso, meglio affidarsi ai privati Nella giornata di martedì, 27 Novembre, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha firmato un importante accordo che aumenta le forniture di gas dalla Russia in Turchia.

Come riportato dalla Reuters, Gazprom ha varato un contratto trentennale per la vendita di 6 miliardi di metri cubi di gas all’anno con le compagnie private turche Akfel, Bosforus e Kibal, e di 23 anni con la Bati Hatti.

L’oro blu di Gazprom sarà inviato via terra tramite il Gasdotto Transbalcanico: infrastruttura, dalla portata complessiva di 14 Miliardi di metri cubi di gas, che passa attraverso Ucraina, Romania e Bulgaria, fino alla Turchia europea.

L’accordo tra il monopolista statale russo, controllato dal Cremlino, e le compagnie private turche rappresenta una precisa mossa strategica della Russia per aumentare la dipendenza della Turchia dalle forniture di Gazprom, già forti per via del gasdotto Blue Stream.

Quest’infrastruttura sottomarina, compartecipata da Gazprom, dal colosso italiano ENI, e dalla compagnia statale turca Botas, è stata costruita nel 2005 sul fondale del Mar Nero orientale per rifornire di 16 miliardi di metri cubi di gas russo la Penisola anatolica, e rende ancor oggi la Russia il primo fornitore di oro blu per la Turchia.

Il contratto tra Gazprom e le compagnie private turche permette inoltre alla Russia di porre un ultimatum alla Botas che, a causa di dispute sulle tariffe, dal 2011 non ha ancora rinnovato gli accordi per l’importazione di gas con il monopolista russo.

Il mantenimento di una Turchia fortemente dipendente dal gas russo ha per la Russia un obiettivo per più ampio dal punto di vista geopolitico.

Ankara è infatti un Paese cruciale per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas all’Europa, approntato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture di Gazprom, che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Dopo avere firmato con l’Azerbaijan un pre-accordo per l’importazione di 16 Miliardi di metri cubi di gas in Europa, la Commissione Europea ha varato il Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito per trasportare direttamente l’oro blu dal Bacino del Caspio nel Vecchio Continente.

Il ruolo della Turchia nel Corridoio Meridionale è di prim’ordine. Oltre che Paese di transito e di partenza delle tre condutture del Corridoio Meridionale, Ankara sostiene politicamente ed economicamente due dei gasdotti progettati per veicolare il gas azero in Europa.

Il Governo turco supporta il Gasdotto Transanatolico – TANAP: infrastruttura, compartecipata dal colosso azero SOCAR, da quello norvegese Statoil, da quello britannico British Petroleum, dalle compagnie turche Botas e TPAO, e dalla francese Total, che veicola il gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Georgia alle coste occidentali del Paese.

Ankara appoggia inoltre ufficialmente il Nabucco: gasdotto, compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, dalla bulgara Bulgargaz, e dalla tedesca RWE, concepito per veicolare il gas in Austria attraverso Turchia occidentale, Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Infine, la Turchia guarda con interesse anche al Gasdotto Trans Adriatico – TAP – compartecipato da Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.On, concepito per veicolare il gas azero in Italia dal confine turco-greco attraverso Grecia ed Albania.

L’obiettivo della Russia è l’Europa

Una più forte dipendenza della Turchia dal gas della Russia potrebbe condizionare l’orientamento pro-europeo della politica energetica di Ankara, ed asservire totalmente il Governo turco ai piani di Mosca, che è contraria alla politica di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea.

Del resto, un avvicinamento tra la Russia e la Turchia è già stato registrato con l’imprimatur dato da Ankara a Mosca per la costruzione nel acque territoriali turche del Southstream.

Questo gasdotto, compartecipato da Gazprom, ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF, è stato avviato dalla Russia per bloccare la realizzazione del Corridoio Meridionale, ed aumentare la dipendenza dell’Europa dalle forniture di Mosca.

Noto come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è concepito per veicolare 63 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

La Commissione Europea ha aspramente criticato il Southstream, in quanto esso mette a serio repentaglio l’indipendenza energetica UE e la sicurezza nazionale dei 27 Paesi membri.

Matteo Cazzulani

IRAN E SIRIA SUGGELLANO L’ALLEANZA POLITICA CON UN GASDOTTO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 20, 2012

Teheran da il via ad un investimento di 10 Miliardi di Dollari per un progetto di 1200 chilometri finalizzato al rifornimento di gas iraniano in territorio siriano attraverso l’Irak. La geopolitica alla base della conduttura.

Il presidente siriano, Bashar al-Assad

Un gasdotto per evitare un totale isolamento internazionale. Nella giornata di lunedì, 19 Novembre, l’Iran ha dichiarato l’avvio della costruzione della prima tranche di 225 chilometri di un gasdotto concepito per rifornire di gas naturale la Siria attraverso l’Irak.

Come riportato dall’agenzia AP, l’infrastruttura, lunga complessivamente 1200 chilometri, è già stata concepita in Luglio, ma i risvolti geopolitici hanno portato le parti ad accelerare la costruzione del gasdotto per evitare ad Iran e Siria l’isolamento da parte della comunità internazionale.

L’Iran, secondo Paese al Mondo dopo la Russia per giacimenti di gas naturale posseduti, da tempo subisce ripercussioni commerciali dall’Occidente per via dello sviluppo del nucleare per scopi bellici.

La Siria, in preda ad una guerra civile, è governata dal regime di Bashar Al Assad, autore di una repressione del dissenso, e per questo contestato dagli Stati Occidentali – USA, Canada ed UE.

A dare risalto alla ratio politica del gasdotto è stato l’esponente governativo iraniano Ardeshir Rostami, che all’agenzia Fars ha sottolineato come l’investimento di 10 Miliardi di Dollari per la costruzione dell’infrastruttura sia giustificato per Teheran dal punto di vista geopolitico.

Oltre a rafforzare la posizione dell’Iran in Medio Oriente, e a garantire al regime siriano un consistente alleato, la costruzione del gasdotto dall’Iran alla Siria è l’ennesima infrastruttura energetica concepita per scopi meramente politici.

Il Gasdotto Ortodosso sancisce il tramonto dell’UE nel settore del gas

Altro esempio di ciò è il Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per incrementare i rifornimenti all’Europa – che già dipende dal gas russo per il 40% del fabbisogno continentale – di 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno di oro blu proveniente dalla Federazione Russa.

Dalle coste meridionali russe, il Southstream arriverà in Austria attraverso il fondale del Mar Nero, la Bulgaria, la Serbia, l’Ungheria, la Slovenia e l’Italia.

Oltre che per aumentare la dipendenza energetica del Vecchio Continente dalla Russia, il Southstream è concepito da Mosca per impedire alla Commissione Europea la realizzazione del piano di diversificazione delle forniture di gas concepito da Bruxelles per importare direttamente oro blu dall’Azerbaijan.

Nonostante il Southstream sia stato contestato dalla Commissione Europea per mettere a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei Paesi UE, Germania, Francia, Belgio e Olanda hanno dato il loro appoggio all’infrastruttura, anteponendo l’interesse nazionale alla creazione di una comune politica energetica europea.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è compartecipato dal monopolista statale russo del gas Gazprom – posseduto dal Cremlino – dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF.

Matteo Cazzulani

GAS: IL TURKMENISTAN AVVIA LO SFRUTTAMENTO DI UN GIACIMENTO DI 21 TRILIONI DI GAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 18, 2012

Ashgabat inizia i lavori per l’ottenimento di gas dallo Iolotan Settentrionale per rifornire India ed Europa. La commissione Europea invita il Governo turkmeno a siglare accordi con compagnie UE per garantire all’Europa di diversificare gli approvvigionamenti di oro blu.

I percorsi di Nabucco e Southstream

I russi, con la complicità di tedeschi e francesi, costruiranno pure il Southstream, ma il Bacino del Caspio resta comunque un’opportunità per garantire l’indipendenza energetica europea. Nella giornata di giovedì, 16 Novembre, il Turkmenistan ha comunicato l’avvio dello sfruttamento del giacimento Galkinshin, contenente 21,2 trilioni di metri cubi di gas.

Come riportato dalla Reuters, il giacimento, meglio noto come Iolotan Settentrionale, sarà sfruttato dal colosso cinese CNPC, dalle compagnie del Dubai Gulf Oil e Gas Fze, e dalle compagnie coreane LNG International Corp e Hyundai Engineering Corp.

Lo sfruttamento dello Iolotan Settentrionale rappresenta un’opportunità per l’Unione Europea. Come dichiarato da fonti governative turkmene, il gas del Galkinshin sarà inviato a Pakistan ed India attraverso il gasdotto TAPI – Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan, India – ma anche verso l’Europa, attraverso le infrastrutture che la Commissione Europea ha progettato nell’ambito del Corridoio Meridionale UE.

La Rappresentante della Commissione Europea, Patrizia Flor, ha invitato il Turkmenistan ad accelerare l’avvio dello sfruttamento del giacimento, e ad intavolare con le compagnie europee trattative per la firma di contratti per la fornitura di gas turkmeno nel Vecchio Continente.

Per il trasporto diretto del carburante turkmeno, Bruxelles ha progettato la costruzione di una serie di infrastrutture, il Corridoio Meridionale UE, concepite per veicolare gas dal Bacino del Caspio direttamente in Europa senza transitare per il territorio russo.

Il Corridoio Meridionale è inserito nel piano di diversificazione delle forniture di gas per l’UE varato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dall’oro blu della Russia, a cui l’Europa, nel suo complesso, è legata per il 40% del proprio fabbisogno.

Ad aggravare la dipendenza energetica dell’UE dalla Russia è la costruzione del Southstream: gasdotto progettato dal monopolista statale russo, Gazprom, in cooperazione con il colosso italiano ENI, la compagnia tedesca Wintershall e la compagnia francese EDF, per veicolare in Europa ulteriori 63 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno.

Criticato dalla Commissione Europea, il Southstream è sostenuto politicamente dalla Russia, dalla Germania, dalla Francia e dai Paesi su cui esso sarà costruito dal 7 Dicembre 2012: Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è un progetto politico della Russia che aumenta la dipendenza energetica dell’Unione Europea da Gazprom, cementa l’egemonia politica di Mosca in Europa, e mette a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei Paesi UE.

Gli USA sostengono la politica energetica della Commissione Europea

Sostegno al progetto di diversificazione delle forniture di gas varato dalla Commissione Europea per importare direttamente oro blu da Turkmenistan ed Azerbaijan è stato espresso dall’inviato speciale per le questioni energetiche del Dipartimento di Stato USA, Carlos Pascual.

Come riportato dall’autorevole Trend, venerdì, 17 Novembre, l’esponente USA, durante il forum del Consiglio Atlantico, ha dichiarato che tutti i gasdotti progettati attraverso la Turchia per trasporre gas dall’Azerbaijan e dal Turkmenistan, senza transitare per il territorio russo, sono un progetto di primaria importanza per la sicurezza energetica europea.

Un particolare riferimento è stato fatto da Pascual al Gasdotto Transanatolico – TANAP – progettato per veicolare 31 miliardi di metri cubi di gas dall’Azerbaijan alle coste occidentali della Turchia.

Secondo i progetti della Commissione Europea, la TANAP rifornirà due dei gasdotti più importanti del Corridoio Meridionale UE: il Nabucco, progettato per veicolare gas centro-asiatico in Austria via Turchia europea, Bulgaria, Romania ed Ungheria,e il Gasdotto Transadriatico – TAP – concepito dalle coste occidentali della Turchia fino in Italia, in Puglia, attraverso Grecia ed Albania.

Matteo Cazzulani

SOUTHSTREAM: ANCHE LA BULGARIA CEDE A GAZPROM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 16, 2012

Il governo bulgaro accetta dal monopolista russo uno sconto del 20% sul gas importato dalla Russia per i prossimi dieci anni in cambio della costruzione del Gasdotto ortodosso a Sofia. Il via alla costruzione del Gasdotto Ortodosso per il 7 Dicembre 

I percorsi di Nabucco e Southstream

La notizia era nell’aria, ma de facto si tratta del semaforo verde definitivo all’aumento del ruolo della Russia nella politica energetica europea. Nella giornata di giovedì, 15 Novembre, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha siglato con il Governo bulgaro un accordo per la costruzione in Bulgaria del gasdotto Southstream.

Come riportato da Natural Gas Europe, in cambio della costruzione del Southstream il Governo bulgaro, che a lungo non ha concesso il suo imprimatur al gasdotto russo, ha ottenuto uno sconto sulle forniture di gas del 20% a partire dal 2013 per dieci anni.

Nello specifico, Sofia riceverà da Gazprom 2,9 miliardi di metri cubi di gas all’anno secondo un tariffario collegato al listino prezzi mondiale del greggio. Dopo sei anni, le parti potranno rinegoziare il contratto.

“Lo sconto sul gas e il lungo termine contrattuale sono concessioni opportune per Sofia – ha dichiarato il Capo di Gazprom, Alexei Miller – La Bulgaria diventerà ora il principale paese di transito del gas russo verso i Paesi dell’Europa Occidentale”.

Con la firma dell’accordo per la costruzione del gasdotto con il Governo bulgaro, il Southstream ha de facto ottenuto il via libera definitivo. In precedenza, simili accordi sono stati raggiunti con i Governi di Ungheria, Serbia e Slovenia.

Nella giornata di mercoledì, 14 Novembre, a Milano, i Partner del Southstream hanno inoltre stabilito il via libera della costruzione del tratto sottomarino: 900 chilometri sul fondale del Mar Baltico dalle coste russe al porto di Varna.

Lungo 3600 chilometri, il Southstream è progettato dalla Russia per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Oltre a Gazprom, che mantiene il 50% dell’infrastruttura, il Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream – è compartecipato dal colosso italiano ENI per il 20%, dalla compagnia tedesca Wintershall e dal quella francese EDF rispettivamente per il 15%.

Il Southstream è un progetto politico: l’aumento delle forniture del gas russo in Europa incrementa la dipendenza dell’Unione Europea dalla Russia, e mette a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei 27 Paesi del Vecchio Continente.

Nicchia anche la Commissione Europea

Dinnanzi all’avanzata del Southstream, che si è intensificata particolarmente negli ultimi mesi, la Commissione Europea ha assunto una posizione attendista.

Come riportato dall’agenzia PAP, il Commissario dell’Energia, Gunther Oettinger, ha ritenuto il Southstream un progetto interessante, la cui realizzazione risulta utile per l’approvvigionamento di gas in Europa.

Nello stesso tempo, ha ritenuto come il gasdotto russo debba rispettare i parametri ambientali ed il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che liberalizza il mercato europeo del gas, e vieta a monopoli come Gazprom la gestione congiunta della compravendita e del trasporto del gas.

Per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture della Russia – che coprono il 40% del fabbisogno continentale – il Commissario Oettinger ha concepito un piano di diversificazione delle forniture di gas per l’Unione Europea per trasportare oro blu dall’Azerbaijan direttamente nel Vecchio Continente tramite appositi gasdotti inseriti nel Corridoio Meridionale UE.

Nel Settembre 2012, Oettinger ha inoltre aperto un’inchiesta ufficiale contro Gazprom per condotta anticoncorrenziale nei mercati dell’Europa Centro-Orientale, dove il monopolista russo, per motivi politici, ha imposto alti prezzi per il gas a Governi avversati per avere sostenuto apertamente il piano di diversificazione delle forniture di oro blu della Commissione Europea.

Matteo Cazzulani